Procedura : 2011/2656(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0256/2011

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B7-0256/2011

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PV 06/04/2011 - 17

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PV 07/04/2011 - 6.7
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P7_TA(2011)0152

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0256/2011
4.4.2011
PE459.793v01-00
 
B7-0256/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione nella Repubblica della Costa d'Avorio (Côte d'Ivoire)


Charles Tannock, Tomasz Piotr Poręba, Ryszard Antoni Legutko, Ryszard Czarnecki, a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nella Repubblica della Costa d'Avorio (Côte d'Ivoire)  
B7‑0256/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Côte d'Ivoire,

–   visto l'accordo di partenariato ACP-UE firmato a Cotonou nel giugno 2000,

–   viste le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Côte d'Ivoire, in particolare le risoluzioni 1893 (2009), 1933 (2010), 1946 (2010), 1951 (2010) e 1962 (2010),

–   viste le dichiarazioni del vicepresidente/alto rappresentante dell'Unione europea Catherine Ashton sul processo elettorale, in particolare quella del 3 dicembre 2010, sui risultati delle elezioni in Côte d'Ivoire, e quella del 1° dicembre 2010, sul secondo turno delle elezioni presidenziali in Côte d'Ivoire,

–   viste le conclusioni preliminari delle missioni di osservazione elettorale inviate dall'Unione europea, dall'Unione africana (UA) e dalla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS), secondo il cui giudizio unanime il secondo turno delle elezioni presidenziali in Côte d'Ivoire si è svolto in modo libero e democratico,

–   visti il comunicato stampa del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle elezioni in Côte d'Ivoire e la dichiarazione del Segretario generale della Nazioni Unite Ban Kii-Moon del 2 dicembre 2010,

–   vista la dichiarazione resa il 3 dicembre 2010 dal rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Côte d'Ivoire, Young Joon Choi, sulla certificazione del risultato del secondo turno delle elezioni presidenziali tenutosi il 28 novembre 2010,

–   vista la dichiarazione dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, adottata il 3 dicembre 2010 a Kinshasa, sulla comunicazione dei risultati del secondo turno delle elezioni presidenziali tenutosi in Côte d'Ivoire il 28 novembre 2010,

–   vista la dichiarazione con cui il 4 dicembre 2010 il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha espresso preoccupazione per la situazione di stallo politico che ha fatto seguito alle elezioni presidenziali in Côte d'Ivoire nonostante la chiara vittoria di Alassane Dramane Ouattara (secondo gli exit poll con un margine di quasi dieci punti),

–   vista la dichiarazione con cui il 4 dicembre 2010 il Presidente della Commissione, José Manuel Durão Barroso, ha confermato che il legittimo vincitore delle elezioni presidenziali democratiche è Alassane Dramane Ouattara,

–   visto il comunicato con cui il 5 dicembre 2010 Abdou Diouf, Segretario generale dell'Organizzazione internazionale della francofonia, ha esortato tutti i soggetti politici coinvolti a riconoscere i risultati delle elezioni presidenziali quali proclamati dalla commissione elettorale indipendente della Côte d'Ivoire e certificati dalle Nazioni Unite,

–   visto il comunicato finale del vertice ECOWAS tenutosi ad Abuja (Nigeria) il 7 dicembre 2010,

–   vista la decisione dell'UA di sospendere l'adesione della Côte d'Ivoire in data 9 dicembre 2010 al fine di fare pressione sull'ex presidente del paese Laurent Koudou Gbagbo affinché si dimetta,

–   vista la posizione unitaria della comunità internazionale che chiede all'ex presidente Laurent Koudou Gbagbo di dimettersi alla prima occasione al fine di mantenere aperta la possibilità di un passaggio di poteri pacifico,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che, dopo oltre dieci anni e vari rinvii, il 31 ottobre 2010 si è svolto in Côte d'Ivoire il primo turno delle elezioni presidenziali conformemente a quanto disposto dall'accordo politico di Ouagadougou del 4 marzo 2007,

 

B.  considerando che il primo turno delle elezioni presidenziali è stato caratterizzato da un'affluenza storica vicina all'80% degli aventi diritto e che in generale si è svolto in un contesto calmo e pacifico nonostante i successivi ritardi nella comunicazione dei risultati,

 

C. considerando che la commissione elettorale indipendente ha infine reso noti i nominativi dei principali candidati per il secondo turno delle elezioni presidenziali previsto il 28 novembre, ossia il presidente in carica Laurent Koudou Gbagbo e l'ex primo ministro Alassane Dramane Ouattara,

 

D. considerando che la missione di osservazione dell'Unione europea in Côte d'Ivoire, nella sua dichiarazione preliminare del 30 novembre 2010, è giunta alla conclusione che la campagna elettorale per il secondo turno delle elezioni era stata contrassegnata da violenze che avevo causato il ferimento o la morte di numerosi cittadini,

 

E.  considerando che la sera del 2 dicembre 2010 il presidente della commissione elettorale indipendente, Youssouf Bakayoko, ha proclamato Alassane Dramane Ouattara vincitore del secondo turno delle elezioni con il 54,1% dei voti, in un clima di tensione generalizzata contrassegnato da accuse di brogli elettorali da parte dello schieramento presidenziale e da atti di violenza e di intimidazione nei confronti dei sostenitori di Ouattara e degli osservatori dell'Unione europea presenti nel paese,

 

F.  considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha accolto positivamente la comunicazione dei risultati provvisori da parte della commissione elettorale indipendente della Côte d'Ivoire e ha ribadito di essere pronto ad adottare opportuni provvedimenti nei confronti di chi avesse ostacolato il processo di pace, in particolare i lavori della commissione elettorale indipendente, come indicato al paragrafo 6 della risoluzione 1946 (2010),

 

G. considerando che, dopo la pubblicazione del responso delle urne da parte della commissione elettorale indipendente, il presidente del Consiglio costituzionale della Côte d'Ivoire ha invalidato tali risultati proclamando vincitore delle elezioni presidenziali Laurent Gbagbo, previo annullamento dell'esito del voto in quattro regioni settentrionali del paese in cui Ouattara aveva vinto con largo margine,

 

H. considerando che, dopo tale decisione del Consiglio costituzionale della Côte d'Ivoire, tutte le frontiere del paese sono state chiuse e la ricezione di tutti i canali televisivi di informazione stranieri è stata sospesa; considerando che in tal modo non solo i cittadini ivoriani sono rimasti completamente isolati dal resto del mondo, ma è stata altresì ostacolata la missione della comunità internazionale volta a monitorare eventuali violazioni dei diritti umani e dello Stato di diritto nel paese,

 

I.   considerando che il rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, Young Joon Choi, ha successivamente certificato la regolarità del processo elettorale in Côte d'Ivoire, confermando così che i risultati delle elezioni presidenziali comunicati dalla commissione elettorale indipendente erano corretti e rappresentavano la libera volontà dei cittadini ivoriani,

 

J.   considerando che il viceprocuratore della Corte penale internazionale (CPI), Fatou Bensouda, ha sollecitato le autorità della Côte d'Ivoire a realizzare opportune indagini sui vari atti di violenza verificatisi prima e dopo il secondo turno delle elezioni presidenziali, riaffermando così la determinazione della Corte penale internazionale di esaminare accuratamente tutti gli atti di violenza denunciati,

 

K. considerando che, malgrado le attuali proteste della comunità internazionale, Laurent Gbagbo ha giurato come presidente nel corso di una cerimonia organizzata il 4 dicembre 2010, mentre Alassane Ouattara ha prestato giuramento come presidente della Côte d'Ivoire con una lettera inviata al Consiglio costituzionale,

 

L.  considerando che un numero sempre maggiore di partner politici e commerciali della Côte d'Ivoire, in Africa e nei paesi occidentali, ha espresso il proprio sostegno ad Alassane Dramane Ouattara, il quale è stato riconosciuto come legittimo vincitore delle elezioni presidenziali in Côte d'Ivoire nonché come legittimo capo di Stato giunto al potere in virtù della libera volontà democratica del popolo ivoriano,

 

M. considerando che l'ex presidente Thabo Mbeki, rappresentante speciale dell'Unione africana in Côte d'Ivoire, si è recato nel paese in vista di una possibile mediazione tra i due schieramenti presidenziali,

 

N. considerando che il 5 dicembre 2010 Alassane Ouattara ha annunciato la formazione di un governo guidato dall'ex primo ministro Guillaume Soro, e che Laurent Gbagbo, dal canto suo, ha replicato annunciando la nomina del proprio primo ministro malgrado le proteste di diverse migliaia di persone nella città settentrionale di Bouaké,

 

O. considerando che, nella sua riunione dell'8 dicembre, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato in maniera assolutamente severa qualsiasi tentativo di sovvertire la volontà del popolo ivoriano riconoscendo altresì la decisione con l'ECOWAS conferma l'elezione di Alassane Ouattara alla carica di presidente della Côte d'Ivoire,

 

1.  sollecita tutte le forze politiche in Côte d'Ivoire a rispettare la volontà della popolazione, liberamente espressa nell'ambito delle elezioni presidenziali del 28 novembre 2010, i cui risultati, che riconoscono l'elezione alla carica di presidente della Côte d'Ivoire di Allassane Dramane Ouattara, sono stati comunicati dalla commissione elettorale indipendente e certificati dal rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite; chiede perentoriamente a tutti soggetti ivoriani coinvolti, in particolare, di astenersi da qualunque forma di coercizione illegittima e violazione dei diritti umani a danno della popolazione civile che deve invece essere tutelata prevenendo i comportamenti descritti;

 

2.  condanna in maniera assolutamente severa i tentativi dell'ex presidente Gbagbo e dei suoi sostenitori di sovvertire la volontà del popolo ivoriano fomentando la violenza e compromettendo l'integrità del processo elettorale; sottolinea, al riguardo, che i risultati delle elezioni democratiche devono essere pienamente rispettati da tutti i partecipanti, compresi i candidati sconfitti, ed evidenzia che il mancato rispetto di tali risultati metterebbe ulteriormente a rischio la pace e la stabilità nel paese;

3.  si rammarica per l'ulteriore deterioramento dello Stato di diritto in Côte d'Ivoire testimoniato, tra l'altro, dalle nazionalizzazioni illegali delle banche e dagli espropri arbitrari di beni immobili e somme di denaro ad opera di esponenti dell'entourage di Gbagbo;

4.  condanna fermamente gli atti di intimidazione nei confronti degli osservatori dell'Unione europea in Côte d'Ivoire e dei cittadini dell'UE in generale, che hanno costretto la missione a ritirarsi dal paese per ragioni di sicurezza;

5.  esprime la sua più profonda solidarietà alle vittime (e alle famiglie delle vittime) innocenti delle ingiustizie e delle violenze in Côte d'Ivoire; esorta quindi l'operazione delle Nazioni Unite in Côte d'Ivoire (UNOCI) ad assolvere al proprio mandato con decisione in modo da garantire la tutela della popolazione civile, in particolare delle donne, dei bambini e degli sfollati;

6.  accoglie favorevolmente la decisione con cui il 7 dicembre 2010 l'ECOWAS ha imposto talune sanzioni alla Côte d'Ivoire, ad esempio la temporanea esclusione fino a nuovo ordine da tutti gli organi decisionali della Comunità stessa, a norma dell'articolo 45 del suo Protocollo sulla democrazie e il buon governo;

7.  si compiace del comunicato del presidente dell'Unione africana del 6 dicembre 2010 e della decisione con cui il 9 dicembre 2010 il Consiglio di pace e sicurezza dell'Unione africana ha sospeso la partecipazione della Côte d'Ivoire alle varie attività della stessa UA fino all'effettiva assunzione del potere da parte del presidente democraticamente eletto Alassane Ouattara;

8.  apprezza le ripetute dichiarazioni del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Catherine Ashton a sostegno del processo elettorale in Côte d'Ivoire e dell'elezione di Alassane Ouattara alla carica di capo dello Stato; saluta, in particolare, la dichiarazione del 3 marzo 2011 con la quale il VP/AR condanna duramente le uccisioni di civili innocenti da parte delle milizie fedeli a Gbagbo in occasione di una sparatoria contro i partecipanti a una dimostrazione pacifica a sostegno del presidente eletto Ouattara svoltasi ad Abidjan;

9.  esprime soddisfazione per le sanzioni adottate dall'UE a sostegno delle iniziative africane e auspica che le stesse rimangano in vigore fino a quando Laurent Gbagbo non avrà accettato l'esito delle elezioni cedendo il potere al legittimo presidente; a tale proposito ritiene fondamentale che la comunità internazionale e l'ONU si mantengano uniti nel sostenere la transizione democratica in Côte d'Ivoire;

10. invita il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e Young Joon Choi, rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Côte d'Ivoire, a monitorare attentamente il deterioramento delle condizioni di sicurezza nel paese, al fine di prevenire eventuali crimini di guerra e contro l'umanità, e ad adottare, ove necessario, una risoluzione volta ad autorizzare una missione militare guidata dalle forze internazionali o africane che ristabilisca lo Stato di diritto in Côte d'Ivoire;

11. Incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, al vicepresidente/alto rappresentante dell'Unione europea Catherine Ashton, al Consiglio di sicurezza e al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'ONUCI, alle istituzioni dell'Unione africana, all'ECOWAS, all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE e ai governi degli Stati membri dell'Unione europea.

Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2011Avviso legale