presentata a norma dell'articolo 103, paragrafo 4, del regolamento da
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Hans-Gert Poettering, João de Deus Pinheiro, José Albino Silva Peneda, Ville Itälä, Jaime Mayor Oreja e Marianne Thyssen, a nome del gruppo PPE-DE
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Martin Schulz e Hannes Swoboda, a nome del gruppo PSE
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Annemie Neyts-Uyttebroeck e Alexander Nuno Alvaro, a nome del gruppo ALDE
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Daniel Marc Cohn-Bendit, Monica Frassoni e Jean Denise Lambert, a nome del gruppo Verts/ALE
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Cristiana Muscardini and Anna Elzbieta Fotyga, a nome del gruppo UEN
in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:
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PSE (B6‑0154/2004)
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ALDE (B6‑0157/2004)
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PPE-DE (B6‑0158/2004)
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Verts/ALE (B6‑0159/2004)
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UEN (B6‑0161/2004)
sull'esito della riunione del Consiglio europeo svoltasi a Bruxelles il 4 e 5 novembre 2004
Risoluzione del Parlamento europeo sull'esito della riunione del Consiglio europeo svoltasi a Bruxelles il 4 e 5 novembre 2004
Il Parlamento europeo,
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viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles del 4 e 5 novembre 2004,
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viste la relazione del Consiglio europeo e la dichiarazione della Commissione sulla riunione del Consiglio europeo del 4 e 5 novembre 2004,
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visto il programma dell'Aia relativo allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia,
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visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,
I.Preparazione della revisione intermedia della strategia di Lisbona e relazione del Gruppo ad alto livello
1.
si compiace del fatto che il Consiglio europeo abbia confermato la validità e la rilevanza di una strategia di Lisbona equilibrata, dotata di una dimensione economica, sociale e ambientale, e sottolinea che tale equilibrio è essenziale sia per la visione europea della società che per la competitività dell'Europa su scala mondiale; insiste su una dimensione sociale e una dimensione ambientale ambiziose; deplora il fatto che la strategia non sia stata finora in grado di produrre la maggior parte dei risultati attesi;
2.
richiama l'attenzione sulle conclusioni della relazione Kok, che individua nella carente attuazione della strategia da parte degli Stati membri il principale ostacolo alla realizzazione di progressi più rapidi quanto agli obiettivi di Lisbona, e chiede che la revisione intermedia si concentri soprattutto su tale punto e formuli raccomandazioni adeguate, coinvolgendo le autorità europee, nazionali e regionali; concorda sulla necessità di trovare forme più efficaci per misurare i progressi compiuti nel quadro del processo di Lisbona;
3.
concorda con le conclusioni della relazione, secondo cui il Parlamento deve essere coinvolto più strettamente nel processo di monitoraggio e nella promozione dell'attuazione dell'Agenda di Lisbona; conferma che il Parlamento terrà un ampio dibattito sulla revisione intermedia in una delle prossime tornate; prende atto del programma di lavoro sul miglioramento della regolamentazione e si impegna ad adoperarsi in proposito in qualità di colegislatore, assieme alla Commissione e al Consiglio;
4.
ritiene che, per raggiungere il livello di crescita di cui necessita, l'Europa dovrebbe concentrarsi sulle riforme strutturali e su un'azione macroeconomica dell'Unione e dei governi dei 25 Stati membri, compresi investimenti nelle risorse umane, nella ricerca e nell'innovazione, per stimolare la crescita e l'occupazione, senza compromettere la stabilità e la sostenibilità delle finanze pubbliche;
5.
ritiene che il Consiglio europeo debba porre l'accento sulla dimensione ambientale, in particolare sulle azioni intese a far fronte al cambiamento climatico nel quadro dell'accordo di Kyoto; sottolinea l'esigenza di integrare appieno nella strategia di Lisbona la revisione della strategia per lo sviluppo sostenibile;
6.
deplora che, quanto alla realizzazione di un'economia basata sulla conoscenza, ancora una volta il Consiglio non sia riuscito a raggiungere un accordo su un brevetto europeo e che, inoltre, gli investimenti destinati alla ricerca e allo sviluppo sono ben lontani dall'obiettivo del 3% del PIL;
7.
plaude al riconoscimento dei fattori demografici e chiede che l'invecchiamento della popolazione europea sia considerato una priorità politica;
II.Spazio di libertà, sicurezza e giustizia: il programma dell'Aia
8.
prende nota dell'adozione del nuovo programma pluriennale per il prossimo quinquennio;
9.
plaude alla storica decisione del Consiglio europeo di applicare pienamente, entro il 1° aprile 2005, il voto a maggioranza qualificata e la codecisione a tutti i settori inerenti alla giustizia e gli affari interni (Titolo IV) ad eccezione dell'immigrazione legale; ricorda che ciò corrisponde a un obiettivo di vecchia data perseguito dal Parlamento europeo nell'ambito delle varie Conferenze intergovernative che si sono succedute e sollecita la Commissione ad attivare pienamente, quanto prima, le nuove procedure decisionali democratiche ed efficienti;
10.
si compiace del fatto che il programma dell'Aia ponga l'accento sulla garanzia dei diritti fondamentali, delle garanzie procedurali minime e dell'accesso alla giustizia; deplora la mancanza di coerenza e di risorse per quanto riguarda gli strumenti necessari per tutelare i diritti fondamentali;
11.
sottolinea l'urgente necessità di ridurre l'immigrazione clandestina e osserva che l'unica strada da percorrere è una politica europea coerente e organica in materia di asilo e di immigrazione; prende atto dell'intenzione di passare alla seconda fase del regime europeo comune in materia di asilo, ma ricorda al Consiglio europeo che la direttiva sulle procedure di asilo non è ancora stata adottata;
12.
pone l'accento sulla necessità di compiere progressi significativi e sostanziali nell'attuazione di una politica europea organica sull'immigrazione e insiste su un approccio globale ed equilibrato alle questioni relative all'immigrazione, incluse proposte concrete volte a garantire lo scambio delle migliori prassi in materia di accoglienza e integrazione degli immigrati, nonché di non discriminazione; sottolinea che il sostegno nella regione di origine e transito deve completare una procedura d'asilo comune in seno all'UE basata su elevati standard di prestazioni e sul pieno riconoscimento degli obblighi internazionali dell'UE e dei suoi Stati membri;
13.
prende atto dell'importanza attribuita dal Consiglio allo sviluppo di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, in particolare alla luce degli attentati terroristici avvenuti negli Stati Uniti l'11 settembre 2001 e a Madrid l'11 marzo 2004, ma sottolinea la necessità di garantire il giusto equilibrio tra le esigenze dell'applicazione della legge e la protezione dei dati e delle libertà fondamentali;
14.
sottolinea l'importanza di garantire che allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia siano assegnate risorse sufficienti nell'ambito delle nuove prospettive finanziarie; osserva che, senza finanziamenti adeguati, non sarà possibile attuare le misure previste dal programma dell'Aia;
15.
plaude alla dichiarazione della Presidenza olandese sul principio di trasparenza, ma deplora lo scarso impegno dimostrata dal Consiglio per dare attuazione a tale principio relativamente alla sua attività legislativa senza attendere la ratifica della Costituzione; afferma che il principio della trasparenza è già contemplato dall'attuale trattato (articolo 207 del trattato CE) e che nulla giustifica ulteriori ritardi;
Comunicare l'Europa
16.
prende atto delle conclusioni su "comunicare l'Europa" e, pur riconoscendo che le singole campagne relative alla ratifica restano di competenza degli Stati membri, insiste sul fatto che il Consiglio europeo è investito della responsabilità collettiva di assicurare quanto prima l'entrata in vigore della Costituzione, ragion per cui è necessaria una leadership importante a livello dell'Unione per coordinare la campagna per la Costituzione;
III.Iraq
17.
esprime la propria preoccupazione dinanzi alle difficoltà incontrate quanto al ripristino della sicurezza e delle condizioni per preparare elezioni libere ed eque, in programma nel gennaio 2005, nonché per ricostruire il paese con l'obiettivo di ripristinarne la piena sovranità; esprime altresì preoccupazione per tutte le vittime provocate fra la popolazione civile dalle attuali operazioni militari;
18.
condanna fermamente tutti gli atti di violenza indiscriminata, gli attentati terroristici e il sequestro di ostaggi, che provocano molte vittime civili, e ricorda l'impegno assunto da tutte le parti, in ottemperanza alla risoluzione 1546 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, di agire nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani;
19.
valuta favorevolmente la dichiarazione del Consiglio europeo sulle relazioni tra l'UE e l'Iraq e condivide appieno il suo impegno e la sua determinazione a contribuire alla ricostruzione e trasformazione dell'Iraq nonché alla sua reintegrazione in seno alla comunità internazionale in quanto Stato partner sovrano, indipendente, sicuro, unificato, prospero e democratico; plaude in particolare alla prospettiva di misure e iniziative finalizzate al conseguimento di tale obiettivo;
20.
reputa che la conferenza in programma il 23 novembre prossimo a Sharm el Sheikh rappresenterà il primo passo verso l'applicazione della risoluzione 1546 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del diritto internazionale;
21.
chiede che le elezioni per l'Assemblea nazionale transitoria garantiscano la partecipazione più ampia possibile delle diverse componenti politiche e siano libere ed eque; conta che l'Unione europea fornisca il proprio sostegno per la preparazione delle elezioni;
22.
appoggia il pacchetto finanziario deciso per l'Iraq, ma richiama l'attenzione sull'incoerenza della posizione del Consiglio, che sottoscrive diversi nuovi programmi e iniziative sull'Iraq senza indicare se verrà fatto ricorso o meno allo strumento di flessibilità e mantiene un atteggiamento estremamente restrittivo circa l'assegnazione di fondi supplementari per il bilancio UE 2005; ribadisce a questo proposito la sua ferma posizione, in base alla quale la concessione di nuovi stanziamenti non deve andare a scapito di altre priorità di politica estera;
23.
deplora il fatto che il Consiglio non abbia preso posizione sui moniti lanciati dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) circa i rischi imminenti di proliferazione nucleare; invita le forze multinazionali e il governo provvisorio iracheno a garantire immediatamente all'AIEA pieno accesso a tutti gli impianti nucleari iracheni, per consentire una valutazione globale dei siti nonché accertare un'eventuale contaminazione radioattiva della popolazione e dell'ambiente, e a informare pienamente l'AIEA in merito a tutte le loro attività connesse ai già noti vecchi siti nucleari dell'Iraq;
24.
appoggia la proposta dell'Unione di una "missione integrata di polizia, stato di diritto e amministrazione civile" intesa a rafforzare le forze di polizia, l'ordinamento giudiziario e le strutture carcerarie dell'Iraq nonché le capacità investigative del paese in ambito penale e invita la Presidenza dell'Unione a discutere con il governo provvisorio dell'Iraq la costituzione di una commissione mista per le persone scomparse, composta di membri iracheni e rappresentanti internazionali;
IV.Medio Oriente
25.
condivide la solidarietà espressa dal Consiglio europeo al popolo palestinese dopo la morte del Presidente Arafat e ribadisce il suo pieno sostegno ai legittimi rappresentanti dell'Autorità palestinese;
26.
sostiene ancora una volta, in un momento particolarmente delicato come quello attuale, che la soluzione del conflitto mediorientale è possibile solo attraverso la negoziazione di un accordo di pace stabile e definitivo quale delineato nella roadmap, senza condizioni preliminari, basato sull'esistenza di due Stati democratici sovrani e vitali, Israele e la Palestina, che coesistono pacificamente, l'uno accanto all'altro, all'interno di frontiere sicure e riconosciute, entro le quali sia garantita la coesistenza pacifica di cristiani, musulmani ed ebrei;
27.
si dichiara fiducioso che l'Autorità nazionale palestinese riuscirà a garantire il normale funzionamento delle istituzioni, a organizzare elezioni presidenziali, legislative e amministrative libere ed eque e a mantenere il controllo della situazione, onde assicurare il rispetto della legge e l'ordine durante tale processo; esprime l'impegno dell'UE di assistere l'Autorità palestinese nell'organizzazione delle elezioni nei territori palestinesi e chiede ad Israele di non interferire e di agevolare lo svolgimento di tali elezioni;
28.
sostiene in particolare il pacchetto di suggerimenti pratici concernenti la sicurezza, le riforme e l'assistenza finanziaria da parte dell'UE presentato dall'Alto rappresentante per la PESC e appoggiato dal Consiglio europeo, nella prospettiva di riattivare e rilanciare l'attuazione della roadmap per la pace in Medio Oriente;
V.Sudan
29.
condivide la profonda preoccupazione espressa dal Consiglio nelle sue conclusioni del 2 novembre in merito al deterioramento delle condizioni di sicurezza e della situazione umanitaria nella regione del Darfur a seguito delle nuove violenze perpetrate dai ribelli e dalla milizia, cui si aggiunge lo spostamento violento e forzato di persone all'interno del paese ad opera delle forze del governo sudanese;
30.
sollecita energicamente tutte le parti coinvolte nel conflitto a porre immediatamente fine alle operazioni militari e a rispettare nella sua totalità l'accordo di cessate il fuoco di N'Djamena dell'8 aprile e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nn. 1556 e 1564;
31.
chiede all'UE e ai suoi Stati membri di sostenere la commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite nelle sue indagini sulle violazioni del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani, consentendole di stabilire anche se siano stati commessi atti di genocidio e di identificarne i responsabili; invita parimenti tutte le parti coinvolte nel conflitto a collaborare pienamente con tale commissione;
32.
si compiace del fatto che il Consiglio europeo abbia ribadito il proprio sostegno alla missione dell'Unione africana nel Darfur e invita gli Stati membri a mantenere senza indugi l'impegno di fornire l'assistenza necessaria per estendere tale missione; sottolinea che la comunità internazionale deve fare di più, in stretta cooperazione con l'Unione africana, per garantire la protezione dei civili nel Darfur, dal momento che le uccisioni e gli stupri sistematici continuano; propone, a questo proposito, che l'Unione africana, le Nazioni Unite e l'Unione europea valutino congiuntamente la possibilità di inviare un maggior numero di osservatori incaricati di verificare la situazione dei diritti umani e di introdurre una forza di polizia internazionale;
33.
invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare a sostenere i processi di pace in corso a Abuja e Naivasha per evitare il rischio di quello che il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Sudan, Jan Pronk, descrive come "uno stato di anarchia, un collasso totale della legge e dell'ordine";
34.
plaude al fatto che il governo del Sudan e i gruppi ribelli JEM e SLM/A abbiano firmato protocolli per il miglioramento della situazione umanitaria e delle condizioni di sicurezza nel Darfur;
35.
invita il Consiglio di sicurezza dell'ONU a decidere un embargo totale delle forniture di armi al Sudan, ad applicare sanzioni mirate contro i responsabili di violazioni su larga scala dei diritti umani e di altre atrocità - tenuto conto dei recenti episodi di mancato rispetto del cessate il fuoco e degli impegni assunti a favore del processo di pace - e ad assicurare che tali sanzioni non si aggiungano alle sofferenze della popolazione di quel paese;
VI.Iran
36.
appoggia gli sforzi dell'Unione europea e dei suoi Stati membri per negoziare un accordo con il governo iraniano in merito al programma nucleare di quest'ultimo sulla base della trasparenza e del rispetto delle norme AIEA; prende atto della recente dichiarazione delle autorità iraniane, che hanno annunciato la sospensione del programma di arricchimento dell'uranio;
37.
esprime nel contempo profonda preoccupazione dinanzi al deteriorarsi della situazione dei diritti umani nel paese e ribadisce che sarà possibile stabilire con l'Iran rapporti duraturi e imperniati su uno spirito di cooperazione, che comprendano anche una dimensione politica, solo sulla base di progressi reali e del miglioramento della situazione attuale;
VII.Ucraina
38.
condivide la valutazione del Consiglio che individua nell'Ucraina un vicino e un partner essenziale, pur deplorando il fatto che il primo turno delle elezioni presidenziali, svoltosi il 31 ottobre, non si sia stato conforme a svariate norme internazionali in materia di elezioni democratiche e si dichiara allarmato al riguardo;
39.
invita pertanto le autorità ucraine a rimediare tempestivamente alle lacune riscontrate, prima del secondo turno elettorale, e a creare le condizioni necessarie per elezioni libere e eque, in particolare assicurando parità di accesso ai mezzi di informazione pubblici a entrambi i candidati;
40.
è fortemente incoraggiato dall'elevato tasso di partecipazione, dall'interesse e dall'approccio serio dimostrato dalla popolazione ucraina in relazione alle elezioni presidenziali; invita pertanto il Consiglio e la Commissione, a condizione che il secondo turno elettorale sia conforme alle norme internazionali, a dare attuazione con la massima sollecitudine al piano d'azione per l'Ucraina, e in particolare a porre l'accento in via prioritaria sullo sviluppo delle istituzioni della società civile;
VIII.Aspetti esterni della politica di libertà, sicurezza e giustizia dell'Unione
41.
prende atto dell'impegno del Consiglio ad assistere i paesi terzi, in particolare quelli di origine e di transito di migranti e richiedenti asilo, al fine di combattere l'immigrazione illegale, migliorare la gestione dei flussi migratori e fornire protezione ai profughi; sottolinea tuttavia che queste misure non devono ripercuotersi sulle modalità di assegnazione degli aiuti allo sviluppo dell'Unione, né sull'obiettivo prioritario dell'assistenza comunitaria ai paesi in via di sviluppo, che deve rimanere quello di combattere la povertà, come sancisce la Costituzione dell'Unione europea; esorta la Commissione e l'Alto rappresentante a garantire che la strategia concernente gli aspetti esterni della politica comunitaria in materia di libertà, sicurezza e giustizia, che deve essere presentata entro la fine del 2005, impedisca che gli aiuti allo sviluppo siano utilizzati per fini politici;
42.
incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali degli Stati membri e dei paesi candidati.