Procedura : 2009/2730(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B7-0188/2009

Testi presentati :

RC-B7-0188/2009

Discussioni :

PV 14/12/2009 - 16

Votazioni :

PV 16/12/2009 - 4.4
CRE 16/12/2009 - 4.4
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Testi approvati :

P7_TA(2009)0110

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 125kWORD 73k
14.12.2009
PE432.808v01-00}
PE432.813v01-00} RC1
 
B7-0188/2009}
B7-0192/2009} RC1

presentata a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento

in sostituzione della proposta di risoluzione presentata dai gruppi:

PPE ed ECR (B7‑0188/2009)

ALDE (B7‑0192/2009)


sulle prospettive dell’Agenda di Doha per lo sviluppo a seguito della settima Conferenza ministeriale dell’OMC


Georgios Papastamkos, Daniel Caspary, Tokia Saïfi a nome del gruppo PPE
Michael Theurer, Niccolò Rinaldi, Metin Kazak a nome del gruppo ALDE
Robert Sturdy, Jan Zahradil a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sulle prospettive dell’Agenda di Doha per lo sviluppo a seguito della settima Conferenza ministeriale dell’OMC   

Il Parlamento europeo,

–   visto l'accordo GATT, in particolare il capitolo IV, articoli 36 "Principi e obiettivi" e 37 "Impegni",

–   vista la dichiarazione ministeriale di Doha dell'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) in data 14 novembre 2001,

–   vista la dichiarazione ministeriale di Hong Kong dell'OMC in data 18 dicembre 2005,

–   vista la sua risoluzione del 4 aprile 2006 sulla valutazione del round di Doha a seguito della Conferenza ministeriale dell'OMC a Hong Kong(1),

–   visti i progetti provvisori (o "modalità") del 2008 per un accordo finale sugli scambi agricoli e non agricoli,

–   visto l'impegno di mantenere lo status quo assunto dai leader mondiali del G20 in occasione di recenti vertici che prevede di astenersi da misure che introdurrebbero ostacoli al commercio e agli investimenti e di correggere tempestivamente qualsiasi misura di questo tipo,

–   visto il discorso inaugurale tenuto da Pascal Lamy in occasione del Forum pubblico dell'OMC il 28 settembre 2009,

–   visti gli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite e gli impegni in materia di aiuti assunti dagli Stati membri dell'UE per affrontare la fame e la povertà,

–   vista la relazione annuale OMC del 2009,

–   vista la sintesi del presidente in ordine alla VII Conferenza ministeriale dell'OMC svoltasi il 2 dicembre 2009,

–   visto l'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento,

A. considerando che il round di Doha è stato avviato nel 2001 al fine di creare nuove opportunità di mercato, rafforzare le norme commerciali multilaterali, affrontare gli attuali squilibri del sistema commerciale e mettere gli scambi al servizio dello sviluppo sostenibile, ponendo l'accento sull'integrazione economica dei paesi in via di sviluppo, soprattutto i paesi meno avanzati (PMA), partendo dalla convinzione che un sistema multilaterale, basato su norme più giuste ed eque, può contribuire a un commercio equo e libero al servizio dello sviluppo di tutti i continenti,

B.  considerando che la dichiarazione di Doha ribadisce il proprio impegno ad applicare un trattamento speciale e differenziato ai paesi in via di sviluppo, al fine di tener conto della loro situazione di disparità,

C. considerando che i colloqui ministeriali OMC per concludere il round di Doha si sono bloccati alla fine di luglio 2008,

D. considerando che il commercio internazionale è stato colpito in modo particolarmente profondo dalla crisi economica, con una riduzione dei flussi commerciali ancor più significativa di quella che ha interessato la produzione mondiale,

E.  considerando che un miglioramento delle norme OMC sulla facilitazione degli scambi sarebbe vantaggioso per tutti i membri OMC rafforzando la certezza del diritto, riducendo i costi delle transazioni commerciali e impedendo utilizzi illeciti,

F.  considerando che la VII Conferenza ministeriale dell'OMC, svoltasi a Ginevra il 30 novembre-2 dicembre 2009, ha evidenziato la grande importanza del commercio e del round di Doha in ordine alla ripresa economica e all'alleviamento della povertà nei paesi in via di sviluppo,

G. considerando che, a seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, in sede OMC è stata utilizzata per la prima volta la definizione "Unione europea" nella sessione di lavoro del 1° dicembre 2009 della VII Conferenza ministeriale,

1.  ribadisce il suo impegno nei confronti di un sistema commerciale multilaterale e dell'OMC come garante di un sistema commerciale fondato su regole; ritiene che l'OMC abbia un ruolo fondamentale da svolgere nel garantire una migliore gestione della globalizzazione e una più equa distribuzione dei relativi benefici;

2.  ritiene che, nell'ambito dell'attuale crisi economica, le norme e gli impegni OMC abbiano prevenuto in larga misura il ricorso dei suoi membri a misure commerciali restrittive, consentendo ad un tempo flessibilità nell'adottare misure di ripresa economica;

3.  incoraggia i membri OMC a rimanere impegnati nei confronti di un'attiva lotta contro il protezionismo nelle loro relazioni commerciali bilaterali e multilaterali e nei futuri accordi;

Agenda di Doha per lo sviluppo (ADS)

4.  ribadisce il suo fermo sostegno a uno sviluppo che sia al cuore dell'ADS e invita i membri dell'OMC a raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati nella dichiarazione di Doha del 2001, al fine di garantire che l'attuale round commerciale sia un round di sviluppo e che esso contribuisca al conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio dell'ONU;

5.  riconosce il progresso che è stato conseguito nell'ADS dopo la Conferenza ministeriale di Hong Kong; prende atto dell'impegno evidenziato nel corso della VII Conferenza ministeriale di Ginevra che non verteva sui negoziati ADS;

6.  sostiene risolutamente la conclusione dell'ADS sulla base di un esito esauriente, ambizioso ed equilibrato dei negoziati, a beneficio della crescita economica e dello sviluppo globali nonché della credibilità del sistema commerciale multilaterale; ritiene che una positiva conclusione dell’ADS potrebbe costituire un importante parametro nel favorire la ripresa economica globale dopo la crisi economica e finanziaria;

7.  esorta le economie emergenti ad assumere le loro responsabilità di attori economici globali e a fare concessioni commisurate al loro livello di sviluppo e competitività (settoriale); sottolinea l'importanza del commercio nord-sud nonché sud-sud;

8.  invita i paesi sviluppati e le economie emergenti ad aderire all'iniziativa UE "Tutto fuorché le armi", garantendo ai PMA un accesso al mercato totalmente esente da dazi e quote; sottolinea altresì l'importanza di rafforzare il quadro degli aiuti al commercio;

9.  invita la Commissione a perseguire gli obiettivi stabiliti nel mandato negoziale, soprattutto per quanto riguarda la protezione delle indicazioni geografiche e dei DPI, l'accesso al mercato dei beni e dei servizi industriali e gli appalti pubblici, sia nei paesi sviluppati che nei paesi in via di sviluppo, nonché i requisiti minimi in materia di standard sociali e ambientali;

10. incoraggia l'UE a svolgere un ruolo di guida nel promuovere un progresso tangibile nei negoziati OMC in corso, al fine di concludere il Doha round, nonché ad agevolare la piena partecipazione dei paesi in via di sviluppo e dei PMA nel commercio globale, mediando tra le varie posizioni dei membri OMC;

i.   Agricoltura

11. invita la Commissione a rispettare rigorosamente il mandato negoziale ricevuto dal Consiglio che pone la riforma PAC già completata come limite della propria azione, purché si ottengano equivalenti concessioni dai suoi partner commerciali, e a difendere fermamente la posizione UE sulle indicazioni geografiche;

ii.  NAMA (accesso al mercato per i prodotti non agricoli)

12. chiede ambiziosi risultati nei negoziati sul NAMA, che garantiscano nuove reali opportunità di accesso al mercato attraverso sostanziali riduzioni delle aliquote applicate, prevedendo comunque un trattamento speciale e differenziato; è favorevole al perseguimento di iniziative settoriali nelle aree di interesse per le esportazioni dell'UE;

iii. Servizi

13. esorta la Commissione a mantenere una ferma posizione negoziale mirante a rafforzare veramente l'accesso al mercato dei prodotti e dei servizi europei sia nelle economie dei paesi sviluppati che in quelli emergenti;

14. chiede che si intensifichino i colloqui nel settore dei servizi ai fini di un'ulteriore liberalizzazione dei servizi in generale, salvaguardando a un tempo gli obiettivi strategici nazionali dei membri OMC e il loro diritto a disciplinare i servizi pubblici;

Riforma dell'OMC

15. rileva la necessità di una riflessione su una riforma istituzionale dell'OMC volta a migliorarne il funzionamento nonché la legittimità e la responsabilità democratiche; sottolinea a tale riguardo l'importanza della dimensione parlamentare per l'OMC; invita la Commissione europea a svolgere un ruolo attivo nella futura riforma istituzionale dell'OMC e nella promozione di un'assemblea parlamentare OMC;

16. ritiene che l'OMC debba affrontare più efficacemente i legami tra commercio e nuove sfide globali come il cambiamento climatico, la sicurezza e l'autonomia alimentari nonché decenti condizioni di lavoro;

17. chiede una maggiore cooperazione tra l'OMC e altre organizzazioni e organi internazionali come l'Organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), il Programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP), il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), al fine di garantire sostegno e coerenza reciproci tra questioni commerciali e non commerciali; sostiene al riguardo gli sforzi in materia di adozione di criteri internazionali e cooperazione in materia regolamentare;

18. sostiene il rafforzamento degli attuali accordi di libero scambio bilaterali e regionali (OMC-plus) e la conclusione di nuovi accordi di questo tipo a complemento del quadro multilaterale;

Trattato di Lisbona

19. sollecita la Commissione ad associare strettamente il Parlamento europeo ai negoziati in corso; evidenzia quindi l'esigenza di rinegoziare il trattato interistituzionale perché esso rifletta le disposizioni commerciali del trattato di Lisbona, secondo il quale la politica commerciale europea deve essere soggetta a un più rigoroso controllo democratico; alla luce del trattato di Lisbona, intende rivedere l'accordo interistituzionale (AII) per stabilire la piena partecipazione del Parlamento europeo ai negoziati commerciali internazionali dell'UE, garantendo in particolare:

(a) che il Parlamento sia informato, prima di avviare i negoziati, sulla base giuridica prescelta,

(b) che, in caso di richiesta ufficiale del Parlamento, il Consiglio decida di non autorizzare l'avvio dei negoziati finché il Parlamento non abbia precisato la propria posizione sul mandato negoziale proposto, sulla base di una relazione della commissione competente,

(c) che il Parlamento sia informato in modo regolare, tempestivo e completo sull'iter di tutti i negoziati commerciali bilaterali e multilaterali,

(d) che, se in qualsiasi fase del negoziato il Parlamento adotta raccomandazioni in materia di conduzione dei negoziati, la Commissione tenga conto del parere del Parlamento prima della conclusione dell'accordo,

(e) che sia istituito e utilizzato un inventario interistituzionale comprendente tutti i documenti che la Commissione fornisce al comitato speciale previsto dall'articolo 207, paragrafo 3, del TFUE;

20. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al Direttore generale dell'OMC.

 

(1)

Testi approvati, P6_TA(2006)0123.

Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2010Avviso legale