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Ciclo del documento : B7-0199/2009

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B7-0199/2009

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PV 14/12/2009 - 16

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PV 16/12/2009 - 4.4
CRE 16/12/2009 - 4.4

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 119kWORD 69k
9.12.2009
PE432.821v01-00
 
B7-0199/2009

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B7‑0232/2009

a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento


sulle prospettive dell'Agenda di Doha per lo sviluppo (ADS) in seguito alla Settima Conferenza ministeriale dell'OMC


Helmut Scholz, Miloslav Ransdorf, Joe Higgins, Nikolaos Chountis a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sulle prospettive dell'Agenda di Doha per lo sviluppo (ADS) in seguito alla Settima Conferenza ministeriale dell'OMC  
B7‑0199/2009

Il Parlamento europeo,

–   vista la dichiarazione ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) del 14 novembre 2001,

–   visti gli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite e gli impegni degli Stati membri dell'UE di erogare aiuti per combattere la fame e la povertà,

–   vista la sinossi del presidente della Settima Conferenza ministeriale dell'OMC del 2 dicembre 2009,

–   vista la relazione dell'OIL sulle "Tendenze mondiali dell'occupazione" del gennaio 2009,

–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il ciclo di Doha è stato lanciato con l'obiettivo dichiarato di rettificare gli attuali squilibri nel sistema commerciale internazionale e con la convinzione che un sistema multilaterale, basato su norme più giuste ed eque, può contribuire a un commercio equo, al servizio dello sviluppo in tutti i continenti,

B.  considerando che la realtà dei negoziati è stata molto diversa dato che, sotto la guida dei principali paesi industrializzati, l'idoneità per l'accesso al mercato ha dominato su tutti gli altri obiettivi; considerando che l'adozione della direttiva sull'Europa globale ha contribuito ad accentuare questo orientamento, a beneficio degli interessi delle imprese, ignorando tutti gli altri obiettivi dell'UE, gli interessi dei suoi cittadini e quelli dei paesi in via di sviluppo,

C. considerando che, nonostante il preambolo del GATT affermi che "nel settore del commercio e delle attività economiche le relazioni dovrebbero essere condotte al fine di aumentare il livello di vita, garantire la piena occupazione [...]", gli sviluppi di questa organizzazione non hanno portato al conseguimento di tale obiettivo; che, al contrario, i negoziati nell'ambito delle norme del GATT e dell'OMC e la piena liberalizzazione degli scambi hanno contribuito alla soppressione di milioni di posti di lavoro, all'estensione della povertà e della fame, alla scomparsa di agricoltori a favore di aziende agroalimentari e alla distruzione dell'ambiente,

D. considerando che l'agenda neoliberale guidata dall'OMC e dalle istituzioni finanziarie internazionali (IFI), la deregolamentazione, la liberalizzazione e la privatizzazione dei servizi, le norme sui diritti di proprietà intellettuale e la liberalizzazione degli investimenti e degli appalti pubblici hanno portato a un aumento della povertà per la maggior parte delle persone, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli industrializzati,

E.  considerando che dopo 30 anni di fondamentalismo liberista, l'economia globale sta affrontando la crisi più grave dalla grande depressione del 1930 e l'OIL reputa che, a causa della recessione globale, oltre 50 milioni di lavoratori potrebbero perdere il posto di lavoro e fino a 200 milioni di persone potrebbero essere ridotte alla povertà estrema; considerando che le donne sono particolarmente colpite dagli effetti delle politiche neoliberaliste,

F.  considerando che l'impegno a favore di trattamenti speciali e differenziati per i paesi in via di sviluppo, impegno che figura nella dichiarazione di Doha per tener conto della loro situazione di disparità, non si è tradotto in proposte serie da parte dei paesi industrializzati,

G. considerando che i colloqui ministeriali dell'OMC intesi a concludere il ciclo di Doha sono entrati in una fase di stallo alla fine di luglio 2008 e che le posizioni sono oggi ancora più distanti e l'OMC ha perso ogni credibilità,

H. considerando che, nonostante la gravissima crisi nei settori del cambiamento climatico e dell'ambiente, della situazione sociale e occupazionale, e nonostante la crisi finanziaria ed economica, la Settima Conferenza ministeriale dell'OMC ha avuto luogo a Ginevra, dal 30 novembre al 2 dicembre 2009, senza alcun ordine del giorno per esaminare come le riforme del commercio internazionale potrebbero contribuire a risolvere queste crisi,

I.   considerando che il mandato conferito alla Commissione per il Millenium Round è stato approvato nel 2001 e da allora il mondo ha dovuto affrontare numerose crisi; che sono necessarie norme commerciali più equilibrate ed eque per affrontare il cambiamento climatico, congiuntamente a una ripresa economica mondiale,

1.  respinge le liberalizzazioni degli scambi e i loro effetti devastanti che hanno contribuito all'attuale crisi finanziaria, economica, climatica e alimentare, alla perdita di posti di lavoro, alla povertà e alla deindustrializzazione;

2.  condanna il fatto che l'OMC abbia convocato la Settima Conferenza ministeriale senza ottenere risultati positivi ed esorta la Commissione a proporre un'effettiva riforma del sistema di commercio internazionale, orientata verso l'adozione di norme di commercio equo, rispettoso degli accordi internazionali, e norme nazionali nel settore della giustizia sociale, dell'ambiente, della sovranità e la sicurezza alimentari, dell'agricoltura sostenibile, dell'industrializzazione, dello sviluppo e della diversità culturale;

3.  ritiene che il mandato conferito alla Commissione nel 2001 sia del tutto obsoleto e la esorta a presentare al Consiglio e al Parlamento un nuovo progetto di mandato per negoziati commerciali internazionali, con proposte aggiornate su come rispondere alla nuova situazione che il mondo si trova ad affrontare, dando la priorità all'ambiente e alla giustizia sociale, anziché all'accesso al mercato per favorire gli interessi delle imprese e degli investitori;

4.  ricorda la necessità di rispettare pienamente il diritto dei governi di mantenere la capacità di regolamentare la propria economia e i loro obblighi per quanto concerne la fornitura dei servizi essenziali, in particolare i servizi pubblici, come la sanità, l'istruzione, la cultura, le comunicazioni, l'approvvigionamento idrico ed energetico;

5.  esorta la Commissione a proporre un'effettiva riforma del sistema di commercio internazionale, orientata verso l'adozione di norme per un commercio equo, rispettoso delle norme internazionali in materia di giustizia sociale, ambiente, sovranità e sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, sviluppo e diversità culturale;

6.  deplora il comportamento degli Stati Uniti, innanzi tutto nella questione agricola, e ritiene che la Commissione dovrebbe costruire nuove alleanze con i paesi in via di sviluppo e con tutti i partner interessati a mettere a punto norme internazionali eque e a rafforzare le norme e le istituzioni sociali e ambientali;

7.  ritiene che le sovvenzioni all'esportazione debbano essere vietate e riorientate in modo da incoraggiare metodi di produzione sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale, supportati da un'agricoltura basata su piccole e medie aziende a conduzione familiare e cooperative, e proteggere i diritti, il tenore di vita, la salute e la sicurezza dei lavoratori agricoli e delle piantagioni;

8.  esorta i membri dell'OMC, in particolare gli Stati Uniti, a tener fede all'impegno di Hong Kong di porre fine alle sovvenzioni all'esportazione, soprattutto nel caso del cotone, onde eliminare una delle misure più dannose e distorsive del commercio, che colpisce i produttori agricoli dei paesi poveri; ricorda che l'obiettivo minimo dello 0,7% del PIL per la cooperazione allo sviluppo deve essere rispettato da tutti i paesi industrializzati;

9.  invita la Commissione a presentare una proposta per una nuova architettura istituzionale internazionale;

10. invita la Commissione a garantire che gli accordi commerciali nel settore dei servizi finanziari comprendano disposizioni volte ad assicurare l'obbligo di regolamentare questi servizi e, in particolare, di evitare i "buchi neri" e l'evasione fiscale;

11. esorta la Commissione a coinvolgere strettamente il Parlamento europeo nei negoziati in corso; richiama pertanto l'attenzione sulla necessità di rinegoziare il trattato interistituzionale affinché tenga conto delle disposizioni di carattere commerciale del trattato di Lisbona stando alle quali la politica commerciale europea deve essere soggetta a un controllo democratico più rigoroso; invita la Commissione e il Consiglio a rivedere e a chiarire l'accordo interistituzionale (AII) per assicurare la piena partecipazione del Parlamento ai negoziati commerciali internazionali dell'Unione europea, garantendo in particolare che:

a)  al Parlamento sia comunicata, prima dell'apertura dei negoziati, la base giuridica scelta;

b)  in caso di richiesta ufficiale del Parlamento, il Consiglio acconsenta a non autorizzare l'apertura di negoziati fino a quando il Parlamento non ha espresso la propria posizione sulla proposta di mandato negoziale, sulla base di una relazione della commissione competente;

c)  il Parlamento riceva regolarmente un'informazione tempestiva e completa nel corso di tutti i negoziati commerciali bilaterali e multilaterali;

d)  se il Parlamento, in qualsiasi fase della negoziazione, adotta raccomandazioni relative all'organizzazione dei negoziati, la Commissione tiene conto di tali raccomandazioni prima di concludere un accordo;

e)  sia istituito e utilizzato un inventario interistituzionale di tutti i documenti che la Commissione fornisce al comitato speciale di cui all'articolo 207, paragrafo 3, del TFUE;

12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Direttore generale dell'OMC e al Segretario generale dell'UNCTAD.

 

Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2010Avviso legale