Procedura : 2009/2730(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0192/2009

Testi presentati :

B7-0192/2009

Discussioni :

PV 14/12/2009 - 16

Votazioni :

PV 16/12/2009 - 4.4
CRE 16/12/2009 - 4.4

Testi approvati :

P7_TA(2009)0110

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0188/2009
9.12.2009
PE432.813v01-00
 
B7-0192/2009

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B7‑0232/2009

a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento


sulle prospettive dell'Agenda di sviluppo di Doha in seguito alla settima Conferenza ministeriale dell'OMC


Michael Theurer, Niccolò Rinaldi, Metin Kazak a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulle prospettive dell'Agenda di sviluppo di Doha in seguito alla settima Conferenza ministeriale dell'OMC  
B7‑0192/2009

Il Parlamento europeo,

–   visto il capitolo IV, articolo 36 (Principi e obiettivi) e l'articolo 37 (Impegni), dell'accordo GATT,

–   vista la dichiarazione ministeriale dell'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) resa a Doha il 14 novembre 2001,

–   vista la dichiarazione ministeriale dell'Organizzazioni mondiale per il commercio (OMC) resa a Hong Kong il 18 dicembre 2005,

–   vista la sua risoluzione del 4 aprile 2006 sulla valutazione del round di Doha a seguito della Conferenza ministeriale dell'OMC a Hong Kong(1),

–   visti i progetti provvisori (o "modalità") del 2008 per un accordo finale sull'agricoltura e i prodotti non agricoli,

–   vista la dichiarazione dei leader del vertice del G20 adottata a Pittsburgh il 25 settembre 2009,

–   visto il discorso inaugurale di Pascal Lamy al forum pubblico dell'OMC del 28 settembre 2009,

–   visti gli Obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite e gli impegni assunti in materia di aiuti dagli Stati membri dell'UE per lottare contro la fame e la povertà,

–   vista la relazione annuale dell'OMC per il 2009,

–   viste le conclusioni della settima Conferenza ministeriale dell'OMC del 2 dicembre 2009,

–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il ciclo di negoziati di Doha è stato lanciato nel 2001 con l'obiettivo di creare nuove opportunità di mercato, rafforzare le regole commerciali multilaterali e correggere gli squilibri esistenti nel sistema commerciale, mettendo il commercio al servizio dello sviluppo sostenibile e ponendo l'accento sull'inclusione economica dei paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati, alla luce della convinzione che un sistema multilaterale basato su regole più giuste possa contribuire a un commercio libero ed equo al servizio dello sviluppo del mondo intero,

B.  considerando che la dichiarazione di Doha ribadisce l'impegno a favore di un trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo, al fine di tenere conto della loro situazione svantaggiata,

C. considerando che i colloqui ministeriali dell'OMC intesi a concludere il ciclo di negoziati di Doha sono entrati in una fase di stallo alla fine di luglio 2008,

D. considerando che il commercio internazionale è stato colpito in modo particolarmente grave dalla crisi economica, con una riduzione dei flussi commerciali ancora più significativa di quella della produzione globale,

E.  considerando che la settima Conferenza ministeriale dell'OMC tenutasi a Ginevra dal 30 novembre al 2 dicembre 2009 ha sottolineato la grande importanza del commercio e del ciclo di negoziati di Doha per la ripresa economica e la riduzione della povertà nei paesi in via di sviluppo,

F.  considerando che il termine "Unione europea" è stato utilizzato per la prima volta in seno all'OMC nel corso della sessione di lavoro del 1° dicembre 2009 della settima Conferenza ministeriale, in seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona,

1.  ribadisce il suo impegno nei confronti del sistema multilaterale di scambi commerciali e dell'OMC quale garante di un sistema commerciale fondato su regole; ritiene che l'OMC abbia un ruolo cruciale da svolgere nel garantire una migliore gestione della globalizzazione e una distribuzione più equa dei vantaggi di quest'ultima;

2.  reputa che, nel quadro dell'attuale crisi economica, le regole e gli impegni dell'OMC abbiano evitato in larga misura che gli Stati membri facessero ricorso a misure restrittive del mercato, consentendo invece una certa flessibilità nell'adottare misure di ripresa economica;

Accordo di Doha per lo sviluppo (DDA)

3.  ricorda l'impegno assunto a Doha nel 2001 da tutti i membri dell'OMC inteso a concludere un ciclo di negoziati sullo sviluppo volti a correggere gli squilibri esistenti nel sistema di scambi commerciali e a porre il commercio al servizio dello sviluppo;

4.  riconosce i progressi conseguiti in relazione al DDA dopo la Conferenza ministeriale di Hong Kong; prende atto dell'impegno dimostrato in occasione della settima Conferenza ministeriale a Ginevra che non riguardava i negoziati relativi al DDA;

5.  sostiene con forza la conclusione del DDA sulla base di un esito esaustivo, ambizioso ed equilibrato dei negoziati, a vantaggio della crescita economica e dello sviluppo mondiali, nonché della credibilità del sistema multilaterale di scambi commerciali;

6.  ritiene che nel quadro dei negoziati del DDA occorra dare la priorità alle esigenze dei paesi in via di sviluppo e in particolare dei paesi meno sviluppati e che lo sviluppo e il contributo del commercio all'eliminazione della povertà e il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio debbano essere in cima a qualsiasi altra considerazione;

7.  invita i paesi in via di sviluppo più avanzati ad assumersi le loro responsabilità in qualità di attori economici globali e a fare concessioni proporzionate al loro livello di sviluppo e di competitività (settoriale); sottolinea l'importanza del commercio nord-sud e di quello sud-sud;

8.  chiede che si faccia un'opportuna distinzione tra i paesi in via di sviluppo avanzati e gli altri paesi in via di sviluppo, a favore dei paesi in via di sviluppo maggiormente bisognosi;

9.  esorta i paesi sviluppati e i paesi in via di sviluppo più avanzati ad aderire all'iniziativa dell'Unione europea "Tutto fuorché le armi", garantendo ai paesi meno sviluppati un accesso al mercato interamente esente da dazi e quote; sottolinea altresì l'importanza di un quadro rafforzato per l'aiuto al commercio;

10. invita la Commissione a perseguire gli obiettivi definiti nel mandato negoziale per quanto riguarda la tutela delle indicazioni geografiche e dei diritti di proprietà intellettuale, l'accesso al mercato per i prodotti industriali e i servizi e gli appalti pubblici sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo nonché i requisiti minimi per gli standard ambientali e sociali;

11. invita la Commissione a svolgere un ruolo più attivo nel promuovere progressi concreti nei negoziati in corso dell'OMC al fine di concludere il ciclo di negoziati di Doha entro la fine del prossimo anno e a fungere da ponte tra gli Stati Uniti e i paesi emergenti nonché a promuovere la piena partecipazione dei paesi in via di sviluppo e dei paesi meno sviluppati al commercio globale;

i.   Agricoltura

12. sollecita i paesi sviluppati a rispettare gli impegni del luglio 2008 concernenti l'accesso al mercato agricolo nello stabilire le modalità definitive;

13. invita la Commissione a rispettare rigorosamente il mandato negoziale conferitole dal Consiglio, che fissa come limite della sua azione la riforma già completata della PAC e i tagli dei sussidi previsti per il 2013, a condizione che concessioni equivalenti siano ottenute dai suoi partner commerciali, nonché a difendere con forza la posizione dell'UE sulle indicazioni geografiche;

14. sollecita i membri dell'OMC e in particolare gli Stati Uniti a rispettare l'impegno preso a Hong Kong relativo alla cessazione dei sussidi all'esportazione, in particolare sul cotone, al fine di eliminare una delle misure maggiormente pregiudizievoli nei confronti dei produttori dei paesi poveri;

ii.  NAMA (accesso al mercato non agricolo)

15. sollecita risultati ambiziosi nei negoziati sull'accesso al mercato non agricolo (NAMA) che garantiscano nuove reali opportunità di accesso al mercato mediante riduzioni considerevoli delle aliquote applicate, consentendo nel contempo un trattamento speciale e differenziato; è favorevole al perseguimento di iniziative settoriali nelle aree che interessano le esportazioni dell'UE;

iii. Servizi

16. invita la Commissione a mantenere una ferma posizione negoziale intesa a un reale rafforzamento dell'accesso al mercato per i prodotti e i servizi europei nelle economie sviluppate e in quelle emergenti;

17. incita i membri dell'OMC a valutare il potenziale impatto positivo della liberalizzazione dei servizi in generale;

Riforma dell'OMC

18. rileva la necessità di una riflessione su una riforma istituzione dell'OMC intesa a migliorarne il funzionamento nonché la legittimità e la responsabilità democratiche; sottolinea al riguardo l'importanza di una dimensione parlamentare dell'OMC; invita la Commissione a svolgere un ruolo attivo nella futura riforma istituzionale dell'OMC e nella promozione di un'assemblea parlamentare dell'OMC;

19. ritiene che la frustrazione dei paesi in via di sviluppo per la mancanza di trasparenza nel difficile processo negoziale evidenzi la necessità, una volta concluso il ciclo di negoziati, di affrontare urgentemente la questione della riforma dell'OMC,

20. reputa che l'OMC debba affrontare in modo più efficace i legami tra il commercio e le nuove sfide globali quali il cambiamento climatico, la sicurezza e l'autonomia alimentari e il lavoro dignitoso;

21. chiede una cooperazione rafforzata tra l'OMC e altre organizzazioni e organismi internazionali quali l'Organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD) al fine di garantire sostegno reciproco e coerenza tra le questioni commerciali e non commerciali; sostiene in proposito gli sforzi verso l'adozione di norme internazionali e di una cooperazione in ambito normativo;

22. sostiene il rafforzamento degli accordi di libero scambio esistenti e la conclusione di nuovi accordi bilaterali e regionali (OMC plus) i quali non devono tuttavia rappresentare un'alternativa al quadro multilaterale;

Trattato di Lisbona

23. invita la Commissione ad associare strettamente il Parlamento europeo nei negoziati in corso; richiama pertanto l'attenzione sulla necessità di rinegoziare il trattato interistituzionale al fine di riflettere le disposizioni commerciali del trattato di Lisbona, secondo cui la politica commerciale europea deve essere soggetta a un controllo democratico più rigoroso; intende rivedere l'accordo interistituzionale (AII), alla luce del trattato di Lisbona, al fine di garantire la piena partecipazione del Parlamento europeo ai negoziati commerciali internazionali dell'UE, in particolare assicurando:

(a) che il Parlamento sia informato, prima dell'avvio dei negoziati, della base giuridica prescelta;

(b) che, in caso di richiesta formale del Parlamento, il Consiglio accetti di non autorizzare l'avvio dei negoziati finché il Parlamento non abbia formulato la sua posizione sul mandato negoziale proposto sulla base di una relazione della commissione responsabile;

(c) che il Parlamento sia informato in modo regolare, completo e tempestivo durante tutti i negoziati commerciali bilaterali e multilaterali;

(d) che, se in qualunque fase dei negoziati il Parlamento adotti delle raccomandazioni concernenti il loro svolgimento, la Commissione tenga conto di tali raccomandazioni prima della conclusione di un accordo;

(e) che sia istituito un inventario interistituzionale contenente tutti i documenti forniti dalla Commissione al comitato speciale previsto ai sensi dell'articolo 207, paragrafo 3, del TFUE;

24. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al Direttore generale dell'OMC.

 

(1)

Testi approvati in quella data, P6_TA(2006)0123.

Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2010Avviso legale