presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
Charles Tannock, Ryszard Antoni Legutko, Tomasz Piotr Poręba, Ryszard Czarnecki, Adam Bielan, Valdemar Tomaševski, Paweł Robert Kowal
a nome del gruppo ECR
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Mali(2012/2603(RSP))
B7‑0209/2012
Il Parlamento europeo,
– vista la recente dichiarazione dell'alto rappresentante dell'Unione Catherine Ashton e dei suoi portavoce, nonché della Commissaria Kristalina Georgieva sulla situazione in Mali,
– viste le conclusioni del Consiglio del 22-23 marzo 2012 sulla regione del Sahel,
– vista la decisione della Commissione, in data 23 marzo 2012, di sospendere tutti gli aiuti bilaterali allo sviluppo destinati al Mali che transitano per via governative,
– vista la dichiarazione rilasciata il 12 aprile 2012 dall'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che, dal 17 gennaio 2012, le regioni settentrionali del Mali sono attraversate da una nuova ondata di violenti scontri dovuti al sollevamento di ribelli Tuareg e militanti islamici contro il governo centrale del paese;
B. considerando che, il 22 marzo 2012, forze ribelli guidate dal capitano Amadou Sanogo hanno compiuto un colpo di stato, preso il controllo della capitale nazionale Bamako e arrestato numerosi leader governativi;
C. considerando che, nei giorni successivi, la pressione e gli sforzi di mediazione internazionali, soprattutto da parte della comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS), hanno portato alla conclusione di un accordo quadro, il 6 aprile 2012, tra il Comité national pour le redressement et la démocratie (Comitato nazionale per il ripristino della democrazia, CNRDE) e l'ECOWAS, in base al quale il sig. Dioncounda Traoré è stato designato presidente ad interim e incaricato di organizzare elezioni nazionali in quaranta giorni;
D. considerando che il sig. Traoré ha solennemente promesso di preservare l'unità del Mali e, se necessario, di ricorrere alla forza militare per riprendere il controllo sulle regioni settentrionali del paese;
E. considerando che la regione del Sahel è colpita da una grave crisi alimentare; che il Mali è uno dei paesi che maggiormente soffrono di tale crisi, con 1,4 milioni di persone che attualmente necessitano di assistenza alimentare d'emergenza;
F. considerando che si ha notizia di gravi violazioni dei diritti umani nei confronti di abitanti del Mali, soprattutto nelle regioni settentrionali controllate dai ribelli;
G. considerando che le recenti violenze hanno causato centinaia di migliaia di profughi, sia all'interno del Mali settentrionale che oltre confine, nei paesi confinanti; che la crisi alimentare è esacerbata man mano che i profughi muovono verso aree colpite da penurie alimentari e che l'attività degli operatori alimentari è ostacolata dalla mancanza di sicurezza;
H. considerando che le forze ribelli Tuareg hanno condotto numerose ribellioni nel corso degli anni;
I. considerando che l'organizzazione al-Qaida nel Maghreb islamico (AQIM) e altre forze militanti islamiche, quali Ansar Dine, sono attive nella regione; che negli ultimi anni, diversi cittadini europei sono stati rapiti e tenuti in ostaggio;
J. considerando che nella regione proliferano il traffico di droghe, armi ed esseri umani;
1. condanna fermamente i tentativi di presa di potere con la forza nel Mali; chiede che siano ripristinati il governo civile costituzionale e la protezione dei civili; condanna inoltre la dichiarazione unilaterale di indipendenza, il 6 aprile 2012, della regione di Azawad, nel Mali settentrionale, che mette a repentaglio l'unità del paese e costituisce un grave rischio per la popolazione del Mali e per i paesi confinanti;
2. esprime il suo sostegno alla stabilità e all'integrità territoriale del Mali, e alla pace, la democrazia e la stabilità nella regione;
3. si congratula con il presidente ad interim Dioncounda Traoré per la sua designazione, e lo esorta a rispettare il periodo di quaranta giorni per l'organizzazione di elezioni democratiche e il ripristino dell'ordine costituzionale nel paese; invita il sig. Traoré a consentire che osservatori internazionali indipendenti osservino le elezioni;
4. esorta i ribelli separatisti del Movimento nazionale per la liberazione dell'Azawad (MNLA) a restituire immediatamente il controllo delle regioni di Kidal, Gao e Timbuktu alle autorità statali regolari del Mali, a norma della Costituzione del Mali e del diritto internazionale;
5. plaude agli sforzi di mediazione della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) ed esorta l'Unione europea a impegnarsi attivamente, a fianco dell'ECOWAS e delle Nazioni Unite, per ripristinare la pace, la sicurezza e la sovranità territoriale del Mali;
6. esorta l'Unione europea e i suoi Stati membri a imporre un embargo diplomatico nei confronti della regione di Azawad, comprese sanzioni economiche e il congelamento dei beni appartenenti ai suoi rappresentanti, quali il capitano Sanogo, nonché un divieto di viaggio nei confronti dei leader del golpe militare e dei loro sostenitori;
7. ricorda che la sola maniera legittima di esprimere il diritto all'autodeterminazione di un popolo è attraverso elezioni libere e democratiche; ritiene pertanto che la comunità internazionale debba assistere la popolazione del Mali affinché trovi una soluzione equilibrata all'attuale situazione di stallo politica dovuta al golpe militare;
8. condanna in modo inequivocabile tutti gli atti di terrorismo, i crimini di guerra e gli abusi dei diritti umani, tra i quali i rapimenti di cittadini europei, commessi dalle milizie dell'AQIM e di Ansar Dine, ed esprime il suo profondo cordoglio per la perdita di vite civili innocenti connessa;
9. esorta tutte le parti interessate a consentire alle agenzie umanitarie un accesso sicuro alle regioni settentrionali del Mali, al fine di evitare l'aggravarsi della crisi alimentare;
10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento del Mali, all'ECOWAS e ai suoi Stati membri.