Procedura : 2016/2515(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0158/2016

Testi presentati :

B8-0158/2016

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Votazioni :

PV 04/02/2016 - 8.9
CRE 04/02/2016 - 8.9

Testi approvati :

P8_TA(2016)0066

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
WORD 65k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0151/2016
27.1.2016
PE576.519v01-00
 
B8-0158/2016

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione nello Yemen (2016/2515(RSP))


Mariya Gabriel, Cristian Dan Preda, Elmar Brok, Andrej Plenković, David McAllister, Michael Gahler, Lorenzo Cesa, Tunne Kelam, Adam Szejnfeld, Davor Ivo Stier, Therese Comodini Cachia, Roberta Metsola, Kinga Gál, Barbara Matera a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nello Yemen (2016/2515(RSP))  
B8-0158/2016

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sullo Yemen,

–  viste le conclusioni del Consiglio sullo Yemen del 16 novembre 2015,

–  viste le dichiarazioni del VP/AR sulla situazione nello Yemen,

–  viste le risoluzioni 2201 (2015) e 2216 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,

–  vista la dichiarazione del 24 maggio 2015 dei copresidenti della 24a sessione del Consiglio congiunto e della riunione ministeriale Consiglio di cooperazione del Golfo-Unione europea (CCG-UE),

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il conflitto in corso nello Yemen trova origine nell'incapacità dei governi che si sono succeduti di rispondere alle aspirazioni democratiche, economiche e sociali del popolo yemenita, alimentando così il malcontento e le divisioni che sono sfociati nelle attuali violenze;

B.  considerando che la situazione nello Yemen comporta gravi rischi per la stabilità della regione, in particolare nel Corno d'Africa, nel Mar Rosso e nel resto del Medio Oriente;

C.  considerando che il 26 marzo 2015 una coalizione guidata dall'Arabia Saudita e comprendente Bahrein, Egitto, Giordania, Kuwait, Marocco, Qatar, Sudan ed Emirati arabi uniti ha lanciato un'operazione militare nello Yemen contro i ribelli houthi, su richiesta del presidente dello Yemen Abd-Rabbu Mansour Hadi;

D.  considerando che lo Yemen, non avendo intrapreso un percorso politico inclusivo, è bloccato da crescenti tensioni tribali e da un'aspra guerra per procura tra i ribelli houthi, sostenuti dall'Iran, e l'Arabia Saudita, che sta conducendo una campagna militare contro i ribelli, trascinando direttamente l'intera regione in un complesso conflitto; che l'Arabia Saudita considera i ribelli houthi nello Yemen come una forza iraniana delegata, mentre l'Iran ha condannato l'offensiva capeggiata dai sauditi e ha chiesto la cessazione immediata degli attacchi aerei guidati dai sauditi;

E.  considerando che uno Yemen, sicuro, stabile e dotato di un governo efficiente risulta essenziale ai fini degli sforzi internazionali volti a combattere l'estremismo e la violenza nella regione e oltre, nonché per la pace e la stabilità all'interno del paese stesso;

F.  considerando che l'impatto umanitario sulla popolazione civile, in particolare sui bambini, degli scontri in corso tra le diverse milizie, dei bombardamenti e dell'interruzione della fornitura di servizi essenziali sta assumendo proporzioni allarmanti ed esacerbando una situazione umanitaria già drammatica;

G.  considerando che nello Yemen 21,2 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria; che i bambini più vulnerabili non avranno accesso alle cure sanitarie o ai servizi alimentari di cui hanno bisogno a causa dell'attuale situazione di diffusa insicurezza;

H.  considerando che l'attuazione di misure immediate volte a raggiungere un cessate il fuoco duraturo è una delle principali preoccupazioni;

I.  considerando altresì i timori che il conflitto abbia dato luogo a numerose violazioni dei diritti umani nello Yemen, compresi attacchi contro i giornalisti e i mezzi di comunicazione, sparizioni forzate, violazioni della Convenzione contro la tortura, vessazioni e detenzione di minoranze religiose, nonché il presunto utilizzo di bambini nei conflitti armati;

1.  esprime profonda preoccupazione per le violenze in atto nello Yemen e per la conseguente crisi umanitaria che colpisce milioni di uomini, donne e bambini innocenti; deplora profondamente la perdita di vite umane causata dal conflitto e le sofferenze delle persone coinvolte loro malgrado negli scontri, ed esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime;

2.  sollecita tutte le parti yemenite, in particolare gli houthi, ad adoperarsi per ricomporre le loro divergenze attraverso il dialogo, e ritiene che solo una situazione politica possa portare a una pace duratura;

3.  invita tutte le parti a rispettare il diritto umanitario internazionale e il diritto internazionale in materia di diritti umani, come pure a cooperare urgentemente con le Nazioni Unite e le organizzazioni di aiuto umanitario per fornire assistenza a quanti ne hanno bisogno; chiede che si proceda a un'indagine indipendente su tutte le presunte violazioni del diritto internazionale in materia di diritti umani e del diritto umanitario internazionale;

4.  chiede una tregua umanitaria affinché l'assistenza di primo soccorso possa raggiungere quanto prima la popolazione yemenita; esorta tutte le parti a facilitare sia la fornitura urgente di aiuti umanitari in tutte le regioni dello Yemen sia l'accesso rapido, sicuro e senza ostacoli delle organizzazioni umanitarie, affinché possano raggiungere quanti necessitano di assistenza umanitaria, compresa quella medica;

5.  plaude ed esprime il proprio sostengo agli sforzi di mediazione profusi dalle Nazioni Unite per facilitare il dialogo tra le parti; si attende che l'Unione europea continui a svolgere un ruolo costruttivo nell'organizzazione di ulteriori incontri;

6.  ritiene che l'Arabia Saudita e l'Iran siano la chiave per risolvere la crisi, e li esorta entrambi a operare in modo pragmatico e in buona fede per porre fine ai combattimenti nello Yemen;

7.  condanna ogni tipo di violenza e ogni tentativo o minaccia di ricorrere alla violenza per intimidire i partecipanti alle consultazioni mediate dalle Nazioni Unite; sottolinea che il dialogo politico inclusivo mediato dalle Nazioni Unite deve essere un processo guidato dagli yemeniti, nell'ottica di conseguire una soluzione politica alla crisi dello Yemen basata sul consenso, in linea con l'iniziativa del CCG e il relativo meccanismo di applicazione, l'esito della conferenza sul dialogo nazionale globale, l'accordo di pace e di partenariato nazionale e le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU;

8.  invita tutte le parti yemenite a partecipare ai futuri colloqui e a prendervi parte senza condizioni preliminari e in buona fede, anche superando le loro divergenze attraverso il dialogo e le consultazioni, rifiutando gli atti di violenza finalizzati al raggiungimento di obiettivi politici e astenendosi da provocazioni e da tutte le azioni unilaterali che possano minare la transizione politica; ritiene che soltanto un ampio consenso politico conseguito tramite negoziati inclusivi possa assicurare una soluzione sostenibile, ripristinare la pace e preservare l'unità, la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dello Yemen;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, al Segretario generale della Lega degli Stati arabi e al governo dello Yemen.

 

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2016Avviso legale