Procedura : 2011/2555(RSP)
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B7-0126/2011

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PV 17/02/2011 - 6.4

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P7_TA(2011)0064

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0120/2011
10.2.2011
PE459.658v01-00
 
B7-0126/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Egitto


Marielle De Sarnez, Marietje Schaake, Luigi de Magistris, Kristiina Ojuland, Louis Michel, Graham Watson, Ramon Tremosa i Balcells, Edward McMillan-Scott, Niccolò Rinaldi, Jelko Kacin a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Egitto  
B7‑0126/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sull'Egitto e, in particolare, quella del 17 gennaio 2008,

–   vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–   visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1966,

–   visti gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani del giugno 2004, aggiornati nel 2008,

–   visto lo sviluppo della politica europea di vicinato (PEV) a partire dal 2004 e, in particolare, le relazioni della Commissione sui progressi compiuti nella sua attuazione,

–   visto l' accordo euromediterraneo di associazione tra l'Unione europea e l'Egitto, entrato in vigore nel giugno 2004,

–   visto il piano d'azione UE-Egitto in materia di politica europea di vicinato, approvato nel marzo 2007,

–   vista la comunicazione della Commissione dell'11 marzo 2003, dal titolo "Europa ampliata – Prossimità: un nuovo contesto per le relazioni con i nostri vicini orientali e meridionali"(1), quella del 12 maggio 2004, dal titolo "Politica europea di prossimità – Documento di strategia"(2), quella del 4 dicembre 2006 sullo "Sviluppo della politica europea di vicinato"(3), quella del 5 dicembre 2007 su "Una forte politica europea di vicinato"(4) e quella del 12 maggio 2010 sul "Bilancio della politica europea di vicinato"(5),

 

–   vista la decisione congiunta dell'aprile 2009 di adoperarsi per migliorare le relazioni tra l'UE e l'Egitto, come proposto dall'Egitto nel 2008,

–   viste le conclusioni del Consiglio sull'Egitto del 31 gennaio 2011,

–   viste le dichiarazioni rese il 3 e il 4 febbraio 2011 dall'alto rappresentante/vicepresidente Catherine Ashton sulla situazione in Egitto,

–   vista la dichiarazione resa il 3 febbraio 2011 da un gruppo di esperti indipendenti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani,

–   vista la dichiarazione resa il 4 febbraio dal Presidente Van Rompuy sull'Egitto e la regione,

–   vista la dichiarazione di Navi Pillay, Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, sull'attuale situazione in Africa settentrionale, del 4 febbraio 2011,

–   viste le raccomandazioni che l'Egitto ha accettato nel 2010 nel quadro dell'esame periodico universale del Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite,

–   viste le sue precedenti risoluzioni del 19 gennaio 2006 sulla politica europea di prossimità, del 15 novembre 2007 sullo sviluppo della politica europea di vicinato, del 19 febbraio 2009 sul Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo, del 20 maggio 2010 sull'Unione per il Mediterraneo, del 6 luglio 2006 sullo strumento europeo di vicinato e partenariato e del 19 febbraio 2009 sulla revisione dello strumento della politica europea di vicinato e partenariato,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che le manifestazioni pacifiche in corso in Egitto, come pure in altri paesi arabi, per chiedere il cambiamento politico, economico e sociale hanno dato voce alla forte richiesta popolare di vera democrazia e della fine del regime autoritario; che gli eventi e le proteste in atto, iniziati in Tunisia, mostrano in maniera inequivocabile il desiderio di cambiamento e di riforme democratiche che nutrono queste popolazioni,

B.  considerando che le manifestazioni rivelano l'aspirazione del popolo egiziano a un regime democratico basato sullo Stato di diritto,

C. considerando che le manifestazioni di massa in Egitto, iniziate il 25 gennaio, hanno provocato centinaia di morti e un gran numero di feriti per l'eccessivo ricorso alla forza da parte delle forze di sicurezza governative; che centinaia di persone sono state arrestate, compresi difensori dei diritti umani e giornalisti; che sono tuttora in corso proteste diffuse nelle piazze delle principali città egiziane; che le manifestazioni stanno acquistando sempre maggior vigore,

D.  considerando che le proteste, inizialmente pacifiche, sono divenute sempre più violente quando individui armati e milizie filo-governative hanno attaccato i manifestanti e la polizia ha iniziato a sparare gas lacrimogeni e proiettili di gomma e a utilizzare cannoni ad acqua,

E.  considerando che il governo, con una mossa senza precedenti, ha oscurato Internet per mettere a tacere i manifestanti e limitare la libertà di espressione del popolo egiziano; che le società europee che forniscono servizi di telefonia mobile hanno collaborato con il governo per disabilitare la rete dei cellulari; che il canale d'informazioni Al-Jazeera è stato bandito e i suoi uffici nel paese sono stati chiusi con l'obiettivo di ostacolare la mobilitazione di massa e costringere al silenzio il popolo egiziano,

F.  considerando che, a partire dal 3 febbraio 2011, si è verificato un numero crescente di attacchi e arresti di giornalisti e difensori dei diritti umani sia egiziani che internazionali, nel tentativo di contrastare l'informazione indipendente sulle proteste incessanti e di creare un ambiente in cui si possano perpetrare violazioni dei diritti umani al riparo dai microfoni e dalle telecamere dei media egiziani e internazionali; che questi atti di violenza hanno già provocato la morte di Ahmed Mohamed Mahmoud d'Al-Ahram in piazza Tahrir, al Cairo,

G. considerando che il 29 gennaio il Presidente Mubarak ha nominato quale nuovo Vicepresidente il capo dei servizi segreti egiziani, Omar Souleiman; che il Vicepresidente ha incontrato quasi tutti i partiti politici egiziani, ma che questi hanno rifiutato l'offerta del governo di essere coinvolti nelle riforme politiche, considerandole insufficienti,

H.  considerando che il partenariato euromediterraneo si è principalmente concentrato sulle riforme economiche e non è pertanto riuscito a migliorare la tutela dei diritti umani e a realizzare le necessarie riforme politiche e istituzionali; che l'Unione per il Mediterraneo, che avrebbe dovuto rafforzare la politica dell'UE nella regione, si è rivelata inefficace nel dare risposta alla sfiducia crescente e alle esigenze fondamentali della popolazione interessata,

I.   considerando che le relazioni dell'UE non dovrebbero impegnarsi in partenariati con i regimi autoritari e i loro leader, né trascurare il dialogo con la società civile e le forze democratiche della sponda meridionale del Mediterraneo,

J.   considerando che la promozione e il rispetto della democrazia, dei diritti umani e delle libertà civili sono principi e obiettivi fondamentali dell'UE e devono costituire valori comuni e condivisi dell'area euromediterranea,

K.  considerando che il Parlamento europeo ha ripetutamente chiesto la revoca dello stato di emergenza, il rafforzamento della democrazia e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Egitto,

L.  considerando che il Consiglio, nelle sue conclusioni del 31 gennaio 2011, ha ribadito il suo sostegno a un Egitto democratico, pluralista e stabile come partner fondamentale dell'UE, memore del suo importante ruolo regionale, e ha confermato il suo impegno ad accompagnare, mediante un partenariato, il processo di trasformazione egiziano mobilitando, rinnovando e adattando gli strumenti esistenti per sostenere le riforme politiche, economiche e sociali,

M. considerando che l'attuale situazione nel mondo arabo è di portata storica e rappresenta un'opportunità per rafforzare i legami fra le due sponde del Mediterraneo,

1.  sostiene fermamente le legittime aspirazioni democratiche espresse dal popolo egiziano e di altri paesi arabi, esprime la sua solidarietà nei confronti dei manifestanti pacifici e condanna nel modo più assoluto la violenza e tutti coloro che vi ricorrono e la incoraggiano e tentano di destabilizzare la situazione; si congratula vivamente con le giovani generazioni per il coraggio e la determinazione dimostrati, in particolare con le giovani donne egiziane;

2.  deplora profondamente l'elevato numero di morti e di feriti occorso durante le manifestazioni ed esprime il proprio cordoglio e la propria solidarietà alle famiglie delle vittime;

3.  sollecita le autorità egiziane a garantire l'esercizio del diritto di manifestare pacificamente e ad assicurare che le forze dell'ordine si astengano da un eccessivo e superfluo ricorso alla forza nei confronti dei manifestanti; ricorda alle autorità e alle forze di sicurezza egiziane il loro obbligo di garantire la sicurezza di tutti i cittadini;

4.  chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri per reati di opinione, dei manifestanti pacifici, dei difensori dei diritti umani egiziani e internazionali, dei giornalisti e degli avvocati che sono stati incarcerati in violazione degli obblighi internazionali dell'Egitto e in netto contrasto con gli impegni assunti dal Vicepresidente del paese, Omar Suleiman; sollecita a tale proposito le autorità egiziane a rendere immediatamente pubblica l'ubicazione dei detenuti e a garantire che essi siano protetti da ogni forma di tortura o altri maltrattamenti;

5.  invita le autorità egiziane a ripristinare integralmente e a non oscurare Internet né censurare le reti di comunicazione, compresi Internet e i servizi di telefonia mobile, onde assicurare che le voci del popolo egiziano possano essere udite, e condanna fermamente ogni atto di intimidazione, aggressione o molestia nei confronti di tutti giornalisti; invita, a tale proposito, l'alto rappresentante a convocare l'ambasciatore egiziano presso l'Unione europea, come pure tutti gli ambasciatori presso tutti gli altri paesi dell'UE, e a chiedere loro di garantire la sicurezza dei giornalisti;

6.  esorta le autorità egiziane ad attuare le raccomandazioni accettate nel 2010 nel quadro dell'esame periodico universale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, in particolare la raccomandazione, accettata dall'Egitto, di garantire in modo effettivo l'esercizio della libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica nonché del diritto a partecipare alla vita pubblica e politica, in linea con gli obblighi enunciati nel Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici;

7.  denuncia con fermezza le massicce e gravi violazioni dei diritti umani verificatesi dal 25 gennaio; invita il Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite a convocare una sessione speciale sulla situazione in Egitto;

8.  chiede la costituzione di una commissione d'inchiesta indipendente per indagare sugli abusi commessi dalle forze dell'ordine e l'eccessivo ricorso alla forza e per perseguire i responsabili di tali atti con un giusto processo; sottolinea il ruolo che i meccanismi delle Nazioni Unite per la difesa dei diritti umani possono svolgere a tale proposito;

9.  chiede una rapida transizione politica che coinvolga tutte le forze politiche democratiche e la società civile allo scopo di creare le condizioni favorevoli per la revisione della costituzione e della legge elettorale, l'organizzazione di elezioni libere e regolari nonché l'instaurazione di una reale democrazia in Egitto; ritiene che le dimissioni annunciate del Presidente Hosni Mubarak faciliterebbero la transizione politica;

10. sottolinea che il cambiamento in Egitto richiede un dialogo immediato, serio e aperto con la partecipazione di tutte le forze politiche che rispettano le regole democratiche, nonché della società civile e delle diverse religioni, che deve tradursi in misure urgenti, concrete e decisive finalizzate all'attuazione di riforme democratiche sostanziali e ribadisce l'importanza dei principi che devono essere accolti da tutte le forze politiche egiziane, quali la parità tra uomini e donne e la laicità;

11. sottolinea che, ai fini dell'instaurazione dello Stato di diritto in Egitto, si dovrà prevedere quale requisito fondamentale una riforma della Costituzione, unico modo per garantire un maggiore equilibrio nella suddivisione dei poteri e la democrazia; prende atto del decreto presidenziale che istituirà una commissione incaricata di modificare gli articoli 76 e 77 della Costituzione, al fine di mutare le condizioni di accesso alla presidenza e limitare il mandato presidenziale;

12. esorta la Commissione europea a prepararsi a intervenire in caso di catastrofe umanitaria in Egitto, affinché gli aiuti umanitari siano forniti in tempi rapidi;

13. invita l'UE ad apportare un sostegno e un orientamento significativi ed efficienti alla trasformazione democratica e allo sviluppo economico e sociale in Egitto, così come in altri paesi meridionali e confinanti interessati, mobilitando, rivedendo e adattando gli strumenti dell'Unione esistenti, finalizzati a coadiuvare le riforme politiche, economiche e sociali, in particolare la politica europea di vicinato (PEV);

14. ribadisce il pieno sostegno a favore dei diritti dei leader dell'opposizione, come Ayman Nour del partito El Ghad e Osama Al-Ghazali Harb del partito del Fronte democratico, soprattutto in questo momento critico della storia dell'Egitto, in cui liberali e democratici dovrebbero avere un ruolo fondamentale nella transizione da un regime autoritario alla democrazia;

15. accoglie con favore, a questo proposito, la costruttiva dichiarazione rilasciata dal primo ministro turco Erdogan, che ha auspicato un'amministrazione transitoria in Egitto per favorire il passaggio alla democrazia ed evitare ulteriore caos;

16. invita l'Unione europea a svolgere un reale ruolo politico che vada oltre l'assistenza tecnica o diplomatica;

17. invita gli Stati membri dell'UE a non dare asilo ai membri del repressivo governo egiziano, in particolare a coloro che sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani;

18. plaude alla decisione e al regolamento del Consiglio del 7 febbraio 2011 che impongono il congelamento dei beni posseduti o controllati da persone ritenute responsabili dell’appropriazione indebita di fondi dello Stato tunisino, nonché da persone a esse associate, e invita il Consiglio ad adottare misure analoghe per quanto riguarda l'Egitto;

19. sottolinea che la revisione strategica in corso della politica europea di vicinato, nonché l'ulteriore definizione dei rapporti dell'UE con i vicini meridionali devono tenere pienamente in considerazione e riflettere gli attuali sviluppi nella regione; sottolinea, a questo proposito, che i piani d'azione attuali devono essere radicalmente rivisti, introducendovi chiare priorità associate a incentivi in materia di riforme politiche;

20. ritiene quindi della massima importanza e urgenza un ripensamento e una revisione della strategia dell'Unione europea nei confronti del Mediterraneo e che questa nuova strategia debba rafforzare il dialogo politico e il sostegno a tutte le forze democratiche, compresi gli attori della società civile; invita il Consiglio, a questo proposito, a definire una serie di criteri politici che i paesi interessati dalla politica europea di vicinato devono soddisfare per poter beneficiare della concessione dello "status avanzato"; esorta a non sostenere governi autocratici nei paesi musulmani;

21. invita il Consiglio e la Commissione a rivedere la politica europea di vicinato per i vicini meridionali, fornendo le risorse e l'assistenza per una vera transizione democratica e gettando le basi per profonde riforme politiche e istituzionali; insiste sul fatto che la revisione della politica di vicinato deve privilegiare criteri relativi all'indipendenza della magistratura, al rispetto delle libertà fondamentali e alla lotta contro la corruzione;

22. ritiene fondamentale il ruolo che gli strumenti finanziari dell'Unione destinati alle azioni esterne per la regione, in particolare lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI), l'iniziativa europea per la democrazia e i diritti umani (EIDHR) e lo strumento di stabilità, possono svolgere in questo ambito e chiede il loro potenziamento, al fine di consentirne un'utilizzazione efficace e coerente in queste circostanze eccezionali; sottolinea inoltre l'importanza di affrontare urgentemente la questione dell'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e, in generale, della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare e dello sviluppo rurale;

23. invita il SEAE a sviluppare con urgenza una politica di relazioni con i dirigenti dei governi autocratici che comporti l'impegno e il dialogo sui valori democratici e umanitari e vieti, nel contempo, il deposito o la circolazione di capitali nelle banche dell'UE, l'educazione dei membri della famiglia nelle scuole e nelle università dell'Unione e i viaggi a scopo turistico nell'Unione europea;

24. auspica che gli sviluppi in Egitto e nel mondo arabo in generale non compromettano il processo di pace arabo-israeliano; invita l'Egitto a mantenere il suo impegno a svolgere un ruolo attivo e costruttivo per cercare di instaurare una pace duratura in Medio Oriente, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese e la riconciliazione palestinese e chiede il mantenimento del trattato di pace tra Israele ed Egitto; sostiene l'appello, rivolto a israeliani e palestinesi dai rappresentanti del Quartetto, a superare gli ostacoli al processo di pace e raggiungere un accordo di pace entro il settembre 2011;

25. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto Rappresentante dell'Unione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alle autorità egiziane, all'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo, all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo e al Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite.

 

(1)

COM(2003)0104 definitivo.

(2)

COM(2004)0373 definitivo.

(3)

COM(2006)0726 definitivo.

(4)

COM(2007)0774 definitivo.

(5)

COM(2010)0207.

Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2011Avviso legale