Procedura : 2010/2954(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0675/2010

Testi presentati :

B7-0675/2010

Discussioni :

PV 24/11/2010 - 16
CRE 24/11/2010 - 16

Votazioni :

PV 25/11/2010 - 8.11
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2010)0443

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0675/2010
23.11.2010
PE450.491v01-00
 
B7-0675/2010

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sul Sahara occidentale


Ivo Vajgl, Kristiina Ojuland, Luigi de Magistris, Izaskun Bilbao Barandica, Carl Haglund, Ramon Tremosa i Balcells, Anneli Jäätteenmäki, Graham Watson a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sul Sahara occidentale  
B7‑0675/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU sul Sahara occidentale, in particolare le risoluzioni 1598 (2005) del 28 aprile 2005 e 1495 (2003), approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite l'11 ottobre 2005, e la risoluzione 1871 (2009),

–   vista l'ultima risoluzione 1920 (2010) del Consiglio di sicurezza dell'ONU, che ha prolungato il mandato della missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (MINURSO),

–   vista l'ultima relazione del Segretario generale al Consiglio di sicurezza sul Sahara occidentale (14 aprile 2008),

–   viste le conclusioni della relazione della delegazione ad hoc del PE del marzo 2009, in particolare le raccomandazioni concernenti il rispetto e il monitoraggio dei diritti umani nel Sahara occidentale,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul Sahara occidentale, in particolare la risoluzione del 27 ottobre 2005,

–   viste la dichiarazione dell'Unione europea relativa all'ottava sessione del Consiglio di associazione UE-Marocco, svoltasi il 7 dicembre 2009, e la dichiarazione congiunta del primo Vertice UE-Marocco, svoltosi il 7 marzo 2010,

–   visto l'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra, in particolare l'articolo 2,

–   vista la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici delle Nazioni Unite, sottoscritta dal Regno del Marocco,

–   vista la dichiarazione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 9 dicembre 1998, sul diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e degli organi della società di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti,

–   vista la dichiarazione sul Sahara occidentale dell'Alto Rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 10 novembre 2010,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che oltre 12 000 saharawi hanno abbandonato le loro città e hanno montato una tendopoli alla periferia di El Aaiun creando l'accampamento di Gdaim Izyk, per protesta contro la situazione socioeconomica e le condizioni in cui vivono,

B.  considerando che domenica 24 ottobre un ragazzo saharawi di 14 anni, Nayem El-Garhi, è stato ucciso e altre cinque persone sono state ferite da soldati dell'esercito marocchino mentre tentavano di raggiungere l'accampamento alla periferia di El Aaiun,

C. considerando che lunedì 8 novembre le forze di sicurezza marocchine sono entrate con la violenza nel campo di Gdaim Izyk, impiegando una forza sproporzionata,

D. considerando che le autorità marocchine hanno dichiarato che l'operazione era necessaria per liberare alcuni residenti del campo che vi venivano trattenuti contro la loro volontà e che le forze di sicurezza hanno incontrato una forte resistenza, e considerando che gli scontri tra la polizia e i manifestanti sono dilagati nelle strade di El Aaiun,

E.  considerando che sono stati segnalati numerosi morti, feriti e dispersi,

F.  considerando che giornalisti, parlamentari di Stati membri dell'UE e deputati al Parlamento europeo si sono visti negare l'accesso a El Aaiun e al campo di Gdaim Izyk, mentre alcuni sono stati persino espulsi dal Marocco,

G. che tali episodi di violenza hanno coinciso con l'avvio a New York – su iniziativa dell'inviato speciale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale – di nuovi negoziati informali tra le autorità marocchine e il Fronte Polisario sul futuro del Sahara occidentale,

H. considerando che l'Unione europea continua ad essere preoccupata per il conflitto nel Sahara occidentale e per le sue conseguenze ed implicazioni nella regione, compresa la situazione dei diritti umani nel Sahara occidentale, e che sostiene appieno gli sforzi del Segretario generale delle Nazioni Unite e del suo inviato personale al fine di trovare una soluzione politica giusta, duratura ed accettabile da entrambe le parti, che consenta l'autodeterminazione della popolazione del Sahara occidentale come stabilito nelle risoluzioni delle Nazioni Unite,

I.   considerando che il 21 settembre il dissidente Mustapha Sidi Mouloud è stato arrestato dal Fronte Polisario dopo aver dichiarato il proprio sostegno a favore dell'iniziativa marocchina d'autonomia e che da allora la sua sorte è ignota,

J.   considerando che la situazione nei campi del Sahara occidentale e a Tindouf potrebbe degenerare in una vera e propria tragedia umanitaria con conseguenze imprevedibili, e che tali incidenti evidenziano ancora una volta l'urgente necessità di includere il monitoraggio dei diritti umani nel mandato della missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (MINURSO),

K. considerando che dopo oltre 30 anni il processo di decolonizzazione del Sahara occidentale rimane ancora incompleto,

L.  considerando che numerose relazioni hanno dimostrato che lo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara occidentale è praticato senza che la popolazione locale ne ricavi alcun beneficio,

1.  deplora i gravi attacchi e l'uso sproporzionato della forza da parte delle autorità marocchine nel campo di Gdaim Izyk e nella città di El Aaiun, che hanno provocato numerose vittime civili, e invita tutte le parti a mantenere la calma e ad astenersi da qualsiasi ulteriore violenza;

2.  esprime la sua solidarietà ai familiari del giovane saharawi Nayem El-Garhi ed esorta le autorità marocchine e la MINURSO a svolgere un'indagine al fine di chiarire le circostanze della sua uccisione;

3.  si rammarica profondamente ed esprime grande preoccupazione per le vittime, i feriti e i dispersi in seguito ai violenti attacchi ed esprime la sua solidarietà alle famiglie delle vittime;

4.  sollecita un'indagine internazionale indipendente sotto l'egida delle Nazioni Unite sui recenti avvenimenti nel campo di Gdaim Izyk e nella città di El Aaiun;

5.  deplora gli attacchi contro la libertà di stampa e di informazione subiti da numerosi giornalisti europei e chiede al Regno del Marocco di consentire il libero accesso e la libertà di circolazione nel Sahara occidentale per la stampa, gli osservatori indipendenti e le organizzazioni umanitarie;

6.  condanna la detenzione e le vessazioni nei confronti dei difensori saharawi dei diritti umani nel territorio del Sahara occidentale controllato dal Marocco e sollecita il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a includere il monitoraggio della situazione dei diritti umani nel mandato della missione MINURSO al fine di individuare le violazioni dei diritti umani, come affermato nella raccomandazione della delegazione ad hoc del Parlamento europeo;

7.  si compiace della ripresa degli incontri informali tra il Marocco e il Fronte Polisario sotto l'egida dell'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite, anche in una siffatta situazione di tensione, e invita gli attori della regione a svolgere un ruolo costruttivo;

8.  invita il Regno del Marocco e il Fronte Polisario ad astenersi da atti di violenza, contribuendo così grandemente a mitigare le tensioni al fine di pervenire a una soluzione del conflitto nel Sahara occidentale che sia conforme alle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione 1495 (2003) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

9.  sollecita il sostegno del Consiglio dell'Unione europea a favore della risoluzione del conflitto del Sahara occidentale e affinché siano pienamente sfruttate le opportunità offerte dal dialogo in seno al Consiglio di associazione UE-Marocco in materia di diritti umani, nel quadro della sottocommissione istituita con il Marocco al fine di trattare tali questioni;

10. invita la Commissione europea e l'Alto Rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza a seguire la situazione dei diritti umani nel Sahara occidentale e ad inviare regolarmente sul posto missioni d'informazione, ai sensi dell'articolo 2 dell'Accordo di associazione UE-Marocco;

11. è preoccupato per la sorte di Mustapha Sidi Mouloud e invita il Fronte Polisario a rivelare dove si trova, a consentirgli di contattare senza indugio la sua famiglia e un avvocato, nonché a tradurlo tempestivamente dinanzi ad un organo giudiziario indipendente per determinare se esista un fondamento giuridico che giustifichi la sua detenzione;

12. chiede l'invio di una delegazione del Parlamento europeo nel Sahara occidentale e nei campi di Tindouf al fine di osservare in loco la situazione dei diritti umani;

13. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e all'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Segretario generale dell'ONU, al Segretario generale dell'Unione Africana, alla delegazione del PE per le relazioni con i paesi del Maghreb, nonché all'Ufficio di presidenza dell'Assemblea parlamentare euromediterranea, ai parlamenti e ai governi della Spagna, dell'Algeria e del Marocco, e al Fronte Polisario.

 

Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2010Avviso legale