Procedura : 2011/2572(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B7-0135/2011

Testi presentati :

RC-B7-0135/2011

Discussioni :

PV 17/02/2011 - 10.2
CRE 17/02/2011 - 10.2

Votazioni :

PV 17/02/2011 - 11.2

Testi approvati :

P7_TA(2011)0073

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 125kDOC 72k
16.2.2011
PE459.667v01-00}
PE459.674v01-00}
PE459.676v01-00}
PE459.679v01-00}
PE459.680v01-00} RC1
 
B7-0135/2011}
B7-0142/2011}
B7-0144/2011}
B7-0147/2011}
B7-0148/2011} RC1

presentata a norma dell'articolo 122, paragrafo 5, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi

ALDE (B7‑0135/2011)

PPE (B7‑0142/2011)

Verts/ALE (B7‑0144/2011)

S&D (B7‑0147/2011)

ECR (B7‑0148/2011)


sullo Yemen: persecuzione dei minori autori di reati, in particolare il caso di Muhammed Taher Thabet Samoum


José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Elmar Brok, Cristian Dan Preda, Angelika Niebler, Filip Kaczmarek, Bernd Posselt, Mario Mauro, Bogusław Sonik, Tunne Kelam, Elena Băsescu, Monica Luisa Macovei, Eija-Riitta Korhola, Sari Essayah, Tadeusz Zwiefka, Martin Kastler a nome del gruppo PPE
Corina Creţu, Ana Gomes, Richard Howitt, Claude Moraes, Jutta Steinruck a nome del gruppo S&D
Marietje Schaake, Marielle De Sarnez, Ramon Tremosa i Balcells, Kristiina Ojuland, Alexandra Thein a nome del gruppo ALDE
Frieda Brepoels, Barbara Lochbihler, Franziska Katharina Brantner, Jan Philipp Albrecht, Malika Benarab-Attou, Raül Romeva i Rueda, Heidi Hautala a nome del gruppo Verts/ALE
Charles Tannock, Geoffrey Van Orden, Valdemar Tomaševski a nome del gruppo ECR
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sullo Yemen: persecuzione dei minori autori di reati, in particolare il caso di Muhammed Taher Thabet Samoum  

Il Parlamento europeo,

–   vista la sua risoluzione del 10 febbraio 2010 sulla situazione nello Yemen(1),

–   visti la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (UNCRC) e il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), di cui lo Yemen è firmatario,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sull'abolizione della pena di morte, in particolare quella del 7 ottobre 2010 sulla Giornata mondiale contro la pena di morte(2),

–   vista la sua risoluzione del 16 dicembre 2010 sulla relazione annuale sui diritti umani nel mondo del 2009 e sulla politica dell'Unione europea in materia(3),

–   visto il documento strategico della Comunità europea per lo Yemen per il periodo 2007-2013,

–  viste la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 22 dicembre 2010 in cui si chiede una moratoria sul ricorso alla pena di morte, la risoluzione 62/149 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 18 dicembre 2008 su una moratoria sul ricorso alla pena di morte nonché la risoluzione 63/168 del 18 dicembre 2008, in cui si sollecita l'applicazione della suddetta risoluzione 62/149 dell'Assemblea generale,

–   vista la dichiarazione di Alessandria del 2008 che esorta i governi dei paesi del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale ad adottare una moratoria sulle esecuzioni, quale primo passo verso l'abolizione della pena di morte,

–  vista la versione riveduta e aggiornata degli orientamenti dell’Unione europea in materia di pena di morte, adottata dal Consiglio il 16 giugno 2008,

–   visto l'articolo 122, paragrafo 5, del suo regolamento,

A. considerando che nel settembre 2001 Muhammed Taher Thabet Samoum è stato condannato a morte dalla Corte penale di Ibb dopo essere stato ritenuto colpevole di un assassinio che avrebbe commesso nel 1999, quando presumibilmente era minorenne; che, in assenza di un certificato di nascita, la condanna a morte è stata confermata da una corte di appello nel maggio 2005 e dalla Corte suprema nell'aprile 2010 ed è stata nel frattempo ratificata dal presidente dello Yemen; che l'esecuzione di Muhammed Taher Thabet Samoum era inizialmente stata fissata al 12 gennaio 2011 ma è stata poi provvisoriamente sospesa dal procuratore generale dello Yemen,

B.  considerando che Fuad Ahmed Ali Abdulla è stato condannato a morte dopo essere stato ritenuto colpevole di un assassinio che avrebbe presumibilmente commesso quando era ancora minorenne, ma che la corte ha respinto tale supposizione; che la sua esecuzione, prevista per il 19 dicembre 2010, è stata sospesa in seguito alle proteste della comunità internazionale, in particolare l'UE, e del suo avvocato,

C.  considerando che la pena di morte è la sanzione crudele, inumana e degradante per antonomasia, che viola il diritto alla vita quale sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

D.  considerando che lo Yemen è un paese firmatario dell'UNCRC e dell'ICCPR e che entrambe vietano espressamente l'esecuzione delle persone condannate per reati commessi quando erano minorenni; che la comminazione della pena di morte per minori autori di reati è espressamente vietata anche dall'articolo 31 del codice penale yemenita,

E.  considerando che sono decine le persone giustiziate nello Yemen nel 2010; che, secondo le segnalazioni di organizzazioni per i diritti umani, nello Yemen centinaia di detenuti attendono nel braccio della morte,

F.  considerando che nello Yemen mancano gli strumenti adeguati per determinare l'età degli imputati in assenza di certificati di nascita, inclusi il personale e le applicazioni forensi necessari,

G. considerando che permane una profonda preoccupazione per determinati sviluppi in fatto di democrazia, di diritti dell'uomo e di indipendenza della magistratura nello Yemen; considerando altresì che si sono verificati casi di persecuzione di giornalisti e difensori dei diritti umani; che la situazione delle donne è particolarmente difficile ed è caratterizzata da un accesso all'istruzione ancora più limitato e dall'assenza di partecipazione attiva nella vita politica,

H.  considerando che l'Unione europea è tenacemente impegnata a favore dell'abolizione della pena di morte ovunque nel mondo e si adopera affinché tale principio sia universalmente riconosciuto,

I.   considerando che, secondo le informazioni disponibili, soltanto un paese ha giustiziato un minore autore di reati nel 2010, il che evidenzia una diminuzione rispetto al 2009, quando i paesi erano tre; che lo Yemen ha compiuto progressi significativi verso il divieto di ricorrere alla pena di morte per i minori autori di reati; che questa evoluzione induce a sperare che presto l'esecuzione dei minori sarà messa al bando nel mondo intero de jure e de facto,

1.  condanna tutte le esecuzioni, in qualsiasi paese abbiano luogo, e sottolinea ancora una volta che l'abolizione della pena di morte contribuisce a rafforzare la dignità umana e il progressivo sviluppo dei diritti umani;

2.  esorta il Presidente yemenita e le autorità del paese a fermare l'esecuzione di Muhammed Taher Thabet Samoum e chiede alle autorità yemenite di commutare le condanne a morte emesse nei confronti di Muhammed Taher Thabet Samoum e Fuad Ahmed Ali Abdulla;

3.  invita il governo dello Yemen a cessare le esecuzioni per reati presumibilmente commessi prima dei diciotto anni di età, trattandosi di una sanzione che viola sia il diritto yemenita che gli obblighi contratti dallo Yemen in virtù degli accordi internazionali in materia di diritti umani;

4.  esorta le autorità yemenite a rispettare l'articolo 31 del codice penale dello Yemen che prevede sentenze diverse dalla pena capitale per i reati commessi dai minorenni;

5.  esorta le autorità yemenite a rispettare le garanzie giuridiche riconosciute internazionalmente per i minori, quali l'ICCPR e l'UNCRC;

6.  invita le autorità yemenite ad introdurre un sistema universale di registrazione delle nascite e a migliorare le procedure di determinazione dell'età degli imputati privi di certificati di nascita;

7.  sottolinea che nello Yemen sono necessarie riforme, come richiesto dai numerosi manifestanti scesi nelle strade del paese, al fine di migliorare le condizioni di vita della popolazione e garantire elezioni libere e giuste, il rispetto dei diritti umani, in particolare la libertà dei media e il diritto a un giusto processo, e la parità di trattamento tra uomini e donne;

8.  invita il Consiglio e la Commissione, in particolare alla luce dell'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna, ad attuare rapidamente un approccio coordinato e globale dell'UE nei confronti dello Yemen;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al SEAE, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ai governi dei paesi membri delle Nazioni Unite nonché al governo e al Presidente della Repubblica dello Yemen.

 

(1)

Testi approvati, P7_TA(2010)0017.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2010)0351.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2010)0489.

Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2011Avviso legale