Procedura : 2012/2660(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0294/2012

Testi presentati :

B7-0294/2012

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Votazioni :

PV 13/06/2012 - 9.3

Testi approvati :

P7_TA(2012)0247

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0277/2012
6.6.2012
PE489.324v01-00
 
B7-0294/2012

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla Guinea Bissau (2012/2660(RSP))


Rui Tavares, Raül Romeva i Rueda, Judith Sargentini a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Guinea Bissau (2012/2660(RSP))  
B7‑0294/2012

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. profondamente preoccupato per il colpo di Stato del 12 aprile che ha interrotto il processo elettorale presidenziale anticipato, in seguito alla morte del presidente;

B.  considerando che i candidati al primo turno delle elezioni presidenziali ne hanno contestato i risultati che hanno dato come vincente l'ex-primo ministro Carlos Gomes Junior del PAIGC (Partito Africano per l'Indipendenza della Guinea e del Capo Verde);

C. considerando che, in 13 anni, nessuno dei 6 presidenti eletti ha potuto portare a termine il proprio mandato;

D. considerando che la giunta militare ha deposto il presidente ad interim Raimundo Pereira e il primo ministro Carlos Gomes Junior e ha sciolto il parlamento;

E.  considerando che un patto di transizione, elaborato con la mediazione della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS), è stato firmato da tutte le parti ad eccezione del PAIGC e che questo accordo di transizione viola la Costituzione, dà legittimità al colpo di Stato e va contro la politica di "tolleranza zero" nei confronti dei colpi di Stato stabilita dall'ECOWAS;

F.  considerando che l'Unione europea, in seguito alla risoluzione 2048 delle Nazioni Unite, ha imposto sanzioni ai membri della giunta;

G. considerando la decisione dell'ECOWAS di inviare un contingente di 500 - 600 uomini per preparare la fine della missione in Angola;

H. considerando che decenni di instabilità politica hanno condotto la Guinea-Bissau a una profonda crisi che comporta la mancanza di accesso all'acqua potabile, alla salute e all'istruzione e che i dipendenti pubblici di molti ministeri non vengono pagati da mesi;

I.   considerando che la"Comunità dei paesi di lingua portoghese", presieduta dall'Angola, propone la creazione di una forza di mantenimento della pace sotto l'egida dell'ONU, in accordo con l'ECOWAS, l'Unione Africana e l'Unione europea;

J.   considerando che la missione dell'UE per la riforma del settore della sicurezza in Guinea-Bissau (EUSSR Guinea-Bissau) ha lasciato il paese nel settembre 2010, dopo aver considerato concluso il suo mandato;

K. considerando che la Guinea-Bissau è alle prese con il problema del traffico di droga e funge da importante snodo di transito tra l'America Latina e l'Europa e che il traffico di droga costituisce una seria minaccia alla stabilità politica del paese;

L.  considerando che i cartelli della droga, che hanno accesso ad armi, motoscafi e aerei, si sono procurati la collaborazione di alti funzionari delle forze armate e del governo in uno dei paesi più poveri del mondo, la cui esportazione principale è costituita dagli anacardi;

1.  condanna il colpo di Stato che ha interrotto il processo elettorale;

2.  sollecita le autorità a ripristinare completamente e garantire le libertà fondamentali, compresa la libertà di espressione e di stampa, la libertà di riunione e di associazione e la libertà di circolazione; chiede che sia posto un termine alle persecuzioni e alle vessazioni nei confronti di tutti i funzionari del governo deposti e di coloro che chiedono pacificamente il ripristino dello Stato di diritto;

3.  chiede il ripristino della non conformità costituzionale con le disposizioni della Costituzione e rifiuta di riconoscere qualsiasi istituzione transitoria non eletta;

4.  condanna il fatto che il Presidente in carica e il Primo Ministro siano stati costretti a lasciare il paese;

5.  chiede il rilascio incondizionato di tutti i prigionieri politici;

6.  invita tutti i partiti politici a rispettare il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, compresi il diritto alla vita e all'integrità fisica, la libertà di associazione e la libertà di riunione;

7.  chiede che i responsabili di violazioni dei diritti umani siano chiamati a rispondere delle loro azioni, possibilmente dinanzi alla Corte penale internazionale e che gli autori di violazioni dell'ordine costituzionale siano assicurati alla giustizia;

8.  esprime preoccupazione per la possibilità di una crisi umanitaria in Guinea Bissau e invita l'UE, l'ONU e l'UA, l'ECOWAS e la CPLP a coordinare gli sforzi per scongiurare questa eventualità, anche pianificando interventi comuni soprattutto nel settore sanitario, e sostenendo l'ospedale principale di Bissau che manca delle attrezzature necessarie per soddisfare le esigenze quotidiane e che non sarà in grado di rispondere ad una crisi sanitaria aggravata dall'imminente arrivo della stagione delle piogge;

9.  invita i partiti politici a raggiungere un consenso su un processo di riforma globale che interessi l'esercito, la polizia, il settore della sicurezza e il sistema giudiziario, come primo passo verso la stabilità politica;

10. invita la Commissione a riconfermare e rafforzare il mandato dell'EUSSR in Guinea-Bissau;

11. invita la Commissione e l'Ufficio delle Nazioni Unite di Sostegno alla pace ad adottare le misure necessarie per combattere il traffico di droga e la corruzione, che sono i principali fattori destabilizzanti del paese;

12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione europea, all'Alto rappresentante dell'UE, all'Unione africana e all'ECOWAS.

 

Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2012Avviso legale