presentata a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento da
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Jürgen Schröder, José Ribeiro e Castro, Laima Liucija Andrikienė, Colm Burke, Charles Tannock, Eija-Riitta Korhola e Mario Mauro, a nome del gruppo PPE-DE
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Alain Hutchinson, Josep Borrell Fontelles e Pasqualina Napoletano, a nome del gruppo PSE
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Thierry Cornillet e Marios Matsakis, a nome del gruppo ALDE
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Ryszard Czarnecki e Adam Bielan, a nome del gruppo UEN
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Frithjof Schmidt, Margrete Auken, Marie-Hélène Aubert, Raül Romeva i Rueda e Angelika Beer, a nome del gruppo Verts/ALE
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Luisa Morgantini, a nome del gruppo GUE/NGL
in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:
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viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione nel Darfur e in particolare quella del 26 settembre 2007,
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vista la risoluzione dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE sulla situazione nel Darfur, adottata a Wiesbaden il 28 giugno 2007,
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visto il Consenso di Tripoli sul processo politico per il Darfur, adottato a Tripoli il 28 e 29 aprile 2007,
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vista la decisione dell'Unione africana (UA) dell'aprile 2004 di istituire la Missione dell'Unione africana in Sudan (AMIS),
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vista la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU n. 1706, in cui si propone una forza di pace di 22.000 effettivi per il Darfur,
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visto lo statuto del Tribunale penale internazionale per quanto riguarda le missioni internazionali di pace,
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vista la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU n. 1778 del 25 settembre 2007, la quale prevede lo spiegamento di una presenza internazionale multidimensionale nel Ciad orientale e nella Repubblica Centroafricana nordorientale (RCA), composta da una missione ONU (MINURCAT), un contingente di polizia del Ciad addestrato dall'ONU e un contingente militare dell'Unione europea (EUFOR),
A.
considerando che il 30 settembre forze non identificate hanno attaccato una base dell'Unione africana a Haskanita, nel Darfur meridionale, uccidendo 10 componenti della forza di pace dell'Unione africana e della polizia civile mentre almeno altri 8 effettivi della Missione dell'Unione africana in Sudan (AMIS) sono stati gravemente feriti e circa 40 sono dispersi, secondo informazioni fornite dall'Unione africana,
B.
considerando che la perdita di vite umane è stata la più grave subita fino a questo momento dalla forza dell'UA, che risulta essere insufficientemente equipaggiata,
C.
considerando che l'impennata di violenza nel Darfur meridionale nelle scorse settimane ha causato l'uccisione di tre autisti del Programma alimentare mondiale (PAM) e ha indotto il gruppo Médecins san Frontières a ritirarsi dalla città di Muhajiriya, lasciando numerosi sfollati senza cure mediche,
D.
considerando che la forza della Missione dell'Unione africana in Sudan (AMIS) ha distaccato attualmente nel Darfur circa 7.000 effettivi militari e della polizia civile ed è praticamente l'unica forza nel Darfur che fornisce protezione ai civili; considerando che un'operazione ibrida UA/ONU di 26.000 effettivi, denominata UNAMID, è stata autorizzata nel luglio 2007 ma deve ancora essere dispiegata,
E.
considerando che il compito della forza AMIS è stato di monitorare l'accordo di pace sul Darfur e vari altri accordi di cessate il fuoco,
F.
osservando che le aggressioni alla forza AMIS sono ultimamente aumentate e che dopo il dispiegamento iniziale di tale forza nel 2004 sono state uccise più di 25 persone tra soldati e civili e i feriti sono decine,
G.
considerando che dopo il fallimento dell'accordo di pace sul Darfur si è verificato un aumento dei disordini e dell'insicurezza,
H.
esprimendo la propria soddisfazione per il fatto che la forza UNAMID, contrariamente agli osservatori attuali dell'Unione africana, è autorizzata a intervenire attivamente per salvare le vite umane,
I.
considerando che occorrerà un anno o più prima che l'organico della missione di pace sia al completo,
J.
profondamente rattristato e indignato per le morti violente e i saccheggi nelle città di Haskanita e Muhajiriya,
1.
condanna fermamente l'uccisione di 10 effettivi della forza di pace dell'Unione africana in Darfur e ritiene che su questo crimine di guerra debbano indagare senza indugio l'Unione africana e le Nazioni Unite;
2.
deplora la sempre maggiore insicurezza esistente nella regione, come dimostrato da questi atti di violenza e come riferiscono continuamente gli osservatori internazionali e le ONG che operano nel Darfur;
3.
chiede un'immediata cessazione delle ostilità e degli attacchi perpetrati contro AMIS, i civili, le agenzie umanitarie, il loro personale e i loro dispositivi e i convogli che trasportano gli aiuti;
4.
invita il governo sudanese e i gruppi ribelli a cooperare pienamente con un'indagine indipendente sul terribile attacco di Haskanita e a processare tutti i responsabili;
5.
sottolinea che il destino degli effettivi della forza di pace che ancora risultano dispersi è da accertare e chiede che il gruppo responsabile dell'attacco renda immediatamente noto dove si trovano;
6.
deplora il fatto che tale attacco è stato sferrato in un momento in cui l'Unione africana e le Nazioni Unite stanno esercitando i loro massimi sforzi per riavviare i negoziati di pace sul Darfur in Libia il 27 ottobre; chiede l'urgente intervento della forza UNAMID nel Darfur per contribuire a porre fine al conflitto;
7.
sottolinea che il diritto consuetudinario di guerra proibisce gli attacchi contro i militari e i dispositivi coinvolti nelle missioni internazionali di pace, a condizione che non partecipino direttamente alle ostilità;
8.
approva l'accettazione da parte del governo del Sudan il 12 giugno 2007 della forza UNAMID; ricorda tuttavia che il governo del Sudan ha già assunto l'impegno, che poi non ha mantenuto, di permettere l'accesso alla forza ibrida nel Sudan; chiede il rapido dispiegamento della forza UNAMID con un mandato che le consenta di proteggere efficacemente i civili e invita le Nazioni Unite a rispettare il loro impegno e a fornire gli effettivi che sono stati promessi;
9.
ricorda al governo del Sudan che ha la responsabilità primaria in materia di sicurezza interna e che non dovrebbe rinunciare a questa responsabilità a favore della comunità internazionale;
10.
invita gli Stati membri dell'UE e l'ONU a mobilitare senza ulteriori indugi un deciso sostegno politico, finanziario, logistico, tecnico e di altro tipo, con personale militare specializzato per AMIS e UNAMID, ai fini dell'effettivo completamento dell'intervento entro la fine di dicembre 2007; invita il governo del Sudan ad accettare il sostegno e le forze militari di tutti i paesi e a fare il possibile per agevolare l'adempimento dei loro mandati;
11.
sottolinea che le forze militari di tutte le parti, gli effettivi, i veicoli e i dispositivi devono essere chiaramente distinguibili dagli operatori dell'aiuto umanitario allo scopo di assicurare la loro rigorosa neutralità e di evitare che vengano attaccati;
12.
invita la Commissione a tenere informato il Parlamento in merito a eventuali progressi compiuti per quanto riguarda l'utilizzazione degli aiuti finanziari che concede ad AMIS e in particolare il pagamento dei salari e delle indennità ai soldati di AMIS;
13.
invita l'UE, l'ONU e l'Unione africana a restare uniti negli sforzi per risolvere il conflitto del Darfur e a dare la priorità a un processo di pace completo mediante il dialogo politico con tutte le parti interessate;
14.
incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, ai Capi di Stato e di governo e ai parlamenti degli Stati membri dell'UE, al governo e al parlamento del Sudan, al Segretario generale delle Nazioni Unite, ai Capi di Stato e di governo della Lega araba, ai governi dei paesi ACP, all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE e alle Istituzioni dell'Unione africana.