presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
Geoffrey Van Orden, Charles Tannock, Ryszard Antoni Legutko, Tomasz Piotr Poręba, Ryszard Czarnecki, Adam Bielan, Paweł Robert Kowal
a nome del gruppo ECR
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Birmania(2012/2604(RSP))
B7‑0211/2012
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sul Myanmar, in particolare quelle più recenti del 20 maggio 2010 e del 22 novembre 2010,
– visti gli articoli da 18 a 21 della Dichiarazione universale dei diritti umani (UDHR) del 1948,
– visto l'articolo 25 del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) del 1966,
– vista la dichiarazione della Presidenza dell'Unione europea, del 23 febbraio 2010, in cui si auspica un dialogo globale tra le autorità e le forze democratiche in Birmania,
– vista la visita del premier britannico David Cameron in Birmania del 13 aprile 2012, la prima di un primo ministro britannico dopo la conquista dell'indipendenza del paese nel 1948,
– vista la risoluzione 66/230 dell'Assemblea generale della Nazioni Unite sulla situazione nel Myanmar del 24 dicembre 2011,
– vista la visita del Segretario di Stato degli Stati Uniti Hillary Clinton in Birmania del 1° dicembre 2011, la prima di un Segretario di Stato degli Stati Uniti dal 1955,
– viste le conclusioni del Consiglio sulla Birmania/Myanmar, adottate durante la 3142a riunione del Consiglio "Affari esteri" tenutosi a Bruxelles il 23 gennaio 2012,
– vista la visita del Commissario europeo per lo sviluppo Andris Piebalgs in Birmania dal 12 al 14 febbraio 2012,
– visto il risultato della prima riunione interparlamentare UE-Birmania/Myanmar svoltasi dal 26 febbraio al 2 marzo 2012,
– vista la dichiarazione sulla Birmania/Myanmar di Catherine Ashton, vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 2 aprile 2012 a Bruxelles,
– visti gli esiti del vertice ASEAN tenutosi dal 2 al 5 aprile 2012 e vista la sua dichiarazione in cui sostiene l'appello della Birmania affinché l'Unione europea revochi le sanzioni contro il paese,
– vista la dichiarazione degli Stati Uniti del 5 aprile 2012 sulla revoca delle sanzioni nei confronti della Birmania/Myanmar,
– vista la prossima riunione dei ministri degli Esteri ASEAN-UE, che si terrà nel Brunei dal 27 al 28 aprile, in cui sarà discussa la questione delle sanzioni,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che il 1° aprile 2012 si sono svolte le elezioni suppletive per 45 seggi nella camera bassa del parlamento (Pyithu Hluttaw), alle quali ha potuto partecipare a pieno titolo e senza impedimenti il partito della Lega nazionale per la democrazia (National League for Democracy Party (NLD)) di Aung San Suu Kyi; che tali elezioni suppletive, largamente ritenute libere e regolari dalla comunità internazionale, segnalano che la Birmania è sul cammino del cambiamento democratico;
B. considerando che, contrariamente alle elezioni generali del 2010, il governo della Birmania ha autorizzato osservatori e giornalisti stranieri a osservare le elezioni suppletive del 2012;
C. considerando che il partito NLD ha ottenuto 40 dei 45 seggi in gioco; che le recenti elezioni suppletive sono state le prime alle quali l'NLD ha partecipato da quando nel 1990 la giunta militare ha sospeso la democrazia; che inoltre questa è stata la prima volta in cui la stessa Aung San Suu Kyi si è candidata come parlamentare per il partito NLD;
D. considerando che, dopo le elezioni generali del 2010, boicottate dall'NLD, il partito USDP sostenuto dal regime continua a dominare il parlamento della Birmania, e che ben oltre un quarto dei seggi di entrambe le camere del parlamento è riservato a ufficiali militari designati;
E. considerando che Aung San Suu Kyi è stata trattenuta agli arresti domiciliari per gran parte degli ultimi 22 anni, che le è stato vietato di partecipare alla campagna elettorale e di candidarsi alle elezioni generali del 2010 e che è stata rilasciata soltanto una settimana dopo tali elezioni;
F. considerando che Aung San Suu Kyi è stata un simbolo di abnegazione nella lotta per la libertà e la democrazia di fronte alla tirannia, pressoché nell'intero arco della sua vita, e che ciò le è stato riconosciuto con il conferimento del premio Sakharov del Parlamento europeo e del premio Nobel per la pace;
G. considerando che nel dicembre 2011 il presidente birmano Thein Sein ha permesso lo svolgimento di manifestazioni di protesta pacifiche e ha consentito all'NLD di registrarsi nuovamente come partito politico, mettendolo così in condizione di partecipare alle elezioni suppletive dell'aprile 2012;
H. considerando che dall'agosto 2011 Aung San Suu Kyi ha incontrato in diverse occasioni il presidente Thein Sein, che essa reputa un riformatore che ha intrapreso passi coraggiosi lungo la strada verso la democrazia;
I. considerando che nel gennaio 2012 il governo della Birmania ha concluso un cessate il fuoco con i ribelli karen (Karen National Union (KNU)) e che nell'ultimo anno il governo ha tenuto colloqui di pace con altri gruppi di ribelli;
J. considerando che le recenti riforme in Birmania sono state accolte positivamente dalla comunità internazionale e che numerose figure di spicco hanno visitato il paese, tra cui recentemente il primo ministro britannico David Cameron;
1. plaude al coraggio e alla tenacia di Aung San Suu Kyi quale esempio di coraggio e abnegazione e di lotta per la libertà e la democrazia di fronte alla tirannia;
2. riconosce i passi compiuti l'anno scorso dal presidente Thein Sein e da altri riformatori del regime della Birmania per dare attuazione a riforme democratiche e li incoraggia a portare avanti con urgenza tale processo, allo scopo di renderlo irreversibile;
3. esprime soddisfazione per il modo in cui si sono svolte in Birmania le recenti elezioni suppletive, considerate libere da rappresentanti dell'ASEAN, dell'Unione europea e degli Stati Uniti nonché da giornalisti stranieri, e invita le autorità della Birmania a garantire che venga posto rimedio alle irregolarità individuate nel processo elettorale, in vista delle elezioni del 2015;
4. rileva che il primo ministro britannico David Cameron è stato il primo Capo di Stato europeo a visitare la Birmania dopo le elezioni suppletive di aprile e si compiace delle sue positive discussioni con il presidente Thein Sein e con la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi;
5. esorta il governo della Birmania a rilasciare gli altri prigionieri politici e a prendere tutte le misure necessarie per promuovere la riconciliazione nazionale, anche conducendo indagini sulle accuse di gravi violazioni dei diritti umani; spera, a tale proposito, che la commissione nazionale sui diritti umani, recentemente costituita, potrà operare come organo pienamente indipendente;
6. esorta il governo della Birmania a prendere in considerazione una modifica della costituzione del 2008, che ponga fine al ruolo svolto dai militari nella politica civile, segnatamente i seggi che occupano nelle due camere del parlamento;
7. esprime la speranza che le recenti elezioni suppletive costituiscano un passo concreto verso l'elezione di un parlamento totalmente democratico, che rappresenti la volontà della popolazione; esorta il governo della Birmania a non fare marcia indietro sulle positive riforme in via di attuazione nel paese;
8. esprime profonda preoccupazione per l'insurrezione in corso nello stato del Kachin; sottolinea l'urgente necessità di migliorare le condizioni di vita delle persone appartenenti alla minoranza Rohingya, molte delle quali continuano a rimanere nei campi profughi del vicino Bangladesh;
9. ribadisce che l'Unione europea, i suoi Stati membri, gli Stati Uniti e l'ASEAN hanno tutti un ruolo importante da svolgere contribuendo a instaurare un duraturo cambiamento democratico nella Birmania e promuovendo lo sviluppo economico; plaude, a questo proposito, al recente annuncio di un pacchetto di aiuti dell'Unione europea, dell'importo di 150 milioni di EUR, destinato alla Birmania per la sanità e l'istruzione; osserva che numerosi Stati membri dell'Unione europea, tra cui in particolare il Regno Unito e la Germania, sono importanti donatori bilaterali a favore della Birmania;
10. esorta il Consiglio a tenere particolarmente conto dei progressi che la Birmania sta compiendo quando nella sua riunione del 23 aprile sarà chiamato a riesaminare le sanzioni, e a sospenderle immediatamente, ad eccezione dell'embargo sulle armi;
11. esorta il Consiglio a dichiarare il suo impegno a reintrodurre le sanzioni contro la Birmania qualora vi fosse un'inversione rispetto agli attuali cambiamenti democratici o non fossero prese ulteriori misure con la dovuta rapidità;
12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla leader del partito NLD, Aung San Suu Kyil, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'inviato speciale dell'Unione europea per la Birmania, al Consiglio statale per la pace e lo sviluppo della Birmania, alle camere bassa e alta del parlamento della Birmania, ai governi degli Stati membri dell'ASEAN e dell'ASEM, alla commissione interparlamentare dell'ASEAN per la Birmania (ASEAN Inter-Parliamentary Myanmar Caucus), al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, nonché al relatore speciale delle Nazioni Unite per la situazione dei diritti umani in Myanmar, al Segretario generale del Commonwealth e al Segretario di Stato degli Stati Uniti.