Procedura : 2015/2233(INI)
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A8-0009/2016

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PV 01/02/2016 - 10
CRE 01/02/2016 - 10

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PV 03/02/2016 - 8.8

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P8_TA(2016)0041

RELAZIONE     
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25 gennaio 2016
PE 567.814v02-00 A8-0009/2016

recante le raccomandazioni del Parlamento europeo alla Commissione sui negoziati relativi all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Commissione per il commercio internazionale

Relatore: Viviane Reding

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le raccomandazioni del Parlamento europeo alla Commissione sui negoziati relativi all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo generale sugli scambi di servizi (GATS)(1), entrato in vigore nel gennaio 1995 in esito ai negoziati dell'Uruguay Round nel quadro dell'OMC,

–  vista la relazione del 21 aprile 2011 del presidente del Consiglio per gli scambi di servizi dell'OMC, l'Ambasciatore Fernando de Mateo, destinata al comitato per i negoziati commerciali relativamente alla sessione straordinaria dei negoziati sullo scambio di servizi(2),

–  vista la dichiarazione rilasciata dal gruppo "Really good friends of services" (RGF) il 5 luglio 2012(3),

–  viste le direttive di negoziato dell'UE relative a un accordo sugli scambi di servizi (TiSA), adottate dal Consiglio l'8 marzo 2013 e declassificate e rese pubbliche dallo stesso il 10 marzo 2015(4),

–  vista la sua risoluzione del 4 luglio 2013 sull'avvio di negoziati per un accordo multilaterale sui servizi(5),

–  visti gli orientamenti politici del Presidente Juncker del 15 luglio 2014 destinati alla nuova Commissione, dal titolo "Un nuovo inizio per l'Europa: il mio programma per l'occupazione, la crescita, l'equità e il cambiamento democratico",

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2015 dal titolo "Commercio per tutti. Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile" (COM(2015)0497),

–  vista la relazione iniziale definitiva del 17 luglio 2014 elaborata da Ecorys per la Commissione, dal titolo "Trade Sustainable Impact Assessment in support of negotiations on a plurilateral Trade in Services Agreement (TiSA)" (Valutazione d'impatto della sostenibilità degli scambi commerciali a sostegno dei negoziati per un accordo multilaterale sugli scambi di servizi (TiSA))(6),

–  visti i documenti negoziali presentati da tutte le parti del TiSA, in particolare quelli declassificati e resi pubblici dalla Commissione il 22 luglio 2014, compresa l'offerta iniziale dell'UE(7),

–  vista la dichiarazione del commissario Malmström del 5 febbraio 2015 sulla mobilità dei pazienti nel TiSA(8),

–  vista la dichiarazione congiunta UE-USA del 20 marzo 2015 sui servizi pubblici(9) nel quadro dei negoziati per il TiSA e il TTIP,

–  visto il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione,

–  visti l'articolo 39 del trattato sull'Unione europea, l'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sulla protezione dei dati di carattere personale e l'articolo 12 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–  visti gli articoli 2 e 3 del trattato sull'Unione europea e l'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea che promuovono la parità tra uomini e donne come uno dei valori su cui si fonda l'UE,

–  visti gli articoli 14 e 106 e il protocollo 26 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sui servizi di interesse generale,

–  vista la sua risoluzione del 12 marzo 2013 sull'accordo generale sul commercio dei servizi (GATS) in ambito OMC e la diversità culturale(10),

–  visto l'articolo 21 TUE,

--  visti gli articoli 207 e 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo sancito dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato delle regioni dal titolo "La dimensione locale e regionale dell'accordo sugli scambi di servizi (TiSA)" (CDR 2700/2015),

–  visti l'articolo 108, paragrafo 4, e l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0009/2016),

A.  considerando che i negoziati sul TiSA dovrebbero portare a un'efficace regolamentazione internazionale e non a una riduzione della regolamentazione interna;

B.  considerando che, sebbene il TiSA, nella sua forma attuale e con le parti negoziali odierne, sia un accordo plurilaterale, occorrerebbe puntare, una volta concluso l'accordo, a ottenere la massa critica necessaria affinché possa diventare un accordo multilaterale nel quadro dell'OMC;

C.  considerando che ogni accordo commerciale deve garantire maggiori diritti e prezzi più bassi per i consumatori europei, più posti di lavoro e maggiori tutele per i lavoratori; che deve inoltre contribuire a promuovere lo sviluppo sostenibile, la responsabilità sociale delle imprese a livello globale e condizioni di parità per le imprese europee; che la politica commerciale dovrebbe contribuire ed essere pienamente coerente con l'agenda dell'OIL per un lavoro dignitoso e con l'agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile;

D.  considerando che ogni accordo commerciale deve essere uno strumento di apertura dei mercati per le nostre imprese all'estero e una rete di sicurezza interna per i cittadini; che il TiSA dovrebbe migliorare l'accesso ai mercati esteri, promuovere le migliori pratiche e dare forma alla globalizzazione facendo sì che questa rifletta i valori, i principi e gli interessi dell'UE e aiuti le imprese dell'Unione a prosperare nell'era delle catene del valore globali; che i diritti dei consumatori e le norme sociali e ambientali non costituiscono barriere al commercio bensì pilastri non negoziabili della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; che la politica commerciale dell'UE deve promuovere gli obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale sanciti dall'articolo 174 TFUE; che la fornitura di servizi nell'UE si basa sui principi dell'accesso universale, della qualità, della sicurezza, dell'accessibilità e della parità di trattamento, che devono essere garantiti in ogni momento in tutte le città e regioni; che l'UE dovrebbe promuovere l'uguaglianza di genere a livello internazionale;

E.  considerando che, nel contesto della globalizzazione, della tendenza all'incorporazione di servizi nella produzione (servicification) e della digitalizzazione delle nostre economie e del commercio internazionale, sono necessarie misure strategiche urgenti per rafforzare le norme internazionali; che il rafforzamento delle norme commerciali internazionali che disciplinano le catene di approvvigionamento globali costituisce un interesse vitale dell'UE; che il sistema commerciale multilaterale resta il quadro più efficace per garantire scambi commerciali aperti ed equi in tutto il mondo;

F.  considerando che il TiSA rappresenta un'opportunità per l'UE di consolidare la sua posizione di maggiore esportatore mondiale di servizi, con il 25% di esportazioni di servizi a livello globale e un'eccedenza commerciale di 170 miliardi di EUR nel 2013; che il valore delle esportazioni di servizi dell'UE è raddoppiato negli ultimi 10 anni fino a raggiungere 728 miliardi di EUR nel 2014; che i servizi impiegano circa il 70% della forza lavoro dell'UE e rappresentano il 40% del valore dei beni esportati dall'Europa; che il 90% dei nuovi posti di lavoro che saranno creati nell'UE tra il 2013 e il 2025 riguarderà il settore dei servizi; che l'accordo in questione potrebbe stimolare la creazione di occupazione nell'UE;

G.  considerando che gli scambi di servizi costituiscono un motore per l'occupazione e la crescita nell'UE, che potrebbero essere rafforzate grazie al TiSA;

H.  considerando che molti mercati importanti, inclusi quelli delle economie emergenti, sono ancora chiusi alle imprese europee; che ostacoli inutili agli scambi di servizi che, in tradotti in equivalenti tariffari ammontano al 15% per il Canada, al 16% per il Giappone, al 25% per la Corea del Sud, al 44% per la Turchia e al 68% per la Cina, continuano a impedire alle imprese europee di sfruttare appieno i benefici della loro competitività; che l'UE, il cui equivalente tariffario delle restrizioni applicate ai servizi è appena del 6%, è sostanzialmente più aperta rispetto alla maggior parte dei suoi partner; che l'UE dovrebbe sfruttare la sua posizione di maggiore importatore ed esportatore di servizi per garantire condizioni di parità mediante il reciproco accesso ai mercati e la concorrenza leale;

I.  considerando che gli ostacoli non tariffari, che rappresentano in media oltre il 50% del costo dei servizi transfrontalieri, colpiscono in modo sproporzionato le piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano un terzo dei fornitori di servizi esportati dell'UE e spesso non dispongono delle risorse umane e finanziarie necessarie per farvi fronte; che l'eliminazione degli ostacoli superflui faciliterebbe l'internazionalizzazione delle PMI, a condizione che tali ostacoli possano essere eliminati senza compromettere gli obiettivi di politica pubblica soggiacenti; che occorrerebbe mantenere le misure necessarie per raggiungere i legittimi obiettivi di politica pubblica;

J.  considerando che la globalizzazione delle catene del valore aumenta il contenuto di importazione tanto della produzione interna quanto delle esportazioni; che gli scambi di beni e servizi sono interconnessi e che sono necessarie norme globali per disciplinare dette catene di approvvigionamento; che, nel contesto delle catene del valore globali, sono ancora più necessarie norme fondamentali vincolanti a livello internazionale, per evitare un'ulteriore corsa al ribasso, nonché il dumping sociale e ambientale;

K.  considerando che la fiducia dei cittadini nella politica commerciale dell'UE deve essere sostenuta garantendo non solo risultati vantaggiosi in termini di occupazione e creazione di ricchezza per i cittadini e le imprese, ma anche assicurando il massimo livello di trasparenza, impegno e responsabilità, mantenendo un dialogo costante con le parti sociali, la società civile, gli enti locali e regionali e ogni altro attore pertinente e stabilendo orientamenti chiari per i negoziati;

L.  considerando che la maggior parte degli impegni nell'agenda dell'UE si riferisce alla legislazione nazionale degli Stati membri; che l'attuazione degli impegni incide in particolare sulle amministrazioni regionali e locali;

M.  considerando che la protezione dei dati non è un onere economico, ma una fonte di crescita economica; che è essenziale ripristinare la fiducia nel mondo digitale; che i flussi di dati sono indispensabili per gli scambi di servizi ma non dovrebbero mai compromettere l'acquis dell'UE in materia di protezione dei dati e diritto alla vita privata;

N.  considerando che il Parlamento, nella sua risoluzione del 26 giugno 2013 sull'avvio di negoziati per un accordo multilaterale sui servizi(11), ha chiesto alla Commissione di "dare seguito alle proprie intenzioni di elaborare una valutazione d'impatto sulla sostenibilità";

O.  considerando che il TiSA comporterà spostamenti di persone fisiche tra i paesi firmatari dell'accordo e che, a tale proposito, tutti i cittadini europei devono essere trattati allo stesso modo in termini di accesso al territorio delle altre parti dell'accordo;

P.  considerando che il Parlamento, mediante la procedura di approvazione, ha l'ultima parola sugli accordi commerciali e che i suoi deputati decideranno se approvare o respingere il TiSA solo una volta che i negoziati saranno conclusi; che in taluni Stati membri la ratifica può richiedere l'approvazione da parte di parlamenti regionali e/o assemblee parlamentari che rappresentano il livello regionale;

Q.  considerando che il Parlamento si riserva il diritto di esprimere il proprio parere dopo aver consultato qualsiasi proposta di testo e progetto futuri relativi al TiSA;

1.  rivolge alla Commissione, nel quadro degli attuali negoziati sull'accordo sugli scambi di servizi, le seguenti raccomandazioni:

  a)  per quanto riguarda il contesto e l'ambito di applicazione:

i.  considerare i negoziati sul TiSA come il primo passo verso rinnovate ambizioni a livello di OMC al fine di rilanciare i negoziati per una riforma del GATS;

ii.  ribadire il suo sostegno a un negoziato ambizioso, completo ed equilibrato, che dovrebbe realizzare il potenziale non ancora sviluppato di un mercato dei servizi più integrato a livello mondiale, evitando nel contempo il dumping sociale, ambientale ed economico e garantendo il pieno rispetto dell'acquis dell'UE; dare forma alla globalizzazione e regolamentarla nonché rafforzare le norme internazionali, garantendo giuridicamente il diritto di regolamentare e perseguire obiettivi legittimi di politica pubblica, come la salute pubblica, la sicurezza e l'ambiente; assicurare un maggiore accesso al mercato per i fornitori di servizi europei, incluse le PMI, in settori di interesse chiave, prevedendo nel contempo eccezioni specifiche per i settori sensibili, inclusi tutti i servizi pubblici; garantire che tali negoziati contribuiscano in modo equo e significativo alla creazione di occupazione e alla crescita inclusiva e stabilire norme ambiziose in materia di scambi di servizi per il XXI secolo; rispettare i modelli politici, sociali e culturali dell'UE e degli Stati membri e i principi fondamentali sanciti dai trattati dell'UE, inclusi quelli enunciati nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, come l'uguaglianza di genere; promuovere e proteggere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto a livello globale;

iii.  puntare alla multilateralizzazione e opporsi a qualsiasi disposizione o allegato che la impedisca, che sia incompatibile con il GATS e che non consenta una futura integrazione nel sistema dell'OMC; accettare nuove parti, a condizione che queste accettino le norme e il livello di ambizioni già concordati; incoraggiare una partecipazione più ampia ai colloqui negoziali; prendere atto che i maggiori ostacoli e il potenziale di crescita più elevato per quanto riguarda gli scambi di servizi si registrano nei paesi BRICS e MINT; riconoscere l'importanza di tali paesi per l'UE quali destinazioni delle sue esportazioni con una classe media in ascesa, quali fonti di input intermedi e centri chiave delle catene del valore globali; spianare la strada alla partecipazione di economie emergenti, dinamiche e impegnate e ribadire il suo sostegno alla richiesta della Cina di prendere parte ai negoziati; ottenere l'impegno di tutti i partecipanti al TiSA a multilateralizzare i risultati dei negoziati; garantire che venga accordata particolare attenzione ai paesi in via di sviluppo e includere il TiSA nelle disposizioni dell'articolo IV del GATS;

iv.  prendere atto del fatto che, secondo la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD), nei paesi in via di sviluppo il settore dei servizi rappresenta circa il 51% del PIL e che le esportazioni di servizi dai paesi africani sono in aumento; riconoscere che gli scambi, compresi gli scambi di servizi, potrebbero, a determinate condizioni, stimolare una crescita inclusiva, lo sviluppo sostenibile, la riduzione della povertà e delle disuguaglianze e la creazione di posti di lavoro dignitosi, nonché incoraggiare l'innovazione agevolando lo scambio di conoscenze, lo sviluppo di tecnologie e gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo, anche attraverso gli investimenti esteri; ribadire quindi che il fatto di consentire ai paesi in via di sviluppo di ottenere un accesso equo ai mercati mondiali dei servizi può rafforzare la loro integrazione economica e il loro adeguamento alla globalizzazione;

v.  riconoscere che, poiché i negoziati sono condotti su base preferenziale, i vantaggi dell'accordo TiSA saranno limitati alle sue parti fino a quando non sarà multilateralizzato; respingere l'applicazione della clausola del trattamento della nazione più favorita (NPF) ai paesi che non partecipano al TiSA fino a quando l'accordo non sarà multilateralizzato; respingere, come nel GATS, l'inclusione di accordi di libero scambio nella clausola NPF;

vi.  rilanciare le discussioni sui servizi nel quadro del ciclo di Doha per lo sviluppo;

vii.  garantire le sinergie e la coerenza tra gli accordi bilaterali, plurilaterali e multilaterali attualmente in corso di negoziazione, nonché con l'evoluzione del mercato unico, specialmente per quanto riguarda il mercato unico digitale; assicurare la coerenza tra le politiche interne e le politiche esterne dell'UE e promuovere un approccio integrato agli affari esteri; rispettare il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo e incoraggiare l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile adottati nel settembre 2015;

viii.  proporre garanzie specifiche per i turisti, tra l'altro al fine di rendere trasparenti le tariffe del roaming internazionale e le tariffe applicate alle chiamate e ai messaggi internazionali, in modo da limitare le tariffe eccessive addebitate ai consumatori che utilizzano le loro carte di credito al di fuori dell'Europa, nonché tutelare il diritto dell'UE e degli Stati membri di emettere avvisi di sicurezza sulle destinazioni turistiche;

ix.  pubblicare senza ulteriori indugi la valutazione d'impatto della sostenibilità e aggiornarla di conseguenza una volta conclusi i negoziati, tenendo conto, in particolare, dell'impatto del TiSA sui cittadini, sugli enti locali e regionali, sui paesi in via di sviluppo che non partecipano ai negoziati nonché sulla situazione sociale e occupazionale nell'UE; effettuare una valutazione dettagliata e tempestiva degli effetti del GATS sull'economia europea dalla sua entrata in vigore; coinvolgere appieno le parti sociali e la società civile nel completamento della valutazione d'impatto della sostenibilità; chiedere ai servizi di ricerca del Parlamento di pubblicare uno studio completo e informativo sull'ambito di applicazione e il potenziale impatto dei negoziati sul TiSA, anche in una prospettiva di genere, e sulla necessità di affrontare fenomeni quali il cosiddetto "soffitto di cristallo" e il divario di retribuzione tra uomini e donne; verificare il rispetto dei diritti fondamentali affinché il Parlamento possa decidere con cognizione di causa se approvare o meno il TiSA;

x.  garantire che i meccanismi di risoluzione delle controversie tra investitori e Stati non possano essere "importati" da altri trattati bilaterali in materia di investimenti in virtù di clausole NPF;

  b)  per quanto riguarda l'accesso al mercato:

i.  escludere i servizi pubblici e i servizi audiovisivi dall'ambito di applicazione dell'accordo e adottare un approccio cauto ai servizi culturali, fatti salvi gli impegni dell'UE nel quadro del GATS; chiedere impegni ambiziosi da parte di tutte le parti e di tutti i settori e livelli di governo, in particolare l'ulteriore apertura dei mercati esteri per quanto riguarda gli appalti pubblici, le telecomunicazioni, i trasporti e i servizi finanziari e professionali;

ii.  garantire la reciprocità a tutti i livelli; sostenere l'utilizzo di disposizioni orizzontali in materia di impegni quale mezzo per stabilire un livello comune di ambizioni, fatti salvi i diritti e gli obblighi ai sensi degli articoli XVI e XVII del GATS, e prendere atto del fatto che tali requisiti minimi definirebbero parametri chiari per i paesi interessati a partecipare; garantire, in conformità dell'articolo IV del GATS, flessibilità ai paesi in via di sviluppo e ai paesi meno avanzati al momento di sottoscrivere il livello di ambizione dell'accordo; garantire che l'accordo miri a creare le condizioni per una concorrenza equa nel settore dei servizi e aprire nuovi mercati ai fornitori di servizi dell'UE;

iii.  escludere dagli impegni dell'UE la fornitura di nuovi servizi non inseriti nel sistema di classificazione pertinente, mantenendo la possibilità di includerli in un secondo momento;

iv.  respingere l'applicazione delle clausole "standstill" e "ratchet" agli impegni relativi all'accesso al mercato e respingerne l'applicazione a settori sensibili quali i servizi pubblici e culturali, gli appalti pubblici, la modalità 4, i trasporti e i servizi finanziari; prevedere sufficiente flessibilità per ripristinare il controllo pubblico sui servizi di interesse economico generale; conservare il diritto dell'UE e degli Stati membri di modificare l'elenco degli impegni conformemente al GATS;

v.  assumere impegni limitati nella modalità 1, soprattutto in materia di servizi digitali e finanziari e trasporti su strada, al fine di evitare l'arbitraggio regolamentare e il dumping sociale; assumere tuttavia impegni ambiziosi e riconoscere gli interessi offensivi nei settori dei servizi di telecomunicazioni via satellite, dei servizi marittimi e delle riassicurazioni; riconoscere che tali impegni possono essere fruttuosi solo in un ambiente opportunamente regolamentato; garantire che il diritto dell'Unione sia pienamente rispettato e applicato ai fornitori esteri quando un'impresa fornisce un servizio ai consumatori europei dall'estero e includere disposizioni che assicurino un accesso agevole ai mezzi di ricorso per i consumatori; individuare, allo stesso tempo, le sfide cui sono confrontati i consumatori che si rivolgono a prestatori di servizi situati in paesi terzi, fornire orientamenti ai consumatori circa il loro diritto di ricorso in tali circostanze e proporre misure concrete, ove necessario;

vi.  adottare un approccio ambizioso nella modalità 3, mirando a eliminare gli ostacoli dei paesi terzi alla presenza commerciale e allo stabilimento, come, ad esempio, i limiti alla presenza di capitali stranieri e i requisiti per le joint venture, che hanno un'importanza cruciale in termini di crescita dei servizi offerti attraverso le modalità 1 e 4, mantenendo al contempo il livello attuale di riserve dell'UE;

vii.  tenere conto del fatto che l'UE ha un interesse offensivo nella mobilità esterna di professionisti altamente qualificati; astenersi dal sottoscrivere nuovi impegni oltre il GATS per quanto riguarda la mobilità interna fino a quando le altre parti non avranno migliorato in modo sostanziale le loro offerte; riconoscere che la clausola relativa al lavoro mantiene l'obbligo giuridico per i prestatori di servizi stranieri di rispettare la normativa sociale e del lavoro dell'UE e degli Stati membri, nonché i contratti collettivi; assumere impegni ambiziosi in relazione alla modalità 4 per i casi che sono alla base degli impegni della modalità 3; mantenere la capacità di realizzare esami delle necessità economiche e del mercato del lavoro presso i prestatori di servizi contrattuali e professionisti indipendenti;

viii.  rispettare il diritto sovrano degli Stati membri di scegliere quali settori aprire alla concorrenza estera e in quale misura, mediante limitazioni ed esenzioni; astenersi dal fare pressioni sugli Stati membri affinché non esercitino appieno tale diritto;

ix.  escludere dall'ambito di applicazione dell'accordo, conformemente agli articoli 14 e 106 e al protocollo 26 del TFUE, gli attuali e futuri servizi di interesse generale e i servizi di interesse economico generale (tra cui, ma non esclusivamente, l'acqua, la sanità, i servizi sociali, i sistemi di previdenza sociale e l'istruzione, la gestione dei rifiuti e i trasporti pubblici); garantire che le autorità dell'UE, nazionali e locali conservino il pieno diritto di introdurre, adottare, mantenere o abrogare qualsiasi misura concernente l'aggiudicazione, l'organizzazione, il finanziamento e la fornitura di servizi pubblici; applicare tale esclusione a prescindere dalle modalità di erogazione e finanziamento dei servizi pubblici; garantire che i sistemi di previdenza sociale siano esclusi dall'ambito di applicazione dell'accordo; respingere la proposta relativa all'allegato sulla mobilità dei pazienti, osteggiata dalla maggior parte dei partecipanti al TiSA; riconoscere il forte attaccamento dei cittadini europei a servizi pubblici di qualità, che sono vettori di coesione sociale e territoriale;

x.  respingere l'introduzione di restrizioni al finanziamento incrociato tra imprese del medesimo ente territoriale, nella misura in cui tali restrizioni vadano oltre quelle previste dal diritto dell'Unione e del diritto degli Stati membri;

xi.  mirare a introdurre, fatto salvo il GATS, una clausola di riferimento inequivocabile che potrebbe essere inclusa in tutti gli accordi commerciali e dovrebbe garantire che la clausola relativa ai servizi pubblici si applichi a tutte le modalità di fornitura, a tutti i servizi considerati servizi pubblici dalle autorità europee, nazionali o regionali in qualsiasi settore e indipendentemente dallo stato di monopolio del servizio;

xii.  garantire, conformemente all'articolo 167, paragrafo 4, TFUE e alla convenzione dell'UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, mediante una clausola orizzontale e giuridicamente vincolante applicabile all'intero accordo, che le parti conservino il loro diritto di adottare o mantenere qualsiasi misura relativa alla protezione o alla promozione della diversità linguistica e culturale, indipendentemente dalle tecnologie o dalle piattaforme di distribuzione utilizzate sia online che offline;

  c)  per quanto riguarda le norme in materia di economia digitale:

i.  garantire flussi di dati transfrontalieri nel rispetto del diritto universale alla vita privata;

ii.  adottare un approccio prudente nei negoziati sui capitoli relativi alla protezione dei dati e della vita privata;

iii.  riconoscere che la protezione dei dati e il diritto alla vita privata non sono ostacoli agli scambi, ma diritti fondamentali sanciti dall'articolo 39 TUE e dagli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché dall'articolo 12 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo; riconoscere che un livello elevato di fiducia è essenziale per sviluppare un'economia fondata sui dati; garantire il pieno rispetto di questo diritto fondamentale, tenendo debitamente conto dei recenti sviluppi nell'economia digitale e nel pieno rispetto della sentenza della Corte di giustizia europea riguardo all'accordo Safe Harbour; inserire una disposizione orizzontale, autonoma, globale, inequivocabile e giuridicamente vincolante, basata sull'articolo XIV del GATS, che escluda totalmente dall'ambito di applicazione dell'accordo il vigente e futuro quadro giuridico dell'UE sulla protezione dei dati personali, senza alcuna condizione che ne preveda la coerenza con altre parti del TiSA; applicare tali disposizioni a tutti gli altri allegati del TiSA; sostenere formalmente e senza indugio tali proposte nell'allegato sull'e-commerce del TiSA; sostenere le proposte volte a garantire che i quadri giuridici nazionali per la protezione delle informazioni personali degli utenti siano applicati su base non discriminatoria; applicare le disposizioni in materia di protezione dei dati sancite dall'allegato sull'e-commerce a tutti gli altri allegati del TiSA, anche a quello relativo ai servizi finanziari;

iv.  assicurare che la circolazione di dati personali dei cittadini europei a livello mondiale avvenga nel pieno rispetto delle norme in materia di protezione e sicurezza dei dati vigenti in Europa; garantire che i cittadini mantengano il controllo dei propri dati; respingere, di conseguenza, ogni disposizione universale sui flussi di dati che non contenga alcun riferimento al necessario rispetto delle norme in materia di protezione dei dati;

v.  opporsi immediatamente e formalmente alle proposte degli Stati Uniti relative alla circolazione delle informazioni;

vi.  considerare il fatto che un quadro giuridico chiaramente definito e convenuto di comune accordo garantisce un rapido scambio di informazioni, laddove necessario, per far fronte alle minacce alla sicurezza; garantire che l'articolo XIV bis del GATS sia ripreso nel testo principale del TiSA; garantire che le clausole di sicurezza nazionale si basino su criteri di necessità appropriati; respingere tuttavia con fermezza ogni estensione dell'ambito di applicazione dell'esenzione relativa alla sicurezza nazionale sancita dall'articolo XIV bis del GATS nonché eventuali backdoor nelle tecnologie; opporsi immediatamente e formalmente a tali proposte nel TiSA;

vii.  riconoscere che l'innovazione digitale è un motore della crescita economica e della produttività in tutti i settori dell'economia; riconoscere che i flussi di dati sono un motore fondamentale dell'economia dei servizi, un elemento essenziale della catena del valore globale delle tradizionali imprese manifatturiere nonché un fattore critico per lo sviluppo del mercato unico digitale; adoperarsi pertanto a favore di un divieto globale dei requisiti di localizzazione forzata dei dati e garantire che il TiSA contenga norme resistenti al tempo e impedisca la frammentazione del mondo digitale; prendere in considerazione il fatto che i requisiti di localizzazione forzata, che costringono i prestatori di servizi ad utilizzare infrastrutture locali o a prevedere una presenza locale quale condizione per la prestazione di servizi, scoraggiano gli investimenti diretti esteri da e verso una parte dell'accordo; adoperarsi dunque per arginare tali pratiche nella misura del possibile all'interno e all'esterno dell'Europa e, al contempo, prevedere le necessarie esenzioni sulla base delle finalità pubbliche legittime come la tutela dei consumatori e la protezione dei diritti fondamentali;

viii.  garantire che le disposizioni dell'accordo finale siano coerenti con la legislazione vigente e futura a livello di UE, compresi il regolamento per un mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche, il regolamento generale sulla protezione dei dati, la direttiva e-privacy (direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche) e le sedici misure contenute nella comunicazione sul mercato unico digitale; salvaguardare la neutralità della rete e una rete Internet aperta; garantire che i dati personali possano essere trasferiti al di fuori dell'Unione solo se le disposizioni sui trasferimenti dei paesi terzi contenute nella legislazione dell'UE in materia di protezione dei dati vengono rispettate; assicurare in particolare che l'UE mantenga la sua capacità di sospendere il trasferimento di dati personali dall'UE verso paesi terzi, qualora le norme del paese terzo interessato non soddisfino gli standard di adeguatezza dell'Unione, le imprese non utilizzino vie alternative, come norme vincolanti d'impresa o clausole contrattuali standard, e qualora le deroghe di cui all'articolo 26, paragrafo 1, della direttiva 95/46/CE non siano applicabili; prevenire le pratiche di geoblocco e difendere il principio di una governance aperta di Internet; cooperare con le parti nell'ambito delle sedi adeguate al fine di adottare norme sufficientemente rigorose in materia di protezione dei dati;

ix.  promuovere una concorrenza basata sulle regole nel settore delle telecomunicazioni a vantaggio dei prestatori di servizi e dei consumatori; far fronte alle persistenti asimmetrie normative che riguardano il settore delle telecomunicazioni, impedendo alle parti di imporre limitazioni alla presenza di capitali stranieri, stabilendo norme favorevoli alla concorrenza in materia di accesso all'ingrosso alle reti degli operatori storici, prevedendo norme chiare e non discriminatorie per la concessione delle licenze, assicurando un accesso effettivo alle infrastrutture dell'ultimo miglio nei mercati di esportazione dei fornitori di servizi di telecomunicazione dell'UE, garantendo l'indipendenza delle autorità di regolamentazione e sostenendo una definizione ampia dei servizi di telecomunicazione che copra tutti i tipi di rete; garantire parità di condizioni per tutti gli operatori e provvedere a che le imprese di mercati oligopolistici di paesi terzi non approfittino della frammentazione del mercato dell'UE; assicurare che le parti del TiSA rispettino il principio di un accesso aperto e non discriminatorio alla rete Internet per i prestatori di servizi e i consumatori; garantire che gli operatori dell'UE nei paesi aderenti al TiSA beneficino di un accesso equo e simmetrico al mercato dei servizi di telecomunicazione, libero da qualsiasi ostacolo non tariffario e interno, compresi i requisiti regolamentari, l'asimmetria delle norme, le imposizioni o restrizioni tecnologiche;

x.  sostenere fermamente le disposizioni relative ai servizi di roaming internazionale ed estenderle alle chiamate e ai messaggi internazionali; aumentare le informazioni disponibili al pubblico in materia di tariffe al dettaglio nel breve termine e sostenere i massimali nel lungo termine al fine di abbassare i prezzi; garantire che il TiSA non crei ostacoli agli accordi bilaterali in questo campo; promuovere la protezione dei consumatori online, in particolare rispetto a messaggi elettronici commerciali non richiesti;

xi.  prevedere una cooperazione efficace in materia di tassazione dell'economia digitale, sulla stregua dei lavori della piattaforma della Commissione sulla buona governance fiscale, e assicurare, nello specifico, un nesso tra imposizione fiscale e attività economica reale delle imprese del settore;

  d)  per quanto riguarda le norme sulla mobilità:

i.  garantire che nulla impedisca all'UE e agli Stati membri di mantenere, migliorare e applicare le norme sociali e del lavoro, i contratti collettivi nonché la legislazione che disciplina l'ingresso e il soggiorno temporaneo di persone fisiche nel territorio dell'UE o di uno Stato membro, comprese le misure necessarie a garantire la regolare circolazione delle persone fisiche attraverso i propri confini, come ad esempio l'ammissione o le condizioni di ammissione all'ingresso; assicurare, conformemente alla direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori, che le condizioni minime di lavoro e di occupazione del paese ospitante siano applicabili a qualunque prestatore di servizi che entra nell'UE, oggi come in futuro; garantire che tutti i lavoratori in arrivo in Europa, indipendentemente dal loro paese di origine, godano degli stessi diritti del lavoro dei cittadini del paese ospitante e che sia rispettato il principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro; garantire che le parti del TiSA rispettino le otto convenzioni basilari dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL); invitare tutte le parti a ratificare e attuare le norme principali dell'OIL e a promuovere altre convenzioni dell'OIL e risoluzioni dell'ONU pertinenti; garantire che il diritto del lavoro e i contratti collettivi dell'UE e degli Stati membri siano rispettati sul territorio dell'Unione; rafforzare il meccanismo di controllo e di applicazione dell'UE onde prevenire le violazioni; esortare gli Stati membri a incrementare le risorse disponibili agli ispettorati del lavoro; raccogliere e presentare urgentemente informazioni dettagliate sul numero e il tipo di prestatori di servizi che attualmente operano nell'UE nel quadro della modalità 4, compresa la durata del loro soggiorno; garantire, in futuro, una maggiore efficacia dell'accesso transfrontaliero ai dati all'interno dell'UE; includere una clausola di sicurezza che impedisca alle imprese di aggirare o pregiudicare il diritto di promuovere azioni sindacali, attraverso il ricorso a lavoratori di paesi terzi, durante le trattative sui contratti collettivi e le vertenze di lavoro, e consentire ai partecipanti al TiSA di applicare le eventuali tutele necessarie qualora siano esercitate pressioni sui salari nazionali, i diritti dei lavoratori nazionali siano messi a repentaglio o si riscontri la violazione di altre norme concordate, in linea con i limiti stabiliti all'articolo X del GATS; incoraggiare l'insieme delle parti firmatarie a rispettare i principi guida dell'OCSE per le imprese multinazionali;

ii.  ricordare che gli impegni della modalità 4 devono applicarsi soltanto alla circolazione di professionisti altamente qualificati, vale a dire persone con una laurea o titolo equivalente ovvero che svolgono un lavoro manageriale di alto livello, per uno scopo specifico, per un periodo di tempo limitato e a precise condizioni stabilite dalla legislazione nazionale del paese in cui si presta il servizio e da un contratto che rispetti tale legislazione nazionale; chiedere, in tale contesto, che l'articolo 16 della direttiva sui servizi (2006/123/CE) sia rispettato e applicato; respingere le modifiche sostanziali alle regole della modalità 4 quali definite nel GATS e valutare una revisione della direttiva 2014/66/UE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi terzi nell'ambito di trasferimenti intra-societari;

iii.  riconoscere che l'allegato sulla modalità 4 costituisce un interesse offensivo per l'Europa, dato che i professionisti dell'UE sono ben istruiti e mobili e che le imprese dell'Unione hanno sempre più spesso bisogno delle competenze specifiche di professionisti stranieri in Europa e del proprio personale al di fuori dell'Europa, allo scopo di sostenere lo stabilimento di nuove attività economiche; assicurare che tale mobilità sia vantaggiosa non solo per le imprese ma anche per i lavoratori europei;

iv.  opporsi a qualsiasi disposizione in materia di visti e altre procedure di ingresso, ad eccezione di quelle volte ad aumentare la trasparenza e a semplificare le procedure amministrative; garantire che il TiSA non si applichi alle misure che riguardano le persone fisiche che intendono accedere al mercato del lavoro di una parte, né alle misure relative alla cittadinanza, alla residenza o all'occupazione su base permanente; stabilire tutele adeguate per garantire che i prestatori di servizi temporanei rientrino nel loro paese d'origine;

v.  mirare a vietare orizzontalmente l'obbligo di stabilire una presenza commerciale o di essere residente quale condizione per la prestazione di servizi professionali; limitare l'ambito di applicazione dell'allegato sui servizi professionali all'elenco degli impegni assunti da ciascuna parte;

vi.  adoperarsi per creare un quadro per il riconoscimento reciproco della formazione, dei livelli accademici e delle qualifiche professionali, in particolare nel settore dell'architettura e della contabilità e nel settore giuridico, garantendo nel contempo la competenza del fornitore e, di conseguenza, la qualità dei servizi forniti in linea con le direttive dell'UE sulle qualifiche professionali nonché evitando un riconoscimento automatico e quantitativo dei titoli universitari;

vii.   chiedere di definire chiaramente i lavoratori contemplati dall'allegato relativo alla modalità 4;

  e)  per quanto riguarda le norme sui servizi finanziari:

i.  raggiungere un accordo che contenga un allegato, ambizioso ma equilibrato, che disciplini la fornitura di tutte le tipologie di servizi finanziari, in particolare dei servizi bancari e assicurativi, che vada oltre l'allegato del GATS sui servizi finanziari e che promuova una crescita sostenibile a lungo termine in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020; mirare a rafforzare la stabilità del sistema finanziario e dei singoli istituti finanziari, garantendo assoluta coerenza con il contesto normativo post-crisi, nonché assicurando una concorrenza leale tra i prestatori di servizi finanziari; raggiungere un accordo che apporti valore ai consumatori europei e li tuteli, sotto forma di una convergenza verso l'alto della regolamentazione finanziaria e di una gamma più ampia di servizi finanziari; mirare a garantire un'adeguata protezione dei consumatori, inclusi la protezione dei dati e il diritto alla vita privata, nonché la fornitura di informazioni corrette e comprensibili, il che è indispensabile per ridurre l'asimmetria dell'informazione;

ii.  impegnare le parti del TiSA ad attuare e applicare le norme internazionali per la regolamentazione e la vigilanza del settore finanziario, come quelle approvate dal G20, dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, dal Comitato per la stabilità finanziaria, dall'Organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari e dall'Associazione internazionale degli organi di vigilanza nel settore assicurativo; adoperarsi affinché nel TiSA siano ripresi gli elementi chiave dell'intesa dell'OMC sui servizi finanziari, migliorando nel contempo il testo dell'intesa per conformarlo ai rigorosi orientamenti politici attuali dell'Unione in tali ambiti; garantire che il TiSA contribuisca ad attenuare la doppia imposizione e non faciliti in alcun modo la frode fiscale, l'evasione fiscale, la pianificazione fiscale aggressiva o il riciclaggio di denaro ovvero non crei lacune che possano favorire tali pratiche; adoperarsi per pervenire a impegni approfonditi, in particolare per quanto riguarda l'accesso al mercato, da parte dei paesi che attualmente non hanno accordi commerciali bilaterali con l'UE, quali l'Australia, la Nuova Zelanda, Hong Kong e Taiwan, o che hanno assunto impegni molti limitati a livello dell'OMC, come il Cile e la Turchia, oppure che hanno assunto impegni bilaterali alquanto modesti nel campo dei servizi finanziari, come il Messico;

iii.  includere nel TiSA misure prudenziali, ispirandosi a quelle contenute nell'accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA), preservando il diritto sovrano di una parte di discostarsi dai suoi impegni commerciali e di adottare qualunque misura ritenga necessaria per regolamentare il suo settore finanziario e bancario per ragioni prudenziali e di vigilanza, al fine di garantire la stabilità e l'integrità del sistema finanziario di detta parte;

iv.  garantire che, nel settore dei servizi finanziari, non verranno assunti nuovi impegni suscettibili di compromettere la normativa dell'Unione in materia finanziaria obbligando l'UE a fare marcia indietro rispetto al proprio quadro regolamentare rafforzato per il settore finanziario o impedendole di utilizzare lo strumento normativo per contrastare un'eccessiva assunzione di rischio da parte degli istituti finanziari; garantire che nulla nell'accordo in questione limiterà la capacità delle autorità di regolamentazione dell'UE di autorizzare o vietare prodotti finanziari nuovi o già esistenti in conformità del suo quadro normativo;

v.  sottolineare la necessità di aumentare l'accesso ai servizi finanziari a livello mondiale, data la loro importanza per la crescita e l'economia, ma escludere dagli impegni dell'UE i servizi finanziari transfrontalieri, inclusa la gestione del portafoglio, fino a quando non si realizzerà una convergenza delle regolamentazioni finanziarie al massimo livello, tranne in casi limitatissimi e debitamente giustificati, per esempio i servizi riassicurativi forniti nel quadro delle relazioni tra imprese; prendere in considerazione, in particolare, il fatto che sono necessarie norme e procedure chiare e solide per autorizzare le imprese stabilite nei paesi terzi a fornire tali servizi nell'UE e che, se del caso, è altrettanto necessario che l'UE riconosca esplicitamente che il paese di origine di tali imprese dispone di un quadro normativo e di vigilanza applicabile ed equivalente a quello dell'Unione, al fine di garantire che nell'Unione non possa operare alcuna entità non sottoposta a vigilanza e che vi sia parità di condizioni tra le imprese dell'UE e quelle estere, a prescindere dalla giurisdizione dove sono state istituite; intervenire immediatamente, parallelamente al TiSA, per ridurre il divario tra le varie modalità in base alle quali i paesi riconoscono attualmente l'equivalenza dei regimi di regolamentazione e vigilanza delle altre giurisdizioni, divario che è all'origine dell'attuale frammentazione dei mercati mondiali dei servizi finanziari, raggiungendo un accordo sul fatto che una decisione di equivalenza dovrebbe essere il risultato di una valutazione trasparente volta a stabilire se le norme di ciascuna giurisdizione permettano di raggiungere gli stessi obiettivi, come pure sul fatto che, sebbene tale decisione dovrebbe essere il frutto di dialoghi bilaterali precoci e frequenti, essa può anche essere unilaterale quando il riconoscimento reciproco non è possibile;

vi.  chiedere una valutazione d'impatto ex ante approfondita e indipendente per analizzare le ripercussioni economiche e sociali di un'ulteriore liberalizzazione finanziaria nell'ambito del TiSA;

vii.  riconoscere che gli interventi di ri-regolamentazione a seguito della crisi finanziaria non si sono ancora conclusi, anche per quanto concerne le prescrizioni relative a talune forme giuridiche, le scissioni (quale, ad esempio, la separazione bancaria), la modifica delle attività o il ridimensionamento;

  f)  per quanto riguarda le norme sulla logistica:

i.  perseguire un risultato ambizioso ma equilibrato per il settore dei trasporti, che è fondamentale per lo sviluppo sostenibile di catene del valore globali; aumentare la velocità, l'affidabilità, la sicurezza e l'interoperabilità dei servizi di trasporto, a vantaggio dei clienti commerciali, dei singoli utenti e dei lavoratori; garantire la coerenza con la politica dell'UE sul clima; tenere presente l'importanza dei servizi di trasporto e consegna per l'economia e l'occupazione europea, dal momento che gli armatori europei controllano il 40 % della flotta mercantile mondiale, che il settore dell'aviazione garantisce più di 5 milioni di posti di lavoro, che all'industria ferroviaria europea è riconducibile oltre la metà della produzione mondiale di attrezzature e servizi ferroviari e che il trasporto su strada continua a essere rilevante per la logistica nell'UE; riconoscere pertanto le potenzialità dei servizi di trasporto ai fini della riduzione del livello di disoccupazione in Europa; garantire che i negoziati tengano conto della natura in rapida evoluzione del settore dei trasporti e della crescente importanza dei modi di trasporto dell'economia collaborativa nella vita quotidiana dei cittadini europei; esigere dalle imprese estere il pieno rispetto degli standard normativi vigenti nell'UE quando forniscono servizi di trasporto e consegna nel territorio dell'Unione;

ii.  adoperarsi per migliorare l'accesso ai mercati esteri e ridurre le prassi normative anticoncorrenziali – soprattutto quelle che sono dannose per l'ambiente e diminuiscono l'efficienza dei servizi di trasporto – nonché le restrizioni imposte dai paesi terzi in relazione alla proprietà estera, garantendo legalmente, al contempo, il diritto delle autorità pubbliche di regolamentare i trasporti e assicurare il trasporto pubblico; affrontare, in particolare negli allegati sul trasporto marittimo e aereo, la questione delle restrizioni nel settore del cabotaggio ed evitare che i vettori ritornino vuoti dai rispettivi paesi ospitanti;

iii.  proporre disposizioni volte a rafforzar i diritti dei passeggeri, in particolare nell'allegato sui trasporti aerei ma anche in relazione a tutti i modi di trasporto, affinché anche i consumatori ottengano benefici dall'accordo in parola;

iv.  mantenere i diritti degli Stati membri relativamente alla normativa nazionale e agli accordi bilaterali o multilaterali, vigenti o futuri, in materia di trasporto su strada, comprese i requisiti applicabili ai permessi di transito; escludere dall'ambito di applicazione dell'allegato relativo al trasporto su strada qualsiasi disposizione che agevoli l'ingresso e il soggiorno dei conducenti professionisti; respingere qualsiasi richiesta di assumere impegni in relazione alla modalità 4 nel settore del trasporto su strada;

v.  garantire la coerenza con le norme internazionali, come quelle approvate dall'Organizzazione marittima internazionale e dall'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale, considerarle come norme minime e opporsi a qualsiasi abbassamento di tali parametri di riferimento internazionali; perseguire, come obiettivo a lungo termine, l'adozione di norme vincolanti per il commercio internazionale nei settori del trasporto marittimo e aereo; garantire l'applicazione di tutte le convenzioni dell'OIL riguardanti i settori della logistica e dei trasporti, quale, ad esempio, la Convenzione sul lavoro marittimo; sottolineare che la legislazione dell'UE e degli Stati membri è vantaggiosa per i lavoratori, anche in termini di sicurezza, nonché per i consumatori e per l'ambiente; evidenziare che tutti coloro che erogano servizi nell'UE, siano essi prestatori stranieri o interni, sono tenuti a rispettarla; riconoscere che la qualità dei servizi è intrinsecamente connessa alla qualità dell'occupazione e ai quadri normativi in essere;

vi.  trovare il giusto equilibrio fra la liberalizzazione del settore postale competitivo, essenziale per l'ulteriore sviluppo dei servizi e dell'economia digitale, e la protezione del servizio postale universale, che svolge un ruolo cruciale nella promozione della coesione sociale, economica e territoriale; evitare pertanto sovvenzioni incrociate anticoncorrenziali e accrescere l'accesso ai mercati dei paesi terzi, garantendo al contempo il rispetto degli obblighi di servizio universale definiti da ciascuna parte;

vii.  ricordare il ruolo cruciale svolto dal trasporto marittimo nell'economia mondiale, sia come settore di per sé sia come elemento facilitatore del commercio internazionale; promuovere un testo chiaro contenente impegni forti volti ad assicurare l'accesso ai porti e ai mercati nonché il trattamento nazionale dei servizi di trasporto marittimo internazionale;

  g)  per quanto riguarda le norme sulla regolamentazione interna e sulla trasparenza:

i.  garantire giuridicamente il diritto delle autorità europee, nazionali e locali di regolamentare nell'interesse pubblico in un modo che non risulti più restrittivo del GATS e senza il vincolo delle verifiche della necessità; garantire che le disposizioni degli allegati non siano più restrittive dei principi sanciti dall'articolo VI del GATS o dal diritto dell'Unione;

ii.  riconoscere che le parti negoziali aderiscono allo Stato di diritto e dispongono di un sistema giudiziario indipendente, che prevede possibilità di ricorso atte a garantire i diritti degli investitori e dei cittadini;

iii.  promuovere la buona governance e la trasparenza e incoraggiare le buone prassi nei processi amministrativi, normativi e legislativi, favorendo l'adozione generalizzata di misure che rafforzino l'indipendenza dei decisori, aumentino la trasparenza e la responsabilità democratica delle decisioni e riducano gli oneri burocratici; sottolineare che la protezione dei consumatori, della salute e dell'ambiente, la sicurezza e i diritti dei lavoratori devono essere al centro degli sforzi di regolamentazione; garantire che qualunque modifica dei livelli di tutela regolamentare dell'UE punti sempre al rialzo e mai al ribasso;

iv.  riconoscere che, conformemente alle disposizioni del GATS, un allegato sulla regolamentazione interna dovrebbe impedire che le parti introducano ostacoli commerciali dissimulati e impongano oneri superflui alle imprese straniere, in particolare quando queste ultime richiedono diversi tipi di licenze; garantire che la regolamentazione interna continui a rispondere a obiettivi di interesse pubblico;

v.  assicurare che le regole concordate si applichino soltanto alle misure attinenti al commercio, come le prescrizioni e procedure in materia di qualifiche e concessione di licenze, e solo nei settori nei quali una parte ha assunto impegni;

vi.  richiedere e pubblicare un parere giuridico prima della votazione del Parlamento sull'accordo finale, allo scopo di valutare attentamente i due allegati sulla regolamentazione interna e la trasparenza alla luce del diritto dell'UE, e valutare se gli obblighi giuridici enunciati in tali allegati siano già rispettati nell'UE;

vii.  definire chiaramente i principi di trasparenza e obiettività del processo legislativo in modo da garantire che tali concetti non si trasformino in disposizioni generiche;

viii.  rendere pubblicamente accessibili online le informazioni sulla regolamentazione relativa al commercio e sul modo in cui è gestita, anche nel caso delle norme applicabili a livello sub-federale; porre l'accento sulle norme che disciplinano la concessione di licenze e autorizzazioni; promuovere specificamente la creazione di un meccanismo di informazione online sotto forma di sportello unico per le PMI e coinvolgere le PMI nella sua progettazione;

ix.  garantire che i diritti amministrativi imposti alle imprese straniere siano equi e non discriminatori, che esistano mezzi di ricorso adeguati, accessibili in condizioni di parità ai fornitori nazionali ed esteri, per presentare una denuncia presso i tribunali nazionali e che le sentenze siano pronunciate entro un termine ragionevole;

x.  mantenere la prassi dell'UE di procedere a consultazioni pubbliche prima della presentazione di proposte legislative; garantire che i risultati di tali consultazioni siano rigorosamente rispettati nel corso dei negoziati;

xi.  respingere qualsiasi proposta volta a introdurre l'obbligo di sottoporre le proposte legislative a terzi prima della loro pubblicazione; tenere presente che i soggetti interessati hanno diversi livelli di accesso alle risorse e alle competenze e garantire che l'introduzione di un processo di consultazione delle parti interessate su base volontaria nell'ambito del TiSA non finisca per favorire le organizzazioni che ricevono maggiori finanziamenti;

  h)  per quanto riguarda le norme contenute in altre discipline regolamentari:

i.  riconoscere che il TiSA rappresenta un'opportunità per garantire una concorrenza secondo le norme e non una concorrenza per le norme;

ii.  garantire che gli impegni reciprocamente concordati siano rispettati nella pratica, consentire efficaci misure di ritorsione e disincentivare la violazione gli impegni; includere pertanto nell'accordo un meccanismo di risoluzione delle controversie tra Stati, da utilizzare fino a quando l'accordo stesso non verrà multilateralizzato e non sarà disponibile il meccanismo di risoluzione delle controversie dell'OMC; rivedere il regolamento (UE) n. 654/2014 relativo all'esercizio dei diritti dell'Unione per l'applicazione e il rispetto delle norme commerciali internazionali, così da garantire che l'UE possa adottare misure di ritorsione nel settore dei servizi;

iii.  difendere l'inserimento di un allegato normativo sugli appalti pubblici nell'ottica di ottimizzare la partecipazione delle imprese europee alle gare d'appalto estere, mantenendo al contempo i criteri dell'UE, inclusi quelli sociali e ambientali, nonché le procedure dell'Unione nelle gare d'appalto europee, soprattutto per quanto riguarda l'accesso delle PMI agli appalti pubblici, i criteri di ammissibilità basati sul miglior rapporto qualità-prezzo e le soglie al di sotto delle quali gli impegni non sono applicabili; superare la mancanza di trasparenza e le barriere d'ingresso al mercato per quanto riguarda le gare d'appalto non europee e denunciare a tutti i livelli di governo la mancanza di reciprocità in tale settore, come dimostra il trattamento preferenziale accordato alle imprese nazionali in diversi paesi, prevedendo allo stesso tempo la possibilità di optare per gli impegni in materia di accesso al mercato e di trattamento nazionale ai fini della multilateralizzazione; incoraggiare la ratifica e l'attuazione dell'accordo dell'OMC sugli appalti pubblici e della sua revisione del 2011 da parte di quei soggetti che non hanno ancora provveduto in tal senso; invitare l'Unione europea a dotarsi di un "European Business Act", basato sul modello dell'"American Business Act" e atto a favorire lo sviluppo economico delle PMI e dell'industria europea;

iv.  provvedere affinché i prestatori di servizi dell'UE di piccole e medie dimensioni siano tutelati dalle pratiche commerciali sleali dei prestatori di servizi di paesi terzi;

v.  ridurre gli ostacoli superflui agli scambi di servizi relativi all'energia e all'ambiente, in primis quelli riguardanti lo sviluppo e la promozione dell'energia da fonti rinnovabili e delle tecnologie ecocompatibili, mantenendo al contempo la possibilità di formulare riserve quanto all'accesso al mercato e al trattamento nazionale per tutte le modalità di fornitura in questo campo, dato che in questi due settori viene venduto insieme ai prodotti un numero sempre maggiore di servizi, come l'installazione, la gestione e la manutenzione; prendere atto del riconoscimento esplicito della sovranità di ciascuna parte sulle risorse energetiche, in linea con le disposizioni del trattato, e garantire giuridicamente, mediante un rafforzamento delle disposizioni equivalenti a quelle del GATS, il diritto dell'UE di regolamentare, in particolare in modo da realizzare gli obiettivi europei in materia di sostenibilità, clima, sicurezza e accessibilità economica;

vi.  garantire che i prossimi impegni in materia di appalti non vadano oltre la normativa locale o nazionale di ciascuna parte;

  i)  per quanto riguarda la sensibilizzazione del pubblico e del mondo politico:

i.  garantire il massimo livello di trasparenza, dialogo e rendicontabilità;

ii.  informare pienamente e immediatamente il Parlamento europeo in tutte le fasi negoziali; garantire che tutti i deputati al Parlamento europeo ricevano tutti i documenti negoziali relativi al TiSA nonché i documenti interni della Commissione, quali le sintesi dettagliate dei cicli negoziali e le valutazioni approfondite delle offerte delle parti del TiSA, purché sia garantita la dovuta riservatezza; in linea con la politica dell'OMC, la giurisprudenza della Corte di giustizia europea sui documenti riservati e i limiti sanciti dall'acquis dell'Unione, in particolare il regolamento (CE) n. 1049/2001 relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, rendere i documenti negoziali pubblicamente disponibili, a eccezione di quelli da classificare, con una chiara motivazione caso per caso;

iii.  valutare positivamente i notevoli sforzi a favore della trasparenza nei confronti dei cittadini profusi dopo le elezioni europee del 2014, compresa la pubblicazione delle offerte di accesso al mercato dell'UE e del mandato conferito dal Consiglio; compiere ulteriori sforzi al riguardo, mettendo a disposizione sul sito web Europa, per ciascuna parte dell'accordo, schede informative chiare e comprensibili e pubblicando resoconti fattuali per ogni ciclo di negoziazione; incoraggiare i partner negoziali ad accrescere la trasparenza, di modo che il TiSA non sia negoziato in condizioni meno trasparenti rispetto a quelle previste sotto l'egida dell'OMC;

iv.  garantire un dialogo serio e continuo delle istituzioni dell'UE con tutti i soggetti interessati per l'intera durata dei negoziati; chiedere che tale impegno si intensifichi con l'avanzare dei negoziati, in modo da tenere adeguatamente conto delle aspettative della società civile europea, delle parti sociali e degli altri portatori di interesse, anche nel quadro del dialogo con la società civile; sottolineare che gli Stati membri, che stabiliscono le direttive di negoziato, sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale in tale ambito;

v.  incoraggiare gli Stati membri a coinvolgere e consultare i rispettivi parlamenti nazionali nonché gli enti locali e regionali e a mantenerli adeguatamente informati sui negoziati in corso;

vi.  invitare i rappresentanti delle autorità locali e regionali, rappresentati a livello UE dal Comitato delle regioni, ai dialoghi organizzati dalla Commissione all'inizio e alla fine di ogni ciclo negoziale;

2.  chiede che la Commissione tenga pienamente conto della presente risoluzione e che vi risponda entro sei mesi dalla sua approvazione;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione recante le raccomandazioni del Parlamento europeo alla Commissione e, per conoscenza, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai governi e ai parlamenti di tutte le parti del TiSA.

MOTIVAZIONE

Il Parlamento europeo svolge un ruolo decisivo nell'ambito della politica commerciale dell'UE. Conformemente all'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, oltre ad avere l'ultima parola sugli accordi commerciali, i deputati al Parlamento europeo sono immediatamente e pienamente informati in tutte le fasi della procedura di negoziazione e conclusione degli accordi commerciali, onde esercitare un controllo costante sui negoziati commerciali.

Al fine di determinare il corso dei negoziati, il Parlamento può esprimere la sua posizione in qualsiasi momento della procedura. Di conseguenza, mediante una relazione ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 4, del regolamento, il relatore intende valutare i primi due anni e mezzo e i tredici cicli di negoziati relativi all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA) ed elaborare raccomandazioni chiare e solide destinate alla Commissione.

A parere del relatore, i negoziati sul TiSA devono garantire una maggiore reciprocità nell'accesso ai mercati, assicurare una parità di condizioni a livello globale, offrire vantaggi concreti ai consumatori e permettere alle parti interessate di avere accesso ai colloqui, in modo da facilitare la futura multilateralizzazione. Tuttavia, i servizi pubblici e culturali, i diritti fondamentali alla riservatezza dei dati e a condizioni di lavoro eque, come anche il diritto di regolamentare, non sono negoziabili e dovrebbero essere inequivocabilmente esclusi dall'ambito di applicazione dell'accordo.

Il TiSA non può essere etichettato come una cura o una maledizione prima ancora di essere finalizzato. Occorre invece che il Parlamento europeo lavori in modo costruttivo e pragmatico per dare un'immagine positiva dei negoziati sul TiSA, demistificarli e accordare loro la priorità, onde garantire che si concluda un buon accordo, nell'interesse tanto delle imprese quanto dei consumatori europei. Il TiSA dovrà essere un accordo equilibrato, o semplicemente non avrà ragione di essere.

7.12.2015

PARERE della commissione per lo sviluppo

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sulle raccomandazioni alla Commissione europea sui negoziati relativi all'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Relatore per parere: Lola Sánchez Caldentey

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che le politiche commerciali e di investimento dell'UE sono strettamente legate alle sue politiche di sviluppo e hanno un impatto sui paesi in via di sviluppo; invita la Commissione a rispettare il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo e a includere i principi dell'aiuto agli scambi in tutti i negoziati commerciali; evidenzia la necessità di concentrarsi su un'attuazione e un monitoraggio efficaci degli Obiettivi di sviluppo sostenibile recentemente adottati; invita la Commissione a garantire in tutti gli accordi commerciali i più elevati standard globali in materia di diritti umani, norme OIL, protezione sociale, dialogo sociale, parità di genere, copertura sanitaria pubblica e universale, accesso universale ai farmaci e sicurezza alimentare;

2.  riconosce i recenti passi compiuti dall'UE al fine di accrescere la trasparenza nei suoi accordi commerciali; esorta la Commissione a continuare a migliorare la trasparenza e la responsabilità democratica nel processo di negoziazione dell'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA); riconosce l'impegno delle istituzioni dell'UE nei confronti di un'ampia gamma di soggetti interessati durante tutto il processo; incoraggia la Commissione a proseguire, ed eventualmente a migliorare, questo approccio proattivo alla trasparenza nelle politiche commerciali dell'UE; sottolinea che è necessario tenere conto delle preoccupazioni espresse dai sindacati e dalle organizzazioni della società civile, comprese quelle dei paesi in via di sviluppo; esorta la Commissione ad aumentare l'accessibilità a tutti i documenti negoziali consolidati, in quanto è questa l'unica possibilità democratica per le organizzazioni della società civile e i cittadini interessati di essere informati del processo e di essere coinvolti in esso; incoraggia la Commissione a ordinare uno studio indipendente sull'impatto del TiSA sui paesi in via di sviluppo sotto il profilo del conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile nei paesi terzi, e a esaminarne attentamente i risultati;

3.  sottolinea che, secondo l'UNCTAD, nei paesi in via di sviluppo il settore dei servizi rappresenta circa il 51 % del PIL; rileva inoltre che le esportazioni di servizi provenienti dai paesi africani sono in aumento; riconosce che gli scambi, compresi gli scambi di servizi, potrebbero, a determinate condizioni, fornire un impulso alla crescita sostenibile, alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze nonché alla creazione di posti di lavoro dignitosi, e possono incoraggiare l'innovazione agevolando lo scambio di conoscenze, lo sviluppo di tecnologie e gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo, anche attraverso gli investimenti esteri; è quindi del parere che il fatto di consentire ai paesi in via di sviluppo di ottenere un accesso equo ai mercati mondiali dei servizi può rafforzare la loro integrazione economica e il loro adeguamento alla globalizzazione;

4.  rileva che solo un numero limitato di paesi in via di sviluppo partecipa ai negoziati TiSA; ribadisce la necessità di un approccio multilaterale rafforzato al commercio globale, da raggiungere attraverso una cooperazione più intensa tra l'UE e organismi internazionali democratici quali le Nazioni Unite e l'OMC, in cui i paesi in via di sviluppo siano adeguatamente rappresentati; osserva che il TiSA dovrebbe essere basato sull'Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS), di cui tutti i membri dell'OMC sono parti contraenti; ribadisce tuttavia che rifiuta qualsiasi disposizione che sia incompatibile con il GATS e suscettibile di impedire una futura integrazione nel sistema OMC; invita la Commissione a tenere conto dell'impatto del TiSA sui paesi che non partecipano ai negoziati, segnatamente i paesi in via di sviluppo, e a includere nel TiSA le disposizioni contenute nell'articolo IV del GATS;

5.  sollecita la Commissione ad adoperarsi per evitare squilibri nelle relazioni commerciali internazionali; ricorda che l'obiettivo OSS 17.15 riconosce la necessità di rispettare lo spazio politico e la leadership di ciascun paese allo scopo di definire e attuare politiche finalizzate all'eradicazione della povertà e allo sviluppo sostenibile; insiste affinché, nel corso dei negoziati TiSA, sia salvaguardato il diritto delle autorità nazionali e locali di regolamentare; sottolinea che, per mitigare gli effetti potenzialmente negativi per i paesi in via di sviluppo, la cui priorità è sviluppare il settore dei servizi, compresi i servizi di interesse economico generale, e i quadri normativi, l'UE dovrebbe intensificare le proprie iniziative volte a includere i paesi in via di sviluppo nella catena globale del valore nel settore dei servizi e prendere in considerazione un approccio più flessibile per i paesi in via di sviluppo quando si tratta di sottoscrivere al livello di ambizione dell'accordo;

6.  invita la Commissione a escludere esplicitamente dai negoziati TiSA i servizi pubblici e i servizi culturali e audiovisivi, nonché a garantire specificamente che i paesi in via di sviluppo siano in grado di preservare i loro beni culturali, in quanto questi ultimi rappresentano strumenti fondamentali ai fini dello sviluppo sostenibile e del rispetto della dignità delle persone; ricorda che il TiSA, così come qualsiasi altro accordo internazionale, deve essere conforme alle norme concordate a livello internazionale in materia di lavoro, ambiente e diritti umani; invita la Commissione a sostenere e monitorare gli sforzi di rafforzamento delle capacità intrapresi nei paesi in via di sviluppo per fornire servizi pubblici sostenibili;

7.  ricorda che la crisi del sistema finanziario del 2008 ha dimostrato la necessità di definire forti normative prudenziali in materia di liberalizzazione dei servizi finanziari al fine di mantenere la solidità e la stabilità dei mercati finanziari; invita quindi la Commissione a garantire che le disposizioni del TiSA concernenti i servizi finanziari tutelino i più elevati standard in materia di trasparenza e di responsabilità, assicurino la sostenibilità del debito, garantiscano il principio della responsabilità comune di creditori e debitori e non aumentino la volatilità o l'instabilità economica;

8.  invita la Commissione a integrare nella sua politica commerciale le questioni dell'uguaglianza di genere e dell'emancipazione femminile e, alla luce delle preoccupazioni attuali, a monitorare con attenzione l'impatto degli accordi commerciali dell'UE sull'uguaglianza di genere; sottolinea, al riguardo, che la dimensione di genere degli scambi di servizi in Africa, dove la percentuale delle donne che lavorano nel settore dei servizi supera l'occupazione femminile nel settore manifatturiero, potrebbe essere un'opportunità per sviluppare l'imprenditorialità femminile e creare posti di lavoro dignitosi;

9.   rammenta che il TiSA non deve compromettere il diritto unionale e il rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che è vincolante per le istituzioni e gli organi dell'UE e si applica ai governi nazionali quando attuano il diritto dell'Unione; ricorda che l'UE si basa su un forte impegno a promuovere e a proteggere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto in tutto il mondo; insiste, a tale riguardo, sul fatto che i diritti umani sono al centro delle relazioni che l'UE intrattiene con altri paesi e altre regioni;

10.  invita la Commissione a riflettere sul recente ritiro dell'Uruguay dai negoziati TiSA e a trarne le necessarie conclusioni, prestando maggiore attenzione alle esigenze dei paesi in via di sviluppo che sottoscrivono il TiSA.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

1.12.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Doru-Claudian Frunzulică, Maria Heubuch, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Stelios Kouloglou, Arne Lietz, Linda McAvan, Norbert Neuser, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Davor Ivo Stier, Bogdan Brunon Wenta, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jordi Sebastià

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Pál Csáky, José Inácio Faria, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández

2.12.2015

PARERE della commissione per i problemi economici e monetari

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sulle raccomandazioni alla Commissione europea sui negoziati relativi all'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Relatore per parere: Alessia Maria Mosca

SUGGERIMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rivolge alla Commissione le seguenti raccomandazioni:

  a.  fare dei servizi finanziari una delle priorità dell'Unione europea nel quadro dei negoziati relativi all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA), dal momento che nell'Unione il mercato di tali servizi è già relativamente liberalizzato; pervenire a un accordo che contenga norme e disposizioni ambiziose e, nel contempo, equilibrate che disciplinino la prestazione di tutti i tipi di servizi finanziari, in particolare quelli bancari e assicurativi, indipendentemente dalle modalità di fornitura, con una particolare attenzione per le nuove norme sui nuovi servizi; raggiungere un accordo che apporti valore ai consumatori europei, sotto forma di una convergenza verso l'alto della regolamentazione finanziaria, di una scelta più ampia di servizi finanziari e di una maggiore tutela dei consumatori (informazioni comprensibili e corrette sono fondamentali per pervenire a una situazione più equilibrata rispetto all'asimmetria dell'informazione), e che favorisca la crescita a lungo termine, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020;

  b.  proporre che, nel campo dei servizi finanziari, il TiSA promuova l'attuazione e applicazione delle norme internazionali, che non verranno assunti nuovi impegni suscettibili di compromettere la normativa dell'Unione nel settore finanziario – obbligando l'UE a fare marcia indietro rispetto al proprio quadro regolamentare rafforzato per il settore finanziario o impedendole di utilizzare lo strumento normativo per contrastare un'eccessiva assunzione di rischio da parte degli istituti finanziari – e che i regolatori dell'Unione mantengano la possibilità di autorizzare o meno, per ragioni prudenziali, i prodotti finanziari, esistenti o nuovi, dopo aver valutato attentamente i rischi e i vantaggi che l'introduzione di tali prodotti o servizi potrebbe comportare nell'Unione; elencare gli impegni in materia di accesso al mercato sulla base di una lista positiva;

  c.  consentire nel quadro del TiSA – data l'importanza dei servizi finanziari per la crescita e l'economia –, in opportuni sottosettori e con riserve limitate e debitamente giustificate, la prestazione transfrontaliera di servizi finanziari nell'Unione (per un numero limitato di sottosettori come quello della riassicurazione) da parte di entità stabilite in paesi terzi, sulla base di regole e procedure chiare secondo le quali autorizzare dette entità a prestare tali servizi nell'UE e, se del caso, dopo che l'Unione abbia riconosciuto l'equivalenza e l'esecutività del quadro legislativo e di vigilanza del paese di origine di tali entità, al fine di garantire che nell'Unione non possa operare alcuna entità non sottoposta a vigilanza e che vi sia parità di condizioni tra le entità, a prescindere dalla giurisdizione dove sono state istituite;

  d.  garantire che le parti aderenti al TiSA abbiano il diritto di escludere settori sensibili dalla clausola "ratchet", in particolare nel caso degli impegni transfrontalieri sui servizi finanziari, difendendo dunque la posizione in base alla quale l'apertura dei mercati non impedirà l'introduzione di nuove misure e la modifica delle norme nazionali esistenti per ragioni prudenziali e di protezione dei consumatori, ovvero la potenziale applicazione extraterritoriale di tali norme;

  e.  tener conto degli ostacoli specifici agli scambi e agli investimenti con cui si scontrano le PMI; favorire la mobilità e lo sviluppo delle imprese di dimensioni più grandi, ma soprattutto delle PMI e degli imprenditori autonomi, mediante disposizioni rafforzate riguardanti la fornitura di servizi finanziari di "modalità IV", il che consente la circolazione temporanea oltrefrontiera di professionisti altamente qualificati, per uno scopo specifico e per un periodo di tempo limitato, alle condizioni stipulate in un contratto o prescritte dalla legislazione nazionale;

  f.  esercitare maggiori pressioni sulle altre parti negoziali affinché si continui a offrire ai paesi del gruppo BRICS, in particolare a India e Brasile, la possibilità di aderire ai negoziati e affinché venga accolta la richiesta della Cina, a condizione che quest'ultima sia pronta a dimostrarsi all'altezza delle ambizioni delle parti, soprattutto quanto al livello delle sue offerte in termini di accesso al mercato e trattamento nazionale, evitando di riaprire i negoziati sulla struttura dell'accordo e sulle disposizioni chiave dei capitoli normativi sui quali è già stato raggiunto un accordo;

  g.  incoraggiare nuove parti ad associarsi ai negoziati sul TiSA, anche se i colloqui coinvolgono già paesi e gruppi di paesi come l'Unione europea, gli Stati Uniti e il Giappone, ai quali è riconducibile la maggior parte degli scambi mondiali di servizi finanziari; adoperarsi, onde pervenire a risultati davvero significativi per l'UE, affinché i paesi che non hanno attualmente accordi commerciali bilaterali con l'UE, quali Australia, Nuova Zelanda, Hong Kong e Taiwan, o che hanno assunto impegni molti limitati a livello multilaterale, ad esempio Cile e Turchia, oppure che hanno assunto impegni bilaterali alquanto modesti nel campo dei servizi finanziari, come il Messico, assumano impegni approfonditi (in particolare per quanto riguarda l'accesso al mercato);

  h.  garantire che il TiSA non ostacoli in alcun modo l'agenda negoziale dell'OMC, ma promuova anzi una fruttuosa discussione sul modo migliore per affrontare gli ostacoli commerciali indebiti in materia di servizi finanziari e per mettere a punto prassi di eccellenza per la regolamentazione di tali servizi atte a promuovere obiettivi economici e di sostenibilità, nonché prepari il terreno per una sua possibile adozione a livello multilaterale, partendo dalle norme già esistenti a livello multilaterale;

  i.  esortare le parti negoziali a istituire una disciplina normativa nel campo dei servizi finanziari che vada oltre l'allegato sui servizi finanziari dell'accordo generale sugli scambi di servizi (GATS) dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) – che si applica già a tutte le parti del TiSA in quanto membri dell'OMC –, nonché a definire impegni più dettagliati al di là dell'intesa sui generis sugli impegni nel settore dei servizi finanziari, che non è vincolante per i membri dell'OMC e pertanto si applica solo a un numero molto limitato di parti del TiSA; puntare a includere misure prudenziali nel capitolo del TiSA sui servizi finanziari, basandosi sulla versione concordata nell'accordo commerciale UE-Canada, che rafforza le misure prudenziali enunciate all'articolo 2, lettera a), dell'allegato GATS sui servizi finanziari, che preserva il diritto sovrano delle parti di prendere provvedimenti a titolo prudenziale, a condizione che tali provvedimenti non siano intesi ad eludere altri impegni, al fine di garantire che i governi mantengano la possibilità di adottare le misure del caso per la salvaguardia della stabilità e integrità del sistema finanziario; provvedere affinché gli elementi chiave della suddetta intesa, tra cui le disposizioni specifiche sul trasferimento dei dati e l'accesso non discriminatorio ai sistemi di compensazione, siano inclusi nel TiSA, migliorando nel contempo il testo dell'intesa per conformarlo all'attuale, rigorosa linea politica dell'Unione in tali ambiti;

  j.  definire nel capitolo normativo sui servizi finanziari rigorose norme orizzontali sulla trasparenza della regolamentazione – il che dovrebbe accrescere la capacità di tutti i portatori d'interesse di analizzare leggi, disposizioni e decisioni pubbliche e di prepararsi ad esse, nonché rendere più fiduciosi i prestatori di servizi finanziari rispetto alla possibilità di stabilirsi all'estero o di fornire servizi a clienti di paesi terzi, senza pregiudicare processi democratici legittimi e consolidati – ed elaborare altresì soluzioni che garantiscano il rispetto del trattamento nazionale per i prestatori transfrontalieri di servizi finanziari; intervenire immediatamente, in quest'ottica, per ridurre il divario tra le varie modalità in base alle quali i paesi riconoscono attualmente l'equivalenza dei regimi di regolamentazione e vigilanza delle altre giurisdizioni, divario che è all'origine dell'attuale frammentazione dei mercati mondiali dei servizi finanziari, raggiungendo un accordo sul fatto che una decisione di equivalenza dovrebbe essere il risultato di una valutazione trasparente volta a stabilire se le norme di ciascuna giurisdizione permettano di raggiungere gli stessi obiettivi, come pure sul fatto che, sebbene essa dovrebbe essere il frutto di dialoghi bilaterali precoci e frequenti, tale decisione può anche essere unilaterale quando il riconoscimento reciproco non è possibile;

  k.  garantire che, nel rispetto del principio di proporzionalità nelle azioni dell'UE sancito dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), la Commissione non accetti nell'ambito del TiSA condizioni in materia di regolamentazione interna che vadano oltre quanto necessario per raggiungere i suddetti obiettivi;

  l.  garantire che il TiSA contribuisca ad attenuare la doppia imposizione e non faciliti in alcun modo la frode fiscale, l'evasione fiscale, la pianificazione fiscale aggressiva o il riciclaggio di denaro nel settore dei servizi finanziari, ovvero offra scappatoie al riguardo; garantire altresì che esso incoraggi le sue parti contraenti, in particolare i quattro paesi che figurano anche nella lista nera dell'UE sui paradisi fiscali, a recepire e rispettare lo standard comune dell'OCSE (CRS) per lo scambio di automatico di informazioni a fini fiscali (AEOI), le raccomandazioni dell'OCSE contro l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (BEPS) e le norme globali contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI), conformemente alla raccomandazione della Commissione del 6 dicembre 2012 concernente misure destinate a incoraggiare i paesi terzi ad applicare norme minime di buona governance in materia fiscale(12);

  m.  adottare un approccio ragionevole riguardo ai flussi transfrontalieri di dati finanziari, vietando le misure che impediscono indebitamente la trasmissione di informazioni o il trattamento di informazioni finanziarie all'interno o all'esterno del territorio del paese e assicurando nel contempo la tutela dei dati personali (considerata un diritto fondamentale ai sensi dell'articolo 8 della Carta europea dei diritti fondamentali) e della vita privata e il carattere confidenziale di singole registrazioni e singoli conti, migliorando così l'intesa sui servizi finanziari del GATS; garantire pertanto che qualsiasi accordo sul TiSA sia pienamente conforme al regolamento UE riveduto sulla protezione dei dati;

  n.  assicurare, per quanto concerne l'acquisto di servizi finanziari da parte di enti pubblici, che nel quadro dei negoziati siano tutelate e sostenute le regole recentemente adottate dall'Unione europea in materia di appalti pubblici, in particolare per quanto riguarda l'accesso delle PMI agli appalti pubblici, i criteri di ammissibilità basati sul migliore rapporto "qualità-prezzo" piuttosto che sul prezzo più basso, gli appalti riservati alle imprese dell'economia sociale e la possibilità per le autorità aggiudicatrici di favorire la cooperazione intercomunitaria nonché di mantenere le soglie di esclusione previste dalle norme unionali e internazionali;

  o.  garantire il massimo livello di trasparenza, dialogo e rendicontabilità durante l'intero processo negoziale, in linea con l'obbligo che incombe alla Commissione a norma del TFUE; assicurare che i membri della commissione per il commercio internazionale del Parlamento ricevano tutti i documenti negoziali relativi al TiSA e che i membri delle pertinenti commissioni del Parlamento europeo abbiano accesso ai testi consolidati dei negoziati e alle informazioni che rientrano nel loro ambito di competenza; intensificare l'importante sforzo di trasparenza nei confronti dei cittadini profuso dopo le elezioni europee del 2014, nel cui ambito va annoverata finora la pubblicazione delle offerte di accesso al mercato dell'UE e del mandato conferito dal Consiglio;

  p.  pubblicare quanto prima una valutazione indipendente dell'impatto in termini di sostenibilità, aggiornandola opportunamente una volta conclusi i negoziati;

  q.  escludere dagli impegni dell'Unione, conformemente agli articoli 14 e 106 TFUE e al relativo protocollo 26, gli attuali e futuri servizi di interesse generale e i servizi di interesse economico generale (inclusi, fra l'altro, l'acqua, la sanità, i servizi sociali, i sistemi di previdenza sociale e l'istruzione); garantire che le autorità europee, nazionali e locali conservino il pieno diritto di introdurre, adottare, mantenere o abrogare qualsiasi misura concernente l'aggiudicazione, l'organizzazione, il finanziamento e la fornitura di servizi pubblici; applicare tale esclusione a prescindere dalle modalità di erogazione e finanziamento dei servizi pubblici.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

1.12.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

38

14

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Burkhard Balz, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Esther de Lange, Fabio De Masi, Anneliese Dodds, Markus Ferber, Jonás Fernández, Sven Giegold, Sylvie Goulard, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Petr Ježek, Othmar Karas, Georgios Kyrtsos, Werner Langen, Sander Loones, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Costas Mavrides, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Alfred Sant, Molly Scott Cato, Peter Simon, Renato Soru, Theodor Dumitru Stolojan, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Cora van Nieuwenhuizen, Jakob von Weizsäcker, Marco Zanni, Sotirios Zarianopoulos

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Matt Carthy, Philippe De Backer, Ashley Fox, Doru-Claudian Frunzulică, Ildikó Gáll-Pelcz, Marian Harkin, Barbara Kappel, Verónica Lope Fontagné, Paloma López Bermejo, Thomas Mann, Alessia Maria Mosca, Michel Reimon, Maria João Rodrigues

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Agnes Jongerius, Anneleen Van Bossuyt, Igor Šoltes

3.12.2015

PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sulle raccomandazioni alla Commissione europea in merito ai negoziati relativi all'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Relatore per parere: Thomas Händel

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea l'importanza della ratifica, dell'attuazione e dell'applicazione integrali ed efficaci delle otto convenzioni sul lavoro fondamentali dell'OIL da parte dei firmatari del TiSA; invita i firmatari del TiSA a rispettare e promuovere gli altri pertinenti accordi e convenzioni dell'OIL e le risoluzioni delle Nazioni Unite, tra cui la Convenzione sulle clausole di lavoro (C94), l'agenda per il lavoro dignitoso e la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie;

2.  chiede che siano fissate disposizioni attraverso le quali sia garantita l'applicabilità delle norme dell'OIL concordate e di altre norme; ritiene che ogni futuro accordo sugli scambi di servizi debba includere una clausola relativa ai meccanismi di controllo e applicazione, al fine di dissuadere le imprese e impedire loro di commettere violazioni dei diritti del lavoro e sociali, ivi compresi i contratti collettivi; chiede che le eventuali controversie in relazione alle disposizioni in materia di lavoro siano sottoposte a meccanismi di risoluzione delle controversie, e che sia prevista la possibilità di imporre sanzioni, tenendo debitamente conto degli organismi di vigilanza dell'OIL;

3.  chiede che siano adottati provvedimenti volti ad assicurare che il TiSA contribuisca in modo equo e significativo alla creazione di posti di lavoro e fissi norme ambiziose in materia di scambi di servizi per affrontare le principali sfide del XXI secolo, in particolare la persistente crisi occupazionale in alcuni Stati membri, le crescenti disuguaglianze, la disoccupazione giovanile e le altre sfide sociali, come pure a promuovere un maggiore livello di protezione delle norme del lavoro e ambientali, contrastare ogni forma di dumping sociale e garantire il rispetto del divieto di discriminazione;

4.  rileva il ruolo significativo svolto nell'economia dell'UE dal settore dei servizi, che costituisce il 70% dell'attività economica e crea il 90% dei nuovi posti di lavoro; riconosce nel contempo che il 90% della crescita globale interessa i paesi al di fuori dell'UE e sottolinea, pertanto, l'importanza fondamentale di garantire nuove opportunità di accesso ai mercati per i firmatari del trattato e di assicurare un trattamento leale, non discriminatorio ed equo ai fornitori di servizi; ricorda il ruolo essenziale svolto dal settore dei servizi nella creazione di posti di lavoro con un alto livello di qualifiche nell'Unione europea; sottolinea l'importanza di garantire che l'accordo realizzi il proprio potenziale per stimolare la creazione di posti di lavoro nell'UE; è del parere che esso debba altresì garantire il rafforzamento e il miglioramento delle norme stabilite, al fine di consolidarle ulteriormente a livello multilaterale;

5.  sottolinea che la firma di un accordo equilibrato in tale ambito creerebbe il potenziale per una crescita sostenibile e inclusiva e per la creazione di nuovi posti di lavoro con un alto livello di qualifiche; si attende che gli ostacoli specifici affrontati dalle PMI siano tenuti in considerazione, in particolare perché tali imprese sono le principali creatrici di posti di lavoro;

6.  sottolinea che le potenziali opportunità offerte dal TiSA per l'internazionalizzazione delle imprese europee devono essere accompagnate da reali politiche volte a favorire l'adattamento dei lavoratori al nuovo ambiente; evidenzia che l'Unione europea ha istituito meccanismi di finanziamento che potrebbero accompagnare tali sviluppi, come ad esempio il Fondo sociale europeo;

7.  chiede che la commissione per l'occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo sia immediatamente informata qualora disposizioni dell'accordo TiSA definitivo possano pregiudicare le norme in questi ambiti o siano in contrasto con esse, in modo da consentire una consultazione e l'adozione di decisioni;

8.  sottolinea che la crescente mobilità deve essere accompagnata da norme sociali e del lavoro elevate, al fine di garantire che i lavoratori siano protetti dallo sfruttamento; è particolarmente preoccupato per gli effetti di complesse catene di subappalto transfrontaliere, a causa delle quali sta diventando molto difficile garantire e controllare la conformità; sottolinea che gli ispettorati del lavoro e i sindacati hanno un ruolo essenziale da svolgere nella prevenzione e nel controllo degli abusi; chiede una maggiore efficacia dell'accesso transfrontaliero ai dati all'interno dell'UE;

9.  invita pertanto la Commissione a valutare la possibilità di proporre una normativa dell'UE che garantisca la responsabilità, soprattutto nelle lunghe catene di subappalto, e ritiene che tale responsabilità debba applicarsi anche alle imprese di paesi terzi e divenire esecutiva anche per esse;

10.  sottolinea che nell'ambito delle ispezioni sul lavoro, in particolare, si incontrano difficoltà nel controllare le imprese dove sono occupati lavoratori migranti e distaccati provenienti dall'UE e da paesi terzi; esorta gli Stati membri, a tale proposito, a rafforzare l'organico e le risorse dei rispettivi servizi di ispezione del lavoro nonché a raggiungere l'obiettivo di un ispettore ogni 10 000 lavoratori, secondo quanto raccomandato dall'OIL;

11.  esorta la Commissione a perseguire l'obiettivo sociale che si è posta nell'ambito dei negoziati sul TiSA con la "clausola relativa al lavoro"; ricorda che è necessario garantire le disposizioni della legislazione sociale e in materia di lavoro ai livelli europeo e nazionale, come pure i contratti collettivi e le norme sociali, onde assicurare la qualità dei servizi; rammenta che le politiche sociali e occupazionali nonché le condizioni di lavoro degli Stati membri e, ove opportuno, dell'Unione europea non devono subire ripercussioni negative;

12.  chiede, a tale proposito, di escludere dai concetti di ostacoli non tariffari e ostacoli tecnici le norme del lavoro e di coinvolgere le parti sociali nel processo di cooperazione normativa nell'ambito di una rappresentanza equilibrata, onde garantire che la cooperazione normativa non limiti il diritto dei governi e del Parlamento europeo di legiferare nel pubblico interesse e non porti a un gelo normativo o all'indebolimento delle norme del lavoro, comprese quelle in materia di salute e sicurezza;

13.  ritiene che tutti i lavoratori, indipendentemente dal loro paese di origine, debbano godere sul posto di lavoro degli stessi diritti e condizioni di lavoro dei cittadini del paese in cui si trovano; ritiene inoltre che qualunque futuro accordo sugli scambi di servizi debba includere una clausola che impedisca alle imprese di aggirare o mettere a repentaglio il diritto di promuovere azioni sindacali, attraverso il ricorso a lavoratori di paesi terzi, durante le trattative sui contratti collettivi e le vertenze di lavoro;

14.  chiede che siano adottati provvedimenti, conformemente agli articoli 14 e 106 TFUE e al protocollo 26 del TUE, al fine di escludere gli attuali e futuri servizi di interesse generale e servizi di interesse economico generale (che comprendono, tra l'altro, i servizi idrici, la sanità, i servizi sociali, i sistemi di previdenza sociale e l'istruzione) dall'accordo, di garantire che le autorità europee, nazionali e locali conservino il pieno diritto di introdurre, adottare, mantenere o abrogare qualsiasi misura concernente l'aggiudicazione, l'organizzazione, il finanziamento e la fornitura di servizi pubblici, di applicare tale esclusione a prescindere dalle modalità di erogazione e finanziamento dei servizi pubblici e di assicurare che i sistemi di previdenza sociale siano esclusi dai negoziati;

15.  sostiene inoltre che nessuna clausola "ratchet" o "standstill" dovrebbe applicarsi agli obblighi in materia di accesso al mercato o trattamento nazionale;

16.  chiede alla Commissione di garantire che i criteri ambientali e sociali, compresi i criteri relativi alla parità di genere, possano essere applicati all'aggiudicazione degli appalti pubblici; insiste affinché gli accordi commerciali non incidano in nessuna circostanza sulle disposizioni della direttiva sugli appalti pubblici che garantiscono l'applicazione del diritto del lavoro e consentono alle amministrazioni aggiudicatrici di ricorrere a disposizioni specifiche riguardo ai servizi sociali, sanitari e di altro genere forniti direttamente alla persona; ricorda alla Commissione le questioni delicate riguardanti la regolamentazione delle concessioni di servizi e l'esigenza di preservare lo spazio politico per far fronte alle lacune dei modelli di partenariato pubblico-privato;

17.  ritiene che i negoziati sull'ulteriore liberalizzazione dei servizi transfrontalieri nell'Unione debbano essere accompagnati da misure di protezione sociale, come ad esempio i regimi di reddito minimo, in conformità alle prassi nazionali, e da una cooperazione a livello di UE volta a garantire condizioni di lavoro conformi alla legislazione del lavoro e sociale e ai contratti collettivi del paese in cui viene fornito il servizio e quindi il lavoro; osserva che ciò non dovrebbe ostare all'applicazione di disposizioni più favorevoli previste dalla legislazione o dai contratti applicabili nel paese d'invio;

18.  ritiene che la capacità dei governi di adottare politiche in materia di appalti di servizi responsabili sotto il profilo sociale e ambientale, che vengano incontro alle esigenze sociali e ambientali, non debba essere messa a repentaglio e che, di conseguenza, tutti gli accordi debbano rispettare la convenzione n. 94 dell'OIL sulle clausole del lavoro nei contratti pubblici;

19.  incoraggia le istituzioni europee a continuare a condurre valutazioni di impatto sociale indipendenti e approfondite incentrate sui possibili effetti del TiSA sulla situazione sociale e occupazionale dell'UE e delle altre parti dell'accordo, compresi la disponibilità, l'accessibilità economica, la qualità, l'accessibilità e l'accesso paritario e non discriminatorio ai servizi di interesse generale e ai servizi di interesse economico generale; chiede la pubblicazione di proiezioni statistiche, costantemente aggiornate, sugli aumenti/perdite di posti di lavoro in seguito a un potenziale accordo, in modo da permettere alla Commissione di intervenire tempestivamente a sostegno delle regioni o degli Stati membri colpiti; chiede inoltre l'istituzione di un sistema di controllo per prevenire qualsiasi caso di violazione;

20.  ritiene che l'UE debba assumersi impegni molto limitati per quanto riguarda le eventuali future disposizioni nell'ambito dell'attuale modalità 1 dell'Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS), al fine di non mettere a repentaglio le rigorose norme e condizioni di lavoro nell'UE mediante la fornitura di servizi provenienti da paesi terzi, soprattutto nel settore delle TIC;

21.  reputa opportuno ridurre gli ostacoli normativi al fine di garantire che la mobilità dei lavoratori altamente qualificati sia vantaggiosa non solo per le imprese ma anche per i lavoratori europei; ribadisce l'importanza di assicurare che il TiSA non impedisca in alcun caso l'applicazione delle norme in materia di lavoro e sociali, comprese le norme relative al distacco dei lavoratori;

22.  ricorda che le clausole del TiSA relative al settore dei trasporti non dovrebbero danneggiare i lavoratori europei del settore; incoraggia la Commissione a stabilire limitazioni chiare in materia di cabotaggio, al fine di impedire il dumping sociale;

23.  chiede una definizione chiara dei lavoratori cui si applica l'allegato relativo alla modalità 4;

24.  ritiene che l'accordo debba rispettare appieno il diritto di un firmatario di modificare o revocare un elemento della propria lista, come stabilito all'articolo XXI del GATS; si attende che l'accordo, e in particolare l'allegato relativo alla modalità 4, contenga disposizioni finalizzate a impedire rapporti di lavoro di sfruttamento per i lavoratori stranieri nonché una clausola di salvaguardia che consenta ai membri del TiSA di applicare le eventuali tutele necessarie qualora siano esercitate pressioni sui salari nazionali, i diritti dei lavoratori nazionali siano messi a repentaglio o si riscontri la violazione di altre norme concordate;

25.  chiede l'adozione di ulteriori misure per aprire il mercato degli appalti pubblici in tutti i paesi che stanno negoziando il TiSA; sottolinea che, perché siano aggiudicati gli appalti, le imprese sono tenute a rispettare le principali norme sul lavoro e sociali dell'OIL; ritiene che gli appalti non dovrebbero essere aggiudicati unicamente sulla base del prezzo, ma che tali misure non possono essere utilizzate come barriere commerciali;

26.  sottolinea gli sforzi profusi dalla Commissione per rendere i negoziati quanto più trasparenti possibili; invita tuttavia a proseguire e intensificare gli sforzi, in linea con le raccomandazioni del Mediatore europeo sul TTIP, al fine di aumentare la trasparenza dei negoziati attraverso la pubblicazione dei documenti relativi al TiSA; chiede che siano adottate misure volte a rafforzare il coinvolgimento continuo e trasparente dei parlamenti nazionali e di tutti i ministeri pertinenti a livello di Stato membro; sottolinea l'importanza delle parti interessate, delle organizzazioni della società civile e delle parti sociali nonché delle loro competenze e invita la Commissione e gli Stati membri a coinvolgere tali entità e collaborare strettamente con loro durante tutti i negoziati sul TiSA, in particolare per quanto riguarda i possibili effetti che gli eventuali accordi commerciali relativi ai servizi potrebbero avere sul mercato del lavoro; incoraggia tutte le parti interessate a partecipare attivamente e a proporre iniziative, a sollevare eventuali preoccupazioni e questioni problematiche nonché a fornire informazioni in merito ai negoziati; esorta inoltre la Commissione a tenere maggiormente conto dell'apporto delle parti sociali e della società civile;

27.  reputa opportuno mantenere la possibilità per i paesi di applicare la verifica della necessità economica;

28.  deplora di non essere stato consultato prima che il Consiglio adottasse il mandato negoziale; ritiene che ciò costituisca una mancata occasione di rendere quanto più democratici possibile i negoziati e di coinvolgere sin dall'inizio i soggetti che potrebbero risentire maggiormente del TiSA;

29.  si rammarica per l'attuale mancanza di statistiche e dati sul movimento di persone fisiche (modalità 4) nel quadro dell'accordo GATS già esistente; rileva l'intenzione di includere un capitolo simile nel TiSA; sottolinea l'importanza di monitorare questa categoria di fornitori di servizi per evitare gli abusi e lo sfruttamento di lavoratori di paesi terzi; invita la Commissione a raccogliere e presentare con urgenza informazioni sul numero e sul tipo di fornitori di servizi che entrano nell'UE tramite la modalità 4 del GATS, come pure sulla durata del loro soggiorno; sottolinea che ogni futura disposizione della modalità 4 deve riguardare soltanto professionisti altamente qualificati, vale a dire persone con una laurea o titolo equivalente e che svolgono un lavoro manageriale di alto livello, e che il loro soggiorno nell'UE deve avere uno scopo specifico e una durata determinata e limitata nonché essere soggetto a condizioni precise;

30.  chiede inoltre una direttiva UE volta ad armonizzare e controllare il flusso di singoli fornitori di servizi di paesi terzi che si recano nell'UE grazie a tali disposizioni, al fine di accertare le condizioni di ingresso e soggiorno dei singoli fornitori di servizi;

31.  sottolinea che gli Stati membri devono mantenere la piena sovranità nel decidere se aderire o meno a eventuali disposizioni future della modalità 4; sottolinea altresì che i settori inclusi in tali disposizioni devono essere individuati insieme alle parti sociali e in piena collaborazione con esse;

32.  sottolinea che prima di assumere nuovi impegni in relazione agli scambi di servizi a livello globale, la Commissione deve presentare una valutazione approfondita degli effetti sull'economia e sul mercato del lavoro esercitati da tutte le modalità attuali del GATS dalla sua entrata in vigore; invita inoltre la Commissione a presentare quanto prima una valutazione d'impatto del TiSA per quanto riguarda le condizioni di lavoro, i possibili effetti in termini di concorrenza sleale e l'eventuale flessione di alcuni settori a causa della maggiore concorrenza da parte dei paesi terzi.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

3.12.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

38

11

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Tiziana Beghin, Brando Benifei, Mara Bizzotto, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Elena Gentile, Arne Gericke, Marian Harkin, Danuta Jazłowiecka, Agnes Jongerius, Jan Keller, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Zdzisław Krasnodębski, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Anthea McIntyre, Joëlle Mélin, Elisabeth Morin-Chartier, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Marek Plura, Sofia Ribeiro, Anne Sander, Sven Schulze, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Lynn Boylan, Mircea Diaconu, Tania González Peñas, Paloma López Bermejo, Csaba Sógor, Monika Vana, Flavio Zanonato

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Diane James, Martina Michels, Estefanía Torres Martínez

3.12.2015

PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sulle raccomandazioni alla Commissione europea sui negoziati relativi all'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Relatore per parere: David Borrelli

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

rivolge, nel quadro degli attuali negoziati sul TiSA, le seguenti raccomandazioni alla Commissione:

in merito all'approccio generale:

1.  garantire: il massimo livello di trasparenza e rendicontabilità, l'accesso ai documenti negoziali e la consultazione con la società civile, le imprese e le parti sociali; l'applicazione esattamente delle stesse regole ai prestatori di servizi dell'UE e di paesi terzi; la reciprocità, a tutti i livelli, tra le parti, che rispecchi la loro pari ambizione; valutazioni d'impatto tempestive e approfondite; il massimo sforzo per rendere il TiSA effettivamente multilaterale, negoziando una clausola di adesione all'accordo e accogliendo coloro che presentano un livello di ambizione simile a quello delle parti;

2.  garantire: la capacità incontrastata degli Stati membri di regolamentare, fornire e finanziare i servizi pubblici attuali e futuri e i servizi d'interesse economico generale a tutti i livelli; particolare attenzione ai servizi di telecomunicazione ed energetici, che sono essenziali per i cittadini e le imprese e contribuiscono alla coesione, a un clima favorevole al commercio elettronico e all'imprenditorialità, come pure a un'occupazione di qualità; il rispetto della legislazione dell'UE in materia di protezione dei dati e della vita privata;

in merito al mercato delle telecomunicazioni:

3.  garantire: che il TiSA presenti chiari vantaggi per i consumatori e le imprese dell'UE, in particolare le PMI e gli imprenditori; che le imprese di mercati oligopolistici di paesi terzi non approfittino della frammentazione del mercato dell'UE; condizioni di parità per tutti gli operatori;

4.  garantire: che gli operatori dell'UE nei paesi firmatari del TiSA beneficino di un accesso equo e simmetrico al mercato, libero da qualsiasi ostacolo non tariffario e interno, compresi i requisiti regolamentari e in materia di licenze, l'asimmetria delle norme, le imposizioni o restrizioni tecnologiche e le regole relative alla condivisione delle infrastrutture (in particolare per l'ultimo miglio) che favoriscono gli operatori storici; che i firmatari del TiSA rispettino il principio di un accesso aperto e non discriminatorio alla rete Internet per i prestatori di servizi;

5.  evitare qualsiasi nuovo impegno che possa compromettere la regolamentazione dell'UE; mantenere le competenze delle autorità di regolamentazione dell'UE; difendere il principio di una governance aperta di Internet; garantire che tutti i firmatari del TiSA dispongano di un'autorità di regolamentazione delle comunicazioni indipendente.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

1.12.2015

 

 

 

3.12.2015

PARERE della commissione per i trasporti e il turismo

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sulle raccomandazioni alla Commissione europea sui negoziati relativi all'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Relatore per parere: Wim van de Camp

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rivolge alla Commissione, nel quadro degli attuali negoziati sull'Accordo sugli scambi di servizi, le seguenti raccomandazioni:

i)  ricordare l'importanza dei servizi in materia di trasporto, turismo e consegna per l'economia e l'occupazione europea, visto che gli armatori europei controllano il 40% della flotta mercantile mondiale, che il settore dell'aviazione occupa più di 5 milioni di lavoratori e che l'industria ferroviaria europea genera oltre la metà della produzione mondiale di attrezzature e servizi ferroviari, oltre al fatto che il trasporto su strada continua a essere rilevante per la logistica nell'UE; considerare le potenzialità dei servizi di trasporto ai fini della riduzione del livello di disoccupazione in Europa; riconoscere l'impatto che la liberalizzazione degli scambi di servizi produce nel settore del turismo;

ii)  garantire che i negoziati tengano conto della natura in rapida evoluzione del settore dei trasporti e della crescente importanza dei modi di trasporto economici e collaborativi nella vita quotidiana dei cittadini europei;

(iii)  sottolineare che la legislazione dell'UE e degli Stati membri offre vantaggi ai lavoratori, anche in termini di sicurezza e protezione; evidenziare che tutti coloro che erogano servizi nell'UE, siano essi fornitori di paesi terzi o europei, sono tenuti a rispettare tale legislazione; riconoscere che la qualità dei servizi è intrinsecamente connessa alla qualità dell'impiego e ai contesti normativi in essere; considerare la sostenibilità sociale e ambientale dell'accordo; evitare inique distorsioni del mercato del lavoro, garantendo nel contempo il rispetto dei diritti sociali esistenti;

(iv)  tenere conto dell'importanza dei servizi di interesse generale nel settore dei trasporti e degli obblighi di servizio pubblico nonché del contributo di tale settore alla coesione sociale e territoriale;

(v)  rafforzare le disposizioni relative ai diritti dei passeggeri di tutte le modalità di trasporto affinché anche i consumatori ottengano benefici dall'accordo in parola;

(vi)  prefiggersi, come obiettivo a lungo termine, livelli di qualità e sicurezza più elevati nei servizi di trasporto, congiuntamente a una riduzione del tempo di trasporto, il che presuppone la promozione delle prestazioni e dell'innovazione in tale ambito;

(vii)  assicurare che nei negoziati si tenga conto dei settori dei trasporti e del turismo in modo pertinente e con uno spirito di reciprocità; preservare un margine di manovra politica per reagire agli sviluppi nel settore dei trasporti, dei servizi postali e dei corrieri; rispettare il principio di non discriminazione; escludere i servizi di trasporto pubblico dall'accordo;

(viii)  ricordare le esperienze negative in materia di liberalizzazioni, come gli effetti deleteri sulla qualità dei servizi, sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza attiva e passiva in materia di trasporti;

(ix)  promuovere negoziati su normative concernenti questioni quali la trasparenza, le scadenze, il giusto processo, gli oneri superflui, la non discriminazione e i mezzi di ricorso, continuando nel contempo a imporre alle società straniere che desiderino fornire servizi di trasporto o consegna all'interno dell'Unione europea l'obbligo di rispettare le norme regolamentari vigenti nell'UE; invitare i paesi terzi a rendere note, attraverso documenti informativi specifici, le proprie leggi vigenti in materia per un dialogo più semplice ed efficace;

(x)  escludere dall'applicazione del TiSA tutti i servizi relativi al trasporto pubblico e ai servizi postali, laddove questi ultimi siano pubblici;

(xi)  affrontare la questione delle restrizioni imposte da alcuni paesi in merito alla proprietà e al controllo delle compagnie aeree da parte di soggetti stranieri nonché ai diritti di cabotaggio; perseguire, come obiettivo a lungo termine, l'adozione di norme vincolanti per il commercio internazionale nel settore dell'aviazione, riconoscendo nel contempo la responsabilità dell'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale per la regolamentazione economica e in materia di sicurezza; considerare altre possibilità per garantire che i vettori europei operino in condizioni di concorrenza leale, qualora importanti partner commerciali siano restii a realizzare progressi significativi;

(xii)  ricordare il ruolo cruciale svolto dal trasporto marittimo nell'economia mondiale, sia come settore di per sé sia come elemento facilitatore del commercio internazionale; promuovere un testo chiaro contenente impegni forti volti ad assicurare l'accesso ai porti e ai mercati nonché il trattamento nazionale dei servizi di trasporto marittimo internazionale;

(xiii)  cogliere quest'opportunità per includere la legislazione e le pratiche attuali relative ai trasporti marittimi in un testo giuridicamente vincolante a livello internazionale, volto a prevenire l'adozione futura di norme protezionistiche da parte dei firmatari, garantendo nel contempo la coerenza con i pertinenti standard internazionali, quali quelli stabiliti dall'Organizzazione marittima internazionale e dall'Organizzazione internazionale del lavoro;

(xiv)  trattare e rimuovere le attuali restrizioni ai servizi di trasporto marittimo e adoperarsi per la reciprocità, considerato che le imprese dell'UE incontrano spesso ostacoli nell'accesso a taluni segmenti del mercato estero, che invece nell'UE sono aperti alle imprese straniere, come ad esempio i settori del trasporto marittimo di corto raggio e del cabotaggio;

(xv)  mantenere i diritti degli Stati membri relativi alla regolamentazione nazionale e agli accordi bilaterali o multilaterali in materia di trasporto su strada, esistenti e futuri, compresi i requisiti per il permesso di transito;

(xvi)  opporsi ad eventuali impegni di accesso al mercato per i trasporti stradali, in particolare per quanto riguarda la modalità 4, poiché potrebbero comportare la circolazione dei lavoratori tra paesi senza nessuna tutela del lavoro e pregiudicare la legislazione di rango superiore nei paesi ospitanti;

(xvii)  garantire che un più ampio accesso dei servizi di consegna ai mercati di paesi terzi non pregiudichi gli esistenti obblighi di servizio universale nel settore dei servizi postali; riconoscere il ruolo fondamentale che i servizi postali universali svolgono nella promozione della coesione sociale, economica e territoriale; potenziare detti servizi universali;

2.  deplora la mancanza di trasparenza manifestatasi sinora e il fatto che il Parlamento non abbia avuto la possibilità di esprimere la propria posizione prima che il Consiglio adottasse il mandato negoziale;

3.  chiede che tutti i deputati del Parlamento europeo ricevano tutta la documentazione relativa ai negoziati sul TiSA e che tutti i testi negoziati vengano resi pubblici.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

3.12.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

14

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Lucy Anderson, Marie-Christine Arnautu, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Isabella De Monte, Jacqueline Foster, Bruno Gollnisch, Stelios Kouloglou, Merja Kyllönen, Miltiadis Kyrkos, Peter Lundgren, Georg Mayer, Cláudia Monteiro de Aguiar, Markus Pieper, Tomasz Piotr Poręba, Gabriele Preuß, Christine Revault D’Allonnes Bonnefoy, Dominique Riquet, Claudia Schmidt, Keith Taylor, Pavel Telička, Peter van Dalen, Wim van de Camp, Janusz Zemke, Roberts Zīle, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Fabio De Masi, Bas Eickhout, Markus Ferber, Maria Grapini, Karoline Graswander-Hainz, Werner Kuhn, Massimo Paolucci, Franck Proust, Olga Sehnalová, Patricija Šulin, Ruža Tomašić, Matthijs van Miltenburg

16.11.2015

PARERE della commissione per lo sviluppo regionale

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sulle raccomandazioni alla Commissione europea sui negoziati relativi all'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Relatore per parere: Monika Vana

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce la necessità di aggiornare le disposizioni del GATS esistenti e obsolete e di agevolare gli scambi nei nuovi servizi; riconosce il valore dei servizi pubblici nell'Unione europea e a livello mondiale e rileva che, secondo la Commissione, la crescita dell'occupazione nell'UE tra il 2013 e il 2025 sarà determinata dal settore dei servizi, dal momento che il 90% dei nuovi posti di lavoro nell'UE saranno creati in tale settore, segnatamente negli ambiti maggiormente qualificati, come i servizi professionali, i servizi alle imprese e i servizi informatici; osserva inoltre che i servizi rappresentano circa il 70% dell'economia dell'UE; esorta la Commissione e gli Stati membri, nel quadro dei negoziati in corso relativi all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA), a difendere gli obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale di cui all'articolo 174 TFUE;

2.  ribadisce che l'erogazione di servizi nell'UE si basa sui principi di accesso universale, qualità, sicurezza, accessibilità economica e parità di trattamento, che devono essere garantiti in qualsiasi momento e in tutte le città e regioni; ritiene che tali principi non dovrebbero essere limitati dal TiSA; ribadisce l'importanza di mantenere i servizi pubblici di carattere speciale, come il settore idrico, sotto la responsabilità degli Stati membri al fine di evitare eventuali impatti negativi sulla coesione economica, sociale e territoriale;

3.  ricorda che la politica di coesione dell'UE costituisce il suo principale strumento di investimento non solo per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020, ma anche per far fronte alle urgenti esigenze socioeconomiche; sottolinea che i principi e gli obiettivi che ne sono alla base devono essere sostenuti e rafforzati nell'ambito del TiSA;

4.  ritiene che la liberalizzazione degli scambi di servizi possa promuovere la crescita regionale aumentando le opportunità di investimento a livello regionale e locale; ribadisce che la liberalizzazione dovrebbe rispettare il modello politico, sociale e culturale dell'UE e i principi fondamentali sanciti dai trattati dell'UE;

5.  invita la Commissione e i governi degli Stati membri, che hanno conferito alla Commissione il mandato negoziale, a monitorare e analizzare l'impatto del TiSA sulla coesione e sulla governance locale e regionale nell'UE, in particolare nel corso del processo di negoziazione; esorta la Commissione a raccogliere e a mettere a disposizione dati esaurienti e comparabili, nonché a includere valutazioni di impatto territoriale; chiede alla Commissione, nell'ambito dei negoziati sul TiSA, di tener conto delle competenze degli enti regionali e locali;

6.  sottolinea che il TiSA non dovrebbe ostacolare le competenze degli enti regionali e locali, che sono responsabili di un'ampia quota degli investimenti pubblici a titolo della politica di coesione dell'UE e che svolgono un ruolo attivo nella fornitura di servizi pubblici fondamentali su tutto il territorio, né ridurre la capacità di tali enti di favorire lo sviluppo locale e regionale e di tutelare gli interessi generali dei loro cittadini; ribadisce che il TiSA non deve pregiudicare le competenze degli Stati membri e degli enti regionali e locali e che questi dovrebbero avere il diritto di regolamentare la fornitura di servizi e di introdurre nuovi atti legislativi nei loro territori per conseguire i rispettivi obiettivi di politica pubblica; auspica che tali aspetti siano presi in considerazione ai tavoli negoziali, nell'ottica di garantire la piena attuazione della politica di coesione e consentire così agli enti regionali e locali di rappresentare liberamente gli interessi dei loro cittadini;

7.  reitera l'importanza dei servizi pubblici e la necessità di rispettare le competenze degli enti regionali e locali previste dai trattati e dal protocollo n. 26, nonché dalle disposizioni in materia di regolamentazione nazionale e appalti pubblici; pone in evidenza che la loro prerogativa di creare nuovi servizi pubblici in futuro dovrebbe altresì essere rispettata; si compiace pertanto che la Commissione abbia dichiarato pubblicamente e a più riprese la sua intenzione di escludere i servizi pubblici dai negoziati sul TiSA, e invita quindi la Commissione a garantire che gli attuali e futuri servizi di interesse generale, nonché i servizi di interesse economico generale, restino al di fuori dell'ambito di applicazione del TiSA, onde garantire che le autorità nazionali (e, se del caso, locali e regionali) conservino il pieno diritto di introdurre, adottare, mantenere o revocare qualsiasi misura concernente l'aggiudicazione, l'organizzazione, il finanziamento e la fornitura di servizi pubblici, come previsto dai trattati; ritiene inoltre che occorra regolamentare la circolazione dei fornitori di servizi professionali;

8.  è dell'avviso che i negoziati relativi al TiSA stiano assumendo un'importanza sempre maggiore per l'economia dell'UE; sottolinea che essi possono costituire un'opportunità per rafforzare un sistema commerciale mondiale basato su regole, che sia aperto e trasparente, rispetti le norme dell'UE, in particolare in materia di protezione dei dati, e aumenti la reciprocità nell'accesso al mercato;

9.  ricorda che i modelli sociali adottati dagli Stati membri si applicano non solo all'obbligo inerente la fornitura, la continuità e la qualità dei servizi pubblici, ma anche al suo controllo democratico da parte dei cittadini; invita pertanto la Commissione a portare avanti una consultazione pubblica al fine di coinvolgere e consultare gli enti regionali e locali, unitamente ai partner economici e sociali e alle organizzazioni della società civile, e a includere i loro punti di vista nelle direttive negoziali nell'ambito dei negoziati sul TiSA, dato il ruolo fondamentale che svolgono nella regolamentazione e nell'erogazione di servizi pubblici, nella crescita economica e nella creazione di posti di lavoro; accoglie con favore, in questo contesto, l'avvio da parte della Commissione delle riunioni di dialogo con la società civile e gli sforzi profusi attualmente per rendere il più trasparente possibile la posizione dell'UE nei negoziati relativi al TiSA mediante la presentazione di relazioni periodiche sugli sviluppi del processo negoziale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

12.11.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Victor Boştinaru, Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Michela Giuffrida, Anna Hedh, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Younous Omarjee, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Julia Reid, Terry Reintke, Fernando Ruas, Monika Smolková, Maria Spyraki, Ruža Tomašić, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Andor Deli, Josu Juaristi Abaunz, Ivana Maletić, Jan Olbrycht, Demetris Papadakis, Tonino Picula, Claudia Schmidt, Hannu Takkula, Damiano Zoffoli, Milan Zver

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Stanisław Ożóg, Claudiu Ciprian Tănăsescu

24.11.2015

PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sulle raccomandazioni alla Commissione europea in materia di negoziati relativi all'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Relatore per parere: Jan Philipp Albrecht

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

–  viste le direttive di negoziato del Consiglio per l'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA)(13),

A.  considerando l'obbligo dell'Unione di attenersi alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (la Carta), compreso l'articolo 8 sul diritto alla protezione dei dati personali, e all'articolo 16 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sullo stesso diritto fondamentale, quale pilastro fondamentale del diritto primario dell'Unione che deve essere pienamente rispettato da tutti gli accordi internazionali;

B.  considerando che l'Unione è vincolata, a norma dell'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE), tra l'altro, a rispettare i valori della democrazia e dello Stato di diritto;

C.  considerando che l'Unione è vincolata, a norma degli articoli 20 e 21 della Carta, a rispettare i principi dell'uguaglianza davanti alla legge e della non discriminazione;

D.  considerando che sia l'articolo 1 che l'articolo 10, paragrafo 3, del TUE stabiliscono che le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini; che la trasparenza e il dialogo aperto tra le parti, inclusi i cittadini, sono della massima importanza durante i negoziati, nonché nella fase di attuazione; che il Parlamento sostiene la richiesta del Mediatore europeo a favore di un approccio trasparente;

E.  considerando che i negoziati in corso sugli accordi commerciali internazionali, compreso l'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA), riguardano anche i flussi internazionali di dati, escludendo completamente la riservatezza e la protezione dei dati, che saranno discussi parallelamente;

F.  che il progetto di testo fornito dagli Stati Uniti sul commercio elettronico nel contesto dei negoziati TiSA comprometterebbe le norme e le garanzie dell'UE in materia di trasferimento di dati personali verso paesi terzi; che il Parlamento si riserva il diritto di esprimere il proprio parere dopo aver consultato qualsiasi eventuale proposta di testo futura e progetto dell'accordo TiSA;

1.  rivolge alla Commissione le seguenti raccomandazioni:

  (a)  assicurare che l'accordo garantisca il pieno rispetto delle norme dell'UE in materia di diritti fondamentali attraverso l'inserimento di una clausola sui diritti umani giuridicamente vincolante e sospensiva come parte standard degli accordi commerciali dell'UE con i paesi terzi;

  (b)  inserire nell'accordo, in via prioritaria, una clausola indipendente orizzontale, completa e inequivocabile, basata sull'articolo XIV dell'Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS), che esoneri totalmente dall'accordo il quadro giuridico dell'UE in vigore e futuro sulla protezione dei dati personali, senza alcuna condizione che ne preveda la coerenza con altre parti del TiSA, e garantire che l'accordo non precluda l'applicazione delle eccezioni in materia di prestazione dei servizi compatibili con le pertinenti norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (articoli XIV e XIV bis del GATS);

  (c)  garantire che i dati personali possano essere trasferiti al di fuori dell'Unione solo se le disposizioni sui trasferimenti dei paesi terzi nelle leggi dell'UE sulla protezione dei dati vengono rispettate; negoziare in merito a disposizioni che riguardino il flusso dei dati personali, a condizione che venga garantita e rispettata la piena applicazione delle norme dell'UE sulla protezione dei dati;

  (d)  opporsi al progetto di capitolo degli Stati Uniti sul commercio elettronico nei negoziati TiSA per quanto concerne la protezione dei dati personali;

  (e)  ricordare che le norme dell'UE in materia di trasferimento di dati personali possono vietare il trattamento di tali dati nei paesi terzi, se non soddisfano gli standard di adeguatezza dell'UE; insistere affinché qualsiasi requisito che riguardi la localizzazione di apparecchiature e stabilimenti di elaborazione dati sia conforme alle norme dell'UE in materia di trasferimenti dei dati; cooperare con i paesi terzi nell'ambito delle sedi adeguate al fine di adottare norme di protezione dei dati elevate in tutto il mondo;

  (f)  tenere pienamente conto della necessità di assicurare la trasparenza e la responsabilità nei negoziati durante l'intero processo e rispettare l'obbligo, conformemente all'articolo 218, paragrafo 10, TFUE, la cui natura statutaria(14) è stata recentemente confermata da una sentenza della Corte di giustizia dell'UE, di tenere il Parlamento pienamente informato in via immediata in tutte le fasi dei negoziati; garantire l'accesso del pubblico ai pertinenti documenti negoziali di tutte le parti, ad eccezione di quelli che sono da tenere riservati caso per caso con una chiara giustificazione pubblica della misura in cui l'accesso alle parti non divulgate del documento in questione è suscettibile di pregiudicare in modo specifico ed effettivo gli interessi tutelati dalle eccezioni, in linea con il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione(15); garantire che l'accordo non pregiudichi in nessun modo le disposizioni giuridiche dell'UE o degli Stati membri in materia di accesso del pubblico ai documenti ufficiali.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

23.11.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

13

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Martina Anderson, Malin Björk, Michał Boni, Caterina Chinnici, Cornelia Ernst, Tanja Fajon, Laura Ferrara, Monika Flašíková Beňová, Lorenzo Fontana, Ana Gomes, Jussi Halla-aho, Monika Hohlmeier, Brice Hortefeux, Filiz Hyusmenova, Sophia in ‘t Veld, Iliana Iotova, Eva Joly, Timothy Kirkhope, Barbara Kudrycka, Marju Lauristin, Juan Fernando López Aguilar, Monica Macovei, Vicky Maeijer, Barbara Matera, Roberta Metsola, Louis Michel, József Nagy, Péter Niedermüller, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Csaba Sógor, Helga Stevens, Traian Ungureanu, Marie-Christine Vergiat, Harald Vilimsky, Udo Voigt, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Kristina Winberg, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Pál Csáky, Miriam Dalli, Daniel Dalton, Petra Kammerevert, Ska Keller, Jeroen Lenaers, Andrejs Mamikins, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Salvatore Domenico Pogliese, Josep-Maria Terricabras, Axel Voss

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Rosa Estaràs Ferragut, Eleonora Evi, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Michela Giuffrida, Daniel Hannan, Jude Kirton-Darling, Edouard Martin, Julia Pitera, Jarosław Wałęsa

13.11.2015

PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sulle raccomandazioni alla Commissione europea sui negoziati relativi all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA)

(2015/2233(INI))

Relatore per parere: Monika Vana

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che, sebbene gli accordi commerciali si ripercuotano in modo diverso su donne e uomini a causa delle diseguaglianze di genere in certi settori, la consultazione pubblica sul TiSA non ha fatto riferimento alcuno alla richiesta di tenere maggiormente conto dell'integrazione delle questioni relative all'uguaglianza di genere; che vi è insufficiente consenso sulle modalità di integrazione delle questioni relative all'uguaglianza di genere nelle politiche commerciali; che la dimensione di genere attualmente è integrata solo in misura limitata nelle politiche e negli accordi commerciali; che le conseguenze specifiche per genere dell'attuale liberalizzazione del commercio non sono ancora state esaminate a fondo;

B.  considerando che la riuscita di una politica commerciale andrebbe misurata in base alla possibilità che donne e uomini possano beneficiare in modo equivalente dei suoi effetti positivi e che è pertanto necessario studiarne, analizzarne e individuarne sin dalle prime fasi i diversi e complessi effetti su donne e uomini; osserva che anche in questo caso il principio di precauzione dovrebbe fungere da base;

C.  considerando che i rapporti di genere influiscono sull'insieme dei processi e attività economici e si riflettono nelle questioni relative al lavoro, all'occupazione e al salario; che le donne continuano a essere discriminate da un punto di vista strutturale e che, ad esempio, esiste ancora un differenziale retributivo legato al genere in tutte le regioni del mondo; che sebbene tale differenziale retributivo legato al genere venga utilizzato anche come vantaggio competitivo, esso dovrebbe essere contrastato con un accordo commerciale;

D.  considerando che il Parlamento non ha avuto la possibilità di esprimere la propria posizione sul mandato negoziale per l'accordo sugli scambi di servizi (TiSA) prima dell'adozione dello stesso da parte del Consiglio, e il 4 luglio 2013 ha votato una proposta di risoluzione recante tale posizione;

E.  considerando che nel mondo sono in particolare le donne a subire gli effetti del cambiamento climatico, che costringe molte di loro ad abbandonare i propri luoghi d'origine; che la politica commerciale dovrebbe cercare di prevenire questo ed essere quindi concepita tenendo conto della sostenibilità ambientale;

F.  considerando che le donne sono impiegate in misura superiore alla media nei servizi di pubblica utilità e nel settore pubblico dei servizi e che in qualità di utenti di tali servizi dipendono maggiormente rispetto agli uomini da servizi pubblici di qualità elevata, accessibili, facilmente raggiungibili e adeguati alla necessità, soprattutto per quanto riguarda servizi sociali quali l'assistenza all'infanzia e l'assistenza agli anziani; che le riduzioni e i tagli ai servizi pubblici, così come gli incrementi di prezzo, tendono a trasferire la prestazione senza retribuzione degli stessi sulle donne, le quali di conseguenza non sono in grado, o lo sono solo in misura limitata, di dedicarsi ad attività lavorative coperte dalla previdenza sociale;

G.  considerando che la riduzione o i tagli alle prestazioni e ai servizi pubblici normalmente comportano un trasferimento del lavoro, dei costi e dei rischi verso la sfera dell'assistenza a titolo gratuito e del lavoro domestico, ambiti principalmente femminili, creando così un ostacolo all'uguaglianza di genere;

H.  considerando che il TiSA, nonostante possa rappresentare un'opportunità di crescita sostenibile, dovrebbe altresì incoraggiare lo scambio delle migliori pratiche e promuovere il rispetto di standard elevati in materia di diritti umani per tutte le parti interessate; che il TiSA in quanto tale dovrebbe promuovere l'uguaglianza di genere e in nessun caso indebolire i progressi raggiunti dall'UE e dai suoi Stati membri in questo ambito;

I.  considerando che il TiSA è inteso a creare un nuovo modello di commercio globale, con 51 partecipanti che rappresentano il 70% degli scambi di servizi a livello mondiale, e che è cruciale che tutti i nuovi accordi commerciali stipulati a livello globale promuovano l'uguaglianza di genere;

1.  sottolinea che il rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è un obbligo giuridico vincolante che la Commissione dovrebbe applicare, tra l'altro, attraverso valutazioni d'impatto della sostenibilità; invita la Commissione a tale riguardo a inserire indicatori specifici di genere e a eseguire una valutazione specifica d'impatto di genere, che riporti dati disaggregati in base a età e fattori socioeconomici e rifletta i diversi ruoli delle donne, al fine di garantire che l'UE sia irreprensibile nel sostenere e promuovere i diritti delle donne;

2.  sottolinea che l'UE è tenuta a garantire un elevato livello di protezione per quanto riguarda i diritti umani, del lavoro e dei consumatori, la promozione dell'uguaglianza di genere e le norme sociali e ambientali; ritiene che tali valori dovrebbero guidare gli scambi transnazionali e nazionali, inclusi gli accordi come il TiSA, che dovrebbe essere utilizzato anche come un mezzo per sostenere attivamente tali obiettivi;

3.  ritiene che la Commissione dovrebbe monitorare l'impatto del TiSA sulla parità tra uomini e donne e sul rispetto dei diritti umani fondamentali ed effettuare una valutazione di tale impatto tre anni dopo la sua entrata in vigore;

4.  ritiene in ogni caso che tutti gli Stati membri firmatari del TiSA dovrebbero impegnarsi a garantire il rispetto dell'uguaglianza di genere e il rispetto dei diritti fondamentali, anche per quanto concerne la liberalizzazione e l'apertura dei mercati nazionali e locali;

5.  sottolinea la necessità di garantire il massimo livello di trasparenza dei testi pertinenti e di assicurare, ove opportuno, la qualità dei negoziati in corso;

6.  deplora la scarsa partecipazione delle donne all'interno del settore del commercio in Europa e nelle relazioni con i paesi terzi, nonché la scarsa attenzione nei confronti delle pari opportunità tra uomini e donne nell'accesso ai servizi;

7.  deplora che il Consiglio non abbia aspettato il parere del Parlamento prima di concedere il mandato negoziale e ritiene che ciò rappresenti un'occasione persa per rendere i negoziati pienamente democratici e per coinvolgere sin dall'inizio quanti potrebbero essere più colpiti dal TiSA, ad esempio le donne;

8.  invita la Commissione a mantenere e aumentare la coerenza strategica tra politiche diverse ma correlate, quali il commercio, lo sviluppo, l'occupazione, la migrazione e l'uguaglianza di genere, e a includere l'impatto sui diritti delle donne e delle ragazze, la loro emancipazione nonché il diritto alla salute, all'educazione, all'alimentazione, al lavoro e all'acqua; invita la Commissione a inserire tali considerazioni nelle sue valutazioni d'impatto per evitare qualsiasi ripercussione negativa derivante dal TiSA o dalle interazioni tra vari accordi commerciali;

9.  raccomanda vivamente che l'UE eserciti la propria volontà politica al fine di garantire che le autorità europee, nazionali e locali conservino il pieno diritto di introdurre, adottare, mantenere o abrogare qualsiasi misura concernente l'aggiudicazione, l'organizzazione, il finanziamento e la fornitura di servizi pubblici, nonché al fine di escludere in particolare tutti i servizi sociali, siano essi a finanziamento pubblico o privato, dal campo di applicazione del TiSA e di includere una clausola di protezione (gold standard clause) per questi servizi al fine di salvaguardarne la qualità; sottolinea a tal riguardo l'importanza dei settori dell'istruzione e della sanità nonché di garantirne l'accessibilità permanente alle donne e alle ragazze;

10.  teme che il TiSA possa avere ripercussioni in termini di discriminazioni di genere; ricorda in tale contesto l'importanza di assicurare l'equilibrio di genere nella composizione delle squadre negoziali e, se necessario, di adottare misure negli Stati membri che tengano conto della dimensione di genere in sede di applicazione del TiSA;

11.  chiede l'inclusione nel TiSA di una clausola sui diritti umani che comprenda la parità di genere, al fine di garantire la tutela dei diritti delle ragazze e delle donne e la loro partecipazione alle attività commerciali e ai servizi, nonché l'inserimento di indicatori adeguati affinché l'uguaglianza di genere sia garantita nell'attuazione del TiSA;

12.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di raccogliere dati statistici suddivisi per genere per poter meglio valutare le politiche e gli accordi commerciali dal punto di vista dell'uguaglianza di genere e attuare misure di discriminazione positiva;

13.  chiede alla Commissione di garantire che i criteri ambientali e sociali, compresi i criteri relativi alla parità di genere, possano essere applicati all'aggiudicazione dei contratti di appalto pubblici;

14.  chiede alla Commissione di garantire che le disposizioni del TiSA riguardanti i servizi TIC siano compatibili con la crescente presenza delle donne nel settore;

15.  chiede, in linea con le raccomandazioni del Mediatore europeo sul TTIP, di proseguire e intensificare gli sforzi costanti volti ad aumentare la trasparenza nei negoziati mediante l'immediata pubblicazione di tutti i documenti relativi al TiSA, ivi incluse le proposte negoziali, in particolare i testi negoziali consolidati; esorta a rafforzare il coinvolgimento continuo e trasparente dei parlamenti nazionali e di tutti i ministeri pertinenti a livello di Stato membro; chiede che tutte le parti interessate, ivi incluse le organizzazioni della società civile, in particolare quelle femminili, così come le parti sociali europee, siano autorizzate a partecipare al processo negoziale;

16.  ritiene cruciale che l'accordo contempli una clausola che consenta ai paesi di revocare la liberalizzazione dei servizi, in particolare qualora quest'ultima si ripercuota negativamente sulle donne; chiede pertanto l'elaborazione di un elenco positivo e l'esclusione dall'accordo delle clausole di irreversibilità (ratchet) e di sospensione (standstill).

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

12.11.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

9

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Maria Arena, Catherine Bearder, Beatriz Becerra Basterrechea, Malin Björk, Anna Maria Corazza Bildt, Iratxe García Pérez, Anna Hedh, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Angelika Mlinar, Maria Noichl, Margot Parker, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Jadwiga Wiśniewska, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Inés Ayala Sender, Stefan Eck, Eleonora Forenza, Mariya Gabriel, Constance Le Grip, Elly Schlein, Branislav Škripek, Dubravka Šuica, Monika Vana

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Seb Dance, Davor Ivo Stier, Claudiu Ciprian Tănăsescu

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

18.1.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

6

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Maria Arena, Tiziana Beghin, David Borrelli, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Marielle de Sarnez, Santiago Fisas Ayxelà, Christofer Fjellner, Karoline Graswander-Hainz, Yannick Jadot, Ska Keller, Jude Kirton-Darling, Bernd Lange, Marine Le Pen, David Martin, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Franz Obermayr, Artis Pabriks, Franck Proust, Viviane Reding, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Tokia Saïfi, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Hannu Takkula, Iuliu Winkler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Bendt Bendtsen, Klaus Buchner, Edouard Ferrand, Seán Kelly, Sander Loones, Bolesław G. Piecha, Lola Sánchez Caldentey, Ramon Tremosa i Balcells, Marita Ulvskog, Jarosław Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Daniel Dalton, Andrew Lewer

(1)

https://www.wto.org/english/docs_e/legal_e/26-gats_01_e.htm

(2)

TN/S/36

(3)

http://eeas.europa.eu/delegations/wto/press_corner/all_news/news/2012/20120705_advancing_negotiations_services.htm

(4)

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2015/03/150310-trade-services-agreement-negotiating-mandate-made-public/

(5)

Testi approvati, P7_TA(2013)0325.

(6)

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/july/tradoc_152702.pdf

(7)

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/july/tradoc_152702.pdf

(8)

http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1254

(9)

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2015/march/tradoc_153264.pdf

(10)

GU C 61 E del 10.3.2004. pag. 289.

(11)

Testi approvati, P7_TA(2013)0325.

(12)

GU L 338 del 12.12.2012, pag. 37.

(13)

Documento del Consiglio 6891/13 Add 1.

(14)

Sentenza del 24 giungo 2014 nella causa C-658/11, Parlamento/Consiglio.

(15)

GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43.

Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2016Avviso legale