Procedura : 2011/2656(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0262/2011

Testi presentati :

B7-0262/2011

Discussioni :

PV 06/04/2011 - 17

Votazioni :

PV 07/04/2011 - 6.7

Testi approvati :

P7_TA(2011)0152

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0256/2011
4.4.2011
PE459.799v01-00
 
B7-0262/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Côte d’Ivoire


Charles Goerens, Marielle De Sarnez, Ramon Tremosa i Balcells, Marietje Schaake, Kristiina Ojuland, Sonia Alfano a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Côte d’Ivoire  
B7‑0262/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Côte d'Ivoire, in particolare quella del 16 dicembre 2010(1),

–   viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonché le decisioni dell'Unione africana e della Comunità economica degli Stati dell'Africa dell'Ovest (CEDEAO),

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che, dopo mesi di guerra civile "larvata" e di statu quo, tutto è cambiato a fine marzo e che le forze fedeli ad Alassane Ouattara hanno preso il controllo della quasi totalità del paese e si apprestano ormai a lanciare l'offensiva finale contro il palazzo presidenziale di Abidjan,

B.  considerando che le atrocità, le rappresaglie e i regolamenti di conti si sono moltiplicati lasciando temere il peggio per le prossime settimane, soprattutto se non verrà trovata nessuna soluzione politica,

C. considerando che la Croce rossa e la Caritas hanno evocato il massacro di almeno 800 persone a Duékoué nell'ovest del paese, massacro che potrebbe aver preso di mira la comunità Guéré,

D. ricordando che Alassane Ouattara era stato riconosciuto da parte della comunità internazionale quale vincitore legittimo delle elezioni presidenziali del 28 novembre 2010 e che la situazione attuale è il risultato del rifiuto del presidente uscente, Laurent Gbagbo, di cedere il potere,

E.  considerando che dall'inizio delle ostilità si lamentano più di mezzo migliaio di vittime e che si è arrivati a un milione di sfollati,

F.  considerando gli effetti economici estremamente negativi degli avvenimenti di questi ultimi quattro mesi per la Côte d'Ivoire e l'insieme dell'Africa occidentale,

G. considerando l'articolo 12, paragrafo 3, della dichiarazione presentata dal governo ivoriano il 1° ottobre 2003, con cui la Côte d'Ivoire accetta la competenza della Corte penale internazionale (CPI) per i crimini commessi sul suo territorio a partire dal 19 settembre 2002,

1.  ritiene che la protezione dei civili sia prioritaria stante la presenza di milizie indisciplinate che potrebbero agire in modo incontrollato; chiede che l'Operazione delle Nazioni Unite in Côte d'Ivoire (ONUCI), che ne ha ricevuto il mandato, agisca in tal senso, anche utilizzando la forza, in particolare per evitare le "punizioni collettive" su base etnica; sottolinea l'esortazione da parte di Ban Ki-Moon, Segretario generale delle Nazioni Unite, alle parti impegnate nel conflitto a non entrare in una "logica di vendetta";

2.  chiede alle autorità legali della Côte d'Ivoire di provvedere con tutte le loro forze al ripristino dello Stato di diritto, in particolare proibendo e punendo le rappresaglie e che siano adottate sanzioni contro coloro che utilizzano la violenza o incitano a porla in atto;

3.  ricorda la sua condanna del rifiuto del presidente uscente Laurent Gbagbo di riconoscere i risultati dell´'elezione presidenziale, il che è costato al popolo ivoriano parecchie centinaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati e lo esorta a rassegnare le sue immediate dimissioni e a consegnarsi alle autorità legali;

4.  chiede il ripristino della democrazia in Côte d'Ivoire e il rispetto del voto del popolo e ricorda il sostegno della comunità internazionale al presidente Ouattara, legittimo vincitore delle elezioni presidenziali del novembre 2010;

5.  ricorda che gli autori di tali violazioni saranno considerati responsabili dei propri atti e sottolinea che la Corte penale internazionale "si dichiara disposta ad agire presto contro gli autori di crimini contro l'umanità"; ricorda che la Côte d'Ivoire è soggetta all'esame preliminare da parte dell'Ufficio del Procuratore della CPI;

6.  chiede che i responsabili di crimini di guerra e di crimini contro l'umanità non godano di alcuna impunità; si compiace della decisione dell'ONU di creare una commissione d'inchiesta internazionale sulle violazioni dei diritti dell'uomo commesse dalle forze in lotta e auspica che la Corte penale internazionale sia investita dal Consiglio di sicurezza dell'ONU;

7.  condanna in particolare l'utilizzo di armi pesanti contro le popolazioni civili, come pure le aggressioni contro le forze dell'ONU, le esecuzioni extragiudiziali e gli stupri e tutti quanti gli atti di violenza commessi da tutte le parti che potrebbero costituire crimini contro l'umanità passibili di essere condannati dalla Corte penale internazionale;

8.  si compiace della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU del 30 marzo 2011 di imporre sanzioni contro Laurent Gbagbo e misure mirate contro le persone ed entità che si oppongono al processo di pace e alla riconciliazione nazionali e invita l'Unione africana a fare lo stesso; sottolinea l'importanza della rapida ed effettiva applicazione di tali misure, anche in caso di fuga dal paese;

9.  ritiene indispensabile, una volta finito il conflitto, istituire una "commissione di verità e di riconciliazione" sul modello di quella istituita tempo fa in Sudafrica onde fare ogni luce sugli abusi in materia di diritti dell'uomo e difendere i diritti delle vittime;

10. insiste sull'importanza di onorare le promesse di aiuto umanitario e di aiuto alla ricostruzione del paese onde rispondere alle esigenze della popolazione ivoriana e far fronte all'aumentato numero di sfollati interni e di rifugiati;

11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'Operazione delle Nazioni Unite in Côte d'Ivoire (ONUCI), alle istituzioni dell'Unione africana, tra cui il parlamento panafricano, alla CEDEAO, all'Assemblea paritetica ACP-UE nonché agli Stati membri dell'Unione europea.

 

(1)

Testi approvati in pari data, P7_TA(2010)0492.

Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2011Avviso legale