Procedura : 2010/2770(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0420/2010

Testi presentati :

B7-0420/2010

Discussioni :

PV 07/07/2010 - 17
CRE 07/07/2010 - 17

Votazioni :

PV 08/07/2010 - 6.5

Testi approvati :

P7_TA(2010)0283

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0419/2010
5.7.2010
PE442.018v01-00
 
B7-0420/2010

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sul Kirghizistan


Elmar Brok, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Paolo Bartolozzi, Cristian Dan Preda, Mario Mauro a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sul Kirghizistan  
B7‑0420/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul Kirghizistan, in particolare quella del 12 maggio 2005, e la sua risoluzione sulla situazione nel Kirghizistan del 6 maggio 2010,

–   vista la sua risoluzione del 20 febbraio 2008 sulla strategia dell'Unione europea per l'Asia centrale,

–   vista la strategia dell'Unione europea per un nuovo partenariato con l'Asia centrale, adottata dal Consiglio europeo del 21 e 22 giugno 2007,

–   visto l'accordo di partenariato e di cooperazione (APC) tra l'Unione europea e il Kirghizistan, entrato in vigore nel 1999,

–   visto il programma dell'Unione europea per la prevenzione dei conflitti violenti, adottato dal Consiglio europeo di Göteborg nel 2001,

–   viste le dichiarazioni di Catherine Ashton, Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, sui nuovi scontri scoppiati in Kirghizistan l'11 giugno 2010 e sul referendum costituzionale del 27 giugno 2010,

–   viste le conclusioni del Consiglio "Affari generali" del 14 giugno 2010,

–   vista la dichiarazione congiunta sulla situazione in Kirghizistan rilasciata, il 16 giugno 2010, dall'inviato speciale del Presidente in carica dell'OSCE, dal rappresentate speciale delle Nazioni Unite e dal rappresentante speciale dell'Unione europea in Kirghizistan,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'Unione europea ha un evidente interesse in un Kirghizistan pacifico, democratico ed economicamente prospero; che l'impegno del Kirghizistan nei confronti del diritto internazionale, dello Stato di diritto, dei diritti umani e dei valori democratici, nonché dell'economia di mercato, promuoverà la sicurezza e la stabilità,

B.  considerando che l'Unione europea si è impegnata, in particolare nel quadro della sua strategia per l'Asia centrale, ad essere partner dei paesi della regione, che in questo momento è urgentemente necessario un impegno internazionale molto più forte e che la risposta dell'Unione europea avrà un impatto sulla sua credibilità in quanto partner,

C. considerando che secondo le statistiche ufficiali circa 300 persone hanno perso la vita negli scontri, ma che sono stati espressi timori, anche da parte del capo del governo ad interim Rosa Otunbayeva, che il numero effettivo sia di 2.000 persone; che migliaia di persone sono state ferite e molte risultano tuttora disperse,

D. considerando che la Commissione europea ha stanziato 5 000 000 EUR per fornire assistenza medica di emergenza, aiuti umanitari e prodotti non alimentari, e per assicurare protezione e sostegno psicologico alle persone colpite dalla crisi,

E.  considerando che le Nazioni Unite hanno lanciato un appello lampo per un importo di 71 000 000 USD da destinare agli aiuti di emergenza,

F.  considerando che nel referendum del 27 giugno, che si è svolto in un contesto pacifico e con un'elevata affluenza alle urne, oltre il 90% degli elettori si è espresso a favore di una nuova costituzione che garantisca un equilibrio tra i poteri presidenziali e quelli parlamentari, della conferma di Rosa Otunbayeva alla carica di Presidente ad interim fino al 31 dicembre 2011 e dello scioglimento della Corte costituzionale; che lo svolgimento delle elezioni parlamentari è previsto per il 10 ottobre 2010,

G. considerando che l'Unione europea deve mantenere il suo impegno per il rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto nelle sue relazioni con i paesi terzi e la promozione delle riforme democratiche,

1.  condanna i violenti scontri scoppiati recentemente nel Kirghizistan meridionale, di cui è stata vittima soprattutto la popolazione di origine uzbeka; deplora la perdita di vite umane ed esprime la speranza che si possa giungere a una soluzione pacifica al conflitto in Kirghizistan, sulla base dei principi democratici, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani;

2.  invita le autorità ad interim a compiere ogni sforzo possibile per ripristinare la normalità e a creare tutte le condizioni necessarie affinché i profughi e gli sfollati interni possano ritornare volontariamente alle loro case in condizioni di sicurezza e dignità; esorta le autorità locali ad adottare misure efficaci intese a rafforzare la fiducia e ad avviare un dialogo autentico con tutte le comunità etniche che vivono nel Kirghizistan meridionale, con l'obiettivo di mettere in atto un processo di riconciliazione credibile;

3.  sottolinea che i valori a favore dei quali l'Unione europea si è impegnata le impongono di reagire a questa situazione di sofferenza con un approccio globale, segnatamente stanziando un importo superiore ai soli 5 000 000 EUR mobilizzati finora, tenendo conto dell'appello lampo delle Nazioni Unite per un importo di 71 000 000 USD;

4.  sottolinea che la risposta umanitaria, finalizzata a far fronte alle esigenze immediate, deve essere accompagnata da sforzi intesi a stabilizzare la situazione e a ridurre il rischio considerevole che si verifichino nuovi episodi di violenza, che rappresentano una minaccia per la pace e la sicurezza anche in altre zone della valle di Fergana che si estende tra l'Uzbekistan, il Kirghizistan e il Tagikistan;

5.  ribadisce la propria richiesta che la politica dell'Unione europea per l'Asia centrale sia incentrata sulla sicurezza della popolazione; osserva che nel Kirghizistan meridionale ciò implica, tra l'altro, che si contribuisca a garantire la sicurezza fisica di tutti i gruppi etnici, a sostenere la ricostruzione delle abitazioni distrutte e la sostituzione dei beni perduti, a lottare contro la discriminazione da parte delle autorità e nella vita pubblica, a garantire l'accesso a procedure giudiziarie credibili in un contesto di generale rafforzamento dello Stato di diritto, nonché a migliorare le prospettive di trovare un'occupazione e fonti di sostentamento regolari;

6.  chiede che gli aiuti dell'Unione europea siano maggiormente incentrati sui progetti di sviluppo locale mirati a migliorare le condizioni di vita della popolazione; sottolinea che mentre il rischio che gli aiuti dell'Unione europea vadano persi a causa della corruzione dilagante, della mancanza di capacità amministrativa e di altri problemi nella regione è abbastanza elevato, esso tende ad essere più ridotto per quanto riguarda i progetti di sviluppo locale il cui impatto è generalmente più rapido e diretto; osserva che ciò conferisce un grande valore ai progetti di sviluppo locale nei tentativi di stabilizzazione;

7.  accoglie con favore lo svolgimento pacifico del referendum costituzionale in Kirghizistan il 27 giugno scorso; sottolinea che il ripristino dell'ordine costituzionale e dello Stato di diritto è cruciale ai fini della stabilizzazione a lungo termine della situazione nel paese; sottolinea che le prossime elezioni legislative (previste provvisoriamente per l'ottobre 2010) dovrebbero creare la base costituzionale per un governo che goda sia di una forte legittimità democratica sia di un ampio sostegno popolare; invita pertanto le autorità del Kirghizistan ad adottare misure ferme e immediate per risolvere le importanti carenze individuate dall'OSCE/ODIHR prima delle prossime elezioni parlamentari; guarda con interesse alla prospettiva di instaurare forti legami interparlamentari con il futuro Parlamento del Kirghizistan;

8.  sottolinea il comune interesse del Kirghizistan, dei paesi confinanti, della Russia, della Cina, dell'Unione europea, degli Stati Uniti e del resto della comunità internazionale a evitare la destabilizzazione e la diffusione tra popolazioni frustrate e impaurite della percezione che le ideologie estreme offrano l'unica prospettiva di maggiore ordine e di una vita migliore;

9.  esprime preoccupazione per le difficoltà del processo di democratizzazione in Kirghizistan che sembrano derivare dalla debolezza del governo ad interim e dalla forza delle reti della criminalità nel paese, in particolare degli spacciatori di droga nel Kirghizistan meridionale; ritiene che sia necessario creare un sistema politico che consenta la rappresentanza dei diversi interessi e l'arbitrato tra di essi per diminuire le tensioni ed evitare lo scoppio di nuovi scontri violenti e che l'Unione europea e i suoi Stati membri debbano appoggiare attivamente la democratizzazione e impegnarsi a ridurre le divergenze tra le posizioni degli attori internazionali, in modo tale da migliorare le prospettive per il processo di riforma in Kirghizistan;

10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al governo ad interim del Kirghizistan, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale dell'OSCE e al Segretario generale del Consiglio d'Europa.

Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2010Avviso legale