Procedura : 2013/2884(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0074/2014

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B7-0074/2014

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PV 05/02/2014 - 20
CRE 05/02/2014 - 20

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PV 06/02/2014 - 9.9
CRE 06/02/2014 - 9.9

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P7_TA(2014)0102

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 167kWORD 77k
28.1.2014
PE527.283v02-00
 
B7-0074/2014

presentata a seguito di una dichiarazione del Consiglio europeo

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla relazione 2013 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina (2013/2884(RSP)).


Doris Pack a nome della commissione per gli affari esteri

Risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione 2013 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina (2013/2884(RSP)).  
B7‑0074/2014

Il Parlamento europeo,

–       visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, firmato il 16 giugno 2008 e ratificato da tutti gli Stati membri dell'UE e dalla Bosnia-Erzegovina,

–       visti le conclusioni del Consiglio europeo del 19 e 20 giugno 2003 sui Balcani occidentali e l'allegato dal titolo "Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: procedere verso l'integrazione europea",

–       viste le conclusioni del Consiglio dell’11 dicembre 2012 e del 21 ottobre 2013 sulla Bosnia-Erzegovina,

–       vista la comunicazione della Commissione del 16 ottobre 2013 dal titolo "Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2013-2014" (COM(2013)0700) accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione (SWD(2013)415 del 16 ottobre 2013 dal titolo:   “Relazione 2013 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina”,

–       viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare quella del 23 maggio 2013 sulla relazione 2011 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina(1) e quella del 22 novembre 2012 sull'allargamento: politiche, criteri e interessi strategici dell'UE(2),

–       visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che l'UE continua ad essere fortemente impegnata a favore di una Bosnia-Erzegovina sovrana e unita e delle prospettive di adesione del paese;

B.     considerando che la complessa e inefficiente architettura istituzionale che deriva dall'allegato 4 dell'accordo di Dayton, unitamente all’inerzia dei leader politici della Bosnia-Erzegovina e alla loro incapacità di raggiungere un compromesso, hanno continuato ad avere un impatto negativo sulla capacità del paese di progredire verso l'UE e di migliorare la vita dei cittadini; considerando che vi è urgente necessità di una riforma costituzionale verso uno stato democratico funzionante ed inclusivo;

C.     considerando che la prospettiva di adesione all'UE è stata offerta alla Bosnia-Erzegovina come un unico paese; considerando che la Commissione dovrebbe fare dell'integrazione nell’UE della Bosnia-Erzegovina una priorità assoluta e investire in tale priorità con la stessa energia e perseveranza dedicata all'attuale dialogo tra Belgrado e Pristina;

D.     considerando che una nuova dinamica e rispetto verso i cittadini e gli obblighi internazionali sono necessari al fine di impedire una rinnovata situazione di stallo nel periodo precedente le elezioni parlamentari dell’ottobre 2014;

E.     considerando che la corruzione diffusa, l'assai elevato tasso di disoccupazione e la mancanza di prospettive future per i cittadini della Bosnia-Erzegovina continuano ad ostacolare seriamente gli sviluppi socio-economici e politici del paese;

F.     considerando che la cooperazione con altri paesi della regione in uno spirito di buon vicinato costituisce una premessa essenziale per una coesistenza pacifica e la riconciliazione in Bosnia-Erzegovina e nella regione dell’Europa sud-orientale;

Considerazioni di carattere generale

1.      è profondamente preoccupato per la persistente mancanza di visione comune evidenziata dai leader politici delle tre comunità etniche del paese; esorta i gruppi politici a tutti i livelli di potere nel paese ad intensificare la cooperazione e il dialogo per superare le controversie esistenti con l'obiettivo di raggiungere progressi sulla via delle riforme e migliorare la vita dei cittadini della Bosnia-Erzegovina; chiede alla società civile di partecipare maggiormente agli sforzi per riformare il paese;

2.      plaude all'accordo in sei punti raggiunto a Bruxelles il 1 ottobre 2013, ma deplora gli impedimenti alla sua attuazione da parte delle forze centraliste; sottolinea l'importanza di seguire i principi del federalismo e della rappresentanza legittima al fine di assicurare la prospettiva della Bosnia-Erzegovina;

3.      chiede che si abbandoni la retorica nazionalista ed etnocentrica che deriva dalla leadership dei tre popoli costitutivi della Bosnia-Erzegovina; condanna ogni tipo di segregazione e discriminazione religiosa o etnica nel paese;

4.      esorta i leader politici a concentrarsi sull'attuazione della tabella di marcia del dialogo ad alto livello, rendendo possibile soddisfare i requisiti che consentirebbero l’entrata in vigore dell'ASA;

5.      esorta i governi e le autorità competenti a rafforzare l'efficienza e la funzionalità delle loro istituzioni e ad istituire un efficace meccanismo di coordinamento dell'UE per garantire il recepimento e l'applicazione armonizzati dell'acquis unionale in tutto il paese nell’interesse della prosperità generale dei suoi cittadini; in questo contesto, li invita a garantire di poter parlare con una sola voce a livello statale; sottolinea il fatto che, senza tale meccanismo, il processo di adesione all'UE rimarrà in una fase di stallo; invita tutti i partiti politici ad adoperarsi per migliorare il dialogo politico e rafforzare la cultura politica;

6.      ricorda alla Commissione che l'allargamento dell'UE va oltre il mero trasferimento dell'acquis dell'Unione e deve fondarsi su un impegno vero e globale nei confronti dei valori europei; chiede un impegno costante dell'UE con i leader della Bosnia-Erzegovina e un ripensamento della strategia dell'UE nei confronti del paese, dato lo stallo dei progressi verso lo status di candidato all'UE rispetto ai progressi compiuti da altri paesi della regione; sollecita la comunità internazionale, il Consiglio europeo, e gli Stati membri in particolare, ad intensificare gli sforzi per promuovere il consenso tra i leader politici della Bosnia-Erzegovina a procedere con la riforma costituzionale e le riforme connesse all'UE; invita i prossimi vicepresidente/alto rappresentante e commissario per l'allargamento a conferire alla Bosnia-Erzegovina priorità centrale successivamente alla nomina della prossima Commissione nel 2014;

 

7.      invita la Commissione a potenziare ulteriormente gli sforzi per facilitare un accordo sull'applicazione della sentenza Sejdić-Fincie, garantendo pari diritti a tutti i popoli costitutivi e cittadini, e a permettere la realizzazione degli obiettivi dell'agenda dell'UE, compreso un sistema funzionale di buona governance, sviluppo democratico e prosperità economica e rispetto per i diritti umani;

8.      chiede ai capi di Stato e di governo, nonché ai ministri degli esteri dell'Unione europea, di rafforzare il loro impegno personale nei confronti del paese;

9.      invita le autorità a realizzare gli obiettivi e le condizioni ancora in sospeso per la chiusura dell'ufficio dell'alto rappresentante, in modo tale da consentire maggiori titolarità e responsabilità a livello locale; sottolinea che lo scioglimento dell'ufficio dell'alto rappresentante può essere preso in considerazione soltanto previo pieno soddisfacimento di tutte le condizioni;

10.    si dice profondamente preoccupato per il fatto che un disaccordo tra i leader politici, durato quattro anni, abbia portato il Consiglio d'Europa a considerare inizialmente la sospensione del diritto di rappresentanza del paese in questa organizzazione qualora non fosse stato effettuato alcun progresso sostanziale in merito all'applicazione della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) prima delle elezioni; sottolinea che, se la sentenza CEDU non verrà applicata, si metterà in discussione la legittimità delle elezioni del 2014;

11.    ribadisce che la riforma costituzionale rimane essenziale per trasformare la Bosnia-Erzegovina in uno Stato efficiente e pienamente funzionante; esorta la Federazione a prendere in considerazione proposte concrete al riguardo, compresa la fusione di alcuni cantoni e la redistribuzione delle competenze, al fine di semplificare la propria complessa struttura istituzionale, garantire una rappresentanza più equilibrata di tutti i popoli costitutivi e cittadini, eliminare la discriminazione etnica e rendere lo Stato più funzionale, meno costoso e più responsabile nei confronti dei suoi cittadini; invita tutti i partiti politici a prendere parte a questo processo in modo costruttivo e aperto e ad avvalersi della consulenza e della guida che la Commissione di Venezia può fornire nel corso di questo processo; plaude e sostiene gli sforzi delle organizzazioni della società civile per influenzare il processo di riforma costituzionale;

12.    accoglie con favore il buon funzionamento e il completamento della fase di conteggio del primo censimento della popolazione e delle abitazioni dal 1991; invita le autorità competenti a garantire che il censimento resti un esercizio statistico e ottemperi alle norme internazionali; invita tutte le autorità competenti a non politicizzare un censimento la cui finalità è quella di fornire dati socioeconomici obiettivi;

13.    esprime grave preoccupazione per l'eventualità che le controversie sulla distribuzione delle competenze stiano ostacolando l'assistenza finanziaria dell'UE; esprime rammarico, pur appoggiandola, per la decisione della Commissione di annullare i progetti nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA I); esprime preoccupazione per il fatto che l'inerzia possa avere implicazioni sulla ripartizione di milioni di euro di fondi UE per la politica e lo sviluppo socioeconomico nel quadro dell'IPA-II;

Criteri politici

14.    esprime preoccupazione per il fatto che le attività legislative abbiano continuato ad essere ostacolate da posizioni politiche; chiede che i leader politici siano chiamati a rispondere maggiormente del loro operato politico dinanzi al popolo della Bosnia-Erzegovina;

15.    invita tutti i partiti politici rappresentati nell'assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina ad adottare urgentemente le modifiche alla legge elettorale necessarie a consentire lo svolgimento delle elezioni generali nel mese di ottobre 2014; ribadisce che le decisioni della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina sono definitive e vincolanti e devono pertanto essere applicate;

16.    è seriamente preoccupato per l'inefficienza del sistema giudiziario e per la crescente incapacità di applicare le sentenze dei tribunali; chiede un freno agli attacchi politici al sistema giudiziario e che si affronti la questione della frammentazione delle responsabilità di bilancio in tale sistema;

17.    elogia il Dialogo strutturato sulla giustizia, che ha fornito risultati concreti con l’attuazione di una serie di raccomandazioni; si compiace dei progressi realizzati nella riduzione dell'arretrato in materia giudiziaria; ribadisce, in linea con le raccomandazioni del Dialogo strutturato, l’invito a intraprendere riforme strutturali e istituzionali del sistema giudiziario, affrontando, tra l'altro, le questioni relative all'armonizzazione dei quattro diversi sistemi giuridici in Bosnia-Erzegovina, compresa l'istituzione di una Corte suprema a livello statale in conformità delle raccomandazioni inserite nel pertinente parere della commissione di Venezia;

18.    esprime soddisfazione per la riduzione dell'arretrato anche in materia di crimini di guerra e per il potenziamento del perseguimento dei casi di crimini di guerra che hanno comportato violenza sessuale; plaude alla nomina di 13 nuovi procuratori della procura generale dello Stato che si occuperanno principalmente del perseguimento dei crimini di guerra; chiede di intensificare gli sforzi per quanto riguarda le indagini e il perseguimento di questi crimini, compreso un adeguato livello di protezione dei testimoni, l'adozione di un programma a livello statale per migliorare lo status delle vittime, tra cui i sopravvissuti ai crimini di guerra di violenza sessuale e tortura, e misure per rafforzare le pertinenti risorse a tutti i livelli;

19.    prende atto della sentenza CEDU nella causa “Maktouf e Damjanović c. Bosnia-Erzegovina” e delle sue implicazioni, che hanno determinato un cambiamento della giurisprudenza per altri ricorsi in sospeso dinanzi alla Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina, anche per quanto riguarda le accuse di genocidio, con la conseguenza che dieci imputati condannati a lunghe pene detentive sono stati rilasciati; ribadisce che la giustizia per i crimini di guerra è un impegno fondamentale per le vittime e le loro famiglie e che sarebbe opportuna un’adeguata riflessione prima di effettuare tali rilasci; sottolinea quanto sia importante che le autorità nazionali adottino tutte le misure necessarie per garantire, ove richiesto, il protrarsi della detenzione di coloro che, già condannati, sono in attesa di un nuovo esame del loro caso, a condizione che la loro detenzione sia compatibile con le sentenze CEDU, o con altre misure di sicurezza;

20.    esprime preoccupazione per la sostenibilità finanziaria della pubblica amministrazione, la sua frammentazione e politicizzazione e la mancanza di volontà politica per la sua riforma; si compiace del fatto che siano stati apportati taluni miglioramenti al coordinamento intragovernativo per quanto riguarda l'armonizzazione della legislazione con gli standard dell'UE, ma rimane preoccupato per il possibile impatto della complessità della distribuzione e della ripartizione delle competenze sulla fornitura di servizi pubblici; teme che le strutture per le prove fitosanitarie necessarie per l'esportazione di prodotti agricoli nell'UE non siano state sufficientemente sviluppate; esorta il governo a sostenere la creazione di un ministero dell'agricoltura a livello statale;

21.    si compiace del fatto che la cooperazione con la società civile stia migliorando, ma chiede che meccanismi istituzionali per la cooperazione tra le istituzioni statali e le organizzazioni della società civile siano istituiti a livello statale e diventino operativi a livello di entità e cantone quanto prima possibile; chiede inoltre il potenziamento, in modo regolare e strutturato, della partecipazione della società civile al processo di adesione all'UE; incoraggia maggiori cooperazione e sinergia tra le ONG;

22.    sottolinea il fatto che la Bosnia-Erzegovina ha ratificato le principali convenzioni dell'OIL in materia di diritti del lavoro; lamenta che i diritti sindacali e del lavoro siano limitati, e chiede al governo di garantire tali diritti;

23.    esprime la propria preoccupazione per gli elevati tassi di corruzione a tutti i livelli della vita pubblica e per le complesse connessioni tra attori politici, imprese e media; chiede un’accelerazione nell'attuazione della strategia anti-corruzione e l’adozione di misure volte a migliorare l’efficacia delle indagini, dell’azione penale e della condanna nei casi di corruzione;

24.    accoglie con favore la decisione unanime del governo della Federazione di presentare alla procedura parlamentare l'insieme delle leggi intese a contrastare la corruzione e la criminalità organizzata, deplora il fatto che il pacchetto legislativo non sia riuscito ad ottenere la maggioranza nel parlamento della Federazione; sottolinea l'importanza di fare della lotta alla corruzione una priorità assoluta e chiede un processo di consultazione inclusivo con tutte i soggetti e le istituzioni interessati al fine di aggiornare la proposta legislativa; si compiace, a tale riguardo, del supporto tecnico fornito dalla delegazione dell'Unione europea in Bosnia-Erzegovina;

25.    esprime preoccupazione per il fatto che la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro e il traffico di esseri umani, stupefacenti e merci continuino a persistere in assenza di istituzioni efficaci; elogia la cooperazione con i paesi vicini; sollecita miglioramenti strutturali della cooperazione tra controlli alle frontiere, polizia e procura e chiede di garantire un più efficace follow-up giudiziario; chiede il rafforzamento della raccolta, dell'analisi e dell'utilizzo sistematico di intelligence da parte delle forze dell'ordine;

26.    esprime preoccupazione per il fatto che la Bosnia-Erzegovina continui ad essere un paese di origine, transito e destinazione della tratta di donne; accoglie con favore l'adozione di una nuova strategia e di un nuovo piano d'azione sulla tratta di esseri umani per il 2013-2015; sottolinea la necessità di elaborare un approccio multidisciplinare e incentrato sulle vittime alla tratta globale e di migliorare l'identificazione delle vittime;

27.    esprime preoccupazione per il fatto che, nonostante l'esistenza di disposizioni giuridiche in materia, i progressi compiuti sul fronte dei diritti delle donne e dell'uguaglianza di genere siano stati limitati; chiede la piena applicazione delle pertinenti leggi e politiche, anche nel contesto della legge elettorale prima delle prossime elezioni generali del 2014 e l’adozione di misure concrete per aumentare la partecipazione delle donne alla forza lavoro e in campo politico;

28.    invita le autorità competenti a proteggere e a promuovere attivamente i diritti delle minoranze e dei gruppi vulnerabili, ad attuare le leggi e le politiche antidiscriminatorie e a sviluppare una strategia anti-discriminazione a livello statale; insiste affinché i partiti politici e la società civile prendano le distanze dalla discriminazione e promuovano una società inclusiva e tollerante; esprime preoccupazione per incitamento all'odio, le minacce, le molestie e le discriminazioni, in particolare verso la comunità lesbica, gay, bisessuale, transgender/transessuale e intersessuale (LGBTI);

 

29.    chiede che vengano compiuti sforzi per garantire e promuovere il pluralismo dei media; esprime preoccupazione per la crescente pressione politica e finanziaria sui media e per le minacce contro i giornalisti; sottolinea che un contesto trasparente e libero per i media è essenziale per l'esercizio della libertà di espressione; chiede che si intraprendano azioni tese a garantire un ambiente di lavoro sicuro per i giornalisti; esorta le autorità a garantire l'indipendenza politica, istituzionale e finanziaria delle emittenti del servizio pubblico conformemente alla legislazione pertinente, e a completare il passaggio al digitale; chiede ulteriori sforzi per garantire parità di esposizione all’informazione in tutte le lingue ufficiali e assicurare pari diritti per tutti i popoli costitutivi nelle trasmissioni del servizio pubblico;

 

30.    invita le autorità a stanziare risorse sufficienti per l'istruzione della prima infanzia, a fornire servizi alle famiglie dei bambini con disabilità e ad affrontare la violenza contro i minori;

31.    esorta le autorità di tutta la Bosnia-Erzegovina a tutti i livelli a far avanzare con determinazione la riforma dell'istruzione al fine di migliorare gli standard educativi, promuovere un sistema educativo inclusivo e non discriminatorio e porre fine alla segregazione etnica nel settore dell'istruzione (due scuole sotto lo stesso tetto); le invita a sostenere la formazione degli insegnanti al fine di dotarli di competenze aggiuntive su come incoraggiare la commistione interetnica degli studenti e a fornire assistenza in materia di programmi di rafforzamento delle capacità a lungo termine; esorta i media della Bosnia-Erzegovina a promuovere l'educazione integrata; sollecita la Conferenza dei ministri dell’istruzione a creare un quadro legislativo più coerente in materia di istruzione in tutta la Bosnia-Erzegovina, compresa una maggiore convergenza dei curricula e degli standard come passo necessario per avvicinare le comunità etniche; deplora il fatto che nessuna agenzia nazionale in Bosnia-Erzegovina abbia partecipato a qualsiasi parte del programma di apprendimento lungo tutto l'arco della vita dell'UE; esorta le autorità competenti a creare tale agenzia, permettendo così al paese di partecipare al follow up del programma Erasmus +;

 

32.    chiede alle autorità di assicurare la parità di accesso dei bambini rom ai servizi educativi, di collaborare con le ONG pertinenti per incoraggiare le famiglie rom a sostenere l'accesso dei loro figli all'istruzione e di promuovere l'efficace inclusione dei bambini rom nel sistema educativo, anche attraverso programmi di preparazione allo scuola;

33.    accoglie con favore la decisione del competente ministro della Federazione di assumere temporaneamente la responsabilità del finanziamento di istituzioni culturali come il Museo nazionale, la Biblioteca nazionale e il Museo di storia, e di consentire ad alcuni di tali istituti di riaprire e a tutti di funzionare correttamente; chiede che vengano effettuati sforzi per risolvere con urgenza la questione dello status delle sette istituzioni culturali nazionali, ossia il Museo nazionale, la Galleria delle arti, il Museo di storia, il Museo della letteratura e del teatro, l'Archivio cinematografico, la Biblioteca nazionale e la Biblioteca per non vedenti, così da garantire loro un adeguato status giuridico e finanziario; chiede una soluzione di lungo termine al finanziamento di tali istituzioni;

34.    chiede un rafforzamento del coordinamento a livello locale, un maggior dialogo tra i donatori, le parti interessate e le autorità locali e un’attenzione particolare alle misure sostenibili per i rimpatriati; chiede che vengano effettuati sforzi per garantire il ritorno dei profughi e degli sfollati interni in tutte le zone colpite; invita il paese ad affrontare la questione umanitaria, tuttora irrisolta, relativa ai 7 886 casi di persone ancora scomparse in seguito alla guerra e a migliorare le condizioni di lavoro dell'Istituto persone scomparse;

 

35.    rende omaggio agli oltre 430 uomini, donne e bambini uccisi durante la guerra e i cui resti sono stati ritrovati a settembre 2013 nella fossa comune di Tomasica, nei pressi di Prijedor nella Republika Srpska, e porge le sue condoglianze alle loro famiglie; chiede un'indagine completa e approfondita sulle atrocità; fa appello a tutti coloro che sono in possesso di informazioni su siti di fosse comuni non ancora scoperti affinché informino le autorità come è stato fatto nel caso della fossa di Tomasica;

Questioni socioeconomiche

36.    sollecita le autorità competenti a rafforzare il coordinamento della politica economica nazionale al fine di consentire la crescita economica, ad avviare ulteriori riforme strutturali, a sostenere la disciplina fiscale e a migliorare i risultati a livello di entrate; le invita, inoltre, a migliorare la composizione e l'efficienza della spesa pubblica e del grande inefficace settore pubblico, con le sue molteplici competenze sovrapposte, e a salvaguardare la stabilità del settore finanziario, rafforzando il quadro legislativo e normativo; esprime preoccupazione per la scarsa applicazione della legge e delle misure di contrasto alla corruzione, che ostacola l'ambiente imprenditoriale, scoraggia l’investimento estero e contribuisce alla formazione di un ampio settore informale; ribadisce la necessità di istituire uno spazio economico unico e di riavviare e accelerare il processo di privatizzazione in fase di stallo, così da migliorare la situazione fiscale e rafforzare la concorrenza; invita le autorità a migliorare la tutela ambientale in linea con le norme dell'UE;

37.    è preoccupato per l'inefficienza delle disposizioni del paese in materia di protezione sociale a fronte di un elevato livello di spesa pubblica; sottolinea la necessità di armonizzare e riformare i frammentati sistemi di protezione sociale, così da garantire parità di trattamento a tutti i cittadini, comprese le persone con disabilità; sollecita i governi a migliorare il contesto imprenditoriale e ad attuare le riforme del mercato del lavoro al fine di contrastare l'elevato tasso di disoccupazione che mina la stabilità macroeconomica mediante misure economiche concrete; chiede ulteriori misure per facilitare la partecipazione dei tanti giovani disoccupati del paese al mercato del lavoro;

Cooperazione regionale

38.    plaude al ruolo costruttivo assunto dalla Bosnia-Erzegovina nella cooperazione regionale e invita il paese a proseguire i suoi sforzi per risolvere con i suoi vicini le questioni ancora aperte riguardanti le frontiere e la proprietà; incoraggia a sviluppare ulteriormente le relazioni con gli altri paesi coinvolti nel processo di integrazione europea;

39.    esprime vivo compiacimento per l'impegno assunto dalla Bosnia-Erzegovina e dalla Serbia ai fini del miglioramento delle relazioni bilaterali, compresa la firma degli accordi di estradizione e di riammissione, nonché di un protocollo di cooperazione nel perseguimento dei colpevoli di crimini di guerra, di crimini contro l'umanità e di genocidio; accoglie con favore gli accordi bilaterali di confine con la Croazia; chiede alla Bosnia-Erzegovina di collaborare ulteriormente con la Commissione sull'adattamento dell'accordo interinale/accordo di stabilizzazione e di associazione, specialmente per quanto riguarda il commercio transfrontaliero, così da garantire il mantenimento dei tradizionali flussi commerciali tra gli Stati membri dell'UE e i partner dell'accordo di libero scambio dell'Europa centrale; chiede alla Bosnia-Erzegovina di accettare i documenti di viaggio dei cittadini del Kosovo per permettere loro di accedere al paese;

40.    ribadisce il suo sostegno al regime di liberalizzazione dei visti per i paesi dei Balcani occidentali quale pilastro importante del loro processo di integrazione europea; invita gli Stati membri dell'UE ad abbreviare le procedure di asilo per i cittadini dei paesi dei Balcani occidentali che beneficiano dell'esenzione dal visto nell'area Schengen quale strumento efficace per ridurre il numero di richieste di asilo infondate, assicurando comunque ai richiedenti il diritto di presentare il loro caso in un colloquio completo; plaude, inoltre, all'intenzione del nuovo governo di coalizione tedesco, manifestata nell'accordo di coalizione con riferimento alla sua legislazione nazionale in materia di asilo, di dichiarare la Bosnia-Erzegovina un "paese di origine sicuro" così da accelerare le procedure di trattamento di tali richieste;

 

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41.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, alla presidenza della Bosnia-Erzegovina, al Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina, all'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina e ai governi e ai parlamenti della Federazione della Bosnia-Erzegovina e della Republika Srpska.

(1)

Testi approvati, P7_TA(2013)0225.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2012)0453.

Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2014Avviso legale