presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
sulla tredicesima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite
Heidi Hautala, Barbara Lochbihler, Franziska Katharina Brantner, Hélène Flautre, Nicole Kiil-Nielsen
a nome del gruppo Verts/ALE
Risoluzione del Parlamento europeo sulla tredicesima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite
B7‑0123/2010
Il Parlamento europeo,
– - viste le sue precedenti risoluzioni sul Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC), in particolare la sua risoluzione del 14 gennaio 2007 sullo sviluppo del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, incluso il ruolo dell'Unione europea(1) nonché quelle del 16 marzo 2006 sul risultato dei negoziati relativi al Consiglio per i diritti umani e sulla 62a sessione dell'UNCHR(2), del 29 gennaio 2004 sulle relazioni tra l’Unione europea e l’Organizzazione delle Nazioni Unite(3), del 9 giugno 2005 sulla riforma delle Nazioni Unite(4), del 29 settembre 2005 sui risultati del Vertice mondiale delle Nazioni Unite del 14-16 settembre 2005(5) e del 7 maggio 2009 sulla relazione annuale sui diritti umani nel mondo nel 2008 e sulla politica dell'Unione europea in materia(6),
– viste le sue risoluzioni d'urgenza sui diritti umani e la democrazia,
– vista la risoluzione A/RES/60/251 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che istituisce il Consiglio per i diritti umani (UNHRC),
– viste le precedenti sessioni regolari e speciali dell'UNHRC nonché le precedenti fasi del riesame periodico universale (UPR),
– viste la prossima tredicesima sessione dell'UNHRC, prevista nel marzo 2010 e l'ottava fase del riesame periodico universale (UPR) che si terrà dal 3 al 14 maggio 2010,
– visto il riesame del Consiglio per i diritti umani che sarà intrapreso nel 2011,
– viste le modifiche istituzionali introdotte in seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona,
– visti gli articoli 2 e 3, paragrafo 5, e gli articoli 18, 21, 27 e 47 del trattato sull'Unione europea nella versione risultante dal trattato di Lisbona,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento,
A. considerando che il rispetto, la promozione e la salvaguardia del carattere universale dei diritti dell'uomo sono parte integrante dell'acquis etico e giuridico dell'Unione europea e costituiscono una delle pietre miliari dell'unità e dell'integrità europee(7);
B. considerando che, nonostante i suoi limiti, l'UNHRC costituisce una piattaforma unica specializzata nei diritti umani e un forum specifico che si occupa dei diritti umani nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite;
C. considerando che il riesame dell'UNHRC seguirà due linee: lo statuto giuridico dell'organismo sarà discusso a New York e le procedure a Ginevra; considerando che nel corso dell'anno sono previste diverse iniziative e riunioni informali;
D. considerando che il ruolo dell'Unione europea quale attore globale si è accresciuto nel corso degli ultimi decenni e che un nuovo approccio costituito dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) potrebbe essere cruciale nell'aiutare l'Unione ad agire in modo più efficace per rispondere alle sfide globali in modo coerente, conseguente ed efficiente,
E. considerando che una delegazione della sottocommissione per i diritti dell'uomo del Parlamento europeo si recherà a Ginevra per la tredicesima sessione dell'UNHRC, come è avvenuto negli anni precedenti per le sessioni dell'UNHRC e, prima ancora, per la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, precorritrice dell'UNHRC,
Il lavoro del Consiglio per i diritti umani
1. ribadisce il suo appello agli Stati membri dell'UE affinché si oppongano attivamente a qualsiasi tentativo di indebolire i concetti di universalità, indivisibilità e interdipendenza dei diritti umani nonché ai tentativi, basati su presunti motivi di stampo culturale o religioso, di pregiudicare la protezione delle persone grazie a tali concetti;
2. mette in guardia contro l'estrema politicizzazione dell'UNHRC, che le impedisce di adempiere al proprio mandato; sottolinea l'importanza di risoluzioni specifiche per paese al fine di affrontare gravi violazioni dei diritti umani; condanna con forza, a tale proposito, l'uso delle cosiddette "no-action motions" (mozioni procedurali per evitare il dibattito e il voto sulle risoluzioni) ed esprime il suo disappunto per il ricorso a tale procedura durante l'undicesima sessione speciale del Consiglio, il che ha impedito l'adozione di una risoluzione finale sistematica e coerente che avrebbe affrontato la situazione nello Sri Lanka;
3. plaude all'organizzazione, su iniziativa del Brasile, della tredicesima sessione speciale su Haiti, il cui obiettivo era quello di focalizzarsi sull'integrazione di un approccio basato sui diritti umani nel quadro delle attività di ricostruzione dopo il devastante terremoto, nonché agli aspetti innovativi di tale sessione, quali l'organizzazione di una sessione speciale in seguito a una catastrofe naturale e la partecipazione di agenzie specializzate dell'ONU per fornire una base di esperti per la discussione; si rammarica che la risoluzione adottata non abbia sostenuto l'importante ruolo dell'esperto indipendente sui diritti umani ad Haiti nel fornire orientamenti per integrare i diritti umani nei più ampi sforzi dell'ONU o nelle iniziative dei paesi donatori per sostenere Haiti e invita gli Stati membri delle Nazioni Unite a dare un seguito a tale sessione inserendo l'approccio basato sui diritti umani nelle più vaste attività dell'ONU di sostegno ad Haiti,
4. deplora che l'UNHRC non sia stato sufficientemente in grado di affrontare in modo tempestivo altre gravi situazioni sul piano dei diritti umani; chiede agli Stati membri dell'UE di condannare le violazioni dei diritti umani e di impegnarsi attivamente a favore della creazione di meccanismi specifici dell'UNHRC, intesi a rispondere alle crisi in materia di diritti umani in Afghanistan, Guinea, Iran,Yemen e Iraq;
5. ribadisce la sua posizione per quanto riguarda la nozione di "diffamazione delle religioni" e, pur riconoscendo la necessità di affrontare appieno il problema della discriminazione nei confronti delle minoranze religiose, ritiene che l'inclusione di tale nozione nel protocollo recante norme complementari sul razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e tutte le forme di discriminazione non sia appropriata; chiede agli Stati membri delle Nazioni Unite di attuare appieno le norme esistenti in materia di libertà di espressione e di religione;
6. ribadisce il suo appello agli Stati membri dell'UE affinché garantiscano il rispetto dei diritti umani nelle proprie politiche interne poiché, in caso contrario, la posizione dell'UE in seno all'UNHRC sarebbe indebolita;
7. plaude al rinnovato impegno da parte statunitense in seno agli organi delle Nazioni Unite e alla successiva elezione degli USA fra i membri dell'UNHRC, nonché al contributo costruttivo fornito dagli Stati Uniti in merito alla libertà di espressione, in occasione della 64a Assemblea generale dell'ONU, e al piano d'azione sul seguito della conferenza di riesame di Durban; chiede agli Stati Uniti e agli Stati membri dell'UE di cooperare appieno su tali iniziative in futuro;
8. è preoccupato per la candidatura dell'Iran alle prossime elezioni all'UNHRC, che si terranno nel maggio 2010; ribadisce la propria opposizione al concetto di "tabula rasa" in relazione alle elezioni dell'UNHRC, chiede elezioni competitive per tutti i gruppi regionali ed esorta l'UE a fare tutto il possibile per impedire l'elezione all'UNHRC di paesi con un passato particolarmente problematico per quanto riguarda i diritti umani;
9. chiede all'UE e ai suoi Stati membri di fare pressioni affinché i candidati all'UNHRC siano tenuti a impegnarsi a cooperare con procedure speciali in linea con il loro mandato;
10. chiede un monitoraggio efficace dell'applicazione effettiva delle raccomandazioni degli organi dei trattati e delle procedure speciali nel quadro del processo del riesame periodico universale per ogni paese;
11. chiede agli Stati membri dell'UE di fare tutto il possibile per preservare i mandati specifici relativi alle procedure speciali; chiede il rinnovo del mandato del relatore speciale delle Nazioni Unite su Myanmar nonché un nuovo mandato nazionale specifico per la Repubblica democratica del Congo, alla luce del deterioramento della situazione umanitaria;
12. plaude allo "Studio comune sulle prassi globali in relazione alla detenzione segreta nel contesto della lotta al terrorismo" che sarà discusso nel corso della tredicesima sessione; invita gli Stati membri dell'UE a sostenere tale studio e a dare un seguito adeguato alla relazione, in linea con le precedenti posizioni del Parlamento al riguardo, specie nelle sue risoluzioni del 19 febbraio 2009(8) e del 14 febbraio 2007(9) sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegale di prigionieri;
13. chiede all'UE di impegnarsi attivamente nelle prossime sessioni del riesame periodico universale al fine di garantire una equa procedura e un esito che sostenga e segua le conclusioni e le raccomandazioni degli organi dei trattati e delle procedure speciali dell'ONU, anche fornendo l'assistenza tecnica necessaria per consentirne l'attuazione;
Seguito dato alla relazione sulla "Missione d'inchiesta Goldstone"
14. sottolinea che il rispetto della legislazione internazionale sui diritti umani e del diritto umanitario internazionale da parte di tutti i soggetti e in qualunque circostanza resta un requisito essenziale per il conseguimento di una pace giusta e duratura nel Medio Oriente, in particolare tra israeliani e palestinesi; ricorda la responsabilità della comunità internazionale di garantire l'individuazione delle responsabilità nei casi di violazione della legislazione internazionale sui diritti umani e del diritto umanitario internazionale; ritiene che un processo di pace efficace in Medio oriente presupponga responsabilità e giustizia;
15. invita l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri a lavorare verso una forte posizione comune dell'UE sul seguito da dare alla relazione sulla missione d'inchiesta sul conflitto a Gaza e nel sud di Israele, che esiga pubblicamente l'applicazione delle sue raccomandazioni e chieda di rendere conto della responsabilità per le violazioni del diritto internazionale, inclusi i presunti crimini di guerra, e sollecita entrambe le parti a condurre indagini che rispettino i principi internazionali di indipendenza, imparzialità, trasparenza, rapidità ed efficacia, in linea con la risoluzione A/64/L.11 dell'Assemblea generale dell'ONU e che tutti i responsabili dei presunti crimini siano tenuti a rendere conto delle loro azioni; ritiene che le indagini avviate finora da entrambe le parti non abbiano rispettato tali requisiti;
16. invita l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri a monitorare attivamente il rispetto delle raccomandazioni contenute nella relazione Goldstone, consultando le missioni esterne dell'UE e le organizzazioni della società civile sul campo in tale settore;
Riesame del Consiglio per i diritti umani
17. sottolinea la necessità di un processo di riesame trasparente ed esaustivo, che tenga conto delle ONG, della società civile e degli altri soggetti interessati;
18. sottolinea che il riesame dell'UNHRC non dovrebbe impedire a quest'ultimo di proseguire il suo importante lavoro sulle violazioni dei diritti umani;
19. invita gli Stati membri dell'UE, in vista dell'imminente prima riunione del gruppo di lavoro sul riesame dell'UNHRC istituito dalla risoluzione A/HRC/12/L.28, a stabilire una posizione comune su tale questione e ad elaborare una strategia negoziale efficace e proattiva;
20. invita la propria commissione per gli affari esteri a elaborare una raccomandazione al Consiglio affinché esso apporti un contributo tempestivo alla posizione dell'UE sul prossimo riesame;
21. ritiene, pur riconoscendo la necessità di un dibattito più ampio, che il riesame debba preservare l'indipendenza dell'ufficio dell'Alto commissariato per i diritti umani (OHCHR), tutelare e, se possibile, rafforzare le procedure speciali nonché garantire la possibilità per l'UNHRC di affrontare specifiche violazioni dei diritti umani mediante risoluzioni sui singoli paesi e mandati nazionali; prende atto del dibattito su come rafforzare l'UNHRC senza aprire il pacchetto sul rafforzamento delle capacità istituzionali;
22. reputa che il riesame del 2011 dell'UNHRC potrebbe rappresentare un'opportunità per accrescere il valore aggiunto del riesame periodico universale; sottolinea in particolare la necessità di assicurare la conformità delle raccomandazioni finali proposte dagli Stati durante il riesame con le norme internazionali sui diritti umani ed evidenzia l'importanza di un meccanismo di controllo orientato al risultato;
23. prende atto del dibattito in corso sulle relazioni tra l'UNHRC e la terza commissione dell'Assemblea generale nonché sull'appartenenza all'UNHRC; ribadisce la sua posizione secondo cui i due organismi di cui sopra sono complementari e ritiene che, mentre la partecipazione universale è garantita dallo status di membro e di osservatore, una composizione più ristretta del Consiglio potrebbe altresì contribuire a focalizzare le decisioni dell'UNHRC in modo più efficace;
Partecipazione dell'UE
24. riconosce il ruolo attivo dell'UE e dei suoi Stati membri nel lavoro dell'UNHRC e si congratula con il Belgio per il successo finora riportato dalla sua presidenza;
25. prende atto degli sforzi attivi profusi dall'UE per impegnarsi in una cooperazione transregionale e adottare iniziative al riguardo, ma chiede che tali sforzi siano intensificati;
26. reputa che la nuova struttura istituzionale dell'UE offra un'opportunità per dare maggiore coerenza, visibilità e credibilità all'azione dell'UE in senso all'UNHRC; invita al riguardo l'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione a garantire che siano adottate misure concrete per attuare il trattato di Lisbona, al fine di evitare un periodo di transizione troppo lungo che nuocerebbe alla credibilità dell'Unione;
27. incarica la sua delegazione presso la tredicesima delegazione dell'UNHRC di dar voce alle preoccupazioni espresse nella presente risoluzione; invita la delegazione a riferire alla sottocommissione per i diritti dell'uomo in merito alla sua visita e considera opportuno continuare a inviare una delegazione del Parlamento europeo presso le sessioni rilevanti dell'UNHRC;
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28. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al presidente della 64a Assemblea generale delle Nazioni Unite, al presidente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, all'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite e al gruppo di lavoro UE-ONU istituito dalla commissione per gli affari esteri.