presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
sul Vertice mondiale della FAO sulla sicurezza alimentare - eliminare la fame nel mondo
José Bové, Martin Häusling, Franziska Keller, Alyn Smith, Michail Tremopoulos
a nome del gruppo Verts/ALE
Risoluzione del Parlamento europeo sul Vertice mondiale della FAO sulla sicurezza alimentare - eliminare la fame nel mondo
B7‑0172/2009
Il Parlamento europeo,
– vista la Dichiarazione del primo Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, organizzato dalla FAO dal 13 al 17 novembre 2009,
– vista la Dichiarazione del Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, adottata dai membri della FAO il 16 novembre 2009,
– vista la Valutazione internazionale delle scienze e tecnologie agricole al servizio dello sviluppo (IAASTD, International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development) delle Nazioni Unite, che è stata avviata dalla FAO e dalla Banca Mondiale e svolta dall'UNDP (Programma di sviluppo delle Nazioni Unite), dall'UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente), dall'OMS e dall'UNESCO, e che ha formulato raccomandazioni dettagliate ai governi su come rafforzare i sistemi agricoli sostenibili e porre fine a fame e povertà,
– visto l'articolo recentemente pubblicato su "Nature" da eminenti scienziati dal titolo "A safe operating space for humanity" (" Uno spazio operativo sicuro per l'umanità"), che quantifica i limiti planetari dei sistemi di produzione insostenibili, comprese le conseguenze in termini di cambiamento climatico, perdita di biodiversità, cicli dell'azoto e del fosforo e gestione delle acque,
– viste le implicazioni delle tendenze mondiali in fatto di abitudini alimentari per il cambiamento climatico, la salute pubblica e la sicurezza alimentare globale, quali indicate nello studio del Parlamento sulle risorse naturali intitolato "Implications of Global Trends in Eating Habits for Climate Change, Health and Natural Resources" (IP/A/STOA/IC/2008-180),
– visto l'impegno dell'UE per la coerenza delle politiche ai fini dello sviluppo, la quale significa che nessuna misura in altri settori deve andare contro gli obiettivi dello sviluppo (il "consenso europeo sullo sviluppo", 2005; trattato di Lisbona),
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del proprio regolamento,
A. ricordando che al Vertice mondiale sull'alimentazione del 1996 i rappresentanti di 185 paesi si impegnarono a ridurre della metà entro il 2015 il numero delle persone che soffrono la fame; considerando che più di 40 milioni di persone muoiono di fame ogni anno; considerando che le famiglie contadine, i pastori e i lavoratori agricoli rappresentano oltre la metà della popolazione mondiale e sono le principali vittime della fame,
B. considerando che il numero delle persone che soffrono la fame nel mondo, anziché diminuire, nel 2009 ha ormai superato il miliardo, secondo le stime della FAO, su una popolazione mondiale di sei miliardi di persone, mentre, sempre secondo la FAO, il pianeta potrebbe attualmente dare nutrimento a 12 miliardi di persone,
C. considerando che la Dichiarazione finale del Vertice mondiale sull'alimentazione del 2009 non analizza sufficientemente le ragioni della mancata eliminazione della fame né formula proposte concrete per intensificare la lotta contro la fame, ma si limita semplicemente a rinviare al 2005 la scadenza per l'obiettivo dell'eliminazione della fame,
D. considerando che la diminuzione mondiale degli investimenti pubblici nell'agricoltura e nello sviluppo rurale verificatasi nello scorso decennio ha indebolito la stabilità dell'approvvigionamento globale di derrate alimentari, mentre nei paesi in via di sviluppo sono stati spesso effettuati investimenti commerciali in produzioni orientate all'esportazione, a scapito dell'approvvigionamento alimentare interno,
E. considerando che le sovvenzioni all'esportazione e l'aiuto alimentare dell'UE e degli Stati Uniti sono stati tra le principali cause della distruzione dei mezzi di assistenza rurali e dell'agricoltura di sussistenza su piccola scala nei paesi in via di sviluppo, e come risultato hanno lasciato milioni di famiglie prive di terra e di un accesso sicuro ai generi alimentari o di un reddito sufficiente per provvedere alla propria alimentazione,
F. considerando che la quota di terreni disboscati e di risorse agricole utilizzata per la produzione di alimenti per animali, carni e biomassa per agrocarburanti è cresciuta, contribuendo in misura considerevole alla volatilità dei prezzi alimentari e incentivando a livello mondiale la speculazione sui prodotti agricoli di base,
G. considerando che negli scorsi decenni la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e l'Organizzazione mondiale del commercio hanno imposto ai paesi in via di sviluppo misure di liberalizzazione degli scambi, il che ha portato ad un'intensificazione della concorrenza sleale nel settore agricolo a spese dell'approvvigionamento locale di prodotti alimentari e dei sistemi agricoli sostenibili,
H. considerando che il rapporto dell'IPCC (il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) prevede un deterioramento delle capacità e della produzione agricole nella maggior parte dei paesi sub sahariani,
I. considerando che i cambiamenti climatici stanno avendo un grave impatto sull'agricoltura, ad esempio riducendo le rese dei raccolti per la carenza d'acqua, rendendo più difficili le attività agricole, specialmente nei paesi più poveri,
1. riafferma che l'accesso a un'alimentazione sufficiente e sana è un diritto umano fondamentale sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che dev'essere tutelato attraverso l'azione comune dei governi, degli organismi internazionali e delle imprese; sottolinea che il mancato soddisfacimento o la negazione di tale diritto vanno considerati una violazione di un diritto umano universale;
2. ritiene che una vera lotta contro la fame richieda l'instaurazione di politiche di ampio respiro comprendenti agricoltura, sviluppo rurale e pesca, che rafforzino l'agricoltura sostenibile e i sistemi sostenibili di approvvigionamento alimentare, in modo da rafforzare la capacità dei paesi in via di sviluppo di nutrire la propria popolazione, anziché indebolire il loro approvvigionamento alimentare interno con importazioni a basso prezzo; in caso di necessità i paesi in via di sviluppo devono poter alzare i loro dazi di importazione o limitare le esportazioni di prodotti agricoli di base, senza che ciò abbia un impatto negativo sui paesi importatori di prodotti alimentari;
3. ritiene che la lotta contro la fame debba basarsi sul riconoscimento del diritto alla sovranità alimentare, definita quale capacità di un paese o di una regione di attuare democraticamente le proprie politiche, priorità e strategie per proteggere i mezzi di sostentamento e i diritti sociali, economici e culturali della sua popolazione, e ritiene che tali principi debbano avere la prevalenza sulla liberalizzazione degli scambi, la deregolamentazione e la privatizzazione, senza che ciò abbia un impatto negativo sui paesi importatori di prodotti alimentari;
4. valuta positivamente l'accordo generale dei Vertici sull'alimentazione circa il fatto che i piccoli agricoltori sono la chiave della lotta contro la fame e la povertà, e chiede che tale conclusione si rifletta adeguatamente nelle future politiche dell'UE in materia di sviluppo, agricoltura, pesca e commercio; afferma inoltre che la pesca su piccola scala ha le potenzialità per contribuire alla sicurezza alimentare nelle zone costiere;
5. valuta positivamente la riforma in corso del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (CFS) e sollecita la Commissione europea e gli Stati membri ad impegnarsi pienamente in una cooperazione rinnovata e pienamente inclusiva di tutti i soggetti interessati al fine di giungere al superamento della fame e della povertà;
6. esprime profonda preoccupazione per l'acquisizione di terreni coltivati da parte di investitori stranieri che si sta verificando soprattutto in Africa, pratica spesso segretamente appoggiata dai governi e che rischia di minare la sicurezza alimentare locale; richiama l'attenzione sulle conseguenze di ampia portata di tale processo in termini di gestione insostenibile delle terre e di accesso negato alle risorse alimentari interne; è inoltre preoccupato per la misura in cui l'UE e paesi terzi che, come l'UE, praticano la pesca in acque lontane acquisiscono l'accesso a stock ittici presenti nelle acque di paesi in via di sviluppo, col rischio che ciò porti ad un sovrasfruttamento delle risorse che potrà seriamente compromettere l'approvvigionamento di prodotti della pesca sui mercati di tali paesi;
7. sollecita la FAO e gli Stati membri ad impedire questi impatti negativi dell'acquisizione di terre coltivate, quali l'espropriazione di piccoli agricoltori, l'uso insostenibile delle terre e delle acque e i disordini dovuti alla carenza di prodotti alimentari, e a lavorare per regole comuni ed iniziative legislative, riconoscendo il diritto delle popolazioni dei singoli paesi di controllare il terreno agricolo ed altre risorse naturali vitali per la loro sicurezza alimentare;
8. invita la Commissione a svolgere una valutazione d'impatto completa che comprenda le conseguenze al di fuori dell'UE di politiche e programmi nei settori della politica agricola comune, della politica comune della pesca, della politica di sviluppo e commerciale, e lo "strumento di risposta rapida all'impennata dei prezzi alimentari nei paesi in via di sviluppo", al fine di stabilire un'impostazione politica coerente e sostenibile per la sicurezza alimentare globale e di aumentare la coerenza delle politiche ai fini dello sviluppo;
9. sollecita la Commissione e gli Stati membri a includere negli imminenti negoziati di Copenaghen meccanismi finanziari equi e principi di ripartizione degli oneri dell'adattamento ai cambiamenti climatici, con particolare attenzione alle necessità di fare dell'indispensabile sostegno a pratiche agricole ecologiche uno strumento coerente di lotta contro la fame, concentrandosi sulle necessità dei piccoli agricoltori e dell'agricoltura di sussistenza nel Sud del mondo;
10. sollecita la Commissione e il Consiglio a rinunciare ad ogni forma, visibile o invisibile, di sovvenzioni all'esportazione, le quali, come è ormai provato, contribuiscono ad aumentare fame e povertà;
11. sollecita la Commissione e gli Stati membri ad utilizzare gli aiuti allo sviluppo per ridurre la dipendenza degli agricoltori dai combustibili fossili, dagli input agrochimici quali fertilizzanti e pesticidi artificiali nonché da varietà di sementi che richiedono tali input e comportano diritti esclusivi di proprietà intellettuale; suggerisce inoltre di consolidare metodi agricoli locali e regionali basati su pratiche agricole sostenibili in grado di fornire riserve alimentari strategiche all'interno stesso dei paesi in via di sviluppo;
12. sollecita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare la quota dell'aiuto allo sviluppo destinata allo sviluppo rurale e all'agricoltura; sollecita la Commissione e gli Stati membri a combattere la speculazione finanziaria sui prodotti alimentari di base;
13. pone l'accento sulla necessità di un nuovo sforzo comune per conciliare la lotta contro la fame con le misure indispensabili per ridurre le emissioni di gas che incidono sul clima nonché per l'adattamento al cambiamento climatico, per adottare misure coordinate contro un'ulteriore perdita di fertilità dei suoli e perdita di biodiversità quali elementi essenziali dei metodi di produzione alimentare, per aumentare l'efficienza generale e ridurre gli sprechi nelle catene alimentari mondiali, per promuovere impostazioni agroecologiche di agricoltura a basso impiego di fattori di produzione e di agro-silvicoltura priva di incidenza sul clima, e per migliorare l'accesso ai mercati locali;
14. invita la FAO, i governi dei suoi membri e la Commissione a seguire le raccomandazioni formulate nella Valutazione internazionale delle scienze e tecnologie agricole al servizio dello sviluppo (IAASTD, International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development), affinché si invertano le concezioni scientifiche basate su un trasferimento di tecnologia dall'alto verso il basso e a sostituirla con concetti di innovazione partecipativa dal basso verso l'alto orientata agli agricoltori;
15. decide di istituire in seno al Parlamento europeo un gruppo di lavoro permanente ad alto livello sul contributo dell'UE al raggiungimento della sicurezza alimentare globale, al fine di elaborare punti di intervento comuni per le principali sfide individuate dalla Commissione europea per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurali sostenibili, e cioè il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la gestione sostenibile delle acque e dei suoli e le energie rinnovabili;
16. deplora il fatto che, con una sola eccezione, i Capi di Stato o di governo degli Stati membri non abbiano partecipato al recente Vertice sull'alimentazione, e incarica il suo Presidente di rendere noto tale rammarico a tutti i partecipanti a tale vertice e di incoraggiare il Consiglio e gli Stati membri della FAO ad intraprendere un'azione coerente contro la fame e la povertà;
17. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.