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Ciclo del documento : B7-0257/2011

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B7-0257/2011

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PV 06/04/2011 - 17

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PV 07/04/2011 - 6.7

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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4.4.2011
PE459.794v01-00
 
B7-0257/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla Côte d'Ivoire


Fiorello Provera, Oreste Rossi, Giancarlo Scottà, Niki Tzavela, Nikolaos Salavrakos, Jaroslav Paška, Rolandas Paksas, Juozas Imbrasas a nome del gruppo EFD

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Côte d'Ivoire  
B7‑0257/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Côte d'Ivoire,

–   vista la decisione 2011/71/PESC del Consiglio, del 31 gennaio 2011, recante modifica della decisione 2010/656/PESC che proroga le misure restrittive nei confronti della Costa d'Avorio,

–   vista la decisione 2011/18/PESC del Consiglio, del 14 gennaio 2011, recante modifica della decisione 2010/656/PESC del Consiglio che proroga le misure restrittive nei confronti della Costa d'Avorio,

–   vista la decisione 2011/17/PESC del Consiglio, del 11 gennaio 2011, recante modifica della decisione 2010/656/PESC del Consiglio che proroga le misure restrittive nei confronti della Costa d'Avorio,

–   vista la decisione 2010/801/PESC del Consiglio, del 22 dicembre 2010, recante modifica della decisione 2010/656/PESC del Consiglio che proroga le misure restrittive nei confronti della Costa d'Avorio,

–   vista la decisione 2010/656/PESC del Consiglio, del 29 ottobre 2010 che proroga le misure restrittive nei confronti della Costa d'Avorio,

–   viste le disposizioni del codice elettorale della Côte d'Ivoire, in particolare la legge 2001/303 e il decreto 2008/133, segnatamente l'articolo 64,

–   vista la relazione della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea,

–   vista la dichiarazione dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE adottata il 3 dicembre 2010 a Kinshasa,

–   viste le dichiarazioni del vicepresidente/alto rappresentante Catherine Ashton sulla situazione in Côte d'Ivoire,

–   vista la dichiarazione resa il 31 marzo 2011 dal Segretario generale delle Nazioni Unite,

–   vista la risoluzione 1975 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del 30 marzo 2011, relativa all'imposizione di sanzioni a Gbagbo e al suo entourage,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che, malgrado la decisione con cui il 10 marzo l'Unione africana (UA) ha confermato il proprio sostegno a Ouattara (ovvero il vincitore ampiamente riconosciuto delle elezioni presidenziali del 28 novembre 2010), la situazione della sicurezza in Côte d'Ivoire è in continuo peggioramento,

B.  considerando che si sono verificati scontri militari sempre più violenti tra le milizie di Gbagbo e gli ex ribelli delle Forces Nouvelles, e che entrambe le fazioni hanno fatto uso di armi pesanti, provocando la morte di un ingente numero di persone (le vittime sarebbero 462) e il deterioramento della situazione umanitaria,

C. considerando che, secondo l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), le violenze postelettorali avrebbero portato allo sfollamento di addirittura un milione di persone; che, secondo le stime, oltre 90 000 rifugiati ivoriani si troverebbero in Liberia; e che si sono verificati incidenti di matrice etnica e xenofoba provocati da entrambe le fazioni politiche opposte della Côte d'Ivoire,

D. considerando che il 3 marzo le forze di sicurezza favorevoli a Gbagbo hanno ucciso a colpi di arma da fuoco sette donne nel corso di una dimostrazione tenutasi nel quartiere di Abobo della città di Abidjan cui partecipavano centinaia di donne per protestare contro la permanenza al potere di Gbagbo; e che il 17 marzo le milizie fedeli a quest'ultimo hanno sferrato un attacco a colpi di mortaio uccidendo oltre 25 civili e ferendo più di 40 persone,

E.  considerando che il 10 marzo il Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana ha accolto le raccomandazioni del suo gruppo ad alto livello per la risoluzione della crisi ivoriana, e che detto Consiglio ha confermato che Ouattara è l'unico presidente legittimo del paese stabilendo altresì che quest'ultimo dovrebbe guidare un governo unitario che includa anche i fautori di Gbagbo; considerando che il Consiglio per la pace e la sicurezza ha inoltre chiesto al presidente della Commissione dell'UA di nominare un alto rappresentante per l'attuazione della soluzione politica globale proposta dal summenzionato gruppo; e che la decisione dell'UA è stata respinta dal partito di Gbagbo;

F.  considerando che il 18 marzo il partito di Gbagbo ha chiesto un dialogo inter-ivoriano invitando a porre fine alle violenze; e che tuttavia il ministro della Gioventù di Gbagbo, Charles Blé Goudé (incluso nell'elenco delle sanzioni del Consiglio dal 2006), ha successivamente esortato i giovani ivoriani ad arruolarsi in massa nell'esercito per "liberare la Côte d'Ivoire dai banditi",

G. considerando che il 21 marzo il procuratore capo della Corte penale internazionale (CPI), Luis Moreno-Ocampo, ha dichiarato ai microfoni della BBC che la Corte stava raccogliendo informazioni circa i crimini di guerra eventualmente commessi in Côte d'Ivoire,

H. considerando che il 24 marzo la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) ha chiesto al Consiglio di sicurezza di potenziare il mandato dell'operazione delle Nazioni Unite in Côte d'Ivoire (UNOCI) e di agevolare l'immediato trasferimento del potere a Ouattara nonché di adottare sanzioni internazionali mirate più severe nei confronti di Gbagbo e del suo entourage,

I.   considerando che il 25 marzo il Consiglio per i diritti dell'uomo ha deciso di inviare una commissione indipendente per indagare sulle presunte gravi violazioni dei diritti umani perpetrate in Côte d'Ivoire a seguito delle elezioni del 28 novembre 2010,

J.   considerando che il 30 marzo il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha adottato la risoluzione 1975 relativa all'imposizione di sanzioni a Gbagbo e a quattro esponenti del suo entourage, ivi inclusa la moglie, e che tale risoluzione, oltre ad accogliere positivamente le iniziative politiche dell'UA e dell'ECOWAS volte a risolvere la situazione in Côte d'Ivoire, invita le varie parti coinvolte a perseguire la soluzione politica globale proposta dall'Unione africana; considerando altresì che nella sua risoluzione il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, oltre a dichiararsi favorevole alla decisione del Consiglio per la pace e la sicurezza dell'UA relativa alla nomina di un alto rappresentante, ha invitato le varie parti coinvolte a cooperare pienamente con tale figura,

1.  esprime preoccupazione per l'intensificarsi delle violenze in Côte d'Ivoire e per difficile la situazione umanitaria in cui versano sia la Côte d'Ivoire che la Liberia; invita le varie parti coinvolte a consentire l'accesso immediato delle popolazioni bisognose e fa appello alla comunità internazionale affinché contribuisca generosamente alla raccolta delle risorse necessarie per far fronte all'emergenza in questione;

2.  esorta tutte le forze politiche e armate della Côte d'Ivoire a rispettare la volontà popolare sancita dai risultati del voto del 28 novembre comunicati dalla Commissione elettorale indipendente e certificati dal rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite; sollecita le varie parti coinvolte a dare prova di moderazione, ad astenersi da eventuali rappresaglie e a dare priorità assoluta agli interessi del paese nel suo insieme; chiede al presidente uscente Laurent Gbagbo di cedere immediatamente il potere al presidente Ouattara al fine di consentire il totale passaggio delle istituzioni dello Stato alle legittime autorità;

3.  deplora i violenti scontri che hanno seguito la proclamazione dei risultati del secondo turno delle elezioni presidenziali in Côte d'Ivoire, ed esprime la sua più profonda solidarietà alle vittime e ai loro familiari; deplora altresì l'ostruzionismo politico e i tentativi di intimidazione nei confronti dei membri della Commissione elettorale indipendente;

4.  sostiene con vigore gli sforzi dell'Unione africana e dell'ECOWAS volti a prevenire le violenze e a garantire il riconoscimento del governo legittimo;

5.  appoggia la decisione dell'Unione europea di imporre sanzioni nei confronti di Laurent Gbagbo e accoglie con favore la decisione del Consiglio di adottare misure mirate contro chi ostacola il processo di pace e di riconciliazione nazionale, in particolare contro coloro che attualmente mettono a rischio l'esito del processo elettorale; invita il vicepresidente/alto rappresentante Catherine Ashton a presentare al più presto ulteriori iniziative a sostegno delle autorità democraticamente elette in Costa d'Avorio;

6.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente/alto rappresentante dell'Unione europea Catherine Ashton, al Consiglio di sicurezza e al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'ONUCI, alle istituzioni dell'Unione africana, all'ECOWAS, all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE e agli Stati membri dell'Unione europea.

Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2011Avviso legale