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Ciclo del documento : B7-0276/2009

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B7-0276/2009

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PV 15/12/2009 - 20
CRE 15/12/2009 - 20

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 101kWORD 64k
15.12.2009
PE432.860v01-00
 
B7-0276/2009

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B7‑0238/2009

a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento


sui diritti umani, i simboli religiosi e la sussidiarietà


Sophia in 't Veld, Jeanine Hennis-Plasschaert a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sui diritti umani, i simboli religiosi e la sussidiarietà  
B7‑0276/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, il diritto all'istruzione e il divieto di discriminazione, quali tutelati dagli articoli 9 e 14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), dall'articolo 2 del protocollo n. 1 ad essa allegato e dagli articoli 10, 14 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–   vista la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Lautsi contro Italia,

–   visti il trattato di Lisbona e la futura adesione dell'UE alla CEDU,

–   vista l'interrogazione del 4 dicembre 2009 alla Commissione sulla difesa del principio di sussidiarietà (O-0152/2009 – B7-0238),

–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, secondo quanto afferma l'articolo 6, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea (TUE), i "diritti fondamentali, garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell'Unione in quanto principi generali",

B.  considerando che, in base all'articolo 6, paragrafo 2, del TUE, l'UE riconosce l'importanza della CEDU e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo,

C.  considerando che la Carta europea dei diritti fondamentali è stata elaborata in base al testo della CEDU e al suo acquis e che è vincolante per gli Stati membri ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1 del TUE, che afferma che "l'Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7 dicembre 2000, adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati",

D. considerando che il trattato di Lisbona stabilisce che "l'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali", garantendo così che l'UE nel suo ambito di competenze non violi la CEDU,

E.  considerando che l'adesione alla CEDU è un requisito indispensabile per l'adesione all'Unione europea, come previsto dai criteri di Copenaghen; che l'UE basa il suo dialogo internazionale in materia di diritti dell'uomo sulla CEDU e sulla Carta dei diritti fondamentali,

F.  considerando che la CEDU è pienamente conforme al principio di sussidiarietà, dal momento che la Corte europea dei diritti dell'uomo interviene unicamente una volta esauriti i ricorsi interni e soltanto quando uno Stato parte alla Convenzione non rispetti i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali previsti dalla Convenzione che ha firmato; considerando inoltre che la CEDU prevede meccanismi di ricorso,

1. afferma la sua adesione al principio di separazione tra Stato e Chiesa, alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, al diritto all'istruzione e al divieto di discriminazione, quali valori fondamentali dell'UE;

2.  sottolinea che i diritti e le libertà fondamentali sono diritti individuali e inalienabili di ogni singolo cittadino dell'UE;

3.  ritiene che gli Stati membri abbiano un obbligo attivo di garantire la libertà di religione e la libertà di coscienza per tutti i cittadini e di garantire che le istituzioni statali e pubbliche a tutti i livelli di governo rappresentino tutti i cittadini, a prescindere dal loro credo, religione o filosofia, e senza discriminazione; rileva che un elevato livello di protezione dei diritti e delle libertà ridurrà la necessità di un intervento giudiziario; è convinto che gli Stati membri debbano garantire e tutelare la libertà di religione e la libertà di coscienza delle minoranze, che siano organizzate o meno, anche incoraggiando i cittadini a trovare soluzioni consensuali, nel reciproco rispetto, in seno alle loro comunità;

4.  è convinto che la libertà di religione includa l'utilizzare, l'indossare o l'esporre simboli religiosi ma che l'esposizione obbligatoria di simboli religiosi in edifici utilizzati dalle autorità pubbliche, per esempio scuole statali o aule giudiziarie, favorendo una religione e una filosofia di vita rispetto a un'altra o vietando simboli di una determinata religione o filosofia di vita in modo discriminatorio, limiti inutilmente la libertà di religione e la libertà di coscienza;

5.  sottolinea che gli Stati membri, in base al principio di sussidiarietà, devono rispettare e applicare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali quali sanciti nella CEDU e nella Carta dei diritti fondamentali già a livello nazionale;

6.  rileva che l'applicazione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo costituisce un obbligo giuridico interno, internazionale ed europeo per gli Stati membri dell'UE, tanto in base agli impegni assunti con la firma e la ratifica della CEDU quanto per la loro adesione all'UE, così come previsto all'articolo 6 del TUE;

7.  ritiene che la Corte europea dei diritti dell'uomo debba operare in piena indipendenza e che le sue sentenze debbano essere impugnate in tribunale, non sulla scena politica;

8.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri e al Consiglio d'Europa.

 

Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2010Avviso legale