presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
sul Vertice UE-Russia
Helmut Scholz, Nikolaos Chountis
a nome del gruppo GUE/NGL
Risoluzione del Parlamento europeo sul Vertice UE-Russia
B7‑0297/2010
Il Parlamento europeo,
– visti i risultati del Vertice UE-Russia a Rostov sul Don, l'1 giugno 2010,
–visti l'Accordo di Partenariato e di Cooperazione (APC) tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra, negoziato all'inizio degli anni 1990 e venuto a scadenza nel 2007,
– visto l'obiettivo dell'Unione europea e della Russia, espresso nella dichiarazione congiunta pubblicata a conclusione del Vertice di San Pietroburgo del 31 maggio 2003, di istituire uno spazio economico comune, uno spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia, uno spazio comune di cooperazione nel settore della sicurezza esterna e uno spazio comune di ricerca e istruzione, compresi gli aspetti culturali,
–viste le consultazioni tra UE e Russia in materia di diritti umani e in particolare le ultime consultazioni svoltesi il 17 aprile 2008,
– viste le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni UE-Russia,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che la Russia è un vicino strategico dell'UE e un potente fattore politico ed economico nella regione e sulla scena internazionale,
B. considerando che le relazioni economiche tra l'UE e la Russia hanno registrato uno sviluppo costante nell'ultimo decennio, che ha portato a una profonda e generalizzata cooperazione e interdipendenza economica, mentre invece le relazioni politiche sono rimaste tese,
C. considerando che vi è un contenzioso latente tra l'UE e la Russia sulla creazione di sfere di influenza nel vicinato comune; che questa concorrenza impedisce la soluzione dei conflitti congelati e rischia di crearne di nuovi; considerando che l'Unione europea e la Federazione russa potrebbero e dovrebbero svolgere insieme un ruolo attivo nel promuovere la pace e la stabilità nel vicinato comune,
D. considerando che l'approvvigionamento energetico è uno dei principali settori di cooperazione tra l'UE e la Russia e che quasi il 40% delle importazioni di gas dell'Unione europea dipende da Gazprom; considerando che viceversa, oltre il 60% delle esportazioni di petrolio e di gas russo sono avviate verso l'UE; considerando che questa interdipendenza consente una situazione win-win di reciproco vantaggio,
E. considerando che persistono preoccupazioni sul rispetto e la tutela dei diritti umani, sul controllo dello Stato sui media, sul peggioramento del clima per le organizzazioni non governative, sul controllo politico dell'apparato giudiziario e per le difficoltà che ostacolano la capacità dell'opposizione politica di operare,
F. considerando che UE e Russia sono sfidate a superare la diffidenza e a stabilire relazioni costruttive tra l'altro concludendo con successo i negoziati per un Accordo di Partenariato Strategico tra Unione europea e Federazione russa, ancora in una situazione di stallo,
1. accoglie con favore la Dichiarazione sul Partenariato per la Modernizzazione come un passo per dare un impulso nuovo allo sviluppo delle relazioni strategiche; si augura che questa promettente evoluzione porterà a una piena normalizzazione delle relazioni;
2. è del parere che nelle discussioni sulla crisi economica e finanziaria le due parti dovrebbero tenere in debita considerazione l'obiettivo di alleviare il peso che grava sui lavoratori e i settori vulnerabili della società;
3. rileva che la cooperazione tra UE e Russia nel settore energetico offre la prospettiva di una situazione win-win se le relazioni si fondano sui principi del mutuo rispetto dei rispettivi interessi, sulla trasparenza e la reciprocità; chiede alle due parti di attribuire maggiore enfasi all'efficienza e al risparmio energetico ed alle energie rinnovabili, sottolinea che l'energia va considerata un bene pubblico;
4. ribadisce la propria posizione a favore dell’energia rinnovabile e chiede la dismissione progressiva fino alla chiusura in sicurezza della prima generazione di reattori nucleari della Russia che costituiscono una minaccia alla vita, sia in Russia che nei paesi vicini; invita la Commissione UE a finanziare programmi di cooperazione alla ricerca in questo settore;
5. invita l'UE e la Russia a collaborare strettamente sulle questioni relative al cambiamento del clima e a contribuire al raggiungimento di un accordo ambizioso e vincolante in Messico nel 2010;
6. invita l'Unione europea e la Federazione russa a sostenere e cofinanziare la creazione del Fondo fiduciario Yasuni-ITT sotto gli auspici del PNUS come proposto dal governo ecuadoriano, destinato a compensare il popolo ecuadoriano perché si astenga dalle operazioni di estrazione di petrolio dai campi che si trovano nel Parco Nazionale Yasuni;
7. sottolinea la necessità che gli attori politici nell'UE come in Russia, nel loro processo decisionale, prendano in considerazione il dibattito della loro società civile; sottolinea l'importanza dei contatti diretti tra cittadini e i loro benefici effetti sullo sviluppo delle relazioni UE-Russia;
8. prende atto degli sviluppi della facilitazione dei visti tra UE e Russia, ma sottolinea che vi è necessità di una facilitazione dei visti più ambiziosa che copra anche i viaggiatori ordinari bona fide che non appartengono a nessuna categoria preselezionata, e della liberalizzazione a lungo termine;
9. chiede maggiori possibilità per gli studenti e gli studiosi russi di fare uso dei programmi di scambio dell'Unione europea;
10. rileva la cooperazione rafforzata tra l’Unione europea e la Russia in materia di giustizia civile e penale e contro la droga; insiste che la cooperazione nella lotta alla tratta di esseri umani e all'immigrazione clandestina, deve rispettare pienamente le libertà civili e i diritti umani;
11. si compiace della recente firma del Nuovo Accordo START tra la Russia e gli Stati Uniti; invita la Russia e gli Stati Uniti a proseguire i loro sforzi di disarmo nucleare; chiede un'Europa denuclearizzata e la risoluzione di tutti gli accordi di condivisione nucleare degli Stati membri dell'UE con gli Stati Uniti; invita gli Stati membri dell'Unione europea a intraprendere nuove iniziative per avviare negoziati a tal fine; esprime la propria opposizione all'allargamento della NATO e al dispiegamento di nuovi sistemi missilistici balistici e antibalistici in Europa, considera i piani degli Stati Uniti come un elemento destabilizzante che potrebbe costituire un grave ostacolo sulla strada di un ulteriore disarmo nucleare, chiede una maggiore cooperazione tra l'UE e la Russia sulla conversione;
12. prende atto del rapporto pubblicato nel settembre 2009 dalla Missione d’indagine internazionale indipendente sul conflitto in Georgia, nominata con decisione del Consiglio europeo il 2 dicembre 2008, e della sua affermazione secondo cui il conflitto armato su larga scala in Georgia nell'agosto 2008 è stato avviato dalle forze armate georgiane; ribadisce il proprio sostegno al processo di Ginevra, per la soluzione pacifica del conflitto e il rispetto dell'integrità territoriale di ciascuno Stato;
13. chiede all'UE e alla Russia di avviare negoziati con gli Stati Uniti e il Canada per un trattato internazionale per la protezione dell'Artico, analogo al vigente trattato sull'Antartico, al fine di rendere l'Artico una zona di pace e cooperazione, unicamente riservata ad attività pacifiche; data la vulnerabilità dell'ambiente artico, sottolinea l'urgente necessità di stabilire, come primo passo, una moratoria di 50 anni per qualsiasi attività di esplorazione o di ampliamento delle attività di estrazione delle risorse minerarie nella regione;
14. prende atto della dichiarazione congiunta dell'Alto rappresentante Catharine Ashton e del Ministro degli Affari Esteri della Federazione russa, Sergey Lavrov, sull'operazione militare israeliana contro la flottiglia in navigazione per Gaza; invita entrambe le parti che sono membri del Quartetto ad esercitare pressioni su Israele affinché ponga fine al blocco di Gaza, rispetti gli accordi e cessi qualsiasi attività di insediamento ed avvii serie soluzioni negoziali che portino alla creazione di uno Stato palestinese indipendente, sovrano e vitale;
15. accoglie con favore l'accordo firmato da Brasile, Iran e Turchia, il 17 maggio 2010 per il trattamento del suo uranio arricchito; chiede ad UE e Russia di contribuire attivamente a una soluzione politica pacifica della disputa sui programmi nucleari dell'Iran e chiede la ripresa dei negoziati; ritiene che una soluzione equa e globale sia possibile solo sulla base del riconoscimento del diritto dell'Iran a svolgere attività nucleari pacifiche, assicurando al contempo la comunità internazionale sulla natura pacifica del programma nucleare iraniano; è fermamente convinto che dialogo e diplomazia possano conseguire una soluzione realistica a lungo termine della questione iraniana, in un quadro multilaterale sotto la supervisione dell'AIEA di Vienna e che nuove sanzioni sono controproducenti;
16. respinge le politiche estere che mirano a creare sfere di influenza; sottolinea la necessità di rispettare pienamente la sovranità e l'integrità territoriale di tutti gli stati, compreso il diritto di ogni Stato a cercare di sviluppare le proprie relazioni con altri Stati in base alla sua definizione dei propri interessi, senza interferenze esterne;
17. prende atto dei progressi nel dialogo sui diritti umani conseguiti nel corso del vertice di Rostov sul Don, ribadisce che la propria preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Russia, espressa in numerose risoluzioni del Parlamento europeo, prende atto delle preoccupazioni riguardo alle minoranze di lingua russa negli Stati baltici; è del parere che il rispetto dei diritti delle minoranze è della massima importanza per l'Unione europea;
18. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Federazione russa.