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Ciclo del documento : B7-0121/2011

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B7-0121/2011

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OJ 16/02/2011 - 108

Votazioni :

PV 17/02/2011 - 6.4

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 120kDOC 67k
10.2.2011
PE459.653v01-00
 
B7-0121/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sull'Egitto


Willy Meyer, Marisa Matias, Jean-Luc Mélenchon, Patrick Le Hyaric, Marie-Christine Vergiat, Eva-Britt Svensson, Ilda Figueiredo a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sull'Egitto  
B7‑0121/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le dichiarazioni del Presidente del Parlamento europeo del 26 e del 28 gennaio nonché del 4 febbraio 2011 sulla situazione in Egitto,

–   visti il piano d'azione UE-Egitto del 2007 e l'accordo di associazione UE-Egitto entrato in vigore il 1º giugno 2004,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione dei diritti umani in Egitto,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla politica europea di vicinato e l'Unione per il Mediterraneo,

–   vista la sua relazione, del 14 maggio 2010, sulle politiche dell'Unione europea a favore dei difensori dei diritti umani,

–   vista la sua recente risoluzione del 3 febbraio 2011 sulla Tunisia,

–   visti la dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani e il Patto internazionale dell'ONU relativo ai diritti civili e politici ratificato dall'Egitto nel 1982,

–   viste le conclusioni del Consiglio, del 31 gennaio 2011, sull'Egitto e la dichiarazione del Consiglio europeo, del 4 febbraio 2011, sull'Egitto e la regione,

–   viste le dichiarazioni dell'alto rappresentante dell'UE, rilasciate il 27, il 28 e il 31 gennaio oltre che il 3 e il 4 febbraio, sulla situazione in Egitto nonché sui giornalisti e i difensori dei diritti umani in tale paese,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che la brutale uccisione di un ragazzo ventottenne da parte della polizia ha scatenato la reazione degli egiziani, i quali hanno sentito l'esigenza di lottare attraverso proteste civili contro l'impunità e le ingiustizie,

B.  considerando che dal 25 gennaio piazza Tahrir è teatro di manifestazioni e che il 1º febbraio un milione di egiziani hanno partecipato alla "marcia del milione" per chiedere le dimissioni di Mubarak,

C. considerando che Navi Pillay, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo, ha esortato le autorità ad ascoltare le istanze dei cittadini egiziani, che chiedono riforme radicali per rafforzare la democrazia e i diritti umani,

D. considerando che le mobilitazioni in Tunisia hanno dato impulso alle proteste degli egiziani, esasperati dalla mancanza di libertà, giustizia sociale e democrazia nonché dalle più che mai evidenti manifestazioni di corruzione,

E.  considerando che la popolazione si sta chiaramente ribellando a un regime che ha privato i cittadini dei diritti fondamentali e che si è reso responsabile di una serie di gravi violazioni tra cui il diffuso ricorso alla tortura,

F.  considerando che giornalisti, registi e blogger sono stati arrestati, feriti e addirittura uccisi, oppure colpiti con armi da taglio com'è accaduto al giornalista greco Petros Papaconstantinou,

G. considerando che i collegamenti telefonici e via Internet sono stati sospesi per cinque giorni,

H. considerando che, secondo le stime dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo, il bilancio della repressione del governo nei confronti delle manifestazioni popolari è di circa 300 morti, oltre 3 000 feriti e centinaia di arresti,

I.   considerando che le agitazioni non accennano a diminuire e che i cittadini continuano a chiedere le dimissioni di Hosni Mubarak,

J.   considerando che le elezioni parlamentari del novembre 2010 sono state caratterizzate da brogli, corruzione e atti repressivi,

K. considerando che l'Egitto, con oltre 80 milioni di abitanti, è il paese arabo più densamente popolato,

L.  considerando che, ai sensi del piano d'azione UE-Egitto nel quadro della politica europea di vicinato, l'Egitto si è impegnato nei confronti dell'UE a rafforzare la democrazia e il pluralismo politico incrementando la partecipazione nella vita politica e rispettando i diritti umani e le libertà fondamentali; considerando altresì che le autorità egiziane non hanno rispettato nessuno degli impegni assunti in materia di democrazia, diritti umani o giustizia sociale,

M. considerando che le varie politiche di adeguamento strutturale (deregolamentazione dei prezzi degli alimentari, privatizzazioni e misure di austerità) imposte per decenni dal Fondo monetario internazionale (FMI) e dalle organizzazioni internazionali stanno incidendo in maniera rilevante sui problemi economico-sociali come la disoccupazione e la povertà (il 40% degli egiziani vive al di sotto della soglia di povertà),

N. considerando che l'Unione europea, soprattutto i governi di alcuni Stati membri, e gli USA hanno una particolare responsabilità riguardo l'attuale crisi dal momento che per diversi decenni hanno sostenuto il regime di Hosni Mubarak; considerando altresì che Israele, nei primi giorni di mobilitazione, ha chiesto agli USA e a diversi Stati membri dell'UE di offrire il proprio sostegno allo stesso Mubarak,

1.  esprime solidarietà nei confronti di tutti gli egiziani che si sono opposti al regime di Mubarak, il quale, portando avanti la medesima politica autoritaria di Anwar el-Sadat, è rimasto al potere senza legittimazione democratica per 30 anni, anche grazie al mantenimento di uno stato d'emergenza totalmente ingiustificato che, utilizzato contro i cittadini, li ha condannati alla miseria, all'ingiustizia sociale e all'istituzionalizzazione di corruzione e autocrazia;

2.  plaude e offre il suo sostegno agli egiziani che lottano per l'attuazione di riforme radicali a livello di sistema politico, economico e sociale nel loro paese, per la fine di un regime corrotto e per il reale conseguimento della democrazia, dei diritti umani e della giustizia sociale; auspica l'istituzione in Egitto di un autentico Stato costituzionale;

3.  condanna la permanenza in vigore per quasi 30 anni della legge d'emergenza, che non solo ha permesso alle autorità del governo di procedere, tra l'altro, all'arresto di presunti "terroristi e narcotrafficanti", ma ha anche legittimato la repressione nei confronti dell'opposizione;

4.  sostiene le istanze dei cittadini egiziani scesi in strada per chiedere le dimissioni immediate di Hosni Mubarak e l'elezione di un governo democratico che goda della fiducia della popolazione, obiettivo raggiungibile soltanto attraverso l'esclusione, soprattutto dai principali ministeri, degli esponenti del precedente regime;

5.  chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta indipendente e imparziale con il compito di indagare sulle violazioni dei diritti umani perpetrate, ivi inclusi i casi di esecuzione extragiudiziale e arresto arbitrario, di individuare i responsabili e, se del caso, assicurarli alla giustizia garantendo altresì un indennizzo alle vittime e alle relative famiglie; chiede inoltre di far luce sulle responsabilità degli altri paesi che hanno mostrato sostegno e complicità nei confronti del regime di Hosni Mubarak;

6.  chiede il rilascio immediato di tutti i manifestanti arrestati nel corso delle agitazioni, oltre che di tutti i prigionieri politici, ed esorta a interrompere senza indugio gli eventuali procedimenti a carico di oppositori politici tuttora in corso;

7.  condanna il sostegno dimostrato per decenni dall'Unione europea, e in particolare dai governi di alcuni Stati membri, nei confronti del regime di Hosni Mubarak e del suo predecessore; denuncia le interferenze economiche e politiche in Egitto; attira l'attenzione sulle connivenze e la complicità tra il precedente regime egiziano e gli Stati Uniti nonché l'Unione europea in nome di una presunta "salvaguardia dall'islamismo"; fa notare che il movimento attuale ha un'impronta profondamente popolare, sociale e democratica;

8.  si oppone pertanto fermamente a qualunque tentativo di ingerenza esterna nelle questioni egiziane o di destabilizzazione del processo democratico attualmente in corso;

9.  invita l'Unione europea a sviluppare un reale partenariato di reciproco interesse, finalizzato allo sviluppo in tutte le sue dimensioni nonché all'elaborazione di forme di cooperazione che promuovano l'occupazione, l'istruzione e la formazione, piuttosto che a stipulare "accordi di associazione" basati essenzialmente sull'istituzione di aree di libero scambio atte a soddisfare gli interessi delle multinazionali e degli investitori privati grazie allo sfruttamento di una manodopera priva di reali diritti sociali;

10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo nonché al governo e al parlamento dell'Egitto.

Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2011Avviso legale