presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
su Cuba - il caso di Orlando Zapata Tamayo
Charles Tannock, Edvard Kožušník, Jacek Olgierd Kurski, Ryszard Antoni Legutko, Tomasz Piotr Poręba, Adam Bielan, Ryszard Czarnecki
a nome del gruppo ECR
Risoluzione del Parlamento europeo su Cuba - il caso di Orlando Zapata Tamayo
B7‑0176/2010
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione a Cuba, in particolare quelle del 17 novembre 2004(1), 2 febbraio 2006(2) e 21 giugno 2007(3),
– viste le sue risoluzioni sulle relazioni annuali 2004, 2005 e 2006, 2007 e 2008 sui diritti umani nel mondo e sulla politica dell'Unione europea in materia,
– vista la sua risoluzione del 14 dicembre 2006 sul seguito del Premio Sacharov(4),
– vista la dichiarazione della Presidenza del Consiglio del 14 dicembre 2005 sulle Damas de blanco, nonché viste le precedenti dichiarazioni della Presidenza del 26 marzo 2003 e del 5 giugno 2003 sulla situazione a Cuba,
– vista la posizione comune 96/697/PESC del Consiglio su Cuba(5), adottata il 2 dicembre 1996 e periodicamente aggiornata,
– viste le conclusioni del Consiglio Affari generali e relazioni esterne del 18 giugno 2007 relativamente a Cuba,
– vista la dichiarazione del portavoce dell'Alto rappresentante dell'Unione, Catherine Ashton, sulla morte di Orlando Zapata Tamayo, avvenuta a Cuba il 25 febbraio 2010,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento,
A. considerando che la difesa dell'universalità e dell'indivisibilità dei diritti umani, inclusi i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali, continua a essere uno dei principali obiettivi dell'Unione europea,
B. considerando che a Cuba sono tuttora detenute decine di giornalisti indipendenti, dissidenti pacifici e difensori dei diritti umani che sono membri dell'opposizione democratica, alcuni dei quali versano in gravi condizioni di salute,
C. considerando che nel 2005 il Parlamento ha conferito il Premio Sacharov per la libertà di pensiero al movimento cubano delle Damas de blanco; considerando che il rifiuto da parte delle autorità cubane di autorizzare le Damas de blanco a recarsi presso la sede del Parlamento per ritirare il premio viola uno dei diritti umani fondamentali, ossia il diritto di lasciare liberamente il proprio paese e di farvi ritorno liberamente, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,
D. considerando la necessità che Cuba avvii un processo di transizione politica verso una democrazia pluripartitica che veda la partecipazione di tutti i cubani, coinvolgendoli nel processo decisionale sulla base di un dialogo aperto che non escluda nessuno,
E. considerando che la morte di Orlando Zapata Tamayo rappresenta il primo caso in circa quarant'anni in cui un attivista cubano ha digiunato sino alla morte per protestare contro gli abusi governativi e il regime politico cubano,
F. considerando che la morte di Orlando Zapata Tamayo ha suscitato vaste proteste a livello internazionale nei confronti delle autorità cubane,
G. considerando che a Cuba vi sono ancora circa 200 prigionieri politici,
1. condanna fermamente la morte di Orlando Zapata Tamayo, prigioniero politico spentosi 85 giorni dopo aver iniziato lo sciopero della fame per protestare contro le condizioni di detenzione;
2. deplora l'assenza di qualsiasi segnale significativo da parte delle autorità cubane in risposta agli appelli della UE per il pieno rispetto delle libertà fondamentali, in particolare la libertà di espressione e di associazione politica;
3. deplora che il governo cubano non abbia dato seguito alla richiesta del Parlamento e del Consiglio relativa all'immediato rilascio di tutti di prigionieri politici e di coscienza e ribadisce che l'incarcerazione dei dissidenti cubani a causa dei loro ideali e del loro pacifico attivismo politico è contraria alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;
4. esorta il governo cubano a rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i prigionieri politici e ad astenersi in futuro da tali arresti arbitrari;
5. invita il Consiglio e la Commissione a continuare a insistere per ottenere la liberazione dei dissidenti politici a Cuba e a proporre misure concrete per difendere il lavoro degli attivisti impegnati a favore dei diritti umani;
6. invita le autorità cubane a dare attuazione concreta all'impegno a favore dei diritti umani assunto con la firma del Patto internazionale sui diritti civili e politici;
7. invita il governo cubano a cessare di impedire l'esercizio dei diritti umani e a sopprimere tutti gli ostacoli alla libertà di movimento, espressione, informazione, associazione e all'impegno politico in un partito;
8. esorta le istituzioni dell'UE a esprimere il proprio appoggio incondizionato a favore dell'avvio di un processo pacifico di transizione politica verso un sistema politico democratico a Cuba;
9. invita l'Alto rappresentante ad avviare un dialogo strutturato con i rappresentanti della società civile e con quanti sostengono il processo di trasformazione politica a Cuba, in conformità delle conclusioni adottate dal Consiglio in varie occasioni e avvalendosi dei meccanismi dell'UE per la cooperazione allo sviluppo;
10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Assemblea EUROLAT, al governo cubano e all'Assemblea nazionale del potere popolare.