Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0189/2009

Testi presentati :

B7-0189/2009

Discussioni :

PV 14/12/2009 - 16

Votazioni :

PV 16/12/2009 - 4.4
CRE 16/12/2009 - 4.4

Testi approvati :


PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 130kWORD 70k
9.12.2009
PE432.809v01-00
 
B7-0189/2009

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B7‑0232/2009

a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento


sulle prospettive dell'agenda di sviluppo di Doha in seguito alla settima Conferenza ministeriale dell'OMC


Harlem Désir, Kader Arif, David Martin a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulle prospettive dell'agenda di sviluppo di Doha in seguito alla settima Conferenza ministeriale dell'OMC  
B7‑0189/2009

Il Parlamento europeo,

–   visto il capitolo IV, articolo 36 (Principi e obiettivi) e l'articolo 37 (Impegni), dell'accordo GATT,

–   vista la dichiarazione ministeriale dell'Organizzazioni mondiale per il commercio (OMC) del 14 novembre 2001,

–   vista la dichiarazione ministeriale dell'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) resa a Hong Kong il 18 dicembre 2005,

–   visti i progetti provvisori (o "modalità") del 2008 per un accordo finale sull'agricoltura e i prodotti non agricoli,

–   vista la dichiarazione dei leader del vertice del G20 adottata a Pittsburgh il 25 settembre 2009,

–   visto il discorso inaugurale di Pascal Lamy al forum pubblico dell'OMC del 28 settembre 2009,

–   visti gli Obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite e gli impegni di aiuto degli Stati membri dell'UE per combattere la fame e la povertà,

–   vista la relazione annuale dell'OMC per il 2009,

–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il ciclo di negoziati di Doha è stato lanciato con l'obiettivo di rettificare gli squilibri esistenti nel sistema internazionale di scambi e si fonda sulla convinzione che un sistema multilaterale basato su norme più giuste ed eque possa contribuire a un commercio equo al servizio dello sviluppo del mondo intero,

B.  considerando che tale obiettivo del ciclo di negoziati corrisponde ai principi di base dell'OMC, che il sistema multilaterale di scambi si fonda sulle regole del GATT, elaborato nel 1947, il cui preambolo afferma che le relazioni nel settore commerciale ed economico devono essere orientate verso l'aumento del tenore di vita e la realizzazione della piena occupazione e che il conseguimento di detti obiettivi è particolarmente urgente per le parti contraenti poco sviluppate e considerando che il preambolo dell’accordo del 1994 che istituisce l'OMC ha aggiunto che questi obiettivi devono essere perseguiti conformemente all'obiettivo dello sviluppo sostenibile mirando sia a proteggere sia a preservare l'ambiente,

C. considerando che la dichiarazione di Doha ribadisce l'impegno a favore di un trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo, al fine di tenere conto della loro situazione svantaggiata,

D. considerando che i colloqui ministeriali dell'OMC intesi a concludere il ciclo di negoziati di Doha sono entrati in una fase di stallo alla fine di luglio 2008,

E.  considerando che i paesi in via di sviluppo sono quelli che risentono maggiormente della sospensione del ciclo di negoziati, poiché il riequilibrio delle regole commerciali, atteso da lungo tempo, non può essere conseguito al di fuori del quadro multilaterale,

F.  considerando che occorre meglio definire e garantire i benefici derivanti da una conclusione riuscita dell'agenda di sviluppo di Doha per i paesi meno sviluppati; considerando che i membri dell'OMC intendono ribadire in particolare il forte impegno preso in occasione della Conferenza ministeriale di Hong Kong nel 2005 sugli aiuti al commercio,

G. considerando che le prospettive di completare l'agenda di Doha nel 2010 si stanno assottigliando, a causa della mancanza di un serio impegno da parte di alcuni paesi sviluppati,

H. considerando che la mancata conclusione di un accordo potrebbe seriamente pregiudicare la credibilità del sistema multilaterale di scambi e, di conseguenza, della stessa OMC,

I.   considerando che alla settima Conferenza ministeriale dell'OMC tenutasi a Ginevra dal 30 novembre al 2 dicembre 2009 i delegati hanno sottolineato la grande importanza di concludere l'agenda di sviluppo di Doha e il loro impegno nel conseguire l'obiettivo di sviluppo del ciclo di negoziati,

J.   considerando che l'attuale crisi finanziaria ed economia globale sta avendo un effetto negativo sulla crescita del commercio internazionale e che è probabile che gli scambi si riducano del 10% nel 2009,

K. considerando che sono necessarie norme commerciali più equilibrate ed eque per la ripresa economica globale,

1.  ritiene fermamente che sia necessario un quadro commerciale multilaterale efficace e rivisto al fine di costruire un sistema economico più equilibrato ed equo quale parte di una nuova governance globale al servizio dello sviluppo e dell'eliminazione della povertà; ribadisce pertanto il ruolo indispensabile dell'OMC e la necessità di migliorare le norme commerciali multilaterali;

2.  ricorda l'impegno assunto a Doha nel 2001 da tutti i membri dell'OMC inteso a concludere un ciclo di negoziati sullo sviluppo volti a correggere gli squilibri esistenti nel sistema di scambi commerciali e a porre il commercio al servizio dello sviluppo;

La settima Conferenza ministeriale

3.  nota che i negoziati dell'agenda di sviluppo di Doha non erano l'oggetto della settima Conferenza ministeriale; deplora tuttavia che gli alti dirigenti incontratisi nell'autunno 2009 non abbiano conseguito progressi tangibili sulla sostanza delle questioni affrontate, in particolare l'agricoltura, l'accesso al mercato non agricolo (NAMA) e i servizi;

4.  plaude al forte consenso conseguito dai membri dell'OMC sull'importanza di concludere l'agenda di sviluppo di Doha nel 2010 e sulla necessità di realizzare un bilancio nel primo trimestre del prossimo anno;

5.  plaude al rinnovato impegno da parte dei paesi sviluppati in relazione allo sviluppo e agli aiuti al commercio;

6.  nota che la legittimità dell'OMC si è rafforzata grazie al ruolo che l'organizzazione ha svolto nella crisi economica e, in particolare, nel monitorare le misure protezionistiche;

7.  nota che il 1° dicembre 22 paesi sviluppati hanno approvato un accordo quadro che prevede la riduzione dei dazi di almeno un quinto su un'ampia maggioranza delle reciproche esportazioni;

Accordo di Doha per lo sviluppo (DDA)

8.  invita i membri dell'OMC a concludere il ciclo di negoziati con successo al fine di istituire un quadro commerciale più equo che beneficerebbe, in ultima analisi, non solo ai paesi sviluppati, ma a tutti i partner commerciali;

9.  si rammarica della mancanza di azione politica da parte dei membri dell'OMC, in particolare gli Stati Uniti; invita i membri dell'OMC a porre in atto i loro impegni e ad impegnarsi il più possibile non solo per preservare i risultati concordati nel luglio 2008, ma anche per accordarsi sulle modalità all'inizio del prossimo anno al fine di concludere il ciclo di negoziati entro la fine del 2010;

10. ritiene che, per rispettare pienamente l'impegno di concludere il ciclo di sviluppo, i paesi sviluppati debbano evitare di perseguire obiettivi negoziali che potrebbero pregiudicare gli obiettivi di sviluppo; reputa altresì che i paesi emergenti debbano garantire che i loro obiettivi di sviluppo non pregiudichino quelli di altri paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati;

11. ritiene che nel quadro dei negoziati del DDA occorra dare la priorità alle esigenze dei paesi in via di sviluppo e in particolare dei paesi meno sviluppati e che lo sviluppo e il contributo del commercio all'eliminazione della povertà e il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio debbano essere in cima a qualsiasi altra considerazione;

12. nota che, nel contesto della crisi economica, l'economia mondiale resta fragile e incerta e che un rilancio del commercio mondiale basato su regole più equilibrate in seguito alla conclusione del DDA potrebbe contribuire alla ripresa della crescita globale;

i.   Agricoltura

13. sollecita i paesi sviluppati a rispettare gli impegni del luglio 2008 concernenti l'accesso al mercato agricolo nello stabilire le modalità definitive;

14. invita i paesi sviluppati e le economie emergenti a garantire che l'accordo assicuri ai paesi in via di sviluppo l'uso degli strumenti politici di cui hanno bisogno per difendere e sviluppare il loro settore agricolo e la produzione alimentare locale, per alzare il tenore di vita nelle zone rurali e migliorare la sicurezza alimentare, ossia l'accesso universale a livelli adeguati di cibo a prezzi accessibili; chiede pertanto l'inclusione nell'accordo di disposizioni chiare per un trattamento speciale e differenziato, specie in relazione a prodotti speciali e a meccanismi di salvaguardia specifici;

15. reputa che le sovvenzioni all'agricoltura debbano essere ridefinite in modo da promuovere metodi di produzione sostenibili sul piano sociale e ambientale e proteggere i diritti, il tenore di vita e la salute e la sicurezza dei lavoratori agricoli e delle piantagioni;

16. invita i membri dell'OMC, in particolare gli Stati Uniti, a rispettare l'impegno assunto a Hong Kong di eliminare le sovvenzioni all'esportazione, soprattutto sul cotone, onde sopprimere una delle misure maggiormente pregiudizievoli per i produttori agricoli dei paesi poveri;

ii.  NAMA (accesso al mercato non agricolo)

17. sollecita i membri dell'OMC a garantire che le riduzioni tariffarie in relazione al NAMA applicate nei paesi in via di sviluppo siano compatibili con il loro stadio di sviluppo, preservino il loro margine di azione politica e tengano conto delle diverse esigenze dei paesi in via di sviluppo quando viene loro chiesto di ridurre i propri dazi, specie nei settori o nelle industrie sensibili;

18. ricorda la decisione di Hong Kong secondo cui l'approccio settoriale ai negoziati relativi ai "dazi zero" deve restare volontario;

iii. Servizi

19. ricorda la necessità di rispettare pienamente il diritto dei governi di mantenere la loro capacità di regolare la fornitura dei servizi essenziali, in particolare i servizi pubblici, quali la sanità, l'istruzione, la cultura, la comunicazione, l'approvvigionamento idrico ed energetico;

20. prende atto dell'impatto negativo sui mercati finanziari della liberalizzazione dei servizi, che ha contribuito all'attuale crisi economica e finanziaria; chiede quindi di fare in modo che gli accordi commerciali nel settore dei servizi finanziari prevedano misure atte a garantire il rispetto degli obiettivi della comunità internazionale e del G20 per quanto riguarda la regolamentazione dei tali servizi, in particolare al fine di evitare i vuoti giuridici e l'evasione fiscale;

Riforma dell'OMC

21. ritiene che la frustrazione dei paesi in via di sviluppo per la mancanza di trasparenza nel difficile processo negoziale evidenzi la necessità, una volta concluso il ciclo di negoziati, di affrontare urgentemente la questione della riforma dell'OMC, inclusa la necessità di migliorare la partecipazione di tutti i membri, specialmente i paesi poveri, al processo negoziale;

22. reputa che l'OMC debba affrontare in modo più efficace i legami tra il commercio e le nuove sfide globali quali il cambiamento climatico, la sicurezza e il lavoro dignitoso;

23. invita i membri dell'OMC a sostenere lo sviluppo di forti legami istituzionali tra l'OMC e altre organizzazioni internazionali quali OIL, FAO, UNCTAD, UNFCCC e altre organismi dell'ONU;

Trattato di Lisbona

24. esorta la Commissione europea ad associare strettamente il Parlamento europeo nei negoziati in corso; richiama pertanto l'attenzione sulla necessità di rinegoziare il trattato interistituzionale al fine di tenere conto, conformemente alle disposizioni commerciali del trattato di Lisbona, del fatto che la politica commerciale europea deve essere soggetta a un controllo democratico più rigoroso; invita la Commissione e il Consiglio a rivedere e a chiarire l'accordo interistituzionale (AII) per far riconoscere la piena partecipazione del Parlamento europeo ai negoziati dell'Unione europea sul commercio internazionale, garantendo in particolare che:

(a) al Parlamento sia comunicata, prima dell'apertura dei negoziati, la base giuridica scelta;

(b) nel in caso di una richiesta formale da parte del Parlamento, il Consiglio si impegni a non autorizzare l'apertura dei negoziati fino a quando il Parlamento non abbia espresso la propria posizione sulla proposta di mandato negoziale proposto, sulla base di una relazione della commissione competente;

(c) il Parlamento sia informato in modo regolare, tempestivo e completo, nel corso di tutti i negoziati commerciali bilaterali e multilaterali;

(d) se in qualsiasi fase della negoziazione il Parlamento adotta raccomandazioni relative alla conduzione dei negoziati, la Commissione tiene conto del parere del Parlamento prima di concludere un accordo;

(e) sia istituito un inventario interistituzionale contenente tutti i documenti forniti dalla Commissione al comitato speciale previsto ai sensi dell'articolo 207, paragrafo 3, del TFUE;

25. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al Direttore generale dell'OMC.

 

Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2010Avviso legale