Procedura : 2010/2592(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B7-0169/2010

Testi presentati :

RC-B7-0169/2010

Discussioni :

PV 10/03/2010 - 12
CRE 10/03/2010 - 12

Votazioni :

PV 11/03/2010 - 8.1
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2010)0063

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 120kDOC 74k
10.3.2010
PE439.685v01-00}
PE439.686v01-00}
PE439.690v01-00}
PE439.691v01-00}
PE439.692v01-00}
PE439.694v01-00} RC1
 
B7-0169/2010}
B7-0170/2010}
B7-0174/2010}
B7-0175/2010}
B7-0176/2010}
B7-0178/2010} RC1

presentata a norma dell'articolo 110, paragrafo 4, del regolamento da

in sostituzione della proposta di risoluzione presentata dai gruppi:

PPE (B7‑0169/2010)

EFD (B7‑0170/2010)

S&D (B7‑0174/2010)

ALDE (B7‑0175/2010)

ECR (B7‑0176/2010)

Verts/ALE (B7‑0178/2010)


sui prigionieri di coscienza a Cuba


José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Francisco José Millán Mon, Jaime Mayor Oreja, Mario Mauro, Bogusław Sonik, Cristian Dan Preda, Laima Liucija Andrikienė, Filip Kaczmarek, Tunne Kelam a nome del gruppo PPE
Adrian Severin, Luis Yáñez-Barnuevo García, Emine Bozkurt a nome del gruppo S&D
Renate Weber, Izaskun Bilbao Barandica a nome del gruppo ALDE
Raül Romeva i Rueda a nome del gruppo Verts/ALE
Edvard Kožušník, Charles Tannock a nome del gruppo ECR
Fiorello Provera a nome del gruppo EFD
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sui prigionieri di coscienza a Cuba  

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione a Cuba, in particolare quelle del 17 novembre 2004, del 2 febbraio 2006 e del 21 giugno 2007,

–   viste le sue precedenti risoluzioni relative alle relazioni annuali sulla situazione dei diritti umani nel mondo per gli anni 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008, e la politica dell'Unione in materia di diritti umani,

–   vista la sua risoluzione sul seguito del Premio Sacharov del 14 dicembre 2006,

–   viste la dichiarazione della Presidenza del Consiglio del 14 dicembre 2005 sulle "Damas de blanco", così come le precedenti dichiarazioni del 26 marzo 2003 e del 5 giugno 2003 sulla situazione a Cuba,

–   vista la posizione comune 96/697/PESC del Consiglio, adottata il 2 dicembre 1996 e periodicamente aggiornata,

–   viste le conclusioni del Consiglio Affari generali e relazioni esterne del 18 giugno 2007, del giugno 2008 e del 15 giugno 2009, su Cuba,

–   viste le dichiarazioni rilasciate dal portavoce della Vicepresidente della Commissione/Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Baronessa Catherine Ashton, e dal Presidente del Parlamento, Jerzy Buzek, sulla morte a Cuba del prigioniero politico e prigioniero di coscienza Orlando Zapata Tamayo,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che la difesa dell'universalità e dell'indivisibilità dei diritti umani, inclusi i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali, continua a essere uno dei principali obiettivi dell'Unione europea,

B.  considerando che dozzine di giornalisti indipendenti, dissidenti pacifici e difensori dei diritti umani, per lo più membri dell'opposizione democratica, sono ancora detenuti a Cuba per aver esercitato i diritti fondamentali di espressione e di assemblea nonché il diritto di riunione,

C. considerando che nel 2005 il Parlamento ha conferito il Premio Sacharov per la libertà di pensiero al movimento cubano delle Damas de blanco; considerando che il rifiuto da parte delle autorità cubane di autorizzare le Damas de blanco a recarsi presso la sede del Parlamento per ritirare il premio viola uno dei diritti umani fondamentali, ossia il diritto di lasciare liberamente il proprio paese e di farvi ritorno liberamente, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

D. considerando che le istituzioni comunitarie hanno effettuato sforzi per garantire la liberazione e il trattamento umano dei prigionieri politici e di coscienza di Cuba,

E.  considerando che il decesso di Orlando Zapata Tamayo - il primo caso da quasi 40 anni di un attivista cubano morto a causa di uno sciopero della fame per protestare contro gli abusi del governo - va considerato come un grave regresso dei diritti umani a Cuba ed è sfociato in un'ondata di proteste a livello internazionale nonché nello sciopero della fame da parte di molti prigionieri politici e dissidenti cubani detenuti,

1.  condanna fermamente la morte evitabile e crudele del prigioniero politico dissidente Orlando Zapata Tamayo, avvenuta dopo uno sciopero della fame di 85 giorni, ed esprime la propria solidarietà e le proprie condoglianze alla sua famiglia;

2.  condanna la detenzione preventiva degli attivisti e il tentativo del governo di impedire alla famiglia di Orlando Zapata Tamayo di tenere i suoi funerali e di rendergli l'ultimo omaggio;

3.  deplora l'assenza di segnali significativi da parte delle autorità cubane in risposta alle richieste dell'Unione europea e della comunità internazionale di rilasciare tutti i prigionieri politici e di rispettare pienamente le libertà fondamentali, in particolare la libertà di espressione e di associazione politica;

4.  invita il governo cubano a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri politici e i prigionieri di coscienza;

5.  esprime la propria preoccupazione per la situazione dei prigionieri e dei dissidenti politici che hanno iniziato lo sciopero della fame in seguito alla morte di Zapata; si compiace del fatto che la maggior parte di essi si alimenta nuovamente, ma richiama l'attenzione sulla preoccupante situazione del giornalista e psicologo Guillermo Fariñas, che continua lo sciopero della fame con possibile conseguenze fatali;

6.  deplora che non sia stato dato seguito alle reiterate richieste del Consiglio e del Parlamento in relazione all’immediato rilascio di tutti i prigionieri politici e di coscienza e sottolinea che l’incarcerazione dei dissidenti cubani a causa dei loro ideali e delle loro pacifiche attività politiche viola la Dichiarazione universale dei diritti umani;

7.  esorta il Consiglio e la Commissione ad intensificare le iniziative per chiedere la liberazione dei prigionieri politici e promuovere e fornire garanzie per il lavoro dei difensori dei diritti umani, secondo le linee approvate dal Consiglio Affari esteri, nelle sue conclusioni dell '8 dicembre 2009;

8.  esorta le istituzioni dell'UE ad appoggiare incondizionatamente e a incoraggiare senza riserve l'avvio di un processo pacifico di transizione politica verso una democrazia pluripartitica a Cuba;

9.  esprime la sua profonda solidarietà a tutto il popolo cubano e il suo sostegno nel cammino verso la democrazia e il rispetto e la promozione delle libertà fondamentali;

10. esorta l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il Commissario responsabile della cooperazione ad avviare immediatamente un dialogo strutturato con la società civile cubana e con quei settori che sostengono una transizione pacifica nell'isola, conformemente alle conclusioni approvate in seguito dal Consiglio dell'UE, utilizzando i meccanismi comunitari di cooperazione allo sviluppo, in particolare attraverso l'Iniziativa europea per la democrazia e i diritti umani;

11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Presidenza di turno dell'Unione europea, alla Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Assemblea EUROLAT nonché al governo cubano e all'Assemblea nazionale del potere popolare.

 

Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2010Avviso legale