Procedura : 2012/2680(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B7-0305/2012

Testi presentati :

RC-B7-0305/2012

Discussioni :

OJ 14/06/2012 - 127

Votazioni :

PV 14/06/2012 - 17.1

Testi approvati :


PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 161kWORD 1374k
13.6.2012
PE489.335v01-00}
PE491.940v01-00}
PE491.942v01-00}
PE491.943v01-00}
PE491.945v01-00}
PE491.946v01-00} RC1
 
B7-0305/2012}
B7-0321/2012}
B7-0323/2012}
B7-0324/2012}
B7-0326/2012}
B7-0327/2012} RC1

presentata a norma dell'articolo 122, paragrafo 5, e dell'articolo 110, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

ECR (B7‑0305/2012)

EFD (B7‑0321/2012)

Verts/ALE (B7‑0323/2012)

S&D (B7‑0324/2012)

ALDE (B7‑0326/2012)

PPE (B7‑0327/2012)


sui diritti umani e la situazione della sicurezza nella regione del Sahel (2012/2680(RSP))


José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Michael Gahler, Filip Kaczmarek, Gay Mitchell, Elmar Brok, Michèle Striffler, Mario Mauro, Cristian Dan Preda, Bernd Posselt, Tunne Kelam, Roberta Angelilli, Monica Luisa Macovei, Eija-Riitta Korhola, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Laima Liucija Andrikienė, Zuzana Roithová, Giovanni La Via, Elena Băsescu, Tadeusz Zwiefka, Martin Kastlers, Bogusław Sonik a nome del gruppo PPE
Véronique De Keyser, Ana Gomes, Liisa Jaakonsaari, Ricardo Cortés Lastra, Corina Creţu a nome del gruppo S&D
Charles Goerens, Louis Michel, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Robert Rochefort, Ramon Tremosa i Balcells, Marietje Schaake, Kristiina Ojuland, Marielle de Sarnez, Izaskun Bilbao Barandica, Gesine Meissner, Jelko Kacin, Sonia Alfano a nome del gruppo ALDE
Judith Sargentini, Nicole Kiil-Nielsen, Barbara Lochbihler, Raül Romeva i Rueda a nome del gruppo Verts/ALE
Charles Tannock, Paweł Robert Kowal a nome del gruppo ECR
Fiorello Provera a nome del gruppo EFD

Risoluzione del Parlamento europeo sui diritti umani e la situazione della sicurezza nella regione del Sahel (2012/2680(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–   viste le conclusioni del Consiglio dell'Unione europea sul Mali/Sahel, del 23 aprile 2012(1),

–   viste le conclusioni del Consiglio dell'Unione europea sul Sahel, del 23 marzo 2012(2), recanti approvazione del concetto di gestione della crisi per una missione civile PSDC avente compiti di consulenza, assistenza o formazione nel Sahel,

–   vista la relazione del Servizio europeo per l'azione esterna dal titolo "Strategia per la sicurezza e lo sviluppo del Sahel: relazione sui progressi dell'attuazione, marzo 2012",

–   viste la relazione delle Nazioni Unite sulla missione di valutazione dell'impatto della crisi libica sulla regione del Sahel, Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, 2012(3), e le dichiarazioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sul Mali, del 22 marzo(4), del 26 marzo(5), del 4 aprile(6) e del 9 aprile(7) 2012,

–   viste le conclusioni del Consiglio su una strategia dell'Unione europea per la sicurezza e lo sviluppo del Sahel, del 21 marzo 2011, in occasione della 3076a riunione del Consiglio Affari esteri,

–   viste le risoluzioni dell'assemblea parlamentare paritetica ACP-UE del 18 maggio 2011 sulle sommosse democratiche in Nord Africa e Medio Oriente: conseguenze per i paesi ACP, per l'Europa e per il mondo(8), e del 23 novembre 2011 sulla primavera araba e le sue conseguenze sul vicinato subsahariano(9),

–   viste le conclusioni del Consiglio Affari esteri del 1° dicembre 2011, che incoraggiano l'alto rappresentante a portare avanti i lavori preparatori in vista di un impegno della PSDC volto a rafforzare le capacità regionali in materia di sicurezza nella regione del Sahel in stretta cooperazione con l'Unione africana,

–   viste le conclusioni del Consiglio sulla Libia del 21 marzo, 23 maggio e 18 luglio 2011 e del 23 marzo 2012,

–   vista la relazione finale del Consiglio dell'Unione europea sull'iniziativa per la sicurezza e lo sviluppo del Sahel, del 1° ottobre 2010(10),

–   viste le ulteriori pertinenti disposizioni del trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 3, 6, 21 e 39, e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 205, 208, 214 e 222,

–   visto l'accordo di partenariato ACP-UE (accordo di Cotonou), in particolare gli articoli 1, 8, 25 e 28,

–   visto il partenariato di pace e sicurezza Africa-UE, in particolare le iniziative 2, 7 e 8 del piano di azione 2011-2013, adottato al vertice Africa-UE tenutosi a Tripoli il 29 e 30 novembre 2010,

–   visto il protocollo alla Convenzione dell'Unione africana per la prevenzione e la lotta al terrorismo, adottato ad Addis Abeba l'8 luglio 2004 in occasione della la terza sessione ordinaria della Conferenza dell'Unione africana,

–   visto il discorso pronunciato da Ban Ki-moon dinanzi al parlamento lussemburghese il 17 aprile 2012, nel quale ha invitato la comunità internazionale a rispondere ai crescenti conflitti e disordini nella regione del Sahel, colpita da una grave siccità, in cui crescono il numero degli sfollati e i prezzi di cibo e carburante,

–   vista la richiesta di soccorso alla comunità internazionale formulata il 5 giugno 2012 dalla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) in seguito alla riunione ad alto livello tenutasi a Lomé, Togo, finalizzata ad affrontare la questione della sicurezza alimentare nella regione, in particolare in Senegal, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad,

–   visto il documento strategico dal titolo "Preparazione a una crisi alimentare e nutrizionale nel Sahel e nei paesi vicini", elaborato congiuntamente e aggiornato nel febbraio 2012 da Action Against Hunger, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) e il Programma alimentare mondiale (PAM), e varato quale strategia per meglio rispondere al rischio di una nuova crisi alimentare e nutrizionale nel Sahel nel 2012 a nome del gruppo di lavoro regionale IASC sulla sicurezza alimentare e la nutrizione,

–   visto l'appello lanciato il 10 aprile 2012 da varie agenzie delle Nazioni Unite – UNICEF, ACNUR e OMS – affinché siano sbloccati fondi supplementari per i milioni di persone colpite dall'insicurezza alimentare nella regione del Sahel,

–   visto l'appello lanciato dall'UNICEF per il versamento a favore del Mali di 26 milioni di dollari statunitensi affinché questo paese possa rispondere alle necessità sanitarie e nutrizionali dei bambini fino alla fine dell'anno,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sull'Africa occidentale, in particolare quella sul Mali del 20 aprile 2012(11),

–   vista la risoluzione dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE sulle ripercussioni politiche del conflitto libico sui paesi ACP confinanti e sugli Stati membri dell'UE (101.157/fin), approvata a Horsens, Danimarca, il 30 maggio 2012,

–   visti l'articolo 122, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che gli effetti combinati, nella regione del Sahel, di siccità, inondazioni, degrado del suolo, scarsa resa delle colture, prezzi elevati dei prodotti alimentari, sfollamento, crisi dei rifugiati, povertà cronica, governo debole e, a seguito dei conflitti, deterioramento della situazione per quanto concerne la sicurezza e i diritti umani riguardano milioni di persone in tutta la regione;

B.  considerando che le persone colpite dalla crisi politica e alimentare vivono in condizioni di estrema povertà, tanto che i loro bisogni umani fondamentali non sono soddisfatti e che le tensioni sociali sono in aumento; che la maggioranza di tali persone sono donne, le quali, prive di qualsiasi forma di protezione, costituiscono un gruppo particolarmente vulnerabile;

C. considerando che gli Stati dell'ECOWAS hanno registrato un calo del 9% nella produzione di cereali nel 2012 rispetto all'anno precedente, con una flessione del 26% nel Sahel, e del 50% in Ciad e Gambia;

D. considerando che, secondo le Nazioni Unite, 18 milioni di persone sono state colpite dalla crisi legata alla siccità e ai conflitti nella regione del Sahel, nell'Africa occidentale, dove nel 2011 oltre 200 000 bambini sono morti di malnutrizione e dove un milione di bambini è attualmente a rischio di malnutrizione acuta grave;

E.  considerando che la fragilità dello Stato, l'inadeguatezza del governo e la corruzione nei paesi del Sahel, associate a un sottosviluppo economico risultante in una povertà cronica, offrono un terreno ideale per i gruppi di terroristi, ai trafficanti di droga e di esseri umani, ai gruppi dediti alla pirateria, al commercio di armi, al riciclaggio di denaro, all'immigrazione illegale, nonché alle reti della criminalità organizzata, i quali, insieme, contribuiscono a destabilizzare la regione, con un impatto negativo anche sulle regioni limitrofe;

F.  considerando che la regione sta vivendo un allarmante rafforzamento dei legami tra narcotrafficanti di paesi dell'America latina e dell'Africa centro-occidentale, e che questi ultimi paesi al momento costituiscono una fondamentale rotta di transito per le spedizioni di droga verso l'Europa, che rappresentano più del 25% del consumo mondiale di cocaina; che tali tendenze necessitano di un maggiore impegno dell'Unione europea;

G. considerando che i conflitti in Libia e in Mali, che hanno spinto centinaia di migliaia di sfollati a emigrare verso il Burkina Faso, il Niger e la Mauritania, hanno avuto conseguenze negative sulla situazione della regione in termini di sicurezza, la quale soffre di insicurezza alimentare acuta, scarsità di acqua, aumento della criminalità e una profonda instabilità;

H. considerando che il conflitto libico ha comportato la proliferazione, nella regione sahariana del Sahel, di enormi quantità di armi e un improvviso afflusso di armi pesanti che, nelle mani dei diversi gruppi terroristici e criminali e dei narcotrafficanti che imperversano in questa regione, costituiscono una grave minaccia per la sicurezza e la stabilità dell'intera subregione;

I.   considerando che gli ex combattenti di ritorno dalla Libia in Niger, Ciad, Mali e Mauritania, con grandi quantità di armi e munizioni, sono potenziali reclute per i movimenti di ribelli, i gruppi affiliati di Al Qaeda nel Maghreb islamico e le bande criminali, e contribuiscono alla destabilizzazione dell'intera regione;

J.   viste le tradizioni di tolleranza, solidarietà e rispetto per la persona umana a cui aderisce l'Islam come praticato nella regione,

K. considerando che la mancanza di uno sviluppo socio-economico significativo, l'iniqua distribuzione delle risorse, l'elevato tasso di disoccupazione giovanile, la povertà cronica, la scarsa sicurezza occupazionale e la disperata emarginazione sociale svolgono un ruolo importante nel reclutamento dei giovani da parte dei gruppi terroristici;

L.  considerando che l'ascesa di gruppi ribelli come quello di Boko Haram nel Ciad e in Nigeria costituiscono una minaccia per la stabilità di tutta la regione del Sahel;

M. considerando che tale aspetto, contestualmente al risorgere dell'irredentismo tuareg in paesi quali il Mali e il Niger, compromette la stabilità e l'integrità territoriale dei paesi della regione sahelo-sahariana, in particolare della Mauritania e del Burkina Faso;

N. considerando i legami accertati dei gruppi terroristici della regione sahelo-sahariana con i trafficanti di droga, di armi, di sigarette e di esseri umani; che diversi cittadini europei sono stati sequestrati e tenuti in ostaggio, segnatamente negli ultimi anni;

O. considerando che la lotta al terrorismo nel Sahel richiede anche una politica attiva per promuovere lo sviluppo, la giustizia sociale, lo Stato di diritto e l'integrazione; che occorre proporre ai gruppi di popolazione locali prospettive economiche alternative all'economia criminale;

P.  considerando che l'arco del Sahel è un'area centrale tra l'Africa subsahariana e l'Europa e che la situazione nella striscia sahelo-sahariana è pertanto una questione di sicurezza fondamentale sia per l'Africa sia per l'Europa;

Q. considerando che è necessario mobilitare tutti i soggetti interessati a livello internazionale, regionale e nazionale, al fine di intensificare la lotta al terrorismo e rafforzare la sicurezza nella regione, anche attraverso un dialogo strutturato;

R.  considerando che nell'ambito della strategia dell'UE la Mauritania, il Mali e il Niger sono ritenuti i paesi centrali del Sahel e che, stando ad essa, la scarsa capacità del governo e la povertà sistematica sono dinamiche che si rafforzano reciprocamente;

S.  considerando le gravi ripercussioni dell'insicurezza sull'economia regionale, in particolare sul settore minerario e del turismo, sullo sviluppo e la creazione di posti di lavoro; che il deterioramento delle condizioni di sicurezza ha provocato l'accantonamento dei progetti di sviluppo in atto in diversi paesi della subregione, causando in tal modo la disoccupazione di numerosi giovani, la cui difficile situazione rischia di agevolare i gruppi terroristi o criminali;

1.  esprime profonda preoccupazione per il deterioramento delle condizioni di sicurezza nella regione del Sahel, e invita l'UE ad operare in stretta collaborazione con le autorità e i parlamenti dei paesi della regione, con la società civile e con gli organismi regionali e internazionali, tra cui anche l'Unione africana e l'ECOWAS, per affrontare in modo articolato e globale i diversi fattori politici, economici, sociali e ambientali all'origine della povertà, sostenere lo sviluppo economico e il buon governo, migliorare l'accesso alle infrastrutture e ai servizi di base per la popolazione locale e contribuire a consolidare le istituzioni statali, la magistratura, la polizia e le dogane al fine di rafforzare la sicurezza e lo Stato di diritto nella regione;

2.  condanna fermamente ogni tentativo di impadronirsi del potere con la forza, le azioni di terrorismo, il saccheggio di ospedali, scuole, agenzie di aiuto ed edifici governativi, nonché le punizioni crudeli e disumane associate all'applicazione della legge Sharia, i crimini di guerra, i rapimenti e le gravi violazioni e gli abusi dei diritti umani della popolazione del Mali, segnatamente nelle zone settentrionali controllate dai ribelli, e invita le autorità del Mali e il movimento di liberazione Tuareg a cercare una soluzione pacifica e duratura attraverso il dialogo costruttivo;

3.  condanna in particolare le atrocità perpetrate a danno delle popolazioni civili e dirette soprattutto contro donne e bambini e condanna con particolare fermezza il ricorso a rapimenti e stupri in quanto strumenti di guerra;

4.  chiede al vicepresidente/alto rappresentante di accelerare l'applicazione dei diversi elementi della strategie dell'UE in materia di sicurezza e sviluppo nel Sahel; sostiene l'impegno del Consiglio a contribuire alla sviluppo di una regione pacificata e stabile in cui sia assicurata l'autosufficienza alimentare;

5.  ribadisce che la sicurezza e lo sviluppo sono strettamente interconnessi e pertanto il miglioramento della sicurezza è parte integrante della crescita economica e della riduzione della povertà nella regione; sollecita pertanto l'UE a predisporre strumenti volti a migliorare la sicurezza nella regione, incentrati in particolare sulla capacità di consolidamento istituzionale dei paesi interessati, nonché sulla promozione e l'approfondimento di un dialogo globale tra le parti principali a livello regionale;

6.  invita la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna ad adottare il principio basilare del nesso tra sicurezza ed esigenze dello sviluppo, specialmente per quanto riguarda la sicurezza alimentare, nel contesto dell'attuazione della strategia UE in materia di sicurezza e sviluppo nel Sahel (incentrandola su quattro tipi di azioni: segnatamente sviluppo, buongoverno e soluzione interna dei conflitti; sicurezza e Stato di diritto; contrasto all'estremismo e alla radicalizzazione violenti;

7.  accoglie con favore il programma di lotta al terrorismo nel Sahel, il sistema informativo dell'Africa occidentale, il progetto pace e sicurezza ECOWAS e il piano d'azione contro le droghe e la criminalità ECOWAS, attuati nel contesto della strategia UE in materia di sicurezza e sviluppo nel Sahel, nonché le iniziative regionali come quelle organizzate dal Centro africano di studi e ricerche sul terrorismo (CAERT) riguardanti la capacità degli ordinamenti giuridici nazionali di reagire al terrorismo;

8.  ritiene che la strategia UE in materia di sicurezza e sviluppo nel Sahel, pur avendo conseguito risultati positivi, richieda un impegno per superare il rischio della frammentazione e migliorare la sinergia tra le azioni avviate dell'UE tramite i diversi strumenti attinenti ai problemi del Sahel;

9.  chiede al Consiglio dell'Unione europea e ai suoi Stati membri di mobilitare tutti i mezzi disponibili per promuovere la sicurezza e lo sviluppo della regione sahelo-sahariana in cooperazione con gli Stati della regione, le Nazioni Unite e gli altri interlocutori internazionali;

10. accoglie con favore il pacchetto di 80 milioni di dollari della comunità dell'Africa occidentale per reagire alla situazione di emergenza nella regione del Sahel e l'incremento dell'aiuto umanitario dell'UE per la regione del Sahel da 45 milioni di euro a oltre 120 milioni di euro dall'inizio del 2012, e sollecita tutte le parti a provvedere a che detto aiuto pervenga effettivamente a chi ne ha bisogno; chiede nel contempo alla comunità internazionale di compiere ogni sforzo finanziario necessario al superamento della crisi alimentare e della mancanza di sicurezza nella regione;

11. rileva che il Sahel è una delle regioni maggiormente colpite dal cambiamento climatico e dal degrado della biodiversità, ossia da fenomeni che si ripercuotono gravemente sull'agricoltura e sugli agricoltori, nonché sulle condizioni di vita della popolazione locale e che aggravano la povertà e le disparità; accoglie con favore l'intervento della FAO in collaborazione con il Comitato permanente interstatale di lotta contro la siccità nel Sahel, nonché con il sistema di allerta precoce contro la fame (FEWSNET), il PAM e i governi;

12. esorta l'Unione europea, nel coordinarsi con altri donatori, a esercitare un forte ruolo di guida e a intervenire rapidamente per evitare che la crisi nella regione del Sahel si trasformi in una catastrofe, dal momento che la situazione umanitaria nella regione dovrebbe permanere critica almeno fino al raccolto principale del prossimo autunno;

13. ritiene indispensabile che la comunità internazionale, in una prospettiva di medio e lungo termine, concentri le sue azioni sul rafforzamento della capacità delle popolazioni interessate di far fronte, in futuro, ai periodi di siccità e ad altre calamità, riducendo così la loro dipendenza dagli aiuti d'urgenza, nonché di migliorare le strategie di reazione alla carestia e combattere le debolezze strutturali, affrontando in tal modo il problema in maniera più efficiente;

14. esorta l'Unione europea e la comunità internazionale a concentrare le loro attività sugli sforzi volti a proteggere i mezzi di sussistenza dei nuclei familiari più vulnerabili, rafforzare la resistenza delle persone dedite alla pastorizia e all'agropastorizia e degli agricoltori, sostenere la gestione e la conservazione delle risorse naturali, quali l'acqua, gli alberi e il suolo, fornire assistenza integrata d'urgenza in materia di alimentazione alle famiglie più vulnerabili, in particolare alle donne, potenziare la riduzione e la gestione del rischio di calamità a livello locale, nazionale e regionale, nonché rafforzare la gestione delle informazioni in materia di sicurezza alimentare e i sistemi di allarme preventivo e sostenerne il coordinamento;

15. ritiene che sia urgentemente necessario sostenere iniziative volte a rafforzare il dialogo e la capacità delle comunità locali di resistere e opporsi al richiamo del terrorismo e al reclutamento dei giovani da parte di terroristi e altri gruppi criminali, anche mediante il sostegno all'occupazione e all'istruzione dei giovani;

16. esorta gli Stati della regione sahelo-sahariana, le nuove autorità libiche e le agenzie multilaterali competenti ad adottare tutte le misure necessarie per arrestare la proliferazione delle armi nella regione, creando adeguati meccanismi per il controllo e la sicurezza delle frontiere nazionali in tutta la regione, inclusi meccanismi per porre fine al trasferimento di armi di piccolo calibro e armi leggere, nonché ad attuare programmi per la raccolta e la distruzione delle armi di piccolo calibro e delle armi leggere illegali e a istituire misure per lo scambio delle informazioni e l'avvio di operazioni di sicurezza congiunte nella regione;

17. si compiace della creazione del Comitato di Stato maggiore operativo congiunto (CEMOC) nel 2010 da parte di Algeria, Mali, Mauritania e Niger per coordinare la lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata e l'attività dei narcotrafficanti nella regione sahelo-sahariana;

18. invita la comunità internazionale in generale, e l'Unione europea in particolare, a intensificare la loro cooperazione con i paesi della regione sahelo-sahariana e con l'ECOWAS nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata nella subregione, in particolare aumentando le risorse a disposizione del CEMOC;

19. chiede che tutte le misure adottate per combattere il terrorismo siano conformi alle convenzioni e ai protocolli internazionali in materia di diritti umani;

20. sottolinea la necessità di prendere provvedimenti efficaci per bloccare le fonti di finanziamento cui attingono i terroristi e i loro complici e invita gli Stati della regione ad adottare le misure raccomandate dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) tra cui, in particolare, la riforma degli ordinamenti di giustizia penale, l'introduzione di norme anticorruzione, un migliore controllo del commercio di armi leggere e il congelamento dei conti bancari dei sospetti;

21. rammenta e condanna il sequestro, tra il 24 e il 25 novembre 2011, di due cittadini francesi, uno svedese, un neerlandese e un sudafricano avente passaporto britannico, nonché l'uccisione di un cittadino tedesco che aveva tentato di resistere ai rapitori; osserva che tale sequestro porta a dodici il numero di ostaggi dell'UE nella regione del Sahel, tra cui due spagnoli e un italiano rapiti nell'Algeria occidentale nell'ottobre 2011, quattro francesi rapiti in Niger nel settembre 2010 e un missionario svizzero rapito il 15 aprile 2012 a Tombouctou, ancora nelle mani di Al Qaeda nel Maghreb islamico;

22. auspica che qualsiasi missione della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) ufficialmente richiesta dal governo del Mali aiuti i paesi della subregione a controllare più efficacemente i propri confini e, in particolare, a contrastare il traffico di armi e stupefacenti nonché la tratta di esseri umani;

23. elogia le azioni intraprese dall'ECOWAS, dall'Unione africana, dalle Nazioni Unite e dai paesi limitrofi al fine di facilitare il rapido ripristino dell'ordine costituzionale nel Mali e di avviare misure concrete per proteggerne la sovranità, l'unità e l'integrità territoriale; prende atto dei risultati della conferenza svoltasi a Ouagadougou il 14 e il 15 aprile 2012 sotto l'egida di Blaise Compaoré, presidente del Burkina Faso e mediatore nominato dall'ECOWAS, e spera che il calendario e le modalità dettagliate della transizione siano ulteriormente precisati a breve;

24. chiede all'Unione europea e ai suoi Stati membri di accordare un'attenzione particolare alla situazione delle donne e delle ragazze nella regione del Sahel e di prendere tutte le misure necessarie per garantirne la protezione da qualsiasi forma di violenza e di violazione dei loro diritti umani;

25. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale dell'Unione africana, all'ECOWAS e agli Stati membri dell'UE.

 

 

(1)

Doc. 9009/12.

(2)

Doc. 8067/12.

(3)

S/2012/42.

(4)

SC/10590.

(5)

SC/10592.

(6)

SC/10600.

(7)

SC/10603.

(8)

GU C 327 del 10.11.2011.

(9)

ACP-EU/101/111/11/fin.

(10)

Doc 14361/10.

(11)

Testi approvati, P7_TA(2012)0141.

Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2012Avviso legale