Procedura : 2010/2842(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0500/2010

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B7-0500/2010

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PV 07/09/2010 - 11
CRE 07/09/2010 - 11

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PV 09/09/2010 - 5.2
CRE 09/09/2010 - 5.2

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0493/2010
6.9.2010
PE446.583v01-00
 
B7-0500/2010

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione dei Rom in Europa


Cornelia Ernst, Marie-Christine Vergiat, Rui Tavares, Willy Meyer, Nikolaos Chountis, Patrick Le Hyaric, Miguel Portas, Jacky Hénin, Kyriacos Triantaphyllides

a nome del gruppo GUE/NGL


Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei Rom in Europa  
B7‑0500/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le convenzioni internazionali ed europee a tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e la relativa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo(1), nonché la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–   vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e in particolare i suoi articoli 21 (non discriminazione) e 45 (libertà di circolazione e di soggiorno),

–   visti gli articoli 2, 6 e 7 del trattato sull'Unione europea e gli articoli 13 (provvedimenti per combattere le discriminazioni fondate, tra l’altro, sulla razza o sull'origine etnica), 12 (divieto di ogni discriminazione effettuata in base alla nazionalità) e 18 (libertà di circolazione),

–   viste la direttiva 2000/43/CE del Consiglio che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica(2), e in particolare le definizioni di discriminazione diretta e indiretta, nonché la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri(3),

–   vista la comunicazione della Commissione sull'integrazione sociale ed economica dei Rom in Europa (COM(2010)0133) e le relazioni dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali,

–   viste le sue precedenti relazioni concernenti, tra l'altro, i Rom, il razzismo e la xenofobia, i provvedimenti contro la discriminazione e la libertà di movimento, segnatamente quelle del 31 gennaio 2008 su una strategia europea per i Rom(4), del 10 luglio 2008 sul censimento dei Rom su base etnica in Italia e del 25 marzo 2010 sul secondo vertice europeo sui Rom,

–   vista la sua risoluzione del 14 gennaio 2009 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea 2004-2008,

–   viste la raccomandazioni della Commissione delle Nazioni Unite per l'eliminazione delle discriminazioni razziali durante la sua 77a sessione (2-27 agosto 2010) relative a Danimarca, Estonia, Francia, Romania e Slovenia,

–   vista la relazione del Consiglio d'Europa, quarta relazione della Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI) sulla Francia, pubblicata il 15 giugno 2010,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il 28 luglio il governo francese ha deciso, durante una riunione di emergenza convocata per discutere "i problemi posti dal comportamento di certi nomadi e Rom", la chiusura entro tre mesi di circa 300 campi irregolari occupati da Rom e nomadi nonché l'espulsione dei Rom verso i loro paesi di origine, principalmente Romania e Bulgaria,

B.  considerando che le autorità francesi hanno sostenuto che si è proceduto a un rimpatrio "volontario" e "umanitario" in cambio di una compensazione di 300 euro per adulto e di 100 euro per minore, mentre secondo notizie pubblicate dalla stampa e le risultanze della Commissione delle Nazioni Unite sulla discriminazione razziale "non tutte le persone" hanno dato il loro "pieno e libero consenso" o compreso i loro diritti e taluni Rom hanno dichiarato di essere stati minacciati di arresto o di espulsione coatta se avessero rifiutato il rimpatrio "volontario" e che anche le procedure applicate dalle autorità, cioè separare gli uomini dalle donne e i bambini, sono state oggetto di severe critiche, che per impedire ai Rom di rientrare in Francia, ai beneficiari del contributo al rimpatrio è stato imposto di firmare un modulo e far registrare le proprie impronte digitali; considerando che in nessun modo il pagamento di 300 euro fa venir meno i diritti derivanti dalla legislazione europea di cui sono titolari le persone interessate,

C. considerando che da diversi anni la Francia procede all'espulsione e al rimpatrio di Rom, tra cui almeno 10 000 nel 209 e più di 8 000 quest'anno, che il governo francese applica ai Rom, e soltanto a loro, una legislazione specifica ("circolare NOR/INT/D/06/00115/C del 22 dicembre 2006 relativa alle modalità di ammissione al soggiorno dei cittadini rumeni e bulgari a partire dal 1° gennaio 2007") che costituisce l'unico atto di questo tipo applicabile in Francia a cittadini dell'UE: considerando che i Rom sono gli unici cittadini dell'UE trattenuti dalle autorità francesi in centri di accoglienza per i migranti,

D. considerando che i respingimenti di Rom figurano nelle statistiche delle espulsioni in quanto criterio quantitativo dell'efficacia della politica attuata dal governo francese intesa ad espellere cittadini stranieri in soggiorno irregolare in Francia e che in detto contesto i Rom sono trattati come cittadini stranieri non dell'UE; considerando che i Rom espulsi in detto modo nel 209 hanno costituito un terzo delle espulsioni rese pubbliche dal governo francese in detto ambito e hanno rappresentato un terzo di tutti i rumeni e bulgari residenti in Francia,

E.  considerando che 86 Rom sono stati rimpatriati in Romania e Bulgaria il 19 agosto, circa 130 il 20 agosto, circa 300 il 26 agosto e che il governo ha annunciato che circa 800 Rom sarebbero stati rimpatriati entro la fine di agosto,

F.  considerando che secondo i dati di ONG operanti con i Rom in Francia le espulsioni sono eseguite sulla base di un "obbligo di abbandonare il territorio francese" (OQTF) redatto esattamente negli stessi termini e con scadenze tanto ravvicinate da rendere impossibile effettuare un esame individuale della situazione individuale di ogni Rom in questione; considerando che dette espulsioni sono eseguite quasi sempre nel momento in cui gli accampamenti in cui vivono i Rom sono smantellati e che dette operazioni di smantellamento sovente sono accompagnate da violenze da parte della polizia,

G. considerando che il governo francese ha altresì affermato che la mancata integrazione della minoranza Rom dovrebbe bloccare l'adesione di Romania e Bulgaria al sistema di Schengen se non "si assumeranno le loro responsabilità" nei confronti dei Rom, contraddicendo la valutazione tecnica della conformità di Romania e Bulgaria che è stata positivamente approvata da tutti gli Stati membri del gruppo di lavoro su Schengen; considerando che la Commissione ha respinto tale proposta avanzata dal governo francese,

H. considerando che, sebbene i provvedimenti adottati dal governo francese abbiano dato luogo ad ampie critiche a livello nazionale, europeo e internazionale, da parte di ONG, governi, istituzioni e leader religiosi e organizzazioni, segnatamente le Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa e gli organismi dell'UE, il governo francese ha proseguito con le espulsioni, ricevendo il solo sostegno del ministro italiano dell'Interno il quale aveva proposto e applicato provvedimenti analoghi in passato,

I.   considerando le profonde e gravi preoccupazioni espresse dalla Commissione europea del Consiglio d'Europa contro il razzismo e l'intolleranza, dalla Commissione delle Nazioni Unite per l'eliminazione delle discriminazioni razziali, dal commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa e dal presidente dell'Assemblea parlamentare,

J.   considerando che nel 2008 l'Italia è stata severamente criticata per politiche discriminatorie nei confronti dei Rom; considerando che il ministro degli Interni italiano ha chiesto alla Commissione di "prevedere sanzioni e misure di espulsione e rimpatrio anche per cittadini dell'UE in caso di inosservanza della direttiva 2004/38",

K. considerando che lo spirito dei trattati e dell'UE stessa si basa sulla piena libertà di circolazione e che la legislazione in materia va intesa come quadro minimo e non deve essere utilizzata in contrasto con detto obiettivo primario dell'Unione europea,

L.  considerando che le autorità francesi hanno invitato i ministri degli Interni dell'Italia, della Germania, del Regno Unito, della Spagna, della Grecia e successivamente del Belgio nonché la Commissione europea, assieme al Canada e agli Stati Uniti, a una riunione da tenersi a Parigi in settembre per discutere delle questioni in materia di "immigrazione" e libertà di circolazione rientranti nelle competenze dell'UE, riunione alla quale altri Stati membri non sono stati invitati, e che il ministro degli Interni italiano ha annunciato la sua intenzione di insistere per l'adozione di norme dell'UE più severe sull'immigrazione e la libertà di circolazione, in particolare per quanto riguarda i Rom,

M. considerando che il diritto alla libertà di circolazione è un diritto fondamentale sancito dai trattati dell'UE e disciplinato dalla direttiva 2004/38/CE, la quale è stata oggetto di una relazione della Commissione e di orientamenti per gli Stati membri sulla sua corretta applicazione,

N. considerando che nella sua dichiarazione congiunta sul secondo vertice sui Rom svoltosi a Cordoba l'8-9 aprile 2010, la troika UE si è impegnata a:

      –  promuovere l'integrazione delle tematiche legate ai Rom nelle politiche europee e nazionali in materia di diritti fondamentali e tutela contro razzismo, povertà ed esclusione sociale,

      –  migliorare l'articolazione della tabella di marcia della piattaforma integrata sull'inclusione dei Rom e renderne prioritari i principali obiettivi e risultati,

      –  provvedere a che gli attuali strumenti finanziari dell'Unione europea, in particolare I Fondi strutturali, siano resi disponibili per i Rom,

O.  considerando che le espulsioni dei Rom in quanto tali costituiscono una grave violazione dei valori europei concernenti i diritti umani e le libertà fondamentali e contraddice gli impegni adottati dagli Stati membri dell'UE di rafforzare l'integrazione dei Rom quali adottati al secondo vertice sui Rom,

P.  considerando che la Commissione ha il dovere di garantire il rispetto, la tutela e la promozione nell'UE dei trattati e del diritto dell'UE nonché dei diritti umani e delle libertà fondamentali e di reagire prontamente e risolutamente contro palesi violazioni non appena si verificano,

Q. considerando che tali espulsioni avvengono sullo sfondo di dichiarazioni rilasciate da esponenti del governo francese che evocano collegamenti tra i Rom, gli immigrati e la criminalità e propongono la revoca della cittadinanza francese alle persone di origine straniera che abbiano messo in pericolo la vita di un agente di polizia,

R.  considerando che la Germania sta approntando il rimpatrio di circa 10.000 Rom verso il Kosovo, metà dei quali sono minori, anche nati in Germania, nonostante l'invito rivolto agli Stati europei dall'UNICEF e dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa di porre fine al rimpatrio coatto di Rom verso il Kosovo; considerando che la Svezia ha espulso una cinquantina di Rom per "mendicità" anche se in Svezia chiedere l'elemosina non è un reato; considerando che altri Stati applicano politiche analoghe; considerando che la Danimarca ha sommariamente espulso dei Rom in luglio,

S.  considerando che l'incapacità di trovare lavoro nel mercato del lavoro ufficiale (spesso per un Rom accedere al mercato del lavoro è più difficile che per un cittadino non dell'UE), associata a una penuria di risorse sufficienti, spesso impedisce di chiedere la registrazione della residenza,

1.  condanna con fermezza le misure adottate dalle autorità francesi come pure dalle autorità di altri Stati membri nei confronti di Rom e di nomadi e che prevedono il loro rimpatrio ai paesi di origine e le esorta a sospendere immediatamente tutte le espulsioni di Rom; invita la Commissione e il Consiglio, nonché gli Stati membri, a intervenire con la stessa richiesta; rammenta che le espulsioni collettive avvengono in violazione dei diritti fondamentali e non possono essere accettate in nessuna circostanza;

2.  sottolinea che dette misure violano i trattati e il diritto dell'UE, dato che equivalgono a una discriminazione razziale ed etnica nonché la direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nell'UE, mentre le espulsioni collettive sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;

3.  ricorda che la direttiva 2004/38/CE circoscrive entro limiti ben precisi la possibilità di espellere un cittadino dell'Unione e che, nello specifico, i provvedimenti di allontanamento devono essere decisi singolarmente tenendo conto delle circostanze personali (articolo 28), che occorre applicare garanzie procedurali (articolo 30) e garantire l'accesso ai mezzi di impugnazione e di sospensione giurisdizionali e amministrativi (articolo 31), che l'allontanamento di cittadini per il fatto che rappresentano un onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale dello Stato membro ospitante non è di per sé sufficiente a giustificare l'allontanamento automatico (considerando 16 e articolo 14), che qualsiasi limitazione della libertà di circolazione e di soggiorno per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica non può essere invocata per fini economici, deve essere proporzionale e basarsi esclusivamente sul comportamento personale dell'interessato e in nessun caso su considerazioni di prevenzione generale (articolo 27), che le sanzioni previste dagli Stati membri devono essere effettive e proporzionate (articolo 36);

4.  osserva che le espulsioni hanno riguardato specificamente i Rom in quanto comunità ritenuta una minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza e un onere per il sistema di assistenza sociale, e che sono state effettuate in un lasso di tempo brevissimo, con modalità che comprendevano la stigmatizzazione pubblica e l'uso della forza e dell'intimidazione; fa notare che siccome in tali circostanze non è possibile eseguire in modo ragionevole e adeguato una precisa valutazione individuale caso per caso, le garanzie procedurali non sono state né applicate, né garantite; rileva che la condizione di proporzionalità è stata violata e che i provvedimenti potrebbero essere stati adottati per fini economici o di prevenzione generale; precisa che la direttiva non prevede, né permette alcuna procedura di rimpatrio facilitato o volontario dei cittadini dell'Unione europea negli Stati membri d'origine sulla base di una "compensazione" economica, che sarebbe contraria allo spirito e alla lettera dei trattati dal momento che la libertà di circolazione è un diritto fondamentale che non può essere alienato, acquistato o venduto e che darebbe origine a una discriminazione tra i cittadini dell'Unione europea; inoltre, secondo le autorità rumene, nessuno dei rimpatriati ha commesso reati in Francia o in Romania;

5.  chiede con insistenza agli Stati membri di rispettare rigorosamente i loro obblighi e di rimuovere le incongruenze nell'applicazione delle prescrizioni previste dalla direttiva sulla libertà di circolazione;

6.  sottolinea inoltre che la raccolta delle impronte digitali dei Rom espulsi è illegale e contraria alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (articolo 21, paragrafi 1 e 2), ai trattati e al diritto dell'UE, in particolare le direttive 2004/38/CE e 2000/43/CE, e costituisce una discriminazione basata sull'origine etnica o nazionale;

7.  prende atto della reazione tardiva e fiacca della Commissione europea con la dichiarazione rilasciata il 25 agosto dal Commissario per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza in cui esprime "preoccupazione" per l'espulsione di Rom dalla Francia e afferma che "nessuno dovrebbe subire un'espulsione per il semplice fatto di essere Rom", invitando nel contempo "tutti gli Stati membri a rispettare le norme UE comunemente concordate sulla libera circolazione, la non discriminazione e i valori comuni dell'Unione europea, la quale è "una comunità di valori e di diritti fondamentali", e in particolare il rispetto dei diritti fondamentali, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze"; invita la Commissione a intervenire prontamente per garantire il rispetto dei trattati e del diritto dell'UE, in particolare chiedendo a tutti gli Stati membri di porre fine alle espulsioni di Rom in attesa che sia completata la sua valutazione della loro legalità in base alle norme dell'UE;

8.  respinge le dichiarazioni che associano le minoranze e gli immigrati alla criminalità, in quanto perpetuano stereotipi negativi che favoriscono la stigmatizzazione e la discriminazione ai danni dei Rom;

9.  plaude e chiede di essere associato alla "analisi completa" annunciata dal Commissario della situazione in Francia e alla verifica della conformità con il diritto dell'UE dei provvedimenti adottati, nonché allo scambio di informazioni tra la Commissione e le autorità francesi e al seminario proposto dal Presidente della Commissione e dalle autorità francesi; chiede che tale monitoraggio riguardi tutti gli Stati membri interessati; insiste affinché la Commissione non basi la sua analisi unicamente sui suoi scambi con le autorità pubbliche interessate, ma anche consultando regolarmente in modo approfondito le ONG operanti con la comunità Rom e i rappresentanti dei Rom;

10. chiede una strategia europea per i Rom che preveda misure concrete e lungimiranti intese a migliorare l'integrazione sociale dei Rom e provvedimenti in materia di alloggio, accesso al mercato del lavoro, istruzione e salute, al fine di contribuire a migliorare la situazione dei Rom; chiede alla Commissione, al Consiglio, agli Stati membri e alle autorità regionali e locali di assumersi le proprie responsabilità comuni per i Rom e contribuire a tale strategia al loro rispettivo livello di responsabilità;

11. ricorda che la libera circolazione dei cittadini dell'UE è una questione che riguarda l'Unione europea e che di conseguenza, sulla base del principio di cooperazione leale, tali questioni devono essere discusse in seno alle istituzioni dell'Unione e non in riunioni ristrette a cui sono invitati solo i governi di alcuni Stati membri;

12. chiede agli Stati membri e segnatamente alla Francia di colmare le lacune nella tutela delle minoranze sul loro territorio firmando e ratificando la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali;

13. sollecita i governi di Danimarca, Estonia, Francia, Romania e Slovenia a rispettare rigorosamente i loro obblighi emananti dalla Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale approvando quanto prima le raccomandazioni espresse dalla Commissione delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione razziale nella sua 77a sessione; in particolare invita la Francia a evitare le espulsioni collettive, prendere tutte le misure necessarie per garantire pari opportunità nell'accesso a un'istruzione di qualità a tutti i livelli, alla sanità, ad alloggi e ad altre strutture pubbliche, prendere tutte le misure necessarie per garantire il diritto di voto, prevedere ricoveri come previsto dalla legge Besson del 5 luglio 2000 relativa all'accoglienza e agli accampamenti per nomadi e garantire parità di trattamento tra tutti i cittadini abolendo i documenti di circolazione per i nomadi;

14. ricorda agli Stati membri dell'UE il loro obbligo in virtù del diritto internazionale in materia di diritti umani di garantire il diritto di tutte le persone, compresi i Rom e i nomadi, anche ad alloggi adeguati, e sottolinea che devono essere fornite adeguate sistemazioni alternative;

15. ribadisce i suoi precedenti inviti agli Stati membri a rivedere e revocare le leggi e le politiche che discriminano, direttamente o indirettamente, i Rom sulla base della razza e dell'origine etnica, e l'invito al Consiglio e alla Commissione a vigilare sull'applicazione, da parte degli Stati membri, dei trattati e delle direttive sulle misure contro le discriminazioni e sulla libertà di circolazione, in particolare per quanto riguarda i Rom, nonché ad adottare, in caso contrario, i provvedimenti necessari;

16. invita la Commissione a presentare prontamente a una valutazione dettagliata dell'utilizzazione dei fondi destinati alla lotta contro le discriminazioni a danno dei Rom nei singoli Stati membri;

17. chiede all'Agenzia per i diritti fondamentali di formulare un parere sulla conformità di siffatte politiche con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE;

18. incarica la sua commissione competente, in consultazione con l'Agenzia per i diritti fondamentali, le ONG, le organizzazioni che si occupano di questioni inerenti ai diritti umani e ai Rom nonché le organizzazioni che rappresentano i Rom, di seguire la questione e di elaborare un progetto di relazione sulla situazione dei Rom in Europa, come già stabilito all'inizio della legislatura, sulla base delle risoluzioni e delle richieste formulate dal Parlamento nelle sue precedenti relazioni e risoluzioni;

19. invita gli Stati membri a riconoscere e rispettare il diritto all'assistenza sociale e abitativa in modo da assicurare condizioni di vita dignitosa a quanti hanno scarsità di risorse sufficienti e garantire che i Rom e le altre persone all'atto di esercitare il proprio diritto alla libertà di circolazione siano informati sui requisiti da adempiere;

20. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa e alle Nazioni Unite.

 

(1)

(2)

GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.

(3)

GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77.

(4)

GU C 294E del 3.12.2009, pag. 54.

Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2010Avviso legale