Procedura : 2011/2546(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0003/2012

Testi presentati :

B7-0003/2012

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Votazioni :

PV 18/01/2012 - 16.2
CRE 18/01/2012 - 16.2
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P7_TA(2012)0002

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0003/2012
16.1.2012
PE479.440v01-00
 
B7-0003/2012

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sul Consiglio europeo dell'8 e 9 dicembre 2011 (2011/2546(RSP))


Manfred Weber, Corien Wortmann-Kool, Elmar Brok, Carlo Casini a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sul Consiglio europeo dell'8 e 9 dicembre 2011 (2011/2546(RSP))  
B7‑0003/2012

Il Parlamento europeo,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 9 e 10 dicembre 2011,

 

–  vista la dichiarazione dei capi di Stato o di governo della zona euro del 9 dicembre 2011,

 

–  visti il pacchetto di misure noto come "six-pack" e le due proposte della Commissione sull'ulteriore rafforzamento della disciplina di bilancio(1),

 

–  visto lo stato di avanzamento dei negoziati sul progetto di accordo internazionale per un'unione economica rafforzata,

 

–  visto il testo presentato a nome del Parlamento dai suoi rappresentanti in seno al gruppo di lavoro ad hoc,

 

–  visto l'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento,

 

 

1. esprime perplessità circa la necessità di un siffatto accordo intergovernativo, i cui principali obiettivi possono essere raggiunti in modo migliore e più efficace attraverso il diritto dell'Unione, oltre che fornendo una risposta rapida, ferma e sostenibile all'attuale crisi finanziaria ed economica e alla crisi sociale in molti Stati membri dell'Unione europea; resta tuttavia disponibile a lavorare per una soluzione costruttiva;

 

2. ribadisce il proprio sostegno al testo presentato al gruppo di lavoro ad hoc dai deputati nominati dalla Conferenza dei presidenti in rappresentanza del Parlamento; si rammarica del fatto che sinora il progetto di accordo del 10 gennaio 2012 non rifletta quanto suggerito dal Parlamento europeo e prende atto del sostegno espresso da molti Stati membri ad alcune delle proposte che esso ha formulato nella riunione del 12 gennaio 2012; intende valutare la sua posizione dopo aver ricevuto il progetto definitivo, previsto per il 18 gennaio 2012;

 

3. è profondamente convinto del fatto che solo attraverso il metodo comunitario l'unione monetaria potrà divenire una vera unione economica e fiscale; ricorda che l'UE è un progetto politico, basato su valori comuni, su istituzioni comuni forti e sul rispetto di regole comuni;

 

4. insiste anche, in particolare, sugli aspetti seguenti:

 

–    il nuovo accordo dovrà riconoscere esplicitamente, senza ambiguità, il primato del diritto dell'UE sulle disposizioni dell'accordo stesso;

–    tutte le misure di attuazione dell'accordo dovranno essere adottate in conformità delle procedure pertinenti previste dai trattati UE;

–    l'accordo deve essere conforme al diritto dell'Unione, in particolare per quanto riguarda i parametri del patto di stabilità e crescita, e qualora le parti contraenti intendano darsi obiettivi che si discostano dal diritto dell'UE, ciò dovrà avvenire secondo le procedure giuridiche applicabili dell'UE e non dovrà portare all'adozione di due pesi e due misure;

–    deve essere rispettata la responsabilità democratica rafforzando la partecipazione parlamentare a tutti gli aspetti del coordinamento e della governance europei in ambito economico;

–    la cooperazione tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo deve iscriversi nella cornice dei trattati UE, in conformità dell'articolo 9 del protocollo (n. 1) al trattato;

–    il nuovo accordo deve sancire, in forma giuridicamente vincolante, l'impegno delle parti contraenti a compiere tutti i passi necessari per garantire che, entro cinque anni, il contenuto dell'accordo verrà integrato nel trattato;

 

5. ribadisce i suoi appelli per un'Unione improntata alla stabilità e alla crescita sostenibile; ritiene che la sola disciplina di bilancio, sebbene sia alla base di una crescita sostenibile, non determinerà di per sé una ripresa e che l'accordo debba inviare chiaramente il segnale che i leader dell'Europa sono pronti a intraprendere azioni altrettanto vigorose su entrambi i fronti; insiste quindi sul fatto che l'accordo deve prevedere un impegno delle parti a favore di misure atte a promuovere una maggiore convergenza e competitività, come pure proposte relative a un fondo di ammortamento, obbligazioni collegate a progetti ("project bonds"), un'imposta sulle transazioni finanziarie disciplinata dal diritto dell'Unione e una tabella di marcia per le obbligazioni di stabilità, garantendo nel contempo la disciplina di bilancio;

 

6. sottolinea che anche altri accordi multilaterali riguardanti la crisi finanziaria, come ad esempio il meccanismo europeo di stabilità, hanno un'incidenza sugli stessi aspetti istituzionali, giuridici e politici e richiede pertanto che il Parlamento partecipi con le stesse modalità a tali negoziati;

 

7. si riserva il diritto di avvalersi di tutti gli strumenti politici e giuridici a sua disposizione per difendere il diritto dell'Unione e il ruolo delle sue istituzioni, particolarmente nel caso in cui l'accordo definitivo preveda elementi incompatibili con il diritto dell'Unione;

 

8. ricorda alla Commissione che ha il dovere di esercitare pienamente il suo ruolo istituzionale di custode dei trattati;

 

9. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai capi di Stato e di governo, al Presidente del Consiglio, al Presidente dell'Eurogruppo, alla Commissione e alla Banca centrale europea.

 

(1)

Regolamento sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri, COM(2011)0819 definitivo, e regolamento sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio, COM(2011)0821 definitivo.

Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2012Avviso legale