presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
sulla strategia Europa 2020
Guy Verhofstadt, Lena Ek
a nome del gruppo ALDE
Risoluzione del Parlamento europeo sulla strategia Europa 2020
B7‑0109/2011
Il Parlamento europeo,
– visto il documento di valutazione della strategia di Lisbona elaborato dalla Commissione (SEC(2010)0114),
– vista la sua risoluzione del 10 marzo 2010 sulla strategia UE 2020(1),
– viste le sue risoluzioni del 16 giugno 2010 su UE 2020(2) e sulla governance economica(3),
– vista l'analisi annuale della crescita elaborata dalla Commissione, del 12 gennaio 2011,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
OSSERVAZIONI GENERALI
La strategia Europa 2020 dovrebbe osare di più per non ripetere il fallimento della strategia di Lisbona
1. teme che la strategia Europa 2020 non potrà mantenere le sue promesse, quali, ad esempio, la creazione di lavori verdi e la crescita economica, a causa della debolezza della struttura di governance, che si basa tuttora sul metodo aperto di coordinamento; ritiene che la Commissione dovrebbe mostrarsi più consapevole della necessità di agire con urgenza e la invita a presentare proposte legislative più ambiziose per l'attuazione della strategia Europa 2020;
2. ritiene che il metodo aperto di coordinamento abbia fallito; è del parere che la strategia UE 2020 dovrebbe includere obiettivi vincolanti stabiliti dalla Commissione per gli Stati membri con valori massimi e minimi da applicare a determinati aspetti macroeconomici delle loro economie; ritiene che la Commissione dovrebbe utilizzare una strategia basata su incentivi e sanzioni per obbligare gli Stati membri a realizzare gli obiettivi fissati;
3. sottolinea che l'attuale contenuto della strategia UE 2020, per quanto riguarda gli obiettivi principali, le iniziative faro, le strozzature e gli indicatori, è di natura molto generale; invita pertanto con urgenza la Commissione a proporre piani più dettagliati per chiarire come tali iniziative saranno attuate per assicurarne la riuscita;
Il quadro di governance economica dovrebbe essere rafforzato
4. si compiace dell'iniziativa adottata dai governi dell'Unione europea, in occasione del vertice del 4 febbraio 2011, al fine di rafforzare la governance economica, ma si oppone tuttavia fermamente al metodo proposto; ritiene che un sistema puramente intergovernativo, al di fuori delle strutture previste dai trattati, non produrrà l'effetto auspicato; sottolinea che la disciplina sarà effettivamente garantita solo mediante l'applicazione del metodo comunitario e il conferimento di poteri alla Commissione; ritiene inaccettabile la Commissione europea sia estromessa;
5. ritiene, pur valutando positivamente le proposte della Commissione sulla governance economica, che queste non siano sufficientemente ambiziose e che dovrebbero tenere conto di un rafforzamento dei meccanismi automatici e delle sanzioni, dell'esigenza di avviare un dibattito pubblico, della responsabilità del Consiglio e della Commissione nei confronti del Parlamento europeo e della necessità di creare incentivi; ritiene inoltre che queste proposte dovrebbero portare all'elaborazione di autentiche politiche di convergenza economica e che gli adeguamenti strutturali e le riforme che gli Stati attueranno nel quadro della strategia Europa 2020 dovrebbero essere giuridicamente vincolanti e avere carattere esecutivo;
6. sottolinea che le attuali proposte di riforma del patto di stabilità dovrebbero essere ulteriormente rafforzate e che, più specificamente, in circostanze eccezionali la Commissione dovrebbe poter adottare misure con effetto immediato e introdurre sanzioni nei confronti degli Stati membri che violano il patto, e questo senza l'approvazione preliminare del Consiglio (in altre parole, la votazione a maggioranza qualificata inversa dovrebbe diventare la regola);
7. esorta la Commissione a introdurre una maggiore automaticità nella procedura, a valutare la necessità di modificare il trattato e a presentare al più presto proposte per un meccanismo permanente di crisi (ad esempio, un Fondo monetario europeo), nonché proposte per integrare appieno la strategia Europa 2020 nel quadro di stabilità e per un'unica rappresentanza esterna della zona euro;
8. ritiene che gli Stati membri dovrebbero migliorare i propri risultati economici introducendo riforme strutturali volte a ridurre la spesa pubblica, diminuire la burocrazia, aumentare la partecipazione e promuovere il senso di responsabilità dei cittadini, favorire lo spirito imprenditoriale e l'innovazione, rendere la legislazione più favorevole alle PMI e dare alle persone la possibilità di utilizzare al massimo il loro potenziale, anziché dipendere dall'assistenza sociale;
9. sottolinea che un pilastro monetario senza un pilastro socioeconomico è destinato a fallire; ritiene che la disciplina debba essere associata alla crescita e che il successo di questa strategia dipenda essenzialmente dalla capacità degli Stati membri in difficoltà finanziarie di accelerare il risanamento del bilancio, riformare il proprio mercato del lavoro, risolvere i problemi del loro settore bancario e migliorare la produttività;
10. ritiene che una governance efficace della strategia UE 2020 sia inscindibile dal rafforzamento e dallo sviluppo di strumenti comuni intesi a combattere la concorrenza fiscale dannosa e le frodi ed evasioni fiscali; valuta positivamente, in quest'ottica, una proposta rapida per un'imposizione secondo una base comune consolidata;
11. rileva la mancanza di una valutazione d'impatto della Commissione europea sui costi totali e le conseguenze delle nuove regolamentazioni finanziarie imposte ai mercati in seguito alla crisi finanziaria e sul modo in cui queste regolamentazioni influenzeranno il funzionamento del mercato interno e dell'economia reale; invita la Commissione a fornire una valutazione d'impatto dettagliata sulle ripercussioni economiche dell'attuazione delle nuove regolamentazioni finanziarie;
12. è del parere che la condizionalità imposta agli strumenti della politica di coesione nel quadro della politica economica non si fondi su una disposizione precisa del trattato e sia difficilmente conciliabile con gli obiettivi della politica di coesione; chiede che si stabiliscano prerequisiti e strumenti sufficienti adattati agli obiettivi della politica di coesione, al fine di evitare che i beneficiari subiscano le conseguenze degli inadempimenti dei governi nazionali;
Il completamento del mercato interno richiede iniziative più ambiziose
13. osserva a tale riguardo che l'Unione europea dovrebbe sfruttare appieno il potenziale di crescita del mercato interno e completare il mercato comune, in particolare in settori quali i servizi, i trasporti, l'energia e le telecomunicazioni, nello spirito della relazione Monti; è del parere che l'Unione europea debba completare il mercato interno con un mercato del lavoro caratterizzato da una maggiore flessibilità e mobilità e con un'autentica mobilità dei pazienti per quanto riguarda l'assistenza sanitaria tra gli Stati membri; ritiene che le proposte dovrebbero essere più ambiziose e concrete, pur accogliendo con favore la pubblicazione dell'Atto per il mercato unico; esorta inoltre la Commissione ad accelerare e migliorare l'integrazione e l'armonizzazione delle normative sui servizi finanziari; chiede pertanto che l'Unione europea adotti nuove iniziative nell'ambito del diritto contrattuale europeo, al fine di ridurre gli ostacoli per le imprese e i consumatori nei contratti transfrontalieri;
14. si compiace della proposta della Commissione intesa a rafforzare la cooperazione per la creazione di un brevetto europeo;
15. invita gli Stati membri ad attuare pienamente e immediatamente la direttiva sui servizi, in particolare a migliorare il funzionamento degli sportelli unici per facilitare la libera circolazione dei servizi nel mercato interno; chiede alla Commissione di avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che non hanno ancora attuato integralmente la direttiva sui servizi; incoraggia la Commissione a formulare proposte ambiziose per aprire ulteriormente il settore dei servizi, al fine di liberare un maggiore potenziale di crescita;
16. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere un uso trasparente degli appalti pubblici pre-commerciali per dare una spinta iniziale decisiva ai nuovi mercati delle tecnologie innovative e verdi, migliorando nel contempo la qualità e l'efficacia dei servizi pubblici;
17. ricorda che l'obiettivo della politica dei trasporti è il completamento del mercato interno mediante la totale apertura del settore ferroviario e la liberalizzazione del trasporto di cabotaggio, ma anche attraverso l'attuazione di un sistema integrato di biglietteria e il miglioramento della sicurezza dei cittadini;
Il bilancio europeo dovrebbe allinearsi maggiormente agli obiettivi della strategia Europa 2020
18. sottolinea che la strategia UE 2020 deve colmare il divario tra le proprie ambizioni dichiarate, le risorse messe a disposizione e la metodologia utilizzata; chiede che la strategia Europa 2020 disponga di un finanziamento adeguato che le consenta di diventare una realtà e si aspetta che il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) rifletta le ambizioni di tale strategia; esorta vivamente la Commissione a presentare proposte ambiziose e innovative in merito alla creazione di nuove risorse proprie, così da dotare l'Unione di risorse finanziarie reali e autonome, riducendo pertanto i contributi diretti delle tesorerie nazionali;
19. esorta la Commissione, nella sua proposta sul quadro finanziario pluriennale, a presentare un quadro ambizioso che consenta all'Unione di far fronte alle sue rafforzate responsabilità; ritiene che la flessibilità nell'ambito di tale quadro sarà essenziale e raccomanda un QFP che scaturisca dalle priorità politiche decise congiuntamente dal Parlamento, dalla Commissione e dal Consiglio dopo le elezioni parlamentari;
20. si compiace dell'introduzione del semestre europeo e dei progetti volti a rafforzare il coordinamento e la razionalizzazione dei bilanci nazionali, individuando al più presto le sinergie possibili e le eventuali duplicazioni;
21. invita la Commissione a presentare, entro il 1° luglio 2011, proposte concrete intese a creare nuove risorse proprie per l'Unione europea, a norma dell'articolo 311 del TFUE, e chiede al Consiglio di impegnarsi a esaminare tali proposte con il Parlamento e i parlamenti nazionali nell'ambito del processo di negoziazione del prossimo quadro finanziario pluriennale, in linea con la dichiarazione n. 3 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006;
22. sottolinea che la Commissione dovrebbe contribuire più apertamente a un atteggiamento positivo nei confronti delle dichiarazioni nazionali di gestione (DNG) obbligatorie firmate dai ministri delle finanze; ricorda che la Commissione dovrebbe esortare gli Stati membri a pubblicare le dichiarazioni nazionali di gestione; si compiace al riguardo delle iniziative già adottate dai Paesi Bassi e dalla Svezia;
Utilizzare pienamente gli strumenti di politica esterna
23. si compiace dell'impegno della Commissione a concludere positivamente il ciclo di Doha, convocando la riunione ministeriale di alto livello a Davos, e ritiene che questi negoziati siano essenziali per stimolare la crescita europea per la strategia UE 2020; prende atto della recente conclusione dell'accordo di libero scambio con la Corea del Sud e dei progressi negli altri negoziati bilaterali, ma sottolinea che il multilateralismo dovrebbe continuare a essere la priorità assoluta dell'Unione europea nell'ambito degli scambi commerciali e che gli accordi bilaterali dovrebbero restare complementari;
24. ricorda che gli investimenti esteri diretti rientrano ora tra le competenze dell'Unione, il che dovrebbe fornire opportunità di crescita grazie alla liberalizzazione e protezione degli investimenti e all'aumento dei flussi di investimenti esteri diretti nell'Unione europea; è deluso dal fatto che la comunicazione della Commissione sia stata pubblicata quasi un anno dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona e dichiara che gli Stati membri dovrebbero favorire lo sviluppo della politica dell'Unione in questo ambito, anziché opporvisi;
25. sottolinea che i meccanismi di aiuto allo sviluppo devono mirare a promuovere la creazione di ricchezza e invita l'Unione europea a migliorare le sue relazioni di partenariato strategico con i paesi in via di sviluppo; ritiene che, nel quadro della sua politica commerciale, l'Unione europea debba sostenere maggiormente i partenariati pubblico-privati, l'integrazione regionale e gli scambi commerciali sud-sud, al fine di promuovere una crescita economica a favore dei poveri; invita la Commissione ad adottare una legislazione analoga alla legge Frank Dodd per porre fine allo sfruttamento illegale delle risorse naturali nei paesi in via di sviluppo;
Politica di coesione
26. si compiace del riconoscimento del ruolo dei Fondi strutturali per il conseguimento degli obiettivi della strategia UE 2020; sottolinea tuttavia che la politica di coesione non è solo la fonte di assegnazioni finanziarie stabili e che i suoi principi fondamentali – un approccio integrato, una governance a più livelli e partenariati reali – sono elementi chiave per il successo della strategia e dovrebbero esservi pienamente integrati; ribadisce che, sebbene le priorità della politica di coesione debbano essere allineate agli obiettivi della strategia UE 2020, occorrerebbe conservare una sufficiente flessibilità per adeguarsi alle specificità regionali;
27. sottolinea che una politica di coesione forte e dotata dei giusti finanziamenti, che abbracci tutte le regioni europee, debba essere un elemento chiave della strategia UE 2020; è dell'avviso che tale politica, con il suo approccio orizzontale, sia il presupposto per l'effettivo conseguimento degli obiettivi della strategia UE 2020, nonché per la realizzazione della coesione sociale, economica e territoriale nell'Unione europea; rifiuta qualsiasi tentativo di rinazionalizzare la politica di coesione e chiede che sia pienamente sostenuta la dimensione regionale nella revisione del bilancio dell'UE; chiede di migliorare il sistema di governance della strategia UE 2020, sulla base di una titolarità multilivello che preveda la partecipazione delle autorità locali e regionali e delle parti interessate della società civile;
Analisi annuale della crescita
28. sostiene la linea adottata dalla Commissione nella sua analisi annuale della crescita; ritiene che le riforme strutturali saranno decisive per ripristinare la competitività negli Stati membri che al momento presentano ritardo; valuta positivamente l'impegno profuso per giungere a bilanci equilibrati e ridurre l'indebitamento complessivo a una quota inferiore al 60% del PIL; sostiene gli sforzi volti a provvedere a che gli Stati membri con accesso limitato ai mercati dei capitali siano dotati di liquidità nel momento in cui si sottopongono a riforme strutturali; insiste affinché sia posto rimedio alle disparità strutturali; sottolinea la necessità di creare un contesto favorevole alla crescita sostenibile al fine di superare la crisi economica;
OBIETTIVI PRINCIPALI
Il 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni deve avere un lavoro
29. chiede che gli Stati membri si adoperino maggiormente per attuare la strategia Europa 2020 nell'ambito dell'occupazione e degli affari sociali; rileva che uno scambio più efficace di migliori prassi e di esperienze fra gli Stati membri relativamente alle sfide fondamentali, quali la lotta all'esclusione sociale e la riduzione della povertà, è di vitale importanza e concorrerebbe ad agevolare il conseguimento degli obiettivi nel quadro di ciascuna iniziativa faro;
30. reputa essenziale prendere provvedimenti e attuare maggiori sforzi per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, in particolare, dei giovani, di quanti hanno abbandonato gli studi, degli anziani, delle persone sfavorite e con disabilità e dei migranti; invita gli Stati membri ad adeguare il proprio mercato del lavoro in base alle esigenze e alle competenze di queste persone nonché ad affrontare in modo efficace la discriminazione sul mercato del lavoro fondata sull'età, la disabilità, il genere, la razza, l'orientamento sessuale, la religione o il credo, in linea con la legislazione vigente dell'UE;
31. chiede provvedimenti per contrastare il lavoro sommerso, modernizzare i mercati del lavoro in linea con le esigenze dei lavoratori locali e dei datori di lavoro, ridurre gli oneri amministrativi a carico dei datori di lavoro conformemente agli obiettivi dell'UE e proporre nuova legislazione in materia di occupazione soltanto sulla base di una comprovata necessità; chiede alla Commissione di garantire che sia dato ascolto ai punti di vista dei datori di lavoro e dei lavoratori che attualmente non sono inclusi nel modello delle parti sociali, per far sì che nessun soggetto rimanga escluso;
32. invita gli Stati membri a compiere i passi necessari per assicurare pensioni adeguate e sostenibili; rileva che non si deve trascurare questo punto nel momento in cui si attuano programmi di austerità;
Il 3% del PIL dell'UE deve essere investito in R&S
33. sottolinea la necessità di migliorare, stimolare e garantire il finanziamento della ricerca, dell'innovazione e dello sviluppo nell'UE mediante un aumento siginficativo della spesa destinata alla ricerca a partire dal 2013, salvaguardando almeno l'obiettivo di assegnare complessivamente il 3% alla R&S, e chiede un impegno continuativo teso a semplificare il finanziamento di ricerca, innovazione e sviluppo nonché a una gestione adeguata dei programmi, in particolare a favore delle PMI, come delineato nella relazione del Parlamento europeo "Semplificare l'attuazione dei programmi quadro di ricerca" del 6 ottobre 2010; chiede una maggiore cooperazione internazionale in materia di R&S;
34. esorta la Commissione ad applicare ai propri programmi R&S un approccio più aperto ai rischi e più basato sulla fiducia, al fine di ridurre la burocrazia e rafforzare la partecipazione delle imprese innovative ai progetti; ritiene che la Commissione dovrebbe promuovere ulteriormente i partenariati pubblico-privato per favorire la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione in Europa;
I traguardi "20/20/20" in materia di clima/energia devono essere raggiunti (compreso un incremento del 30% della riduzione delle emissioni)
35. sottolinea l'importanza di un vero e proprio mercato energetico competitivo all'interno dell'Unione europea; sottolinea inoltre la necessità di incrementare il ricorso a fonti energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio e di rafforzare l'indipendenza dall'energia inquinante caratterizzata da emissioni di CO2;
36. chiede lo stanziamento di maggiori risorse per la decarbonizzazione dell'economia dell'UE;
37. si rammarica del fatto che gli Stati membri non trattino con sufficiente serietà l'obiettivo di efficienza energetica dell'Unione, la quale pertanto non si trova sulla buona strada verso il raggiungimento dell'obiettivo di ridurre il consumo energetivo del 20% nel 2020; chiede la fissazione di obiettivi vincolanti in materia di efficienza energetica;
38. ritiene che passare a un obiettivo di riduzione del 30 % delle emissioni interne di gas serra, conformemente agli obiettivi dell'UE in materia di clima, contribuirà alla creazione di una maggiore occupazione e favorirà la crescita economica e l'innovazione nell'UE, consentendo peraltro all'Unione di rimanere il leader mondiale nell'ambito della tecnologia sostenibile a basse emissioni di carbonio;
39. rammenta che l'efficienza energetica è la maniera economicamente più vantaggiosa per ridurre le emissioni, migliorare la sicurezza energetica e la competitività, rendere più abbordabile il consumo di energia e creare posti di lavoro; nutre profonda preoccupazione per la valutazione preliminare secondo cui gli attuali sforzi degli Stati membri in termini di efficienza energetica non arriverebbero a raggiungere nemmeno a metà l'obiettivo di ridurre complessivamente del 20% il consumo energetico entro il 2020 e si rammarica del fatto che il Consiglio europeo non abbia reso tale obiettivo vincolante; invita pertanto la Commissione ad adottare quanto prima un piano d'azione ambizioso in materia di efficienza energetica, tenendo in debita considerazione la posizione del Parlamento, e invita gli Stati membri a tenere fede agli impegni assunti e ad adottare misure di efficienza energetica che apportino benefici sul piano economico, sociale e ambientale;
40. invita gli Stati membri ad attuare rapidamente e integralmente il terzo pacchetto energia del mercato interno; valuta positivamente le proposte della Commissione relative alla trasparenza dei mercati energetici e alle infrastrutture energetiche e attende con interesse la pubblicazione di proposte concrete sul finanziamento degli investimenti necessari, come pure il quadro di riferimento relativo alle reti intelligenti;
Il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% dei giovani deve essere laureato
41. ritiene che l'istruzione e la formazione siano elementi decisivi, che richiedono strategie a lungo termine, seppur flessibili, per gettare le solide fondamenta della crescita economica e ritiene pertanto che esse dovrebbero essere comprese fra le dieci azioni prioritarie della Commissione volte a stimolare la crescita economica; sottolinea che eventuali lacune in un sistema d'istruzione orientato al futuro si tradurranno, a livello economico, in disoccupazione in una fase successiva;
42. riconosce la notevole differenza esistente fra gli Stati membri relativamente al conseguimento degli obiettivi comuni in materia di abbandono scolastico precoce e di aumento del numero di laureati e prende atto del rischio che gli obiettivi non siano raggiunti a livello europeo; invita la Commissione a garantire criteri comparabili fra gli Stati membri per la misurazione dei risultati;
Il numero di persone a rischio di povertà deve diminuire di 20 milioni
43. rileva che la disoccupazione è una questione centrale nel dibattito in corso, nel contesto della crisi; sottolinea la necessità di creare mercati del lavoro inclusivi e competitivi mediante sistemi di flessicurezza;
44. chiede provvedimenti per contrastare il lavoro sommerso, modernizzare i mercati del lavoro in linea con le esigenze dei lavoratori locali e dei datori di lavoro, ridurre gli oneri amministrativi a carico dei datori di lavoro conformemente agli obiettivi dell'UE e proporre nuova legislazione in materia di occupazione soltanto sulla base di una comprovata necessità; chiede alla Commissione di garantire che sia dato ascolto ai punti di vista dei datori di lavoro e dei lavoratori che attualmente non sono inclusi nel modello delle parti sociali, per far sì che nessun soggetto rimanga escluso;
INIZIATIVE FARO
45. si compiace del fatto che la Commissione abbia ormai presentato tutte le comunicazioni sulle iniziative faro;
46. sollecita la Commissione a definire le proposte legislative concrete che risulteranno da dette iniziative;
Iniziativa faro: "L'Unione dell'innovazione"
47. esorta la Commissione europea ad abbattere gli ostacoli amministrativi; esorta altresì la Commissione a migliorare il contesto per l'innovazione, ad esempio creando il brevetto unico dell'UE; osserva che i programmi volti a dare impulso alla competitività e alla definizione di un'economia sostenibile non funzionano correttamente, dal momento che le PMI e le università non sono incoraggiate a partecipare a programmi europei;
48. valuta positivamente la comunicazione della Commissione sull'Unione dell'innovazione; ritiene che alle imprese innovative europee non servano sovvenzioni, quanto una maggiore libertà e un migliore accesso a capitali di rischio; reputa che l'Unione europea dovrebbe rispondere a tale esigenza ampliando i prodotti di ripartizione del rischio permanente offerti dalla Banca europea degli investimenti, mediante il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi (Risk Sharing Finance Facility – RSFF); reputa inoltre che l'UE dovrebbe attuare un "sistema di bonus" in base al quale sarebbero rimessi i prestiti accesi dalle imprese che producono risultati tangibili in termini di innovazione;
49. invita la Commissione a fornire precisazioni riguardo alla governance e al finanziamento dei partenariati per l'innovazione nonché a tenere in debita considerazione la risoluzione del Parlamento europeo dell'11 novembre 2010 sui partenariati per l'innovazione europea, con particolare riferimento a un approccio orientato al mercato;
Iniziativa faro: "Youth on the move" (Gioventù in movimento)
50. sottolinea l'importanza di migliorare le conoscenze, le abilità e le competenze dei giovani come pure di garantire che esse siano calibrate in base alle esigenze del mercato del lavoro in evoluzione, tramite la messa a punto di sistemi equi, flessibili ed efficienti per una qualità elevata dell'istruzione e della formazione; invita la Commissione ad ampliare i programmi dell'UE che promuovono l'istruzione, la riqualificazione e l'apprendimento permanente, al fine di agevolare la transizione al mercato dal lavoro per quanti provengono dal mondo dell'istruzione e della formazione o anche dalla disoccupazione e dall'inattività;
51. sottolinea, al fine di risolvere il problema dell'elevato tasso di disoccupazione tra i giovani, la necessità di attribuire maggiore importanza alla creazione di programmi dell'UE atti a promuovere lo spirito d'impresa e la mobilità tra i giovani in tutte le fasi della loro istruzione; sottolinea, in tale contesto, l'importanza che riveste il fatto di offrire ai giovani un'occupazione di qualità sviluppando politiche integrate di flessicurezza sia per rafforzare la flessibilità del mercato del lavoro che per assicurare l'occupazione, nonché di incoraggiare e favorire l'imprenditorialità tra i giovani e di svilupparla mediante adeguati programmi di istruzione, formazione, apprendistato e tutoraggio;
52. ribadisce che la qualità di un'istruzione appropriata, come pure l'accesso a tale istruzione, rappresentano requisiti essenziali costanti per la possibilità di crescita economica; sottolinea pertanto che, se gli Stati membri intendono raggiungere gli obiettivi comuni di crescita economica e quelli fissati in materia di istruzione, sarà fondamentale investire adeguatamente nei sistemi di istruzione e formazione, compresi quelli di istruzione e formazione professionali;
53. sottolinea la necessità di promuovere partenariati fra università e imprese e di garatire livelli di finanziamento adeguati per sostenere l'agenda di modernizzazione delle università nonché il relativo obiettivo di mettere a punto poli europei di eccellenza competitivi a livello mondiale;
Iniziativa faro: "Un'agenda europea del digitale"
54. accoglie con favore le proposte della Commissione sullo spettro radio, sull'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione e sull'introduzione della banda larga e invita ad accelerare l'adozione di proposte sul mercato unico digitale (commercio elettronico, proprietà intellettuale, fiducia e sicurezza online, roaming, autenticazione elettronica, ecc.);
55. ritiene che una tutela efficace dei dati personali costituisca un elemento indispensabile per creare fiducia nei servizi online. La tutela della privacy costituisce un valore fondamentale e tutti i cittadini dovrebbero avere il controllo dei propri dati personali. Chiede pertanto un adeguamento della direttiva sulla protezione dei dati al contesto digitale attuale;
56. ritiene che mezzi di comunicazione pluralisti e indipendenti costituiscano un pilastro della democrazia europea che deve essere salvaguardato. Allo stesso modo, devono essere salvaguardati anche i media presenti in Internet. Occorre rafforzare un giornalismo indipendente nell'UE, come già fanno le politiche di comunicazione su questioni correlate all'UE;
57. sottolinea la necessità di una riforma della normativa sui DPI per giungere a un quadro europeo per la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e invita la Commissione ad accordare la massima priorità all'armonizzazione del mercato unico digitale dell'UE;
58. ricorda alla Commissione l'urgenza di presentare una direttiva sul pluralismo dei media, ribadita in numerose occasioni;
59. ritiene che si debba privilegiare anche la promozione e l'adeguamento dei media tradizionali alle nuove tecnologie di comunicazione, ponendo l'accento sulla comunicazione dell'azione dell'UE e promuovendo un dibattito paneuropeo;
Iniziativa faro: "Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse"
60. accoglie con favore l'iniziativa faro della strategia UE 2020 su un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse ed esorta la Commissione a proseguire i lavori relativi alla formulazione di politiche concrete per garantire il passaggio a un'economia più efficiente nel consumo delle risorse e a basse emissioni di carbonio; invita la Commissione a sviluppare obiettivi vincolanti e parametri di riferimento concreti che possano essere monitorati nell'ambito del quadro del semestre europeo UE 2020 di coordinamento delle politiche;
61. chiede che si garantisca l'accesso a fonti energetiche diversificate, rispettose dell'ambiente e a prezzi ragionevoli nonché la loro disponibilità mediante la piena attuazione del mercato integrato dell'energia, lo sviluppo di infrastrutture energetiche europee, in particolare nel settore delle fonti energetiche sostenibili a basse emissioni di carbonio, e la promozione dell'efficienza energetica in tutti i settori pertinenti;
62. si attende che la Commissione rispetti l'impegno assunto di rendere l'efficienza delle risorse il principio cardine di tutte le politiche dell'UE; sottolinea in particolare la necessità di applicare questi principi alle imminenti riforme della PAC, della politica comune della pesca, della politica marittima integrata e della politica di coesione; esorta la Commissione a procedere senza indugio all'attuazione dell'iniziativa, al fine di incentivare gli investimenti "verdi" e dare alle imprese le certezze di cui hanno bisogno;
63. sottolinea l’importanza del principio “chi inquina paga”; invita gli Stati membri a eliminare le sovvenzioni dannose per l'ambiente, in linea con gli accordi internazionali; sostiene l'idea di una riforma della fiscalità ambientale che sposti la base imponibile dal lavoro all'uso delle risorse e all'inquinamento, al fine di riconvertire l'economia alla crescita verde;
64. osserva che, di qui al 2020 e oltre tale data, saranno necessari cospicui investimenti nell'infrastruttura energetica per far fronte alla sfida del cambiamento climatico, modernizzare le reti energetiche europee, comprese le reti transeuropee dell'energia, realizzare una "super rete" europea, sviluppare reti intelligenti e creare interconnessioni, che sono fondamentali per stimolare il mercato interno dell'energia e integrare una quota crescente di fonti energetiche rinnovabili nonché per sviluppare nuovi grandi progetti infrastrutturali nei paesi terzi, soprattutto nella regione mediterranea ed eurasiatica; ricorda che le fonti energetiche rinnovabili sono le migliori risorse energetiche endogene del continente europeo e sollecita pertanto il perseguimento di obiettivi ambiziosi nell'attuazione degli obblighi degli Stati membri in materia di energie rinnovabili;
Iniziativa faro: "Una politica industriale per l'era della globalizzazione"
65. plaude all'introduzione di un esame dell'impatto della nuova normativa in materia di competitività e all'introduzione di valutazioni qualitative per la normativa vigente;
66. esprime il proprio disappunto in relazione al fatto che due anni dopo l'adozione dello "Small Business Act" la Commissione sia carente di azioni e iniziative concrete; esorta la Commissione e il Consiglio a promuovere un ambiente normativo più favorevole alle PMI, valutando con attenzione l'impatto di qualsiasi nuova misura regolamentare o normativa sulle PMI; ritiene che valutazioni sistematiche e indipendenti dell'impatto di tutte le proposte strategiche dovrebbero essere un requisito a tutti i livelli politici; invita inoltre ad attuare iniziative concrete per migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti e ai mercati internazionali;
67. ritiene che il lancio delle obbligazioni europee sia fondamentale per consentire all'Unione di finanziare l'innovazione e le infrastrutture. Esorta l'UE ad avviare progetti economici specifici dell'Unione, come un'autentica "super rete" europea e una rete europea intelligente in campo energetico, il completamento del progetto Galileo, la tecnologia verde, la sanità elettronica, il programma sulle reti transeuropee di trasporto (TEN-T) e l'accesso libero ed equo alle TIC e alla banda larga;
Iniziativa faro: "Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro"
68. sottolinea che è solo attraverso un miglioramento dell'istruzione e delle qualifiche che si possono contenere la disoccupazione e la povertà e che si può aumentare il tasso di occupazione;
69. invita la Commissione a indicare con urgenza agli Stati membri le modalità per attuare al meglio le politiche a lungo termine in materia di competenze informatiche e alfabetizzazione digitale che sono sempre più importanti per l'apprendimento; tali competenze rivestono un'importanza sempre maggiore anche per garantire opportunità professionali nel mercato del lavoro;
Iniziativa faro: "Piattaforma europea contro la povertà"
70. deplora il fatto che il fallimento della strategia di Lisbona abbia contribuito a creare oltre ottanta milioni di poveri nell'UE, pari all'incirca alla popolazione della Germania. Ribadisce che questo spreco sul piano umano, sociale ed economico deve essere affrontato dalla strategia UE 2020; insiste sulla necessità che la strategia UE 2020 comprenda l'obiettivo del dimezzamento della povertà nell'Unione europea;
71. invita gli Stati membri e la Commissione ad applicare pienamente il principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro, riducendo a una percentuale compresa fra lo 0 e il 5%, di qui al 2020, il divario retributivo di genere, nonché a presentare una proposta di revisione della legislazione vigente e ad avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri inadempienti. Ribadisce l'importanza di garantire una maggiore partecipazione di donne, giovani, anziani, persone disabili e scarsamente qualificate, nonché una migliore integrazione dei migranti e delle minoranze etniche nella forza lavoro;
72. sottolinea che la mobilità sul mercato del lavoro nell'UE sarà fondamentale negli anni a venire per la creazione di occupazione e la crescita economica; ritiene, tuttavia, che gli ostacoli alla mobilità interna e transfrontaliera debbano essere rimossi;
73. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.