Procedura : 2010/2528(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0124/2010

Testi presentati :

B7-0124/2010

Discussioni :

PV 24/02/2010 - 16
CRE 24/02/2010 - 16

Votazioni :

PV 25/02/2010 - 7.3
CRE 25/02/2010 - 7.3

Testi approvati :

P7_TA(2010)0036

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0123/2010
17.2.2010
PE432.981v01-00
 
B7-0124/2010

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla 13a sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite


Richard Howitt a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla 13a sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite  
B7‑0124/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC), in particolare la sua risoluzione del 14 gennaio 2007, sullo sviluppo del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e il ruolo dell'Unione europea(1), nonché quelle del 16 marzo 2006, sul risultato dei negoziati relativi al Consiglio per i diritti umani e sulla 62a sessione dell'UNHRC(2), del 29 gennaio 2004, sulle relazioni tra l'Unione europea e l'Organizzazione delle Nazioni Unite(3), del 9 giugno 2005, sulla riforma delle Nazioni Unite(4), del 29 settembre 2005, sui risultati del Vertice mondiale delle Nazioni Unite del 14-16 settembre 2005(5), e del 7 maggio 2009, sulla relazione annuale sui diritti umani nel mondo nel 2008 e sulla politica dell'Unione europea in materia(6),

–   viste le sue risoluzioni d'urgenza sui diritti dell'uomo e la democrazia,

–   vista la risoluzione A/RES/60/251 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che istituisce il Consiglio per i diritti dell'uomo (UNHRC),

–   viste le precedenti sessioni dell'UNHRC, sia ordinarie che straordinarie, nonché le precedenti fasi di riesame periodico universale (UPR),

–   viste la prossima tredicesima sessione dell'UNHRC, che si svolgerà nel marzo 2010, e l'ottava fase del riesame periodico universale, che si terrà dal 3 al 14 maggio 2010,

–   visto il riesame del Consiglio per i diritti dell'uomo che sarà intrapreso nel 2011,

–   viste le modifiche istituzionali introdotte con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona,

–   visti l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 5, e gli articoli 18, 21, 27 e 47 del trattato sull'Unione europea nella versione risultante dal trattato di Lisbona,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il rispetto, la promozione e la tutela dei diritti umani universali sono parte dell'acquis giuridico ed etico dell'Unione europea e costituiscono capisaldi dell'unità e integrità europea(7),

B.  considerando che l'UNHRC costituisce una piattaforma dalle caratteristiche uniche specializzata nei diritti umani universali nonché un forum specifico che si occupa di diritti umani nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite,

C. considerando che il riesame dell'UNHRC procederà su due binari, poiché lo status dell'organismo sarà discusso a New York, mentre le procedure saranno esaminate a Ginevra, e che nel corso dell'anno si svolgeranno diverse iniziative e riunioni informali,

D. considerando che il ruolo dell'Unione europea quale attore globale è cresciuto nel corso degli ultimi decenni e che il nuovo approccio che si concretizza nel Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) recentemente istituito potrebbe essere determinante per aiutare l'Unione ad agire in modo più efficace per rispondere alle sfide globali in modo coerente, conseguente e incisivo,

E.  considerando che una delegazione della sottocommissione per i diritti dell'uomo del Parlamento europeo si recherà a Ginevra durante la 13a sessione dell'UNHRC, come già avvenuto negli anni precedenti per le sessioni dell'UNHRC e, ancora prima, per quelle dell'organismo che l'ha preceduto, ossia la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani,

Il lavoro del Consiglio per i diritti umani

1.  rinnova il suo appello agli Stati membri affinché si oppongano attivamente a qualsiasi tentativo di indebolire il concetto di universalità, indivisibilità e interdipendenza dei diritti umani e incoraggino attivamente l'UNHRC a riservare la stessa attenzione a tutte le forme di discriminazione, quali che siano i motivi su cui si basano, inclusi il genere, la razza, l'età, l'orientamento sessuale, la religione o il credo;

2.  mette in guardia contro una politicizzazione estrema dell'UNHRC giacché impedisce a tale organismo di adempiere al proprio mandato; sottolinea l'importanza che rivestono le risoluzioni specifiche per paese nell'affrontare gravi violazioni dei diritti umani; condanna con forza, a tale proposito, l'uso delle cosiddette "no-action motions" (mozioni procedurali per evitare il dibattito e il voto sulle risoluzioni) ed esprime il suo disappunto per il ricorso a tale procedura durante l'11a sessione speciale del Consiglio, il che ha impedito l'adozione di una risoluzione finale sistematica e coerente che avrebbe affrontato la situazione nello Sri Lanka;

3.  plaude all'organizzazione, su iniziativa del Brasile, della 13a sessione speciale dedicata ad Haiti, il cui obiettivo era quello di focalizzare l'attenzione sull'inclusione di un approccio basato sui diritti umani negli sforzi di ricostruzione intrapresi dopo il devastante terremoto, e plaude anche ai suoi aspetti innovativi, quali l'organizzazione di una sessione speciale in seguito a una catastrofe naturale e la partecipazione di agenzie specializzate dell'ONU per disporre del parere di esperti quale base sui cui poggiare la discussione; si rammarica che la risoluzione adottata non abbia sostenuto l'importante ruolo svolto dall'esperto indipendente sui diritti umani ad Haiti nel fornire orientamenti per integrare i diritti umani nei più ampi sforzi dell'ONU o nelle iniziative di assistenza ad Haiti animate dai paesi donatori; invita gli Stati membri delle Nazioni Unite a dar seguito a tale sessione integrando l'approccio basato sui diritti umani nel più vasto sforzo dell'ONU a sostegno di Haiti;

4.  giudica deplorevole che l'UNHRC sia stato incapace di affrontare in modo tempestivo altre gravi situazioni sul piano dei diritti umani; chiede agli Stati membri dell'Unione europea di condannare le violazioni dei diritti umani e di adottare misure positive per incoraggiare la creazione, in seno all'UNHRC, di meccanismi ad hoc per rispondere alle crisi dei diritti umani in Afghanistan, Guinea Conakry, Iran e Yemen;

5.  ribadisce la sua posizione per quanto riguarda la nozione di "diffamazione delle religioni" e, pur riconoscendo la necessità di affrontare appieno il problema della discriminazione delle minoranze religiose, ritiene che l'inclusione di tale nozione nel protocollo recante norme complementari sul razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e tutte le forme di discriminazione non sia appropriata; invita gli Stati membri delle Nazioni Unite ad applicare integralmente le norme esistenti in materia di libertà di espressione e di religione;

6.  rinnova il suo appello agli Stati membri dell'UE affinché garantiscano il rispetto dei diritti umani nelle rispettive politiche interne, poiché in caso contrario la posizione dell'UE in seno all'UNHRC sarebbe indebolita;

7.  plaude al rinnovato impegno da parte statunitense in seno agli organi delle Nazioni Unite e alla successiva elezione degli USA fra i membri dell'UNHRC, nonché al contributo costruttivo fornito dagli Stati Uniti in merito alla libertà di espressione, in occasione della 64a Assemblea generale dell'ONU, e al piano d'azione sul seguito della conferenza di riesame di Durban; invita gli USA e gli Stati membri dell'UE a portare avanti tali iniziative e a cooperare appieno al riguardo in futuro;

8.  è preoccupato per la candidatura dell'Iran a membro dell'UNHRC in occasione delle elezioni che si terranno nel maggio 2010; ribadisce la sua opposizione al concetto di "tabula rasa" in relazione alle elezioni dell'UNHRC, chiede elezioni aperte per tutti i gruppi regionali e invita l'UE a fare il possibile per impedire l'elezione all'UNHRC di paesi con un bilancio particolarmente problematico per quanto riguarda i diritti umani;

9.  chiede all'UE e ai suoi Stati membri di continuare a fare pressioni affinché siano definiti i criteri da soddisfare per essere eletti all'UNHRC, in particolare con riferimento al requisito minimo di cooperare sulle procedure speciali in linea con il relativo mandato; invita l'UE ad assumere un ruolo guida elaborando con partner di regioni diverse una serie di orientamenti da utilizzare in occasione delle elezioni;

10. chiede che l'applicazione pratica delle procedure speciali e delle raccomandazioni degli organi creati in virtù dei trattati sia sottoposta a monitoraggio nel quadro del processo di riesame periodico universale per paese;

11. chiede agli Stati membri dell'UE di fare il possibile per preservare tutti i mandati relativi alle procedure speciali; sollecita il rinnovo del mandato del relatore speciale delle Nazioni Unite per Myanmar e la Repubblica popolare democratica di Corea (DPRK) e il conferimento di un nuovo mandato specifico per la Repubblica democratica del Congo (DRC), dato il deterioramento della situazione umanitaria in tale paese;

12. plaude allo studio congiunto sulle prassi mondiali in relazione alla detenzione segreta nel contesto della lotta al terrorismo ("Joint study on global practices in relation to secret detention in the context of countering terrorism"), che sarà discusso nel corso della 13a sessione; invita gli Stati membri dell'UE a sostenere tale studio e a dare un seguito adeguato alla relazione, in linea con le posizioni espresse in passato dal Parlamento sulla questione, specie nelle sue risoluzioni del 19 febbraio 2009(8) e del 14 febbraio 2007(9) sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegale di prigionieri; deplora i tentativi volti a censurare lo studio e a impedire che sia esaminato dal Consiglio per i diritti umani;

13. chiede all'UE di impegnarsi attivamente nelle prossime sessioni di riesame periodico universale al fine di garantire la correttezza della procedura e un esito che sostenga e segua le conclusioni e le raccomandazioni delle procedure speciali delle Nazioni Unite e degli organi creati in virtù dei trattati, anche fornendo l'assistenza tecnica necessaria per consentirne l'attuazione; invita l'UE a integrare ulteriormente le raccomandazioni frutto del riesame periodico universale in tutti gli ambiti della sua politica estera;

La missione d'inchiesta (relazione Goldstone)

14. sottolinea che il rispetto della legislazione internazionale sui diritti umani e del diritto umanitario internazionale da parte di tutti i soggetti e in qualunque circostanza resta un requisito essenziale per il conseguimento di una pace giusta e duratura nel Medio Oriente; ricorda alla comunità internazionale la responsabilità che le compete di garantire l'individuazione delle responsabilità in tutti i casi di violazione della legislazione internazionale sui diritti umani e del diritto umanitario internazionale; ritiene che un processo di pace efficace in Medio oriente presupponga assunzione di responsabilità e giustizia;

15. invita l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri a lavorare per definire una posizione comune forte dell'UE sul seguito da dare alla relazione sulla missione d'inchiesta sul conflitto a Gaza e nel sud di Israele, esigendo pubblicamente l'attuazione delle raccomandazioni ivi formulate e l'individuazione delle responsabilità di tutte le violazioni del diritto internazionale, inclusi i presunti crimini di guerra, sollecitando entrambe le parti a condurre indagini che rispettino i principi internazionali di indipendenza, imparzialità, trasparenza, rapidità ed efficacia, in linea con la risoluzione A/64/L.11 dell'Assemblea generale dell'ONU, ed esigendo che tutti i responsabili dei presunti crimini siano tenuti a rendere conto delle loro azioni; ritiene che le indagini avviate sinora non abbiano dato risultati soddisfacenti al riguardo;

16. invita l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri a monitorare attivamente l'attuazione delle raccomandazioni contenute nella relazione Goldstone, consultando le missioni esterne dell'UE e le ONG che operano sul terreno; chiede che le raccomandazioni e le osservazioni ad esse inerenti siano integrate nel dialogo dell'UE con entrambe le parti, nonché nelle posizioni assunte dall'UE nei consessi multilaterali;

Riesame del Consiglio per i diritti umani

17. sottolinea la necessità di un processo di riesame trasparente ed esaustivo, che tenga conto delle ONG, della società civile e di tutti gli altri soggetti interessati;

18. sottolinea che il riesame dell'UNHRC non dovrebbe impedire a quest'ultimo di proseguire il suo importante lavoro sulle violazioni dei diritti umani;

19. invita gli Stati membri dell'UE, in vista dell'imminente prima riunione del gruppo di lavoro sul riesame dell'UNHRC istituito dalla risoluzione A/HRC/12/L.28, a definire una posizione comune sulla questione e ad elaborare una strategia negoziale efficace e proattiva;

20. invita la sua commissione per gli affari esteri a elaborare una raccomandazione al Consiglio per fornire un contributo tempestivo alla posizione dell'UE sul prossimo riesame;

21. è fermamente convinto, pur riconoscendo la necessità di un dibattito più ampio, che il riesame debba preservare l'indipendenza dell'Ufficio dell'Alto commissariato per i diritti umani (OHCHR), salvaguardare e se possibile rafforzare le procedure speciali e garantire la possibilità per l'UNHRC di affrontare specifiche violazioni dei diritti umani mediante risoluzioni e mandati relativi a singoli paesi; prende atto del dibattito concernente le modalità per rafforzare l'UNHRC senza ricorrere al pacchetto "struttura istituzionale";

22. reputa che il riesame dell'UNHRC in programma nel 2011 potrebbe rappresentare un'opportunità per accrescere il valore aggiunto del riesame periodico universale; sottolinea in particolare la necessità di assicurare che le raccomandazioni finali proposte dagli Stati durante il riesame siano conformi alle norme internazionali sui diritti umani e pone l'accento sull'importanza di un meccanismo di controllo orientato al risultato;

23. prende atto del dibattito in corso sulle relazioni tra l'UNHRC e la terza commissione dell'Assemblea generale nonché sulla composizione dell'UNHRC; ribadisce che, a suo giudizio, i due organi sono complementari e che una composizione universale potrebbe presentare dei vantaggi, non da ultimo quello di rafforzare il carattere universale dei diritti umani, fermo restando che anche un organo di dimensioni più piccole potrebbe avere i suoi pregi;

24. riconosce il ruolo attivo dell'UE e dei suoi Stati membri nel lavoro dell'UNHRC e si congratula con l'Ambasciatore del Belgio, Alex Van Meeuwen, per il successo che ha sinora contraddistinto la sua presidenza;

25. valuta positivamente le priorità della Presidenza spagnola nel campo dei diritti umani e la prevista partecipazione del ministro degli Esteri spagnolo alla prossima sessione dell'UNHRC;

26. reputa che la nuova struttura istituzionale dell'UE offra l'opportunità per dare maggiore coerenza, visibilità e credibilità all'azione dell'UE in seno all'UNHRC; invita l'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione a garantire che siano adottate misure concrete per dare attuazione al trattato di Lisbona, al fine di evitare un periodo di transizione troppo lungo che nuocerebbe alla credibilità e all'efficacia dell'Unione e di garantire che i nuovi meccanismi accrescano la capacità dell'UE di coinvolgere paesi di altri blocchi e di cooperare con loro in modo interregionale su iniziative comuni;

27. incarica la sua delegazione alla 13a sessione dell'UNHRC di dar voce alle preoccupazioni espresse nella presente risoluzione, invita la delegazione a riferire alla sottocommissione per i diritti dell'uomo in merito alla visita e considera opportuno continuare a inviare una delegazione del Parlamento europeo in occasione delle sessioni pertinenti dell'UNHRC;

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28. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al presidente della 64a Assemblea generale, al presidente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, all'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite e al gruppo di lavoro UE-ONU istituito dalla commissione per gli affari esteri.

 

 

(1)

Testi approvati, P6_TA(2009)0021.

(2)

Testi approvati, P6_TA(2006)0097.

(3)

Testi approvati, P5_TA(2004)0037.

(4)

Testi approvati, P6_TA(2005)0237.

(5)

Testi approvati, P6_TA(2005)0362.

(6)

Testi approvati, P6_TA(2009)0385.

(7)

Articolo 2, articolo 3, paragrafo 5, e articolo 6 del TUE.

(8)

Testi approvati, P6_TA(2009)0073.

(9)

Testi approvati, P6_TA(2007)0032.

Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2010Avviso legale