Procedura : 2012/2543(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0074/2012

Testi presentati :

B7-0074/2012

Discussioni :

OJ 15/02/2012 - 126

Votazioni :

PV 16/02/2012 - 8.9

Testi approvati :

P7_TA(2012)0057

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0068/2012
13.2.2012
PE483.133v01-00
 
B7-0074/2012

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Siria (2012/2543(RSP))


Marietje Schaake, Louis Michel, Ramon Tremosa i Balcells, Edward McMillan-Scott, Marielle De Sarnez, Graham Watson, Kristiina Ojuland, Izaskun Bilbao Barandica, Sonia Alfano, Antonyia Parvanova a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Siria (2012/2543(RSP))  
B7‑0074/2012

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Siria, nella fattispecie quelle del 15 dicembre 2011 sulla situazione in Siria, del 27 ottobre 2011 sulla situazione in Egitto e in Siria, in particolare per quanto riguarda le comunità cristiane, del 15 settembre 2011 sulla situazione in Siria, del 15 settembre 2011 sul caso di Rafah Nached e del 7 luglio 2011 sulla situazione in Siria, Yemen e Bahrein nel contesto della situazione nel mondo arabo e in Nord Africa,

–   viste le conclusioni sulla Siria dei Consigli "Affari esteri" del 2011 e del 23 gennaio 2012 nonché le conclusioni del Consiglio europeo del 23 ottobre e del 9 dicembre 2011,

–   visto il regolamento (UE) n. 36/2012 del Consiglio, del 18 gennaio 2012, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria e che abroga il regolamento (UE) n. 442/2011,

–   viste le dichiarazioni sulla Siria rilasciate dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) nel 2011 e il 23 gennaio 2012 nonché il 5 e 10 febbraio 2012,

–   visti le dichiarazioni rilasciate dalla Lega araba sulla situazione in Siria nel 2011, il 22, 28 e 31 gennaio 2012 nonché il 5 e il 12 febbraio 2012, il piano d'azione della stessa Lega Araba del 2 novembre 2011 e le sanzioni da quest'ultima inflitte alla Siria il 27 novembre 2011,

–   vista la relazione degli osservatori inviati in Siria dalla Lega Araba (24 dicembre 2011),

–   viste la dichiarazione rilasciata il 6 febbraio 2012 da Abdullah Gül, presidente della Repubblica di Turchia, e le dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoğlu il 6, 10 e 11 febbraio 2012,

–   vista la proposta di risoluzione delle Nazioni Unite sulla Siria votata il 4 febbraio 2012,

–   vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–   visti il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, la Convenzione sui diritti del fanciullo e il protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati nonché la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, di cui la Siria è parte contraente,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che, secondo quanto affermato dalle Nazioni Unite e da numerose organizzazioni per i diritti umani, da marzo 2011 almeno 7 000 siriani, di cui oltre 400 bambini, sarebbero stati uccisi e molti di più sarebbero stati feriti, oltre 60 000 sarebbero detenuti a tempo indeterminato e decine di migliaia avrebbero cercato rifugio nei paesi vicini o sarebbero stati sfollati a seguito della brutale repressione attuata dal regime di Bashar al-Assad nei confronti della popolazione civile; considerando che gli attacchi del governo nei confronti della popolazione civile potrebbero configurare "crimini contro l'umanità",

B.  considerando che, a dispetto della condanna del regime siriano ormai ampiamente sostenuta a livello internazionale nonché delle più severe sanzioni economiche e mirate inflitte al regime stesso e ai responsabili delle violenze nei confronti dei civili, le autorità siriane, al pari dei militari e delle forze dell'ordine del paese, continuano a perpetrare in maniera sistematica e addirittura intensificata violente azioni repressive e gravi violazioni dei diritti umani a danno di civili non violenti; considerando che migliaia di siriani sono vittima di una crisi umanitaria determinata non solo dal blocco, operato dal regime, dell'accesso ai trattamenti sanitari, agli antibiotici necessari per curare i feriti, ai generi alimentari e all'energia, ma anche dalle violenze e dagli sfollamenti;

C. considerando che, a seguito del veto imposto da Russia e Cina sulla proposta di risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU, i bombardamenti e i colpi di artiglieria pesante nonché di arma da fuoco rivolti in maniera indiscriminata verso alcune aree densamente abitate della città di Homs e la sua popolazione civile sono notevolmente aumentati, soprattutto nel quartiere di Bab Amr, e che dal 4 febbraio 2012 hanno portato alla morte di almeno 400 persone, tra cui anche donne e numerosi bambini; che i bombardamenti, i lanci di granate e i rastrellamenti casa per casa da parte di militari e forze dell'ordine siriani sono aumentati anche nelle città di Bosr Harir, Dar’aa, Douma, Hama, Madaya e Zabadani; che le immagini dal satellite hanno documentato gli attacchi perpetrati in maniera sistematica e mirata dal regime di al-Assad nei confronti della popolazione civile di Homs; considerando inoltre che alcuni esponenti dell'opposizione siriana hanno denunciato i segnali di un potenziale utilizzo di armi chimiche contro i civili da parte dello stesso regime di al-Assad;

D. considerando che il 19 dicembre 2011 il governo siriano ha firmato un protocollo volto a consentire l'accesso a una missione di osservazione organizzata sotto gli auspici della Lega Araba e volta a verificare il rispetto, da parte del regime siriano, del piano di pace della stessa Lega Araba, da quest'ultimo precedentemente sottoscritto, che prevedeva altresì l'immediata cessazione delle violenze nei confronti dei civili, il ritiro dell'esercito, il rilascio dei detenuti e l'accesso per i media; che la missione di osservazione è stata duramente criticata dalla popolazione siriana e che l'efficacia e la credibilità della stessa sono state messe in dubbio a causa della costante presenza di funzionari del governo accanto agli osservatori; considerando inoltre che le Nazioni Unite hanno offerto assistenza tecnica per la missione;

E.  considerando che, una volta scaduto il mandato di un mese, la Lega Araba aveva deciso di prolungare la durata della missione ma è stata costretta a tornare sui propri passi e a richiamare gli osservatori il 28 gennaio 2012 a causa della decisione del Consiglio di cooperazione del Golfo di ritirare le proprie forze, oltre che dell'escalation di violenza;

F.  considerando che il 23 dicembre 2011 e il 6 gennaio 2012 Damasco è stata teatro di attacchi dinamitardi che hanno provocato numerosi morti e feriti; considerando inoltre che in un altro attacco avvenuto l'11 gennaio 2012 un giornalista francese e diversi civili siriani hanno perso la vita mentre molti altri, tra cui un giornalista francese, sono rimasti feriti;

G. considerando che è giunta notizia dell'arrivo in Siria, il 12 gennaio 2012, di una nave russa, forse trasportante armi e/o munizioni destinate al governo siriano, precedentemente sottoposta a un controllo in acque cipriote al largo di Limisso; che, stando alle informazioni diffuse, le autorità doganali cipriote avrebbero impedito alla nave, la cui destinazione era la città portuale siriana di Laodicea, di proseguire il viaggio a causa del carico sospetto; che ai funzionari doganali ciprioti era stata preclusa l'ispezione di quattro container trasportati dalla nave e che pertanto il carico era stato definito "pericoloso" (armi e munizioni per l'appunto); che il ministero degli Esteri cipriota ha confermato la concessione alla nave dell'autorizzazione a proseguire il viaggio a seguito delle "assicurazioni" fornite dall'equipaggio e dall'armatore russo circa la destinazione, che non sarebbe stata la Siria; considerando altresì che la nave era probabilmente salpata da San Pietroburgo all'inizio del mese di dicembre 2011;

H. considerando che le autorità siriane continuano a negare l'accesso ai giornalisti e agli osservatori internazionali; che le notizie fornite da profughi siriani e attivisti dei diritti umani, unite alle immagini caricate da telefoni cellulari grazie a connessioni satellitari indipendenti, continuano a essere la principale fonte di informazione e documentazione sulle sistematiche violazioni dei diritti umani ampiamente perpetrate dall'esercito e dalle forze dell'ordine della Siria nei confronti dei civili nonché sulla situazione in Siria in generale;

I.   considerando che il 22 gennaio la Lega araba ha adottato una risoluzione con cui ha invitato Bashar al-Assad a cedere il potere al vicepresidente nonché a porre immediatamente fine a qualunque violazione dei diritti umani; che la Lega araba ha chiesto il sostegno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in vista del raggiungimento della soluzione politica proposta; che il 27 gennaio 2012 il Marocco ha presentato un progetto di risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che prevede, tra l'altro, il pieno sostegno al piano della Lega araba per un processo politico inclusivo e pacifico guidato dalla Siria; che il 4 febbraio 2012 il progetto di risoluzione ha ottenuto il sostegno di un'ampia coalizione internazionale formata da 13 membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU; considerando altresì che la Federazione russa e la Repubblica popolare cinese, in qualità di membri permanenti del Consiglio di sicurezza, hanno opposto il loro veto al progetto di risoluzione;

J.   considerando che, nell'intento di incrementare la pressione diplomatica sul regime siriano e preoccupati per l'incolumità del personale diplomatico, gli Stati Uniti hanno richiamato l'ambasciatore in Siria sospendendo altresì le attività dell'ambasciata statunitense a Damasco; che sarà la Polonia a rappresentare gli interessi degli Stati Uniti in Siria; che il Consiglio di cooperazione del Golfo ha richiamato i propri ambasciatori in Siria e ha deciso di espellere gli ambasciatori siriani dalle capitali dei paesi membri; che la Repubblica tunisina ha espulso l'ambasciatore siriano a Tunisi il 4 febbraio 2012; che anche Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Germania e Belgio hanno richiamato i propri ambasciatori; considerando inoltre che la delegazione dell'UE a Damasco è tuttora pienamente operativa;

K. considerando che nelle conclusioni del Consiglio "Affari esteri" del 23 gennaio 2012 si incoraggia l'opposizione siriana a impegnarsi al massimo per rafforzare il coordinamento delle azioni future in vista di una transizione ordinata verso una Siria democratica, stabile e inclusiva, che garantisca altresì i diritti delle minoranze;

L.  considerando che il 18 febbraio 2012 sono entrate in vigore nuove misure restrittive dell'UE contro il regime siriano, compreso il divieto di esportazione di apparecchiature destinate a essere usate dal governo siriano per il controllo delle telecomunicazioni, il divieto di partecipazione ad alcuni progetti di infrastrutture e di investimenti in detti progetti e ulteriori restrizioni sui trasferimenti di fondi e la fornitura di servizi finanziari;

M. considerando che il 23 gennaio 2012 l'elenco delle persone, entità e organismi soggetti alle misure di restrizione dell'UE è stato esteso ad altre 22 persone responsabili di violazioni dei diritti umani e otto entità che sostengono finanziariamente il regime;

N. considerando che il 10 febbraio 2012 la Turchia ha annunciato che intende avviare un gruppo di sostenitori internazionali di una Siria democratica e ha chiesto un accesso umanitario urgente alle città siriane attaccate;

O. considerando che il 10 febbraio 2012 due autobombe sono esplose davanti a due basi delle forze di sicurezza ad Aleppo, città della Siria settentrionale, e che nell'attacco 28 persone sarebbero morte e numerose altre sarebbero rimaste ferite; che in varie segnalazioni discordanti è rivendicata la responsabilità degli attacchi;

P.  considerando che l'11 febbraio 2012 Issa al-Khouli, medico e brigadier generale dell'esercito siriano, nonché direttore dell'ospedale militare di Damasco, è stato ucciso mentre usciva dalla sua abitazione a Damasco;

Q. considerando che il 12 febbraio 2012 la Lega araba ha chiesto alle Nazioni Unite di inviare una missione di pace congiunta in Siria al fine di vigilare sull'applicazione del cessate il fuoco e ha invitato tutti i paesi arabi a rompere le relazioni diplomatiche con il governo siriano;

R.  considerando che, negli ultimi mesi, i deputati del Parlamento europeo hanno proseguito il dialogo e gli scambi di opinioni con diversi rappresentanti dell'opposizione siriana in esilio e nel paese; che la Lega araba ha ribadito il suo impegno a favore di una soluzione politica della crisi in Siria;

S.  considerando che Abdel Elah al-Khatib, ex inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, era considerato il rappresentante della Lega araba per il conflitto siriano;

T.  considerando che il ministro degli esteri tunisino, Rafik Ben Adessalam, ha proposto di ospitare, il 24 febbraio 2012, la prima riunione di un gruppo internazionale di "amici della Siria" che dovrà essere istituito;

U. considerando che la crisi in Siria costituisce una minaccia per la stabilità e la sicurezza di tutta la regione mediorientale;

1.  ribadisce la sua più ferma condanna per la brutale repressione esercitata dal regime siriano nei confronti della popolazione civile, in particolare nella città di Homs, assediata e isolata dal regime, e nel quartiere di Bab Amr, e chiede che cessino immediatamente gli attacchi sistematici contro la popolazione civile, l'uccisione intenzionale di bambini, la distruzione e il bombardamento indiscriminati di aree densamente popolate, la tortura di prigionieri fino a causarne la morte, la violenta repressione nei confronti di manifestanti pacifici e le vessazioni a danno delle loro famiglie;

2.  chiede l'immediato ritiro dell'esercito e delle forze di sicurezza dalle strade ed esorta a liberare tutti i manifestanti, prigionieri politici, difensori dei diritti umani, blogger e giornalisti detenuti; chiede l'immediato accesso dell'assistenza umanitaria internazionale alle città maggiormente colpite, sollecita un accesso immediato per i mezzi d'informazione internazionali ed esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime; ribadisce la propria solidarietà al popolo siriano nella sua lotta non-violenta per la libertà, la dignità e la democrazia e plaude al suo coraggio e alla sua determinazione, riferendosi in particolare alle donne, che svolgono un ruolo cruciale in questa lotta;

3.  rinnova il proprio invito al presidente Bashar al-Assad e al suo regime a lasciare immediatamente il potere per consentire una transizione democratica in Siria;

4.  sostiene pienamente gli sforzi messi in atto dalla Lega araba per porre fine alle violenze e promuovere, nel quadro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, una soluzione politica alla violenza esercitata dal regime nei confronti della popolazione civile in Siria; condanna duramente il veto posto dalla Cina e dalla Russia alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, valuta positivamente e sostiene con decisione gli sforzi internazionali volti a istituire un gruppo di "amici della Siria" al fine di individuare una soluzione rapida alle violenze in atto contro la popolazione civile siriana;

5.  invita la Russia e la Cina a farsi carico delle proprie responsabilità onde garantire che in Siria siano rispettate le norme internazionali in materia di diritti umani; continua a sostenere gli sforzi messi in atto dall'Unione europea e dagli Stati membri in questo ambito; incoraggia il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a deferire i crimini commessi dal regime siriano contro la propria popolazione al Tribunale penale internazionale;

6.  invita Catherine Ashton, vicepresidente/alto rappresentante, a condannare con fermezza l'opposizione della Cina e della Russia alla risoluzione proposta dalle Nazioni Unite; esorta il vicepresidente/alto rappresentante ad avviare immediate consultazioni ai massimi livelli con i leader russi e cinesi per incoraggiarli ad appoggiare pienamente le norme internazionali in materia di diritti umani e le future iniziative delle Nazioni Unite relative alla crisi in atto in Siria;

7.  chiede all'Unione europea di ridurre al minimo le relazioni diplomatiche con il governo di al-Assad; esorta il vicepresidente/alto rappresentante a rafforzare la capacità umanitaria della delegazione UE a Damasco, nonché delle delegazioni UE nei paesi limitrofi; invita il vicepresidente/alto rappresentante ad assumere un ruolo guida per concertare gli sforzi volti ad assicurare al popolo siriano l'accesso immediato alle tecnologie (mobili) dell'informazione e della comunicazione;

8.  invita gli Stati membri dell'UE a espellere i diplomatici siriani presenti nell'Unione europea o ad adottare altre misure adeguate al riguardo in caso di molestie o minacce contro persone nell'Unione; si compiace, al riguardo, della decisione del governo tedesco di espellere quattro diplomatici siriani;

9.  invita il vicepresidente/alto rappresentante a intensificare immediatamente gli sforzi di cooperazione con la Turchia, la Lega araba e gli Stati Uniti per trovare una soluzione alla crisi in atto in Siria;

10. invita il vicepresidente/alto rappresentante a farsi carico della responsabilità di istituire un gruppo di contatto di paesi "amici del popolo siriano" per un cambiamento democratico in Siria, tra cui la Turchia e alcuni membri della Lega araba; esorta il vicepresidente/alto rappresentante a sostenere in ogni modo possibile la prima riunione di questo gruppo di contatto, che si terrà in Tunisia il 24 febbraio 2012;

11. invita il vicepresidente/alto rappresentante a elaborare immediatamente un piano operativo per l'intervento umanitario in Siria, creando zone sicure lungo il confine tra la Turchia e la Siria e tra la Giordania e la Siria, accessibili attraverso corridoi umanitari; sottolinea la necessità di cooperare pienamente con la Lega araba, la Turchia, gli Stati Uniti e l'Unione europea;

12. invita il vicepresidente/alto rappresentante a identificare, insieme alla Lega araba, alla Turchia e all'Unione europea, le organizzazioni siriane che sono rappresentative della popolazione del paese, e a fornire loro un sostegno materiale e tecnico, qualora lo richiedano; sottolinea che queste organizzazioni devono dimostrare di adoperarsi per la protezione dei diritti umani e della libertà religiosa, impegnarsi a favore di una Siria inclusiva e democratica, respingere il terrorismo ed evitare di destabilizzare i paesi limitrofi;

13. invita il vicepresidente/alto rappresentante a favorire quanto prima un accordo tra gli Stati membri dell'UE sull'adozione di ulteriori sanzioni contro i responsabili delle violazioni dei diritti umani in atto in Siria, inclusi i funzionari pubblici e le imprese statali; invita il vicepresidente/alto rappresentante ad avviare o favorire un dialogo diretto con l'élite imprenditoriale siriana che attualmente finanzia il regime di Bashar al-Assad, al fine di indurla a smettere di sostenere il governo siriano, dal momento che l'Unione europea rappresenta il principale mercato per le imprese siriane; sottolinea che l'Unione europea dovrebbe agire più rapidamente per trovare una soluzione alla crisi in atto in Siria;

14. plaude alla decisione della Commissione europea del 3 febbraio 2012 di fornire assistenza umanitaria (3 milioni di EUR) per alleviare la sofferenza della popolazione in Siria e nei paesi limitrofi;

15. invita la Commissione europea, e in particolare il commissario per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alla crisi, a proseguire i contatti e il coordinamento delle azioni umanitarie con i partner interessati e gli attori internazionali in ambito umanitario; incoraggia la Commissione a continuare a monitorare la situazione umanitaria in Siria e nei paesi limitrofi nonché la fornitura degli aiuti umanitari;

16. invita il vicepresidente/alto rappresentante ad avviare quanto prima indagini approfondite sulle notizia secondo cui una nave russa con a bordo armi e munizioni destinate al governo siriano avrebbe raggiunto la Siria dopo essere stata ispezionata a Cipro; esorta il vicepresidente/alto rappresentante a garantire che tutte le misure restrittive adottate dall'Unione europea nei confronti della Siria siano pienamente attuate e rispettate, in particolare l'embargo delle armi e del petrolio, nonché il divieto di esportare tecnologie in Siria; invita inoltre il vicepresidente/alto rappresentante a informare il Parlamento europeo dei suoi sforzi e dei risultati;

17. invita il vicepresidente/alto rappresentante a includere tutte le azioni summenzionate nel piano d'azione della Lega araba del 2 novembre 2011 e a sottoporre nuovamente quest'ultimo all'esame del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

18. chiede indagini immediate, indipendenti e trasparenti sulle diffuse, sistematiche e gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali perpetrate dalle autorità come pure dalle forze militari e di sicurezza siriane, per far sì che tutti i responsabili di tali atti, che potrebbero costituire crimini contro l'umanità, siano tenuti a risponderne dinanzi alla comunità internazionale;

19. chiede una transizione pacifica ed effettiva verso la democrazia, che risponda alle legittime richieste della popolazione siriana e si basi su un processo inclusivo di dialogo politico nazionale che coinvolga tutte le forze democratiche e la società civile nel paese;

20. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/vicepresidente della Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento della Repubblica popolare di Cina, al governo e al parlamento della Federazione russa, al governo e al parlamento della Repubblica araba di Siria e al governo e al parlamento della Repubblica di Turchia.

 

Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2012Avviso legale