presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
sulla situazione in Kazakistan
Norica Nicolai, Leonidas Donskis, Marietje Schaake, Alexander Graf Lambsdorff, Graham Watson, Marielle de Sarnez
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Kazakistan
B7‑0141/2012
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sul Kazakistan, in particolare quella del 17 settembre 2009,
– vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2011 su una strategia dell'UE per l'Asia centrale,
– vista la strategia dell'UE per l’Asia centrale,
– visto l'accordo di partenariato e cooperazione tra le Comunità europee e il Kazakistan, entrato in vigore nel 1999,
– vista la dichiarazione rilasciata il 17 dicembre 2011 dal VP/AR, Catherine Ashton, sugli eventi nel distretto di Zhanaozen,
– vista la relazione preliminare della missione di osservazione elettorale dell’OSCE/ODIHR del 28 gennaio 2011,
– vista la dichiarazione rilasciata il 17 dicembre 2011 dal VP/AR, Catherine Ashton, sulle elezioni nel Kazakistan,
visto l'articolo 122 del suo regolamento,
A. considerando che l’UE e il Kazakistan stanno negoziando un nuovo, ambizioso accordo che dovrebbe sostituire quello di partenariato e di cooperazione (APC) scaduto, volto a rafforzare e ad approfondire le relazioni fra le due parti, e che ad aprile è previsto un nuovo round negoziale;
B. considerando che il 16 dicembre 2011, a Zhanaozen, città della provincia di Mangistau, oltre 3000 persone hanno manifestato a sostegno delle rivendicazioni dei lavoratori del petrolio, che dallo scorso maggio scioperano per un aumento dei salari e migliori condizioni;
C. considerando che la polizia antisommossa ha attaccato i manifestanti aprendo il fuoco sugli scioperanti disarmati e le loro famiglie e causando la morte di almeno 16 persone, secondo i rapporti ufficiali, ma di un numero ben superiore secondo fonti indipendenti, e che il numero dei feriti ammonterebbe a 500;
D. considerando che dopo gli scontri le autorità kazake hanno dichiarato lo stato di emergenza, vietando l'accesso di giornalisti e osservatori indipendenti a Zhanaozen; e che lo stato di emergenza è stato infine revocato il 31 gennaio;
E. considerando che l'8 agosto 2011 il tribunale della città di Aktau aveva giudicato Natalia Sokolova, legale dei lavoratori del settore petrolifero, colpevole di aver "incitato alla discordia sociale" e "partecipato attivamente ad assemblee non autorizzate", condannandola a 6 anni di reclusione per istigazione al conflitto sociale;
F. considerando che il presidente del Kazakistan ha chiesto un’indagine esaustiva degli eventi, ha istituito una commissione governativa guidata dal vice primo ministro e ha invitato esperti internazionali, tra cui esperti dell'ONU, a partecipare all'indagine; considerando che ufficiali di polizia sono sotto inchiesta per aver sparato senza motivo, sebbene fino ad ora nessuno di loro sia stato incriminato;
G. considerando che il 6 gennaio il presidente del Kazakistan ha firmato la legge in materia di sicurezza nazionale, che accresce l'autorità dei servizi di sicurezza e afferma che gli individui ritenuti colpevoli di nuocere all'immagine del paese sulla scena mondiale possono essere considerati "distruttivi" e soggetti a ripercussioni;
H. considerando che la diffamazione continua a essere ritenuta un reato e che la legge sull'introduzione di modifiche e aggiunte alla legislazione in materia di reti informative e di comunicazione, del 10 luglio 2009, equipara le risorse di internet (siti web, chat room, blog, forum di discussione) ai canali mediatici e dichiara i loro titolari colpevoli degli stessi reati;
I. considerando che nel settembre 2011 le autorità hanno approvato una legge sulla religione che obbliga tutti i gruppi religiosi ad effettuare una nuova registrazione e comprende disposizioni che possono vietare ai cittadini kazaki di praticare la loro fede liberamente;
J. considerando che l'OSCE ha definito le elezioni politiche del 16 gennaio 2012 non in linea con i suoi standard, caratterizzate da notevoli irregolarità di voto e dall'impiego di risorse pubbliche e slogan per aumentare la popolarità del partito al governo, e che non sono stati creati i presupposti necessari per lo svolgimento di elezioni autenticamente pluraliste, nonostante questa volta vi sia stata una buona gestione a livello tecnico;
K. considerando che il 23 gennaio i membri del Comitato di sicurezza nazionale (KNB) hanno fatto incursione negli uffici del partito di opposizione "Alga!" nella città di Almaty e hanno perquisito le abitazioni dei principali membri del partito, come pure gli uffici del quotidiano di opposizione "Vzglyad"; e che il leader di partito Vladimir Kozlov e il caporedattore Igor Vinyavski sono stati arrestati con l'accusa di istigazione al conflitto sociale e appello al rovesciamento violento e al sovvertimento dell'ordine costituzionale con la forza e violazione dell'unità della Repubblica del Kazakistan;
L. considerando che il 2 febbraio la polizia ha perquisito gli uffici del giornale dell'opposizione "Golos Republik" confiscando una stampante e altre apparecchiature informatiche e che a due riprese il KNB ha convocato il vice direttore Oksana Makushina;
M. considerando che i membri dei sindacati dei lavoratori e gli attivisti della società civile kazaki che hanno avuto colloqui e incontri con i funzionari dell'Unione europea, compresi i deputati del Parlamento europeo, al loro rientro nel paese sono stati perseguitati, minacciati e arrestati dalle autorità statali del Kazakistan;
N. considerando che gli attivisti arrestati sono stati minacciati di ritorsioni contro le loro famiglie da parte delle autorità in caso di mancata collaborazione, e che alcuni sono tenuti in isolamento, per esempio, Vladimir Kozlov, al quale vengono negate le visite della moglie, che può ricevere informazioni riguardo al deterioramento delle sue condizioni di salute soltanto attraverso il suo avvocato;
O. considerando che il 28 gennaio, ad Almaty, circa 1000 persone hanno partecipato a una protesta non autorizzata contro le repressioni e hanno chiesto alle autorità di porre fine alle persecuzioni politiche;
P. considerando che il Kazakistan ha assunto la presidenza dell’OSCE nel 2010 e si è impegnato ad attuare una serie di riforme democratiche e a rispettare i principi fondamentali di questa organizzazione;
1. condanna fermamente la violenta repressione nei confronti dei manifestanti da parte delle forze di polizia a Zhanaozen e invita ad avviare un'inchiesta internazionale indipendente, trasparente, imparziale e credibile sugli eventi;
2. sottolinea che l'avanzamento dei negoziati per il nuovo accordo deve dipendere dai progressi conseguiti nel realizzare le riforme politiche, soprattutto per quanto concerne il rispetto dei diritti umani, dello Stato di diritto e delle libertà democratiche;
3. prende atto della volontà espressa dal governo kazako di rispondere alle richieste legittime dei lavoratori del settore petrolifero e lo invita a dare concretamente seguito a tali affermazioni, ad avviare un dialogo sociale significativo nonché ad affrontare in modo adeguato le problematiche del lavoro;
4. deplora la continua repressione dei media e della libertà di espressione e chiede al governo kazako di allentare il controllo sui mezzi di comunicazione elettronici;
5. deplora le continue repressioni nei confronti dei partiti di opposizione e dei loro leader e chiede alle autorità di rispettare i principi dell'OSCE e gli impegni assunti in seno a tale organizzazione, garantendo la libertà di espressione e la libertà di riunione;
6. chiede l'immediato rilascio dell'avvocato Natalia Sokolova e di Akhzhanat Aminov, di Vladimir Kozlov, leader del partito di opposizione "Alga!", di Igor Vinyavskiy, redattore del quotidiano "Vzglyad", degli attivisti sociali Serik Sapargaly, Ruslan Simbinov e Aizhangul Amirova;
7. sollecita garanzie da parte delle autorità kazake per quanto riguarda la sicurezza delle famiglie degli attivisti arrestati;
8. esorta le autorità kazake a concedere agli osservatori internazionali dei diritti umani e alle organizzazioni locali della società civile un accesso illimitato al Kazakistan occidentale, nonché ad avviare un monitoraggio indipendente in loco;
9. invita il governo del Kazakistan a rimediare completamente a tutte le carenze e debolezze evidenziate dalla missione di osservazione dell'OSCE/ODIHR nella sua relazione preliminare sulle elezioni del 16 gennaio;
10. plaude al rilascio di Evgeny Zhovtis, direttore dell'Ufficio internazionale per i diritti umani e lo Stato di diritto del Kazakistan, e del giornalista di "Vremya" Tokhniyaz, e chiede la liberazione di tutti i prigionieri politici;
11. invita il Servizio europeo per l'azione esterna a dare voce a tali preoccupazioni nell'ambito dei negoziati in corso per un accordo rafforzato e a trovare il modo di monitorare la situazione attraverso gruppi internazionali della società civile e per la difesa dei diritti umani, e a riferire regolarmente al Parlamento europeo;
12. è del parere che la conclusione di un accordo di cooperazione rafforzata debba essere legata alla liberazione dei prigionieri politici detenuti in seguito agli eventi di Zhanaozen e all'avvio di un dialogo di riconciliazione volto ad affrontare le preoccupazioni in merito a tale questione;
13. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al VP/AR, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento della Repubblica del Kazakistan nonché all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.