Procedura : 2012/2865(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0161/2013

Testi presentati :

B7-0161/2013

Discussioni :

PV 22/05/2013 - 14
CRE 22/05/2013 - 14

Votazioni :

PV 23/05/2013 - 13.9

Testi approvati :

P7_TA(2013)0225

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 168kWORD 91k
9.4.2013
PE507.425v01-00
 
B7-0161/2013

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla relazione 2012 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina (2012/2865(RSP))


Doris Pack a nome della commissione per gli affari esteri

Risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione 2012 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina (2012/2865(RSP))  
B7‑0161/2013

Il Parlamento europeo,

–   visti le conclusioni del Consiglio europeo del 19 e 20 giugno 2003 sui Balcani occidentali e l'allegato dal titolo "Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: procedere verso l'integrazione europea",

–   visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, firmato il 16 giugno 2008 e ratificato da tutti gli Stati membri dell'UE e dalla Bosnia-Erzegovina,

–   vista la decisione 2008/211/CE del Consiglio, del 18 febbraio 2008, relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato europeo con la Bosnia-Erzegovina e che abroga la decisione 2006/55/CE(1),

–   viste la decisione 2011/426/PESC del Consiglio, del 18 luglio 2011(2), e le conclusioni del Consiglio sulla Bosnia-Erzegovina del 21 marzo 2011, del 10 ottobre 2011, del 5 dicembre 2011, del 25 giugno 2012 e dell'11 dicembre 2012,

–   viste la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio dal titolo "Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2012-2013" (COM(2012)0600) e la relazione 2012 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina, approvata il 10 ottobre 2012 (SWD(2012)0335 definitivo),

–   vista la dichiarazione congiunta della 14ª riunione interparlamentare tra il Parlamento europeo e l'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina, tenutasi a Sarajevo il 29 e 30 ottobre 2012,

–   viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare la risoluzione del 14 marzo 2012 sulla relazione 2011 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina(3) e la risoluzione del 22 novembre 2012 sull'allargamento: politiche, criteri e interessi strategici dell'UE(4),

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'UE ha ripetutamente ribadito il suo impegno a favore dell'adesione dei paesi dei Balcani occidentali, compresa la Bosnia-Erzegovina, all'Unione; che l'impegno dell'Unione europea a favore di uno Stato sovrano e unito in Bosnia-Erzegovina, avente una prospettiva di adesione all'UE, rimane forte e che tale prospettiva costituisce uno dei maggiori fattori di unificazione per i cittadini del paese;

B.  considerando che per accelerare i progressi del paese verso l'adesione all'Unione e conseguire risultati tangibili a vantaggio di tutti i cittadini sono necessari istituzioni funzionanti e chiari meccanismi di coordinamento a tutti i livelli nonché un impegno risoluto e coerente da parte dei leader politici del paese;

C. considerando che la riforma costituzionale rimane la riforma essenziale per trasformare la Bosnia-Erzegovina in una democrazia effettiva e pienamente funzionante; che è necessario conseguire progressi concreti in settori fondamentali della costruzione dello Stato, tra cui la governance, il sistema giudiziario e l'attuazione dello Stato di diritto, nonché nella lotta contro la corruzione e nell'allineamento alle norme dell'Unione;

D. considerando che è necessario creare con urgenza un efficace meccanismo di coordinamento, onde assicurare un migliore impegno con l'UE;

E.  considerando che la mancanza di prospettive di lavoro, soprattutto per i giovani, continua a minare seriamente lo sviluppo socioeconomico e politico del paese;

F.  considerando che la corruzione continua a ostacolare seriamente lo sviluppo socioeconomico e politico del paese;

G. considerando che la cooperazione regionale e le relazioni di buon vicinato sono elementi essenziali del processo di stabilizzazione e associazione e svolgono un ruolo decisivo nel processo di trasformazione dei Balcani occidentali in una zona di stabilità a lungo termine e di sviluppo sostenibile; che la cooperazione con altri paesi della regione in uno spirito di buon vicinato costituisce una premessa essenziale per una coesistenza pacifica e la riconciliazione in Bosnia-Erzegovina e nei Balcani occidentali;

H. considerando che l'Unione europea ha posto lo Stato di diritto al centro del suo processo di allargamento;

Osservazioni generali

1.  ribadisce con forza il suo sostegno all'integrazione europea della Bosnia-Erzegovina, a vantaggio di tutti i cittadini del paese;

2.  esprime preoccupazione per la persistente mancanza di una visione condivisa in relazione alla direzione generale del paese da parte delle élite politiche, a causa della quale la Bosnia-Erzegovina rischia di rimanere sempre più indietro rispetto agli altri paesi della regione;

3.  si compiace dello svolgimento pacifico, libero e regolare delle elezioni locali; esprime tuttavia preoccupazione per le controversie emerse in seguito alle elezioni a Srebrenica, che andrebbero evitate in futuro, come pure per il fatto che Mostar è stata la sola città in cui non si sono svolte le elezioni comunali; esorta tutte le parti interessate a trovare un accordo sulle modifiche allo statuto della città di Mostar, conformemente alla pertinente sentenza della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina;

4.  accoglie favorevolmente la sospensione della supervisione internazionale sul distretto di Brčko; invita le autorità a realizzare gli obiettivi ancora in sospeso e a soddisfare le condizioni che permetteranno la chiusura dell'ufficio dell'Alto rappresentante, in modo da consentire una maggiore titolarità e l'assunzione di maggiori responsabilità a livello locale;

5.  sottolinea l'importanza che la Bosnia-Erzegovina si esprima con un'unica voce nel processo di integrazione europea; esorta i leader politici e i funzionari eletti a collaborare e a concentrarsi sull'attuazione della tabella di marcia quale parte del dialogo ad alto livello con la Commissione, per poter così soddisfare i requisiti che consentono, infine, l'entrata in vigore dell'accordo di stabilizzazione e di associazione e presentare una domanda di adesione credibile; invita i leader politici e tutte le autorità a lavorare al processo di adesione in stretta collaborazione con il rappresentante speciale dell'UE;

6.  ricorda alla Commissione che l'allargamento dell'UE va oltre il mero trasferimento dell'acquis dell'Unione e deve fondarsi su un impegno vero e globale nei confronti dei valori europei; osserva con una certa apprensione che la recente crisi economica e finanziaria potrebbe aver indebolito la forza di trasformazione dell'UE derivante dal suo potere di persuasione (soft power); incoraggia, tuttavia, la Commissione, gli Stati membri e gli altri paesi dei Balcani occidentali a valutare modi innovativi di promuovere una cultura e un clima di riconciliazione in Bosnia-Erzegovina e nella regione;

7.  prende atto del significativo contributo apportato dalla missione di polizia dell'UE, che si è conclusa il 30 giugno 2012, e accoglie favorevolmente la presenza rafforzata dell'Unione nel settore dello Stato di diritto; plaude al rinnovo del mandato della Forza di stabilizzazione multinazionale dell'Unione europea (EUFOR ALTHEA) e al suo riorientamento sullo sviluppo di capacità e sulla formazione;

Condizioni politiche

8.  rammenta l'importanza di avere istituzioni funzionanti a tutti i livelli affinché il paese progredisca nel processo di integrazione europea; accoglie con favore la ripresa del dialogo e l'elezione di nuovi ministri al Consiglio dei ministri nel novembre 2012, dopo lo scioglimento della coalizione e una situazione di stallo durata cinque mesi; esprime preoccupazione per i blocchi causati dall'incertezza riguardo al rimpasto di governo della Federazione della Bosnia-Erzegovina; plaude nondimeno ai progressi compiuti nella nomina dei candidati per i posti vacanti della Corte costituzionale della Federazione;

9.  invita tutte le autorità competenti a mettere a punto una strategia/un programma d'integrazione con l'UE che garantisca il recepimento, l'attuazione e l'applicazione coordinati e armonizzati delle leggi e delle norme dell'Unione in tutto il paese, dimostrando in tal modo una visione condivisa per quanto concerne la direzione generale del paese e la volontà di assicurare la prosperità globale dei cittadini;

10. chiede che siano apportate modifiche ai regolamenti della Camera dei popoli e della Camera dei rappresentanti al fine di introdurre un meccanismo accelerato per la legislazione UE;

11. accoglie con favore i progressi conseguiti nella prima metà del 2012 e a partire da ottobre, in particolare l'adozione di importanti leggi sul censimento e sugli aiuti di Stato, il bilancio dello Stato per il 2011, il 2012 e il 2013, il pacchetto fitosanitario, i passi avanti in relazione al Consiglio per gli aiuti di Stato e all'Agenzia anticorruzione nonché il raggiungimento di un accordo politico sulla proprietà dello Stato e della difesa; chiede l'effettiva realizzazione di queste misure ed esorta la Commissione, unitamente al rappresentante speciale dell'UE, a monitorare da vicino l'attuazione, tenendo pienamente conto della sentenza della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina del 13 luglio 2012; invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a costruire e rafforzare le capacità degli organismi pertinenti, come il Consiglio per gli aiuti di Stato e l'Agenzia anticorruzione, specialmente per quanto riguarda l'adeguatezza dei livelli di organico;

12. esprime preoccupazione per il ritardo nell'esecuzione del censimento; sottolinea l'importanza di realizzare un censimento della popolazione nell'ottobre 2013 e plaude agli sforzi volti a garantire che si svolga in tale mese, nel rispetto delle norme internazionali; esorta tutte le autorità competenti a eliminare tutti gli ostacoli e a non attribuire carattere politico a un censimento che ha lo scopo di fornire dati socioeconomici oggettivi; chiede il rispetto dei diritti delle minoranze in questo contesto;

13. esorta le autorità a eseguire la sentenza Sejdić-Finci quale primo passo della riforma costituzionale globale, necessaria al fine di avanzare verso una democrazia moderna e funzionale in cui sia eliminata ogni forma di discriminazione e in cui tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza etnica, godano degli stessi diritti e delle stesse libertà; accoglie favorevolmente il fatto che l'Assemblea del Cantone di Sarajevo abbia, per prima nel paese, già modificato all'unanimità la propria costituzione allo scopo di concedere a coloro che non dichiarano un'appartenenza etnica o che appartengono a una minoranza etnica la possibilità di formare il proprio gruppo in seno all'Assemblea, conformemente alla sentenza relativa al caso Sejdić-Finci nell'ambito della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU);

14. incoraggia il rappresentante speciale dell'Unione europea e capo delegazione a intensificare ulteriormente gli sforzi per favorire un accordo sull'applicazione della sentenza Sejdić-Finci;

15. rileva l'urgente necessità di riforme costituzionali importanti, sia a livello statale che di entità, al fine di accrescere l'efficienza, la funzionalità e la trasparenza delle strutture istituzionali a tutti i livelli; ribadisce la necessità di semplificare la struttura della Federazione della Bosnia-Erzegovina; invita il SEAE e la Commissione ad avviare consultazioni ampie e aperte nonché dibattiti pubblici in merito alle modifiche costituzionali con tutti i soggetti interessati nel paese; sottolinea che questo processo deve coinvolgere tutti i partiti e le comunità e portare a risultati concreti;

16. invita tutte le autorità competenti a garantire la costituzione di un sistema giuridico indipendente, imparziale ed efficace sostenuto da un servizio di polizia imparziale e indipendente, nonché ad attuare efficacemente la strategia di riforma del settore giudiziario e la strategia nazionale per i crimini di guerra; chiede l'armonizzazione della giurisprudenza in materia penale e civile tra i diversi sistemi giuridico e di perseguimento, come pure l'attuazione di tutte le raccomandazioni del dialogo strutturato tra UE e Bosnia-Erzegovina sulla giustizia;

17. invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a procedere con la riforma dell'amministrazione pubblica e il rafforzamento delle capacità amministrative a tutti i livelli del governo in cui ci si occupa di questioni legate all'UE; è preoccupato per la sostenibilità finanziaria della pubblica amministrazione e per la mancanza di sostegno politico alla riforma del settore; sottolinea la necessità di concentrarsi sull'istituzione, con l'assistenza dell'UE, di un efficiente meccanismo di coordinamento, così come sul miglioramento delle qualifiche e delle competenze dei funzionari pubblici, in quanto elemento importante per garantire una cooperazione efficace e produttiva con l'Unione;

18. esprime preoccupazione per l'elevato livello di corruzione presente nel paese, per il suo legame con i partiti politici e per la presenza della corruzione a tutti i livelli della vita pubblica; esorta le autorità competenti a tutti i livelli a proporre e attuare strategie e piani anticorruzione; invita le autorità responsabili a dimostrare la volontà politica di affrontare la questione e a fornire le risorse necessarie affinché l'Agenzia anticorruzione sia pienamente operativa, nonché a stabilire riscontri storici relativi a indagini e condanne; esorta inoltre le autorità della Bosnia-Erzegovina ad allineare la pertinente normativa in materia di corruzione alle raccomandazioni GRECO; sottolinea la necessità di contrastare efficacemente la tratta di esseri umani perseguendo i responsabili e offrendo protezione e indennizzi alle vittime;

19. esorta le autorità competenti ad accelerare i propri sforzi di attuazione della tabella di marcia per un accordo operativo con Europol, in particolare allineando le pertinenti normative e procedure in materia di protezione dei dati;

20. esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina a promuovere lo sviluppo di media indipendenti e diversificati, che siano liberi da interferenze politiche, frammentazione etnica e polarizzazione; sottolinea lo speciale ruolo che rivestono i media del servizio pubblico ai fini del rafforzamento della democrazia e della coesione sociale e invita le autorità a garantirne la sostenibilità finanziaria, l'indipendenza e la conformità alle norme europee; deplora la continua pressione politica nei confronti dei giornalisti e le minacce contro di loro; esprime preoccupazione per i tentativi di minare l'indipendenza dell'ente regolatore per le comunicazioni e delle emittenti di servizio pubblico; ricorda che la libertà dei media è una componente essenziale di una democrazia stabile;

21. invita tutti i partiti politici ad adoperarsi in modo proattivo a favore di una società inclusiva e tollerante; invita le autorità competenti ad attuare le leggi e le politiche antidiscriminazione e a colmare le lacune riscontrabili nella normativa e nella pratica, anche quelle attinenti alle persone con disabilità; è preoccupato per l'incitazione all'odio, le minacce e le intimidazioni nei confronti delle persone LGBT; chiede alle autorità di attuare appieno il piano d'azione per i Rom, di promuovere attivamente l'effettiva integrazione delle persone di etnia Rom e di tutte le altre minoranze, di condannare pubblicamente gli incidenti motivati dall'odio e di garantire regolari indagini di polizia e procedimenti giudiziari; invita le autorità a sostenere attivamente le iniziative della società civile in questo ambito, sia attraverso il sostegno finanziario e pratico sia dimostrando un impegno politico;

22. chiede l'emancipazione delle donne attraverso la promozione, la tutela e il rafforzamento dei loro diritti, il miglioramento della loro condizione sociale ed economica, l'aumento della loro presenza sul mercato del lavoro, l'equa rappresentanza delle donne nei processi decisionali di carattere politico ed economico e la promozione dell'imprenditorialità femminile; osserva che le donne continuano a essere sottorappresentate nei parlamenti, nei governi e nell'amministrazione pubblica e che i loro diritti in materia di lavoro sono spesso ignorati; esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina ad allineare i diritti in materia di sicurezza sociale per coloro che usufruiscono del congedo di maternità, di paternità o parentale in tutto il paese a uno standard elevato, in modo da creare una situazione uniforme per tutti i cittadini ed evitare le discriminazioni;

23. esprime preoccupazione per l'elevato livello di violenza domestica, per la sua mancata denuncia e per l'inadeguatezza delle sanzioni in merito; invita le autorità ad adottare e attuare misure intese a conseguire un'effettiva tutela delle donne; sottolinea la necessità di potenziare le forze dell'ordine onde affrontare con successo problemi quali la violenza basata sul genere, la violenza domestica, la prostituzione forzata e la tratta delle donne; evidenzia l'importanza di proteggere i minori dalla violenza, dalla tratta dei bambini e da qualsiasi altro tipo di abuso; esorta la Commissione a valutare soluzioni atte a sostenere la lotta contro la violenza domestica;

24. plaude al progetto di programma per le vittime di stupri, abusi sessuali e torture perpetrati durante la guerra in Bosnia-Erzegovina; chiede che siano fornite risorse sufficienti per la riabilitazione sistematica delle vittime di crimini di guerra di natura sessuale, compresi i risarcimenti, indipendentemente dal loro status sociale, cure mediche e di natura psicologica nonché servizi sociali adeguati; chiede a tutte le autorità competenti di realizzare campagne di sensibilizzazione in merito alla condizione delle vittime;

25. invita la Federazione a introdurre nel codice penale la disciplina dei reati generati dall'odio, come già avvenuto nella Republika Srpska e nel distretto di Brčko nel 2009;

26. sottolinea che alla fine del 2011 in Bosnia-Erzegovina vi erano ancora circa 113 000 sfollati interni, di cui circa 8 000 residenti in centri collettivi e 7 000 profughi; invita tutte le autorità competenti a facilitare il rientro definitivo dei profughi e degli sfollati interni assicurando che abbiano accesso alle abitazioni, all'istruzione, alla protezione sociale e all'occupazione; esorta inoltre le autorità ad agevolare questo processo garantendo assistenza finanziaria equa ed adeguata a tutti i profughi rimpatriati, compresi i profughi croati che ritornano nella regione della Posavina;

27. prende atto con preoccupazione dell'elevato numero di persone in Bosnia-Erzegovina affette da disturbi post traumatici da stress a causa della guerra; invita le autorità ad affrontare il problema della mancanza di assistenza sociale e psicologica per le persone affette da tale sindrome;

28. chiede la piena attuazione della strategia di azione antimine nonché l'adozione della normativa sulle azioni antimine al fine di impedire che vi siano ulteriori vittime per incidenti causati da mine terrestri:

29. condanna fermamente qualsiasi tentativo, in Bosnia-Erzegovina o in qualunque altra parte del mondo, di minimizzare o negare il genocidio avvenuto a Srebrenica;

Questioni socioeconomiche

30. esorta i governi a tutti i livelli a sostenere politiche fiscali sane; è preoccupato per le dimensioni dell'economia informale e per l'elevato tasso di disoccupazione, soprattutto tra le donne e i giovani; esprime preoccupazione per le ripercussioni che l'instabilità politica e uno Stato di diritto debole hanno sulla crescita e sugli investimenti, nonché sull'intero contesto imprenditoriale; invita il governo a creare uno spazio economico unico nel paese, a instaurare condizioni favorevoli per il proliferare delle imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, a rafforzare le fonti di crescita interne riducendo al contempo il predominio del governo sull'economia e sulle quote dei monopoli, a promuovere una spesa orientata alla crescita e a stimolare la competitività;

31. accoglie con favore la decisione dell'Unione di concedere alla Bosnia-Erzegovina un'assistenza macrofinanziaria pari a 100 milioni di euro, chiaro segnale del suo impegno nei confronti della prospettiva europea del paese e del benessere della sua popolazione;

32. invita le autorità della Bosnia-Erzegovina, in particolare quelle all'interno delle entità in cui è registrata la maggior parte delle aziende del paese, a rivedere e ammodernare l'attuale diritto del lavoro nonché a rafforzare il dialogo sociale e l'ispezione del lavoro;

33. plaude alla sottoscrizione di un accordo tra la Bosnia-Erzegovina e l'UE relativo all'adesione della Bosnia-Erzegovina all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC); incoraggia le autorità della Bosnia-Erzegovina a intensificare i negoziati con altri partner nell'ottica di una sua prossima adesione all'OMC;

34. osserva che sono stati compiuti alcuni progressi nel miglioramento del quadro generale relativo all'istruzione, ribadisce tuttavia l'invito al Consiglio dei ministri a migliorare, tra l'altro, il coordinamento dei 13 ministeri dell'istruzione e del dipartimento per l'istruzione nel distretto di Brčko nonché a ridurre la frammentazione del sistema educativo;

35. sottolinea la necessità di migliorare la qualità complessiva dell'istruzione onde soddisfare le esigenze del mercato del lavoro interno ed estero; invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a rimediare alle carenze della formazione professionale al fine di attirare investimenti esteri diretti, nonché a garantire – anche per motivi economici – che venga avviato l'accreditamento degli istituti d'istruzione e che le agenzie incaricate del riconoscimento dei titoli e dei diplomi divengano pienamente operative; accoglie con favore le misure adottate per sviluppare e promuovere corsi e programmi di formazione per i giovani intesi a facilitare la loro partecipazione al mercato del lavoro, e chiede l'adozione di un numero maggiore di iniziative al riguardo;

36. esorta tutte le autorità competenti a porre fine alla segregazione etnica dei bambini ("due scuole sotto lo stesso tetto"), che è ancora presente in alcuni cantoni della Federazione; chiede altresì che sia promossa l'effettiva integrazione dei bambini di etnia Rom, in particolare nel sistema educativo, anche attraverso programmi di preparazione alla scuola; invita le autorità a collaborare con le ONG competenti al fine di incoraggiare le famiglie Rom a sostenere l'accesso dei figli all'istruzione; invita le autorità ad armonizzare le normative in Bosnia-Erzegovina per far sì che tutti i minori siano trattati allo stesso modo; chiede, in generale, maggiori sforzi volti a impedire la separazione dalle famiglie e maggiori servizi di sostegno per le famiglie a rischio; invita la Commissione a valutare se un sostegno mirato dell'UE potrebbe contribuire a eliminare la segregazione nel sistema educativo;

37. si compiace dell'intenzione della Commissione di convocare un incontro di alto livello sull'istruzione teso a promuovere il dialogo su diversi argomenti, tra cui la segregazione etnica dei minori nelle scuole, e a riunire i rappresentanti delle organizzazioni internazionali competenti e le autorità della Bosnia-Erzegovina responsabili dell'istruzione;

38. invita le autorità ad allineare la loro legislazione all'acquis in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali dell'Unione;

39. esorta le autorità ad adottare tutte le misure necessarie per preservare il patrimonio nazionale e ad occuparsi del relativo quadro giuridico; invita inoltre tutte le autorità competenti a tutti i livelli a garantire procedure chiare per i finanziamenti a favore degli istituti culturali, al fine di impedirne la chiusura;

40. invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a porre in essere misure adeguate volte a prevenire ulteriori violazioni del regime di esenzione dal visto e ad affrontare con efficacia gli abusi organizzati delle procedure di asilo negli Stati membri dell'Unione;

Cooperazione regionale e questioni bilaterali

41. plaude al ruolo costruttivo assunto dalla Bosnia-Erzegovina nella cooperazione regionale e invita il paese ad adoperarsi per la delimitazione delle frontiere in collaborazione con tutti i paesi limitrofi;

42. esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina a intensificare i preparativi per l'adesione della Croazia all'Unione allineando la pertinente legislazione nazionale in materia di sicurezza alimentare all'acquis dell'UE; è preoccupato per l'inazione delle autorità della Bosnia-Erzegovina e teme che ciò possa comportare perdite nei mercati di esportazione del paese; accoglie favorevolmente i progressi compiuti sinora ed esorta le autorità competenti a costruire rapidamente le infrastrutture necessarie presso i futuri posti d'ispezione frontalieri dell'UE; plaude all'iniziativa della Commissione di ricercare soluzioni nell'ambito degli incontri trilaterali con Croazia e Bosnia-Erzegovina per quanto concerne le ultime questioni in sospeso in materia di gestione delle frontiere, in vista dell'adesione della Croazia all'Unione, con riferimento anche all'accordo di Neum/Porto Tolero; chiede ulteriori sforzi costruttivi in tal senso, affinché sia possibile creare più posti d'ispezione frontalieri dell'UE, se necessario; plaude al contributo apportato dalla Bosnia-Erzegovina alla risoluzione delle questioni ancora in sospeso, compresa la conclusione dell'accordo sul traffico frontaliero locale, che mira ad agevolare la circolazione dei cittadini nelle aree di frontiera; reputa necessario trovare una soluzione che permetta di mantenere tra i due paesi il regime vigente in materia di carte d'identità anche dopo il luglio 2013, di modo che i cittadini della Bosnia-Erzegovina possano continuare a recarsi in Croazia;

43. ribadisce la richiesta di autorizzare l'ingresso dei cittadini del Kosovo, dal momento che la Bosnia-Erzegovina è ancora l'unico paese della regione a non lasciarli entrare nel suo territorio; esorta dunque le autorità della Bosnia-Erzegovina ad accettare i documenti di viaggio di base dei cittadini kosovari per consentirgli di entrare nel paese, come già fanno la Serbia e altri Stati;

44. ribadisce la necessità di continuare ad applicare in modo rigoroso tutti i necessari criteri e le misure in relazione all'esenzione dall'obbligo di visto nei paesi Schengen, ad attuare strategie di lungo periodo e a disciplinare la politica sulle minoranze; reputa necessario informare i cittadini sui limiti del regime di esenzione dall'obbligo di visto per evitare qualsiasi tipo di abuso della libertà di circolazione e della politica di liberalizzazione dei visti; prende atto del numero costantemente basso di richiedenti asilo provenienti dalla Bosnia-Erzegovina negli Stati membri dell'UE; sottolinea l'importanza dell'esenzione dall'obbligo di visto per i cittadini della Bosnia-Erzegovina;

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45. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio e alla Commissione nonché alla presidenza della Bosnia-Erzegovina, al Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina, all'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina e ai governi e ai parlamenti della Federazione della Bosnia-Erzegovina e della Republika Srpska.

(1)

GU L 80 del 19.3.2008, pag. 18.

(2)

GU L 188 del 19.7.2011, pag. 30.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2012)0085.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2012)0453.

Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2013Avviso legale