Procedura : 2011/2521(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0051/2011

Testi presentati :

B7-0051/2011

Discussioni :

PV 19/01/2011 - 10
CRE 19/01/2011 - 10

Votazioni :

PV 20/01/2011 - 7.2
CRE 20/01/2011 - 7.2

Testi approvati :

P7_TA(2011)0021

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 117kDOC 69k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0039/2011
17.1.2011
PE455.879v01-00
 
B7-0051/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione dei Cristiani in materia di libertà di religione


Marietje Schaake, Metin Kazak, Vincenzo Iovine, Marielle De Sarnez, Charles Goerens, Frédérique Ries, Kristiina Ojuland, Alexander Graf Lambsdorff, Ramon Tremosa i Balcells a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei Cristiani in materia di libertà di religione  
B7‑0051/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue relazioni annuali sulla situazione dei diritti dell'uomo nel mondo e le sue precedenti risoluzioni sulle minoranze religiose nel mondo,

–   visto l'articolo 9 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo (CEDU), del 1950,

–   visto l'articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) del 1966,

–   vista la dichiarazione ONU del 1981 sull'eliminazione di ogni forma di intolleranza e discriminazione basata sulla religione o la fede,

–   viste le relazioni del Relatore speciale ONU sulla libertà di religione o di fede, in particolare le relazioni del 19 febbraio 2010 e del 29 luglio 2010,

–   viste le conclusioni del Consiglio adottate l'8 dicembre 2009 sulla libertà di religione o di fede, in cui sottolinea l'importanza strategica di questa libertà e di contrastare l'intolleranza religiosa,

–   vista la dichiarazione del portavoce dell'Alto rappresentante Catherine Ashton a seguito dell'attacco del 1° gennaio 2011 contro i fedeli riuniti in una chiesa copta ad Alessandria d'Egitto,

–   vista la dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, sulla micidiale esplosione avvenuta in una chiesa egiziana il 1° gennaio 2011,

–   visto l'articolo 10 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–   vista la sua risoluzione sulla clausola relativa ai diritti dell'uomo e alla democrazia negli accordi dell'Unione europea, approvata il 14 febbraio 2006,

–   visto l'articolo 110 del suo regolamento,

A. considerando che in varie occasioni l'Unione europea si è espressa a favore dei diritti delle comunità religiose e della protezione della loro identità in tutto il mondo nonché a favore del riconoscimento e della protezione delle minoranze religiose senza alcuna distinzione,

B.  esprimendo preoccupazione per la proliferazione di episodi d'intolleranza e repressione diretti verso le comunità cristiane, soprattutto nei paesi dell'Africa, dell'Asia e del Medio Oriente,

C. esprimendo le proprie condoglianze e il proprio sostegno alle famiglie delle vittime a seguito dell'esplosione di un'autobomba avvenuta il 31 dicembre 2010 all'esterno di una chiesa nella città di Alessandria nell'Egitto del nord che, secondo le agenzie, ha ucciso 21 persone ferendone almeno altre 43,

D. esprimendo le proprie condoglianze e il proprio sostegno alle famiglie delle vittime in seguito alle drammatiche notizie pervenute dalla Nigeria l'11 gennaio 2011, dove ancora una volta vittime innocenti sono cadute in atroci attacchi volti a colpire la comunità cristiana, il che evidenzia che l'intolleranza religiosa è ancora assai grave ed estesa,

E.  profondamente preoccupato per i violenti avvenimenti in Iraq dove il 22 novembre 2010 sono stati uccisi a Mosul due cristiani iracheni e per la serie di attacchi avvenuti il 10 novembre contro zone cristiane che hanno ucciso almeno 5 persone nella capitale irachena Baghdad,

F.  considerando che anche in Vietnam le attività della chiesa cattolica e di altre comunità religiose sono state gravemente represse, come dimostra la grave situazione in cui si trovano le comunità dei "montagnard" vietnamiti,

G. considerando che i leader politici e religiosi hanno il dovere, a tutti i livelli, di combattere l'estremismo e di promuovere il rispetto reciproco,

H. considerando che, in base al diritto internazionale in materia di diritti dell'uomo e, in particolare, all'articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; che tale diritto include la libertà di avere o di adottare una religione o un credo di sua scelta, nonché la libertà di manifestare, individualmente o in comune con altri, e sia in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio credo nel culto e nell'osservanza dei riti, nelle pratiche e nell'insegnamento,

I.   considerando che altri gruppi di persone, come i rifugiati, i profughi interni, i richiedenti asilo, i migranti, le persone private della libertà, le minoranze etniche, religiose e linguistiche e i figli dei fedeli sono altresì esposti a un crescente numero di violazioni dei loro diritti alla libertà di religione o fede; ricordando al riguardo il principio di non respingimento di cui all'articolo 33 della Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati,

J.   considerando che la promozione e la protezione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali è sancita dalla costituzione egiziana la quale stabilisce inequivocabilmente che tutti i cittadini beneficiano di uguali diritti e doveri dinanzi alla legge senza alcuna discriminazione di sorta,

K. considerando che il codice penale egiziano tutela la pratica da parte di tutti i cittadini della propria religione e tutti i simboli religiosi e punisce chiunque tenti di ostacolare la pratica religiosa di un gruppo o di oltraggiare o diffamare qualsiasi religione,

L.  considerando che l'articolo 10 della Costituzione irachena stabilisce l'impegno del governo a garantire e mantenere l'integrità dei luoghi santi e dei siti religiosi; che l'articolo 43 sancisce che i fedeli di tutti i gruppi religiosi sono liberi di praticare i loro riti religiosi e di gestire le proprie istituzioni religiose,

M. considerando che un tribunale egiziano ha condannato a morte un individuo ritenuto responsabile dell'attacco contro egiziani copti,

1.  condanna fermamente ogni forma di discriminazione e intolleranza sulla base della religione o della fede nonché gli atti di violenza contro le comunità religiose;

2.  esorta i governi interessati a portare in giudizio i responsabili di questi crimini; esorta i paesi interessati a garantire che i loro sistemi costituzionali e legislativi forniscano adeguate ed efficaci garanzie di libertà di religione o di fede, nonché efficaci rimedi giuridici per le vittime qualora sia violato il diritto alla libertà di religione o di fede;

3.  sostiene fermamente ogni iniziativa volta a promuovere il dialogo e il reciproco rispetto tra le religioni; invita tutte le autorità religiose a promuovere la tolleranza e ad assumere iniziative contro l'odio nonché la radicalizzazione violenta ed estremistica;

4.  sottolinea ancora una volta che il rispetto dei diritti dell'uomo e le libertà civili sono principi e obiettivi fondamentali dell'Unione europea i quali costituiscono una base comune nelle sue relazioni con i paesi terzi; invita il Consiglio e la Commissione a includere la questione della libertà di religione agli ordini del giorno delle riunioni politiche volte a promuovere il dialogo politico tra l'UE e i paesi terzi nonché a promuovere progetti relativi alla libertà di coscienza e dialoghi con le minoranze nei programmi di cooperazione UE;

5.  invita il Consiglio, la Commissione e l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione europea a dedicare maggiore attenzione all'argomento della libertà di religione e alla situazione delle minoranze religiose negli accordi e nella cooperazione con i paesi terzi nonché nelle relazioni in materia di diritti dell'uomo e a garantire il rispetto della clausola relativa ai diritti dell'uomo e alla democrazia negli accordi dell'Unione europea;

6.  invita il prossimo Consiglio affari esteri del 31 gennaio 2011 a discutere la questione della persecuzione dei cristiani e del rispetto della libertà di religione o di fede; ritiene che tale discussione in Europa dovrebbe portare a concreti risultati soprattutto per quanto riguarda gli strumenti che si possono utilizzare per fornire sicurezza e protezione alle comunità cristiane religiose minacciate in qualunque parte del mondo;

7.  condanna l'uso della pena di morte in quanto inumano;

8.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione europea, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento dell'Egitto, al governo e parlamento dell'Iraq nonché ai governi e ai parlamenti della Nigeria e del Vietnam.

Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2011Avviso legale