presentata a seguito delle interrogazioni con richiesta di risposta orale B7-0306/2011, B7-0307/2011, B7-0308/2011, B7-0310/2011, B7-0311/2011 e B7-0313/2011
a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento
sulla crisi nel settore della pesca in conseguenza dell'aumento del prezzo dei carburanti
João Ferreira, Patrick Le Hyaric, Jacky Hénin, Willy Meyer, Elie Hoarau
a nome del gruppo GUE/NGL
Risoluzione del Parlamento europeo sulla crisi nel settore della pesca in conseguenza dell'aumento del prezzo dei carburanti
B7‑0323/2011
Il Parlamento europeo,
– visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando l'importanza strategica che il settore della pesca riveste per l'approvvigionamento pubblico di prodotti della pesca e per l'equilibrio della bilancia alimentare di diversi Stati membri e della stessa Unione europea, nonché il suo rilevante contributo allo sviluppo e al benessere socioeconomico delle comunità costiere, allo sviluppo locale, all'occupazione, alla conservazione/creazione di attività economiche e di posti di lavoro, sia a monte sia a valle, ai rifornimenti di pesce fresco e alla salvaguardia delle tradizioni culturali locali,
B. considerando che la precarietà dei redditi e dei salari degli operatori della pesca – dovuta a svariati fattori, quali i ritmi irregolari dell'attività, le modalità di commercializzazione nel settore e le modalità di formazione dei prezzi di prima vendita – implica la necessità di mantenere determinati aiuti pubblici nazionali e comunitari,
C. considerando che, a causa del rapporto tra i salari, le entrate provenienti dalla prima vendita delle catture e taluni costi dei fattori di produzione che sono dedotti direttamente dalle entrate prima del calcolo dei salari, l'aumento dei prezzi dei carburanti si ripercuote direttamente e negativamente sui redditi percepiti dai pescatori,
D. considerando che l'attuale dinamica della vendita non consente di trasferire sui prezzi del pesce gli effetti delle oscillazioni dei costi dei fattori di produzione, compresi i carburanti, e che fin dall'anno 2000 i prezzi medi di prima vendita in molti casi hanno ristagnato o sono diminuiti, senza che ciò si sia tradotto in una diminuzione dei prezzi al consumatore finale di pesce fresco,
E. considerando che negli ultimi anni la situazione economica di un gran numero di imprese di pesca si è deteriorata, provocando addirittura la scomparsa di molte di esse, e che esiste effettivamente il rischio che migliaia di imprese di pesca spariscano e migliaia di posti di lavoro vadano perduti a causa dell'aumento del prezzo dei carburanti,
F. considerando che il forte aumento dei prezzi dei carburanti ha notevolmente aggravato la crisi che il settore della pesca si trova ad affrontare, ripercuotendosi sui margini operativi e sulla vitalità economica del medesimo e causando una drastica riduzione dei redditi dei pescatori, e considerando che, solo negli ultimi sei mesi, tra ottobre 2010 e aprile 2011, l'aumento del prezzo del petrolio (barile di Brent) ha superato il 48%, il che ha determinato analoghi rialzi dei prezzi della benzina e del gasolio,
G. considerando che in certi casi l'attuale Organizzazione comune del mercato (OCM) nel settore dei prodotti della pesca non è riuscita a dare un contribuito sufficiente al miglioramento dei prezzi di prima vendita e ad una più efficace distribuzione del valore aggiunto nella catena di valore del settore,
H. considerando che la promozione dello smantellamento indifferenziato di pescherecci, senza tenere conto delle caratteristiche specifiche delle flotte, dello stato delle risorse ittiche e delle esigenze di consumo di pesce dei singoli Stati membri, è stata il motore del cosiddetto adeguamento delle dimensioni della flotta alle risorse ittiche esistenti, e considerando che tale opzione ha avuto enormi conseguenze economiche e sociali, senza tuttavia determinare un cambiamento significativo della situazione concernente lo stato di conservazione delle risorse ittiche,
I. considerando che la crisi nel settore della pesca si somma e si coniuga con la profonda crisi economica e sociale che colpisce diversi Stati Membri, in particolare quelli caratterizzati da economie maggiormente vulnerabili, con conseguenze drammatiche segnatamente sul piano del degrado delle condizioni di vita e dei livelli di benessere delle popolazioni, del declino dell'attività economica, dell'aumento della disoccupazione e della precarietà del lavoro,
J. considerando che l'Unione europea deve dare una risposta a tale crisi, tenendo presente che, in un siffatto momento di crisi, la mancanza di tale risposta non farà che aggravare le disparità già oggi esistenti e crescenti tra gli Stati membri,
1. condanna l'atteggiamento di inerzia dell'UE e il suo rifiuto di adottare le decisioni che s'impongono in vista dell'ammodernamento, dello sviluppo sostenibile e della vitalità socioeconomica del settore della pesca, della sostenibilità delle risorse, della garanzia della sovranità e della sicurezza alimentari, dell'approvvigionamento pubblico di prodotti della pesca, della conservazione dei posti di lavoro e del miglioramento delle condizioni di vita dei pescatori;
2. rileva che la promozione dello smantellamento indifferenziato della flotta e la cessazione definitiva delle attività dei pescherecci non costituiscono un'autentica soluzione dei problemi che affliggono il settore e non ne garantiscono la sostenibilità economica, sociale e ambientale;
3. deplora una politica che, approfittando del deterioramento socioeconomico del settore dovuto all'aumento vertiginoso del prezzo dei carburanti, mira a promuovere lo smantellamento e la cessazione definitiva delle attività dei pescherecci, originando così una concentrazione ancora più intensa della proprietà e dell'attività nel settore, un aumento della disoccupazione, il degrado di un settore produttivo e il peggioramento delle bilance alimentari e commerciali;
4. esige l'adozione di misure di emergenza che diano una risposta immediata e adeguata alle esigenze socioeconomiche del settore, segnatamente per far fronte all'aumento dei prezzi dei carburanti (benzina e gasolio);
5. sottolinea che le misure da attuare dovranno prefiggersi anche l'obiettivo di salvaguardare gli interessi e dare una risposta ai problemi degli equipaggi dei pescherecci e della piccola pesca artigianale, prestando particolare attenzione ai pescatori che utilizzano motori a benzina;
6. sollecita la creazione di un fondo di garanzia, compartecipato a livello comunitario, il quale assicuri la stabilità dei prezzi dei carburanti, nonché la concessione di un'indennità compensativa transitoria alle imprese di pesca interessate;
7. ritiene opportuna un'azione coordinata a livello degli Stati membri al fine di stabilire, per ogni Stato membro, un prezzo massimo per i carburanti (benzina e gasolio) o uno sconto supplementare per i carburanti utilizzati nella pesca;
8. insiste sulla necessità di sfruttare tutte le possibilità e i margini finanziari del bilancio comunitario per finanziare misure straordinarie di sostegno al settore affinché esso possa superare le difficoltà generate dall'aumento dei prezzi dei carburanti, in attesa dell'applicazione di altri tipi di misure;
9. sollecita la creazione di un sistema di assicurazione pubblica garantito a livello nazionale e comunitario per eventi imprevedibili nel settore della pesca;
10. chiede l'istituzione di un dialogo tripartito a livello europeo tra tutte le parti interessate (amministrazioni pubbliche, sindacati e pescatori) per affrontare i problemi strutturali del settore, i quali non si limitano alla crisi del prezzo del petrolio, accordando priorità alle condizioni di lavoro dei pescatori;
11. sottolinea la necessità di far sì che i costi di produzione diventino una delle variabili da considerare nella formazione dei prezzi di orientamento;
12. sollecita l'introduzione di meccanismi intesi a migliorare i prezzi di prima vendita e a promuovere una distribuzione equa e adeguata del valore aggiunto nella catena di valore del settore;
13. ribadisce l'importanza di ponderare l'adozione di altre forme di intervento, analoghe ai prezzi di garanzia o ai tassi massimi di profitto, quale mezzo per assicurare una migliore distribuzione del valore aggiunto, riducendo i margini di intermediazione, rivalutando i prezzi pagati alla produzione e contenendo i prezzi pagati al consumo finale;
14. insiste sulla necessità che il FEP conceda aiuti per il rinnovo e l'ammodernamento delle flotte di pesca, rafforzando la sostenibilità del settore – in particolare al fine di migliorare la selettività degli attrezzi da pesca e sostituire i motori per ragioni di sicurezza, protezione dell'ambiente e/o risparmio di carburante – soprattutto a favore della piccola pesca costiera e artigianale, nonché al fine di sostituire le imbarcazioni di oltre vent'anni che non operano più in condizioni di sicurezza;
15. riafferma la necessità di riconoscere la specificità della piccola pesca costiera e della pesca artigianale nel quadro della PCP nonché di analizzare in quale misura gli attuali strumenti siano adatti a rispondere alle esigenze del settore, eventualmente adeguandoli di conseguenza;
16. insiste sulla sua proposta di lanciare un programma comunitario di sostegno alla piccola pesca costiera e alla pesca artigianale, destinato a coordinare azioni e a incanalare finanziamenti di altri strumenti esistenti per fornire una risposta ai problemi specifici di questo segmento del settore;
17. esorta la Commissione a studiare meccanismi – come gli aiuti al consumo – atti a promuovere la commercializzazione dei prodotti trasformati della pesca con maggiore valore aggiunto, segnatamente le conserve, in analogia a determinati prodotti agricoli;
18. sottolinea la necessità che i Fondi strutturali contribuiscano all'ammodernamento e alla creazione di infrastrutture di commercializzazione per il settore della pesca;
19. ribadisce che è fondamentale raggiungere un equilibrio tra la situazione socioeconomica e la sostenibilità ambientale, sottolineando d'altro canto la necessità di applicare un meccanismo per sovvenzionare o compensare i pescatori colpiti dalle ripercussioni economiche e sociali dei piani di recupero di popolazioni ittiche o di altre misure volte a rafforzare la protezione degli ecosistemi, in particolare nelle regioni più svantaggiate;
20. ritiene indispensabile che ai prodotti della pesca importati e commercializzati nel mercato interno siano applicate le stesse norme e gli stessi requisiti che sono applicati ai prodotti della pesca dell'UE, ad esempio per quanto riguarda l'etichettatura, le norme fitosanitarie, il divieto d'immissione nel mercato comunitario di prodotti della pesca di taglia inferiore alle taglie minime autorizzate per la produzione comunitaria e il divieto di importare prodotti della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata;
21. giudica opportuno che ogni Stato membro adotti misure tributarie intese a contribuire alla lotta contro la speculazione sui prezzi dei carburanti;
22. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.