presentata a seguito di una dichiarazione dell'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
sull'Iran
Cornelia Ernst, Helmut Scholz
a nome del gruppo GUE/NGL
Risoluzione del Parlamento europeo sull'Iran
B7‑0086/2010
Il Parlamento europeo,
– viste le elezioni presidenziali del 12 giugno 2009 e i successivi disordini in Iran,
– vista la risoluzione adottata dal Consiglio dei governatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) il 27 novembre 2009 sull'applicazione del trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e delle pertinenti disposizioni contenute nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 1737 (2006), 1747 (2007), 1803 (2008) e 1835 (2008) nella Repubblica islamica dell'Iran,
– viste le sue precedenti risoluzioni sull'Iran, in particolare quelle del 7 maggio e del 22 ottobre 2009,
– vista la risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 29 ottobre 2009 sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica islamica dell'Iran,
– vista la dichiarazione del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2009,
– vista la quarta riunione interparlamentare PE-Iran, originariamente programmata a Teheran dal 9 all'11 gennaio 2010, annullata dalla parte iraniana,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del proprio regolamento,
Sulla democrazia e i diritti umani
A. considerando che sussistono seri indizi secondo cui le elezioni presidenziali di giugno sono state marcate da brogli massicci, da cui è nato un movimento di protesta su vasta scala (denominato "movimento verde") con dimostrazioni di massa all'interno e all'esterno dell'Iran, proseguite anche negli ultimi mesi,
B. considerando che le forze di sicurezza dell'Iran – guardie della rivoluzione, milizie Basij e polizia – hanno reagito con una repressione spietata, arrestando arbitrariamente migliaia di manifestanti pacifici e dissidenti, tra cui studenti e docenti, attivisti dei diritti delle donne, avvocati, giornalisti, blogger, esponenti del clero e noti difensori dei diritti umani, con la chiara intenzione di intimidire le critiche e soffocare il dissenso,
C. considerando che le forze di sicurezza hanno intensificato le loro vessazioni sistematiche nei confronti dei membri delle minoranze religiose come i bahá'isti e i sunniti e hanno lanciato una campagna di arresti ed esecuzioni arbitrarie contro la società civile e gli attivisti curdi, azeri, baluci e arabi,
D. considerando che sono decine i dimostranti uccisi nel corso degli attacchi delle forze di sicurezza o in detenzione, che gli arrestati sono stati migliaia e che restano tuttora in carcere circa 300 militanti; considerando che molte delle persone arrestate hanno riferito di essere state picchiate o torturate e in alcuni casi sottoposte a violenze sessuali nelle prigioni e nelle strutture di detenzione segrete; considerando i resoconti secondo cui centinaia di iraniani coinvolti nelle manifestazioni hanno lasciato il paese per timore di rappresaglie e sono alla disperata ricerca di un rifugio sicuro nei paesi limitrofi e in Europa,
E. considerando che da un'indagine parlamentare effettuata all'inizio del 2010 risulta che il sostituto procuratore Saeed Mortazavi è stato direttamente responsabile della morte di almeno tre detenuti, dovuta alle torture e all'incuria, nella prigione di Kahrizak,
F. considerando che il 28 gennaio 2010 è avvenuta l'esecuzione di Mohammad Reza Ali-Zamani e Arash Rahmanipour, le prime sentenze capitali eseguite e secondo fonti ufficiali legate al movimento di protesta, nonostante il fatto che almeno uno dei due, se non entrambi, erano già incarcerati al momento delle elezioni e considerando che secondo i resoconti sono almeno nove le persone condannate a morte con l'accusa di essere legate al movimento verde,
G. considerando che, a partire da agosto, sulla scena giudiziaria si stanno celebrando processi farsa per giudicare centinaia di riformatori e attivisti prominenti, con confessioni televisive apparentemente estorte, che si sono tradotte per alcuni in condanne a lunghe pene detentive e perfino a condanne a morte
H. considerando che il 27 dicembre, l'ultimo giorno delle festività Ashura, Ali Mousavi, nipote trentacinquenne di Mir Hossein Mousavi, il principale candidato presidenziale nelle elezioni di giugno, è stato colpito a morte da un'arma da fuoco e investito deliberatamente con un veicolo in un episodio che ha tutti i connotati di un omicidio mirato per trasmettere un avvertimento perentorio allo zio,
I. considerando che il fisico Masoud Ali Mohammadi è stato assassinato nell'esplosione di una bomba da molti interpretata come un avvertimento ai docenti e agli studenti universitari perché secondo i resoconti Masoud Ali Mohammadi ha svolto un importante ruolo nel convincere 400 altri scienziati a sostenere pubblicamente il dirigente dell'opposizione Moussavi e incoraggiato i suoi studenti a partecipare alle dimostrazioni pacifiche dopo le elezioni di giugno,
J. considerando che dopo le dimostrazioni di massa il 27 dicembre l'Iran ha accusato le potenze occidentali di fomentare i disordini, ha espulso due diplomatici britannici, fermato per 24 ore un diplomatico svedese e accusato il personale dell'ambasciata tedesca di sostenere attivamente il movimento di protesta,
K. considerando che dopo le elezioni le autorità iraniane hanno iniziato a oscurare su larga scala e con frequenza le reti radiotelevisive internazionali e a censurare diversi siti web internazionali, tra cui Facebook e Twitter, nonché i siti dell'opposizione interna e i servizi di telefonia mobile a Teheran, provocando problemi di trasmissione nelle reti di altri paesi mediorientali e perfino in Europa,
L. considerando che sono europee e russe le imprese che hanno fornito all'Iran i necessari dispositivi di filtraggio e di blocco, alcuni dei quali possono presentare rischi sanitari per la popolazione in prossimità degli impianti,
Sulla questione nucleare
M. considerando che in violazione dei suoi obblighi derivanti dal trattato di non proliferazione nucleare l'Iran ha costruito di nascosto un impianto di arricchimento a Qom e ne ha notificato l'esistenza all'AIEA solo molto tempo dopo l'inizio della costruzione e che quindi tale violazione delle regole induce a ritenere possibile l'esistenza di altri siti nucleari segreti e scuote ancora di più la fiducia nelle assicurazioni iraniane sul carattere meramente civile del programma nucleare del paese,
N. considerando che per individuare una soluzione diplomatica alla questione del programma nucleare iraniano l'UE, gli Stati Uniti, la Cina e la Russia hanno proposto un accordo sotto gli auspici dell'AIEA inteso a trasferire in Russia e in Francia l'uranio a basso arricchimento presente in Iran per la trasformazione in barre di combustibile destinato al funzionamento del reattore di ricerca medica di Teheran,
O. considerando che dopo il rifiuto della proposta da parte dell'Iran nel Consiglio di Sicurezza sono state avviate discussioni sul rafforzamento delle sanzioni contro l'Iran,
Sulla democrazia e i diritti umani
1. esprime la sua profonda preoccupazione perché le denunce di ampi brogli elettorali nel corso delle elezioni presidenziali in Iran nel giugno 2009 non hanno portato a un'inchiesta approfondita del parlamento o della guida suprema Khamenei e ritiene che legittimità del mandato del presidente Ahmedinejad ne sia seriamente compromessa nonostante la sua conferma da parte della guida suprema;
2. esprime la sua ammirazione per il coraggio delle decine di migliaia di iraniani che continuano a rischiare il proprio futuro professionale e la propria vita perché rivendicano maggiore libertà e maggiori diritti democratici nella Repubblica islamica dell'Iran;
3. deplora severamente il fatto che il governo e il parlamento iraniano apparentemente siano incapaci di dare una risposta costruttiva alle richieste giustificate di una generazione giovane, istruita e dinamica di iraniani che per troppo tempo hanno visto conculcate le proprie speranze di sviluppo economico e sociale;
4. condanna fermamente la sistematica e brutale repressione mirata contro i dimostranti pacifici e i critici del governo da parte delle forze di sicurezza nonché la chiusura di giornali e l'imposizione di chiudere le sedi di organizzazioni per i diritti umani;
5. chiede alle autorità iraniane di rimettere immediatamente in libertà le persone detenute per aver esercitato pacificamente i loro diritti di libera espressione, di associazione e di riunione e di disporre indagini e sanzioni a carico dei funzionari governativi e dei membri delle forze di sicurezza responsabili di omicidi, abusi e torture di membri delle famiglie di dissidenti, dimostranti e detenuti;
6. rinnova il suo appello alla magistratura iraniana affinché dichiari una moratoria delle condanne capitali e interdica in modo chiaro le esecuzioni di minori;
7. chiede alle autorità iraniane a porre immediatamente fine alla prassi dei processi farsa trasmessi alla televisione e al parlamento iraniano di rettificare gli elementi della legislazione iraniana che consentono al governo di negare i legittimi diritti processuali come l'accesso dell'imputato a un'adeguata assistenza giudiziaria;
8. condanna le azioni delle autorità iraniane intese a censurare la stampa scritta, a oscurare la radio e la televisione, per esempio la BBC, e a bloccare internet e chiede all'UE e ai suoi Stati membri di affrontare le conseguenze di tali metodi a livello internazionale nel quadro dell'Unione internazione delle telecomunicazioni (ITU);
9. critica fermamente le imprese internazionali, segnatamente la Nokia/Siemens, che forniscono alle autorità iraniane la tecnologia necessaria per le operazioni di censura e di sorveglianza e assecondano così le persecuzioni e gli arresti di dissidenti iraniani;
Sulla questione nucleare
10. deplora profondamente il fatto che il governo iraniano abbia respinto di nuovo ogni tentativo di compromesso sulla questione nucleare e che il governo di Ahmedinejad apparentemente punti a sfruttare l'argomento per distogliere l'attenzione dalla crisi interna nel paese;
11. invita l'Iran e gli altri paesi mediorientali che stanno prospettando investimenti nell'energia nucleare a non ripetere gli errori di diversi paesi membri dell'UE e a non optare per una tecnologia pericolosa e obsoleta; sollecita invece detti paesi a sviluppare tutte le opzioni delle tecnologie moderne con fonti energetiche rinnovabili, nonché l'efficienza e lo stoccaggio;
12. insiste su una composizione politica pacifica del contenzioso sul programma nucleare iraniano; ribadisce la sua opposizione a ogni intervento militare o alla minaccia dell'uso della forza e avverte che ogni azione militare porterebbe a un aggravamento della crisi nella regione; esprime la sua profonda preoccupazione sul rafforzamento della presenza militare degli Stati Uniti nella regione;
13. sollecita il proseguimento degli sforzi per trovare una soluzione negoziata globale ed equa per la questione nucleare iraniana sulla base del riconoscimento dei diritto dell'Iran a svolgere attività nucleari pacifiche e di assicurazioni verificabili dell'Iran sulla natura pacifica del suo programma nucleare; è fermamente convinto che il dialogo e la diplomazia possano conseguire una soluzione realistica a lungo termine della questione iraniana, in un quadro multilaterale sotto la supervisione dell'AIEA di Vienna;
14. ribadisce la sua rivendicazione che il trattato di non proliferazione nucleare deve essere applicato da tutte le parti e in tutti i suoi aspetti; rinnova la sua richiesta a tutti gli Stati detentori di armi nucleari di compiere passi graduali per ridurre il numero delle testate nucleari, a ridimensionare il ruolo delle armi nucleari nella politica di sicurezza e a sostenere la creazione di zone senza armi nucleari in Europa e nel Medio Oriente;
15. rinnova il suo appello al parlamento e al governo iraniano affinché ratifichino e applichino il protocollo addizionale e attuino pienamente le disposizioni dell'accordo di salvaguardia integrale;
16. esprime la propria preoccupazione per il fatto che Israele, India e Pakistan non siano ancora firmatari del trattato di non proliferazione nucleare; invita detti paesi a diventare parti di detto trattato; ribadisce la propria severa critica agli accordi nucleari conclusi tra USA, Francia e India, poiché contrastano con la logica del trattato di non proliferazione in quanto fanno diventare l'India l'unico paese conosciuto in possesso di armi nucleari autorizzato a scambi commerciali nucleari – compreso l'arricchimento – con il resto del mondo benché non sia parte del trattato di non proliferazione nucleare; ritiene che negoziati per istituire una zona senza armi nucleari nel Medio Oriente e nel Mediterraneo potrebbero profilarsi come importante passo in avanti per accogliere le esigenze di sicurezza dei paesi della regione; invita l'UE-3 a esporre questa ipotesi nei negoziati con l'Iran;
17. ribadisce in detto contesto la sua opposizione generica all'uso dell'energia nucleare per i gravi rischi potenziali che comporta, per il problema insolubile dei rifiuti, per i costi elevati e per il legame intrinseco con le armi nucleari;
Sulle relazioni Unione europea-Iran
18. richiama l'attenzione sul fatto che le sanzioni contro l'Iran non hanno dato alcun risultato utile per la soluzione del contenzioso riguardante il programma nucleare iraniano; esprime la propria preoccupazione perché nuove sanzioni potrebbero avere conseguenze negative per la popolazione iraniana; invita pertanto l'UE a proseguire i suoi sforzi diplomatici e a opporsi a nuove sanzioni contro l'Iran;
19. rammenta al Consiglio e agli Stati membri che il disarmo nucleare e la non proliferazione nucleare sono sostanzialmente correlati e si rafforzano a vicenda; invita pertanto gli Stati membri dell'UE a compiere passi progressivi per ridimensionare il ruolo delle armi nucleari nella politica di sicurezza e ad avviare misure visibili per far diventare l'Europa una zona senza armi nucleari;
20. sottolinea l'importanza di proseguire il dialogo con l'Iran a tutti i livelli, in particolare con la società civile; deplora il fatto che la parte iraniana abbia rinviato la visita della delegazione del Parlamento europeo, prevista dall'8 all'11 gennaio 2010; conferma il suo interesse a proseguire e intensificare il dialogo diretto con la società iraniana ed esprime la speranza che il governo e il parlamento iraniani rivedano la propria posizione sui contatti diretti;
21. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, nonché al governo e al parlamento della Repubblica islamica dell'Iran.