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Ciclo del documento : B7-0149/2010

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B7-0149/2010

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PV 11/03/2010 - 2
CRE 11/03/2010 - 2

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PV 11/03/2010 - 8.2

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 134kDOC 81k
3.3.2010
PE433.011v01-00
 
B7-0149/2010

presentata a seguito delle interrogazioni con richiesta di risposta orale B7‑0011/2010 e B7‑0012/2010

a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento


sull'opportunità di investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET)


 

Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Herbert Reul, Maria Da Graça Carvalho, Romana Jordan Cizelj a nome del gruppo PPE
Giles Chichester a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sull'opportunità di investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET)  
B7‑0149/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le conclusioni del Consiglio del 28 febbraio 2008,

–   visti la comunicazione della Commissione dal titolo "Investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET)" (COM(2009)0519) nonché i documenti di lavoro che hanno messo a punto le tabelle di marcia tecnologiche 2010-2020 per l'attuazione del piano SET (SEC(2009)1295) e gli investimenti R&S nelle tecnologie prioritarie (SEC(2009)1296),

–   vista la sua risoluzione del 9 luglio 2008 sul piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (2008/2005(INI)(1),

–   vista la decisione n. 1982/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente il Settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013)(2),

–   vista la decisione n. 1639/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, che istituisce un programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007-2013)(3),

–   visto il regolamento (CE) n. 663/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un programma per favorire la ripresa economica tramite la concessione di un sostegno finanziario comunitario a favore di progetti nel settore dell'energia(4),

–   vista la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE(5),

–   vista la direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra(6),

–   vista la comunicazione della Commissione del 10 gennaio 2007 su una politica energetica per l'Europa, secondo la quale gli obiettivi fondamentali dell'UE in materia di energia sono la sostenibilità, la competitività e la sicurezza energetica (COM(2007)0001,

–   vista la sua risoluzione del 10 febbraio 2010 sui risultati del vertice di Copenaghen sul cambiamento climatico (COP 15)(7),

–– viste le interrogazioni in data 12 febbraio 2010 sull'opportunità di investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET) (O‑0015/2010 – B7‑0011/2010, O‑0016/2010 – B7‑0012/2010),

–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'Unione europea potrà raggiungere il suo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 20%, e del 30% in caso di accordo internazionale, di riduzione del consumo energetico del 20% e raggiungere una quota di almeno il 20% di energia ottenuta da fonti rinnovabili entro il 2020, solo se aumenterà i propri sforzi per sviluppare un ventaglio di tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio abbordabili, pulite, efficienti e sostenibili,

B.  considerando che tali tecnologie possono essere parte della soluzione per affrontare adeguatamente le sfide del cambiamento climatico, assicurare l'approvvigionamento energetico dell'UE e garantire la competitività delle nostre economie,

C. considerando che dagli anni Ottanta sono diminuiti i bilanci pubblici e privati in materia di ricerca energetica; che l'attuale livello di risorse non corrisponde all'entità delle sfide verso il conseguimento di un sistema energetico sostenibile a basse emissioni di carbonio,

D. considerando che il finanziamento è una delle grandi sfide nella promozione delle innovazioni nel settore energetico dell'UE,

E.  considerando che, nel quadro delle sei iniziative industriali europee (IIE), la Commissione individua un fabbisogno di investimenti pubblici e privati nell'arco dei prossimi dieci anni pari a 6 miliardi di euro per l'energia eolica, 16 miliardi di euro per l'energia solare, 2 miliardi di euro per le reti elettriche, 9 miliardi di euro per la bioenergia, 13 miliardi di euro per la cattura e lo stoccaggio del CO2, 7 miliardi di euro per la fissione nucleare e 5 miliardi di euro per l'iniziativa tecnologica congiunta sulle celle a combustibile e l'idrogeno,

F.  considerando che il piano SET ha l'obiettivo e il potenziale di trasformare l'UE in un'economia innovativa, creando quindi centinaia di migliaia di nuovi posti qualificati nel prossimo decennio e spingendo un settore industriale in rapida crescita,

G. considerando che il passaggio assolutamente necessario nell'assetto energetico richiede un approccio di condivisione dei rischi nell'ambito del quale tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, devono assumere una parte del rischio, il che significa che occorre più sostegno finanziario pubblico ma anche che l'industria, le banche e gli investitori privati assumano maggiori rischi tecnologici e di mercato,

H. considerando che nell'UE la ricerca è cronicamente soggetta a carenza di finanziamenti,

1.  si compiace del piano SET, il quale descrive azioni concrete per la ricerca nel settore di tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, pulite, sostenibili ed efficienti; sottolinea che esso può trasformare l'UE in un'economia innovativa; evidenzia inoltre che, senza questo nuovo approccio, l'UE non conseguirà i suoi obiettivi energetici e climatici per il 2020;

2.  riconosce l'esigenza di incrementare sostanzialmente gli investimenti pubblici e privati nello sviluppo di tecnologie energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio, al fine di accelerare lo sviluppo, l'impiego efficiente sotto il profilo dei costi nonché una rapida e diffusa applicazione di queste tecnologie nell'arco dei prossimi dieci anni;

3.  ritiene fermamente che i finanziamenti necessari per l'attuazione del piano SET possano essere reperiti solo se verranno messe a disposizione ulteriori risorse pubbliche e private e che il piano SET sia credibile solo se gli verranno riassegnati nuovi fondi a titolo del bilancio UE;

4.  chiede ai soggetti interessati, sia pubblici che privati, di assegnare immediatamente risorse aggiuntive all'attuazione delle tabelle di marcia concordate, nell'ambito delle quali la parte preponderante deve provenire dal settore privato con un sostanziale aumento della quota di investimenti pubblici, sia a livello UE che nazionale;

5.  sottolinea che, alla luce della crisi economica, gli investimenti nelle nuove tecnologie con il maggior potenziale in termini occupazionali dovrebbero essere prioritari; sottolinea che ciò porterà alla creazione di mercati, genererà nuovi flussi di reddito e contribuirà allo sviluppo dell'economia e della competitività dell'UE; sottolinea infine che ciò rafforzerà ulteriormente la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'UE e ne ridurrà la dipendenza energetica da una serie limitata di risorse, fornitori e rotte di trasporto dell'energia;

6.  ribadisce la sua richiesta di garantire un adeguato finanziamento a sostegno di tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio pulite, sostenibili ed efficienti, pari ad una spesa totale di almeno 2 miliardi di euro l'anno del bilancio UE oltre al VII Programma quadro e al Programma quadro per la competitività e l'innovazione dal 2010 in poi; chiede in tale contesto che si stabilisca con urgenza uno scadenzario di finanziamento, da parte della Commissione e degli Stati membri, delle risorse che essi stanzieranno per garantire che tali fondi comincino ad arrivare a partire dal 2010;

7.  chiede inoltre al Consiglio e alla Commissione di sfruttare il dibattito sulla revisione intermedia delle attuali prospettive finanziarie e il dibattito sulle prossime prospettive finanziarie per allineare meglio gli attuali e i futuri bilanci dell'UE alle priorità strategiche di quest'ultima, soprattutto per quanto riguarda ricerca, azione in materia climatica e sicurezza dell'approvvigionamento energetico;

8.  ritiene assolutamente necessario utilizzare rapidamente i 300 milioni di quote UE accantonati dalla riserva destinata agli impianti nuovi entranti prevista dal sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS) per sostenere la cattura e lo stoccaggio del CO2 e le fonti energetiche rinnovabili di tipo innovativo; esorta la Banca europea per gli investimenti (BEI) ad informare i propri criteri di erogazione dei prestiti agli impianti rinnovabili innovativi ammissibili al sostegno;

9.  ricorda agli Stati membri che, a partire dal 2013 in poi, i proventi d'asta ETS saranno una fonte indispensabile per finanziare la mitigazione dei cambiamenti climatici, nonché per impiegare e sviluppare tecnologie energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio;

10. chiede di rafforzare il ruolo della BEI nel finanziamento dei progetti connessi all'energia, soprattutto incrementandone l'attività di erogazione di prestiti nel settore energetico, rafforzandone la capacità di offrire garanzie sui prestiti ai progetti energetici e migliorando il coordinamento e la continuità dei finanziamenti destinati ai progetti energetici di ricerca e sviluppo a rischio più elevato;

11. si compiace delle attuali iniziative quali il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi (RSFF), il "Fondo Marguerite" (Fondo europeo 2020 per l'energia, il cambiamento climatico e le infrastrutture), il capitale di rischio e lo strumento a favore delle PMI innovative e a forte crescita (SIC), il cui ruolo nel contribuire al finanziamento delle iniziative del piano SET dovrebbe essere rafforzato e sottoposto ad un adeguato processo di valutazione nel quadro della revisione intermedia;

12. invita la Commissione, in stretta cooperazione con la BEI, ad avanzare senza indugio, e comunque entro il 2011, una proposta globale relativa a uno strumento per finanziare i progetti in materia di energia rinnovabile e di efficienza energetica, nonché lo sviluppo di reti intelligenti;

13. sottolinea che occorre ampliare la capacità della base di ricerca UE e che è indispensabile un'ulteriore istruzione e formazione per fornire la quantità e la qualità di risorse umane necessarie per sfruttare appieno le nuove opportunità tecnologiche che si stanno aprendo;

14. sottolinea la necessità di creare le giuste condizioni e un quadro regolamentare stabile e favorevole a sostegno della istituzione di partenariati pubblico-privato, che sono un requisito preliminare per attuare il piano SET e le iniziative industriali europee (IIE);

15. invita la Commissione a garantire che i produttori di tecnologia possano chiedere direttamente finanziamenti a titolo del piano SET, non solo in quanto membri di consorzi che forniscono servizi energetici, come avviene per il programma di ripresa economica e NER300;

16. riconosce che le PMI costituiscono una grande forza motrice per lo sviluppo di varie tecnologie energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di sistemi energetici più decentrati, e sottolinea quindi che l'accesso alle sovvenzioni e ai prestiti pubblici, compreso il finanziamento previsto dal piano SET, deve essere concepito in modo agevole per le PMI; chiede che una quota assai significativa del finanziamento UE disponibile a titolo del piano SET sia stanziata a favore delle PMI;

17. si compiace dell'accento posto sul finanziamento dei progetti di dimostrazione (su ampia scala); sottolinea però l'esigenza di mettere a disposizione fondi anche per la ricerca rischiosa di base a medio e lungo termine e per la ricerca applicata;

18. invita l'Alleanza europea per la ricerca nel settore dell'energia (EERA) a lanciare e attuare programmi congiunti per attuare il piano SET sviluppando forti legami con le IIE e a espandere le proprie attività;

19. esprime la propria preoccupazione per il fatto che il Consiglio europeo della ricerca (CER) non sta pianificando alcun programma specifico connesso all'energia, comprovando quindi la mancanza di adeguati investimenti nella ricerca di base;

20. si compiace dell'iniziativa dell'Istituto europeo per la tecnologia e l'innovazione (IET) volta a lanciare specifiche Comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) in materia di energia sostenibile e di adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione degli stessi;

21. si compiace della proposta che prevede di aggiungere alle sei attuali IIE la nuova iniziativa sulle città intelligenti che si concentra sull'efficienza energetica nelle città europee (in particolare tra quelle che hanno firmato il Patto dei sindaci), allo scopo di creare le condizioni per far partire l'adozione di massa delle tecnologie a favore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, nonché reti di distribuzione intelligenti nelle zone urbane; esorta la Commissione e gli Stati membri ad attuare rapidamente tale nuova iniziativa, coinvolgendo pienamente gli enti locali e regionali, che hanno un ruolo cruciale da svolgere in fatto di promozione e utilizzo delle tecnologie energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio;

22. ricorda alla Commissione i suoi obblighi di notifica previsti dal regolamento sul Programma energetico per la ripresa e il suo impegno ad avanzare ulteriori proposte che consentano il finanziamento dei progetti nei settori dell'efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabile, in caso di fondi rimanenti dopo gli inviti a presentare proposte; rileva che non sono stati impegnati 50 milioni di euro;

23. invita la Commissione e gli Stati membri a esplorare e divulgare ulteriormente approcci innovativi in materia di pianificazione e sviluppo urbani, soprattutto per quanto riguarda una pianificazione urbana integrata che risponda alle esigenze di una maggiore integrazione sociale, coesione territoriale e forte impiego di energia sostenibile e trasporti puliti, al fine di costruire sistemi urbani resilienti;

24. esorta la Commissione ad avanzare iniziative complementari per sfruttare il grande potenziale di altre piste tecnologiche menzionate nella sua comunicazione dal titolo "Investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET)", del 7 ottobre 2009, nonché dei gradienti salini e dell'energia geotermica; sottolinea la necessità di mettere a disposizione ulteriori risorse a titolo del bilancio UE per finanziarle;

25. si compiace della scelta delle sei IIE e dell'elaborazione delle tabelle di marcia tecnologiche per il 2010-2020 che forniscono obiettivi concreti per rendere ogni tecnologia sostenibile a basse emissioni di carbonio competitiva sul piano dei costi, e invita la Commissione a lanciare IIE mature, garantendo che la loro struttura di governance sia leggera, non burocratica e trasparente e che una caratteristica fondamentale comune sia il contatto regolare con il gruppo direttivo del piano SET e la BEI;

26. invita il gruppo direttivo del piano SET a riferire al Parlamento europeo una volta all'anno e a prevedere una più ampia struttura di competenze creando gruppi tecnici di lavoro nei settori di interesse, al fine di coinvolgere un più ampio numero di soggetti nella discussione e nel processo decisionale;

27. invita la Commissione a promuovere la cooperazione internazionale con altri partner strategici fondamentali nei paesi avanzati, emergenti e in via di sviluppo nel campo dello sviluppo, l'impiego e la diffusione di tecnologie energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio, soprattutto attraverso fondi come il GEEREF, che si concentra sui progetti su piccola scala;

28. si compiace dei passi volti a favorire la cooperazione nel settore delle tecnologie energetiche, come quello avviato dalla recente istituzione del Consiglio per l'energia UE-USA; chiede in tale contesto al Consiglio per l'energia di mettere a frutto sinergie per attuare il piano SET;

29. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere lo scambio globale di emissioni di carbonio per creare un ambiente competitivo stabile ed equo per lo sviluppo e l'impiego di tecnologie sostenibili a basse emissioni di carbonio;

30. invita la Commissione a monitorare l'effettiva applicazione del piano SET, a introdurre a tal fine un sistema valutativo di accompagnamento, ad analizzare eventuali ostacoli incontrati nella attuazione delle tabelle di marcia e a informare regolarmente il Parlamento in merito ai progressi compiuti nell'attuazione del piano SET e delle sue tabelle di marcia;

31. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

Testi approvati, P6_TA(2008)0354.

(2)

GU L 412, del 30.12.2006, pag. 1.

(3)

GU L 310, del 9.11.2006, pag. 15.

(4)

GU L 200, del 31.7.2009, pag. 31.

(5)

GU L 140, del 5.6.2009, pag. 16.

(6)

GU L 140, del 5.6.2009, pag. 63.

(7)

Testi approvati, P7_TA(2010)0019.

Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2010Avviso legale