Procedura : 2010/2735(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0379/2010

Testi presentati :

B7-0379/2010

Discussioni :

PV 16/06/2010 - 12
CRE 16/06/2010 - 12

Votazioni :

PV 17/06/2010 - 7.11
CRE 17/06/2010 - 7.11

Testi approvati :

P7_TA(2010)0235

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0345/2010
14.6.2010
PE441.961v01-00
 
B7-0379/2010

presentata a seguito della dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sull’operazione militare israeliana contro la flottiglia umanitaria e blocco di Gaza


Eva Joly, Nicole Kiil-Nielsen, Hélène Flautre, Margrete Auken, Malika Benarab-Attou, Reinhard Bütikofer, Ulrike Lunacek, Jan Philipp Albrecht, Jill Evans, Isabelle Durant, Raül Romeva i Rueda, Yannick Jadot, Jean Lambert, Bart Staes, Heidi Hautala, Rebecca Harms, Daniel Cohn-Bendit, Catherine Grèze, Keith Taylor, Michail Tremopoulos, a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sull’operazione militare israeliana contro la flottiglia umanitaria e blocco di Gaza   
B7‑0379/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni su Gaza, in particolare quelle del 15 gennaio 2009 sulla situazione nella Striscia di Gaza e del 18 febbraio 2009 sugli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza,

–   vista la risoluzione 1860 adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l'8 gennaio 2009,

–   vista la dichiarazione dell'Alto rappresentante/Vicepresidente Catherine Ashton, a nome dell'UE, del 31 maggio 2010 sull'operazione militare israeliana contro la flottiglia,

–   vista la dichiarazione del Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (S/9940) del 31 maggio 2010,

–   vista la risoluzione adottata dall'UNHCR sui gravi attacchi da parte delle forze israeliane contro il convoglio navale umanitario, del 2 giugno 2010,

–   viste le osservazioni formulate il 1° giugno 2010, durante il Vertice UE-Russia, da Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo, sull'operazione militare israeliana contro la flottiglia,

–   vista la risoluzione adottata dall'Assemblea generale dell'OMS il 18 maggio 2010,

–   vista la relazione del Programma alimentare mondiale e dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) pubblicata nel novembre 2009 sulla situazione a Gaza,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'operazione militare israeliana in acque internazionali, del 31 maggio 2010, contro una flottiglia che trasportava aiuti umanitari destinati a Gaza ha causato la morte di nove civili e il ferimento di 38 civili e di sette soldati israeliani,

B.  considerando che i valichi di frontiera da e verso Gaza sono chiusi dal giugno 2007 e che l'embargo imposto alla circolazione di beni e persone ha aggravato la povertà, paralizzato la ricostruzione e ridotto drasticamente l'economia nella Striscia, creando un mercato nero dilagante controllato da Hamas, tra gli altri; che il blocco non è sfociato nel rilascio di Gilad Shalit sperato dalle autorità israeliane e richiesto ripetutamente dal PE; che il blocco non ha realizzato il suo obiettivo di indebolire gli estremisti ma ha dato inoltre luogo a una radicalizzazione crescente,

C. considerando che, stando alle precedenti dichiarazioni nelle Nazioni Unite e alla dichiarazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (S/9940), del 31 maggio 2010, l'embargo contro la Striscia di Gaza rappresenta una punizione collettiva contraria al diritto umanitario internazionale,

D. considerando che l'80% della popolazione che vive a Gaza dipende dall'aiuto alimentare, che oltre il 60% soffre di insicurezza alimentare, che la disoccupazione si aggira attorno al 50% e che le condizioni sanitarie e ambientali hanno conosciuto un grave deterioramento,

E.  considerando che solo 3 600 camion di aiuti alimentari sono entrati a Gaza nei primi tre mesi di quest’anno rispetto ai 36 000 dei primi tre mesi del 2007 e che soltanto 81 prodotti possono entrare a Gaza, mentre l’UNRWA valuta a 6 000 il numero minimo dei prodotti necessari per soddisfare le esigenze umanitarie di base,

F.  considerando che i Territori palestinesi sono, tra i paesi terzi, il principale beneficiario di fondi dell’UE e che questo sostegno ha svolto un ruolo importante nel tentativo di contrastare il disastro umanitario nella Striscia di Gaza; considerando che l’UE continua a fornire un'assistenza umanitaria essenziale nella Striscia di Gaza, anche attraverso l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi del Vicino Oriente (UNRWA),

G. considerando che la soluzione dei due Stati resta la base per una pace duratura fra israeliani e palestinesi e che pertanto andrebbe evitata qualsiasi iniziativa che pregiudichi tale prospettiva; che i colloqui di prossimità in corso possono portare alla ripresa dei negoziati di pace diretti al fine di stabilire uno Stato palestinese che viva accanto allo Stato di Israele in condizioni di pace e di sicurezza,

1.  esprime il suo cordoglio alle famiglie delle vittime, ossia İbrahim Bilgen, Ali Haydar Bengi, Cevdet Kılıçlar, Çetin Topçuoğlu, Necdet Yıldırım, Furkan Doğan, Fahri Yaldız, Cengiz Songür e Cengiz Akyüz;

2.  condanna l'operazione militare di Israele contro il convoglio navale umanitario; deplora vivamente questa violazione del diritto internazionale, in particolare della quarta Convenzione di Ginevra, e condanna il ricorso alla violenza sproporzionata contro i civili;

3.  sostiene la dichiarazione del Segretario generale delle Nazioni Unite e dell'Alto Commissario per i diritti umani che chiedono che sia intrapresa un'inchiesta internazionale, immediata e indipendente e insiste sulla necessità di sostenere il principio di responsabilità; esorta l'Alto Rappresentante dell'Unione/Vicepresidente della Commissione e gli Stati membri dell'UE ad adoperarsi per garantire che si compiano tutti i passi necessari per rendere concreta tale richiesta e manifesta la disponibilità dell'UE a contribuire attivamente al riguardo;

4.  esorta Israele a porre fine in modo immediato, globale e permanente all'assedio di Gaza, specialmente perché è inaccettabile da un punto di vista umanitario;

5.  sollecita l'Alto Rappresentante dell'Unione/Vicepresidente della Commissione e gli Stati membri dell'UE ad adottare iniziative volte a garantire l'apertura sostenibile di tutti i valichi di frontiera da e per Gaza, compreso il porto di Gaza, con un adeguato monitoraggio internazionale dell'impiego finale, e a consentire il libero afflusso dei beni umanitari e commerciali necessari per la ricostruzione e per un'economia autonoma, nonché il flusso di valuta e la libera circolazione delle persone;

6.  invita l'Alto Rappresentante dell'Unione/Vicepresidente della Commissione e gli Stati membri dell'UE a riesaminare il mandato della missione dell'UE di assistenza alle frontiere, dotandolo eventualmente di una dimensione marittima, in linea con l'attuale contesto politico e le condizioni di sicurezza sul terreno in modo da consentire la sua immediata riattivazione;

7.  invita l'Alto Rappresentante dell'Unione/Vicepresidente della Commissione a lanciare, in stretta cooperazione con la Lega Araba, l'apertura dei negoziati con l'Autorità nazionale palestinese sul controllo, la gestione e la missione di assistenza internazionale alle frontiere nei valichi di frontiera da e per la Striscia di Gaza, compreso il porto di Gaza, tenendo anche conto del ruolo delle autorità de facto della Striscia di Gaza; esorta l'UE a sostenere attivamente il processo di riconciliazione in corso;

8.  chiede, a tal riguardo, all'Alto Rappresentante dell'Unione/Vicepresidente della Commissione di esaminare, durante il prossimo Consiglio degli Affari esteri, la possibilità di inviare una missione efficace di assistenza frontaliera internazionale, sotto il mandato delle Nazioni Unite, volta a controllare i valichi di frontiera da e per la Striscia di Gaza, tenendo conto della dimensione marittima;

9.  insiste che, nonostante il carattere incondizionato dell'aiuto umanitario, l'UE deve svolgere un ruolo politico accompagnato da risultati tangibili, coerenti con il suo considerevole sostegno finanziario e il suo peso economico nella regione;

10. è convinto dell’urgente necessità di una ridefinizione globale della politica dell'UE nei confronti del Medio Oriente, al fine di esercitare un ruolo politico decisivo e coerente, corredato di efficaci strumenti diplomatici, a favore della pace e della sicurezza in questa regione vicina che riveste per l'UE un interesse strategico fondamentale; ritiene che tale ridefinizione dovrebbe in particolare essere incentrata sulla natura dell'attuale rappresentanza dell'UE nella regione, nel contesto della costituzione del SEAE che si prefigge di migliorare la coerenza e l'efficacia dell'azione esterna dell'UE;

11. è preoccupato per le possibili conseguenze di questo attacco sulle relazioni tra Israele e la Turchia che rischiano di acutizzare le tensioni nella regione; sottolinea il prezioso ruolo svolto dalla Turchia nel corso degli anni per promuovere il processo di pace ed incoraggiare gli sforzi di riconciliazione palestinese;

12. plaude al lavoro svolto dall'UNRWA e, consapevole della penuria finanziaria cui andrà incontro prima della fine dell'anno, chiede alla comunità internazionale di donatori di onorare gli impegni assunti e di accrescere ulteriormente i suoi contributi;

13. condanna il voto del Comitato della Knesset volto a revocare i privilegi della sig.ra Hanin Zoabi, membro arabo della Knesset, per la sua partecipazione alla flottiglia;

14. esorta l'Alto Rappresentante/Vicepresidente a convocare d'urgenza il Consiglio di associazione UE-Israele per procedere a un esame approfondito della situazione;

15. è del parere che qualsiasi esame eventuale del rafforzamento delle relazioni tra l'UE e Israele debba essere accompagnato dalla revoca del blocco di Gaza, dal pieno rispetto degli obblighi derivanti dai diritti umanitari e umani internazionali e da autentici impegni a favore di una risoluzione politica globale del conflitto; chiede, a tale riguardo, di bloccare la procedura di approvazione dell'accordo UE-Israele sulla valutazione della conformità e accettazione dei prodotti industriali (ACAA) per la libera circolazione dei beni e i regolamenti tecnici;

16. chiede agli Stati membri dell'UE che sono Stati parte all'OCSE di convocare senza indugio una riunione con Israele incentrata sul mancato rispetto dei principi stabiliti nella tabella di marcia per l'adesione all'OCSE, in particolare in materia di obblighi risultanti dai diritti umanitari e umani internazionali, e di tenere conto dell'esito di questa riunione in vista della firma dell'accordo di adesione di Israele all'OCSE;

17. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto Rappresentante per la PESC, al rappresentante del Quartetto, al Presidente dell'Autorità nazionale palestinese, al Consiglio legislativo palestinese, alla Knesset e al governo israeliano nonché al Segretario generale della Lega degli Stati arabi.

 

Ultimo aggiornamento: 16 giugno 2010Avviso legale