Procedura : 2012/2660(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0293/2012

Testi presentati :

B7-0293/2012

Discussioni :

Votazioni :

PV 13/06/2012 - 9.3

Testi approvati :

P7_TA(2012)0247

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0277/2012
6.6.2012
PE489.323v01-00
 
B7-0293/2012

presentata a seguito di dichiarazioni della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento,


sulla situazione in Guinea Bissau (2012/2660(RSP))


João Ferreira, Inês Zuber, Patrick Le Hyaric, Jacky Henin, Marie-Christine Vergiat, Willy Meyer, Younous Omarjee a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Guinea Bissau (2012/2660(RSP))  
B7‑0293/2012

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando il colpo di Stato militare avvenuto in Guinea Bissau il 12 aprile 2012, diretto alla destituzione del Presidente della Repubblica provvisorio e del governo del partito africano dell'indipendenza della Guinea e Capo Verde (PAIGC);

B.  considerando che il colpo di Stato militare puntava anche a interrompere il processo elettorale in corso per l'elezione del Presidente della Repubblica di Guinea Bissau;

C. considerando la risoluzione 2048 (2102) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottata il 18 maggio 2012;

1.  condanna il colpo di Stato militare realizzato in Guinea Bissau lo scorso 12 aprile;

2.  ritiene che una soluzione alla situazione attuale in Guinea Bissau potrà essere individuata soltanto con il ripristino e il rispetto del quadro istituzionale del paese, garanzia affinché il popolo della Guinea Bissau decida il proprio destino libero da ogni ingerenza esterna;

3.  riconosce la legittimità degli organi di sovranità della Guinea Bissau, il cui esercizio è messo in causa dal colpo di Stato militare, e sollecita tutti i paesi e le organizzazioni internazionali a fare altrettanto;

4.  respinge decisioni e misure che, come segnalano i legittimi rappresentanti istituzionali della Guinea Bissau, puntano a riconoscere o imporre come "fatti compiuti" i programmi del colpo di Stato militare;

5.  insiste che devono essere garantite le condizioni per il ritorno in sicurezza nel paese per Raimundo Pereira, Presidente provvisorio, e Carlos Gomes Júnior, primo ministro, nonché per tutte le persone obbligate ad abbandonare la Guinea Bissau a causa del colpo di Stato;

6.  esige la liberazione immediata e senza condizioni di tutti i cittadini della Guinea Bissau detenuti come prigionieri politici a seguito del colpo di Stato;

7.  denuncia le misure repressive e punitive contro i titolari di organi di sovranità, dirigenti e militanti del PAIGC nonché cittadini della Guinea Bissau che hanno manifestato contro il colpo di Stato militare;

8.  ritiene il ripristino libero e democrático del processo elettorale per la presidenza della Repubblica, sospeso dal colpo di Stato, un importante elemento della sovranità popolare della Guinea Bissau;

9.  respinge ogni eventuale intervento esterno nell'attuale situazione che possa mettere in causa la sovranità popolare e l'integrità territoriale e l'indipendenza della Guinea Bissau;

10. esprime la propria solidarietà al popolo della Guinea Bissau e chiede che siano adottate misure volte a dare risposta alle sue esigenze urgenti – segnatamente generi alimentari, medicinali, materiale medico e chirurgico, acqua potabile e combustibili – nonché alle sue legittime aspirazioni e che le attività economiche del paese siano tutelate dalla speculazione;

11. esige un aiuto e una cooperazione autentici, mirati a superare i problemi, le difficoltà e le esigenze avvertite nel paese, nel rispetto del diritto del popolo della Guinea Bissau di decidere in modo libero e sovrano del proprio destino;

12. denuncia le politiche e le responsabilità dell'FMI, della Banca mondiale, dell'OMC e dell'EU nella situazione economica e sociale del paese; ritiene che l'intervento di dette istituzioni abbia indebolito ancora di più l'esile potenziale produttivo del paese, spingendolo in un ciclo di indebitamento e di canalizzazione della ricchezza prodotta per il pagamento e il servizio del debito, impoverendo il popolo e negando il suo diritto allo sviluppo;

13. denucia le pressioni esercitate per l'approvazione dei cosiddetti accordi di partenariato economico (APE) tra i paesi dell'Africa occidentale (compresa la Guinea Bissau) e l'EU e ritiene che detta approvazione garantisca all'UE il dominio sull'economia della Guinea Bissau, l'appropriazione delle sue ricchezze naturali, l'aumento dello sfruttamento dei lavoratori e il peggioramento ancora più spinto delle condizioni di vita della popolazione;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché all'ONU, all'Unione africana, alla CEDEAO e alla CPLP.

Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2012Avviso legale