presentata a seguito delle interrogazioni con richiesta di risposta orale B7‑0010/2010 – O-0170/2009 e B7‑0009/2010 – O-00169/2009
a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento
sul trattato di non proliferazione
Reinhard Bütikofer, Ulrike Lunacek, Franziska Katharina Brantner, Raül Romeva i Rueda, Indrek Tarand
a nome del gruppo Verts/ALE
Risoluzione del Parlamento europeo sul trattato di non proliferazione
B7‑0141/2010
Il Parlamento europeo,
– vista la proposta di raccomandazione al Consiglio presentata da Annemie Neyts‑Uyttebroeck, a nome del gruppo ALDE, e Angelika Beer, a nome del gruppo Verts/ALE, sulla non proliferazione e sul futuro del trattato di non proliferazione delle armi nucleari (B6‑0421/2008),
– vista la prossima conferenza di revisione delle parti del trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), prevista nel 2010,
– viste le sue precedenti risoluzioni del 26 febbraio 2004(1), 10 marzo 2005(2), 17 novembre 2005(3) e 14 marzo 2007(4), concernenti la non proliferazione nucleare e il disarmo nucleare,
– vista la strategia dell'Unione europea contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, adottata dal Consiglio europeo il 12 dicembre 2003,
– vista la dichiarazione del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, sul rafforzamento della sicurezza internazionale, in particolare i punti 6, 8 e 9, in cui si esprime la determinazione dell'Unione europea a "lottare contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori",
– visto il ruolo centrale svolto in materia di non proliferazione dal gruppo di fornitori nucleari,
– viste le risoluzioni 1540 (2004) e 1673 (2006) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla non proliferazione delle armi di distruzione di massa,
– visti il trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari, gli accordi di salvaguardia globali dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) e i relativi protocolli aggiuntivi, la convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari, la convenzione internazionale per la repressione degli atti di terrorismo nucleare, il codice di condotta dell'Aia contro la proliferazione dei missili balistici, il trattato per la riduzione delle armi strategiche (START I), che è scaduto nel 2009, e il trattato per la riduzione delle offese strategiche (SORT),
– vista la relazione sull'attuazione della strategia europea in materia di sicurezza approvata dal Consiglio europeo l'11 dicembre 2008,
– vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A6-0234/2009),
– visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori rappresenta, per gli attori statali e non statali, una delle minacce più serie alla stabilità e alla sicurezza internazionale,
B. considerando la chiara mancanza di progressi concreti (quali i cosiddetti "13 passi"(5)) nella realizzazione degli obiettivi del TNP convenuti in occasione delle precedenti conferenze di revisione e considerando, in particolare, che le minacce derivano ora da più fonti: il fatto che la crescente proliferazione vada di pari passo con l'aumento della domanda e della disponibilità di tecnologia nucleare; il potenziale rischio che tale tecnologia e il materiale radioattivo cadano nelle mani di organizzazioni criminali e di terroristi; la riluttanza degli Stati in possesso di armi nucleari firmatari del TNP a ridurre o eliminare i propri arsenali nucleari e a staccarsi da una dottrina militare di deterrenza nucleare,
C. considerando che occorre potenziare il TNP, in quanto cardine del regime globale di non proliferazione, e riconoscere che sono urgentemente necessari una leadership politica coraggiosa e una serie di misure progressive e consecutive per riaffermare la validità del TNP e rafforzare i trattati e le agenzie di cui consta l'attuale regime di non proliferazione e disarmo, ivi compresi, in particolare, il trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT) e l'AIEA,
D. considerando che la Commissione gode dello status di osservatore all'interno del gruppo dei fornitori nucleari e nella conferenza di revisione del TNP e che anche il segretariato del Consiglio partecipa alla conferenza sul TNP, nell'ambito della delegazione della Commissione o attraverso la Presidenza dell'Unione europea,
E. considerando che l'Unione europea si è impegnata a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per prevenire, scoraggiare, arrestare e, ove possibile, eliminare i programmi di proliferazione che rappresentano un motivo di preoccupazione su scala globale, e che tale impegno è chiaramente espresso nella strategia UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa adottata dal Consiglio europeo il 12 dicembre 2003,
F. considerando che l'Unione europea deve intensificare gli sforzi per contrastare i flussi di proliferazione e il finanziamento di quest'ultima, sanzionare gli atti di proliferazione e sviluppare misure volte a combattere i trasferimenti intangibili di conoscenze avvalendosi di tutti gli strumenti disponibili, tra cui i trattati multilaterali e i meccanismi di verifica, i controlli delle esportazioni coordinati a livello nazionale e internazionale, i programmi cooperativi di riduzione delle minacce nonché le leve politiche ed economiche,
G. considerando che l'UE ha aderito ad altre iniziative di non proliferazione e disarmo al di fuori del quadro delle Nazioni Unite,
H. considerando che, a partire del 2003, è divenuta prassi generale inserire "clausole di non proliferazione" in tutti gli accordi conclusi dall'UE con paesi terzi,
I. considerando che sono necessari uno stretto coordinamento e un'intensa collaborazione tra l'UE e i suoi partner, soprattutto gli Stati Uniti e la Russia, al fine di rafforzare il regime di non proliferazione e di imprimergli nuovo slancio,
J. considerando le dichiarazioni rese dal Presidente Obama, nelle quali egli ha sottolineato che gli Stati Uniti si adopereranno per costruire un mondo senza armi nucleari e lavoreranno con la Russia per togliere i missili balistici statunitensi e russi dallo stato di pronto uso e ridurre drasticamente gli arsenali statunitensi di armi e materiale nucleare; considerando che la ratifica da parte degli Stati Uniti del protocollo aggiuntivo agli accordi di salvaguardia dell'AIEA rappresenta un passo avanti positivo che contribuisce a creare fiducia; considerando inoltre che il Presidente Obama ha dichiarato che intende ultimare la ratifica da parte statunitense del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari,
K. considerando che, secondo le nuove proposte in materia di disarmo invocate da Henry Kissinger, George P. Shultz, William J. Perry e Sam Nunn nel gennaio 2007 e nel gennaio 2008 e campagne come "Zero globale", uno degli strumenti essenziali per garantire la prevenzione della proliferazione nucleare e il raggiungimento della sicurezza globale consiste nel passare all'eliminazione delle armi nucleari,
L. considerando che l'iniziativa congiunta britannico-norvegese volta a verificare la praticabilità di un possibile smantellamento delle armi nucleari e della definizione delle relative procedure di verifica, istituendo al contempo chiari adempimenti procedurali al riguardo, rappresenta un contributo concreto nella giusta direzione,
M. considerando che nel 2008 i governi francese e britannico hanno annunciato una riduzione delle loro testate operative ma hanno contemporaneamente deciso di modernizzare i rispettivi arsenali nucleari; considerando altresì che alla Francia e al Regno Unito incombe in modo particolare l'obbligo di contribuire positivamente alle politiche di non proliferazione e disarmo dell'UE,
1. invita tutte le parti interessate a cogliere l'occasione della conferenza di revisione 2010 delle parti del trattato di non proliferazione per progredire verso l'obiettivo del disarmo nucleare totale sulla base di un trattato internazionale per la progressiva eliminazione delle armi nucleari a livello mondiale, e ribadisce la sua opposizione all'uso dell'energia nucleare, tanto a fini militari quanto a fini civili, a causa dei rischi impliciti di duplice uso;
2. invita tutte le parti a rivedere la propria dottrina militare per rinunciare all'opzione dell'attacco preventivo;
3. esorta, a questo proposito, il Vicepresidente della Commissione/ Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, il Consiglio e la Commissione a impegnarsi al massimo per accrescere in Europa la consapevolezza sulle questioni attinenti alla non proliferazione, in collaborazione con tutte le parti e gli attori non statali che lavorano per costruire un mondo libero dal nucleare, in particolare la rete dei parlamentari per la non proliferazione e il disarmo, la rete dei sindaci per la pace e la rete dei comuni denuclearizzati;
4. invita il Consiglio e gli Stati membri a contribuire al nuovo trattato vietando lo sviluppo, la sperimentazione, la produzione, lo stoccaggio, il trasferimento, il ricorso alle armi nucleari e la minaccia del ricorso a siffatte armi, nonché ad esercitare adeguate pressioni sui paesi detentori di armi nucleari – a prescindere dal fatto che essi aderiscano o meno al regime del TNP – affinché compiano passi tanto unilaterali quanto multilaterali in vista del disarmo nucleare;
5. sottolinea la necessità di definire strategie, durante la conferenza di revisione del TNP del 2010, allo scopo di pervenire a un accordo su un trattato che ponga fine, con modalità non discriminatorie, alla produzione di materiale fissile destinato alle armi, il che significa che il trattato così negoziato dovrebbe imporre non soltanto agli Stati non dotati di armi nucleari o a quelli che attualmente non sono parti contraenti del TNP, ma anche ai cinque membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU, tutti detentori di armi nucleari, di rinunciare alla produzione di materiale fissile destinato alle armi e di smantellare tutti i loro attuali impianti di produzione di materiale fissile per scopi militari;
6. rinnova l'invito a rivedere e aggiornare la posizione comune del Consiglio 2005/329/PESC del 25 aprile 2005 relativa alla conferenza di revisione del 2005 delle parti del trattato di non proliferazione delle armi nucleari(6), per assicurare l'esito positivo della conferenza di revisione del TNP del 2010, che rafforzerà ulteriormente gli attuali tre pilastri del TNP;
7. sollecita il Vicepresidente della Commissione/ Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, il Consiglio e la Commissione a mantenere regolarmente informato il Parlamento in merito a tutte le riunioni preparatorie in vista della conferenza di revisione del TNP del 2010 e a tenere debitamente conto delle sue posizioni sulle questioni di non proliferazione e disarmo in relazione a detta conferenza;
8. ribadisce l'importanza che il Consiglio sostenga attivamente, in cooperazione con i suoi partner, proposte concrete intese a porre la produzione, l'impiego e il ritrattamento di tutto il combustibile nucleare sotto il controllo dell'AIEA, anche attraverso la creazione di una banca internazionale del combustibile nucleare; appoggia inoltre le altre iniziative volte alla multilateralizzazione del ciclo del combustibile nucleare in vista dell'uso pacifico dell'energia nucleare, ricordando, a tale riguardo, che il Parlamento apprezza la disponibilità del Consiglio e della Commissione a contribuire con un importo massimo di 25 milioni EUR alla creazione di una banca internazionale del combustibile nucleare sotto il controllo dell'AIEA, e auspica una rapida approvazione dell'azione comune in materia; sottolinea tuttavia che la promozione attiva dell'energia nucleare in quanto tale non dovrebbe in alcun caso rientrare nel mandato dell'AIEA;
9. osserva che l'Unione europea dovrebbe fare tutto il possibile per promuovere nei paesi terzi progetti energetici alternativi al nucleare e per sostenere gli sforzi di tali paesi per raggiungere la sicurezza energetica senza ricorrere all'energia nucleare, e sollecita, a tale proposito, una stretta collaborazione con l'IRENA, l'agenzia per le energie rinnovabili;
10. appoggia gli ulteriori sforzi intesi a rafforzare il mandato dell'AIEA, compresa la generalizzazione dei protocolli aggiuntivi agli accordi di salvaguardia dell'AIEA, e altre iniziative finalizzate a definire misure volte a creare un clima di fiducia; intende garantire che siano messe a disposizione di tale organizzazione risorse sufficienti che le consentano di adempiere al suo mandato fondamentale, vale a dire rendere sicure le attività nucleari;
11. appoggia pienamente il rafforzamento e il miglioramento dei mezzi di verifica del rispetto di tutti gli strumenti disponibili in materia di non proliferazione;
12. chiede che si intensifichino gli sforzi volti a garantire l'universalizzazione e l'efficace attuazione delle norme e degli strumenti di non proliferazione, segnatamente migliorando gli strumenti di verifica;
13. chiede che si valuti l'efficacia del ricorso alle clausole di non proliferazione delle armi di distruzione di massa negli accordi conclusi tra l'Unione europea e i paesi terzi;
14. chiede l'istituzione di zone denuclearizzate come primo passo positivo verso la costruzione di un mondo libero dal nucleare; ritiene, a tale proposito, che una zona denuclearizzata in Medio Oriente sia fondamentale per conseguire una pace duratura e globale nella regione; fa rilevare che il ritiro di tutte le testate tattiche in Europa potrebbe nel frattempo costituire un precedente per un ulteriore disarmo nucleare;
15. deplora l'aggressiva politica di promozione dell'energia nucleare in paesi terzi con una situazione discutibile per quanto riguarda i diritti umani che viene attuata dal Presidente francese Sarkozy e che potrebbe compromettere seriamente le iniziative di non proliferazione dell'UE;
16. accoglie positivamente il fatto che il Presidente Obama abbia annunciato di voler proseguire la ratifica del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari; attende con interesse, a questo proposito, il nuovo Nuclear Posture Review (il documento di revisione della strategia nucleare), in base al quale gli Stati Uniti dovrebbero impegnarsi a non sviluppare nuove armi nucleari, incluse le bombe nucleari "bunker buster", ossia in grado di sfondare postazioni fortificate, a prevedere una drastica riduzione degli arsenali nucleari e orientarsi verso una difesa più incentrata su soluzioni alternative al nucleare;
17. invita il Consiglio a fornire un contributo positivo e proattivo ai preparativi per la prossima conferenza di revisione del TNP del 2010, in stretta cooperazione con gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e le altre principali parti interessate;
18. sollecita un'intensificazione del dialogo con la nuova amministrazione statunitense e con tutte le potenze nucleari, al fine di attenersi a un'agenda comune finalizzata alla progressiva riduzione degli arsenali di testate nucleari, esercitando pressioni ai fini della ratifica del CTBT e della realizzazione di ulteriori progressi concreti per quanto riguarda il nuovo trattato per la riduzione delle armi strategiche (START);
19. plaude, a tale riguardo, alla decisione della Federazione Russa e degli Stati Uniti di condurre negoziati volti alla conclusione di un nuovo accordo generale giuridicamente vincolante in sostituzione dell'attuale trattato START, che è giunto a scadenza nel dicembre 2009, nonché alla firma, il 6 luglio 2009 a Mosca, da parte dei Presidenti Barack Obama e Dmitri Medvedev, di un protocollo di intesa comune su un accordo successivo allo START-1;
20. sottolinea che le incertezze circa la natura del programma nucleare iraniano mettono a rischio sia il sistema di non proliferazione che la stabilità della regione e del pianeta; appoggia l'obiettivo di trovare una soluzione negoziata con l'Iran e sollecita una nuova iniziativa a livello regionale volta a creare fiducia, ispirata al modello del processo di Helsinki, per conseguire l'obiettivo a lungo termine di un Medio Oriente libero da conflitti militari;
21. deplora vivamente gli accordi nucleari conclusi tra USA, Francia e India, che contrastano con la logica del TNP, in quanto fanno dell'India l'unico caso conosciuto di paese in possesso di armi nucleari autorizzato a effettuare scambi commerciali con il resto del mondo nel settore nucleare – anche per quanto riguarda l'arricchimento –, pur non essendo parte contraente del trattato di non proliferazione nucleare;
22. esprime preoccupazione per i recenti esperimenti nucleari condotti dalla Repubblica democratica popolare di Corea e per il rifiuto, da parte di quest'ultima, della risoluzione 1887 (2009) del 24 settembre 2009 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; appoggia nondimeno la strategia statunitense di dialogo bilaterale, nel quadro dei Colloqui a sei, per pervenire alla denuclearizzazione della penisola coreana e osserva che la Cina svolge un ruolo particolare al riguardo;
23. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Vicepresidente della Commissione/ Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Presidente della conferenza di revisione 2010 delle parti del trattato di non proliferazione delle armi nucleari e al Direttore generale dell'AIEA.