Procedura : 2016/2114(REG)
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Ciclo del documento : A8-0344/2016

Testi presentati :

A8-0344/2016

Discussioni :

PV 13/12/2016 - 3

Votazioni :

PV 13/12/2016 - 5.3
CRE 13/12/2016 - 5.3

Testi approvati :

P8_TA(2016)0484

RELAZIONE     
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22 novembre 2016
PE 585.606v03-00 A8-0344/2016

sulla revisione generale del regolamento del Parlamento europeo

(2016/2114(REG))

Commissione per gli affari costituzionali

Relatore: Richard Corbett

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per i bilanci
 PARERE della commissione per il controllo dei bilanci
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione giuridica
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla revisione generale del regolamento del Parlamento europeo

(2016/2114(REG))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 226 e 227 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione giuridica (A8-0344/2016),

1.  decide di apportare al suo regolamento le modifiche in appresso;

2.  sottolinea che tali modifiche tengono debitamente conto delle disposizioni dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016(1);

3.  chiede al Segretario generale di adottare le misure necessarie per adeguare immediatamente i sistemi informatici del Parlamento al regolamento modificato e creare strumenti elettronici idonei, in particolare per permettere di seguire l'iter delle interrogazioni con richiesta di risposta scritta alle altre istituzioni dell'Unione;

4.  decide di sopprimere l'articolo 106, paragrafo 4, del regolamento non appena la procedura di regolamentazione con controllo sarà stata eliminata da tutta la legislazione in vigore e chiede che, nel frattempo, i servizi competenti inseriscano in tale articolo una nota a piè di pagina che segnali la futura soppressione;

5.  invita la Conferenza dei presidenti a rivedere il Codice di condotta per la negoziazione nel contesto della procedura legislativa ordinaria, al fine di uniformarlo agli articoli da 73 a 73 quinquies approvati con la presente decisione;

6.  sottolinea la necessità di riorganizzare gli allegati al regolamento di modo che essi contengano unicamente testi che abbiano lo stesso valore giuridico e siano soggetti alle stesse regole di maggioranza degli articoli e dell'allegato VI, che, pur prevedendo una procedura e regole di maggioranza diverse per la sua approvazione, contiene disposizioni di attuazione del regolamento; chiede che gli altri allegati esistenti ed eventuali testi aggiuntivi che potrebbero essere rilevanti per l'attività dei deputati siano raggruppati in un compendio che accompagna il regolamento;

7.  sottolinea che le modifiche al regolamento entrano in vigore il primo giorno della tornata successiva alla loro approvazione, fatta eccezione per l'articolo 212, paragrafo 2, sulla composizione delle delegazioni interparlamentari, che entrerà in vigore per le delegazioni esistenti all'apertura della prima sessione dopo le prossime elezioni del Parlamento europeo che si terranno nel 2019;

8.  decide che i deputati devono adeguare la loro dichiarazione di interessi finanziari per rispecchiare le modifiche apportate all'allegato I, articolo 4, del regolamento al più tardi sei mesi dopo la data di entrata in vigore di tali modifiche; chiede all'Ufficio di presidenza e al Segretario generale di adottare, entro tre mesi da tale data, le misure opportune per consentire l'adeguamento da parte dei deputati; decide che le dichiarazioni trasmesse sulla base delle disposizioni del regolamento in vigore alla data di approvazione della presente decisione rimarranno valide fino a sei mesi dopo la data di entrata in vigore delle modifiche al regolamento; decide inoltre che tali disposizioni si applicheranno anche ai deputati che assumeranno le loro funzioni durante tale periodo;

9.  chiede alla commissione per gli affari costituzionali di rivedere l'articolo 168 bis relativo alla definizione di nuove soglie e di esaminare, un anno dopo l'entrata in vigore di tale articolo, l'applicazione delle soglie a determinati articoli;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, per conoscenza, al Consiglio e alla Commissione.

Emendamento    1

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 2

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 2

Articolo 2

Indipendenza del mandato

Indipendenza del mandato

I deputati al Parlamento europeo esercitano liberamente il loro mandato. Non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere alcun mandato imperativo.

In conformità dell'articolo 6, paragrafo 1, dell'Atto del 20 settembre 1976 nonché dell'articolo 2, paragrafo 1, e dell'articolo 3, paragrafo 1, dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo, i deputati esercitano il loro mandato liberamente e in modo indipendente e non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere alcun mandato imperativo.

Motivazione

Da un punto di vista giuridico, l'indipendenza del mandato trova fondamento nell'articolo 6, paragrafo 1, dell'Atto del 1976 nonché nell'articolo 2, paragrafo 1, e nell'articolo 3, paragrafo 1, dello Statuto dei deputati. La modifica proposta, che riprende la formulazione esatta di tali articoli, è intesa ad evitare qualsiasi confusione.

Emendamento    2

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 3

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 3

Articolo 3

Verifica dei poteri

Verifica dei poteri

1.  A seguito delle elezioni al Parlamento europeo, il Presidente invita le autorità competenti degli Stati membri a comunicare immediatamente al Parlamento i nomi dei deputati eletti, affinché questi possano sedere in Parlamento a partire dall'apertura della prima seduta successiva alle elezioni.

1  A seguito delle elezioni al Parlamento europeo, il Presidente invita le autorità competenti degli Stati membri a comunicare immediatamente al Parlamento i nomi dei deputati eletti, affinché questi possano sedere in Parlamento a partire dall'apertura della prima seduta successiva alle elezioni.

Il Presidente attira, al contempo, l'attenzione di tali autorità sulle disposizioni pertinenti dell'Atto del 20 settembre 1976 e le invita ad adottare le misure necessarie al fine di evitare qualsiasi incompatibilità con il mandato di deputato al Parlamento europeo.

Il Presidente attira, al contempo, l'attenzione di tali autorità sulle disposizioni pertinenti dell'Atto del 20 settembre 1976 e le invita ad adottare le misure necessarie al fine di evitare qualsiasi incompatibilità con il mandato di deputato al Parlamento europeo.

2.  Ciascun deputato la cui elezione sia stata notificata al Parlamento dichiara per iscritto, prima di sedere in Parlamento, di non ricoprire alcuna carica incompatibile con quella di deputato al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 dell'Atto del 20 settembre 1976. Dopo le elezioni, tale dichiarazione è presentata, se possibile, al più tardi sei giorni prima della seduta costitutiva del Parlamento. Fintanto che i poteri di un deputato non siano stati verificati o non si sia deciso in merito ad eventuali contestazioni, il deputato siede con pieni diritti nel Parlamento e nei suoi organi, purché abbia previamente firmato suddetta dichiarazione scritta.

2.  Ciascun deputato la cui elezione sia stata notificata al Parlamento dichiara per iscritto, prima di sedere in Parlamento, di non ricoprire alcuna carica incompatibile con quella di deputato al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 dell'Atto del 20 settembre 1976. Dopo le elezioni, tale dichiarazione è presentata, se possibile, al più tardi sei giorni prima della seduta costitutiva del Parlamento. Fintanto che i poteri di un deputato non siano stati verificati o non si sia deciso in merito ad eventuali contestazioni, il deputato siede con pieni diritti nel Parlamento e nei suoi organi, purché abbia previamente firmato suddetta dichiarazione scritta.

Qualora venga accertato, sulla base di fatti verificabili presso fonti accessibili al pubblico, che un deputato ricopre una carica incompatibile con quella di deputato al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 dell'Atto del 20 settembre 1976, il Parlamento, sulla base di informazioni fornite dal suo Presidente, constata la vacanza.

Qualora venga accertato, sulla base di fatti verificabili presso fonti accessibili al pubblico, che un deputato ricopre una carica incompatibile con quella di deputato al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 dell'Atto del 20 settembre 1976, il Parlamento, sulla base di informazioni fornite dal suo Presidente, constata la vacanza.

3.  Il Parlamento, sulla base di una relazione della sua commissione competente per la verifica dei poteri, procede immediatamente alla verifica dei poteri e decide in merito alla validità del mandato di ciascuno dei membri neoeletti, nonché in merito a eventuali contestazioni presentate in base alle disposizioni dell'Atto del 20 settembre 1976, eccettuate quelle fondate sulle leggi elettorali nazionali.

3.  Il Parlamento, sulla base di una relazione della sua commissione competente, procede immediatamente alla verifica dei poteri e decide in merito alla validità del mandato di ciascuno dei membri neoeletti, nonché in merito a eventuali contestazioni presentate in base alle disposizioni dell'Atto del 20 settembre 1976, eccettuate quelle che, in conformità di tale Atto, rientrano esclusivamente nelle disposizioni nazionali cui tale Atto rinvia.

 

La relazione della commissione competente si basa sulla comunicazione ufficiale, da parte di ciascuno Stato membro, dell'insieme dei risultati elettorali, nella quale si precisano il nome dei candidati eletti e dei loro eventuali sostituti nonché la graduatoria, così come risulta dal voto.

 

Il mandato di un deputato potrà essere convalidato soltanto dopo che questi abbia rilasciato le dichiarazioni scritte previste dal presente articolo e dall'allegato I del presente regolamento.

4.  La relazione della commissione competente si basa sulla comunicazione ufficiale, da parte di ciascuno Stato membro, dell'insieme dei risultati elettorali, nella quale si precisano il nome dei candidati eletti e dei loro eventuali sostituti nonché la graduatoria, così come risulta dal voto.

 

Il mandato di un deputato potrà essere convalidato soltanto dopo che questi abbia rilasciato le dichiarazioni scritte previste dal presente articolo e dall'allegato I del presente regolamento.

 

Il Parlamento, sulla base di una relazione della commissione competente, può in ogni momento pronunciarsi su eventuali contestazioni relative alla validità del mandato di uno dei suoi membri.

4.  Il Parlamento, sulla base di una proposta della commissione competente, procede immediatamente alla verifica dei poteri di ciascun deputato che sostituisce un deputato uscente e può in ogni momento pronunciarsi su eventuali contestazioni relative alla validità del mandato di uno dei suoi membri.

5.  Qualora la nomina di un deputato risulti dalla rinuncia di candidati figuranti sulla stessa lista, la commissione si accerta che tale rinuncia sia avvenuta conformemente allo spirito e alla lettera dell'Atto del 20 settembre 1976, nonché all'articolo 4, paragrafo 3, del presente regolamento.

5.  Qualora la nomina di un deputato risulti dalla rinuncia di candidati figuranti sulla stessa lista, la commissione si accerta che tale rinuncia sia avvenuta conformemente allo spirito e alla lettera dell'Atto del 20 settembre 1976, nonché all'articolo 4, paragrafo 3, del presente regolamento.

6.  La commissione competente vigila a che qualsiasi informazione suscettibile di incidere sull'esercizio del mandato di un deputato al Parlamento europeo o sulla graduatoria dei sostituti sia comunicata immediatamente al Parlamento dalle autorità degli Stati membri o dell'Unione europea, con l'indicazione della data di decorrenza qualora si tratti di una nomina.

6.  La commissione competente vigila a che qualsiasi informazione suscettibile di incidere sull'eleggibilità di un deputato al Parlamento europeo o sull'eleggibilità o sulla graduatoria dei sostituti sia comunicata immediatamente al Parlamento dalle autorità degli Stati membri o dell'Unione europea, con l'indicazione della data di decorrenza qualora si tratti di una nomina.

Nel caso in cui le autorità competenti degli Stati membri avviino una procedura suscettibile di portare a una dichiarazione di decadenza del mandato di un deputato, il Presidente chiede loro di essere regolarmente informato sullo stato della procedura deferisce la questione alla commissione competente, su proposta della quale il Parlamento può pronunciarsi.

Nel caso in cui le autorità competenti degli Stati membri avviino una procedura suscettibile di portare a una dichiarazione di decadenza del mandato di un deputato, il Presidente chiede loro di essere regolarmente informato sullo stato della procedura e deferisce la questione alla commissione competente, su proposta della quale il Parlamento può pronunciarsi.

Motivazione

The changes in paragraph 3 illustrate the fact that the "committee responsible" is clearly identified in Annex VI. The words "except those based on national electoral laws" are deleted as they are not fully in line with Article 12 of the Act of 1976, i.e. "other than those arising out of the national provisions to which the Act refers". Moreover, subparagraphs 1 and 2 of paragraph 4 are moved to paragraph 3 for consistency reasons.

As a consequence, paragraph 4 will consist of only its current subparagraph 3. This provision refers to what happens in the course of the legislative term when Members are replaced. The word "proposal" instead of "report" allows having recourse to a simplified procedure (i.e. ad hoc verification by letter) in unproblematic cases, in line with the standing practice.

Emendamento    3

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 4

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 4

Articolo 4

Durata del mandato

Durata del mandato

1.  L'inizio e il termine del mandato sono determinati a norma dell'Atto del 20 settembre 1976. Il mandato cessa inoltre per morte o per dimissioni.

1.  L'inizio e il termine del mandato sono determinati a norma degli articoli 5 e 13 dell'Atto del 20 settembre 1976.

2.  I deputati restano in carica fino all'apertura della prima seduta del Parlamento successiva alle elezioni.

 

3.  I deputati dimissionari comunicano al Presidente le loro dimissioni e la data a partire dalla quale queste decorrono. Tale data non deve eccedere i tre mesi dalla comunicazione. Detta comunicazione assume la forma di un verbale redatto alla presenza del Segretario generale, o di un suo rappresentante, firmato da questi e dal deputato interessato e immediatamente presentato alla commissione competente che lo iscrive all'ordine del giorno della prima riunione successiva al ricevimento del suddetto documento.

3.  I deputati dimissionari comunicano al Presidente le loro dimissioni e la data a partire dalla quale queste decorrono. Tale data non deve eccedere i tre mesi dalla comunicazione. Detta comunicazione assume la forma di un verbale redatto alla presenza del Segretario generale, o di un suo rappresentante, firmato da questi e dal deputato interessato e immediatamente presentato alla commissione competente che lo iscrive all'ordine del giorno della prima riunione successiva al ricevimento del suddetto documento.

Qualora la commissione competente ritenga che le dimissioni non corrispondano allo spirito o alla lettera dell'Atto del 20 settembre 1976, essa ne informa il Parlamento affinché quest'ultimo decida se constatare o meno la vacanza.

Qualora la commissione competente ritenga che le dimissioni corrispondano all'Atto del 20 settembre 1976, viene constatata una vacanza con effetto a partire dalla data indicata dal deputato dimissionario nel verbale delle dimissioni e il Presidente ne informa il Parlamento.

In caso contrario, la constatazione della vacanza vale a partire dalla data indicata dal deputato dimissionario nel verbale delle dimissioni. Il Parlamento non vota in merito.

Qualora la commissione competente ritenga che le dimissioni non corrispondano all'Atto del 20 settembre 1976, essa propone al Parlamento di non constatare la vacanza.

Per ovviare a talune circostanze eccezionali, segnatamente allorché una o più tornate si svolgano tra la decorrenza delle dimissioni e la prima riunione della commissione competente, il che non consentirebbe al gruppo politico cui appartiene il deputato dimissionario di sostituirlo durante tali tornate, non essendo stata constatata la vacanza, è istituita una procedura semplificata. Essa dà mandato al relatore della commissione competente, cui tali fascicoli sono stati affidati, di esaminare senza indugio ogni dimissione debitamente notificata e, qualora un ritardo di qualsiasi genere nell'esame della notifica possa produrre effetti pregiudizievoli, di deferire la questione al presidente della commissione affinché questi, conformemente al disposto del paragrafo 3:

 

  informi il Presidente del Parlamento, a nome della commissione, che la vacanza può essere constatata,

 

  oppure, convochi una riunione straordinaria della commissione per esaminare problemi particolari rilevati dal relatore.

 

 

3 bis.  Qualora non sia prevista una riunione della commissione competente prima della tornata successiva, il relatore della commissione competente esamina senza indugio ogni dimissione debitamente notificata. Qualora un ritardo nell'esame della notifica possa produrre effetti pregiudizievoli, il relatore deferisce la questione al presidente della commissione affinché questi, conformemente al disposto del paragrafo 3:

 

  informi il Presidente del Parlamento, a nome della commissione, che la vacanza può essere constatata,

 

  oppure, convochi una riunione straordinaria della commissione per esaminare problemi particolari rilevati dal relatore.

4.  Qualora l'autorità competente di uno Stato membro notifichi al Presidente la fine del mandato di un deputato al Parlamento europeo a norma della legislazione vigente nello Stato membro in questione, a causa di incompatibilità ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3, dell'Atto del 20 settembre 1976 o a causa della revoca del mandato a norma dell'articolo 13, paragrafo 3, dello stesso Atto, il Presidente notifica al Parlamento che il mandato è terminato alla data comunicata dallo Stato membro e invita detto Stato membro ad assegnare senza indugio il seggio divenuto vacante.

4.  Qualora le autorità competenti degli Stati membri o dell'Unione europea o il deputato interessato notifichino al Presidente una nomina o un'elezione a funzioni incompatibili con l'esercizio del mandato di deputato al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2, dell'Atto del 20 settembre 1976, il Presidente ne informa il Parlamento, che constata la vacanza a partire dalla data dell'incompatibilità.

Qualora le autorità competenti degli Stati membri o dell'Unione europea o il deputato interessato notifichino al Presidente una nomina o un'elezione a funzioni incompatibili con l'esercizio del mandato di deputato al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2, dell'Atto del 20 settembre 1976, il Presidente ne informa il Parlamento, che constata la vacanza.

Qualora le autorità competenti degli Stati membri notifichino al Presidente la fine del mandato di un deputato al Parlamento europeo a causa di un'ulteriore incompatibilità stabilita dalla legislazione vigente nello Stato membro in questione a norma dell'articolo 7, paragrafo 3, dell'Atto del 20 settembre 1976 o a causa della revoca del mandato del deputato a norma dell'articolo 13, paragrafo 3, dello stesso Atto, il Presidente informa il Parlamento che il mandato è terminato alla data comunicata dallo Stato membro. Qualora tale data non sia comunicata, la data di cessazione del mandato è la data della comunicazione dello Stato membro.

5.  Le autorità degli Stati membri o dell'Unione europea informano il Presidente di ogni missione che intendono affidare a un deputato. Il Presidente deferisce alla commissione competente l'esame della compatibilità della missione prevista con la lettera e lo spirito dell'Atto del 20 settembre 1976. Egli informa il Parlamento, il deputato in questione e le autorità interessate in merito alle conclusioni della commissione.

5.  Qualora le autorità degli Stati membri o dell'Unione europea informino il Presidente di una missione che intendono affidare a un deputato, il Presidente deferisce alla commissione competente l'esame della compatibilità della missione prevista con l'Atto del 20 settembre 1976. Egli informa il Parlamento, il deputato in questione e le autorità interessate in merito alle conclusioni della commissione.

6.  Si considera come data di cessazione del mandato e di inizio di una vacanza:

 

  in caso di dimissioni, la data in cui il Parlamento ha constatato la vacanza, in base al verbale delle dimissioni;

 

  in caso di nomina o elezione a funzioni incompatibili con il mandato di deputato al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2, dell'Atto del 20 settembre 1976, la data comunicata dalle autorità competenti degli Stati membri o dell'Unione europea o dal deputato interessato.

 

7.  Quando constata la vacanza, il Parlamento ne informa lo Stato membro interessato e lo invita ad assegnare il seggio senza indugio.

7.  Quando il Parlamento constata la vacanza, il Presidente ne informa lo Stato membro interessato e lo invita ad assegnare il seggio senza indugio.

8.  Ogni contestazione relativa alla validità del mandato di un deputato i cui poteri sono stati verificati è rinviata alla commissione competente, che riferisce senza indugio al Parlamento, al più tardi all'inizio della tornata successiva.

 

9.  Nel caso in cui l'accettazione del mandato o la rinuncia allo stesso appaiano inficiate da inesattezze materiali o da vizi di consenso, il Parlamento si riserva di dichiarare non valido il mandato esaminato ovvero di rifiutare la constatazione della vacanza.

9.  Nel caso in cui l'accettazione del mandato o la rinuncia allo stesso appaiano inficiate da inesattezze materiali o da vizi di consenso, il Parlamento può dichiarare non valido il mandato esaminato ovvero può rifiutare la constatazione della vacanza.

Motivazione

As regards paragraph 1, Article 13(1) of the Act of 1976 adds the case of "withdrawal of the mandate" to "death or resignation". However, since all these cases are covered by the Act of 1976, the second sentence of this paragraph is superfluous and can be deleted.

Paragraph 2 is deleted, asits content is already covered by the Act of 1976.

In paragraph 3, since the case of a problematic resignation is the exception and not the rule, subparagraphs 2 and 3 are inverted and their wording is streamlined.

The existing interpretation is converted into a new paragraph after paragraph 3 and its wording streamlined.

Subparagraphs 1 and 2 of paragraph 4 are inverted in order to reflect the order of the incompatibilities referred to in Article 7 of the Act of 1976. Their wording is also adapted (among other things, the last sentence of current subparagraph 1 is deleted as it is a mere repetition of current paragraph 7).

The amendment of paragraph 5 makes sure that it complies with the principle that Parliament's Rules of Procedure may not impose obligations on other authorities, including those of the Member States.

Since the suggested wording of paragraphs 3 and 4 clarifies the date of the end of the term of office in all possible cases covered by the Act of 1976 (including resignation, incompatibilities or withdrawal of mandate), paragraph 6 becomes superfluous and can be deleted.

Paragraph 7 is in line with the existing practice.

Paragraph 8 is deleted as it is reflected in Rule 3 with the exception of the deadline, which can be deleted, as depending on the complexity of a dispute, this deadline "no later than the beginning of the next part-session" may prove to be too tight.

Paragraph 9 would become paragraph 7. "Shall reserve the right to" is a somewhat odd wording in the context and the amendment suggests to replace it with "may".

Emendamento    4

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 5

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 5

Articolo 5

Privilegi e immunità

Privilegi e immunità

1.  I deputati beneficiano dei privilegi e delle immunità previsti dal Protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.

1.  I deputati beneficiano dei privilegi e delle immunità previsti dal Protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.

2.  L'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri.

2.  Nell'esercizio dei suoi poteri in materia di privilegi e immunità, il Parlamento opera al fine di mantenere la propria integrità di assemblea legislativa democratica e di garantire l'indipendenza dei suoi membri nell'esercizio delle loro funzioni. L'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri.

3.  I lasciapassare che assicurano la libera circolazione negli Stati membri ai deputati sono rilasciati a questi ultimi dal Presidente del Parlamento, non appena egli abbia ricevuto notifica della loro elezione.

3.  Un lasciapassare dell'Unione europea che assicura a un deputato la libera circolazione negli Stati membri e negli altri paesi che lo riconoscono come un documento di viaggio valido è rilasciato dall'Unione europea a un deputato su sua richiesta e previa autorizzazione del Presidente del Parlamento.

 

3 bis.  Ai fini dell'esercizio delle loro funzioni, tutti i deputati hanno il diritto di partecipare attivamente ai lavori delle commissioni e delle delegazioni parlamentari in conformità delle disposizioni del presente regolamento.

4.  I deputati hanno il diritto di prendere visione di tutti i documenti in possesso del Parlamento o di una commissione, salvo i documenti e i conteggi personali la cui consultazione è consentita solo ai deputati interessati. Le deroghe a questo principio per il trattamento dei documenti cui può essere negato l'accesso al pubblico a norma del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, sono disciplinate dall'allegato VII del presente regolamento.

4.  I deputati hanno il diritto di prendere visione di tutti i documenti in possesso del Parlamento o di una commissione, salvo i documenti e i conteggi personali la cui consultazione è consentita solo ai deputati interessati. Le deroghe a questo principio per il trattamento dei documenti cui può essere negato l'accesso al pubblico a norma del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, sono disciplinate dall'articolo 210 bis.

 

Col consenso dell'Ufficio di presidenza, mediante decisione motivata, può essere rifiutato a un deputato l'accesso a un documento del Parlamento ove l'Ufficio di presidenza, sentito l'interessato, giunga alla conclusione che tale accesso nuocerebbe in modo inaccettabile agli interessi istituzionali del Parlamento o all'interesse pubblico e che la richiesta del deputato è motivata da ragioni private e personali. Entro un mese dalla notifica della decisione il deputato può presentare contro di essa un ricorso scritto. Per essere ricevibili, i ricorsi scritti devono essere motivati. La decisione in merito a tale ricorso è adottata dal Parlamento, senza discussione, durante la tornata successiva alla presentazione del ricorso.

Motivazione

Il paragrafo 1 riprende l'articolo 6, paragrafo 2, dell'Atto del 1976. La modifica di tale paragrafo non concerne la versione italiana.

Il paragrafo 2 sancisce un principio fondamentale in materia di immunità parlamentare ed è integrato con l'aggiunta della prima frase dell'articolo 6, paragrafo 1.

Per quanto riguarda le modifiche al paragrafo 4, il riferimento all'allegato VII, parte A, è soppresso ed è sostituito dal riferimento al nuovo articolo 210 bis.

Emendamento    5

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 6

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 6

Articolo 6

Revoca dell'immunità

Revoca dell'immunità

1.  Nell'esercizio dei suoi poteri in materia di privilegi e immunità, il Parlamento opera al fine di mantenere la propria integrità di assemblea legislativa democratica e di garantire l'indipendenza dei suoi membri nell'esercizio delle loro funzioni. Ogni richiesta di revoca dell'immunità è valutata in conformità degli articoli 7, 8 e 9 del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea nonché dei principi richiamati nel presente articolo.

1.  Ogni richiesta di revoca dell'immunità è valutata in conformità degli articoli 7, 8 e 9 del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea nonché dei principi richiamati nell'articolo 5, paragrafo 2.

2.  Qualora un deputato sia tenuto a comparire come testimone o esperto, non è necessario chiedere la revoca dell'immunità, a condizione che:

2.  Qualora un deputato sia tenuto a comparire come testimone o esperto, non è necessario chiedere la revoca dell'immunità, a condizione che:

–  il deputato non sia obbligato a comparire in un giorno e in un'ora tali da impedire o rendere difficile la sua attività parlamentare, ovvero possa deporre per iscritto o in un'altra forma che non ostacoli l'assolvimento dei suoi obblighi di deputato, e che

–  il deputato non sia obbligato a comparire in un giorno e in un'ora tali da impedire o rendere difficile la sua attività parlamentare, ovvero possa deporre per iscritto o in un'altra forma che non ostacoli l'assolvimento dei suoi obblighi di deputato, e che

–  il deputato non sia obbligato a deporre in merito a informazioni ottenute in via riservata in virtù del suo mandato e che non ritenga opportuno rivelare.

–  il deputato non sia obbligato a deporre in merito a informazioni ottenute in via riservata in virtù del suo mandato e che non ritenga opportuno rivelare.

(Concerne l'emendamento 25)

Motivazione

La prima frase del paragrafo 1 è spostata all'articolo 5, paragrafo 2.

Emendamento    6

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 7

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 7

Articolo 7

Difesa dei privilegi e dell'immunità

Difesa dei privilegi e dell'immunità

1.  Nei casi in cui si presuma che i privilegi e le immunità di un deputato o ex deputato siano stati violati dalle autorità di uno Stato membro, può essere presentata, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, una richiesta di decisione del Parlamento che stabilisca se sia stata effettivamente commessa una violazione di tali privilegi e immunità.

1.  Nei casi in cui si presuma che i privilegi e le immunità di un deputato o ex deputato siano stati o stiano per essere violati dalle autorità di uno Stato membro, può essere presentata, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, una richiesta di decisione del Parlamento che stabilisca se sia stata effettivamente commessa o vi sia la probabilità che venga commessa una violazione di tali privilegi e immunità.

2.  In particolare, può essere presentata una siffatta richiesta di difesa dei privilegi o delle immunità se si ritiene che le circostanze costituiscano un ostacolo di ordine amministrativo o di altra natura alla libertà di movimento dei membri del Parlamento europeo che si recano al luogo di riunione del Parlamento europeo o ne ritornano o all'espressione di un'opinione o di un voto nell'esercizio del loro mandato, oppure se rientrano nell'ambito dell'articolo 9 del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.

2.  In particolare, può essere presentata una siffatta richiesta di difesa dei privilegi o delle immunità se si ritiene che le circostanze costituirebbero un ostacolo di ordine amministrativo o di altra natura alla libertà di movimento dei membri del Parlamento europeo che si recano al luogo di riunione del Parlamento europeo o ne ritornano o all'espressione di un'opinione o di un voto nell'esercizio del loro mandato, oppure se rientrerebbero nell'ambito dell'articolo 9 del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.

3.  Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato non è ricevibile qualora una richiesta di revoca o di difesa dell'immunità di tale deputato sia già pervenuta in relazione allo stesso procedimento giudiziario, indipendentemente dal fatto che in tale occasione sia stata adottata o meno una decisione.

3.  Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato non è ricevibile qualora una richiesta di revoca o di difesa dell'immunità di tale deputato sia già pervenuta in relazione agli stessi fatti, indipendentemente dal fatto che in tale occasione sia stata adottata o meno una decisione.

4.  Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato decade se perviene una richiesta di revoca dell'immunità di tale deputato in relazione allo stesso procedimento giudiziario.

4.  Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato decade se perviene una richiesta di revoca dell'immunità di tale deputato in relazione agli stessi fatti.

5.  Nei casi in cui sia stata adottata la decisione di non difendere i privilegi e le immunità di un deputato, questi può presentare richiesta di riesame della decisione presentando nuove prove. La richiesta di riesame non è ricevibile se è stato proposto un ricorso contro la decisione di cui all'articolo 263 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, o se il Presidente ritiene che i nuovi elementi di prova presentati non siano sufficienti a giustificare un riesame.

5.  Nei casi in cui sia stata adottata la decisione di non difendere i privilegi e le immunità di un deputato, questi può, in via eccezionale, presentare richiesta di riesame della decisione presentando nuove prove in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1. La richiesta di riesame non è ricevibile se è stato proposto un ricorso contro la decisione di cui all'articolo 263 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, o se il Presidente ritiene che i nuovi elementi di prova presentati non siano sufficienti a giustificare un riesame.

Motivazione

As regards paragraph 1, the wording is revised insofar as it sounds very categorical as to the existence of an actual breach. It seems to imply the need for a final judgment or an otherwise irrevocable decision by a public authority prejudicing a Member, thus making potential breaches irrelevant. This, however, would make requests for defence possible only at a stage when Parliament's decision could be useless.

Paragraph 3, insofar as reference to the same legal proceedings, and not to the same facts, although providing legal certainty, might be too formalistic. If both criminal and civil proceedings have been instituted in respect of the same facts, but the waiver is requested for the former and the defence for the latter, Parliament might paradoxically adopt two different decisions.

As it stands, paragraph 5 does not set any limits to requests for reconsideration, which could be, therefore, endlessly reiterated. In order to prevent such situations, the amendment suggests adding the word "exceptionally" in the first sentence– after all, the decision to defend (or not to defend) a Member's immunity is of a non-binding nature (see Judgment in Marra, EU:C:2008:579, paragraphs 38-39).

Emendamento    7

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 9

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 9

Articolo 9

Procedure in materia di immunità

Procedure in materia di immunità

1.  Ogni richiesta diretta al Presidente da un'autorità competente di uno Stato membro e volta a revocare l'immunità di un deputato, ovvero da un deputato o da un ex deputato in difesa dei privilegi e delle immunità, è comunicata in Aula e deferita alla commissione competente.

1.  Ogni richiesta diretta al Presidente da un'autorità competente di uno Stato membro e volta a revocare l'immunità di un deputato, ovvero da un deputato o da un ex deputato in difesa dei privilegi e delle immunità, è comunicata in Aula e deferita alla commissione competente.

Il deputato o ex deputato può essere rappresentato da un altro deputato. La richiesta non può essere presentata da un altro deputato senza l'accordo dell'interessato.

1 bis.  Con l'accordo del deputato o dell'ex deputato interessato, la richiesta può essere presentata da un altro deputato, il quale può rappresentare il deputato o l'ex deputato interessato in ogni fase della procedura.

 

Il deputato che rappresenta il deputato o l'ex deputato interessato non partecipa alle decisioni adottate dalla commissione.

2.  La commissione esamina senza indugio, ma tenendo conto della loro relativa complessità, le richieste di revoca dell'immunità o di difesa delle immunità e dei privilegi.

2.  La commissione esamina senza indugio, ma tenendo conto della loro relativa complessità, le richieste di revoca dell'immunità o di difesa delle immunità e dei privilegi.

3.  La commissione presenta una proposta di decisione motivata che raccomanda l'accoglimento o la reiezione della richiesta di revoca dell'immunità o di difesa dei privilegi e delle immunità.

3.  La commissione presenta una proposta di decisione motivata che raccomanda l'accoglimento o la reiezione della richiesta di revoca dell'immunità o di difesa dei privilegi e delle immunità. Gli emendamenti sono irricevibili. In caso di reiezione di una proposta, si considera adottata la decisione contraria.

4.  La commissione può chiedere all'autorità interessata tutte le informazioni e tutti i chiarimenti che reputi necessari per pronunciarsi sull'opportunità di revocare o di difendere l'immunità.

4.  La commissione può chiedere all'autorità interessata tutte le informazioni e tutti i chiarimenti che reputi necessari per pronunciarsi sull'opportunità di revocare o di difendere l'immunità.

5.  Al deputato interessato è offerta l'opportunità di essere ascoltato; egli può produrre tutti i documenti o gli altri elementi scritti di giudizio che ritiene pertinenti. Può farsi rappresentare da un altro deputato.

5.  Al deputato interessato è offerta l'opportunità di essere ascoltato ed egli può produrre tutti i documenti o gli altri elementi scritti di giudizio che ritiene pertinenti.

Il deputato non è presente durante le discussioni sulla richiesta di revoca o di difesa della sua immunità, se non per essere ascoltato.

Il deputato non è presente durante le discussioni sulla richiesta di revoca o di difesa della sua immunità, se non per essere ascoltato.

Il presidente della commissione invita il deputato per l'audizione, indicandone data e ora. Il deputato può rinunciare al diritto ad essere ascoltato.

Il presidente della commissione invita il deputato per l'audizione, indicandone data e ora. Il deputato può rinunciare al diritto ad essere ascoltato.

Se a seguito di tale invito il deputato non compare all'audizione, si considera che abbia rinunciato al diritto di essere ascoltato, a meno che non abbia giustificato la sua mancata presenza alla data e all'ora proposte, precisandone i motivi. Il presidente della commissione decide se tale giustificazione debba essere accettata alla luce dei motivi addotti, e la sua decisione è inappellabile.

Se a seguito di tale invito il deputato non compare all'audizione, si considera che abbia rinunciato al diritto di essere ascoltato, a meno che non abbia giustificato la sua mancata presenza alla data e all'ora proposte, precisandone i motivi. Il presidente della commissione decide se tale giustificazione debba essere accettata alla luce dei motivi addotti, e la sua decisione è inappellabile.

Se il presidente della commissione accetta la giustificazione, invita il deputato ad essere ascoltato a una nuova data e ora. Se il deputato non si presenta al momento fissato nel secondo invito, la procedura prosegue senza la sua audizione. A questo punto non possono essere accettate nuove giustificazioni o richieste di essere ascoltato.

Se il presidente della commissione accetta la giustificazione, invita il deputato ad essere ascoltato a una nuova data e ora. Se il deputato non si presenta al momento fissato nel secondo invito, la procedura prosegue senza la sua audizione. A questo punto non possono essere accettate nuove giustificazioni o richieste di essere ascoltato.

6.  Qualora la richiesta di revoca dell'immunità comporti vari capi d'accusa, ciascuno di essi può essere oggetto di una decisione distinta. La relazione della commissione può proporre, a titolo eccezionale, che la revoca dell'immunità si riferisca esclusivamente alla prosecuzione del procedimento penale senza che contro il deputato possa essere adottata, fintanto che non si abbia sentenza passata in giudicato, alcuna misura privativa o limitativa della sua libertà o qualunque altra misura che gli impedisca di esercitare le funzioni proprie del suo mandato.

6.  Qualora la richiesta di revoca o di difesa dell'immunità comporti vari capi d'accusa, ciascuno di essi può essere oggetto di una decisione distinta. La relazione della commissione può proporre, a titolo eccezionale, che la revoca o la difesa dell'immunità si riferisca esclusivamente alla prosecuzione del procedimento penale senza che contro il deputato possa essere adottata, fintanto che non si abbia sentenza passata in giudicato, alcuna misura privativa o limitativa della sua libertà o qualunque altra misura che gli impedisca di esercitare le funzioni proprie del suo mandato.

7.   La commissione può fornire un parere motivato sulla competenza dell'autorità interessata e sulla ricevibilità della richiesta, ma in nessun caso si pronuncia sulla colpevolezza o meno del deputato né sull'opportunità o meno di perseguire penalmente le opinioni o gli atti che gli sono attribuiti, anche qualora l'esame della richiesta abbia fornito alla commissione una conoscenza approfondita del merito della questione.

7.  La commissione può fornire un parere motivato sulla competenza dell'autorità interessata e sulla ricevibilità della richiesta, ma in nessun caso si pronuncia sulla colpevolezza o meno del deputato né sull'opportunità o meno di perseguire penalmente le opinioni o gli atti che gli sono attribuiti, anche qualora l'esame della richiesta abbia fornito alla commissione una conoscenza approfondita del merito della questione.

8.  La relazione della commissione è iscritta d'ufficio al primo punto dell'ordine del giorno della seduta successiva alla sua presentazione. Non è ammesso alcun emendamento alla proposta o alle proposte di decisione.

8.  La proposta di decisione della commissione è iscritta d'ufficio all'ordine del giorno della seduta successiva alla sua presentazione. Non è ammesso alcun emendamento a tale proposta.

La discussione può vertere soltanto sulle ragioni che militano a favore e contro ciascuna delle proposte di revoca o mantenimento dell'immunità o di difesa di un privilegio o di un'immunità.

La discussione può vertere soltanto sulle ragioni che militano a favore e contro ciascuna delle proposte di revoca o mantenimento dell'immunità o di difesa di un privilegio o di un'immunità.

Fatte salve le disposizioni dell'articolo 164, il deputato i cui privilegi o immunità formano oggetto della questione non può intervenire nella discussione.

Fatte salve le disposizioni dell'articolo 164, il deputato i cui privilegi o immunità formano oggetto della questione non può intervenire nella discussione.

La proposta o le proposte di decisione contenute nella relazione sono poste in votazione nel corso del primo turno di votazioni successivo alla discussione.

La proposta o le proposte di decisione contenute nella relazione sono poste in votazione nel corso del primo turno di votazioni successivo alla discussione.

Dopo l'esame da parte del Parlamento si procede a una votazione distinta su ciascuna proposta figurante nella relazione. In caso di reiezione di una proposta, si considera adottata la decisione contraria.

Dopo l'esame da parte del Parlamento si procede a una votazione distinta su ciascuna proposta figurante nella relazione. In caso di reiezione di una proposta, si considera adottata la decisione contraria.

9.  Il Presidente comunica immediatamente la decisione del Parlamento al deputato interessato e all'autorità competente dello Stato membro interessato, chiedendo di essere informato su qualsiasi nuovo sviluppo nel relativo procedimento e sulle deliberazioni giudiziarie adottate. Non appena il Presidente riceve dette informazioni, le comunica al Parlamento nella forma che ritiene più opportuna, se necessario previa consultazione della commissione competente.

9.  Il Presidente comunica immediatamente la decisione del Parlamento al deputato interessato e all'autorità competente dello Stato membro interessato, chiedendo di essere informato su qualsiasi nuovo sviluppo nel relativo procedimento e sulle deliberazioni giudiziarie adottate. Non appena il Presidente riceve dette informazioni, le comunica al Parlamento nella forma che ritiene più opportuna, se necessario previa consultazione della commissione competente.

10.  La commissione tratta tali questioni e i documenti ricevuti con la massima riservatezza.

10.  La commissione tratta tali questioni e i documenti ricevuti con la massima riservatezza. L'esame da parte della commissione delle richieste riguardanti le procedure in materia di immunità si svolge sempre a porte chiuse.

11.  La commissione, previa consultazione degli Stati membri, può redigere un elenco indicativo delle autorità degli Stati membri competenti a presentare una richiesta di revoca dell'immunità di un deputato.

11.  Il Parlamento esamina unicamente le richieste di revoca dell'immunità di un deputato che gli sono state trasmesse dalle autorità giudiziarie o dalle rappresentanze permanenti degli Stati membri.

12.  La commissione elabora i principi per l'applicazione del presente articolo.

12.  La commissione elabora i principi per l'applicazione del presente articolo.

13.  Qualsiasi richiesta di informazioni presentata da un'autorità competente quanto alla portata dei privilegi o delle immunità dei deputati è esaminata in conformità delle norme che precedono.

13.  Qualsiasi richiesta di informazioni presentata da un'autorità competente quanto alla portata dei privilegi o delle immunità dei deputati è esaminata in conformità delle norme che precedono.

Motivazione

The current interpretation following paragraph 1is converted into a new paragraph and the last part of paragraph 5 is aligned to it.

The amendment to paragraph 3 seeks to clarify that the same principles referred to in paragraph 8 of this Rule also apply at committee level.

For practical reasons, it is not always possible to place an immunity case at the head of the agenda. The amendment to paragraph 8 adapts the text to this reality. It also replaces the word 'report' by the more appropriate expression 'proposal for a decision', consistently with the wording of Rule 9(3) and (8), fourth subparagraph. At the same time, the existing mechanism consisting of a systematic plenary vote on every immunity case is preserved as the most objective and appropriate to ensure the fair treatment of all Members and have decisions on their immunity taken by Parliament as a whole.

The last sentence added to paragraph 10 comes from Rule 115 paragraph 4.

As regards the changes to paragraph 11, they try to address the fact that in some jurisdictions private persons can submit requests for the waiver of a Member's immunity without the filter of any public authority (so called private prosecution). The issue of the 'competent authority' is thus not settled. The change states that requests for waiver should be either addressed to Parliament by the competent prosecutor's office or court or transmitted by the permanent representation to the EU. Private parties' requests for a waiver of immunity will have to be streamlined by the Permanent Representations.

Emendamento    8

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 10

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 10

soppresso

Applicazione dello Statuto dei deputati

 

Il Parlamento adotta lo Statuto dei deputati al Parlamento europeo e qualsiasi modifica dello stesso sulla base di una proposta della commissione competente. L'articolo 150, paragrafo 1, si applica mutatis mutandis. L'Ufficio di presidenza è competente per l'applicazione di dette norme e decide riguardo alle dotazioni finanziarie sulla base del bilancio annuale.

 

Motivazione

Il testo dell'articolo non riguarda unicamente l'"applicazione" dello Statuto: la prima frase riguarda effettivamente la sua adozione e la sua modifica ma non è più necessaria dopo l'inserimento dell'articolo 45. La seconda frase non sembra utile dato che in questi casi di norma sono necessari emendamenti. La terza frase è stata incorporata, con una leggera riformulazione, nell'articolo 25, paragrafo 14 ter (nuovo).

Emendamento    9

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 11

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 11

Articolo 11

Interessi finanziari dei deputati, norme di comportamento, registro per la trasparenza obbligatorio e accesso al Parlamento

Interessi finanziari dei deputati e norme di comportamento

1.  Il Parlamento stabilisce norme di trasparenza relative agli interessi finanziari dei propri membri, sotto forma di un codice di condotta approvato a maggioranza dei suoi membri, conformemente all'articolo 232 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e allegato al presente regolamento1.

1.  Il Parlamento stabilisce norme di trasparenza relative agli interessi finanziari dei propri membri, sotto forma di un codice di condotta approvato a maggioranza dei suoi membri e allegato al presente regolamento1.

Esse non possono in alcun modo perturbare o limitare l'esercizio del mandato e dell'attività politica o di altra natura comunque a esso connessa.

Esse non possono in altro modo perturbare o limitare l'esercizio del mandato e dell'attività politica o di altra natura comunque a esso connessa.

2.  Il comportamento dei deputati è improntato al rispetto reciproco, poggia sui valori e i principi definiti nei testi fondamentali dell'Unione europea, salvaguarda la dignità del Parlamento e non deve compromettere il regolare svolgimento dei lavori parlamentari né la quiete in tutti gli edifici del Parlamento. I deputati rispettano le norme del Parlamento sul trattamento delle informazioni riservate.

2.  Il comportamento dei deputati è improntato al rispetto reciproco, poggia sui valori e i principi definiti nei trattati, e in particolare nella Carta dei diritti fondamentali, e salvaguarda la dignità del Parlamento. Inoltre, non deve compromettere il regolare svolgimento dei lavori parlamentari, il mantenimento della sicurezza e dell'ordine negli edifici del Parlamento o il corretto funzionamento delle sue attrezzature.

 

I deputati si astengono dall'utilizzare un linguaggio o dal tenere un comportamento diffamatorio, razzista o xenofobo durante le discussioni parlamentari e dall'esporre striscioni.

 

I deputati rispettano le norme del Parlamento sul trattamento delle informazioni riservate.

Il mancato rispetto di tali elementi e norme può comportare l'applicazione di misure conformemente agli articoli 165, 166 e 167.

Il mancato rispetto di tali elementi e norme può comportare l'applicazione di misure conformemente agli articoli 165, 166 e 167.

3.  L'applicazione del presente articolo non ostacola in nessun modo la vivacità delle discussioni parlamentari né la libertà di parola dei deputati.

3.  L'applicazione del presente articolo non ostacola in altro modo la vivacità delle discussioni parlamentari né la libertà di parola dei deputati.

Essa si fonda sul pieno rispetto delle prerogative dei deputati quali definite nel diritto primario e nello statuto loro applicabile.

Essa si fonda sul pieno rispetto delle prerogative dei deputati quali definite nel diritto primario e nello statuto loro applicabile.

Essa si basa altresì sul principio di trasparenza e garantisce che ogni disposizione in materia sia portata a conoscenza dei deputati, che vengono informati individualmente dei loro diritti e doveri.

Essa si basa altresì sul principio di trasparenza e garantisce che ogni disposizione in materia sia portata a conoscenza dei deputati, che vengono informati individualmente dei loro diritti e doveri.

 

3 bis.  Qualora una persona impiegata da un deputato o un'altra persona alla quale il deputato ha facilitato l'accesso agli edifici o alle attrezzature del Parlamento non rispetti le norme di comportamento di cui al paragrafo 2, al deputato in questione possono essere applicate, se del caso, le sanzioni di cui all'articolo 166.

4.  All'inizio di ogni legislatura, i Questori stabiliscono il numero massimo di assistenti che ciascun deputato può accreditare (assistenti accreditati).

4.  I Questori stabiliscono il numero massimo di assistenti che ciascun deputato può accreditare.

5.  I titoli di accesso di lunga durata sono rilasciati a persone estranee alle istituzioni dell'Unione sotto la responsabilità dei Questori. Tali titoli di accesso hanno una durata massima di validità di un anno, rinnovabile. Le modalità di utilizzazione di tali titoli sono fissate dall'Ufficio di presidenza.

 

Tali titoli di accesso possono essere rilasciati:

 

  alle persone che sono registrate nel registro per la trasparenza2 o che rappresentano o lavorano per organizzazioni che vi sono registrate, benché la registrazione non conferisca automaticamente il diritto al rilascio di siffatti titoli di accesso;

 

  alle persone che desiderano accedere frequentemente ai locali del Parlamento, ma che non rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo sull'istituzione di un registro per la trasparenza3;

 

  agli assistenti locali dei deputati come pure alle persone che assistono i membri del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni.

 

6.  Coloro che effettuano la registrazione nel registro per la trasparenza devono, nell'ambito dei loro rapporti con il Parlamento, rispettare:

 

  il codice di condotta allegato all'accordo4;

 

  le procedure e altri obblighi definiti dall'accordo; e

 

  le disposizioni del presente articolo nonché le sue norme di attuazione.

 

7.  I Questori definiscono in che misura il codice di condotta sia applicabile alle persone che, pur possedendo un titolo di accesso di lunga durata, non rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo.

 

8.  Il titolo di accesso è ritirato con decisione motivata dei Questori nei seguenti casi:

 

  cancellazione dal registro per la trasparenza, salvo che ragioni importanti si oppongano al ritiro;

 

  violazione grave rispetto degli obblighi di cui al paragrafo 6.

 

9.  L'Ufficio di presidenza, su proposta del Segretario generale, adotta le misure necessarie per dare attuazione al registro per la trasparenza, in conformità delle disposizioni dell'accordo sull'istituzione di detto registro.

 

Le norme di attuazione dei paragrafi da 5 a 8 sono stabilite in allegato5.

 

10.  Le norme di comportamento, i diritti e i privilegi degli ex deputati sono stabiliti con decisione dell'Ufficio di presidenza. Non si effettua alcuna distinzione nel trattamento degli ex deputati.

10.  Le norme di comportamento, i diritti e i privilegi degli ex deputati sono stabiliti con decisione dell'Ufficio di presidenza. Non si effettua alcuna distinzione nel trattamento degli ex deputati.

__________________

__________________

1 Cfr. allegato I.

1 Cfr. allegato I.

2 Registro introdotto dall'accordo tra il Parlamento europeo e la Commissione europea sull'istituzione di un registro per la trasparenza per le organizzazioni, le persone giuridiche e i lavoratori autonomi impegnati nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione (cfr. allegato IX, parte B).

 

3 Cfr. allegato IX, parte B.

 

4 Cfr. allegato 3 dell'accordo figurante all'allegato IX, parte B.

 

5 Cfr. allegato IX, parte A.

 

Motivazione

As regards the amendment to the title, it reflects the fact that the Register is mandatory for the institutions, not for those registered therein. Registration facilitates the interaction with the EU institutions which represents an important incentive.

Paragraph 3a (new) comes from Annex XV §2 1st subparagraph ("Members shall be held responsible for any failure by persons whom they employ or for whom they arrange access to Parliament to comply on Parliament's premises with the standards of conduct applicable to Members") and is reworded, with a view to clarifying its meaning.

As regards the amendment to paragraph 4, art. 34 § 9 of the Implementing measures concerning the Members' Statute, adopted by the Bureau, states the following: "The number of contracts between a Member and accredited assistants in force at any given time may not exceed three, regardless of the duration of work provided for in those contracts. This limit may be increased to four if an exemption is expressly granted by the President of Parliament following verification by the relevant department that the Member concerned has sufficient office space to comply with the standards applicable to the use of Parliament's buildings, taking into account also the number of trainees that may be present."

The contents of Rule 11(5) to (9) will become part of new Rule 116a and their wording will be streamlined.

Emendamento    10

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 12

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 12

Articolo 12

Indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)

Indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)

La disciplina comune prevista dall'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), che comprende i provvedimenti necessari per agevolare il regolare svolgimento delle indagini svolte dall'Ufficio, è applicabile all'interno del Parlamento, conformemente alla decisione del Parlamento che figura in allegato al presente regolamento6.

La disciplina comune prevista dall'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), che comprende i provvedimenti necessari per agevolare il regolare svolgimento delle indagini svolte dall'Ufficio, è applicabile all'interno del Parlamento, conformemente alla decisione del Parlamento del 18 novembre 1999 riguardante le condizioni e le modalità delle indagini interne in materia di lotta contro le frodi, la corruzione e ogni altra attività illecita lesiva degli interessi delle Comunità.

6 Cfr. allegato XI.

 

Emendamento    11

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 13

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 13

Articolo 13

Osservatori

Osservatori

1.  In seguito alla firma di un trattato relativo all'adesione di uno Stato all'Unione europea, il Presidente, previo accordo della Conferenza dei presidenti, può invitare il parlamento dello Stato aderente a designare fra i suoi membri un numero di osservatori pari al numero dei futuri seggi assegnati a tale Stato nel Parlamento europeo.

1.  In seguito alla firma di un trattato relativo all'adesione di uno Stato all'Unione europea, il Presidente, previo accordo della Conferenza dei presidenti, può invitare il parlamento dello Stato aderente a designare fra i suoi membri un numero di osservatori pari al numero dei futuri seggi assegnati a tale Stato nel Parlamento europeo.

2.  Tali osservatori prendono parte ai lavori del Parlamento in attesa dell'entrata in vigore del trattato di adesione e hanno diritto di parola in seno alle commissioni e ai gruppi politici. Non hanno diritto di voto né possono candidarsi per l'elezione a cariche in seno al Parlamento. La loro partecipazione non ha alcun effetto giuridico sulle deliberazioni del Parlamento.

2.  Tali osservatori prendono parte ai lavori del Parlamento in attesa dell'entrata in vigore del trattato di adesione e hanno diritto di parola in seno alle commissioni e ai gruppi politici. Non hanno diritto di voto né possono candidarsi per l'elezione a cariche in seno al Parlamento, né possono rappresentare il Parlamento all'esterno. La loro partecipazione non ha alcun effetto giuridico sulle deliberazioni del Parlamento.

3.  Il loro trattamento è assimilato a quello dei deputati al Parlamento europeo per quanto riguarda l'uso delle strutture e dei servizi del Parlamento e il rimborso delle spese sostenute nello svolgimento delle loro attività di osservatori.

3.  Il loro trattamento è assimilato a quello dei deputati al Parlamento europeo per quanto riguarda l'uso delle strutture e dei servizi del Parlamento e il rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno sostenute nello svolgimento delle loro attività di osservatori.

Emendamento    12

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 14

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 14

Articolo 14

Presidente provvisorio

Presidente provvisorio

1.  Nella seduta di cui all'articolo 146, paragrafo 2, così come in ogni altra seduta dedicata all'elezione del Presidente e dell'Ufficio di presidenza, il Presidente uscente o, in sua assenza, un vicepresidente uscente nell'ordine di precedenza o, in sua assenza, il deputato che ha esercitato il mandato per il periodo più lungo assume le funzioni di Presidente fino alla proclamazione dell'elezione del Presidente.

1.  Nella seduta di cui all'articolo 146, paragrafo 2, così come in ogni altra seduta dedicata all'elezione del Presidente e dell'Ufficio di presidenza, il Presidente uscente o, in sua assenza, un vicepresidente uscente nell'ordine di precedenza o, in sua assenza, il deputato che ha esercitato il mandato per il periodo più lungo assume le funzioni di Presidente fino alla proclamazione dell'elezione del Presidente.

2.  Sotto la presidenza del deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma del paragrafo 1 non può aver luogo alcuna discussione il cui oggetto sia estraneo all'elezione del Presidente o alla verifica dei poteri.

2.  Sotto la presidenza del deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma del paragrafo 1 non può aver luogo alcuna discussione il cui oggetto sia estraneo all'elezione del Presidente o alla verifica dei poteri in conformità dell'articolo 3, paragrafo 2. Qualsiasi altra questione attinente alla verifica dei poteri sollevata durante la sua presidenza è deferita alla commissione competente.

Il deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma del paragrafo 1 esercita i poteri del Presidente di cui all'articolo 3, paragrafo 2, secondo comma. Qualsiasi altra questione attinente alla verifica dei poteri sollevata durante la sua presidenza è deferita alla commissione incaricata della verifica dei poteri.

 

Motivazione

L'interpretazione è stata incorporata nel paragrafo 2.

Emendamento    13

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 15

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 15

Articolo 15

Candidature e disposizioni generali

Candidature e disposizioni generali

1.  Il Presidente, i vicepresidenti e i Questori sono eletti a scrutinio segreto, conformemente al disposto dell'articolo 182. Le candidature devono essere presentate con il consenso degli interessati. Esse possono essere presentate unicamente da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati. Tuttavia, qualora il numero delle candidature non superi il numero dei seggi da assegnare, i candidati possono essere eletti per acclamazione.

1.  Il Presidente è eletto a scrutinio segreto, seguito dai vicepresidenti e dai Questori, conformemente al disposto dell'articolo 182.

 

Le candidature devono essere presentate con il consenso degli interessati e possono essere presentate unicamente da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati. Prima di ciascuno scrutinio possono essere presentate nuove candidature.

 

Qualora il numero delle candidature non superi il numero dei seggi da assegnare, i candidati sono eletti per acclamazione, a meno che almeno un quinto dei deputati che compongono il Parlamento richiedano uno scrutinio segreto.

 

In caso di scrutinio unico per più di un titolare di carica, la scheda è valida solo se sono stati espressi più della metà dei voti disponibili.

Se un solo vicepresidente deve essere sostituito, e in caso ci sia solo un candidato, questi può essere eletto per acclamazione. Il Presidente dispone del potere discrezionale di decidere che si proceda all'elezione per acclamazione o a scrutinio segreto. Il candidato eletto prende, nell'ordine di precedenza, il posto del vicepresidente che sostituisce.

 

2.  Nelle elezioni del Presidente, dei vicepresidenti e dei Questori, congiuntamente considerati, è opportuno complessivamente tener conto di un'equa rappresentanza degli Stati membri e degli orientamenti politici.

2.  Nelle elezioni del Presidente, dei vicepresidenti e dei Questori, congiuntamente considerati, è opportuno complessivamente tener conto di un'equa rappresentanza degli orientamenti politici come pure del genere e dell'equilibrio geografico.

Motivazione

Per quanto riguarda le modifiche al paragrafo 1, comma 1, secondo la prassi attuale alcuni gruppi politici presentano le candidature in una volta sola per tutti gli scrutini, mentre altri le presentano prima di ciascun scrutinio. Questa modifica è rispecchiata anche all'articolo 16.

Il testo dell'interpretazione è soppresso in quanto le prime due frasi sono incluse nel terzo comma del paragrafo 1. L'ultima frase non aggiunge nulla all'articolo 20, paragrafo 1, secondo comma, ed è pertanto soppressa.

La modifica al paragrafo 2 è intesa a uniformare la formulazione a quella usata nello statuto dei funzionari.

Emendamento    14

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 16

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 16

Articolo 16

Elezione del Presidente - Allocuzione inaugurale

Elezione del Presidente - Allocuzione inaugurale

1.  Si procede innanzitutto all'elezione del Presidente. Le candidature devono essere presentate, prima di ogni scrutinio, al deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma dell'articolo 14, il quale ne informa il Parlamento. Se, dopo tre scrutini, nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi, possono essere candidati al quarto scrutinio soltanto i due deputati che, al terzo scrutinio, abbiano ottenuto il maggior numero di voti; in caso di parità di voti, è proclamato eletto il candidato più anziano.

1.  Le candidature alla carica di Presidente devono essere presentate al deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma dell'articolo 14, il quale ne informa il Parlamento. Se, dopo tre scrutini, nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi, in deroga all'articolo 15, paragrafo 1, possono essere candidati al quarto scrutinio soltanto i due deputati che, al terzo scrutinio, abbiano ottenuto il maggior numero di voti; in caso di parità di voti, è proclamato eletto il candidato più anziano.

2.  Non appena il Presidente è stato eletto, il deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma dell'articolo 14 gli cede il seggio presidenziale. Solo il Presidente eletto può pronunciare un'allocuzione inaugurale.

2.  Non appena il Presidente è stato eletto, il deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma dell'articolo 14 gli cede il seggio presidenziale. Solo il Presidente eletto può pronunciare un'allocuzione inaugurale.

Motivazione

La soppressione dei termini "prima di ogni scrutinio" rispecchia le proposte di modifica dell'articolo 15, paragrafo 1.

Emendamento    15

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 17

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 17

Articolo 17

Elezione dei vicepresidenti

Elezione dei vicepresidenti

1.  Successivamente si procede all'elezione, con un'unica scheda, dei vicepresidenti. Sono eletti al primo scrutinio, fino a un massimo di quattordici deputati e nell'ordine numerico dei voti riportati, i candidati che hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi. Se il numero dei candidati eletti è inferiore al numero dei seggi da assegnare, si procede a un secondo scrutinio, con le stesse modalità, per l'assegnazione dei seggi restanti. Qualora un terzo scrutinio si renda necessario, l'elezione ha luogo a maggioranza relativa per i seggi che rimangono da attribuire; in caso di parità di voti, sono proclamati eletti i candidati più anziani.

1.  Successivamente si procede all'elezione, con un unico scrutinio, dei vicepresidenti. Sono eletti al primo scrutinio, fino a un massimo di quattordici deputati e nell'ordine numerico dei voti riportati, i candidati che hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi. Se il numero dei candidati eletti è inferiore al numero dei seggi da assegnare, si procede a un secondo scrutinio, con le stesse modalità, per l'assegnazione dei seggi restanti. Qualora un terzo scrutinio si renda necessario, l'elezione ha luogo a maggioranza relativa per i seggi che rimangono da attribuire; in caso di parità di voti, sono proclamati eletti i candidati più anziani.

Sebbene, a differenza di quanto previsto dall'articolo 16, paragrafo 1, la presentazione di nuove candidature tra uno scrutinio e l'altro non sia espressamente prevista per l'elezione dei vicepresidenti, essa è di diritto, in ragione della sovranità dell'Assemblea, la quale deve potersi esprimere su tutte le candidature possibili, tanto più che la mancanza di questa facoltà potrebbe ostacolare il corretto svolgimento dell'elezione.

 

2.  Fatte salve le disposizioni dell'articolo 20, paragrafo 1, l'ordine di precedenza dei vicepresidenti è determinato dall'ordine secondo il quale essi sono stati eletti e, in caso di parità di voti, dall'età.

2.  Fatte salve le disposizioni dell'articolo 20, paragrafo 1, l'ordine di precedenza dei vicepresidenti è determinato dall'ordine secondo il quale essi sono stati eletti e, in caso di parità di voti, dall'età.

Qualora l'elezione abbia avuto luogo per acclamazione, si procede a una votazione a scrutinio segreto per stabilire l'ordine di precedenza.

Qualora l'elezione abbia avuto luogo per acclamazione, si procede a una votazione a scrutinio segreto per stabilire l'ordine di precedenza.

Motivazione

Il testo dell'interpretazione è soppresso ed è integrato nelle proposte di modifica dell'articolo 15, paragrafo 1.

Emendamento    16

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 18

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 18

Articolo 18

Elezione dei Questori

Elezione dei Questori

Eletti i vicepresidenti, il Parlamento procede all'elezione di cinque Questori.

Il Parlamento procede all'elezione di cinque Questori secondo la stessa procedura applicabile all'elezione dei vicepresidenti.

Tale elezione si svolge secondo la stessa procedura applicabile all'elezione dei vicepresidenti.

 

Motivazione

I due commi dell'articolo 18 sono uniti tra loro.

Emendamento    17

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 19

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 19

Articolo 19

Durata delle cariche

Durata delle cariche

1.  La durata delle cariche di Presidente, di vicepresidente e di Questore è di due anni e mezzo.

1.  La durata delle cariche di Presidente, di vicepresidente e di Questore è di due anni e mezzo.

Il deputato che passi a un altro gruppo politico conserva per la durata restante della carica di due anni e mezzo il seggio da lui eventualmente occupato nell'Ufficio di presidenza o nel Collegio dei Questori.

Il deputato che passi a un altro gruppo politico conserva per la durata restante della carica di due anni e mezzo il seggio da lui eventualmente occupato nell'Ufficio di presidenza o nella carica di Questore.

2.  Qualora si verifichi una vacanza per una di queste cariche prima della scadenza di tale termine, il deputato eletto a tal fine ricoprirà la carica solo per il periodo restante del mandato del suo predecessore.

2.  Qualora si verifichi una vacanza per una di queste cariche prima della scadenza di tale termine, il deputato eletto a tal fine ricoprirà la carica solo per il periodo restante del mandato del suo predecessore.

Emendamento    18

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 20

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 20

Articolo 20

Vacanza

Vacanza

1.  Qualora il Presidente, un vicepresidente o un Questore debba essere sostituito, si procede all'elezione del successore, conformemente alle disposizioni che precedono.

1.  Qualora il Presidente, un vicepresidente o un Questore debba essere sostituito, si procede all'elezione del successore, conformemente alle disposizioni che precedono.

Il nuovo vicepresidente prende, nell'ordine di precedenza, il posto del vicepresidente uscente.

Il nuovo vicepresidente prende, nell'ordine di precedenza, il posto del vicepresidente uscente.

2.  Qualora si renda vacante la carica di Presidente, il primo vicepresidente esercita tale funzione fino all'elezione del nuovo Presidente.

2.  Qualora si renda vacante la carica di Presidente, un vicepresidente, seguendo l'ordine di precedenza, esercita tale funzione fino all'elezione del nuovo Presidente.

Emendamento    19

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 22

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 22

Articolo 22

Attribuzioni del Presidente

Attribuzioni del Presidente

1.  Il Presidente dirige, nelle condizioni previste dal presente regolamento, l'insieme dei lavori del Parlamento e dei suoi organi. Egli dispone di tutti i poteri necessari per presiedere alle deliberazioni del Parlamento e per assicurarne il buono svolgimento.

1.  Il Presidente dirige, in conformità del presente regolamento, l'insieme dei lavori del Parlamento e dei suoi organi. Egli dispone di tutti i poteri necessari per presiedere alle deliberazioni del Parlamento e per assicurarne il buono svolgimento.

La presente disposizione può essere interpretata in modo tale che tra i poteri da essa conferiti al Presidente rientri anche quello di porre fine a un eccessivo ricorso a prassi quali richiami al regolamento, mozioni di procedura e dichiarazioni di voto, nonché richieste di votazioni distinte, per parti separate o per appello nominale, nei casi in cui il Presidente ritenga che vi sia il chiaro intento di pregiudicare in modo grave e duraturo lo svolgimento dei lavori dell'Aula o i diritti degli altri deputati.

 

Tra i poteri conferiti dalla presente disposizione rientra anche quello di mettere in votazione testi in ordine diverso da quello previsto nel documento oggetto della votazione. In analogia con quanto previsto all'articolo 174, paragrafo 7, il Presidente può chiedere l'accordo del Parlamento prima di procedere.

 

2.  Il Presidente apre, sospende e toglie le sedute. Decide in merito alla ricevibilità degli emendamenti nonché in merito alle interrogazioni al Consiglio e alla Commissione e alla conformità delle relazioni con il regolamento. Fa osservare il regolamento, mantiene l'ordine, concede la facoltà di parlare, dichiara chiuse le discussioni, mette le questioni ai voti e proclama i risultati delle votazioni. Trasmette inoltre alle commissioni le comunicazioni che sono di loro competenza.

2.  Il Presidente apre, sospende e toglie le sedute. Decide in merito alla ricevibilità degli emendamenti e degli altri testi posti in votazione nonché in merito alla ricevibilità delle interrogazioni parlamentari. Fa osservare il regolamento, mantiene l'ordine, concede la facoltà di parlare, dichiara chiuse le discussioni, mette le questioni ai voti e proclama i risultati delle votazioni. Trasmette inoltre alle commissioni le comunicazioni che sono di loro competenza.

3. Il Presidente può prendere la parola in una discussione solo per esporre lo stato della questione e richiamare alla medesima; se intende partecipare a una discussione, abbandona il seggio presidenziale e può rioccuparlo solo dopo che la discussione sulla questione sia terminata.

3. Il Presidente può prendere la parola in una discussione solo per esporre lo stato della questione e richiamare alla medesima; se intende partecipare a una discussione, abbandona il seggio presidenziale e può rioccuparlo solo dopo che la discussione sulla questione sia terminata.

4. Nelle relazioni internazionali, nelle cerimonie, negli atti amministrativi, giudiziari o finanziari il Parlamento è rappresentato dal suo Presidente, che può delegare tale potere.

4. Nelle relazioni internazionali, nelle cerimonie, negli atti amministrativi, giudiziari o finanziari il Parlamento è rappresentato dal suo Presidente, che può delegare tale potere.

 

4 bis.  Il Presidente è responsabile della sicurezza e dell'inviolabilità degli edifici del Parlamento europeo.

Motivazione

The contents of the first interpretation after paragraph 1 shall be transformed into a provision of the title on plenary sessions (Rule 164a), whilethe contents of the second interpretation shall be transformed into a provision of the title on plenary sessions (Rule 174).

The suggested change to paragraph 2 reflects the current practice according to which the President rules as inadmissible not only amendments, but also paragraphs of reports which are in violation of primary Union law or risk damaging Parliament's interest or reputation.

The new paragraph 4a reflects the current practice according to which the President is the highest authority as regards the waiver of the inviolability of Parliament's premises and archives (Articles 1 and 2 PPI) and its security.

Emendamento    20

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 23

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 23

Articolo 23

Attribuzioni dei vicepresidenti

Attribuzioni dei vicepresidenti

1.   Il Presidente, in caso di assenza, di impedimento o qualora intenda partecipare a una discussione a norma dell'articolo 22, paragrafo 3, è sostituito da uno dei vicepresidenti in conformità dell'articolo 17, paragrafo 2.

1.   Il Presidente, in caso di assenza, di impedimento o qualora intenda partecipare a una discussione a norma dell'articolo 22, paragrafo 3, è sostituito da uno dei vicepresidenti in conformità dell'articolo 17, paragrafo 2.

2.   I vicepresidenti assolvono altresì le funzioni che sono loro attribuite a norma degli articoli 25, 27, paragrafi 3 e 5, e 71, paragrafo 3.

2.   I vicepresidenti assolvono altresì le funzioni che sono loro attribuite a norma degli articoli 25, 27, paragrafi 3 e 5, e 71, paragrafo 3.

3.  Il Presidente può delegare ai vicepresidenti qualsiasi funzione, come quella di rappresentare il Parlamento in relazione a cerimonie o atti determinati. In particolare, può incaricare un vicepresidente di assumere le responsabilità conferite al Presidente a norma dell'articolo 130, paragrafo 2, e dell'allegato II, paragrafo 3.

3.  Il Presidente può delegare ai vicepresidenti qualsiasi funzione, come quella di rappresentare il Parlamento in relazione a cerimonie o atti determinati. In particolare, può incaricare un vicepresidente di assumere le responsabilità conferite al Presidente a norma dell'articolo 129, paragrafo 2, e dell'articolo 130, paragrafo 2.

Motivazione

L'allegato II sarà soppresso. Si vedano le modifiche proposte all'articolo 129.

Emendamento    21

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 25

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 25

Articolo 25

Attribuzioni dell'Ufficio di presidenza

Attribuzioni dell'Ufficio di presidenza

1.  L'Ufficio di presidenza svolge i compiti a esso affidati dal presente regolamento.

1.  L'Ufficio di presidenza svolge i compiti a esso affidati dal presente regolamento.

2.  L'Ufficio di presidenza adotta decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti l'organizzazione interna del Parlamento, il suo Segretariato e i suoi organi.

2.  L'Ufficio di presidenza adotta decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti l'organizzazione interna del Parlamento, il suo Segretariato e i suoi organi.

3.  L'Ufficio di presidenza adotta decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti i deputati, su proposta del Segretario generale o di un gruppo politico.

3.  L'Ufficio di presidenza adotta decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti i deputati, su proposta del Segretario generale o di un gruppo politico.

4.  L'Ufficio di presidenza disciplina le questioni relative allo svolgimento delle sedute.

4.  L'Ufficio di presidenza disciplina le questioni relative allo svolgimento delle sedute.

Il termine "svolgimento delle sedute" comprende la questione del comportamento dei deputati all'interno di tutti i locali del Parlamento.

 

5.  L'Ufficio di presidenza adotta le disposizioni previste all'articolo 35 per i deputati non iscritti.

5.  L'Ufficio di presidenza adotta le disposizioni previste all'articolo 35 per i deputati non iscritti.

6.  L'Ufficio di presidenza stabilisce l'organigramma del Segretariato generale e i regolamenti relativi alla situazione amministrativa e finanziaria dei funzionari e degli altri agenti.

6.  L'Ufficio di presidenza stabilisce l'organigramma del Segretariato generale e i regolamenti relativi alla situazione amministrativa e finanziaria dei funzionari e degli altri agenti.

7.  L'Ufficio di presidenza stabilisce il progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento.

7.  L'Ufficio di presidenza stabilisce il progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento.

8.  L'Ufficio di presidenza adotta le direttive per i Questori conformemente all'articolo 28.

8.  L'Ufficio di presidenza adotta le direttive per i Questori e può chiedere che essi svolgano determinati compiti.

9.  L'Ufficio di presidenza è l'organo competente ad autorizzare le riunioni di commissione al di fuori dei luoghi abituali di lavoro, le audizioni, nonché i viaggi di studio e di informazione effettuati dai relatori.

9.  L'Ufficio di presidenza è l'organo competente ad autorizzare le riunioni o le missioni delle commissioni al di fuori dei luoghi abituali di lavoro, le audizioni, nonché i viaggi di studio e di informazione effettuati dai relatori.

Allorquando tali riunioni sono autorizzate, il regime linguistico è fissato a partire dalle lingue ufficiali utilizzate e richieste dai membri e dai membri supplenti della commissione.

Allorquando tali riunioni o missioni sono autorizzate, il regime linguistico è fissato a partire dal Codice di condotta sul multilinguismo adottato dall'Ufficio di presidenza. Nello stesso modo si procede anche per quanto riguarda le delegazioni.

Nello stesso modo si procede per quanto riguarda le delegazioni, fatto salvo il consenso dei membri e dei membri supplenti interessati.

 

10.  L'Ufficio di presidenza nomina il Segretario generale conformemente all'articolo 222.

10.  L'Ufficio di presidenza nomina il Segretario generale conformemente all'articolo 222.

11.  L'Ufficio di presidenza fissa le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 2004/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici a livello europeo e svolge, nel quadro dell'attuazione di detto regolamento, i compiti che gli sono attribuiti dal presente regolamento.

11.  L'Ufficio di presidenza fissa le modalità di applicazione del regolamento relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici e delle fondazioni a livello europeo.

12.  L'Ufficio di presidenza stabilisce le norme concernenti il trattamento di informazioni riservate da parte del Parlamento e dei suoi organi, di titolari di cariche e di altri deputati, tenendo conto degli eventuali accordi interistituzionali conclusi in materia. Tali norme sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e allegate al presente regolamento7.

12.  L'Ufficio di presidenza stabilisce le norme concernenti il trattamento di informazioni riservate da parte del Parlamento e dei suoi organi, di titolari di cariche e di altri deputati, tenendo conto degli eventuali accordi interistituzionali conclusi in materia. Tali norme sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

13.  Il Presidente e/o l'Ufficio di presidenza possono affidare a uno o più membri dell'Ufficio di presidenza compiti generali o particolari rientranti nelle competenze del Presidente e/o dell'Ufficio di presidenza. Allo stesso tempo vengono determinate le modalità di esecuzione di tali compiti.

13.  Il Presidente e/o l'Ufficio di presidenza possono affidare a uno o più membri dell'Ufficio di presidenza compiti generali o particolari rientranti nelle competenze del Presidente e/o dell'Ufficio di presidenza. Allo stesso tempo vengono determinate le modalità di esecuzione di tali compiti.

14.  L'Ufficio di presidenza designa due vicepresidenti ai quali è affidato il compito di occuparsi delle relazioni con i parlamenti nazionali.

14.  L'Ufficio di presidenza designa due vicepresidenti ai quali è affidato il compito di occuparsi delle relazioni con i parlamenti nazionali.

Essi riferiscono regolarmente alla Conferenza dei presidenti sulle loro attività in materia.

 

 

14 bis.  L'Ufficio di presidenza designa un vicepresidente al quale è affidato il compito dell'attuazione di consultazioni strutturate con la società civile europea su argomenti di rilievo.

 

14 ter.  L'Ufficio di presidenza è competente per l'applicazione dello Statuto dei deputati e decide riguardo agli importi delle indennità sulla base del bilancio annuale.

15.  In occasione della rielezione del Parlamento, l'Ufficio di presidenza uscente resta in carica fino alla prima seduta del nuovo Parlamento.

 

__________________

 

7 Cfr. allegato VII, parte E.

 

Motivazione

The changes to paragraph 9 subparagraph 2, reflect the provisions of the Code of Conduct on multi-lingualism adopted by the Bureau on the basis of the competences conferred upon it by the current Rule.

As regards the changes to paragraph 11, the last sentence is deleted as it repeats paragraph 1. The amendments means to align the text of the Rule with the new Regulation.

Paragraph 14 subparagraph 2 is deleted here and moved under Rule 27(3).

The content for paragraph 14a (new)comes from the last sentence of Rule 27(5) and the wording is aligned with Rule 25(14).

This sentence in paragraph 14b(new) is taken from current Rule 10 and is slightly reworded to replace ("financial envelopes" is replaced by "allowances").

Paragraph 15 is deleted, as a new Rule 30a will cover all bodies and office holders.

Emendamento    22

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 26

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 26

Articolo 26

Composizione della Conferenza dei presidenti

Composizione della Conferenza dei presidenti

1.  La Conferenza dei presidenti è composta dal Presidente del Parlamento e dai presidenti dei gruppi politici. Il presidente di un gruppo politico può farsi rappresentare da un membro del suo gruppo.

1.  La Conferenza dei presidenti è composta dal Presidente del Parlamento e dai presidenti dei gruppi politici. Il presidente di un gruppo politico può farsi rappresentare da un membro del suo gruppo.

2.  Il Presidente del Parlamento invita uno dei deputati non iscritti alle riunioni della Conferenza dei presidenti, alle quali prende parte senza diritto di voto.

2.  Il Presidente del Parlamento, dopo aver dato l'opportunità ai deputati non iscritti di esprimere il loro parare, invita uno di loro alle riunioni della Conferenza dei presidenti, alle quali prende parte senza diritto di voto.

3.  La Conferenza dei presidenti cerca di raggiungere un consenso sulle questioni che le sono deferite.

3.  La Conferenza dei presidenti cerca di raggiungere un consenso sulle questioni che le sono deferite.

Qualora non possa essere raggiunto tale consenso, si procede a una votazione ponderata in funzione della consistenza numerica di ciascun gruppo politico.

Qualora non possa essere raggiunto tale consenso, si procede a una votazione ponderata in funzione della consistenza numerica di ciascun gruppo politico.

Emendamento    23

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 27

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 27

Articolo 27

Attribuzioni della Conferenza dei presidenti

Attribuzioni della Conferenza dei presidenti

1.  La Conferenza dei presidenti svolge i compiti a essa affidati dal presente regolamento.

1.  La Conferenza dei presidenti svolge i compiti a essa affidati dal presente regolamento.

2.  La Conferenza dei presidenti delibera sull'organizzazione dei lavori del Parlamento e sulle questioni connesse alla programmazione legislativa.

2.  La Conferenza dei presidenti delibera sull'organizzazione dei lavori del Parlamento e sulle questioni connesse alla programmazione legislativa.

3.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per le questioni relative alle relazioni con le altre istituzioni e gli altri organi dell'Unione europea nonché con i parlamenti nazionali degli Stati membri.

3.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per le questioni relative alle relazioni con le altre istituzioni e gli altri organi dell'Unione europea nonché con i parlamenti nazionali degli Stati membri. I vicepresidenti ai quali è stato affidato il compito di occuparsi delle relazioni con i parlamenti nazionali riferiscono regolarmente alla Conferenza dei presidenti sulle loro attività in materia.

4.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per le questioni relative alle relazioni con i paesi terzi e con istituzioni od organizzazioni extracomunitarie.

4.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per le questioni relative alle relazioni con i paesi terzi e con istituzioni od organizzazioni extracomunitarie.

5.  La Conferenza dei presidenti è responsabile dell'organizzazione di consultazioni strutturate con la società civile europea su argomenti di rilievo. Ciò può includere l'organizzazione di dibattiti pubblici su argomenti d'interesse generale europeo, aperti alla partecipazione dei cittadini interessati. L'Ufficio di presidenza nomina un vicepresidente competente per l'attuazione di queste consultazioni, il quale riferisce alla Conferenza dei presidenti.

5.  La Conferenza dei presidenti è responsabile dell'organizzazione di consultazioni strutturate con la società civile europea su argomenti di rilievo. Ciò può includere l'organizzazione di dibattiti pubblici su argomenti d'interesse generale europeo, aperti alla partecipazione dei cittadini interessati. Il vicepresidente competente per l'attuazione di queste consultazioni riferisce regolarmente alla Conferenza dei presidenti sulle sue attività in materia.

6.  La Conferenza dei presidenti fissa il progetto di ordine del giorno delle tornate del Parlamento.

6.  La Conferenza dei presidenti fissa il progetto di ordine del giorno delle tornate del Parlamento.

7.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per quanto concerne la composizione e le competenze delle commissioni e delle commissioni d'inchiesta nonché delle commissioni parlamentari miste, delle delegazioni permanenti e delle delegazioni ad hoc.

7.  La Conferenza dei presidenti presenta al Parlamento proposte per quanto concerne la composizione e le competenze delle commissioni e delle commissioni d'inchiesta nonché delle commissioni parlamentari miste e delle delegazioni permanenti. La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per l'autorizzazione delle delegazioni ad hoc.

8. La Conferenza dei presidenti decide in merito alla ripartizione dei posti in Aula conformemente all'articolo 36.

8. La Conferenza dei presidenti decide in merito alla ripartizione dei posti in Aula conformemente all'articolo 36.

9. La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per l'autorizzazione delle relazioni d'iniziativa.

9. La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per l'autorizzazione delle relazioni d'iniziativa.

10. La Conferenza dei presidenti presenta all'Ufficio di presidenza proposte in merito a problemi amministrativi e finanziari dei gruppi politici.

10. La Conferenza dei presidenti presenta all'Ufficio di presidenza proposte in merito a problemi amministrativi e finanziari dei gruppi politici.

Motivazione

Il testo aggiunto al paragrafo 3 è ripreso dall'articolo 25, paragrafo 14.

Per quanto riguarda le modifiche al paragrafo 5, esse sono collegate all'aggiunta del paragrafo 14 bis all'articolo 25.

Emendamento    24

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 28

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 28

Articolo 28

Attribuzioni dei Questori

Attribuzioni dei Questori

I Questori sono incaricati di compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati, secondo direttive fissate dall'Ufficio di presidenza.

I Questori sono incaricati di compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati, secondo direttive fissate dall'Ufficio di presidenza, come pure degli altri compiti loro affidati.

Emendamento    25

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 29

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 29

Articolo 29

Conferenza dei presidenti di commissione

Conferenza dei presidenti di commissione

1.  La Conferenza dei presidenti di commissione è composta dai presidenti di tutte le commissioni permanenti e speciali. Essa elegge il proprio presidente.

1.  La Conferenza dei presidenti di commissione è composta dai presidenti di tutte le commissioni permanenti e speciali. Essa elegge il proprio presidente.

In caso di assenza del Presidente, è il decano d'età (o in caso di impedimento di quest'ultimo il deputato più anziano presente) a assumere la presidenza della riunione.

1 bis.  In caso di assenza del Presidente, è il decano d'età a assumere la presidenza della riunione.

2.  La Conferenza dei presidenti di commissione può presentare alla Conferenza dei presidenti proposte in merito ai lavori delle commissioni e alla fissazione dell'ordine del giorno delle tornate.

2.  La Conferenza dei presidenti di commissione può presentare alla Conferenza dei presidenti proposte in merito ai lavori delle commissioni e alla fissazione dell'ordine del giorno delle tornate.

3.  L'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei presidenti possono delegare alla Conferenza dei presidenti di commissione determinate attribuzioni.

3.  L'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei presidenti possono delegare alla Conferenza dei presidenti di commissione determinate attribuzioni.

Motivazione

Il testo dell'interpretazione è trasformato in un paragrafo. La soppressione non modifica in alcun modo la sostanza.

Emendamento    26

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 30

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 30

Articolo 30

Conferenza dei presidenti di delegazione

Conferenza dei presidenti di delegazione

1.  La Conferenza dei presidenti di delegazione è composta dai presidenti di tutte le delegazioni interparlamentari permanenti. Essa elegge il proprio presidente.

1.  La Conferenza dei presidenti di delegazione è composta dai presidenti di tutte le delegazioni interparlamentari permanenti. Essa elegge il proprio presidente.

In caso di assenza del Presidente, è il decano d'età (o in caso di impedimento di quest'ultimo il deputato più anziano presente) a assumere la presidenza della riunione.

1 bis.   In caso di assenza del Presidente, è il decano d'età a assumere la presidenza della riunione.

2.  La Conferenza dei presidenti di delegazione può presentare alla Conferenza dei presidenti proposte in merito ai lavori delle delegazioni.

2.  La Conferenza dei presidenti di delegazione può presentare alla Conferenza dei presidenti proposte in merito ai lavori delle delegazioni.

3.  L'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei presidenti possono delegare alla Conferenza dei presidenti di delegazione determinate attribuzioni.

3.  L'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei presidenti possono delegare alla Conferenza dei presidenti di delegazione determinate attribuzioni.

Motivazione

Il testo dell'interpretazione è trasformato in un paragrafo. La soppressione non modifica in alcun modo la sostanza.

Emendamento    27

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 30 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 30 bis

 

Continuità delle cariche durante il periodo elettorale

 

In occasione della rielezione del Parlamento, tutti gli organi e i titolari di carica del Parlamento uscente continuano a esercitare le loro funzioni fino alla prima seduta del nuovo Parlamento.

Motivazione

Il testo è ripreso dall'articolo 25, paragrafo 15, ampliandone la portata.

Emendamento    28

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 31

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 31

Articolo 31

Informazioni sull'attività dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti

Informazioni sull'attività dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti

1.  I processi verbali dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti sono tradotti nelle lingue ufficiali, stampati e distribuiti a tutti i deputati e sono accessibili al pubblico, salvo che, in casi eccezionali, l'Ufficio di presidenza o la Conferenza dei presidenti, per i motivi di riservatezza definiti all'articolo 4, paragrafi da 1 a 4, del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, decidano altrimenti per quanto riguarda determinati punti dei processi verbali.

1.  I processi verbali dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti sono tradotti nelle lingue ufficiali e distribuiti a tutti i deputati e sono accessibili al pubblico, salvo che, in casi eccezionali, l'Ufficio di presidenza o la Conferenza dei presidenti, per i motivi di riservatezza a norma dell'articolo 4, paragrafi da 1 a 4, del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, decidano altrimenti per quanto riguarda determinati punti dei processi verbali.

2.  Ogni deputato può presentare interrogazioni attinenti all'attività dell'Ufficio di presidenza, della Conferenza dei presidenti e dei Questori. Tali interrogazioni sono presentate per iscritto al Presidente, notificate ai deputati e pubblicate sul sito internet del Parlamento entro il termine di trenta giorni dalla presentazione.

2.  Ogni deputato può presentare interrogazioni attinenti all'esercizio da parte dell'Ufficio di presidenza, della Conferenza dei presidenti e dei Questori delle rispettive attribuzioni. Tali interrogazioni sono presentate per iscritto al Presidente, notificate ai deputati e pubblicate sul sito internet del Parlamento entro il termine di trenta giorni dalla presentazione.

Motivazione

La modifica è intesa a chiarire la disposizione, in quanto il termine "attività", utilizzato nel testo in vigore, ha un significato troppo ampio e, secondo il servizio competente, molte interrogazioni presentate non riguardano l'ambito di attività dei tre organi in questione.

Emendamento    29

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 32

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 32

Articolo 32

Costituzione di gruppi politici

Costituzione e scioglimento di gruppi politici

1.  I deputati possono organizzarsi in gruppi secondo le affinità politiche.

1.  I deputati possono organizzarsi in gruppi secondo le affinità politiche.

Non è necessario di norma che il Parlamento valuti l'affinità politica dei membri di un gruppo. Al momento di formare un gruppo sulla base del presente articolo, i deputati interessati accettano per definizione di avere un'affinità politica. Soltanto quando questa è negata dai deputati interessati è necessario che il Parlamento valuti se il gruppo è stato costituito in conformità del regolamento.

Non è necessario di norma che il Parlamento valuti l'affinità politica dei membri di un gruppo. Al momento di formare un gruppo sulla base del presente articolo, i deputati interessati accettano per definizione di avere un'affinità politica. Soltanto quando questa è negata dai deputati interessati è necessario che il Parlamento valuti se il gruppo è stato costituito in conformità del regolamento.

2.  Un gruppo politico è composto da deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri. Per costituire un gruppo politico occorre un numero minimo di venticinque deputati.

2.  Un gruppo politico è composto da deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri. Per costituire un gruppo politico occorre un numero minimo di venticinque deputati.

3.  Se la consistenza numerica di un gruppo scende al di sotto della soglia richiesta, il Presidente, previo accordo della Conferenza dei presidenti, può autorizzare il gruppo ad esistere fino alla successiva seduta costitutiva del Parlamento, a condizione che:

3.  Se la consistenza numerica di un gruppo scende al di sotto di una delle soglie richieste, il Presidente, previo accordo della Conferenza dei presidenti, può autorizzare il gruppo ad esistere fino alla successiva seduta costitutiva del Parlamento, a condizione che:

–  i suoi membri continuino a rappresentare almeno un quinto degli Stati membri;

–  i suoi membri continuino a rappresentare almeno un quinto degli Stati membri;

–  il gruppo esista da più di un anno.

–  il gruppo esista da più di un anno.

Il Presidente non concede questa deroga qualora vi siano elementi sufficienti per sospettare una sua applicazione abusiva.

Il Presidente non concede questa deroga qualora vi siano elementi sufficienti per sospettare una sua applicazione abusiva.

4.  Un deputato può appartenere a un solo gruppo politico.

4.  Un deputato può appartenere a un solo gruppo politico.

5.  La costituzione di un gruppo politico deve essere dichiarata al Presidente. Tale dichiarazione deve indicare la denominazione del gruppo, il nome dei suoi membri e la composizione del suo ufficio di presidenza.

5.  La costituzione di un gruppo politico deve essere dichiarata al Presidente. Tale dichiarazione deve indicare la denominazione del gruppo, il nome dei suoi membri e la composizione del suo ufficio di presidenza. La dichiarazione è firmata da tutti i membri del gruppo.

6.  La dichiarazione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

6.  La dichiarazione è allegata al processo verbale della tornata durante la quale viene comunicata la costituzione del gruppo politico.

 

6 bis.  Il Presidente comunica la costituzione dei gruppi politici in Aula. Tale comunicazione ha effetti giuridici retroattivi a partire dal momento in cui il gruppo ha notificato la sua costituzione al Presidente in conformità del presente articolo.

 

Il Presidente comunica anche lo scioglimento dei gruppi politici in Aula. Tale comunicazione avrà effetti giuridici a partire dal giorno successivo al momento in cui il gruppo non soddisfa più le condizioni per la sua esistenza.

Motivazione

The change to the title aligns it with the provisions for the constitution/dissolution of the political groups (Rule 32 6a).

The current wording of paragraph 3 subparagraph 1 uses "threshold" in singular while there are two thresholds.

As regards the amendments to paragraph 5, the formality of signatures would increase the legal certainty of the statement submitted to the President.

Paragraph 6 has hardly ever been applied as it stands and certainly not during the last years. Therefore it is proposed to delete the reference to the publication in the Official journal and bring the provision in line with the practice.

As regards the addition of paragraph 6a, is aims at clarifying that a declaration by the President – in his role as a "notary" - is necessary for the establishment of the group, with retroactive effect to the moment when the group validly notified its establishment and, for its dissolution, also a declaration of President with effects on the day following the moment when the conditions failed to be complied with by the group.

Emendamento    30

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 33

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 33

Articolo 33

Attività e status giuridico dei gruppi politici

Attività e status giuridico dei gruppi politici

1.  I gruppi politici esercitano le loro funzioni nel quadro delle attività dell'Unione europea, compresi i compiti loro assegnati dal regolamento. I gruppi politici dispongono di una segreteria, nell'ambito dell'organigramma del Segretariato generale, nonché delle strutture amministrative e degli stanziamenti previsti nel bilancio del Parlamento.

1.  I gruppi politici esercitano le loro funzioni nel quadro delle attività dell'Unione europea, compresi i compiti loro assegnati dal regolamento. I gruppi politici dispongono di una segreteria, nell'ambito dell'organigramma del Segretariato generale, nonché delle strutture amministrative e degli stanziamenti previsti nel bilancio del Parlamento.

2.  L'Ufficio di presidenza fissa le disposizioni relative alla concessione, all'esecuzione e al controllo di tali strutture e stanziamenti nonché alle relative deleghe dei poteri di esecuzione del bilancio.

2.  L'Ufficio di presidenza, sulla base delle proposte presentate dalla Conferenza dei presidenti, fissa le disposizioni relative alla concessione, all'esecuzione e al controllo di tali strutture e stanziamenti nonché alle relative deleghe dei poteri di esecuzione del bilancio e alle conseguenze di un eventuale mancato rispetto di tali disposizioni.

3.  Tali disposizioni definiscono le conseguenze amministrative e finanziarie applicabili in caso di scioglimento di un gruppo politico.

3.  Tali disposizioni definiscono le conseguenze amministrative e finanziarie applicabili in caso di scioglimento di un gruppo politico.

Motivazione

La modifica è intesa a uniformare il testo all'articolo 27, paragrafo 10.

Emendamento    31

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 34

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 34

Articolo 34

Intergruppi

Intergruppi

1.  I singoli deputati possono costituire intergruppi o altri raggruppamenti non ufficiali di deputati per svolgere scambi informali di opinioni su argomenti specifici tra diversi gruppi politici, con la partecipazione di membri di commissioni parlamentari diverse, e per promuovere i contatti fra i deputati e la società civile.

1.  I singoli deputati possono costituire intergruppi o altri raggruppamenti non ufficiali di deputati per svolgere scambi informali di opinioni su argomenti specifici tra diversi gruppi politici, con la partecipazione di membri di commissioni parlamentari diverse, e per promuovere i contatti fra i deputati e la società civile.

2.  Tali raggruppamenti non possono svolgere attività suscettibili di dare adito a confusione con le attività ufficiali del Parlamento o dei suoi organi. Nel rispetto delle condizioni fissate dalle norme a disciplina della loro costituzione adottate dall'Ufficio di presidenza, i gruppi politici possono agevolarne le attività fornendo loro supporto logistico.

2.  Tali raggruppamenti agiscono in modo pienamente trasparente e non possono svolgere attività suscettibili di dare adito a confusione con le attività ufficiali del Parlamento o dei suoi organi. Nel rispetto delle condizioni fissate dalle norme a disciplina della loro costituzione adottate dall'Ufficio di presidenza, i gruppi politici possono agevolarne le attività fornendo loro supporto logistico.

I raggruppamenti in questione sono tenuti a dichiarare qualunque sostegno, in contanti o in natura (per esempio assistenza di segreteria) che, se offerto a titolo individuale, sarebbe soggetto all'obbligo di dichiarazione a norma dell'allegato I.

3.  Gli intergruppi sono tenuti a dichiarare annualmente qualunque sostegno, in contanti o in natura (per esempio assistenza di segreteria) che, se offerto a titolo individuale, sarebbe soggetto all'obbligo di dichiarazione a norma dell'allegato I.

I Questori tengono un registro delle dichiarazioni di cui al secondo comma. Il registro è pubblicato nel sito internet del Parlamento. I Questori stabiliscono le modalità relative a dette dichiarazioni.

4.  I Questori tengono un registro delle dichiarazioni di cui al paragrafo 3. Il registro è pubblicato nel sito internet del Parlamento. I Questori stabiliscono le modalità relative a dette dichiarazioni e assicurano l'effettiva applicazione del presente articolo.

Emendamento    32

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – titolo

Testo in vigore

Emendamento

LEGISLAZIONE, BILANCIO E ALTRE PROCEDURE

LEGISLAZIONE, BILANCIO, DISCARICO E ALTRE PROCEDURE

Emendamento    33

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 37

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 37

Articolo 37

Programma di lavoro della Commissione

Programmazione annuale

1.  Il Parlamento concorre con la Commissione e il Consiglio alla definizione della programmazione legislativa dell'Unione europea.

1.  Il Parlamento concorre con la Commissione e il Consiglio alla definizione della programmazione legislativa dell'Unione europea.

Il Parlamento e la Commissione cooperano all'atto della preparazione del programma di lavoro della Commissione, che costituisce il contributo di quest'ultima istituzione alla programmazione annuale e pluriennale dell'Unione, in base a uno scadenzario e a modalità convenuti tra le due istituzioni e allegati al regolamento8.

Il Parlamento e la Commissione cooperano all'atto della preparazione del programma di lavoro della Commissione, che costituisce il contributo di quest'ultima istituzione alla programmazione annuale e pluriennale dell'Unione, in base a uno scadenzario e a modalità convenuti tra le due istituzioni8.

 

1 bis.  Successivamente all'adozione del programma di lavoro della Commissione, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, in conformità del punto 7 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", del 13 aprile 20168 bis, procedono a uno scambio di opinioni e concordano una dichiarazione comune sulla programmazione interistituzionale annuale che fissa gli obiettivi e le priorità di massima.

 

Prima di avviare i negoziati con il Consiglio e con la Commissione sulla dichiarazione comune, il Presidente tiene uno scambio di opinioni con la Conferenza dei presidenti e con la Conferenza dei presidenti di commissione per quanto riguarda gli obiettivi e le priorità di massima del Parlamento.

 

Prima di procedere alla firma della dichiarazione comune, il Presidente chiede l'approvazione della Conferenza dei presidenti.

2.  In caso di circostanze urgenti e impreviste, un'istituzione può, di sua iniziativa e conformemente alle procedure previste dai trattati, proporre di aggiungere una misura legislativa a quelle proposte nel programma di lavoro della Commissione.

 

3.  Il Presidente trasmette la risoluzione approvata dal Parlamento alle altre istituzioni che partecipano alla procedura legislativa dell'Unione europea e ai parlamenti degli Stati membri.

3.  Il Presidente trasmette ogni risoluzione sulla programmazione e sulle priorità legislative approvata dal Parlamento alle altre istituzioni che partecipano alla procedura legislativa dell'Unione europea e ai parlamenti degli Stati membri.

Il Presidente chiede al Consiglio di esprimere un parere sul programma di lavoro della Commissione nonché sulla risoluzione del Parlamento.

 

4.  Qualora un'istituzione non sia in grado di rispettare il calendario stabilito, essa notifica alle altre istituzioni i motivi del ritardo e propone un nuovo calendario.

 

 

4 bis.  Qualora la Commissione intenda ritirare una proposta, il Commissario responsabile è invitato dalla commissione competente a una riunione per discutere tale intenzione. Anche la Presidenza del Consiglio può essere invitata a tale riunione. Se la commissione competente non è d'accordo con l'intenzione di ritirare la proposta, può chiedere alla Commissione di rilasciare una dichiarazione al Parlamento. Si applica l'articolo 123.

__________________

__________________

8 Cfr. allegato XIII.

8 Accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea (GU L 304 del 20.11.2010, pag. 47).

 

8 bis GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.

Motivazione

Sono proposte varie soppressioni, ciascuna per un motivo specifico. Il paragrafo 2 è soppresso perché si tratta di una dichiarazione unilaterale nel regolamento del Parlamento europeo su quanto le altre istituzioni sarebbero autorizzate a fare.

Il paragrafo 3, secondo comma, è soppresso ed è spostato più sopra.

Il paragrafo 4 è soppresso perché non è mai stato applicato.

Emendamento    34

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 38

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 38

Articolo 38

Rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

Rispetto dei diritti fondamentali

1.  In tutte le sue attività il Parlamento rispetta pienamente i diritti fondamentali quali stabiliti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

1.  In tutte le sue attività il Parlamento rispetta pienamente i diritti, le libertà e i principi riconosciuti dall'articolo 6 del trattato sull'Unione europea e i valori sanciti all'articolo 2 del trattato.

Il Parlamento rispetta altresì pienamente i diritti e i principi sanciti all'articolo 2 e all'articolo 6, paragrafi 2 e 3, del trattato sull'Unione europea.

 

2.  Qualora la commissione competente, un gruppo politico o almeno 40 deputati ritengano che una proposta di atto legislativo o parti di essa non rispettino i diritti sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la questione è deferita, su loro richiesta, alla commissione competente per l'interpretazione della Carta. Il parere di detta commissione è allegato alla relazione della commissione competente.

2.  Qualora la commissione competente, un gruppo politico o almeno 40 deputati ritengano che una proposta di atto legislativo o parti di essa non rispettino i diritti fondamentali dell'Unione europea, la questione è deferita, su loro richiesta, alla commissione competente per la tutela dei diritti fondamentali.

 

2 bis.  Tale richiesta va presentata entro quattro settimane lavorative dall'annuncio in Aula del deferimento alla commissione.

 

2 ter.  Il parere della commissione competente per la tutela dei diritti fondamentali è allegato alla relazione della commissione competente.

Motivazione

La modifica del titolo copre sia la Carta sia i diritti e i principi sanciti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali riconosciuti dall'articolo 6 del trattato sull'Unione europea.

Il paragrafo 1 è mantenuto ma con una leggera riformulazione; il primo e il secondo comma sono uniti tra loro. La disposizione del testo in vigore risale al periodo precedente al trattato di Lisbona, con il quale la Carta dei diritti fondamentali ha acquisito lo stesso valore del trattato (l'articolo 6 copre sia la Carta (articolo 6, paragrafo 1)) che la Convenzione (articolo 6, paragrafo 3).

Per quanto riguarda l'aggiunta del paragrafo 2 bis, è intesa a uniformare i termini di cui agli articoli 38 e 42.

Emendamento    35

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 38 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 38 bis

 

Uguaglianza di genere

 

1.  Qualora la commissione competente, un gruppo politico o almeno 40 deputati ritengano che una proposta non tenga sufficientemente conto dell'uguaglianza di genere, la questione è deferita, su loro richiesta, alla commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere.

 

2.  Tale richiesta va presentata entro quattro settimane lavorative dall'annuncio in Aula del deferimento alla commissione.

 

3.  Il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere è allegato alla relazione della commissione competente.

Motivazione

La correzione consiste nella soppressione dell'ultima frase del primo paragrafo, che è una ripetizione del terzo paragrafo.

Emendamento    36

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 39

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 39

Articolo 39

Verifica della base giuridica

Verifica della base giuridica

1.  Per ogni proposta di atto legislativo o altro documento di carattere legislativo, la commissione competente per il merito verifica in primo luogo la base giuridica.

1.  Per ogni proposta di atto giuridicamente vincolante, la commissione competente per il merito verifica in primo luogo la base giuridica.

2.  Qualora contesti la legittimità o l'opportunità della base giuridica, anche rispetto alla verifica di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, la commissione competente chiede il parere della commissione competente per gli affari giuridici.

2.  Qualora contesti la legittimità o l'opportunità della base giuridica, anche rispetto alla verifica di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, la commissione competente chiede il parere della commissione competente per gli affari giuridici.

3.  La commissione competente per gli affari giuridici può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni concernenti la base giuridica delle proposte di atti legislativi. In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.

3.  La commissione competente per gli affari giuridici può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni concernenti la base giuridica in qualsiasi fase della procedura legislativa. In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.

4.  Qualora decida di contestare la legittimità o l'opportunità della base giuridica, la commissione competente per gli affari giuridici riferisce le proprie conclusioni al Parlamento. Il Parlamento vota al riguardo prima di procedere alla votazione sul contenuto della proposta.

4.  Qualora decida di contestare la legittimità o l'opportunità della base giuridica, ove opportuno in seguito a uno scambio di opinioni con il Consiglio e la Commissione in conformità degli accordi stipulati a livello interistituzionale1bis, la commissione competente per gli affari giuridici riferisce le proprie conclusioni al Parlamento. Fatto salvo l'articolo 63, il Parlamento vota al riguardo prima di procedere alla votazione sul contenuto della proposta.

5.  Gli emendamenti volti a modificare la base giuridica di una proposta di atto legislativo presentati in Aula senza che la commissione competente per il merito o la commissione competente per gli affari giuridici abbiano contestato la legittimità e l'opportunità della base giuridica stessa, sono irricevibili.

5.  Gli emendamenti volti a modificare la base giuridica presentati in Aula senza che la commissione competente per il merito o la commissione competente per gli affari giuridici abbiano contestato la legittimità e l'opportunità della base giuridica stessa, sono irricevibili.

6.  Qualora la Commissione non accetti di modificare la sua proposta per conformarla alla base giuridica approvata dal Parlamento, il relatore o il presidente della commissione competente per gli affari giuridici o della commissione competente per il merito possono proporre di rinviare la votazione sul contenuto della proposta a una seduta successiva.

 

 

__________________

 

1 bis Accordo interistituzionale "Legiferare meglio", del 13 aprile 2016, punto 25 (GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1).

Motivazione

As concerns the changes in paragraph 1, "legally binding" is an inclusive formula which covers both the acts adopted by the ordinary and special legislative procedure (currently referred to as "legislative acts") and those adopted by another procedure (for instance NLE which the current rules refer to as "other documents of a legislative nature"). This formula reflects Article 288 and Article 2(1)&(2) of the Treaty on the Functioning of the European Union. The change is to be included in other Rules, especially as some of them (e.g. Rule 49(1) or even Rule 39(3) just below) refer only to "legislative acts" or "legislative procedures", but are in fact also applied to acts and procedures which are not "legislative" in the meaning of Article 289(3) TFEU (for instance "NLE".

As concerns the changes in paragraph 1, this suggestion is made to include the possibility of checking the legal basis not only at the stage of Commission's proposal, but also when the Council adopts its first reading position.

As regards the deletion of paragraph 6, emphasis put (probably for historical reasons) on the Commission, while the author or co-author of the legislative act is the Council. Such a referral back to the committee is always possible under the Rules of Procedure.

Emendamento    37

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 40

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 40

Articolo 40

Delega del potere legislativo

Delega del potere legislativo e conferimento di competenze di esecuzione

1.  Nell'esaminare una proposta di atto legislativo che delega poteri alla Commissione a norma dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento presta particolare attenzione agli obiettivi, al contenuto, alla portata e alla durata della delega, nonché alle condizioni cui essa è soggetta.

1.  Nell'esaminare una proposta di atto legislativo che delega poteri alla Commissione a norma dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento presta particolare attenzione agli obiettivi, al contenuto, alla portata e alla durata della delega, nonché alle condizioni cui essa è soggetta.

 

1 bis.  Nell'esaminare una proposta di atto legislativo che conferisce competenze di esecuzione a norma dell'articolo 291 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento presta particolare attenzione al fatto che, nell'esercizio delle competenze di esecuzione, la Commissione non possa modificare né integrare l'atto legislativo nemmeno nei suoi elementi non essenziali.

2.  La commissione competente per il merito può in qualsiasi momento chiedere il parere della commissione competente per l'interpretazione e l'applicazione del diritto dell'Unione.

2.  La commissione competente per il merito può in qualsiasi momento chiedere il parere della commissione competente per l'interpretazione e l'applicazione del diritto dell'Unione.

3.  La commissione competente per l'interpretazione e l'applicazione del diritto dell'Unione può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni concernenti la delega dei poteri legislativi. In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.

3.  La commissione competente per l'interpretazione e l'applicazione del diritto dell'Unione può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni concernenti la delega dei poteri legislativi e il conferimento di competenze di esecuzione. In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.

Emendamento    38

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 41

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 41

Articolo 41

Verifica della compatibilità finanziaria

Verifica della compatibilità finanziaria

1.  In caso di proposta di atto legislativo avente incidenze finanziarie, il Parlamento accerta se sono previste risorse finanziarie sufficienti.

1.  In caso di proposta di atto giuridicamente vincolante avente incidenze finanziarie, il Parlamento accerta se sono previste risorse finanziarie sufficienti.

2.  Fatto salvo l'articolo 47, per ogni proposta di atto legislativo o altro documento di carattere legislativo, la commissione competente per il merito verifica la compatibilità finanziaria dell'atto con il quadro finanziario pluriennale.

2.  Per ogni proposta di atto giuridicamente vincolante, la commissione competente per il merito verifica la compatibilità finanziaria dell'atto con il regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale.

3.  Qualora modifichi la dotazione finanziaria dell'atto esaminato, la commissione competente per il merito chiede il parere della commissione competente per le questioni di bilancio.

3.  Qualora modifichi la dotazione finanziaria dell'atto esaminato, la commissione competente per il merito chiede il parere della commissione competente per le questioni di bilancio.

4.  La commissione competente per le questioni di bilancio può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni relative alla compatibilità finanziaria delle proposte di atti legislativi. In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.

4.  La commissione competente per le questioni di bilancio può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni relative alla compatibilità finanziaria delle proposte di atti giuridicamente vincolanti. In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.

5.  Qualora decida di contestare la compatibilità finanziaria della proposta, la commissione competente per le questioni di bilancio riferisce le proprie conclusioni al Parlamento, che le pone in votazione.

5.  Qualora decida di contestare la compatibilità finanziaria della proposta, la commissione competente per le questioni di bilancio riferisce le proprie conclusioni al Parlamento, prima che quest'ultimo voti sulla proposta.

6.  Un atto dichiarato incompatibile può essere approvato dal Parlamento con riserva delle decisioni dell'autorità di bilancio.

 

Motivazione

Per quanto riguarda le modifiche al paragrafo 2, il riferimento all'articolo 47 è superfluo. L'aggiunta del riferimento al regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale precisa che la commissione per i bilanci esamina anche la tabella della ripartizione degli stanziamenti inclusa nel regolamento sul QFP.

Le modifiche al paragrafo 5 sono intese a chiarire che il Parlamento non voterebbe sulle conclusioni della commissione per i bilanci, ma che esse sarebbero allegate alla relazione della commissione competente prima del voto in Aula.

Il paragrafo 6 è soppresso in quanto non è molto chiaro se il termine "atto" si riferisce alla proposta di atto legislativo e chi l'ha dichiarato "incompatibile".

Emendamento    39

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 42

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 42

Articolo 42

Esame del rispetto del principio di sussidiarietà

Esame del rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità

1.  Durante l'esame di una proposta di atto legislativo il Parlamento verifica con particolare attenzione il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

1.  Durante l'esame di una proposta di atto legislativo il Parlamento verifica con particolare attenzione il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

2.  La commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà può decidere di presentare raccomandazioni alla commissione competente su qualsiasi proposta di atto legislativo.

2.  Solo la commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà può decidere di presentare raccomandazioni alla commissione competente su una proposta di atto legislativo.

 

Qualora la commissione competente, un gruppo politico o almeno 40 deputati ritengano che una proposta di atto legislativo o parti di essa non rispettino il principio di sussidiarietà, la questione è deferita, su loro richiesta, alla commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà. Tale richiesta va presentata entro quattro settimane lavorative dall'annuncio in Aula del deferimento alla commissione.

3.  Se un parlamento nazionale invia al Presidente un parere motivato in conformità dell'articolo 3 del protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea e dell'articolo 6 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, tale documento è deferito alla commissione competente e trasmesso, per conoscenza, alla commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà.

 

4.  Tranne che nei casi urgenti di cui all'articolo 4 del protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, la commissione competente non procede alla votazione finale prima della scadenza del termine di otto settimane previsto all'articolo 6 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

4.  Tranne che nei casi urgenti di cui all'articolo 4 del protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, la commissione competente non procede alla votazione finale prima della scadenza del termine di otto settimane previsto all'articolo 6 del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

 

4 bis.  Se un parlamento nazionale invia al Presidente un parere motivato in conformità dell'articolo 3 del protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, tale documento è deferito alla commissione competente e trasmesso, per conoscenza, alla commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà.

5.  Qualora i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di una proposta di atto legislativo rappresentino almeno un terzo dell'insieme dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, o un quarto qualora si tratti di una proposta di atto legislativo presentato sulla base dell'articolo 76 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento non prende alcuna decisione finché l'autore della proposta non abbia dichiarato come intende procedere.

5.  Qualora i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di una proposta di atto legislativo rappresentino almeno un terzo dell'insieme dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, o un quarto qualora si tratti di una proposta di atto legislativo presentato sulla base dell'articolo 76 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento non prende alcuna decisione finché l'autore della proposta non abbia dichiarato come intende procedere.

6.  Qualora, secondo la procedura legislativa ordinaria, i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di una proposta di atto legislativo rappresentino almeno la maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, la commissione competente, previo esame dei pareri motivati dei parlamenti nazionali e della Commissione, e avendo ascoltato le osservazioni della commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà, può raccomandare al Parlamento di respingere la proposta per violazione del principio di sussidiarietà o sottoporre al Parlamento qualsiasi altra raccomandazione che può contenere suggerimenti di modifiche in relazione al rispetto di detto principio. Il parere della commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà è allegato a detta raccomandazione.

6.  Qualora, secondo la procedura legislativa ordinaria, i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di una proposta di atto legislativo rappresentino almeno la maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, la commissione competente, previo esame dei pareri motivati dei parlamenti nazionali e della Commissione, e avendo ascoltato le osservazioni della commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà, può raccomandare al Parlamento di respingere la proposta per violazione del principio di sussidiarietà o sottoporre al Parlamento qualsiasi altra raccomandazione che può contenere suggerimenti di modifiche in relazione al rispetto di detto principio. Il parere della commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà è allegato a detta raccomandazione.

La raccomandazione è presentata al Parlamento per discussione e votazione. Se una raccomandazione di reiezione della proposta è approvata a maggioranza dei voti espressi, il Presidente dichiara conclusa la procedura. Se il Parlamento non respinge la proposta, la procedura prosegue tenendo conto delle raccomandazioni approvate dal Parlamento.

La raccomandazione è presentata al Parlamento per discussione e votazione. Se una raccomandazione di reiezione della proposta è approvata a maggioranza dei voti espressi, il Presidente dichiara conclusa la procedura. Se il Parlamento non respinge la proposta, la procedura prosegue tenendo conto delle raccomandazioni approvate dal Parlamento.

Motivazione

L'aggiunta al paragrafo 2 del comma 1 bis (nuovo) si ispira alla disposizione di cui all'articolo 38.

Il paragrafo 3 è spostato dopo il paragrafo 4 e la sua formulazione è semplificata.

Emendamento    40

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 44

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 44

Articolo 44

Rappresentanza del Parlamento alle riunioni del Consiglio

Rappresentanza del Parlamento alle riunioni del Consiglio

Qualora il Consiglio inviti il Parlamento a partecipare ad una riunione del Consiglio nella quale quest'ultimo opera in veste di legislatore, il Presidente del Parlamento chiede al presidente o al relatore della commissione competente o a un altro deputato designato dalla commissione di rappresentare il Parlamento.

Qualora il Consiglio inviti il Parlamento a partecipare ad una riunione del Consiglio, il Presidente del Parlamento chiede al presidente o al relatore della commissione competente in materia o a un altro deputato designato dalla commissione di rappresentare il Parlamento.

Emendamento    41

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 45

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 45

Articolo 45

Diritto di iniziativa conferito al Parlamento dai trattati

Diritto del Parlamento di presentare proposte

Nei casi in cui i trattati conferiscono al Parlamento un diritto d'iniziativa, la commissione competente può decidere di elaborare una relazione d'iniziativa.

Nei casi in cui i trattati conferiscono al Parlamento un diritto d'iniziativa, la commissione competente può decidere di elaborare una relazione d'iniziativa in conformità dell'articolo 52.

La relazione comprende:

La relazione comprende:

a)  una proposta di risoluzione;

a)  una proposta di risoluzione;

b)  se del caso, un progetto di decisione o un progetto di proposta;

b)  un progetto di proposta;

c)  una motivazione corredata, se del caso, di una scheda finanziaria.

c)   una motivazione corredata, se del caso, di una scheda finanziaria.

Qualora l'approvazione di un atto da parte del Parlamento richieda l'approvazione o l'accordo del Consiglio e il parere o l'accordo della Commissione, il Parlamento può, in seguito al voto sull'atto proposto e su proposta del relatore, decidere di rinviare il voto sulla proposta di risoluzione fintanto che il Consiglio o la Commissione non abbiano formulato la loro posizione.

Qualora l'approvazione di un atto da parte del Parlamento richieda l'approvazione o l'accordo del Consiglio e il parere o l'accordo della Commissione, il Parlamento può, in seguito al voto sull'atto proposto e su proposta del relatore, decidere di rinviare il voto sulla proposta di risoluzione fintanto che il Consiglio o la Commissione non abbiano formulato la loro posizione.

Motivazione

La modifica del titolo è intesa a uniformarlo con il titolo dell'articolo 46.

Le modifiche al comma 1 sono dei chiarimenti. Alcuni esempi di possibili iniziative del Parlamento sono: articolo 7 TUE: violazione da parte di uno Stato membro dei valori dell'UE; articolo 14 TUE: composizione del PE: articolo 48 TUE: revisione del trattato; articolo 223, paragrafo 1, TFUE: disposizioni relative alle elezioni del PE; articolo 223, paragrafo 2, TFUE: decisione sull'esercizio delle funzioni di deputato (statuto dei deputati al Parlamento europeo); articolo 226 TFUE: disposizioni relative all'esercizio del diritto d'inchiesta del PE; articolo 228 TFUE: disposizioni relative all'esercizio delle funzioni del Mediatore.

Emendamento    42

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 46

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 46

Articolo 46

Iniziativa a norma dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Richieste alla Commissione di presentare proposte

1.  Il Parlamento può chiedere alla Commissione di presentargli, per l'adozione di nuovi atti o la modifica di atti esistenti, ogni adeguata proposta ai sensi dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, approvando una risoluzione sulla base di una relazione di iniziativa della commissione competente, elaborata a norma dell'articolo 52. La risoluzione deve essere approvata a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento nella votazione finale. Il Parlamento può stabilire contestualmente un termine per la presentazione di tale proposta.

1.  Il Parlamento può chiedere alla Commissione di presentargli, per l'adozione di nuovi atti o la modifica di atti esistenti, ogni adeguata proposta ai sensi dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, approvando una risoluzione sulla base di una relazione di iniziativa della commissione competente, elaborata a norma dell'articolo 52. La risoluzione deve essere approvata a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento nella votazione finale. Il Parlamento può stabilire contestualmente un termine per la presentazione di tale proposta.

2.  Ogni deputato può presentare una proposta di atto dell'Unione nel quadro del diritto di iniziativa del Parlamento a norma dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

2.  Ogni deputato può presentare una proposta di atto dell'Unione nel quadro del diritto di iniziativa del Parlamento a norma dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

La proposta può essere presentata congiuntamente da un numero massimo di dieci deputati. Essa indica la base giuridica su cui è fondata e può essere corredata da una motivazione di non oltre 150 parole.

La proposta può essere presentata congiuntamente da un numero massimo di dieci deputati. Essa indica la base giuridica su cui è fondata e può essere corredata da una motivazione di non oltre 150 parole.

 

La proposta è presentata al Presidente che verifica se sono soddisfatti i requisiti giuridici. Ai fini di tale verifica il Presidente può deferire la proposta alla commissione competente per un parere sull'adeguatezza della base giuridica. Se il Presidente reputa la proposta ammissibile, ne dà comunicazione in Aula e la trasmette per esame alla commissione competente.

 

Prima della trasmissione alla commissione competente, la proposta è tradotta nelle lingue ufficiali che il presidente della commissione competente ritiene necessarie ai fini di un esame sommario.

 

Entro tre mesi dal deferimento e dopo aver dato agli autori della proposta la possibilità di rivolgersi alla commissione, la commissione competente decide in merito al seguito da dare alla proposta.

 

Il nome degli autori della proposta viene indicato nel titolo della relazione.

3.  La proposta è presentata al Presidente che verifica se sono soddisfatti i requisiti giuridici. Ai fini di tale verifica il Presidente può deferire la proposta alla commissione competente per un parere sull'adeguatezza della base giuridica. Se il Presidente reputa la proposta ammissibile, ne dà comunicazione in Aula e la trasmette per esame alla commissione competente.

 

Prima della trasmissione alla commissione competente, la proposta è tradotta nelle lingue ufficiali che il presidente della commissione competente ritiene necessarie ai fini di un esame sommario.

 

La commissione può raccomandare al Presidente che la proposta sia aperta alla firma di qualunque deputato, secondo le modalità e i termini stabiliti all'articolo 136, paragrafi 2, 3 e 7.

 

Qualora la proposta sia firmata dalla maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento, la relazione sulla proposta si considera autorizzata dalla Conferenza dei presidenti. Dopo aver ascoltato gli autori della proposta, la commissione elabora una relazione a norma dell'articolo 52.

 

Se l'opposizione di ulteriori firme non è stata prevista o se la proposta non è firmata dalla maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento, entro tre mesi dalla presentazione, la commissione competente decide in merito al seguito da dare alla proposta dopo aver ascoltato gli autori.

 

Il nome degli autori della proposta viene indicato nel titolo della relazione.

 

4.  La risoluzione del Parlamento precisa la pertinente base giuridica ed è corredata da raccomandazioni particolareggiate in ordine al contenuto della proposta richiesta, che deve rispettare i diritti fondamentali e il principio di sussidiarietà.

4.  La risoluzione del Parlamento precisa la pertinente base giuridica ed è corredata da raccomandazioni in ordine al contenuto della proposta richiesta.

5.  Qualora la proposta richiesta presenti incidenze finanziarie, il Parlamento precisa le modalità volte a garantire un'adeguata copertura finanziaria.

5.  Qualora la proposta richiesta presenti incidenze finanziarie, il Parlamento precisa le modalità volte a garantire un'adeguata copertura finanziaria.

6.  La commissione competente segue l'avanzamento di ogni atto legislativo proposto a seguito di una richiesta specifica del Parlamento.

6.  La commissione competente segue l'avanzamento di ogni atto giuridico dell'Unione proposto a seguito di una richiesta specifica del Parlamento.

 

6 bis.  La Conferenza di presidenti di commissione controlla regolarmente il rispetto da parte della Commissione del punto 10 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", secondo cui la Commissione deve rispondere alle richieste di presentare proposte entro tre mesi, adottando una comunicazione specifica che indica il seguito che intende dare. La Conferenza dei presidenti di commissione riferisce regolarmente sui risultati di tale monitoraggio alla Conferenza dei presidenti.

Motivazione

The title is clarified and aligned, compared also to the title of Rule 45.

The first, second, fifth and sixth subparagraphs of Rule 46(3) are moved to Rule 46(2). The contents of the third and fourth subparagraphs of Rule 46(3) is deleted because the procedure they laid down is very complex and was hardly ever applied until now.

As regards changes to paragraph 4, they reflect that other principles must obviously also be respected (proportionality for instance).

Paragraph 6 shall become paragraph 5. This paragraph refers to a "proposed legislative act". The restriction implied by the word "legislative" (as defined in Article 289 TFEU) is questionable. Therefore it is suggested to use "Union act" as in Article 225 TFEU and in paragraph 1 of this Rule.

Emendamento    43

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 47

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 47

Articolo 47

Esame di documenti legislativi

Esame di atti giuridicamente vincolanti

1.  Le proposte di atti legislativi e gli altri documenti di carattere legislativo sono deferiti dal Presidente, per esame, alla commissione competente.

1.  Le proposte di atti giuridicamente vincolanti presentate da altre istituzioni o dagli Stati membri sono deferite dal Presidente, per esame, alla commissione competente.

In caso di dubbio, il Presidente può applicare l'articolo 201, paragrafo 2, prima della comunicazione in Aula del deferimento alla commissione competente.

 

Qualora una proposta figuri nel programma di lavoro della Commissione, la commissione competente può decidere di nominare un relatore incaricato di seguire la fase preparatoria della proposta.

 

Le consultazioni del Consiglio o le richieste di parere della Commissione sono trasmesse dal Presidente alla commissione competente, per esame della proposta in questione.

 

Le disposizioni relative alla prima lettura di cui agli articoli da 38 a 46, da 57 a 63 e all'articolo 75 si applicano alle proposte di atti legislativi indipendentemente dal fatto che esse richiedano una, due o tre letture.

 

 

1 bis.  In caso di dubbio, il Presidente può, prima della comunicazione in Aula del deferimento alla commissione competente, sottoporre una questione di competenza alla Conferenza dei presidenti. La Conferenza dei presidenti adotta una decisione sulla base di una raccomandazione della Conferenza dei presidenti di commissione, o del suo presidente, in conformità dell'articolo 201 bis, paragrafo 2.

 

1 ter.  La commissione competente può decidere in qualsiasi momento di nominare un relatore incaricato di seguire la fase preparatoria di una proposta. Essa tiene particolarmente conto di questa possibilità qualora la proposta figuri nel programma di lavoro della Commissione.

2.  Le posizioni del Consiglio sono deferite, per esame, alla commissione competente in prima lettura.

 

Alle posizioni del Consiglio si applicano le disposizioni relative alla seconda lettura di cui agli articoli da 64 a 69 e all'articolo 76.

 

3.  Durante la procedura di conciliazione tra il Parlamento e il Consiglio a seguito della seconda lettura non vi può essere rinvio in commissione.

 

Alla procedura di conciliazione si applicano le disposizioni relative alla terza lettura di cui agli articoli 70, 71 e 72.

 

4. Gli articoli 49, 50, 53, l'articolo 59, paragrafi 1 e 3, e gli articoli 60, 61 e 188 non si applicano alla seconda e alla terza lettura.

 

5.  In caso di conflitto tra una disposizione del regolamento relativa alla seconda e alla terza lettura e un'altra disposizione del regolamento stesso prevale la disposizione relativa alla seconda e alla terza lettura.

5.  In caso di conflitto tra una disposizione del regolamento relativa alla seconda e alla terza lettura e un'altra disposizione del regolamento stesso prevale la disposizione relativa alla seconda e alla terza lettura.

Motivazione

As regards the change to paragraph 1 subparagraph 1, same change as in Rule 39 paragraph 1.

As regards the second subparagraph of Rule 47(1), it converts Rule 201(2) into a new Rule on questions of competence: Rule 201a (new); an alignment is therefore necessary.

As regards the fourth subparagraph, the reference to the Commission Work Programme is limitative and should be deleted. The rest is moved as paragraph 1b of Rule 47.

As regards the fifth subparagraph, the readability of such provision is difficult. The list is not limitative as other Rules apply as well; in addition, it mentions general Rules which apply in any case throughout the procedure, as for instance Rules 38 to 44; Rules 45 & 46 concern the right of initiative; Rules 57 to 63 & 75 are specific for first reading and it is not clear what is meant by the reference to them in this subparagraph.

Paragraphs 2 and 3 (2) are deleted as superfluous or self-evident given the existence of specific Rules on second and third reading.

Paragraph 3 subparagraph 1 is deleted here and moved to Rule72 as §6(new)

Paragraph 4 is deleted given the proposals concerning Rules 66.5(new) and 72.7(new).

Emendamento    44

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 47 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 47 bis

 

Accelerazione delle procedure legislative

 

L'accelerazione delle procedure legislative, in coordinamento con il Consiglio e la Commissione, riguardo a proposte specifiche, selezionate in particolare fra quelle definite prioritarie nella dichiarazione comune sulla programmazione interistituzionale annuale in conformità dell'articolo 37, paragrafo 1 bis, può essere concordata dalla commissione o dalle commissioni competenti.

Emendamento    45

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 48

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 48

Articolo 48

Procedure legislative sulle iniziative presentate dagli Stati membri

Procedure legislative sulle iniziative presentate da istituzioni diverse dalla Commissione o dagli Stati membri

1.  Le iniziative presentate dagli Stati membri a norma dell'articolo 76 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea vengono esaminate a norma del presente articolo e degli articoli da 38 a 43, 47 e 59 del presente regolamento.

1.  Nell'esame di iniziative presentate da istituzioni diverse dalla Commissione o dagli Stati membri, la commissione competente può invitare rappresentanti delle istituzioni o degli Stati membri promotori a presentarle la loro iniziativa. I rappresentanti degli Stati membri promotori possono essere accompagnati dalla Presidenza del Consiglio.

2.  La commissione competente può invitare rappresentanti degli Stati membri promotori a presentarle la loro iniziativa. Detti rappresentanti possono essere accompagnati dalla Presidenza del Consiglio.

 

3.  Prima di procedere alla votazione, la commissione competente chiede alla Commissione se sta preparando un parere sull'iniziativa. In caso affermativo, la commissione competente non approva la propria relazione prima di aver ricevuto il parere della Commissione.

3.  Prima di procedere alla votazione, la commissione competente chiede alla Commissione se sta preparando un parere sull'iniziativa o se intende presentare, entro un breve lasso di tempo, una proposta alternativa. In caso di risposta affermativa, la commissione competente non approva la propria relazione prima di aver ricevuto il parere o la proposta alternativa della Commissione.

4.  Qualora la Commissione e/o gli Stati membri presentino al Parlamento, simultaneamente o entro un breve lasso di tempo, due o più proposte aventi lo stesso obiettivo legislativo, il Parlamento le esamina nell'ambito di un'unica relazione. La commissione competente indica nella propria relazione il testo a cui ha presentato emendamenti e menziona nella risoluzione legislativa tutti gli altri testi.

4.  Qualora la Commissione e/o un'altra istituzione e/o gli Stati membri presentino al Parlamento, simultaneamente o entro un breve lasso di tempo, due o più proposte aventi lo stesso obiettivo legislativo, il Parlamento le esamina nell'ambito di un'unica relazione. La commissione competente indica nella propria relazione il testo a cui ha presentato emendamenti e menziona nella risoluzione legislativa tutti gli altri testi.

Motivazione

Per quanto riguarda le modifiche al paragrafo 1, il testo in vigore disciplina il caso delle iniziative presentate dagli Stati membri, ma anche altre istituzioni hanno la facoltà di presentare iniziative (ad esempio, la Banca centrale europea o la Corte di giustizia – cfr. articolo 294, paragrafo 15, TFUE). La formulazione a "a norma del presente articolo e degli articoli da 38 a 43, 47 e 59 del presente regolamento" è indebitamente limitativa visto che si possono applicare anche altre disposizioni, come ad esempio gli articoli 50 o 53. I paragrafi 1 e 2 sono uniti tra loro.

Il paragrafo 2 è soppresso essendo stato accorpato al paragrafo 1.

Emendamento    46

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 49

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 49

Articolo 49

Relazioni di carattere legislativo

Relazioni di carattere legislativo

1.  Il presidente della commissione cui è stata deferita una proposta di atto legislativo propone alla sua commissione la procedura da seguire.

1.  Il presidente della commissione cui è stata deferita una proposta di atto giuridicamente vincolante propone alla sua commissione la procedura da seguire.

2.  Dopo la decisione sulla procedura da seguire, e se non si applica l'articolo 50, la commissione designa un relatore sulla proposta di atto legislativo tra i propri membri titolari o i sostituti permanenti, a meno che non l'abbia già fatto in base al programma di lavoro della Commissione concordato a norma dell'articolo 37.

2.  Dopo la decisione sulla procedura da seguire, e se non si applica la procedura semplificata di cui all'articolo 50, la commissione designa un relatore sulla proposta di atto legislativo tra i propri membri titolari o i sostituti permanenti, a meno che non l'abbia già fatto in base all'articolo 47, paragrafo 1 ter.

3.  La relazione della commissione comprende:

3.  La relazione della commissione comprende:

a)  gli eventuali emendamenti alla proposta, corredati, se del caso, di brevi motivazioni, che sono redatte sotto la responsabilità del relatore e non sono poste in votazione;

a)  gli eventuali emendamenti alla proposta, corredati, se del caso, di brevi motivazioni, che sono redatte sotto la responsabilità dell'autore e non sono poste in votazione;

b)  un progetto di risoluzione legislativa secondo le disposizioni dell'articolo 59, paragrafo 2;

b)  un progetto di risoluzione legislativa secondo le disposizioni dell'articolo 59, paragrafo 2;

c)  se del caso, una motivazione che comprenda una scheda finanziaria nella quale sono stabiliti l'eventuale impatto finanziario della relazione e la sua compatibilità con il quadro finanziario pluriennale.

c)  se del caso, una motivazione che comprenda, ove necessario, una scheda finanziaria nella quale sono stabiliti l'eventuale impatto finanziario della relazione e la sua compatibilità con il quadro finanziario pluriennale.

 

c bis)  se disponibile, un riferimento alla valutazione d'impatto eseguita dal Parlamento.

Motivazione

Le modifiche al paragrafo 3, lettera a), tengono conto del fatto che la formulazione del testo in vigore implica che nelle "relazioni" tutte le "brevi motivazioni" degli emendamenti siano redatte sotto la "responsabilità del relatore". Ciò è corretto per i progetti di relazione, ma non per le relazioni.

Per quanto riguarda il paragrafo 3, lettera c), le schede finanziarie sono molto rare nelle motivazioni, mentre la formulazione "che comprenda" implica una loro inclusione sistematica. Si propone pertanto una formulazione più flessibile.

Emendamento    47

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 50

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 50

Articolo 50

Procedura semplificata

Procedura semplificata

1.  Dopo una prima discussione su una proposta di atto legislativo, il presidente della commissione può proporre l'approvazione della proposta senza emendamenti. Salvo nel caso in cui almeno un decimo dei membri della commissione vi si opponga, il presidente della commissione presenta al Parlamento una relazione recante approvazione della proposta. Si applica l'articolo 150, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafi 2 e 4.

1.  Dopo una prima discussione su una proposta di atto legislativo, il presidente della commissione può proporre l'approvazione della proposta senza emendamenti. Salvo nel caso in cui almeno un decimo dei membri della commissione vi si opponga, la procedura proposta è considerata approvata. Il presidente della commissione o il relatore, qualora quest'ultimo sia stato designato, presenta al Parlamento una relazione recante approvazione della proposta. Si applica l'articolo 150, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafi 2 e 4.

2.  Il presidente della commissione può proporre in alternativa che venga elaborata, a sua cura o a cura del relatore, una serie di emendamenti che riflettano la discussione in commissione. Qualora la commissione approvi la proposta, tali emendamenti vengono trasmessi ai membri della commissione. Se entro un termine che non può essere inferiore a ventun giorni dalla trasmissione, non vi si oppone almeno un decimo dei membri della commissione, la relazione si considera approvata da quest'ultima. In tal caso il progetto di risoluzione legislativa e gli emendamenti sono presentati al Parlamento senza discussione ai sensi dell'articolo 150, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafi 2 e 4.

2.  In alternativa, il presidente della commissione può proporre in alternativa che venga elaborata, a sua cura o a cura del relatore, una serie di emendamenti che riflettano la discussione in commissione. Salvo nel caso in cui almeno un decimo dei membri della commissione vi si opponga, la procedura proposta è considerata approvata e gli emendamenti vengono trasmessi ai membri della commissione.

 

Se entro un termine che non può essere inferiore a dieci giorni lavorativi dalla trasmissione, non si oppone agli emendamenti almeno un decimo dei membri della commissione, la relazione si considera approvata da quest'ultima. In tal caso il progetto di risoluzione legislativa e gli emendamenti sono presentati al Parlamento senza discussione ai sensi dell'articolo 150, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafi 2 e 4.

 

Qualora almeno un decimo dei membri della commissione si opponga agli emendamenti, questi ultimi sono posti in votazione nella riunione di commissione successiva.

3.  Qualora almeno un decimo dei membri della commissione vi si opponga, gli emendamenti sono posti in votazione nella riunione di commissione successiva.

 

4.  Il paragrafo 1, prima e seconda frase, il paragrafo 2, prima, seconda e terza frase, e il paragrafo 3 si applicano mutatis mutandis ai pareri delle commissioni ai sensi dell'articolo 53.

4.  Fatta eccezione per le disposizioni relative alla presentazione al Parlamento, il presente articolo si applica mutatis mutandis ai pareri delle commissioni ai sensi dell'articolo 53

Motivazione

Il paragrafo 3 si applica nel caso menzionato al paragrafo 2 e non nel caso menzionato al paragrafo 1. La leggibilità è migliorata accorpando i paragrafi 2 e 3 in un unico paragrafo.

Anche la modifica al paragrafo 4 è intesa a migliorarne la leggibilità.

Emendamento    48

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 51

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 51

Articolo 51

Relazioni di carattere non legislativo

Relazioni di carattere non legislativo

1.  Qualora una commissione elabori una relazione di carattere non legislativo, essa designa un relatore fra i propri membri titolari o i sostituti permanenti.

1.  Qualora una commissione elabori una relazione di carattere non legislativo, essa designa un relatore fra i propri membri titolari o i sostituti permanenti.

2.  Il relatore è incaricato di redigere la relazione della commissione e di illustrarla in seduta a nome di essa.

 

3.  La relazione della commissione comprende:

3.  La relazione della commissione comprende:

a)  una proposta di risoluzione;

a)  una proposta di risoluzione;

b)  una motivazione che comprenda una scheda finanziaria nella quale sono stabiliti l'eventuale impatto finanziario della relazione e la sua compatibilità con il quadro finanziario pluriennale;

b)  se del caso, una motivazione che comprenda, ove necessario, una scheda finanziaria nella quale sono stabiliti l'eventuale impatto finanziario della relazione e la sua compatibilità con il quadro finanziario pluriennale;

c)  i testi di proposte di risoluzione che devono figurare a norma dell'articolo 133, paragrafo 4.

c)  i testi di proposte di risoluzione che devono figurare a norma dell'articolo 133, paragrafo 4.

Motivazione

Il paragrafo 2 è soppresso ed è spostato all'attuale articolo 56. Questa definizione delle funzioni del relatore sarà inclusa nell'articolo 56 concernente l'elaborazione di relazioni.

Emendamento    49

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 52

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 52

Articolo 52

Relazioni di iniziativa

Relazioni di iniziativa

1.   Qualora una commissione intenda elaborare una relazione su un argomento di sua competenza e presentare al riguardo una proposta di risoluzione al Parlamento, senza che a essa sia stata deferita una consultazione o una richiesta di parere a norma dell'articolo 201, paragrafo 1, deve chiedere l'autorizzazione della Conferenza dei presidenti. Ogni eventuale rifiuto a tale richiesta deve essere motivato. Se la relazione ha per oggetto una proposta presentata da un deputato a norma dell'articolo 46, paragrafo 2, l'autorizzazione può essere rifiutata solo qualora non risultino soddisfatti i requisiti di cui all'articolo 5 dello Statuto dei deputati e all'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

1.  Qualora una commissione intenda elaborare una relazione non legislativa o una relazione a norma dell'articolo 45 o dell'articolo 46 su un argomento di sua competenza che non è stato oggetto di deferimento, deve chiedere l'autorizzazione della Conferenza dei presidenti.

 

La Conferenza dei presidenti delibera sulle richieste di autorizzazione a elaborare una relazione ai sensi del primo comma, conformemente alle disposizioni attuative da essa stabilite.

La Conferenza dei presidenti delibera sulle richieste di autorizzazione a elaborare una relazione ai sensi del paragrafo 1, conformemente alle disposizioni attuative da essa stabilite. Qualora una commissione si veda contestare la propria competenza a elaborare una relazione per la quale ha richiesto l'autorizzazione, la Conferenza dei presidenti delibera entro un termine di sei settimane sulla base di una raccomandazione formulata dalla Conferenza dei presidenti di commissione o, in assenza di questa, dal suo presidente. Se la Conferenza dei presidenti non adotta una decisione entro il suddetto termine, la raccomandazione si considera approvata.

 

 

1 bis.  Ogni eventuale rifiuto a tale richiesta deve essere motivato.

 

Se l'oggetto della relazione rientra nel diritto di iniziativa del Parlamento di cui all'articolo 45, l'autorizzazione può essere rifiutata solo qualora non risultino soddisfatti i requisiti stabiliti dai trattati.

 

1 ter.  Nei casi di cui agli articoli 45 e 46 la Conferenza dei presidenti adotta una decisione entro due mesi.

2.  Le proposte di risoluzione contenute nelle relazioni d'iniziativa sono esaminate dal Parlamento conformemente alla procedura di breve presentazione di cui all'articolo 151. Gli emendamenti a tali proposte di risoluzione sono ricevibili in Aula soltanto se presentati dal relatore per tenere conto di nuove informazioni o da almeno un decimo dei membri del Parlamento. I gruppi politici possono presentare proposte di risoluzione alternative a norma dell'articolo 170, paragrafo 4. Alla proposta di risoluzione della commissione e ai relativi emendamenti si applicano gli articoli 176 e 180. L'articolo 180 si applica altresì alla votazione unica delle proposte di risoluzione alternative.

2.  Le proposte di risoluzione presentate al Parlamento sono esaminate conformemente alla procedura di breve presentazione di cui all'articolo 151. Gli emendamenti a tali proposte di risoluzione e le richieste di votazione distinta o per parti separate sono ricevibili in Aula soltanto se presentati dal relatore per tenere conto di nuove informazioni o da almeno un decimo dei membri del Parlamento I gruppi politici possono presentare proposte di risoluzione alternative a norma dell'articolo 170, paragrafo 4. Alla proposta di risoluzione della commissione e ai relativi emendamenti si applica l'articolo 180. L'articolo 180 si applica altresì alla votazione unica delle proposte di risoluzione alternative.

Il primo comma non si applica se l'oggetto della relazione può essere tema di una discussione prioritaria in Aula, se la relazione è redatta in virtù del diritto d'iniziativa di cui all'articolo 45 o all'articolo 46 o se la relazione è stata autorizzata in quanto relazione strategica9.

 

 

2 bis.  Il paragrafo 2 non si applica se l'oggetto della relazione può essere tema di una discussione prioritaria in Aula, se la relazione è redatta in virtù del diritto d'iniziativa di cui all'articolo 45 o all'articolo 46 o se la relazione è stata autorizzata in quanto relazione strategica9bis.

3.  Se l'oggetto della relazione rientra nel diritto di iniziativa di cui all'articolo 45, l'autorizzazione può essere rifiutata solo qualora non risultino soddisfatti i requisiti stabiliti dai trattati.

 

4.  Nei casi di cui agli articoli 45 e 46 la Conferenza dei presidenti adotta una decisione entro due mesi.

 

__________________

__________________

9 Cfr. la relativa decisione della Conferenza dei presidenti, riportata nell'allegato XVII del regolamento.

 

 

9 bis Cfr. la relativa decisione della Conferenza dei presidenti.

Motivazione

As regards the changes to paragraph 1, the words "neither a consultation nor a request for an opinion has been referred to it" are updated to the current framework where Parliament's legislative powers go well beyond consultation. In fact, the own-initiative report must not deal with topics which are the subject of a legislative report / proposal.The last part of this paragraph will be deleted: Article 5 of the Statute and Article 225 of the Treaty are general provisions and do not as such set certain conditions for a Member's initiative. Minimal conditions are set in Rule 46(2) and they are meant to allow the President to follow up with the referral to the Committee responsible. It is the Committee responsible which then decides whether to seek authorisation.

The first part of the interpretation following paragraph 1 is integrated into paragraph 1.The last part of the interpretation is covered in new Rule 201a(2).

As regards paragraph 1a and 1b, the change suggests a restructuring of the Rules concerning the conditions for authorisation. The current paragraph 3 is reinserted here as subparagraph of paragraph 2 to which it is linked

The content of paragraph 1bis moved from the current Rule 52(4).

The renumbering and replacement of current paragraph 3 and 4 before current paragraph 2 aims to clarify that own initiative reports are a subcategory of the non-legislative reports.

Paragraph 2 subparagraph 1 becomes a separate paragraph.

Paragraph 3 moved up as paragraph 2.1 and paragraph 5 is deleted here and moved up as paragraph 3. As they cover the same issues, the last sentence of paragraph 1 and paragraphs 3 and 4 are merged.

Emendamento    50

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 53

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 53

Articolo 53

Pareri delle commissioni

Pareri delle commissioni

1.  Se la commissione cui per prima è stata sottoposta una questione vuole conoscere il parere di un'altra commissione o se un'altra commissione desidera esprimere il suo parere sulla stessa questione, esse possono chiedere al Presidente del Parlamento che, in conformità dell'articolo 201, paragrafo 3, una commissione sia designata competente per il merito e l'altra competente per parere.

1.  Se la commissione cui per prima è stata sottoposta una questione vuole conoscere il parere di un'altra commissione o se un'altra commissione desidera esprimere il suo parere sulla stessa questione, esse possono chiedere al Presidente del Parlamento che, in conformità dell'articolo 201, paragrafo 3, una commissione sia designata competente per il merito e l'altra competente per parere.

 

La commissione che esprime parere può designare un relatore per parere tra i propri membri titolari o tra i sostituti permanenti oppure trasmettere il proprio parere sotto forma di lettera del suo presidente.

2.  Nel caso dei documenti di carattere legislativo di cui all'articolo 47, paragrafo 1, il parere contiene proposte di modifica al testo sottoposto all'esame della commissione, corredate, se del caso, di brevi motivazioni. Tali motivazioni sono redatte sotto la responsabilità del relatore per parere e non sono poste in votazione. Se necessario, la commissione competente per parere può presentare una breve motivazione scritta per il parere nel suo insieme.

2.  Qualora il parere riguardi una proposta di atto giuridicamente vincolante, esso contiene proposte di modifica al testo sottoposto all'esame della commissione, corredate, se del caso, di brevi motivazioni. Tali motivazioni sono redatte sotto la responsabilità del loro autore e non sono poste in votazione. Se necessario, la commissione competente per parere può presentare una breve motivazione scritta per il parere nel suo insieme. Tale breve motivazione è redatta sotto la responsabilità del relatore.

Nel caso dei testi non legislativi, il parere consiste in suggerimenti riferiti a parti della proposta di risoluzione della commissione competente per il merito.

Qualora il parere non riguardi una proposta di atto giuridicamente vincolante, esso consiste in suggerimenti riferiti a parti della proposta di risoluzione della commissione competente per il merito

La commissione competente per il merito pone in votazione tali proposte di modifica o suggerimenti.

La commissione competente per il merito pone in votazione tali proposte di modifica o suggerimenti.

I pareri riguardano esclusivamente questioni che rientrano nelle attribuzioni della commissione competente per parere.

I pareri riguardano esclusivamente questioni che rientrano nelle attribuzioni della commissione competente per parere.

3.  La commissione competente per il merito fissa un termine entro il quale la commissione competente per parere deve pronunciarsi affinché il parere possa essere preso in considerazione dalla commissione competente per il merito. Quest'ultima comunica immediatamente alla commissione o alle commissioni competenti per parere ogni modifica del calendario annunciato. La commissione competente per il merito formula le proprie conclusioni finali solo dopo la scadenza del termine.

3.  La commissione competente per il merito fissa un termine entro il quale la commissione competente per parere deve pronunciarsi affinché il parere possa essere preso in considerazione dalla commissione competente per il merito. Quest'ultima comunica immediatamente alla commissione o alle commissioni competenti per parere ogni modifica del calendario annunciato. La commissione competente per il merito formula le proprie conclusioni finali solo dopo la scadenza del termine.

 

3 bis.  In alternativa, la commissione che esprime parere può decidere di illustrare la propria posizione sotto forma di emendamenti che, successivamente alla loro approvazione, dovranno essere presentati direttamente alla commissione competente per il merito. Tali emendamenti sono presentati dal presidente o dal relatore a nome della commissione.

 

3 ter.  La commissione che esprime parere presenta gli emendamenti di cui al paragrafo 3 bis entro il termine stabilito dalla commissione competente per il merito.

4.  Tutti i pareri approvati sono allegati alla relazione della commissione competente per il merito.

4.  Tutti i pareri e gli emendamenti approvati dalla commissione che esprime parere sono allegati alla relazione della commissione competente per il merito.

5.  La commissione competente per il merito è l'unica commissione autorizzata a presentare emendamenti in Aula.

5.  Le commissioni che esprimono parere ai sensi del presente articolo non possono presentare emendamenti in Aula

6.  Il presidente e il relatore della commissione competente per parere sono invitati a partecipare in veste consultiva alle riunioni della commissione competente per il merito quando esse vertano sulla questione di interesse comune.

6.  Il presidente e il relatore della commissione competente per parere sono invitati a partecipare in veste consultiva alle riunioni della commissione competente per il merito quando esse vertano sulla questione di interesse comune.

Motivazione

As regards the changes to paragraph 1, strictly speaking, the opinion committee does not "make known its views on the report" but on the issue that will be covered by the report.As a new Rule 201a (new) is proposed to deal with the questions of competences, an alignment to that Rules is necessary throughout the text.The addition aims to clarify that a "rapporteur for an opinion" is appointed (currently not in the rules).

As regards the addition of paragraph 3 a (new), it reflects the outcome of the last CCC away day, when the Committee Chairs acknowledged that Rule 53 is over-used and recommended the introduction of the 'committees-amendments" to the draft report of the lead committee.This possibility which corresponds to a current practice is now introduced in the Rules with an appropriate procedure to adopt and table "committee-amendments".

Paragraph 5 is reworded. In fact, the restriction to the committee responsible is already set out in Rule 169 (which is a more relevant place).

Emendamento    51

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 54

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 54

Articolo 54

Procedura con le commissioni associate

Procedura con le commissioni associate

Qualora una questione di competenza sia stata sottoposta alla Conferenza dei presidenti a norma dell'articolo 201, paragrafo 2 o dell'articolo 52 e la Conferenza dei presidenti, sulla base dell'allegato VI, ritenga che la questione rientri a titolo pressoché paritario nell'ambito di competenza di due o più commissioni o che diversi aspetti della questione rientrino nell'ambito di competenza di due o più commissioni, si applicano l'articolo 53 e le seguenti disposizioni supplementari:

1.  Qualora una questione di competenza sia stata sottoposta alla Conferenza dei presidenti a norma dell'articolo 201 bis e la Conferenza dei presidenti, sulla base dell'allegato VI, ritenga che la questione rientri a titolo pressoché paritario nell'ambito di competenza di due o più commissioni o che diversi aspetti della questione rientrino nell'ambito di competenza di due o più commissioni, si applicano l'articolo 53 e le seguenti disposizioni supplementari:

–  le commissioni interessate decidono di comune accordo il calendario;

–  le commissioni interessate decidono di comune accordo il calendario;

–  il relatore e i relatori per parere si tengono reciprocamente informati e cercano di concordare i testi da essi proposti alle rispettive commissioni e la loro posizione per quanto riguarda gli emendamenti;

–  il relatore e i relatori per parere si tengono reciprocamente informati e cercano di concordare i testi da essi proposti alle rispettive commissioni e la loro posizione per quanto riguarda gli emendamenti;

–  i presidenti, il relatore e i relatori per parere interessati determinano insieme le parti del testo che rientrano nelle loro competenze esclusive o congiunte e convengono le modalità precise della loro cooperazione. In caso di disaccordo sulla delimitazione delle competenze, la questione è sottoposta, su richiesta di una delle commissioni interessate, alla Conferenza dei presidenti, che può decidere sulla questione delle rispettive competenze oppure decidere di applicare la procedura con riunioni congiunte delle commissioni a norma dell'articolo 55; si applica mutatis mutandis l'articolo 201, paragrafo 2, secondo comma;

–  i presidenti, il relatore e i relatori per parere interessati sono vincolati dal principio di buona e leale cooperazione e determinano insieme le parti del testo che rientrano nelle loro competenze esclusive o condivise e convengono le modalità precise della loro cooperazione. In caso di disaccordo sulla delimitazione delle competenze, la questione è sottoposta, su richiesta di una delle commissioni interessate, alla Conferenza dei presidenti, che può decidere sulla questione delle rispettive competenze oppure decidere di applicare la procedura con riunioni congiunte delle commissioni a norma dell'articolo 55. Tale decisione è adottata conformemente alla procedura e nel rispetto del termine di cui all'articolo 201 bis;

–  la commissione competente per il merito accoglie senza votazione gli emendamenti di una commissione associata qualora riguardino questioni che rientrano nell'ambito di competenza esclusiva della commissione associata. Nel caso in cui degli emendamenti riguardanti questioni che rientrano nella competenza congiunta della commissione competente per il merito e di una commissione associata sono respinti dalla prima commissione, la seconda li può presentare direttamente in Aula;

–  la commissione competente per il merito accoglie senza votazione gli emendamenti di una commissione associata qualora riguardino questioni che rientrano nell'ambito di competenza esclusiva della commissione associata. Qualora la commissione competente per il merito non rispetti la competenza esclusiva della commissione associata, quest'ultima può presentare gli emendamenti direttamente in Aula. Nel caso in cui degli emendamenti riguardanti questioni che rientrano nella competenza condivisa della commissione competente per il merito e di una commissione associata non siano approvati dalla prima commissione, la commissione associata li può presentare direttamente in Aula;

–  qualora la proposta segua la procedura di conciliazione, la delegazione del Parlamento comprende il relatore per parere di ogni commissione associata.

– qualora la proposta segua la procedura di conciliazione, la delegazione del Parlamento comprende il relatore per parere di ogni commissione associata.

Il testo del presente articolo non prevede alcuna limitazione al suo ambito di applicazione. Le richieste di applicare la procedura con le commissioni associate concernenti relazioni non legislative fondate sull'articolo 52, paragrafo 1, e sull'articolo 132, paragrafi 1 e 2, sono ricevibili.

 

La procedura con le commissioni associate di cui al presente articolo non si applica alla raccomandazione che la commissione competente deve approvare a norma dell'articolo 99.

 

La decisione della Conferenza dei presidenti di applicare la procedura con le commissioni associate si applica in tutte le fasi della procedura in questione.

La decisione della Conferenza dei presidenti di applicare la procedura con le commissioni associate si applica in tutte le fasi della procedura in questione.

I diritti collegati allo status di "commissione competente" sono esercitati dalla commissione responsabile per il merito. Nell'esercizio di tali diritti, quest'ultima deve rispettare le prerogative della commissione associata, in particolare l'obbligo di cooperazione leale in merito al calendario e il diritto della commissione associata nel determinare gli emendamenti che sono sottoposti all'Aula nell'ambito della sua competenza esclusiva.

I diritti collegati allo status di "commissione competente" sono esercitati dalla commissione responsabile per il merito. Nell'esercizio di tali diritti, quest'ultima deve rispettare le prerogative della commissione associata, in particolare l'obbligo di cooperazione leale in merito al calendario e il diritto della commissione associata nel determinare gli emendamenti che sono sottoposti all'Aula nell'ambito della sua competenza esclusiva.

Nel caso in cui la commissione responsabile per il merito non riconoscesse le prerogative della commissione associata, le decisioni adottate dalla prima restano valide, ma la seconda può presentare gli emendamenti direttamente in Aula, nei limiti delle sue competenze esclusive.

 

 

1 bis.  La procedura di cui al presente articolo non si applica alle raccomandazioni che la commissione competente deve approvare a norma dell'articolo 99.

Motivazione

The changes to paragraph 1 reflect the decision to convert the current Rule 201 (2) into a new Rule 201awhich would cover the questions of competence. Thus, the restriction to legislative files implied by the first paragraph of Rule 201 (1) would be lifted and the new Rule would serve to deal with conflict of competences for both legislative and non-legislative reports. An alignment to take into account the creation of Rule 201 (a) (new) is necessary whenever 201(2) is mentioned.

The change to paragraph 1, indent 3, aims to make the sentence easy to read and to bring the provision in line with the suggested creation of Rule 201a (new).

For clarity reasons, the last paragraph of the fourth part of the interpretation to this Rule is integrated in paragraph 1, indent 4.

The second subparagraph of the interpretation is transformed into a new paragraph of Rule 54 (1a new).

The last subparagraph of the interpretation is integrated in the first paragraph of Rule 54 (fourth hyphen); for the case of shared competence, the text already clearly establishes that the associated committee can table amendments directly in plenary.

Emendamento    52

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 55

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 55

Articolo 55

Procedura con riunioni congiunte delle commissioni

Procedura con le commissioni congiunte

1.  Ove le sia sottoposto un problema di competenza sulla base dell'articolo 201, paragrafo 2, la Conferenza dei presidenti può decidere, di applicare la procedura con riunioni congiunte delle commissioni e con votazione congiunta, purché:

1.  Ove le sia sottoposto un problema di competenza sulla base dell'articolo 201 bis, la Conferenza dei presidenti può decidere di applicare la procedura con riunioni congiunte delle commissioni e con votazione congiunta, purché:

–  la materia rilevi, in virtù dell'allegato VI, della competenza di più commissioni in modo inscindibile, e

–  la materia rilevi, in virtù dell'allegato VI, della competenza di più commissioni in modo inscindibile, e

–  la Conferenza dei presidenti sia convinta che si tratti di una questione di grande rilevanza.

–  la Conferenza dei presidenti sia convinta che si tratti di una questione di grande rilevanza.

2.  In tal caso i rispettivi relatori elaborano un unico progetto di relazione, che è esaminato e votato dalle commissioni interessate nel corso di riunioni congiunte tenute sotto la presidenza congiunta dei presidenti delle commissioni interessate.

2.  In tal caso i rispettivi relatori elaborano un unico progetto di relazione, che è esaminato e votato dalle commissioni interessate nel corso di riunioni congiunte tenute sotto la presidenza congiunta dei presidenti delle commissioni interessate.

In tutte le fasi della procedura, i diritti afferenti allo status di commissione competente possono essere esercitati dalle commissioni interessate solo congiuntamente. Queste ultime possono costituire gruppi di lavoro per preparare le riunioni e le votazioni.

In tutte le fasi della procedura, i diritti afferenti allo status di commissione competente possono essere esercitati dalle commissioni interessate solo congiuntamente. Queste ultime possono costituire gruppi di lavoro per preparare le riunioni e le votazioni.

3.  In fase di seconda lettura della procedura legislativa ordinaria, la posizione del Consiglio è esaminata nel corso di una riunione congiunta delle commissioni interessate che, in mancanza di accordo tra i presidenti di dette commissioni, si svolge il mercoledì della prima settimana di riunione di organi parlamentari successiva alla comunicazione della posizione del Consiglio al Parlamento. In mancanza di accordo in ordine alla convocazione di una ulteriore riunione, questa è convocata dal presidente della Conferenza dei presidenti di commissione. La raccomandazione per la seconda lettura è votata in riunione congiunta sulla base di un progetto comune elaborato dai rispettivi relatori delle commissioni interessate o, in assenza di un progetto comune, degli emendamenti presentati dalle commissioni interessate.

3.  In fase di seconda lettura della procedura legislativa ordinaria, la posizione del Consiglio è esaminata nel corso di una riunione congiunta delle commissioni interessate che, in mancanza di accordo tra i presidenti di dette commissioni, si svolge il mercoledì della prima settimana di riunione di organi parlamentari successiva alla comunicazione della posizione del Consiglio al Parlamento. In mancanza di accordo in ordine alla convocazione di una ulteriore riunione, questa è convocata dal presidente della Conferenza dei presidenti di commissione. La raccomandazione per la seconda lettura è votata in riunione congiunta sulla base di un progetto comune elaborato dai rispettivi relatori delle commissioni interessate o, in assenza di un progetto comune, degli emendamenti presentati dalle commissioni interessate.

In fase di terza lettura della procedura legislativa ordinaria, i presidenti e i relatori delle commissioni interessate sono d'ufficio membri della delegazione al Comitato di conciliazione.

In fase di terza lettura della procedura legislativa ordinaria, i presidenti e i relatori delle commissioni interessate sono d'ufficio membri della delegazione al Comitato di conciliazione.

Il presente articolo può essere applicato alla procedura che porta a una raccomandazione di approvare o respingere la conclusione di un accordo internazionale ai sensi degli articoli 108, paragrafo 5, e 99, paragrafo 1, purché siano soddisfatte le condizioni in esso previste.

 

Motivazione

La modifica al paragrafo 1 è intesa a uniformare il testo alla creazione del nuovo articolo 201 bis sulle questioni di competenza.

Probabilmente, anche se non viene indicato, l'interpretazione che segue il paragrafo 3 si applica anche alle raccomandazioni nel quadro di altre procedure di approvazione. Onde evitare qualsiasi confusione o interpretazione errata, si propone di sopprimere il testo dell'interpretazione.

Emendamento    53

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 56

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 56

Articolo 52 bis

Modalità di elaborazione delle relazioni

Modalità di elaborazione delle relazioni

 

-1.  Il relatore è incaricato di redigere la relazione della commissione e di illustrarla in Aula a nome della commissione.

1.  La motivazione è redatta sotto la responsabilità del relatore e non è posta in votazione. Essa deve essere tuttavia conforme al testo della proposta di risoluzione approvata e agli eventuali emendamenti proposti dalla commissione. In caso contrario, il presidente della commissione può sopprimere la motivazione.

1.  La motivazione è redatta sotto la responsabilità del relatore e non è posta in votazione. Essa deve essere tuttavia conforme al testo della proposta di risoluzione approvata e agli eventuali emendamenti proposti dalla commissione. In caso contrario, il presidente della commissione può sopprimere la motivazione.

2.  Nella relazione è menzionato il risultato della votazione sull'insieme della relazione stessa. Inoltre se, al momento della votazione, almeno un terzo dei membri presenti lo richiede, nella relazione è indicato il voto espresso da ciascun membro.

2.  Nella relazione è menzionato il risultato della votazione sull'insieme della relazione stessa ed è indicato, in conformità dell'articolo 208, paragrafo 3, il voto espresso da ciascun membro.

3.  Qualora in seno alla commissione non sia raggiunta l'unanimità, la relazione deve altresì dar atto delle opinioni della minoranza. Le opinioni della minoranza sono espresse al momento della votazione sull'insieme del testo e possono, a richiesta dei rispettivi autori, essere oggetto di una dichiarazione scritta di 200 parole al massimo che è allegata alla motivazione.

3.  Le posizioni della minoranza possono essere espresse al momento della votazione sull'insieme del testo e possono, a richiesta dei rispettivi autori, essere oggetto di una dichiarazione scritta di 200 parole al massimo che è allegata alla motivazione.

Il presidente dirime le controversie che potrebbero nascere dall'applicazione di tali disposizioni.

Il presidente dirime le controversie che potrebbero nascere dall'applicazione del presente paragrafo.

4.  Su proposta del suo ufficio di presidenza, una commissione può stabilire il termine entro il quale il relatore le presenterà un progetto di relazione. Tale termine può essere prorogato oppure può essere designato un nuovo relatore.

4.  Su proposta del suo presidente, una commissione può stabilire il termine entro il quale il relatore le presenterà un progetto di relazione. Tale termine può essere prorogato oppure può essere designato un nuovo relatore.

5.  Scaduto il termine, la commissione può incaricare il suo presidente di chiedere che la questione a essa deferita sia iscritta all'ordine del giorno di una delle successive sedute del Parlamento. In questo caso, le discussioni possono svolgersi sulla base di una semplice relazione orale della commissione interessata.

5.  Scaduto il termine, la commissione può incaricare il suo presidente di chiedere che la questione a essa deferita sia iscritta all'ordine del giorno di una delle successive sedute del Parlamento. In questo caso, le discussioni e le votazioni possono svolgersi sulla base di una semplice relazione orale della commissione interessata.

(Questo articolo, quale modificato, va spostato prima dell'articolo 53)

Motivazione

As regards the contents of paragraph -1, it consists of the provision currentlu in Rule 51(2) and ismoved here for consistency.

The change to paragraph 2 will bring this provision in line with Rule 208(3): adoption of reports by roll-call vote is mandatory.

As regards the changes to paragraph 3 subparagraph 1, the first sentence will be deleted: lack of unanimity implies minority opinions; in addition it is not very clear what is meant by "give a summary of the minority opinion" in singular as compared to the rest of the paragraph.

The change to paragraph 4 is an alignment to committees' practice.

Emendamento    54

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 3 – titolo

Testo in vigore

Emendamento

CAPITOLO 3

CAPITOLO 3

PRIMA LETTURA

PROCEDURA LEGISLATIVA ORDINARIA

Emendamento    55

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 3 – sezione 1 (nuova)

Testo in vigore

Emendamento

 

SEZIONE 1

 

PRIMA LETTURA

Emendamento    56

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 3 – sottotitolo 1

Testo in vigore

Emendamento

Fase dell'esame in commissione

soppresso

Emendamento    57

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 57

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 57

soppresso

Modifica di una proposta di atto legislativo

 

1.  Qualora la Commissione informi il Parlamento o qualora la commissione competente apprenda in altro modo che la Commissione intende modificare la sua proposta, la commissione competente sospende il suo esame della questione fino a quando non abbia ricevuto la nuova proposta ovvero le modifiche della Commissione.

 

2.  Qualora il Consiglio modifichi sostanzialmente la proposta di atto legislativo, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 63.

 

Motivazione

Questo articolo, che è più adatto alle procedure di consultazione che non alle procedure legislative ordinarie, è soppresso e spostato (quale modificato) nel nuovo capitolo 4 relativo alla procedura di consultazione.

Emendamento    58

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 58

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 58

soppresso

Posizione della Commissione e del Consiglio sugli emendamenti

 

1.  Prima di procedere alla votazione finale su una proposta di atto legislativo, la commissione competente chiede alla Commissione di precisare la sua posizione in merito a tutti gli emendamenti alla sua proposta approvati in commissione, chiedendo altresì al Consiglio di formulare le sue osservazioni.

 

2.  Qualora la Commissione non sia in grado di formulare tale precisazione o dichiari di non essere disposta ad accogliere tutti gli emendamenti approvati dalla commissione competente, quest'ultima può rinviare la votazione finale.

 

3.  Se del caso, la posizione della Commissione viene inserita nella relazione della commissione competente.

 

Emendamento    59

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 3 – sottotitolo 2

Testo in vigore

Emendamento

Fase dell'esame in Aula

soppresso

Emendamento    60

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 59

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 59

Articolo 59

Conclusione della prima lettura

Votazione in Parlamento – Prima lettura

 

-1.  Il Parlamento può approvare, modificare o respingere il progetto di atto legislativo.

1.  Il Parlamento esamina la proposta di atto legislativo sulla base della relazione elaborata dalla commissione competente in conformità dell'articolo 49.

1.  Il Parlamento vota innanzitutto sull'eventuale proposta di reiezione immediata del progetto di atto legislativo presentata per iscritto dalla commissione competente, da un gruppo politico o da almeno 40 deputati.

 

Se la proposta di reiezione è approvata, il Presidente chiede all'istituzione che ha presentato il progetto di atto legislativo di ritirarlo.

 

Se l'istituzione in questione accoglie la richiesta, il Presidente dichiara conclusa la procedura.

 

Se l'istituzione in questione non ritira il progetto di atto legislativo, il Presidente annuncia che la prima lettura del Parlamento è conclusa, a meno che il Parlamento, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, non decida di rinviare la questione alla commissione competente per un nuovo esame.

 

Se la proposta di reiezione non è approvata, il Parlamento agisce in conformità dei paragrafi da 1 bis a 1 quater.

 

1 bis.  Qualsiasi accordo provvisorio presentato dalla commissione competente a norma dell'articolo 73 quinquies, paragrafo 4, ha la precedenza nella votazione ed è oggetto di una votazione unica, a meno che il Parlamento, su richiesta di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, decida invece di procedere alla votazione sugli emendamenti in conformità del paragrafo 1 ter. In tal caso, il Parlamento decide altresì se la votazione sugli emendamenti deve tenersi immediatamente. In caso negativo, il Parlamento fissa un nuovo termine per la presentazione di emendamenti e la votazione ha luogo nel corso di una seduta successiva.

 

Se l'accordo provvisorio è approvato mediante votazione unica, il Presidente annuncia che la prima lettura del Parlamento è conclusa.

 

Se, nell'ambito di una votazione unica, l'accordo provvisorio non ottiene la maggioranza dei voti espressi, il Presidente fissa un nuovo termine per la presentazione di emendamenti al progetto di atto legislativo. Tali emendamenti sono quindi posti in votazione nel corso di una seduta successiva affinché il Parlamento possa concludere la prima lettura.

 

1 ter.  A meno che non sia approvata una proposta di reiezione in conformità del paragrafo 1 o che non sia approvato un accordo provvisorio in conformità del paragrafo 1 bis, gli emendamenti al progetto di atto legislativo sono posti in votazione, comprese, se del caso, le singole parti dell'accordo provvisorio, in caso di presentazione di richieste di votazione distinta o per parti separate o di emendamenti concorrenti.

 

Prima di porre in votazione gli emendamenti, il Presidente può chiedere alla Commissione di precisare la sua posizione e al Consiglio di formulare le sue osservazioni.

 

Dopo la votazione su tali emendamenti, il Parlamento vota sull'intero progetto di atto legislativo, eventualmente modificato.

 

Se l'intero progetto di atto legislativo, eventualmente modificato, è approvato, il Presidente annuncia che la prima lettura è conclusa, a meno che il Parlamento, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, non decida di rinviare la questione alla commissione competente per l'avvio di negoziati interistituzionali in conformità degli articoli 59 bis, 73 bis e 73 quinquies.

 

Se l'intero progetto di atto legislativo quale modificato non ottiene la maggioranza dei voti espressi, il Presidente annuncia che la prima lettura è conclusa, a meno che il Parlamento, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, non decida di rinviare la questione alla commissione competente per un nuovo esame.

 

1 quater.  Dopo le votazioni effettuate in conformità dei paragrafi da 1 a 1 ter e le successive votazioni sugli emendamenti al progetto di risoluzione legislativa relativamente a richieste procedurali, se presenti, la risoluzione legislativa è considerata approvata. Se necessario, la risoluzione legislativa è modificata, in conformità dell'articolo 193, paragrafo 2, onde riflettere l'esito delle votazioni effettuate in conformità dei paragrafi da 1 a 1 ter.

 

Il testo della risoluzione legislativa e della posizione del Parlamento è trasmesso dal Presidente al Consiglio e alla Commissione, nonché al gruppo di Stati membri, alla Corte di giustizia e alla Banca centrale europea qualora il progetto di atto legislativo sia stato presentato da questi ultimi.

2.  Il Parlamento vota innanzitutto sugli emendamenti alla proposta oggetto della relazione della commissione competente e successivamente sulla proposta stessa, eventualmente modificata, sugli emendamenti al progetto di risoluzione legislativa e infine sul progetto di risoluzione legislativa nel suo complesso, nel quale figurano soltanto una dichiarazione con la quale il Parlamento approva, respinge o propone emendamenti alla proposta di atto legislativo ed eventuali richieste procedurali.

 

In caso di approvazione del progetto di risoluzione legislativa, la prima lettura è conclusa. Qualora il Parlamento non approvi la risoluzione legislativa, la proposta è rinviata alla commissione competente.

 

Ogni relazione presentata nel quadro della procedura legislativa deve essere conforme al disposto degli articoli 39, 47 e 49. La presentazione di una risoluzione non legislativa da parte di una commissione deve avvenire nell'ambito di un deferimento o di un'autorizzazione specifica, così come previsto dagli articoli 52 o 201.

 

3. Il testo della proposta, nella versione approvata dal Parlamento, e la relativa risoluzione sono trasmessi dal Presidente al Consiglio e alla Commissione come posizione del Parlamento.

 

Motivazione

The change of the title aims to clarify what the Rule is about(see also Rule 67a below).

As regards the changes to paragraph 1, it extends the possibility to table a motion for rejection to the political groups (this possibility is not foreseen in the current Rule 60). Otherwise,this sub-paragraph to paragraph 1 regroups the provisions in Rule 60 paras 2 and 3, with few modifications aiming to make its reading clearer. These provisions will be placed here in order to observe the logical sequence of the vote in plenary.Following the discussion in AFCO WG, it was agreed to invert the standard procedure so far (referral back to Committee) with the exceptional procedure (to immediately close the first reading). The reference to the vote on the draft legislative resolution has been deleted following the discussion in AFCO WG on 8/10/2015.

The insertion of paragraph 1 a (new) aims at granting a privileged status to any provisional agreement reached through informal negotiations in trilogue in accordance with Rule 73, by putting it to a single vote before any other amendments tabled. However, on request by political group/40 members, the Parliament will take a decision on the voting order. Thus, all political groups will have the possibility to ask for split votes and to table amendments to the Commission's proposal at plenary stage within the usual deadlines, but it would be for the plenary to decide the voting order.

The insertion of paragraph 1 a, subparagraph 3(new) is necessary as under paragraph 2 amendments would have been already tabled. Usual practice is that amendments which would not have been put to vote under paragraph 2 would be put to vote at the next voting session.

As regards, paragraph 1 b, subparagraphs 3 to 5 (new) - technical adaptation of the text following AFCO WG decision not to have a vote on the draft legislative resolution anymore.Provision corresponding to current rule 61 paragraph 2, second subparagraph.Provision currently in Rule 60 paragraph 3.

Current Rule 59 §3 is inserted as paragraph 1 c (new), subparagraph 2.

Emendamento    61

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 59 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 59 bis

 

Rinvio alla commissione competente

 

Se, in conformità dell'articolo 59, una questione è rinviata alla commissione competente per un nuovo esame o per l'avvio di negoziati interistituzionali in conformità degli articoli 73 bis e 73 quinquies, la commissione competente riferisce al Parlamento, oralmente o per iscritto, entro un termine di quattro mesi, che può essere prorogato dalla Conferenza dei presidenti.

 

In seguito ad un rinvio in commissione, la commissione competente per il merito, prima di decidere sulla procedura, deve permettere ad una commissione associata in conformità dell'articolo 54 di effettuare le sue scelte in relazione agli emendamenti che sono di sua competenza esclusiva, in particolare la scelta degli emendamenti che devono essere nuovamente sottoposti all'Aula.

 

Nulla impedisce al Parlamento di decidere di tenere, ove opportuno, un dibattito conclusivo a seguito della relazione della commissione competente alla quale la questione è stata rinviata.

 

(Gli ultimi due paragrafi sono inseriti a titolo di interpretazione)

Motivazione

La modifica proposta estende il termine da due a quattro mesi, visto che due mesi sono risultati estremamente limitati per poter realizzare progressi significativi sui fascicoli legislativi. Inoltre, è stata aggiunta la possibilità di una proroga concessa dalla Conferenza dei presidenti per chiarire la disposizione attualmente contenuta nell'articolo 61, paragrafo 2, secondo comma.

Il primo paragrafo dell'interpretazione è ripreso dal testo dell'interpretazione attualmente figurante all'articolo 60, paragrafo 3.

Il secondo paragrafo dell'interpretazione è ripreso dall'articolo 61, paragrafo 2, quarto comma, nella versione approvata il 15 settembre 2016.

Emendamento    62

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 60

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 60

soppresso

Reiezione della proposta della Commissione

 

1.  Qualora una proposta della Commissione non ottenga la maggioranza dei voti espressi o qualora sia approvata una proposta di reiezione, che può essere presentata dalla commissione competente o da almeno quaranta deputati, il Presidente, prima che il Parlamento voti sul progetto di risoluzione legislativa, invita la Commissione a ritirare la proposta.

 

2.  Se la Commissione aderisce alla richiesta, il Presidente dichiara conclusa la procedura e ne dà comunicazione al Consiglio.

 

3.  Se la Commissione non ritira la proposta, il Parlamento rinvia la questione alla commissione competente senza votare sul progetto di risoluzione legislativa, a meno che il Parlamento, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, non proceda alla votazione sul progetto di risoluzione legislativa.

 

In caso di rinvio in commissione, la commissione competente decide sulla procedura da seguire e riferisce al Parlamento, oralmente o per iscritto, entro il termine fissato dal Parlamento, termine che non può essere superiore a due mesi.

 

In seguito ad un rinvio in commissione sulla base del paragrafo 3, la commissione responsabile per il merito, prima di decidere sulla procedura, deve permettere ad una commissione associata a norma dell'articolo 54 di effettuare le sue scelte in relazione agli emendamenti che sono di sua competenza esclusiva, in particolare la scelta degli emendamenti che devono essere nuovamente sottoposti all'Aula.

 

Il termine fissato in conformità del paragrafo 3, secondo comma, decorre dal deposito per iscritto o su presentazione orale della relazione della commissione competente. Esso fa salva la possibilità per il Parlamento di determinare il momento opportuno per proseguire l'esame della procedura in questione.

 

4.  Se la commissione competente non è in grado di rispettare questo termine, deve chiedere il rinvio in commissione sulla base dell'articolo 188, paragrafo 1. Se del caso, il Parlamento può fissare un nuovo termine sulla base dell'articolo 188, paragrafo 5. Se la richiesta di rinvio non è accolta, il Parlamento procede alla votazione sul progetto di risoluzione legislativa.

 

Motivazione

Si propone la soppressione dell'articolo in quanto il caso della reiezione, con leggeri adeguamenti per rispecchiare la prassi attuale, è coperto dai nuovi articoli 59 e 59 bis.

Emendamento    63

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 61

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 61

soppresso

Approvazione di emendamenti a una proposta della Commissione

 

1.  Qualora la proposta della Commissione sia approvata nel suo insieme, ma con l'introduzione di emendamenti, la votazione sul progetto di risoluzione legislativa è rinviata al momento in cui la Commissione abbia comunicato la propria posizione su ciascun emendamento del Parlamento.

 

Se la Commissione non è in grado di esprimere la propria posizione al termine della votazione del Parlamento sulla proposta, comunica al Presidente o alla commissione competente il momento in cui sarà in grado di farlo; la proposta è quindi iscritta nel progetto di ordine del giorno della prima tornata successiva.

 

2.  Qualora la Commissione comunichi che non intende accettare tutti gli emendamenti del Parlamento, il relatore della commissione competente o, in mancanza, il presidente di tale commissione presentano al Parlamento una proposta formale quanto all'opportunità di procedere alla votazione sul progetto di risoluzione legislativa. Prima di presentare tale proposta il relatore o il presidente della commissione competente possono chiedere al Presidente del Parlamento di sospendere l'esame del punto.

 

Se il Parlamento decide di aggiornare la votazione, la questione si considera rinviata alla commissione competente per un nuovo esame.

 

In tal caso la commissione competente riferisce al Parlamento, oralmente o per iscritto, entro un termine fissato dal Parlamento e che non può comunque essere superiore a due mesi.

 

Se la commissione competente non è in grado di rispettare il termine, si applica la procedura di cui all'articolo 60, paragrafo 4.

 

In questa fase sono ricevibili soltanto gli emendamenti presentati dalla commissione competente e volti a raggiungere un compromesso con la Commissione.

 

Nulla impedisce al Parlamento di decidere di tenere, ove opportuno, un dibattito conclusivo a seguito della relazione della commissione competente alla quale la questione è stata rinviata.

 

3.  L'applicazione del paragrafo 2 non esclude che qualsiasi altro deputato possa presentare una richiesta di rinvio conformemente all'articolo 188.

 

In caso di rinvio sulla base del paragrafo 2 la commissione competente è tenuta in primo luogo, ai sensi del mandato che tale paragrafo le assegna, a riferire al Parlamento entro la scadenza stabilita e, se del caso, a presentare degli emendamenti volti a raggiungere un compromesso con la Commissione, senza però dover riesaminare l'insieme delle disposizioni approvate dal Parlamento.

 

A tale riguardo, tuttavia, a causa dell'effetto sospensivo del rinvio, la commissione gode della massima libertà e, quando lo ritenga necessario per raggiungere un compromesso, può proporre di ritornare sulle disposizioni sulle quali è stato pronunciato voto favorevole in Aula.

 

In tal caso, dal momento che sono ricevibili solo gli emendamenti di compromesso della commissione e che occorre preservare la sovranità del Parlamento, è necessario che, nel riferire al Parlamento ai sensi del paragrafo 2, si faccia chiara menzione delle disposizioni già approvate che verrebbero a decadere in caso di approvazione dell'emendamento ovvero degli emendamenti proposti.

 

Motivazione

Si propone la soppressione dell'articolo in quanto tutte le disposizioni che non sono obsolete, visto che attualmente il Parlamento negozia con il Consiglio, sono coperte dai nuovi articoli 59 e 59 bis.

Il testo dell'interpretazione figurante al paragrafo 2 è stato spostato all'articolo 59 bis.

Emendamento    64

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 3 – sottotitolo 3

Testo in vigore

Emendamento

Seguito da dare

soppresso

Emendamento    65

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 62

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 62

soppresso

Seguito da dare alla posizione del Parlamento

 

1.  Nel periodo successivo all'approvazione della posizione del Parlamento su una proposta di atto legislativo, il presidente e il relatore della commissione competente seguono la procedura che dà luogo all'adozione della proposta da parte del Consiglio, in particolare per accertarsi che il Consiglio o la Commissione rispettino compiutamente gli impegni assunti nei confronti del Parlamento riguardo alla sua posizione.

 

2.  La commissione competente può invitare la Commissione e il Consiglio a discutere la questione con la commissione stessa.

 

3.  In ogni fase della procedura prevista dal presente articolo la commissione competente può, qualora lo giudichi necessario, presentare una proposta di risoluzione a norma del presente articolo con cui raccomanda al Parlamento di

 

  invitare la Commissione a ritirare la sua proposta, ovvero

 

  chiedere alla Commissione o al Consiglio di consultare nuovamente il Parlamento in conformità dell'articolo 63, o alla Commissione di presentare una nuova proposta, ovvero

 

  prendere qualsiasi altra iniziativa che giudichi opportuna.

 

La proposta di risoluzione è iscritta nel progetto di ordine del giorno della tornata successiva alla decisione della commissione.

 

Motivazione

Il testo dell'articolo va spostato al nuovo capitolo 4 relativo alla procedura di consultazione.

Emendamento    66

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 63

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 63

Articolo 63

Nuova presentazione della proposta al Parlamento

Nuova presentazione della proposta al Parlamento

Procedura legislativa ordinaria

 

1.  Su richiesta della commissione competente, il Presidente chiede alla Commissione di presentare nuovamente al Parlamento la proposta qualora

1.  Su richiesta della commissione competente, il Presidente chiede alla Commissione di presentare nuovamente al Parlamento la proposta qualora

  la Commissione ritiri la sua proposta iniziale, dopo che il Parlamento ha adottato la sua posizione, per sostituirla con un nuovo testo, a meno che non si proceda in tal senso al fine di tenere conto della posizione del Parlamento, ovvero

 

–  la Commissione modifichi o intenda modificare sostanzialmente la sua proposta iniziale, a meno che non si proceda in tal senso al fine di tenere conto della posizione del Parlamento, ovvero

–  la Commissione sostituisca, modifichi o intenda modificare sostanzialmente la sua proposta iniziale, dopo che il Parlamento ha adottato la sua posizione, a meno che non si proceda in tal senso al fine di tenere conto della posizione del Parlamento,

–  a seguito del passare del tempo o del mutare delle circostanze, la natura del problema su cui verte la proposta cambi sostanzialmente, ovvero

–  la natura del problema su cui verte la proposta cambi sostanzialmente a seguito del passare del tempo o del mutare delle circostanze, ovvero

–  abbiano avuto luogo nuove elezioni al Parlamento dopo che quest'ultimo ha adottato la sua posizione e la Conferenza dei presidenti lo ritenga opportuno.

–  abbiano avuto luogo nuove elezioni al Parlamento dopo che quest'ultimo ha adottato la sua posizione e la Conferenza dei presidenti lo ritenga opportuno.

 

1 bis.  Se è prevista una modifica della base giuridica di una proposta che faccia venir meno l'applicazione della procedura legislativa ordinaria alla proposta stessa, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione procedono, a norma del punto 25 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", ad uno scambio di opinioni sulla questione attraverso i rispettivi Presidenti o rappresentanti.

2.  Su richiesta della commissione competente, il Parlamento chiede al Consiglio di presentargli nuovamente una proposta di atto legislativo a norma dell'articolo 294 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, qualora il Consiglio intenda modificare la base giuridica della proposta in modo tale da far venir meno l'applicazione della procedura legislativa ordinaria.

2.  A seguito dello scambio di opinioni di cui al paragrafo 1 bis e su richiesta della commissione competente, il Presidente chiede al Consiglio di presentare nuovamente al Parlamento il progetto di atto giuridicamente vincolante, qualora la Commissione o il Consiglio intenda modificare la base giuridica prevista nella posizione del Parlamento in prima lettura, in modo tale da far venir meno l'applicazione della procedura legislativa ordinaria.

Altre procedure

 

3.  Su richiesta della commissione competente, il Presidente invita il Consiglio a consultare nuovamente il Parlamento nelle stesse circostanze e alle stesse condizioni precisate al paragrafo 1 nonché qualora il Consiglio modifichi o intenda modificare sostanzialmente la sua proposta iniziale sulla quale il Parlamento ha emesso un parere, a meno che non si proceda in tal senso al fine di integrare gli emendamenti del Parlamento.

 

4.  Il Presidente chiede inoltre al Consiglio di consultare nuovamente il Parlamento sulla proposta di atto, nelle circostanze specificate nel presente articolo, se il Parlamento così decide su richiesta di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati.

 

Motivazione

I titoli delle sottosezioni possono essere soppressi in quanto saranno inclusi nel capitolo relativo alla procedura legislativa ordinaria.

Il paragrafo 1, trattino 1, va soppresso in quanto è accorpato al trattino successivo.

I paragrafi 3 e 4, leggermente modificati, saranno spostati al nuovo capitolo 4 relativo alla procedura di consultazione.

Emendamento    67

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 4 – titolo

Testo in vigore

Emendamento

CAPITOLO 4

SEZIONE 2

SECONDA LETTURA

SECONDA LETTURA

Emendamento    68

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 4 – sottotitolo 1

Testo in vigore

Emendamento

Fase dell'esame in commissione

soppresso

Emendamento    69

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 64

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 64

Articolo 64

Comunicazione della posizione del Consiglio

Comunicazione della posizione del Consiglio

1.  La comunicazione della posizione del Consiglio conformemente all'articolo 294 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ha luogo nel momento in cui il Presidente ne dà l'annuncio in Aula. Il Presidente procede a tale annuncio dopo aver ricevuto i documenti in cui figurano la posizione stessa, tutte le dichiarazioni riportate a verbale dal Consiglio al momento dell'adozione della posizione, i motivi che hanno indotto il Consiglio ad adottarla nonché la posizione della Commissione, debitamente tradotti nelle lingue ufficiali dell'Unione europea. L'annuncio del Presidente è fatto nel corso della tornata successiva al ricevimento di tali documenti.

1.  La comunicazione della posizione del Consiglio conformemente all'articolo 294 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ha luogo nel momento in cui il Presidente ne dà l'annuncio in Aula. Il Presidente procede a tale annuncio dopo aver ricevuto i documenti in cui figurano la posizione stessa, tutte le dichiarazioni riportate a verbale dal Consiglio al momento dell'adozione della posizione, i motivi che hanno indotto il Consiglio ad adottarla nonché la posizione della Commissione, debitamente tradotti nelle lingue ufficiali dell'Unione europea. L'annuncio del Presidente è fatto nel corso della tornata successiva al ricevimento di tali documenti.

Prima di procedere all'annuncio, il Presidente verifica, in consultazione con il presidente della commissione competente e/o il relatore, che il testo inviatogli abbia effettivamente natura di posizione del Consiglio in prima lettura e che non sussistano gli estremi dell'articolo 63. In caso contrario, il Presidente ricerca, d'intesa con la commissione competente e, se possibile, in accordo con il Consiglio, la soluzione adeguata.

Prima di procedere all'annuncio, il Presidente verifica, in consultazione con il presidente della commissione competente e/o il relatore, che il testo inviatogli abbia effettivamente natura di posizione del Consiglio in prima lettura e che non sussistano gli estremi dell'articolo 63. In caso contrario, il Presidente ricerca, d'intesa con la commissione competente e, se possibile, in accordo con il Consiglio, la soluzione adeguata.

 

1 bis.  Il giorno del suo annuncio in Aula, la posizione del Consiglio si considera deferita d'ufficio alla commissione competente in prima lettura.

2.  L'elenco di tali comunicazioni con la denominazione della commissione competente è pubblicato nel processo verbale delle sedute.

2.  L'elenco di tali comunicazioni con la denominazione della commissione competente è pubblicato nel processo verbale delle sedute.

Motivazione

Il paragrafo 1 bis (nuovo) è ripreso dall'articolo 66, paragrafo 1.

Emendamento    70

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 65

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 65

Articolo 65

Proroga dei termini

Proroga dei termini

1.  Il Presidente, su richiesta del presidente della commissione competente per quanto riguarda i termini fissati per la seconda lettura, ovvero su richiesta della delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione per quanto riguarda i termini fissati per la conciliazione, proroga il termine in causa conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

1.  Il Presidente, su richiesta del presidente della commissione competente, proroga i termini fissati per la seconda lettura conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

2.  Il Presidente notifica al Parlamento ogni proroga dei termini decisa, conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, su iniziativa del Parlamento o del Consiglio.

2.  Il Presidente notifica al Parlamento ogni proroga dei termini decisa, conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, su iniziativa del Parlamento o del Consiglio.

Motivazione

L'articolo 65 è incluso nel capitolo sulla seconda lettura ma copre di fatto sia la seconda che la terza lettura. La disposizione attualmente contenuta nel paragrafo 1 sulla proroga dei termini nella terza lettura è inclusa nel nuovo articolo 69 ter.

Emendamento    71

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 66

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 66

Articolo 66

Deferimento alla commissione competente e successiva procedura

Procedura in sede di commissione competente

1.  Il giorno della sua comunicazione al Parlamento conformemente all'articolo 64, paragrafo 1, la posizione del Consiglio si considera deferita d'ufficio alla commissione competente per il merito e a quelle competenti per parere in prima lettura.

 

2.  La posizione del Consiglio è iscritta come primo punto all'ordine del giorno della prima riunione della commissione competente per il merito successiva alla data della sua comunicazione. Il Consiglio può essere invitato a presentare la sua posizione.

2.  La posizione del Consiglio è iscritta come punto prioritario all'ordine del giorno della prima riunione della commissione competente per il merito successiva alla data della sua comunicazione. Il Consiglio può essere invitato a presentare la sua posizione.

3.  Salvo diversa decisione, per la seconda lettura il relatore resta lo stesso della prima.

3.  Salvo diversa decisione, per la seconda lettura il relatore resta lo stesso della prima.

4.  Si applicano alle deliberazioni della commissione competente le disposizioni di cui all'articolo 69, paragrafi 2, 3 e 5, relative alla seconda lettura del Parlamento; solo i membri titolari e i sostituti permanenti di tale commissione possono presentare proposte di reiezione o emendamenti. La commissione decide a maggioranza dei voti espressi.

4.  Si applicano alle deliberazioni della commissione competente le disposizioni di cui all'articolo 69, paragrafi 2 e 3, relative alla ricevibilità degli emendamenti alla posizione del Consiglio; solo i membri titolari e i sostituti permanenti di tale commissione possono presentare proposte di reiezione o emendamenti. La commissione decide a maggioranza dei voti espressi.

5.  Prima della votazione la commissione può chiedere al presidente e al relatore di esaminare, con il Presidente del Consiglio o un suo rappresentante nonché con il Commissario competente presente, i progetti di emendamento presentati in commissione. A seguito di tale discussione, il relatore può presentare emendamenti di compromesso.

 

6.  La commissione competente presenta una raccomandazione per la seconda lettura che propone di approvare, emendare o respingere la posizione adottata dal Consiglio. Nella raccomandazione figura una breve motivazione della decisione proposta.

6.  La commissione competente presenta una raccomandazione per la seconda lettura che propone di approvare, emendare o respingere la posizione adottata dal Consiglio. Nella raccomandazione figura una breve motivazione della decisione proposta.

 

6 bis.  Gli articoli 49, 50, 53 e 188 non si applicano alla seconda lettura.

Motivazione

Paragraph 1 is deleted here and moved, as amended, to Rule 64(1a). The end of the paragraph ("referred automatically to... the committees asked for their opinion at first reading.") is misleading. The committees asked for an opinion do not intervene in second reading, except if they are "associated committees" in the meaning of Rule 54 (see Rule 47(4) and 3rd paragraph of interpretation of Rule 54).

As regards the deletion of paragraph 5, this provision is not in line with (the current and revised) Rule 73, which provide for the intervention of the negotiation team (not only the chair and rapporteur).

As regards the insertion of paragraph 6 a (new), it is moved here, with modifications, from current Rule 47 (4).

Emendamento    72

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 4 – sottotitolo 2

Testo in vigore

Emendamento

Fase dell'esame in Aula

soppresso

Emendamento    73

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 67

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 67

Articolo 67

Conclusione della seconda lettura

Presentazione al Parlamento

1.  La posizione del Consiglio e, qualora esista, la raccomandazione per la seconda lettura della commissione competente sono iscritte d'ufficio nel progetto di ordine del giorno della tornata il cui mercoledì precede ed è più vicino al giorno della conclusione del periodo di tre mesi o, se prorogato, di quattro mesi a norma dell'articolo 65, a meno che la questione non sia stata esaminata in una tornata precedente.

La posizione del Consiglio e, qualora esista, la raccomandazione per la seconda lettura della commissione competente sono iscritte d'ufficio nel progetto di ordine del giorno della tornata il cui mercoledì precede ed è più vicino al giorno della conclusione del periodo di tre mesi o, se prorogato, di quattro mesi a norma dell'articolo 65, a meno che la questione non sia stata esaminata in una tornata precedente.

Dato che le raccomandazioni per la seconda lettura proposte dalle commissioni parlamentari sono testi assimilabili a una motivazione mediante la quale una commissione illustra il suo atteggiamento nei confronti della posizione del Consiglio, tali testi non sono posti in votazione.

 

2.  La seconda lettura è conclusa qualora il Parlamento, entro i termini previsti e alle condizioni fissate dall'articolo 294 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, approvi, respinga o modifichi la posizione del Consiglio.

 

Motivazione

Il paragrafo 2 va soppresso in questo articolo e va spostato, quale modificato, all'articolo 67 bis, paragrafo 5.

Emendamento    74

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 67 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 67 bis

 

Votazione in Parlamento – Seconda lettura

 

1.  Il Parlamento vota innanzitutto sull'eventuale proposta di reiezione immediata della posizione del Consiglio presentata per iscritto dalla commissione competente, da un gruppo politico o da almeno 40 deputati. Affinché sia approvata, tale proposta richiede i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.

 

Se la proposta di reiezione è approvata, con la conseguente reiezione della posizione del Consiglio, il Presidente annuncia in Aula che la procedura legislativa è conclusa

 

Se la proposta di reiezione non è approvata, il Parlamento agisce in conformità dei paragrafi da 2 a 5.

 

2.  Qualsiasi accordo provvisorio presentato dalla commissione competente a norma dell'articolo 73 quinquies, paragrafo 4, ha la precedenza nella votazione ed è oggetto di una votazione unica, a meno che il Parlamento, su richiesta di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, decida di procedere immediatamente alla votazione sugli emendamenti in conformità del paragrafo 3.

 

Se, nell'ambito di una votazione unica, l'accordo provvisorio ottiene i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento, il Presidente annuncia che la seconda lettura del Parlamento è conclusa.

 

Se, nell'ambito di una votazione unica, l'accordo provvisorio non ottiene i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento, quest'ultimo agisce in conformità dei paragrafi da 3 a 5.

 

3.  A meno che non sia approvata una proposta di reiezione in conformità del paragrafo 1 o che non sia approvato un accordo provvisorio in conformità del paragrafo 2, gli emendamenti alla posizione del Consiglio, inclusi quelli contenuti nell'accordo provvisorio presentato dalla commissione competente in conformità dell'articolo 73 quinquies, paragrafo 4, sono posti in votazione. Un emendamento alla posizione del Consiglio è approvato soltanto se ottiene i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.

 

Prima di porre in votazione gli emendamenti, il Presidente può chiedere alla Commissione di precisare la sua posizione e al Consiglio di formulare le sue osservazioni.

 

4.  Nonostante una votazione contraria del Parlamento alla proposta iniziale di reiezione della posizione del Consiglio in conformità del paragrafo 1, il Parlamento può esaminare, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, una nuova proposta di reiezione, dopo aver votato sugli emendamenti in conformità dei paragrafi 2 o 3. Affinché sia approvata, tale proposta richiede i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.

 

Se la posizione del Consiglio è respinta, il Presidente annuncia in Aula che la procedura legislativa è conclusa.

 

5.  Dopo le votazioni effettuate in conformità dei paragrafi da 1 a 4 e le successive votazioni sugli emendamenti al progetto di risoluzione legislativa relativamente a richieste procedurali, il Presidente annuncia che la seconda lettura del Parlamento è conclusa e la risoluzione legislativa è considerata approvata. Se necessario, la risoluzione legislativa è modificata, in conformità dell'articolo 193, paragrafo 2, onde riflettere l'esito delle votazioni effettuate in conformità dei paragrafi da 1 a 4 o l'applicazione dell'articolo 76.

 

Il testo della risoluzione legislativa e la posizione del Parlamento, se del caso, sono trasmessi dal Presidente al Consiglio e alla Commissione.

 

Qualora non sia stata presentata una proposta di reiezione o modifica della posizione del Consiglio, essa si considera approvata.

Motivazione

Le modifiche al paragrafo 1 corrispondono all'attuale articolo 68, paragrafo 1; le modifiche al paragrafo 2 sono intese a uniformarlo alla disposizione sul voto del testo approvato in Aula in prima lettura. La modifica al paragrafo 4 è intesa ad estendere la possibilità di proporre la reiezione al presidente e a un gruppo politico o ad almeno 40 deputati (rispetto all'attuale articolo 68, paragrafo 2). La disposizione attualmente contenuta nell'articolo 171, paragrafo 2, lettera a), è spostata alla fine dell'articolo ed è pertanto soppressa nell'articolo in questione.

Emendamento    75

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 68

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 68

soppresso

Reiezione della posizione del Consiglio

 

1.  La commissione competente, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare, per iscritto ed entro un termine fissato dal Presidente, una proposta di reiezione della posizione del Consiglio. Tale proposta è approvata a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento. La votazione sulla proposta di reiezione della posizione del Consiglio si svolge prima di quella sugli emendamenti alla posizione.

 

2.  Nonostante una votazione contraria alla proposta di reiezione della posizione del Consiglio, il Parlamento può esaminare, su raccomandazione del relatore, una nuova proposta di reiezione, dopo aver votato sugli emendamenti e aver sentito una dichiarazione della Commissione conformemente all'articolo 69, paragrafo 5.

 

3.  Se la posizione del Consiglio è respinta, il Presidente annuncia in Aula che la procedura legislativa è conclusa.

 

Motivazione

Questo articolo va soppresso in quanto la reiezione sarà oggetto del nuovo articolo 67 bis.

Emendamento    76

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 69

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 69

Articolo 69

Emendamenti alla posizione del Consiglio

Ricevibilità degli emendamenti alla posizione del Consiglio

1.  La commissione competente per il merito, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare emendamenti alla posizione del Consiglio per esame in seduta plenaria.

1.  La commissione competente per il merito, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare emendamenti alla posizione del Consiglio per esame in seduta plenaria.

2.  Un emendamento alla posizione del Consiglio è ricevibile soltanto se è conforme alle disposizioni degli articoli 169 e 170 e mira a

2.  Un emendamento alla posizione del Consiglio è ricevibile soltanto se è conforme alle disposizioni degli articoli 169 e 170 e mira a

a)  ripristinare completamente o parzialmente la posizione approvata dal Parlamento in prima lettura, ovvero

a)  ripristinare completamente o parzialmente la posizione approvata dal Parlamento in prima lettura, ovvero

b)  raggiungere un compromesso tra Consiglio e Parlamento, ovvero

b)  raggiungere un compromesso tra Consiglio e Parlamento, ovvero

c)  modificare una parte del testo della posizione del Consiglio che non figura nella proposta presentata in prima lettura o vi compare con diverso tenore e non costituisce una modifica sostanziale ai sensi dell'articolo 63,

c)  modificare una parte del testo della posizione del Consiglio che non figura nella proposta presentata in prima lettura o vi compare con diverso tenore,

d)  tener conto di un fatto o di una nuova situazione giuridica intervenuti dopo la prima lettura.

d)  tener conto di un fatto o di una nuova situazione giuridica intervenuti dopo l'approvazione della posizione del Parlamento in prima lettura.

La decisione del Presidente in merito alla ricevibilità di un emendamento è inoppugnabile.

La decisione del Presidente in merito alla ricevibilità di un emendamento è inoppugnabile.

3.  Qualora abbiano avuto luogo nuove elezioni dopo la prima lettura, ma non sia stata chiesta l'applicazione dell'articolo 63, il Presidente può decidere di derogare alle limitazioni in materia di ricevibilità di cui al paragrafo 2.

3.  Qualora abbiano avuto luogo nuove elezioni dopo la prima lettura, ma non sia stata chiesta l'applicazione dell'articolo 63, il Presidente può decidere di derogare alle limitazioni in materia di ricevibilità di cui al paragrafo 2.

4.  Un emendamento è approvato soltanto se ottiene i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.

 

5.  Prima di porre in votazione gli emendamenti, il Presidente può chiedere alla Commissione di precisare la sua posizione e al Consiglio di formulare le sue osservazioni.

 

Motivazione

Le modifiche al paragrafo 2, comma 1, lettera c), sono proposte perché la frase "e non costituisce una modifica sostanziale ai sensi dell'articolo 63" potrebbe essere interpretata come una condizione addizionale per la ricevibilità.

I paragrafi 4 e 5 saranno soppressi in quanto saranno coperti dall'articolo 67 bis, paragrafo 3.

Emendamento    77

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 5 – titolo

Testo in vigore

Emendamento

CAPITOLO 5

SEZIONE 4

TERZA LETTURA

CONCILIAZIONE E TERZA LETTURA

Emendamento    78

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 5 – sottotitolo 1

Testo in vigore

Emendamento

Conciliazione

soppresso

Emendamento    79

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 69 ter (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 69 ter

 

Proroga dei termini

 

1.  Il Presidente, su richiesta della delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione, proroga i termini fissati per la terza lettura conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

 

2.  Il Presidente notifica al Parlamento ogni proroga dei termini decisa, conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, su iniziativa del Parlamento o del Consiglio.

Emendamento    80

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 71

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 71

Articolo 71

Delegazione al Comitato di conciliazione

Delegazione al Comitato di conciliazione

1.  La delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione è composta da un numero di membri pari a quello dei membri della delegazione del Consiglio.

1.  La delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione è composta da un numero di membri pari a quello dei membri della delegazione del Consiglio.

2.  La composizione politica della delegazione riflette la ripartizione per gruppi politici del Parlamento. La Conferenza dei presidenti fissa il numero preciso di deputati dei vari gruppi politici nella delegazione.

2.  La composizione politica della delegazione riflette la ripartizione per gruppi politici del Parlamento. La Conferenza dei presidenti fissa il numero preciso di deputati dei vari gruppi politici nella delegazione.

3.  I membri della delegazione sono nominati dai gruppi politici per ogni caso specifico di conciliazione, preferibilmente tra i membri delle commissioni interessate, a eccezione di tre membri nominati come membri permanenti di delegazioni consecutive per un periodo di dodici mesi. I tre membri permanenti sono designati dai gruppi politici fra i vicepresidenti e rappresentano almeno due diversi gruppi politici. Il presidente e il relatore della commissione competente sono in ogni caso membri della delegazione.

3.  I membri della delegazione sono nominati dai gruppi politici per ogni caso specifico di conciliazione, preferibilmente tra i membri della commissione competente, a eccezione di tre membri nominati come membri permanenti di delegazioni consecutive per un periodo di dodici mesi. I tre membri permanenti sono designati dai gruppi politici fra i vicepresidenti e rappresentano almeno due diversi gruppi politici. Il presidente e il relatore per la seconda lettura della commissione competente come pure il relatore per parere di ogni commissione associata sono in ogni caso membri della delegazione.

4.  I gruppi politici rappresentati in seno alla delegazione nominano sostituti.

4.  I gruppi politici rappresentati in seno alla delegazione nominano sostituti.

5.  Ciascuno dei gruppi politici e i deputati non iscritti non rappresentati in seno alla delegazione possono inviare un rappresentante a ogni riunione preparatoria interna della delegazione.

5.  Ciascuno dei gruppi politici non rappresentati in seno alla delegazione possono inviare un rappresentante a ogni riunione preparatoria interna della delegazione. Qualora la delegazione non comprenda alcun deputato non iscritto, uno di questi può partecipare a ogni riunione preparatoria interna della delegazione.

6.  La delegazione è guidata dal Presidente o da uno dei tre membri permanenti.

6.  La delegazione è guidata dal Presidente o da uno dei tre membri permanenti.

7.  La delegazione decide a maggioranza dei suoi membri. Le sue discussioni non sono pubbliche.

7.  La delegazione decide a maggioranza dei suoi membri. Le sue discussioni non sono pubbliche.

La Conferenza dei presidenti stabilisce ulteriori orientamenti procedurali per i lavori della delegazione al Comitato di conciliazione.

La Conferenza dei presidenti stabilisce ulteriori orientamenti procedurali per i lavori della delegazione al Comitato di conciliazione.

8.  I risultati della conciliazione sono trasmessi dalla delegazione al Parlamento.

8.  I risultati della conciliazione sono trasmessi dalla delegazione al Parlamento.

Motivazione

Per quanto riguarda le modifiche al paragrafo 3, l'aggiunta del "relatore di ogni commissione associata" rispecchia l'ultimo trattino dell'articolo 54.

Il paragrafo 5 è riformulato per indicare chiaramente che tutti i deputati non iscritti sono rappresentati collettivamente da una sola persona.

Emendamento    81

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 5 – sottotitolo 2

Testo in vigore

Emendamento

Fase dell'esame in Aula

soppresso

Emendamento    82

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 72

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 72

Articolo 72

Progetto comune

Progetto comune

1.  Qualora in sede di Comitato di conciliazione si raggiunga l'accordo su un progetto comune, la questione è iscritta all'ordine del giorno di una seduta del Parlamento compresa nelle sei o, in caso di proroga, otto settimane dalla data di approvazione del progetto comune da parte del Comitato di conciliazione.

1.  Qualora in sede di Comitato di conciliazione si raggiunga l'accordo su un progetto comune, la questione è iscritta all'ordine del giorno di una seduta del Parlamento compresa nelle sei o, in caso di proroga, otto settimane dalla data di approvazione del progetto comune da parte del Comitato di conciliazione.

2.  Il presidente o un altro membro designato della delegazione al Comitato di conciliazione fa una dichiarazione sul progetto comune, che è corredato da una relazione.

2.  Il presidente o un altro membro designato della delegazione al Comitato di conciliazione fa una dichiarazione sul progetto comune, che è corredato da una relazione.

3.  Non possono essere presentati emendamenti al progetto comune.

3.  Non possono essere presentati emendamenti al progetto comune.

4.  Il progetto comune nel suo insieme forma oggetto di una votazione unica. Il progetto comune è approvato qualora raccolga la maggioranza dei voti espressi.

4.  Il progetto comune nel suo insieme forma oggetto di una votazione unica. Il progetto comune è approvato qualora raccolga la maggioranza dei voti espressi.

5.  Qualora in sede di Comitato di conciliazione non si raggiunga un accordo su un progetto comune, il presidente o un altro membro designato della delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione fanno una dichiarazione. Tale dichiarazione è seguita da discussione.

5.  Qualora in sede di Comitato di conciliazione non si raggiunga un accordo su un progetto comune, il presidente o un altro membro designato della delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione fanno una dichiarazione. Tale dichiarazione è seguita da discussione.

 

5 bis.  Durante la procedura di conciliazione tra il Parlamento e il Consiglio a seguito della seconda lettura non vi può essere rinvio in commissione.

 

5 ter.  Gli articoli 49, 50 e 53 non si applicano alla terza lettura.

Motivazione

Il paragrafo 5 bis (nuovo) è ripreso dall'articolo 47, paragrafo 3, e il paragrafo 5 ter (nuovo) è ripreso dall'articolo 47, paragrafo 4.

Emendamento    83

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 6 – titolo

Testo in vigore

Emendamento

CAPITOLO 6

SEZIONE 5

CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA LEGISLATIVA

CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA

Motivazione

Va spostato più avanti prima dell'articolo 78.

Emendamento    84

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 6 – sezione 3 (nuova)

Testo in vigore

Emendamento

 

SEZIONE 3

 

NEGOZIATI INTERISTITUZIONALI NEL QUADRO DELLA PROCEDURA LEGISLATIVA ORDINARIA

 

(La sezione 3 va inserita prima della sezione 4 relativa alla conciliazione e alla terza lettura e contiene l'articolo 73, quale modificato, e gli articoli da 73 bis a 73 quinquies).

Emendamento    85

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 73

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 73

Articolo 73

Negoziati interistituzionali nel quadro delle procedure legislative

Disposizioni generali

1.  I negoziati con le altre istituzioni al fine di pervenire ad un accordo nel corso di una procedura legislativa sono condotti sulla base del Codice di condotta stabilito dalla Conferenza dei presidenti10.

I negoziati con le altre istituzioni al fine di pervenire ad un accordo nel corso di una procedura legislativa possono essere avviati solo a seguito di una decisione adottata in conformità degli articoli da 73 bis a 73 quater o a seguito di un rinvio, da parte del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali. Tali negoziati sono condotti sulla base del Codice di condotta stabilito dalla Conferenza dei presidenti10.

2.  Detti negoziati non sono avviati prima che la commissione competente abbia adottato, caso per caso per ciascuna procedura legislativa interessata e a maggioranza dei suoi membri, una decisione sull'avvio dei negoziati. Tale decisione stabilisce il mandato e la composizione della squadra negoziale. Dette decisioni sono notificate al Presidente, che tiene regolarmente informata la Conferenza dei presidenti.

 

Il mandato è costituito da una relazione approvata in commissione e quindi sottoposta all'esame in Aula. In via eccezionale, qualora la commissione competente ritenga debitamente giustificato avviare negoziati anteriormente all'approvazione di una relazione in commissione, il mandato può essere costituito da una serie di emendamenti o da un insieme di obiettivi, priorità o orientamenti chiaramente definiti.

 

3.  La squadra negoziale è guidata dal relatore e presieduta dal presidente della commissione competente o da un vicepresidente designato dal presidente. Essa comprende almeno i relatori ombra di ogni gruppo politico.

 

4.  Tutti i documenti che si prevede di discutere in una riunione con il Consiglio e con la Commissione ("trilogo") assumono la forma di documenti che indicano le rispettive posizioni delle istituzioni interessate come pure le soluzioni di compromesso possibili e sono trasmessi alla squadra negoziale almeno 48 ore, o in caso di urgenza almeno 24 ore, prima del trilogo in questione.

 

Dopo ogni trilogo, la squadra negoziale riferisce alla commissione competente in occasione della riunione successiva di quest'ultima. I documenti che riflettono l'esito del trilogo più recente sono messi a disposizione della commissione.

 

Qualora non risulti possibile convocare in tempo utile una riunione della commissione, la squadra negoziale riferisce al presidente, ai relatori ombra e ai coordinatori della commissione, a seconda del caso.

 

La commissione competente può aggiornare il mandato alla luce dell'andamento dei negoziati.

 

5.  Se i negoziati sfociano in un compromesso, la commissione competente è informata senza indugio. Il testo concordato è sottoposto all'esame della commissione competente. Se approvato mediante votazione in commissione, il testo concordato è sottoposto all'esame in Aula nella forma appropriata, inclusi gli emendamenti di compromesso. Il testo concordato può essere presentato sotto forma di testo consolidato purché mostri chiaramente le modifiche alla proposta di atto legislativo in esame.

 

6.  Se la procedura prevede commissioni associate o riunioni congiunte delle commissioni, alla decisione sull'avvio di negoziati e allo svolgimento dei negoziati si applicano gli articoli 54 e 55.

 

In caso di disaccordo tra le commissioni interessate, le modalità per l'avvio dei negoziati e lo svolgimento di tali negoziati sono definite dal presidente della Conferenza dei presidenti di commissione conformemente ai principi enunciati nei suddetti articoli.

 

__________________

__________________

10 Cfr. allegato XX.

10 Codice di condotta per la negoziazione nel contesto della procedura legislativa ordinaria.

Emendamento    86

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 73 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 73 bis

 

Negoziati precedenti alla prima lettura del Parlamento

 

1.  Se una commissione ha approvato una relazione legislativa a norma dell'articolo 49, può decidere, a maggioranza dei suoi membri, di avviare negoziati sulla base di tale relazione.

 

2.  Le decisioni sull'avvio di negoziati sono annunciate all'inizio della tornata successiva alla loro approvazione in commissione. Entro la fine del giorno successivo all'annuncio in Aula, gruppi politici o singoli deputati, per un totale di almeno un decimo dei deputati al Parlamento, possono chiedere per iscritto di porre in votazione la decisione della commissione sull'avvio di negoziati. Il Parlamento si pronuncia su tali richieste durante la stessa tornata.

 

Qualora tale richiesta non pervenga entro la scadenza del termine di cui al primo comma, il Presidente informa al riguardo il Parlamento. Qualora tale richiesta sia formulata, il Presidente può dare la parola a un oratore a favore e a un oratore contrario subito prima della votazione. Ciascun oratore può fare una dichiarazione di durata non superiore ai due minuti.

 

3.  Se il Parlamento respinge la decisione della commissione sull'avvio di negoziati, il progetto di atto legislativo e la relazione della commissione competente sono iscritti all'ordine del giorno della tornata successiva e il Presidente fissa un termine per la presentazione di emendamenti. Si applica l'articolo 59, paragrafo 1 ter.

 

4.  I negoziati possono avere inizio in qualsiasi momento dopo la scadenza del termine di cui al paragrafo 2, primo comma, se non è stata formulata alcuna richiesta di procedere a una votazione in Parlamento sulla decisione in merito all'avvio di negoziati. Qualora tale richiesta sia stata formulata, i negoziati possono avere inizio in qualsiasi momento dopo che la decisione della commissione sull'avvio di negoziati sarà stata approvata dal Parlamento.

Motivazione

La correzione consiste nella soppressione delle ultime parole del paragrafo 4 dell'emendamento 263: visto che la votazione alla maggioranza dei voti espressi è la prassi, non è necessario precisarlo. Inoltre, al paragrafo 4, la formulazione "votazione in Aula" è sostituita da "votazione in Parlamento".

Emendamento    87

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 73 ter (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 73 ter

 

Negoziati precedenti alla prima lettura del Consiglio

 

Qualora il Parlamento abbia approvato la propria posizione in prima lettura, quest'ultima costituisce il mandato per eventuali negoziati con altre istituzioni. La commissione competente può decidere, a maggioranza dei suoi membri, di avviare negoziati in qualsiasi momento successivo. Tali decisioni sono comunicate al Parlamento durante la tornata successiva alla votazione in commissione e sono menzionate nel processo verbale.

Emendamento    88

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 73 quater (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 73 quater

 

Negoziati precedenti alla seconda lettura del Parlamento

 

Se la posizione del Consiglio in prima lettura è stata deferita alla commissione competente, la posizione del Parlamento in prima lettura costituisce, nel rispetto dell'articolo 69, il mandato per eventuali negoziati con altre istituzioni. La commissione competente può decidere di avviare negoziati in qualsiasi momento successivo.

 

Qualora la posizione del Consiglio contenga elementi che non sono contemplati dal progetto di atto legislativo o dalla posizione del Parlamento in prima lettura, la commissione può adottare orientamenti per la squadra negoziale, anche sotto forma di emendamenti alla posizione del Consiglio.

Emendamento    89

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 73 quinquies (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 73 quinquies

 

Svolgimento dei negoziati

 

1.  La squadra negoziale del Parlamento è guidata dal relatore ed è presieduta dal presidente della commissione competente o da un vicepresidente designato dal presidente. Essa comprende almeno i relatori ombra di ogni gruppo politico che desidera parteciparvi.

 

2.  Tutti i documenti che si prevede di discutere in una riunione con il Consiglio e con la Commissione ("trilogo") sono trasmessi alla squadra negoziale almeno 48 ore, o in caso di urgenza almeno 24 ore, prima del trilogo in questione.

 

3.  Dopo ogni trilogo, il presidente della squadra negoziale e il relatore, a nome della squadra negoziale, riferiscono alla commissione competente in occasione della riunione successiva di quest'ultima.

 

Qualora non risulti possibile convocare in tempo utile una riunione della commissione, il presidente della squadra negoziale e il relatore, a nome della squadra negoziale, riferiscono in occasione di una riunione dei coordinatori della commissione.

 

4.  Se i negoziati sfociano in un accordo provvisorio, la commissione competente è informata senza indugio. I documenti che riflettono l'esito del trilogo più recente sono messi a disposizione della commissione e sono pubblicati. L'accordo provvisorio è presentato alla commissione competente, la quale decide mediante votazione unica, a maggioranza dei voti espressi. Se approvato, l'accordo provvisorio è sottoposto all'esame in Aula e presentato in modo da indicare chiaramente le modifiche al progetto di atto legislativo.

 

5.  In caso di disaccordo tra le commissioni interessate di cui agli articoli 54 e 55, le disposizioni dettagliate per l'avvio dei negoziati e la condotta di tali negoziati sono definite dal presidente della Conferenza dei presidenti di commissione conformemente ai principi enunciati nei suddetti articoli.

Emendamento    90

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 74

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 74

soppresso

Approvazione di una decisione in merito all'avvio di negoziati interistituzionali prima dell'approvazione di una relazione in commissione

 

1.  Ogni decisione di una commissione relativa all'avvio di negoziati prima dell'approvazione di una relazione in commissione è tradotta in tutte le lingue ufficiali, trasmessa a tutti i deputati al Parlamento e sottoposta alla Conferenza dei presidenti.

 

Su richiesta di un gruppo politico, la Conferenza dei presidenti può decidere di iscrivere il punto per esame, con discussione e votazione, nel progetto di ordine del giorno della tornata successiva alla trasmissione, nel qual caso il Presidente fissa un termine per la presentazione di emendamenti.

 

In mancanza di una decisione della Conferenza dei presidenti di iscrivere il punto nel progetto di ordine del giorno della tornata in questione, la decisione in merito all'avvio dei negoziati è annunciata dal Presidente all'apertura di tale tornata.

 

2.  Il punto è iscritto per esame, con discussione e votazione, nel progetto di ordine del giorno della tornata successiva all'annuncio e il Presidente fissa un termine per la presentazione di emendamenti se un gruppo politico o almeno 40 deputati lo richiedano nelle 48 ore successive all'annuncio.

 

In caso contrario, la decisione sull'avvio dei negoziati si considera approvata.

 

Emendamento    91

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 75

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 75

Articolo 63 bis

Accordo in prima lettura

Accordo in prima lettura

Qualora, conformemente all'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Consiglio informi il Parlamento di avere approvato la posizione del Parlamento, il Presidente, previa messa a punto a norma dell'articolo 193, annuncia in Aula che la proposta è approvata nella formulazione corrispondente alla posizione del Parlamento.

Qualora, conformemente all'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Consiglio informi il Parlamento di avere approvato la posizione del Parlamento, il Presidente, previa messa a punto a norma dell'articolo 193, annuncia in Aula che l'atto legislativo è approvato nella formulazione corrispondente alla posizione del Parlamento.

 

(Questo articolo va spostato alla fine della sezione 1 relativa alla prima lettura)

Motivazione

Questo articolo va spostato alla fine della sezione 1 relativa alla prima lettura.

Emendamento    92

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 76

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 76

Articolo 69 bis

Accordo in seconda lettura

Accordo in seconda lettura

Se non sono approvate proposte di respingere o emendare la posizione del Consiglio a norma degli articoli 68 e 69 entro i termini per la presentazione e votazione di emendamenti o di proposte di reiezione, il Presidente annuncia in Aula che l'atto proposto è stato approvato definitivamente. Il Presidente, congiuntamente al Presidente del Consiglio, firma l'atto proposto e ne dispone la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, in conformità dell'articolo 78.

Se non sono presentate proposte di respingere o emendare la posizione del Consiglio a norma degli articoli 67 bis e 69 entro i termini per la presentazione e votazione di emendamenti o di proposte di reiezione, il Presidente annuncia in Aula che l'atto proposto è stato approvato definitivamente.

 

(L'articolo viene spostato alla fine della sezione 2 relativa alla seconda lettura.)

Motivazione

Il contenuto dell'ultima frase è inserito all'articolo 78.

Emendamento    93

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 77

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 77

soppresso

Requisiti per la redazione degli atti legislativi

 

1.  Gli atti adottati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria menzionano la natura dell'atto, seguita dal numero d'ordine, dalla data di adozione e da un'indicazione dell'oggetto.

 

2.  Gli atti adottati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio contengono:

 

a) la formula "Il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea",

 

b) l'indicazione delle disposizioni in virtù delle quali l'atto è adottato, precedute dalla parola "visto",

 

c) il visto relativo alle proposte presentate, ai pareri resi e alle consultazioni effettuate,

 

d) la motivazione dell'atto, che comincia con i termini "considerando quanto segue" o "considerando che",

 

e) una formula quale "hanno adottato il presente regolamento", o "hanno adottato la presente direttiva" o "hanno adottato la presente decisione" o "decidono", seguita dal corpo dell'atto.

 

3.  Gli atti sono divisi in articoli, eventualmente raggruppati in capitoli e sezioni.

 

4.  L'ultimo articolo di un atto stabilisce la data dell'entrata in vigore, qualora questa sia anteriore o posteriore al ventesimo giorno successivo alla pubblicazione.

 

5.  L'ultimo articolo di un atto è seguito

 

– dalla formula appropriata, conformemente alle pertinenti disposizioni dei trattati, in relazione alla sua applicabilità;

 

– dalla formula "Fatto a", seguita dalla data di adozione dell'atto;

 

– dalla formula "Per il Parlamento europeo, Il Presidente", "Per il Consiglio, Il Presidente", seguita dai nomi del Presidente del Parlamento europeo e del Presidente del Consiglio in carica al momento dell'adozione dell'atto.

 

Motivazione

L'articolo sarà soppresso e trasformato in un allegato al regolamento. Il regolamento interno del Consiglio contiene disposizioni simili in un allegato e non nel corpo del testo. Il Parlamento, il Consiglio e la Commissione hanno concordato, a livello amministrativo, norme dettagliate relative alla redazione degli atti legislativi (in particolare nella guida pratica comune ad uso delle persone che contribuiscono alla redazione dei testi legislativi dell'Unione europea).

Emendamento    94

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 78

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 78

Articolo 78

Firma degli atti adottati

Firma e pubblicazione degli atti adottati

Previa messa a punto del testo approvato a norma dell'articolo 193 e previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, gli atti adottati secondo la procedura legislativa ordinaria sono firmati dal Presidente e dal Segretario generale e sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea a cura dei Segretari generali del Parlamento e del Consiglio.

Previa messa a punto del testo approvato a norma dell'articolo 193 e dell'allegato XVI bis e previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, gli atti adottati secondo la procedura legislativa ordinaria sono firmati dal Presidente e dal Segretario generale.

 

I Segretari generali del Parlamento e del Consiglio provvedono quindi alla pubblicazione dell'atto nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Motivazione

La modifica è volta a stabilire la base giuridica per il nuovo allegato contenente il testo dell'articolo 77 in vigore.

Emendamento    95

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 4 (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

CAPITOLO 4

 

DISPOSIZIONI SPECIFICHE ALLA PROCEDURA DI CONSULTAZIONE

 

(Da inserire dopo l'articolo 78.)

Motivazione

La correzione riguarda solamente il titolo del capitolo 4 ed è intesa a evitare di dare l'impressione che il capitolo contenga tutte le disposizioni relative alla procedura di consultazione.

Emendamento    96

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 78 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 78 bis

 

Modifica di una proposta di atto giuridicamente vincolante

 

Qualora la Commissione intenda sostituire o modificare la sua proposta di atto giuridicamente vincolante, la commissione competente può sospendere il suo esame della questione fino a quando non abbia ricevuto la nuova proposta ovvero le modifiche della Commissione.

Motivazione

Questa disposizione figura attualmente all'articolo 57, paragrafo 1. Le modifiche proposte mirano a semplificare il testo.

Emendamento    97

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 78 ter (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 78 ter

 

Posizione della Commissione sugli emendamenti

 

Prima di procedere alla votazione finale su una proposta di atto giuridicamente vincolante, la commissione competente può chiedere alla Commissione di precisare la sua posizione in merito a tutti gli emendamenti alla sua proposta approvati in commissione.

 

Se del caso, tale posizione viene inserita nella relazione della commissione competente.

Motivazione

Questa disposizione figura attualmente all'articolo 58. Le modifiche proposte mirano a semplificare il testo.

Emendamento    98

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 78 quater (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 78 quater

 

Votazione in Aula

 

L'articolo 59, paragrafi -1, 1, 1 ter e 1 quater, si applica mutatis mutandis.

Emendamento    99

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 78 quinquies (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 78 quinquies

 

Seguito da dare alla posizione del Parlamento

 

1.  Nel periodo successivo all'approvazione della posizione del Parlamento su un progetto di atto giuridicamente vincolante, il presidente e il relatore della commissione competente seguono la procedura che dà luogo all'adozione del progetto di atto da parte del Consiglio, in particolare per accertarsi che il Consiglio o la Commissione rispettino compiutamente tutti gli impegni assunti nei confronti del Parlamento riguardo alla sua posizione. Essi riferiscono regolarmente alla commissione competente.

 

2.  La commissione competente può invitare la Commissione e il Consiglio a discutere la questione con la commissione stessa.

 

3.  In ogni fase della procedura prevista dal presente articolo la commissione competente può, qualora lo giudichi necessario, presentare una proposta di risoluzione con cui raccomanda al Parlamento di

 

  invitare la Commissione a ritirare la sua proposta,

 

  chiedere alla Commissione o al Consiglio di consultare nuovamente il Parlamento in conformità dell'articolo 78 sexies, o alla Commissione di presentare una nuova proposta, ovvero

 

  prendere qualsiasi altra iniziativa che giudichi opportuna.

 

La proposta di risoluzione è iscritta nel progetto di ordine del giorno della tornata successiva all'approvazione della proposta della commissione.

Motivazione

La disposizione inserita in questo punto figura attualmente all'articolo 62.

Emendamento    100

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 78 sexies (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 78 sexies

 

Nuova presentazione della proposta al Parlamento

 

1.  Su richiesta della commissione competente, il Presidente invita il Consiglio a consultare nuovamente il Parlamento nelle stesse circostanze e alle stesse condizioni precisate all'articolo 63, paragrafo 1, nonché qualora il Consiglio modifichi o intenda modificare sostanzialmente il progetto iniziale di atto giuridicamente vincolante sul quale il Parlamento ha espresso la sua posizione, a meno che non si proceda in tal senso al fine di integrare gli emendamenti del Parlamento.

 

2.  Il Presidente chiede inoltre al Consiglio di consultare nuovamente il Parlamento sul progetto di atto giuridicamente vincolante, nelle circostanze specificate nel presente articolo, se il Parlamento così decide su richiesta di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati.

Motivazione

Il paragrafo 1 riprende il testo dell'articolo 63, paragrafo 3. Il paragrafo 2 riprende il testo dell'articolo 63, paragrafo 4.

Emendamento    101

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 7 – numerazione

Testo in vigore

Emendamento

CAPITOLO 7

CAPITOLO 5

QUESTIONI COSTITUZIONALI

QUESTIONI COSTITUZIONALI

Motivazione

Il capitolo 7 diventa il capitolo 5.

Emendamento    102

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 81

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 81

Articolo 81

Trattati di adesione

Trattati di adesione

1.  Ogni richiesta di uno Stato europeo di diventare membro dell'Unione europea è deferita, per esame, alla commissione competente.

1.  Ogni richiesta di uno Stato europeo di diventare membro dell'Unione europea conformemente all'articolo 49 del trattato sull'Unione europea è deferita, per esame, alla commissione competente.

2.  Il Parlamento può decidere, su proposta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, di chiedere al Consiglio e alla Commissione di partecipare a una discussione prima che inizino i negoziati con lo Stato richiedente.

2.  Il Parlamento può decidere, su proposta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, di chiedere al Consiglio e alla Commissione di partecipare a una discussione prima che inizino i negoziati con lo Stato richiedente.

3.  Per l'intera durata dei negoziati, la Commissione e il Consiglio informano regolarmente ed esaurientemente la commissione competente dell'andamento dei negoziati, se necessario in forma riservata.

3.  La commissione competente chiede alla Commissione e al Consiglio di fornirle regolarmente informazioni esaurienti sull'andamento dei negoziati, se necessario in forma riservata.

4.  In ogni fase dei negoziati, sulla base di una relazione della commissione competente, il Parlamento può adottare raccomandazioni e chiedere che esse siano tenute in considerazione prima della conclusione di un trattato di adesione di uno Stato richiedente all'Unione europea.

4.  In ogni fase dei negoziati, sulla base di una relazione della commissione competente, il Parlamento può adottare raccomandazioni e chiedere che esse siano tenute in considerazione prima della conclusione di un trattato di adesione di uno Stato richiedente all'Unione europea.

5.  Allorché i negoziati sono conclusi, ma prima della firma di un accordo, il progetto di accordo è sottoposto al Parlamento, per approvazione, a norma dell'articolo 99.

5.  Allorché i negoziati sono conclusi, ma prima della firma di un accordo, il progetto di accordo è sottoposto al Parlamento, per approvazione, a norma dell'articolo 99. In conformità dell'articolo 49 del trattato sull'Unione europea, l'approvazione del Parlamento richiede i voti favorevoli della maggioranza dei membri che lo compongono.

Motivazione

Il paragrafo 3 è riformulato per evitare che il regolamento del Parlamento contenga affermazioni unilaterali su quello che dovrebbero fare le altre istituzioni.

Emendamento    103

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 83

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 83

Articolo 83

Violazione dei principi fondamentali da parte di uno Stato membro

Violazione dei principi e dei valori fondamentali da parte di uno Stato membro

1.  Il Parlamento, sulla base di una relazione specifica della commissione competente elaborata a norma degli articoli 45 e 52, può:

1.  Il Parlamento, sulla base di una relazione specifica della commissione competente elaborata a norma degli articoli 45 e 52, può:

a) porre in votazione una proposta motivata in cui invita il Consiglio ad agire ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea;

a) porre in votazione una proposta motivata in cui invita il Consiglio ad agire ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea;

b) porre in votazione una proposta in cui invita la Commissione o gli Stati membri a presentare una proposta ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea;

b) porre in votazione una proposta in cui invita la Commissione o gli Stati membri a presentare una proposta ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea;

c) porre in votazione una proposta in cui invita il Consiglio ad agire ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3 o, in seguito, dell'articolo 7, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea.

c) porre in votazione una proposta in cui invita il Consiglio ad agire ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3 o, in seguito, dell'articolo 7, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea.

2.  Le richieste di approvazione provenienti dal Consiglio relative a una proposta presentata a norma dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2, del trattato sull'Unione europea, corredate delle osservazioni formulate dallo Stato membro interessato, sono comunicate al Parlamento e deferite alla commissione competente in conformità dell'articolo 99. Tranne in casi urgenti e giustificati, il Parlamento delibera su proposta della commissione competente.

2.  Le richieste di approvazione provenienti dal Consiglio relative a una proposta presentata a norma dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2, del trattato sull'Unione europea, corredate delle osservazioni formulate dallo Stato membro interessato, sono comunicate al Parlamento e deferite alla commissione competente in conformità dell'articolo 99. Tranne in casi urgenti e giustificati, il Parlamento delibera su proposta della commissione competente.

3.  Le decisioni di cui ai paragrafi 1 e 2 richiedono la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, che costituisce la maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.

3.  In conformità dell'articolo 354 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, le decisioni di cui ai paragrafi 1 e 2 richiedono la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, che costituisce la maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.

4.  Previa autorizzazione della Conferenza dei presidenti, la commissione competente può presentare una proposta di risoluzione di accompagnamento. Tale proposta di risoluzione illustra la posizione del Parlamento su una grave violazione da parte di uno Stato membro, sulle opportune sanzioni e sui criteri applicabili per la loro modifica o revoca.

4.  Previa autorizzazione della Conferenza dei presidenti, la commissione competente può presentare una proposta di risoluzione di accompagnamento. Tale proposta di risoluzione illustra la posizione del Parlamento su una grave violazione da parte di uno Stato membro, sulle opportune misure da adottare e sui criteri applicabili per la loro modifica o revoca.

5.  La commissione competente provvede affinché il Parlamento sia tenuto pienamente informato e, se necessario, consultato su tutte le misure di accompagnamento adottate sulla base della sua approvazione, a norma del paragrafo 3. Il Consiglio è invitato ad illustrare gli eventuali sviluppi. Su proposta della commissione competente, elaborata con l'autorizzazione della Conferenza dei presidenti, il Parlamento può approvare raccomandazioni destinate al Consiglio.

5.  La commissione competente provvede affinché il Parlamento sia tenuto pienamente informato e, se necessario, consultato su tutte le misure di accompagnamento adottate sulla base della sua approvazione, a norma del paragrafo 3. Il Consiglio è invitato ad illustrare gli eventuali sviluppi. Su proposta della commissione competente, elaborata con l'autorizzazione della Conferenza dei presidenti, il Parlamento può approvare raccomandazioni destinate al Consiglio.

Motivazione

La modifica apportata al paragrafo 4 è intesa ad allineare la formulazione al trattato (all'articolo 7 TUE viene usato il termine "misure", non "sanzioni").

Emendamento    104

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 84

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 84

Articolo 84

Composizione del Parlamento

Composizione del Parlamento

In tempo utile prima del termine di una legislatura, il Parlamento può, sulla base di una relazione elaborata dalla commissione competente in conformità dell'articolo 45, formulare una proposta volta a modificare la propria composizione. Il progetto di decisione del Consiglio europeo che stabilisce la composizione del Parlamento è esaminato in conformità dell'articolo 99.

In tempo utile prima del termine di una legislatura, il Parlamento può, sulla base di una relazione elaborata dalla commissione competente in conformità dell'articolo 14, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea e degli articoli 45 e 52 del suo regolamento, formulare una proposta volta a modificare la propria composizione. Il progetto di decisione del Consiglio europeo che stabilisce la composizione del Parlamento è esaminato in conformità dell'articolo 99.

Motivazione

Come per gli altri articoli del capo in esame, è necessario inserire un riferimento al pertinente articolo del trattato (articolo 14, paragrafo 2, TUE), che costituisce la base dell'iniziativa del Parlamento.

Emendamento    105

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 85

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 85

Articolo 85

Cooperazione rafforzata fra Stati membri

Cooperazione rafforzata fra Stati membri

1.  Le richieste miranti a instaurare una cooperazione rafforzata fra gli Stati membri a norma dell'articolo 20 del trattato sull'Unione europea sono deferite per esame dal Presidente alla commissione competente. Si applicano gli articoli 39, 41, 43, 47, da 57 a 63 e 99, ove opportuno.

1.  Le richieste miranti a instaurare una cooperazione rafforzata fra gli Stati membri a norma dell'articolo 20 del trattato sull'Unione europea sono deferite per esame dal Presidente alla commissione competente. Si applica l'articolo 99.

2.  La commissione competente verifica il rispetto dell'articolo 20 del trattato sull'Unione europea e degli articoli da 326 a 334 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

2.  La commissione competente verifica il rispetto dell'articolo 20 del trattato sull'Unione europea e degli articoli da 326 a 334 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

3.  Gli atti successivi proposti nel quadro della cooperazione rafforzata, una volta istituita, sono esaminati dal Parlamento nel quadro delle stesse procedure seguite quando non si applica la cooperazione rafforzata. Si applica l'articolo 47.

3.  Gli atti successivi proposti nel quadro della cooperazione rafforzata, una volta istituita, sono esaminati dal Parlamento nel quadro delle stesse procedure seguite quando non si applica la cooperazione rafforzata. Si applica l'articolo 47.

Motivazione

Vengono eliminati vari riferimenti superflui (i rimandi agli articoli da 57 a 63 sulla prima lettura come pure agli articoli 39, 41, 43 e 47 non sono necessari). Quanto alla procedura di approvazione, essa è di norma disciplinata dal solo articolo 99.

Emendamento    106

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 8 – numerazione

Testo in vigore

Emendamento

CAPITOLO 8

CAPITOLO 6

PROCEDURA DI BILANCIO

PROCEDURA DI BILANCIO

Emendamento    107

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 86

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 86

Articolo 86

Quadro finanziario pluriennale

Quadro finanziario pluriennale

Qualora il Consiglio chieda l'approvazione del Parlamento sulla proposta di regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale, la questione è deferita alla commissione competente secondo la procedura di cui all'articolo 99. L'approvazione del Parlamento richiede i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che lo compongono.

Qualora il Consiglio chieda l'approvazione del Parlamento sulla proposta di regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale, la questione è trattata a norma dell'articolo 99. In conformità dell'articolo 312, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, l'approvazione del Parlamento richiede i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che lo compongono.

Emendamento    108

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 86 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 86 bis

 

Procedura di bilancio annuale

 

La commissione competente può decidere di redigere qualsiasi relazione che ritenga opportuna in materia di bilancio, tenendo conto dell'allegato all'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria1 bis.

 

Qualsiasi altra commissione può esprimere un parere entro il termine fissato dalla commissione competente.

 

___________________

 

1 bis GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.

Motivazione

La modifica intende eliminare l'articolo 87 in vigore e sostituirlo con un nuovo articolo sulla procedura di bilancio annuale.

Emendamento    109

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 87

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 87

soppresso

Documenti di lavoro

 

1.  I seguenti documenti sono messi a disposizione dei deputati:

 

a) il progetto di bilancio presentato dalla Commissione;

 

b) il resoconto del Consiglio sul risultato delle sue deliberazioni riguardanti il progetto di bilancio;

 

c) la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio, ai sensi dell'articolo 314, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

 

d) l'eventuale progetto di decisione sui dodicesimi provvisori ai sensi dell'articolo 315 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

 

2.  Tali documenti sono deferiti alla commissione competente. Qualsiasi commissione interessata può esprimere un parere.

 

3.  Se altre commissioni sono interessate ad esprimere un parere, il Presidente fissa il termine entro cui quest'ultimo deve essere trasmesso alla commissione competente.

 

Motivazione

Emendamento    110

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 88

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 88

Articolo 88

Esame del progetto di bilancio - Prima fase

Posizione del Parlamento sul progetto di bilancio

1.  Ogni deputato può, secondo le modalità stabilite in appresso, presentare e illustrare progetti di emendamento al progetto di bilancio.

1.  I singoli deputati possono presentare alla commissione competente emendamenti alla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio.

 

Una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare in seduta plenaria emendamenti alla posizione del Consiglio.

2.  Per essere ricevibili i progetti di emendamento devono essere presentati per iscritto, essere sottoscritti da almeno 40 deputati ovvero presentati a nome di un gruppo politico o di una commissione, devono indicare la posizione in materia di bilancio cui si riferiscono e garantire il rispetto del principio dell'equilibrio delle entrate e delle spese. I progetti di emendamento forniscono ogni indicazione utile circa il commento alla disposizione di bilancio in oggetto.

2.  Gli emendamenti sono presentati e motivati per iscritto, sono sottoscritti dai loro autori e indicano la linea di bilancio cui si riferiscono.

Tutti i progetti di emendamento al progetto di bilancio devono essere corredati da una motivazione scritta.

 

3.  Il Presidente stabilisce il termine di presentazione dei progetti di emendamento.

3.  Il Presidente stabilisce il termine di presentazione degli emendamenti.

4.  La commissione competente per il merito esprime il proprio parere sui testi così presentati prima della loro discussione in seduta plenaria.

4.  La commissione competente per il merito vota sugli emendamenti prima della loro discussione in seduta plenaria.

I progetti di emendamento che siano stati respinti in seno alla commissione competente per il merito non sono posti in votazione in Aula a meno che una commissione o almeno 40 deputati non ne abbiano fatto richiesta per iscritto entro un termine fissato dal Presidente; tale termine non può in ogni caso essere inferiore a 24 ore prima dell'inizio della votazione.

4 bis.   Gli emendamenti presentati in seduta plenaria che siano stati respinti in seno alla commissione competente per il merito possono essere posti in votazione solo se una commissione o almeno 40 deputati ne abbiano fatto richiesta per iscritto entro un termine fissato dal Presidente; tale termine non può in ogni caso essere inferiore a 24 ore prima dell'inizio della votazione.

5.  I progetti di emendamento allo stato di previsione del Parlamento che riprendano progetti analoghi a quelli già respinti dal Parlamento in sede di elaborazione di tale stato di previsione, sono posti in discussione solo se hanno ottenuto il parere favorevole della commissione competente per il merito.

5.  Gli emendamenti allo stato di previsione del Parlamento che riprendano progetti analoghi a quelli già respinti dal Parlamento in sede di elaborazione di tale stato di previsione sono posti in discussione solo se hanno ottenuto il parere favorevole della commissione competente per il merito.

6.  In deroga al disposto dell'articolo 59, paragrafo 2, il Parlamento si pronuncia con votazioni distinte e successive su:

6.  Il Parlamento si pronuncia con votazioni successive su:

–  ogni progetto di emendamento,

–  gli emendamenti alla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio, per sezione,

  ogni sezione del progetto di bilancio,

 

–  le proposte di risoluzione relative a tale progetto di bilancio;

–   le proposte di risoluzione relative a tale progetto di bilancio.

Sono tuttavia applicabili le disposizioni di cui all'articolo 174, paragrafi da 4 a 8.

Sono tuttavia applicabili le disposizioni di cui all'articolo 174, paragrafi da 4 a 8 bis.

7.  Gli articoli, i capitoli, i titoli e le sezioni del progetto di bilancio per i quali non siano stati presentati progetti di emendamento sono considerati approvati.

7.  Gli articoli, i capitoli, i titoli e le sezioni del progetto di bilancio per i quali non siano stati presentati emendamenti sono considerati approvati.

8.  Per essere approvati i progetti di emendamento devono ottenere i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.

8.  In conformità dell'articolo 314, paragrafo 4, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per essere approvati gli emendamenti devono ottenere i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.

9.  Qualora il Parlamento abbia emendato il progetto di bilancio, quest'ultimo così emendato è trasmesso al Consiglio e alla Commissione corredato delle motivazioni.

9.  Qualora il Parlamento abbia emendato la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio, la posizione così emendata è trasmessa al Consiglio e alla Commissione corredata delle motivazioni e del processo verbale della seduta in cui gli emendamenti sono stati approvati.

10.  Il processo verbale della seduta nel corso della quale il Parlamento si è pronunciato in merito al progetto di bilancio è trasmesso al Consiglio e alla Commissione.

 

Motivazione

The title of Rule 88 is changed and brought in line with point 13 of the Annex to the IIA. As regards the changes to paragraph 1, they clarify the possibility to table amendments to the Council's position.

Paragraph 2 subparagraph 2 is deleted here and included in subparagraph 1.

As regards the changes to paragraph 4, the word "texts" is quite vague and therefore it is replaced by "amendments".

As regards the changes to paragraph 6 in the introductory part, the word "notwithstanding" is deleted to avoid unnecessary questions on the applicability of the other Rules governing the first reading.

The modifications to paragraph 6 subparagraph 2 reflect the changes in Rule 174.

Emendamento    111

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 89

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 89

Articolo 95 bis

Trilogo finanziario

Cooperazione interistituzionale

Il Presidente partecipa ai regolari incontri fra i Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione convocati, su iniziativa della Commissione, nel quadro delle procedure di bilancio di cui al titolo II della parte sesta del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il Presidente prende tutte le misure necessarie per promuovere la concertazione e il ravvicinamento delle posizioni delle istituzioni al fine di agevolare l'attuazione delle procedure summenzionate.

In conformità dell'articolo 324 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Presidente partecipa ai regolari incontri fra i Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione convocati, su iniziativa della Commissione, nel quadro delle procedure di bilancio di cui al titolo II della parte sesta del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il Presidente prende tutte le misure necessarie per promuovere la concertazione e il ravvicinamento delle posizioni delle istituzioni al fine di agevolare l'attuazione delle procedure summenzionate.

Il Presidente del Parlamento può delegare questo compito a un Vicepresidente con esperienza in materia di bilancio o al presidente della commissione competente per le questioni di bilancio.

Il Presidente del Parlamento può delegare questo compito a un Vicepresidente con esperienza in materia di bilancio o al presidente della commissione competente per le questioni di bilancio.

 

(L'articolo in esame, quale modificato, viene spostato alla fine del capitolo relativo alla procedura di bilancio, dopo l'articolo 95.)

Motivazione

Emendamento    112

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 91

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 91

(Non concerne la versione italiana)

Adozione definitiva del bilancio

Una volta constatata l'adozione del bilancio in conformità delle disposizioni dell'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Presidente proclama in seduta che il bilancio è definitivamente adottato. Egli provvede a farlo pubblicare nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Emendamento    113

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 93

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 93

Articolo 93

Discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio

Discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio

Le disposizioni concernenti la procedura da applicare per la decisione sul discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio, in conformità delle disposizioni finanziarie del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e del Regolamento finanziario, sono allegate al presente regolamento11. Dette disposizioni sono approvate a norma dell'articolo 227, paragrafo 2, del presente regolamento.

Le disposizioni concernenti la procedura relativa al discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio, in conformità delle disposizioni finanziarie del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e del Regolamento finanziario, sono allegate al presente regolamento11.

__________________

__________________

11 Cfr. allegato V.

11 Cfr. allegato V.

Motivazione

Allineamento della versione EN ad altre versioni linguistiche (FR, IT, NL).

Emendamento    114

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 94

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 94

Articolo 94

Altre procedure in materia di discarico

Altre procedure in materia di discarico

Le disposizioni che disciplinano la procedura relativa al discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio si applicano anche alla procedura relativa al discarico da dare:

Le disposizioni che disciplinano la procedura relativa al discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio, in conformità dell'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, si applicano anche alla procedura relativa al discarico da dare:

– al Presidente del Parlamento europeo per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo;

– al Presidente del Parlamento europeo per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo;

–  ai responsabili dell'esecuzione dei bilanci di altre istituzioni e organi dell'Unione europea, quali il Consiglio (per quanto riguarda la sua funzione esecutiva), la Corte di giustizia dell'Unione europea, la Corte dei conti, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni;

–  ai responsabili dell'esecuzione dei bilanci di altre istituzioni e organi dell'Unione europea, quali il Consiglio, la Corte di giustizia dell'Unione europea, la Corte dei conti, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni;

– alla Commissione per l'esecuzione del bilancio del Fondo europeo di sviluppo;

– alla Commissione per l'esecuzione del bilancio del Fondo europeo di sviluppo;

– agli organi responsabili dell'esecuzione del bilancio di organismi giuridicamente indipendenti che svolgono funzioni dell'Unione, nella misura in cui le disposizioni che ne disciplinano l'attività prevedano il discarico da parte del Parlamento europeo.

– agli organi responsabili dell'esecuzione del bilancio di organismi giuridicamente indipendenti che svolgono funzioni dell'Unione, nella misura in cui le disposizioni che ne disciplinano l'attività prevedano il discarico da parte del Parlamento europeo.

Motivazione

La modifica proposta alla parte introduttiva è intesa a chiarire che il discarico è concesso sulla base dell'articolo 319 TFUE.

Per quanto concerne il secondo trattino, vengono eliminati i termini "(per quanto riguarda la sua funzione esecutiva)" poiché è chiaro che il discarico non riguarda le attività politiche del Consiglio.

Emendamento    115

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 95

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 95

Articolo 92 bis

Controllo del Parlamento sull'esecuzione del bilancio

Esecuzione del bilancio

1.  Il Parlamento procede al controllo dell'esecuzione del bilancio in corso. Esso affida tale compito alle commissioni competenti in materia di bilancio e di controllo dei bilanci nonché alle altre commissioni interessate.

1.  Il Parlamento procede al controllo dell'esecuzione del bilancio in corso. Esso affida tale compito alle commissioni competenti in materia di bilancio e di controllo dei bilanci nonché alle altre commissioni interessate.

2.  Il Parlamento esamina ogni anno, anteriormente alla prima lettura del progetto di bilancio relativo all'esercizio successivo, i problemi inerenti all'esecuzione del bilancio in corso, se del caso sulla base di una proposta di risoluzione presentata dalla commissione in materia.

2.  Il Parlamento esamina ogni anno, anteriormente alla sua lettura del progetto di bilancio relativo all'esercizio successivo, i problemi inerenti all'esecuzione del bilancio in corso, se del caso sulla base di una proposta di risoluzione presentata dalla commissione in materia.

 

(L'articolo in esame, quale modificato, viene spostato prima dell'articolo 93.)

Motivazione

Emendamento    116

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 9 – numerazione

Testo in vigore

Emendamento

CAPITOLO 9

CAPITOLO 7

PROCEDURE INTERNE DI BILANCIO

PROCEDURE INTERNE DI BILANCIO

Motivazione

Il capitolo 9 diventa il capitolo 7.

Emendamento    117

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 98

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 98

Articolo 98

Competenze in materia di impegno e di liquidazione delle spese

Competenze in materia di impegno e di liquidazione delle spese, di chiusura dei conti e di concessione del discarico

1.  Il Presidente procede o fa procedere all'impegno e alla liquidazione delle spese, nel quadro del regolamento finanziario interno stabilito dall'Ufficio di presidenza, previa consultazione della commissione competente.

1.  Il Presidente procede o fa procedere all'impegno e alla liquidazione delle spese, nel quadro del regolamento finanziario interno stabilito dall'Ufficio di presidenza, previa consultazione della commissione competente.

2.  Il Presidente trasmette alla commissione competente il progetto di rendiconto.

2.  Il Presidente trasmette alla commissione competente il progetto di rendiconto.

3.  Su relazione della commissione competente, il Parlamento chiude i conti e si pronuncia sul discarico.

3.  Su relazione della commissione competente, il Parlamento chiude i conti e si pronuncia sul discarico.

Emendamento    118

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 10 – numerazione

Testo in vigore

Emendamento

CAPITOLO 10

CAPITOLO 8

PROCEDURA DI APPROVAZIONE

PROCEDURA DI APPROVAZIONE

Motivazione

Il capitolo 10 diventa il capitolo 8.

Emendamento    119

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 99

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 99

Articolo 99

Procedura di approvazione

Procedura di approvazione

1.  Qualora sia stato invitato a dare la sua approvazione a un atto proposto, nel deliberare il Parlamento tiene conto di una raccomandazione della commissione competente volta ad approvare o a respingere tale atto. La raccomandazione contiene visti, ma non considerando. Essa può comprendere una breve motivazione, che è redatta sotto la responsabilità del relatore e che non è posta in votazione. L'articolo 56, paragrafo 1, si applica mutatis mutandis. Gli emendamenti presentati in commissione sono ricevibili solo se sono intesi a ribaltare la raccomandazione quale proposta dal relatore.

1.  Qualora il Parlamento sia stato invitato a dare la sua approvazione a un atto giuridicamente vincolante, la commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione volta ad approvare o a respingere l'atto proposto.

 

La raccomandazione contiene visti, ma non considerando. Gli emendamenti in commissione sono ricevibili solo se sono intesi a ribaltare la raccomandazione proposta dal relatore.

 

La raccomandazione può essere corredata di una breve motivazione, che è redatta sotto la responsabilità del relatore e che non è posta in votazione. L'articolo 56, paragrafo 1, si applica mutatis mutandis.

La commissione competente può presentare una proposta di risoluzione non legislativa. In conformità dell'articolo 201, paragrafo 3, in combinato disposto con gli articoli 53, 54 o 55, altre commissioni possono essere coinvolte nell'elaborazione della risoluzione.

1 bis.   Se necessario, la commissione competente può altresì presentare una relazione comprendente una proposta di risoluzione non legislativa, specificando i motivi per cui il Parlamento dovrebbe dare o rifiutare la sua approvazione e, ove opportuno, formulando raccomandazioni per l'attuazione dell'atto proposto.

 

1 ter.   La commissione competente esamina la richiesta di approvazione senza indebiti ritardi. Se la commissione competente non ha adottato la sua raccomandazione entro sei mesi dal deferimento della richiesta di approvazione, la Conferenza dei presidenti può iscrivere la questione all'ordine del giorno di una tornata successiva affinché sia esaminata, ovvero può decidere, in casi debitamente motivati, di prorogare il termine di sei mesi.

Il Parlamento decide sull'atto per il quale il trattato sull'Unione europea o il trattato sul funzionamento dell'Unione europea richiedono la sua approvazione con una sola votazione sull'approvazione, indipendentemente dal fatto che la raccomandazione della commissione competente sia di approvare o di respingere l'atto. Non può essere presentato alcun emendamento. La maggioranza richiesta per l'approvazione è quella indicata all'articolo del trattato sull'Unione europea o del trattato sul funzionamento dell'Unione europea che costituisce la base giuridica dell'atto proposto o, qualora non vi sia indicata alcuna maggioranza, la maggioranza dei voti espressi. Qualora non sia raggiunta la maggioranza richiesta, l'atto proposto è da considerarsi respinto.

1 quater.   Il Parlamento decide sull'atto proposto con una sola votazione sull'approvazione, indipendentemente dal fatto che la raccomandazione della commissione competente sia di approvare o di respingere l'atto. Qualora non sia raggiunta la maggioranza richiesta, l'atto proposto è da considerarsi respinto.

2.  Inoltre, per gli accordi internazionali, i trattati di adesione, la constatazione di una violazione grave e persistente dei principi fondamentali da parte di uno Stato membro, la determinazione della composizione del Parlamento, l'instaurazione della cooperazione rafforzata fra Stati membri o l'adozione del quadro finanziario pluriennale si applicano rispettivamente gli articoli 108, 81, 83, 84, 85 e 86.

 

3.  Qualora per una proposta di atto legislativo o un progetto di accordo internazionale sia richiesta l'approvazione del Parlamento, la commissione competente può presentare al Parlamento una relazione interlocutoria sulla proposta, con una proposta di risoluzione contenente raccomandazioni per la modifica o l'attuazione dell'atto legislativo proposto o del progetto di accordo internazionale.

3.  Qualora sia richiesta l'approvazione del Parlamento, la commissione competente può, in qualsiasi momento, presentare al Parlamento una relazione interlocutoria sulla proposta, con una proposta di risoluzione contenente raccomandazioni per la modifica o l'attuazione dell'atto proposto.

4.  La commissione competente esamina la richiesta di approvazione senza indebiti ritardi. Se la commissione competente decide di non formulare una raccomandazione o se non ha adottato una raccomandazione entro sei mesi dal deferimento della richiesta di approvazione, la Conferenza dei presidenti può iscrivere la questione all'ordine del giorno della tornata successiva affinché sia esaminata, ovvero può decidere, in casi debitamente motivati, di prorogare il termine di sei mesi.

 

Qualora l'approvazione del Parlamento sia richiesta in relazione ad un accordo internazionale, il Parlamento può decidere, sulla base di una raccomandazione della commissione competente, di sospendere la procedura di approvazione per non più di un anno.

 

Motivazione

The changes to paragraph 1 reflect the fact that having an explanatory statement as a means of supporting/reinforcing the recommendation by rapporteur/committee is useful (it may lead to fewer reports under paragraph 2 as the committee would not draft them regularly in order to explain its (new)position).

Paragraph 1 subparagraph 2 shall become par 1a. The addition of "also" aims to clarify this aspect. The references to Rules 53, 54 and 55 are deleted because they are superfluous and might even lead to an erroneous "a contrary" reasoning concerning the first subparagraph (where Rule 53 and Rule 55 could apply, but not Rule 54). The fact that Rule 54 cannot apply to a report concerning the consent procedure stricto sensu is mentioned explicitly under Rule 54.

The text of paragraph 1 b (new) is moved from the first subparagraph of Rule 99(4) and streamlined.

The suggested changes to paragraph 1 subparagraph 3 aim to streamline the text and to delete provisions which are superfluous. Parliament's consent is always required because of a Treaty provision. The majority is also clearly indicated.

The suggested deletion of paragraph 2 aim to streamline the text and to delete provisions which are superfluous. This paragraph just reiterates some (but not all) situations where consent is required and which are already described in Rules 108, 81, 83, 84, 85 & 86.

The text of paragraph 4 subparagraph 1 is moved to a new paragraph 1b of Rule 99 and streamlined.

Paragraph 4 subparagraph 2 is to be deleted here and moved under Rule 108. This provision only applies to envisaged international agreements, because of the involvement of (and probable need for clarification for) third parties, and could therefore be moved under Rule 108. This paragraph does not impede Parliament abrogating at any time its decision to suspend, nor does it prevent Parliament from renewing it after its expiry.

Emendamento    120

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 11 – numerazione

Testo in vigore

Emendamento

CAPITOLO 11

CAPITOLO 9

ALTRE PROCEDURE

ALTRE PROCEDURE

Emendamento    121

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 100

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 100

Articolo 100

Procedura di parere ai sensi dell'articolo 140 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Procedura di parere sulle deroghe all'adozione dell'euro

1.  Quando è invitato a esprimere il suo parere sulle raccomandazioni formulate dal Consiglio a norma dell'articolo 140, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento, dopo la presentazione di queste ultime in Aula da parte del Consiglio, delibera sulla base di una proposta presentata oralmente o per iscritto dalla sua commissione competente e volta ad approvare o respingere le raccomandazioni che formano oggetto della consultazione.

1.  Quando è invitato a esprimere il suo parere a norma dell'articolo 140, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento delibera sulla base di una relazione della sua commissione competente volta ad approvare o respingere l'atto proposto.

2.  Il Parlamento procede quindi a una votazione in blocco, senza che possano essere presentati emendamenti.

2.  Il Parlamento procede quindi a una votazione unica sull'atto proposto, senza che possano essere presentati emendamenti.

Motivazione

Il titolo dell'articolo viene modificato ai fini di una maggiore leggibilità.

Per quanto concerne le modifiche al paragrafo 1, il testo in vigore non è pienamente in linea con l'articolo 140, paragrafo 2, TFUE e non rispecchia la prassi attuale: il Parlamento non viene consultato su "raccomandazioni formulate dal Consiglio", bensì su un progetto di decisione del Consiglio che si basa su una raccomandazione formulata dagli Stati membri la cui moneta è l'euro. La commissione ECON elabora sistematicamente una relazione.

Emendamento    122

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 102

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 102

Articolo 102

Procedure relative all'esame degli accordi volontari

Procedure relative all'esame degli accordi volontari previsti

1. Quando la Commissione informa il Parlamento che intende esaminare la possibilità di ricorrere ad accordi volontari in alternativa alla legislazione, la commissione competente può elaborare una relazione sul merito della questione, a norma dell'articolo 52.

1. Quando la Commissione informa il Parlamento che intende esaminare la possibilità di ricorrere ad accordi volontari in alternativa alla legislazione, la commissione competente può elaborare una relazione sul merito della questione, a norma dell'articolo 52.

2. Quando la Commissione annuncia che intende concludere un accordo volontario, la commissione competente può presentare una proposta di risoluzione in cui raccomanda l'approvazione o la reiezione della proposta e precisa le condizioni applicabili.

2. Quando la Commissione annuncia che intende concludere un accordo volontario, la commissione competente può presentare una proposta di risoluzione in cui raccomanda l'approvazione o la reiezione della proposta e precisa le condizioni applicabili.

Motivazione

Il titolo attuale è fuorviante in quanto dà l'impressione che l'accordo volontario sia già in vigore.

Emendamento    123

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 103

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 103

Articolo 103

Codificazione

Codificazione

1.  Qualora una proposta relativa alla codificazione del diritto dell'Unione sia sottoposta al Parlamento, essa viene deferita alla commissione competente per le questioni giuridiche. Quest'ultima la esamina secondo le modalità stabilite a livello interistituzionale12 onde verificare che si limiti ad una mera codificazione, senza modifiche sostanziali.

1.  Qualora una proposta relativa alla codificazione del diritto dell'Unione sia sottoposta al Parlamento, essa viene deferita alla commissione competente per le questioni giuridiche. Quest'ultima la esamina secondo le modalità stabilite a livello interistituzionale12 onde verificare che si limiti ad una mera codificazione, senza modifiche sostanziali.

2.  La commissione che era competente per il merito per gli atti oggetto della codificazione può essere invitata, su sua richiesta o su richiesta della commissione competente per le questioni giuridiche, ad esprimere il proprio parere in merito all'opportunità della codificazione.

2.  La commissione che era competente per il merito per gli atti oggetto della codificazione può essere invitata, su sua richiesta o su richiesta della commissione competente per le questioni giuridiche, ad esprimere il proprio parere in merito all'opportunità della codificazione.

3.  Gli emendamenti al testo della proposta sono irricevibili.

3.  Gli emendamenti al testo della proposta sono irricevibili.

Tuttavia, su richiesta del relatore, il presidente della commissione competente per le questioni giuridiche può sottoporre all'approvazione di quest'ultima emendamenti relativi ad adeguamenti tecnici, a condizione che tali adeguamenti siano necessari per garantire la conformità della proposta alle regole della codificazione e non contengano modifiche sostanziali della proposta.

Tuttavia, su richiesta del relatore, il presidente della commissione competente per le questioni giuridiche può sottoporre all'approvazione di quest'ultima adeguamenti tecnici, a condizione che tali adeguamenti siano necessari per garantire la conformità della proposta alle regole della codificazione e non contengano modifiche sostanziali della proposta.

4.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche ritiene che la proposta non contenga modifiche sostanziali della legislazione dell'Unione, la deferisce al Parlamento per approvazione.

4.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche ritiene che la proposta non contenga modifiche sostanziali della legislazione dell'Unione, la deferisce al Parlamento per approvazione.

Se ritiene che la proposta contenga modifiche sostanziali, la commissione propone al Parlamento di respingere la proposta.

Se ritiene che la proposta contenga modifiche sostanziali, la commissione propone al Parlamento di respingere la proposta.

In entrambi i casi, il Parlamento si esprime con un voto unico, senza emendamenti e senza discussione.

In entrambi i casi, il Parlamento si esprime con un voto unico, senza emendamenti e senza discussione.

__________________

__________________

12 Accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994, Metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi, punto 4 (GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2).

12 Accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994, Metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi, punto 4 (GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2).

Motivazione

La modifica proposta è intesa a semplificare la formulazione dell'articolo e ad allinearlo alla prassi attuale.

Emendamento    124

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 104

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 104

Articolo 104

Rifusione

Rifusione

1.  Se al Parlamento è sottoposta una proposta che comporta una rifusione della legislazione dell'Unione, la proposta è deferita alla commissione competente per le questioni giuridiche e alla commissione competente per il merito.

1.  Se al Parlamento è sottoposta una proposta che comporta una rifusione della legislazione dell'Unione, la proposta è deferita alla commissione competente per le questioni giuridiche e alla commissione competente per il merito.

2.  La commissione competente per le questioni giuridiche esamina la proposta secondo le modalità stabilite a livello interistituzionale13 onde verificare che non contenga modifiche sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali.

2.  La commissione competente per le questioni giuridiche esamina la proposta secondo le modalità stabilite a livello interistituzionale13 onde verificare che non contenga modifiche sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali.

Nell'ambito di tale esame, gli emendamenti al testo della proposta sono irricevibili. Tuttavia, l'articolo 103, paragrafo 3, secondo comma, si applica per quanto riguarda le disposizioni rimaste invariate nella proposta di rifusione.

Nell'ambito di tale esame, gli emendamenti al testo della proposta sono irricevibili. Tuttavia, l'articolo 103, paragrafo 3, secondo comma, si applica per quanto riguarda le disposizioni rimaste invariate nella proposta di rifusione.

3.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche stabilisce che la proposta non contiene modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, ne informa la commissione competente per il merito.

3.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche stabilisce che la proposta non contiene modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, ne informa la commissione competente per il merito.

In tal caso, fatte salve le condizioni di cui agli articoli 169 e 170, sono ricevibili in seno alla commissione competente nel merito soltanto gli emendamenti che riguardano le parti della proposta che contengono modifiche.

In tal caso, fatte salve le condizioni di cui agli articoli 169 e 170, sono ricevibili in seno alla commissione competente nel merito soltanto gli emendamenti che riguardano le parti della proposta che contengono modifiche.

Qualora, tuttavia, conformemente al punto 8 dell'Accordo interistituzionale, la commissione competente per il merito intenda presentare emendamenti anche alle parti codificate della proposta, ne informa immediatamente il Consiglio e la Commissione, e quest'ultima dovrebbe informare la commissione stessa, prima della votazione ai sensi dell'articolo 58, in merito alla sua posizione sugli emendamenti e comunicarle se intende o meno ritirare la proposta di rifusione.

Gli emendamenti alle parti della proposta rimaste immutate possono tuttavia essere accettati, a titolo eccezionale e caso per caso, dal presidente della commissione competente per il merito qualora giudichi che ciò sia necessario per ragioni imprescindibili di coerenza del testo o di connessione con altri emendamenti ricevibili. Tali ragioni vanno indicate nella motivazione dell'emendamento.

4.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche ritiene che la proposta contenga modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, essa propone al Parlamento di respingere la proposta e ne informa la commissione competente per il merito.

4.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche ritiene che la proposta contenga modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, essa propone al Parlamento di respingere la proposta e ne informa la commissione competente per il merito.

In questo caso, il Presidente invita la Commissione a ritirare la sua proposta. Se la Commissione ritira la sua proposta, il Presidente constata che la procedura è divenuta priva di oggetto e ne dà comunicazione al Consiglio. Se la Commissione non ritira la sua proposta, il Parlamento la deferisce alla commissione competente per il merito, che la esamina secondo la normale procedura.

In questo caso, il Presidente invita la Commissione a ritirare la sua proposta. Se la Commissione ritira la sua proposta, il Presidente constata che la procedura è divenuta priva di oggetto e ne dà comunicazione al Consiglio. Se la Commissione non ritira la sua proposta, il Parlamento la deferisce alla commissione competente per il merito, che la esamina secondo la normale procedura.

__________________

__________________

13 Accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi, punto 9 (GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1).

13 Accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi, punto 9 (GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1).

Motivazione

Parliament has repeatedly considered recasting as the normal legislative technique (for one of the latest resolutions, see 2011/2029(INI), para. 41), but the Commission has reduced the number of recasting proposals because of the current wording of this Rule and its implications in terms of unrestricted and unpredictable amending powers. Given the reluctance of the Commission to forward new proposals for recast due to the powers of Parliament to introduce substantive changes, a new drafting is proposed. The proposed change reinstates the original wording of this paragraph (amended in 2009) with a view to clarifying the boundaries of Parliament's amending powers and encouraging the Commission to present more recasting proposals. Although the current Rule is silent on that, the same criteria should apply at plenary stage.

Emendamento    125

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo II – capitolo 9 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

CAPITOLO 9 BIS

 

Atti delegati e atti di esecuzione

Motivazione

Per ragioni di chiarezza viene creato un nuovo capitolo concernente gli atti delegati e gli atti di esecuzione.

Emendamento    126

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 105

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 105

Articolo 105

Atti delegati

Atti delegati

1.  Quando la Commissione trasmette al Parlamento un atto delegato, il Presidente lo deferisce alla commissione competente per l'atto legislativo di base che può decidere di nominare un relatore per l'esame di uno o più atti delegati.

1.  Quando la Commissione trasmette al Parlamento un atto delegato, il Presidente lo deferisce alla commissione competente per l'atto legislativo di base che può decidere di designare uno dei suoi membri per l'esame di uno o più atti delegati.

2.  Il Presidente comunica al Parlamento la data di ricezione dell'atto delegato in tutte le lingue ufficiali e il periodo durante il quale possono essere sollevate obiezioni. Detto termine inizia a decorrere da tale data.

2.  Durante la tornata successiva alla ricezione dell'atto delegato, il Presidente comunica al Parlamento la data di ricezione in tutte le lingue ufficiali e il periodo durante il quale possono essere sollevate obiezioni. Detto termine inizia a decorrere dalla data di ricezione.

Tale annuncio è pubblicato nel processo verbale della seduta unitamente alla denominazione della commissione competente.

Tale annuncio è pubblicato nel processo verbale della seduta unitamente alla denominazione della commissione competente.

3.  La commissione competente può, conformemente alle disposizioni dell'atto legislativo di base e, se lo ritiene opportuno, previa consultazione di tutte le commissioni interessate, presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata. Tale proposta di risoluzione indica i motivi delle obiezioni del Parlamento e può contenere una richiesta alla Commissione di presentare un nuovo atto delegato che tenga conto delle raccomandazioni formulate dal Parlamento.

3.  La commissione competente può, conformemente alle disposizioni dell'atto legislativo di base e, se lo ritiene opportuno, previa consultazione di tutte le commissioni interessate, presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata volta a sollevare obiezioni all'atto delegato. Qualora la commissione competente non abbia presentato detta proposta di risoluzione dieci giorni lavorativi prima dell'inizio della tornata il cui mercoledì precede ed è prossimo alla data di scadenza del termine di cui al paragrafo 5, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione intesa a iscrivere il punto all'ordine del giorno di tale tornata.

4.  Qualora la commissione competente non abbia presentato una proposta di risoluzione dieci giorni lavorativi prima dell'inizio della tornata il cui mercoledì precede ed è prossimo alla data di scadenza del termine di cui al paragrafo 5, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione intesa a iscrivere il punto nel progetto di ordine del giorno di tale tornata.

 

 

4 bis.  Una proposta di risoluzione presentata a norma del paragrafo 3 indica i motivi delle obiezioni del Parlamento e può contenere un invito rivolto alla Commissione a presentare un nuovo atto delegato che tenga conto delle raccomandazioni formulate dal Parlamento.

5.  Il Parlamento decide, entro il termine specificato nell'atto legislativo di base, su ogni proposta di risoluzione presentata con la maggioranza prevista all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

5.  Il Parlamento approva tale proposta entro il termine specificato nell'atto legislativo di base e a maggioranza dei membri che lo compongono, in conformità dell'articolo 290, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Qualora la commissione competente ritenga opportuno prorogare il termine per sollevare le obiezioni a un atto delegato in conformità dell'atto legislativo di base, il presidente della commissione competente notifica tale proroga, a nome del Parlamento, al Consiglio e alla Commissione.

Qualora la commissione competente ritenga opportuno prorogare il termine per sollevare le obiezioni a un atto delegato in conformità delle disposizioni dell'atto legislativo di base, il presidente della commissione competente notifica tale proroga, a nome del Parlamento, al Consiglio e alla Commissione.

6.  Qualora la commissione competente raccomandi che, prima della scadenza del termine previsto nell'atto legislativo di base, il Parlamento dichiari di non sollevare obiezioni all'atto delegato:

6.  Qualora la commissione competente raccomandi che, prima della scadenza del termine previsto nell'atto legislativo di base, il Parlamento dichiari di non sollevare obiezioni all'atto delegato:

– essa ne informa il presidente della Conferenza dei presidenti di commissione con lettera motivata e presenta una raccomandazione in tal senso;

– essa ne informa il presidente della Conferenza dei presidenti di commissione con lettera motivata e presenta una raccomandazione in tal senso;

– se nessuna obiezione è sollevata né durante la riunione successiva della Conferenza dei presidenti di commissione né, in caso di urgenza, con procedura scritta, il presidente della commissione competente lo comunica al Presidente del Parlamento, che ne informa l'Aula nel più breve tempo possibile;

– se nessuna obiezione è sollevata né durante la riunione successiva della Conferenza dei presidenti di commissione né, in caso di urgenza, con procedura scritta, il presidente della commissione competente lo comunica al Presidente del Parlamento, che ne informa l'Aula nel più breve tempo possibile;

– se, entro ventiquattro ore dall'annuncio in Aula, un gruppo politico o almeno quaranta deputati si oppongono alla raccomandazione, quest'ultima è posta in votazione;

– se, entro ventiquattro ore dall'annuncio in Aula, un gruppo politico o almeno quaranta deputati si oppongono alla raccomandazione, quest'ultima è posta in votazione;

– se, entro lo stesso termine, nessuna obiezione è sollevata la raccomandazione proposta si considera approvata;

– se, entro lo stesso termine, nessuna obiezione è sollevata la raccomandazione proposta si considera approvata;

– l'adozione di siffatta raccomandazione rende irricevibile qualsiasi ulteriore proposta di obiezione all'atto delegato.

– l'adozione di siffatta raccomandazione rende irricevibile qualsiasi ulteriore proposta di obiezione all'atto delegato.

7.  La commissione competente può, conformemente alle disposizioni dell'atto legislativo di base, adottare l'iniziativa di presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata che revoca, in tutto o in parte, la delega di poteri prevista da tale atto. Il Parlamento delibera alla maggioranza prevista all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

7.  La commissione competente può, conformemente alle disposizioni dell'atto legislativo di base, adottare l'iniziativa di presentare al Parlamento una proposta di risoluzione che revoca, in tutto o in parte, la delega di poteri o che si oppone alla proroga tacita della delega di poteri prevista da tale atto.

 

In conformità dell'articolo 290, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la decisione di revoca della delega di poteri richiede i voti favorevoli della maggioranza dei membri che compongono il Parlamento.

8.  Il Presidente informa il Consiglio e la Commissione delle posizioni adottate in virtù del presente articolo.

8.  Il Presidente informa il Consiglio e la Commissione delle posizioni adottate in virtù del presente articolo.

Motivazione

As regards the changes to paragraph 1, they reflect the practice: the motions for resolutions for objecting a delegated act are tabled by the committee responsible, either in the name of the Committee Chair, or in the name of the authors of the original request.

The changes to paragraph 2 aims at clarifying it: in the second sentence, the date could be "the date" expressly mentioned in the first sentence or the date of the announcement (see the impact of the date of announcement on the deadlines for second reading).

The last sentence of paragraph 3 shall become paragraph 4a. The restructuring of paragraphs 3 and 4 aims to clarify that the current paragraph 3 second sentence also applies when a motion for resolution is tabled by a political group or at least 40 Members.

Paragraph 4 is deleted here and moved to the end of paragraph 3.

The insertion of paragraph 4 a (new) is meant to broaden the scope as indicated in paragraph 3 above.

As regards the changes to paragraph 7: the Treaty does not require any specific reasons by EP when revoking a delegation of powers, therefore the word "reasoned" is deleted. Moreover, a provision governing the decision whereby Parliament opposes the tacit extension of the period of delegation of powers is introduced in Rule 105 as no such provision existed so far.

Emendamento    127

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 106

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 106

Articolo 106

Atti e misure di esecuzione

Atti e misure di esecuzione

1.  Qualora la Commissione trasmetta al Parlamento un progetto di atto o di misura di esecuzione, il Presidente lo deferisce alla commissione competente per l'atto legislativo di base, che può decidere di nominare un relatore per l'esame di uno o più progetti di atti o di misure di esecuzione.

1.  Qualora la Commissione trasmetta al Parlamento un progetto di atto o di misura di esecuzione, il Presidente lo deferisce alla commissione competente per l'atto legislativo di base, che può decidere di designare uno dei suoi membri per l'esame di uno o più progetti di atti o di misure di esecuzione.

2.  La commissione competente può presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata indicando che un progetto di atto o di misura di esecuzione eccede le competenze di esecuzione previste nell'atto legislativo di base o non è conforme al diritto dell'Unione per altri motivi.

2.  La commissione competente può presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata indicando che un progetto di atto o di misura di esecuzione eccede le competenze di esecuzione previste nell'atto legislativo di base o non è conforme al diritto dell'Unione per altri motivi.

3.  La proposta di risoluzione può comprendere una richiesta alla Commissione di ritirare l'atto, la misura o il progetto di atto o di misura, di modificarlo alla luce delle obiezioni formulate dal Parlamento o di presentare una nuova proposta legislativa. Il Presidente informa il Consiglio e la Commissione della posizione adottata.

3.  La proposta di risoluzione può comprendere una richiesta alla Commissione di ritirare il progetto di atto o di misura di esecuzione, di modificarlo alla luce delle obiezioni formulate dal Parlamento o di presentare una nuova proposta legislativa. Il Presidente informa il Consiglio e la Commissione della posizione adottata.

4.  Se le misure di esecuzione previste dalla Commissione rientrano nella procedura di regolamentazione con controllo prevista dalla decisione 1999/468/CE del Consiglio, che stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione, si applicano le seguenti disposizioni supplementari:

4.  Se le misure di esecuzione previste dalla Commissione rientrano nella procedura di regolamentazione con controllo prevista dalla decisione 1999/468/CE del Consiglio, che stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione, si applicano le seguenti disposizioni supplementari:

a)  il termine per l'esame decorre dal momento in cui il progetto di misure è stato trasmesso al Parlamento in tutte le lingue ufficiali. Se si applica il termine per l'esame ridotto previsti all'articolo 5 bis, paragrafo 5, lettera b), della decisione 1999/468/CE e nei casi di urgenza di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE, salvo obiezione del presidente della commissione competente, il termine per l'esame comincia a decorrere dalla data di ricezione, da parte del Parlamento, del progetto definitivo di misure di esecuzione nelle versioni linguistiche presentate ai membri del comitato istituito conformemente alla decisione 1999/468/CE. In questo caso non si applica l'articolo 158;

a)  il termine per l'esame decorre dal momento in cui il progetto di misura di esecuzione è stato trasmesso al Parlamento in tutte le lingue ufficiali. Se si applica il termine per l'esame ridotto previsto all'articolo 5 bis, paragrafo 5, lettera b), della decisione 1999/468/CE e nei casi di urgenza di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE, salvo obiezione del presidente della commissione competente, il termine per l'esame comincia a decorrere dalla data di ricezione, da parte del Parlamento, del progetto definitivo di misura di esecuzione nelle versioni linguistiche presentate ai membri del comitato istituito conformemente alla decisione 1999/468/CE. Nei due casi di cui alla frase precedente non si applica l'articolo 158;

b)  se il progetto di misura di esecuzione si basa sull'articolo 5 bis, paragrafi 5 o 6, della decisione 1999/468/CE, in base ai quali i termini entro cui il Parlamento può opporsi sono ridotti, il presidente della commissione competente può presentare una proposta di risoluzione contraria all'adozione del progetto di misura se la commissione competente non ha potuto riunirsi nel termine prescritto;

b)  se il progetto di misura di esecuzione si basa sull'articolo 5 bis, paragrafi 5 o 6, della decisione 1999/468/CE, in base ai quali i termini entro cui il Parlamento può opporsi sono ridotti, il presidente della commissione competente può presentare una proposta di risoluzione contraria all'adozione del progetto di misura se la commissione competente non ha potuto riunirsi nel termine prescritto;

c)  il Parlamento, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, può opporsi all'adozione del progetto di misura di esecuzione indicando che tale progetto di misura eccede le competenze di esecuzione previste nell'atto di base o che non è compatibile con il fine o il contenuto dell'atto di base oppure che non rispetta i principi di sussidiarietà o di proporzionalità;

c)  il Parlamento, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, può approvare una risoluzione in cui si oppone all'adozione del progetto di misura di esecuzione e in cui indica che tale progetto di misura eccede le competenze di esecuzione previste nell'atto di base o che non è compatibile con il fine o il contenuto dell'atto di base oppure che non rispetta i principi di sussidiarietà o di proporzionalità.

 

Qualora la commissione competente non abbia presentato detta proposta di risoluzione dieci giorni lavorativi prima dell'inizio della tornata il cui mercoledì precede ed è prossimo alla data di scadenza del termine per opporsi all'adozione del progetto di misura di esecuzione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione intesa a iscrivere il punto all'ordine del giorno di tale tornata;

d)  se la commissione competente, a seguito di una richiesta motivata della Commissione, raccomanda con lettera motivata al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione che il Parlamento non dichiari di opporsi alla misura proposta, prima della scadenza del termine ordinario di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 3, lettera c), e/o all'articolo 5 bis, paragrafo 4, lettera e), della decisione 1999/468/CE, si applica la procedura di cui all'articolo 105, paragrafo 6, del presente regolamento.

d)  se la commissione competente raccomanda con lettera motivata al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione che il Parlamento non dichiari di opporsi alla misura proposta, prima della scadenza del termine ordinario di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 3, lettera c), e/o all'articolo 5 bis, paragrafo 4, lettera e), della decisione 1999/468/CE, si applica la procedura di cui all'articolo 105, paragrafo 6, del presente regolamento.

Motivazione

Emendamento volto a chiarire il testo della lettera a), dal momento che l'articolo 158 non si applica solo nei due casi di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 5, lettera b), e all'articolo 5 bis, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE del Consiglio.

Emendamento    128

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 108

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 108

Articolo 108

Accordi internazionali

Accordi internazionali

1.  Qualora si preveda l'apertura di negoziati sulla conclusione, il rinnovo o la modifica di un accordo internazionale, la commissione competente può decidere di elaborare una relazione o di seguire in altro modo la procedura e informa di tale decisione la Conferenza dei presidenti di commissione. Laddove opportuno, altre commissioni possono essere invitate ad esprimere un parere a norma dell'articolo 53, paragrafo 1. A seconda del caso, si applicano l'articolo 201, paragrafo 2, e gli articoli 54 o 55.

1.  Qualora si preveda l'apertura di negoziati sulla conclusione, il rinnovo o la modifica di un accordo internazionale, la commissione competente può decidere di elaborare una relazione o di seguire in altro modo questa fase preparatoria. Essa informa di tale decisione la Conferenza dei presidenti di commissione.

I presidenti e i relatori della commissione competente ed eventualmente delle commissioni associate adottano congiuntamente le misure opportune per garantire che il Parlamento riceva informazioni immediate, regolari ed esaurenti, se necessario in forma riservata, in tutte le fasi della negoziazione e della conclusione di accordi internazionali, ivi inclusi i progetti e i testi definitivi approvati delle direttive di negoziato, nonché le informazioni di cui al paragrafo 3 da parte:

 

– della Commissione conformemente ai suoi obblighi in forza del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e ai suoi impegni nell'ambito dell'accordo quadro sui rapporti tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, e

 

– del Consiglio conformemente ai suoi obblighi in forza del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

 

 

1 bis.  La commissione competente si informa quanto prima presso la Commissione circa la base giuridica adottata per la conclusione degli accordi internazionali di cui al paragrafo 1. La commissione competente verifica, a norma dell'articolo 39, la base giuridica scelta.

2.  Il Parlamento, su proposta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, può chiedere al Consiglio di non autorizzare l'apertura dei negoziati fintantoché il Parlamento non si sia pronunciato sulla proposta di mandato a negoziare, sulla base di una relazione della commissione competente.

2.  Il Parlamento, su proposta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, può chiedere al Consiglio di non autorizzare l'apertura dei negoziati fintantoché il Parlamento non si sia pronunciato sulla proposta di mandato a negoziare, sulla base di una relazione della commissione competente.

3.  Nel momento in cui si prevede di avviare negoziati, la commissione competente si informa presso la Commissione circa la base giuridica adottata per la conclusione degli accordi internazionali di cui al paragrafo 1. La commissione competente verifica, a norma dell'articolo 39, la base giuridica scelta. Qualora la Commissione non precisi una base giuridica o sussistano dubbi circa la sua validità, si applicano le disposizioni dell'articolo 39.

 

4.  In ogni fase dei negoziati, e dal termine dei negoziati stessi fino alla conclusione dell'accordo internazionale, il Parlamento, sulla base della relazione della commissione competente e dopo aver esaminato qualsiasi proposta in materia presentata a norma dell'articolo 134, può adottare raccomandazioni e chiedere che esse siano prese in considerazione prima della conclusione di tale accordo.

4.  In ogni fase dei negoziati, e dal termine dei negoziati stessi fino alla conclusione dell'accordo internazionale, il Parlamento, sulla base della relazione della commissione competente, elaborata di sua iniziativa o dopo aver esaminato qualsiasi proposta in materia presentata da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati, può adottare raccomandazioni al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e chiedere che esse siano prese in considerazione prima della conclusione di tale accordo.

5. Nei casi in cui il Consiglio chiede l'approvazione o il parere del Parlamento, tale richiesta è trasmessa dal Presidente, per esame, alla commissione competente, in conformità dell'articolo 99 o dell'articolo 47, paragrafo 1.

5. Nei casi in cui il Consiglio chiede l'approvazione o il parere del Parlamento, tale richiesta è trasmessa dal Presidente, per esame, alla commissione competente, in conformità dell'articolo 99 o dell'articolo 47, paragrafo 1.

6.  Prima della votazione, la commissione competente, un gruppo politico o almeno un decimo dei deputati possono proporre che il Parlamento chieda il parere della Corte di giustizia sulla compatibilità di un accordo internazionale con i trattati. Se il Parlamento approva la proposta, la votazione è rinviata fino a quando la Corte si sarà pronunciata14.

6.  In qualsiasi momento prima della votazione del Parlamento su una richiesta di approvazione o di parere, la commissione competente o almeno un decimo dei deputati che compongono il Parlamento possono proporre che il Parlamento chieda il parere della Corte di giustizia sulla compatibilità di un accordo internazionale con i trattati.

 

Prima della votazione del Parlamento sulla proposta, il Presidente può chiedere il parere della commissione competente per le questioni giuridiche, che riferisce le sue conclusioni al Parlamento.

 

Se il Parlamento approva la proposta di chiedere un parere alla Corte di giustizia, la votazione sulla richiesta di approvazione o di parere è rinviata fino a quando la Corte si sarà pronunciata.

7.  Il Parlamento esprime il suo parere o la sua approvazione sulla conclusione, il rinnovo o la modifica di un accordo internazionale o di un protocollo finanziario concluso dall'Unione europea deliberando con votazione unica alla maggioranza dei voti espressi, senza che siano ricevibili emendamenti al testo dell'accordo o del protocollo.

7.  Qualora sia invitato a dare la sua approvazione alla conclusione, al rinnovo o alla modifica di un accordo internazionale, il Parlamento decide con votazione unica in conformità dell'articolo 99.

 

Qualora il Parlamento rifiuti di dare la sua approvazione, il Presidente comunica al Consiglio che l'accordo in questione non può essere concluso, rinnovato o modificato.

 

Fatto salvo l'articolo 99, paragrafo 1 ter, il Parlamento può decidere, sulla base di una raccomandazione della commissione competente, di rinviare la decisione sulla procedura di approvazione per non più di un anno.

8.  Qualora il parere espresso dal Parlamento sia negativo, il Presidente chiede al Consiglio di non concludere l'accordo in questione.

8.  Qualora il Parlamento sia invitato a esprimere il suo parere sulla conclusione, il rinnovo o la modifica di un accordo internazionale, non sono ricevibili emendamenti al testo dell'accordo. Fatto salvo l'articolo 170, paragrafo 1, gli emendamenti al progetto di decisione del Consiglio sono ricevibili.

 

Qualora il parere espresso dal Parlamento sia negativo, il Presidente chiede al Consiglio di non concludere l'accordo in questione.

9.  Qualora il Parlamento rifiuti la sua approvazione su un accordo internazionale, il Presidente comunica al Consiglio che l'accordo in questione non può essere concluso.

 

 

9 bis.  I presidenti e i relatori della commissione competente ed eventualmente delle commissioni associate verificano che, in conformità dell'articolo 218, paragrafo 10, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Consiglio, la Commissione e il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza forniscano al Parlamento informazioni immediate, regolari ed esaurenti, se necessario in forma riservata, in tutte le fasi dei preparativi dei negoziati, della negoziazione e della conclusione di accordi internazionali, ivi incluse le informazioni sui progetti e i testi definitivi approvati delle direttive di negoziato, nonché le informazioni relative all'attuazione di tali accordi.

__________________

 

14 Cfr. interpretazione dell'articolo 141.

 

Motivazione

As regards the changes to paragraph 1, they aim to clarify this paragraph, which concerns the monitoring of the steps taken by the other institutions prior to the effective launch of the negotiations. The committees responsible could do this monitoring by:- an INI report (authorised automatically and notified for information to the CCC);- by any other means under these Rules (such as motions for resolutions following debates on statements or on oral questions, etc.).The last two sentences are deleted as superfluous. The scope of Rules 53, 54 and 55 is clearly defined in those Rules. Any committee can do an opinion to INI reports under Rule 53. They can also do opinions under Rules 54 or 55. The acknowledgement of their exclusive or joint competences are not always questioned and settled under Rule 201 (2) (new Rule 201 a). Moreover, referring to the right of asking for opinions under this paragraph, but not under all Rules of procedures where they are applicable may lead to an erroneous "a contrario" type of reasoning.

Paragraph 1 indent 1 is deleted as redundant and not comprehensive (there are also customary practice and obligations taken in the form of unilateral declarations by Commissioners). Similarly,

the second indent of paragraph 1is deleted as it is redundant.

Paragraph 1 a (new) applies even before the Commission asks the Council to approve its negotiating mandate (here in paragraph 2 above). To observe the chronology paragraphs 2 and 3 are inverted.

Paragraph 4 applies during the negotiations and before the conclusion of the international agreement. The change aims to clarify that the committee responsible may draw an INI report (authorised automatically and notified for information to the CCC). To simplify the reading, it is suggested to add the provision concerning the possibility for a political group or at least 40 members to table such a proposal (currently in Rule 134 paragraph 1 and 2).

As regards the changes to paragraph 6, questions concerning the compatibility of an international agreement with the Treaties often touch upon issues – such as subsidiarity, legal basis, the interpretation and application of international law, the legal protection of Parliament's rights and prerogatives etc. – for which the Committee on Legal Affairs is responsible under Annex VI to the Rules of Procedure. It is therefore appropriate to involve this Committee in the procedure referred to in this provision.

As regards the changes to paragraph 7, the first sentence covers both consultations and consent procedures. In case of consultation, Parliament does not decide in a single vote: amendments to the Council decision are admissible and put to the vote. However, the second sentence is useful only for consultations since, under Rule 99(1), third subparagraph (Rule 99 § 4 new), plenary amendments are never admissible in consent procedures.AFCO WG suggests therefore to re-order paragraphs 7, 8 and 9 in order to address the specificity of the consent and the consultation procedures.Moreover, the reference to "financial protocol[s]" which applies only in this provision shall be deleted. Elsewhere in the Rule, the reference to "international agreement[s]" is deemed sufficient.The third subparagraph is moved here from Rule 99 paragraph 4 second subparagraph. The text is slightly adapted to correspond to the new placement.

Paragraph 9 to be deleted here and moved under paragraph 7.

The new paragraph 9a consists of the text of subparagraph 2 of paragraph 1 which is slightly adapted.

Indeed, the current wording of that subparagraph gives the impression that the EP should be proactive in order for Article 218(10) TFEU to be applied. This is not in line with the Treaties, under which other institutions must inform the EP without specific requests, especially after C-658/11. The wording "…shall jointly supervise/monitor in line with Article 218(10) TFEU that Parliament is provided…" could be suggested.This subparagraph covers all demarches related to the conclusion of international agreements, from the intention to open negotiations to its conclusion and implementation.

Emendamento    129

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 109

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 109

Articolo 109

Procedure fondate sull'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea in caso di applicazione provvisoria o sospensione di accordi internazionali ovvero di definizione della posizione dell'Unione nell'ambito di un organismo istituito da un accordo internazionale

Applicazione provvisoria o sospensione dell'applicazione di accordi internazionali ovvero definizione della posizione dell'Unione nell'ambito di un organismo istituito da un accordo internazionale

Qualora la Commissione a norma dei suoi obblighi in forza del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'accordo quadro sui rapporti tra il Parlamento europeo e la Commissione europea informi il Parlamento e il Consiglio della propria intenzione di proporre l'applicazione o la sospensione provvisoria di un accordo internazionale, viene resa una dichiarazione in Aula seguita da una discussione. Il Parlamento può formulare raccomandazioni a norma dell'articolo 108 o dell'articolo 113 del presente regolamento.

Qualora la Commissione o il Vicepresidente/Alto rappresentante informino il Parlamento e il Consiglio della propria intenzione di proporre l'applicazione o la sospensione provvisoria di un accordo internazionale, il Parlamento può invitare il Consiglio, la Commissione o il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a rilasciare una dichiarazione seguita da una discussione. Il Parlamento può formulare raccomandazioni sulla base di una relazione della commissione competente o a norma dell'articolo 113, le quali possono includere, in particolare, la richiesta rivolta al Consiglio di non applicare provvisoriamente un accordo fino all'approvazione del Parlamento.

La stessa procedura si applica quando la Commissione informa il Parlamento di una proposta relativa alle posizioni da adottare a nome dell'Unione in un organismo istituito da un accordo internazionale.

La stessa procedura si applica quando la Commissione o il Vicepresidente/Alto rappresentante propongono le posizioni da adottare a nome dell'Unione in un organismo istituito da un accordo internazionale.

Motivazione

Il titolo viene abbreviato eliminando il riferimento all'articolo 218 TFUE (che si applica anche alle procedure di cui all'articolo 108 del regolamento, mentre all'articolo in esame si applica solo l'articolo 218, paragrafi 9 e 10). La modifica proposta è quindi intesa ad allineare il titolo all'articolo 218, paragrafo 9, TFUE relativo alla "sospensione dell'applicazione".

La modifica proposta al paragrafo 1 è volta a chiarire chi è l'autore della dichiarazione. I termini "la Commissione o il Vicepresidente/Alto rappresentante" sono aggiunti in tutto il testo dell'articolo, in linea con l'articolo 218, paragrafo 9, TFUE.

Emendamento    130

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 110

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 110

Articolo 110

Rappresentanti speciali

Rappresentanti speciali

1.  Qualora il Consiglio intenda nominare un rappresentante speciale a norma dell'articolo 33 del trattato sull'Unione europea, il Presidente, su richiesta della commissione competente, invita il Consiglio a rilasciare una dichiarazione e a rispondere a domande in merito al mandato, agli obiettivi e agli altri aspetti pertinenti relativi ai compiti e al ruolo che dovrà svolgere il Rappresentante speciale.

1.  Qualora il Consiglio intenda nominare un rappresentante speciale a norma dell'articolo 33 del trattato sull'Unione europea, il Presidente, su richiesta della commissione competente, invita il Consiglio a rilasciare una dichiarazione e a rispondere a domande in merito al mandato, agli obiettivi e agli altri aspetti pertinenti relativi ai compiti e al ruolo che dovrà svolgere il Rappresentante speciale.

2.  Una volta nominato, e prima di assumere le proprie funzioni, il Rappresentante speciale può essere invitato a comparire dinanzi alla commissione competente per rilasciare una dichiarazione e rispondere alle domande rivoltegli.

2.  Una volta nominato, e prima di assumere le proprie funzioni, il Rappresentante speciale può essere invitato a comparire dinanzi alla commissione competente per rilasciare una dichiarazione e rispondere alle domande rivoltegli.

3.  Nei tre mesi successivi all'audizione, la commissione competente può proporre, a norma dell'articolo 134, una raccomandazione avente diretta attinenza con la dichiarazione fatta dal Rappresentante speciale e con le risposte da questi fornite.

3.  Nei due mesi successivi all'audizione, la commissione competente può formulare raccomandazioni destinate al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza aventi diretta attinenza con la nomina.

4.  Il Rappresentante speciale è invitato a tenere il Parlamento pienamente e regolarmente informato in merito all'esecuzione concreta del suo mandato.

4.  Il Rappresentante speciale è invitato a tenere il Parlamento pienamente e regolarmente informato in merito all'esecuzione concreta del suo mandato.

5.  Un rappresentante speciale nominato dal Consiglio con un mandato relativo a questioni politiche specifiche può essere invitato a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione competente, su iniziativa del Parlamento o di propria iniziativa.

 

Motivazione

L'attuale formulazione del paragrafo 3 non è chiara: solo la parte dell'articolo 134 relativa alla proposta presentata da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati sembra essere pertinente ai fini del paragrafo in questione. La procedura di cui all'articolo 113 resta di per sé sempre applicabile in quanto l'ambito di applicazione di tale articolo include la PESC. Il paragrafo 5 è superfluo e viene pertanto eliminato.

Emendamento    131

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 111

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 111

Articolo 111

Rappresentanza internazionale

Rappresentanza internazionale

1.  Quando è nominato il capo di una delegazione esterna dell'Unione, il candidato è invitato a comparire dinanzi all'istanza competente del Parlamento per fare una dichiarazione e rispondere a domande.

1.  Quando è nominato il capo di una delegazione esterna dell'Unione, il candidato è invitato a comparire dinanzi alla commissione competente per fare una dichiarazione e rispondere a domande.

2.  Entro tre mesi dall'audizione di cui al paragrafo 1, la commissione competente può approvare una risoluzione o formulare una raccomandazione direttamente attinente alla dichiarazione rilasciata e alle risposte fornite.

2.  Entro due mesi dall'audizione di cui al paragrafo 1, la commissione competente può approvare una risoluzione o formulare una raccomandazione direttamente attinente alla nomina.

Motivazione

I termini "all'istanza competente del Parlamento" sono sostituiti da "alla commissione competente" per allineare la disposizione alla dichiarazione sulla responsabilità politica e garantire una formulazione coerente in tutto il regolamento.

Emendamento    132

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 112

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 112

Articolo 113 bis

Consultazione e informazione del Parlamento nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune

Consultazione e informazione del Parlamento nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune

1.  Quando il Parlamento è consultato a norma dell'articolo 36 del trattato sull'Unione europea, la questione è deferita alla commissione competente, la quale può presentare raccomandazioni a norma dell'articolo 113 del presente regolamento.

1.  Quando il Parlamento è consultato a norma dell'articolo 36 del trattato sull'Unione europea, la questione è deferita alla commissione competente, la quale può elaborare progetti di raccomandazioni a norma dell'articolo 113 del presente regolamento.

2.  Le commissioni interessate si adoperano affinché il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza trasmetta loro regolarmente e tempestivamente informazioni sull'evoluzione e sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea, sui costi previsti per ogni decisione adottata in tale ambito che abbia un'incidenza finanziaria nonché su qualsiasi altro aspetto finanziario relativo all'attuazione di azioni rientranti nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune. In via eccezionale, su richiesta del Vicepresidente/Alto rappresentante, una commissione competente può decidere di riunirsi a porte chiuse.

2.  Le commissioni interessate si adoperano affinché il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza trasmetta loro regolarmente e tempestivamente informazioni sull'evoluzione e sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea, sui costi previsti per ogni decisione adottata in tale ambito che abbia un'incidenza finanziaria nonché su qualsiasi altro aspetto finanziario relativo all'attuazione di azioni rientranti nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune. In via eccezionale, su richiesta del Vicepresidente/Alto rappresentante, una commissione competente può decidere di riunirsi a porte chiuse.

3.  Due volte l'anno si tiene una discussione sul documento consultivo elaborato dal Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante in merito ai principali aspetti e alle scelte fondamentali della politica estera e di sicurezza comune, comprese la politica di sicurezza e di difesa comune e le implicazioni finanziarie per il bilancio comunitario. Si applicano le procedure definite all'articolo 123.

3.  Due volte l'anno si tiene una discussione sul documento consultivo elaborato dal Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante in merito ai principali aspetti e alle scelte fondamentali della politica estera e di sicurezza comune, comprese la politica di sicurezza e di difesa comune e le implicazioni finanziarie per il bilancio comunitario. Si applicano le procedure definite all'articolo 123.

(Cfr. anche interpretazione dell'articolo 134.)

 

4.  Il Vicepresidente/Alto rappresentante è invitati a tutte le discussioni in Aula che riguardano la politica estera, di sicurezza o di difesa.

4.  Il Vicepresidente/Alto rappresentante è invitato a tutte le discussioni in Aula che riguardano la politica estera, di sicurezza o di difesa.

 

(L'articolo in esame, quale modificato, viene spostato dopo l'articolo 113 e di conseguenza incluso nel nuovo capitolo 2 bis).

Motivazione

L'interpretazione viene eliminata in quanto il riferimento in questione non è chiaro: l'unica interpretazione figurante all'articolo 134 riguarda il paragrafo 3 concernente le relazioni, non le proposte di risoluzione di cui all'articolo 123.

Emendamento    133

Regolamento del Parlamento europeo

Titolo III – capitolo 2 bis – titolo (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

CAPITOLO 2 BIS

 

RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI L'AZIONE ESTERNA DELL'UNIONE

 

(Da inserire prima dell'articolo 113)

Emendamento    134

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 113

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 113

Articolo 113

Raccomandazioni nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune

Raccomandazioni concernenti le politiche esterne dell'Unione

1.  La commissione competente in materia di politica estera e di sicurezza comune, previa autorizzazione della Conferenza dei presidenti o a seguito di una proposta a norma dell'articolo 134, può formulare raccomandazioni destinate al Consiglio negli ambiti di sua competenza.

1.  La commissione competente può elaborare progetti di raccomandazioni destinate al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, relativamente a materie di cui al Titolo V del trattato sull'Unione europea (azione esterna dell'Unione) o qualora un accordo internazionale che rientra nell'ambito dell'articolo 108 non sia stato deferito al Parlamento o il Parlamento non ne sia stato informato conformemente all'articolo 109.

2.  In caso di urgenza, l'autorizzazione di cui al paragrafo 1 può essere accordata dal Presidente, il quale può altresì autorizzare una riunione d'urgenza della commissione interessata.

2.  In caso di urgenza, il Presidente può autorizzare una riunione d'urgenza della commissione interessata.

3.  Nel corso della procedura di approvazione di queste raccomandazioni, che devono essere messe in votazione in forma di testo scritto, l'articolo 158 non si applica e possono essere presentati emendamenti orali.

3.  Nel corso della procedura di approvazione di questi progetti di raccomandazioni in sede di commissione, è necessario porre in votazione un testo scritto.

La non applicazione dell'articolo 158 è possibile esclusivamente in commissione e solo in caso di urgenza. Non sono previste eccezioni alle disposizioni dell'articolo 158, né per le riunioni di commissione che non siano state dichiarate urgenti né per le sedute.

 

La disposizione che autorizza la presentazione di emendamenti orali significa che i deputati non si possono opporre alla messa in votazione di emendamenti orali in commissione.

 

 

3 bis.  Nei casi di urgenza di cui al paragrafo 2, l'articolo 158 non è applicabile in sede di commissione e sono ricevibili emendamenti orali. I deputati non si possono opporre alla messa in votazione di emendamenti orali in commissione.

4.  Le raccomandazioni così formulate sono iscritte all'ordine del giorno della tornata immediatamente successiva alla loro presentazione. In casi urgenti decisi dal Presidente, le raccomandazioni possono essere iscritte all'ordine del giorno della tornata in corso. Le raccomandazioni si considerano approvate a meno che, prima dell'inizio della tornata, almeno quaranta deputati non abbiano espresso per iscritto la loro opposizione; in tal caso le raccomandazioni della commissione sono iscritte all'ordine del giorno della medesima tornata per essere esaminate e poste in votazione. Un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare emendamenti.

4.  I progetti di raccomandazioni formulate dalla commissione sono iscritte all'ordine del giorno della tornata immediatamente successiva alla loro presentazione. In casi urgenti decisi dal Presidente, le raccomandazioni possono essere iscritte all'ordine del giorno della tornata in corso.

 

4 bis.  Le raccomandazioni si considerano approvate a meno che, prima dell'inizio della tornata, almeno quaranta deputati non abbiano espresso per iscritto la loro opposizione. Qualora sia espressa un'opposizione, i progetti di raccomandazioni della commissione sono iscritti all'ordine del giorno della medesima tornata. Tali raccomandazioni sono oggetto di discussione, e gli emendamenti presentati da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati sono posti in votazione.

Motivazione

The changes to the title aim to extend the scope of Rule 113, so as to align it with the broader scope of Rule 134; moreover, Rule 113 is merged with Rule 134 and a a new chapter concerning EP recommendations on the Union's external action is created. Consequently, Rule 134 is to be deleted.

As regards the changes to paragraph 1, it is suggested to also include the Commission among the possible "addressees" of an EP recommendation.

The deletion in paragraph 3 subparagraph 1 is proposed because this is the only reference in the Rules to "oral amendments". All other references are made in interpretations (in particular, the interpretation to Rule 169 gives the oral amendments equivalent status to the amendments not distributed in all languages).However, the interpretation which follows paragraph 3,is deleted and merged, with slight adaptations, with the provision of paragraph 3 a (new); it acknowledges the specifcity of the CFSP area and the high probability of urgent matters which would justify the a derogation for putting "oral amendments" to vote.

Emendamento    135

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 114

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 114

Articolo 114

Violazione dei diritti umani

Violazione dei diritti umani

Per ogni tornata ciascuna commissione competente può presentare, senza necessità di autorizzazione, una proposta di risoluzione relativa a casi di violazione dei diritti umani secondo la procedura di cui all'articolo 113, paragrafo 4.

Per ogni tornata ciascuna commissione competente può presentare, senza necessità di autorizzazione, una proposta di risoluzione relativa a casi di violazione dei diritti umani secondo la procedura di cui all'articolo 113, paragrafi 4 e 4 bis.

Emendamento    136

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 115

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 115

Articolo 115

Trasparenza delle attività del Parlamento

Trasparenza delle attività del Parlamento

1. Il Parlamento assicura la massima trasparenza delle sue attività in linea con le disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 2 del trattato sull'Unione europea, dell'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

1. Il Parlamento assicura la massima trasparenza delle sue attività in linea con le disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea, dell'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

2.  Le discussioni in seno al Parlamento sono pubbliche.

2.  Le discussioni in seno al Parlamento sono pubbliche.

3.  Le riunioni delle commissioni del Parlamento sono di norma pubbliche. Le commissioni possono tuttavia decidere, al più tardi in sede di approvazione dell'ordine del giorno della riunione in questione, di dividere l'ordine del giorno di una determinata riunione in punti aperti al pubblico e punti a porte chiuse. Tuttavia, in caso di riunioni a porte chiuse la commissione può decidere, fatto salvo l'articolo 4, paragrafi da 1 a 4 del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio di concedere l'accesso del pubblico ai documenti e al processo verbale della riunione. In caso di violazione delle norme di confidenzialità si applica l'articolo 166.

3.  Le riunioni delle commissioni del Parlamento sono di norma pubbliche. Le commissioni possono tuttavia decidere, al più tardi in sede di approvazione dell'ordine del giorno della riunione in questione, di dividere l'ordine del giorno di una determinata riunione in punti aperti al pubblico e punti a porte chiuse. Tuttavia, in caso di riunioni a porte chiuse la commissione può decidere di concedere l'accesso del pubblico ai documenti della riunione.

4.  L'esame da parte della commissione competente delle richieste riguardanti le procedure in materia di immunità di cui all'articolo 9 si svolge sempre a porte chiuse.

 

Motivazione

Le modifiche al paragrafo 3 sono volte a migliorare la formulazione. Il riferimento all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1049/2001 non ha senso dal punto di vista giuridico. La violazione della confidenzialità è già disciplinata dagli articoli 11 e 166, pertanto non è necessario ribadire il concetto nella disposizione in esame.

Il paragrafo 4 viene eliminato poiché la questione dovrebbe essere trattata in conformità dell'articolo 9, paragrafo 10, e dei principi stabiliti a norma dell'articolo 9, paragrafo 12.

Emendamento    137

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 116

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 116

Articolo 116

Diritto di accesso del pubblico ai documenti

Diritto di accesso del pubblico ai documenti

1.  Qualsiasi cittadino dell'Unione europea e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti del Parlamento, a norma dell'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, secondo i principi, le condizioni e le limitazioni definite nel regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio e in conformità delle specifiche disposizioni del presente regolamento.

1.  Qualsiasi cittadino dell'Unione europea e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti del Parlamento, a norma dell'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, secondo i principi, le condizioni e le limitazioni definite nel regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Nella misura del possibile, l'accesso ai documenti del Parlamento è parimenti consentito ad altre persone fisiche o giuridiche.

Nella misura del possibile, l'accesso ai documenti del Parlamento è parimenti consentito ad altre persone fisiche o giuridiche.

Il regolamento (CE) n. 1049/2001 è pubblicato per informazione secondo le stesse modalità del regolamento del Parlamento15.

 

2.  Ai fini dell'accesso ai documenti, l'espressione "documenti del Parlamento" sta ad indicare qualsiasi contenuto informativo ai sensi dell'articolo 3, lettera a), del regolamento (CE) n. 1049/2001 che sia stato elaborato o ricevuto dai titolari di cariche del Parlamento ai sensi del titolo I, capitolo 2, dagli organi del Parlamento, dalle commissioni o delegazioni interparlamentari o dal Segretariato del Parlamento.

2.  Ai fini dell'accesso ai documenti, l'espressione "documenti del Parlamento" sta ad indicare qualsiasi contenuto informativo ai sensi dell'articolo 3, lettera a), del regolamento (CE) n. 1049/2001 che sia stato elaborato o ricevuto dai titolari di cariche del Parlamento ai sensi del titolo I, capitolo 2, dagli organi del Parlamento, dalle commissioni o delegazioni interparlamentari o dal Segretariato del Parlamento.

I documenti elaborati da singoli deputati o gruppi politici sono documenti del Parlamento ai fini dell'accesso ai documenti se sono presentati a norma del presente regolamento.

In conformità dell'articolo 4 dello statuto dei deputati del Parlamento europeo, i documenti elaborati da singoli deputati o gruppi politici sono documenti del Parlamento ai fini dell'accesso ai documenti solo se sono presentati a norma del presente regolamento.

L'Ufficio di presidenza stabilisce norme volte ad assicurare che tutti i documenti del Parlamento siano registrati.

L'Ufficio di presidenza stabilisce norme volte ad assicurare che tutti i documenti del Parlamento siano registrati.

3.  Il Parlamento istituisce un registro dei documenti del Parlamento. I documenti legislativi e alcune altre categorie di documenti sono resi direttamente accessibili, in conformità del regolamento (CE) n. 1049/2001, attraverso il registro del Parlamento. Riferimenti ad altri documenti del Parlamento sono inseriti, per quanto possibile, nel registro.

3.  Il Parlamento istituisce un sito internet del registro pubblico dei documenti del Parlamento. I documenti legislativi e alcune altre categorie di documenti sono resi direttamente accessibili, in conformità del regolamento (CE) n. 1049/2001, attraverso il sito internet del registro pubblico del Parlamento. Riferimenti ad altri documenti del Parlamento sono inseriti, per quanto possibile, nel sito internet del registro pubblico.

Le categorie di documenti direttamente accessibili sono indicate in un elenco adottato dall'Ufficio di presidenza e pubblicato sul sito internet del Parlamento. Tale elenco non limita il diritto d'accesso ai documenti che non rientrano nelle categorie elencate; tali documenti sono resi accessibili su richiesta scritta.

Le categorie di documenti direttamente accessibili mediante il sito internet del registro pubblico del Parlamento sono indicate in un elenco adottato dall'Ufficio di presidenza e pubblicato sul sito internet del registro pubblico Parlamento. Tale elenco non limita il diritto d'accesso ai documenti che non rientrano nelle categorie elencate; tali documenti possono essere resi accessibili su richiesta scritta in conformità del regolamento (CE) n. 1049/2001.

L'Ufficio di presidenza può adottare norme, conformi al regolamento (CE) n. 1049/2001, che disciplinano le modalità di accesso e che sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.

L'Ufficio di presidenza adotta norme per l'accesso ai documenti, in conformità del regolamento (CE) n. 1049/2001, che sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.

4.  L'Ufficio di presidenza designa gli organi incaricati del trattamento delle domande iniziali (articolo 7 del regolamento (CE) n. 1049/2001) e adotta le decisioni relative alle domande di conferma (articolo 8 di detto regolamento) e alle domande di accesso a documenti sensibili (articolo 9 dello stesso).

4.  L'Ufficio di presidenza designa gli organi incaricati del trattamento delle domande iniziali (articolo 7 del regolamento (CE) n. 1049/2001) e dell'adozione delle decisioni relative alle domande di conferma (articolo 8 di detto regolamento) e alle domande di accesso a documenti sensibili (articolo 9 dello stesso).

5.  La Conferenza dei presidenti nomina i rappresentanti del Parlamento al comitato interistituzionale istituito a norma dell'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1049/2001.

 

6.  Uno dei vicepresidenti è responsabile della supervisione del trattamento delle domande di accesso ai documenti.

6.  Uno dei vicepresidenti è responsabile della supervisione del trattamento delle domande di accesso ai documenti.

 

6 bis.  L'Ufficio di presidenza adotta la relazione annuale di cui all'articolo 17, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1049/2001.

7.  La commissione competente del Parlamento, sulla base di informazioni fornite dall'Ufficio di presidenza e da altre fonti, elabora la relazione annuale di cui all'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1049/2001 e la presenta in Aula.

7.  La commissione competente del Parlamento verifica periodicamente la trasparenza delle attività del Parlamento e presenta in Aula una relazione contenente le sue conclusioni e raccomandazioni.

Inoltre, la commissione competente esamina e valuta le relazioni adottate dalle altre istituzioni e agenzie a norma dell'articolo 17 del precitato regolamento.

Inoltre, la commissione competente può esaminare e valutare le relazioni adottate dalle altre istituzioni e agenzie a norma dell'articolo 17 del precitato regolamento.

 

7 bis.  La Conferenza dei presidenti nomina i rappresentanti del Parlamento al comitato interistituzionale istituito a norma dell'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1049/2001.

__________________

 

15 Vedi allegato XIV.

 

Motivazione

The changes to paragraph 1, subparagraph 1 are necessary as the Rules of Procedure may not restrict public access rights under Regulation 1049/2001.

As regards the deletion of paragraph 1, subparagraph 3, this annex is deleted since from a legal and procedural point of view it is not an annex. The Regulation would however be included in a compendium of legal acts, easily accessible to MEPs and other persons.

The changes to paragraph 2, subparagraph 2, reflect the 'raison d'êtrÈ of this rule. A document is "tabled" when it enters into the EP administrative circuit.

The changes to paragraph 3, subparagraph 2, clarify the relevant "register"; the use of "shall" would imply an obligation to disclose, but an exception under Article 4 of Regulation 1049 might apply; therefore "may" is more appropriate.

Paragraph 3, subparagraph 3, is updated as the rules have already been adopted (adopting them is an obligation under Regulation 1049/2001).

Paragraph 5 is deleted here and reinserted as paragraph 8 (new).

The changes to paragraph 7 and the addition of 6 a (new) adjust the the text to standard practice according to which the Bureau endorses yearly a technical/administrative report whereas the LIBE Committee prepares biannual reports (EP Institutional report on the implementation of Regulation 1049/2001; such reports were adopted in 2009, 2011, 2013, and 2016). It is therefore suggested to clarify that the adoption of the technical report is ensured by the Bureau whereas LIBE is competent for the institutional/political report, which may be based on the findings of the technical reports.Article 17(1) of Regulation (EC) No 1049/2001 reads as follows: "1. Each institution shall publish annually a report for the preceding year including the number of cases in which the institution refused to grant access to documents, the reasons for such refusals and the number of sensitive documents not recorded in the register."

Emendamento    138

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 116 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 116 bis

 

Accesso al Parlamento

 

1.   I titoli di accesso per i deputati, i loro assistenti e soggetti terzi sono rilasciati sulla base delle norme stabilite dall'Ufficio di presidenza. Tali norme disciplinano altresì l'uso e il ritiro dei titoli di accesso.

 

2.  I titoli di accesso non sono rilasciati a persone appartenenti alla cerchia di un deputato che rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo tra il Parlamento europeo e la Commissione europea sul registro per la trasparenza delle organizzazioni e dei liberi professionisti che svolgono attività di concorso all'elaborazione e attuazione delle politiche dell'Unione europea1 bis.

 

3.   Le entità elencate nel registro per la trasparenza e i loro rappresentanti cui è stato rilasciato un titolo di accesso di lunga durata al Parlamento europeo devono rispettare:

 

  il codice di condotta per i soggetti registrati allegato all'accordo;

 

  le procedure e altri obblighi definiti dall'accordo; nonché

 

  le disposizioni di attuazione del presente articolo.

 

Fatta salva l'applicabilità delle norme generali che disciplinano il ritiro o la disattivazione temporanea dei titoli di accesso di lunga durata, e salvo che ragioni importanti vi si oppongano, il Segretario generale, previa autorizzazione dei Questori, ritira o disattiva un titolo di accesso di lunga durata quando il suo titolare è stato cancellato dal registro per la trasparenza per violazione del codice di condotta per i soggetti registrati, si è reso colpevole di una grave violazione degli obblighi di cui al presente paragrafo o ha rifiutato di accettare un invito formale a partecipare a un'audizione o a una riunione di commissione o di collaborare con una commissione d'inchiesta, senza fornire una giustificazione sufficiente.

 

4.   I Questori possono definire in che misura il codice di condotta di cui al paragrafo 2 sia applicabile alle persone che, pur possedendo un titolo di accesso di lunga durata, non rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo.

 

5.   L'Ufficio di presidenza, su proposta del Segretario generale, adotta le misure necessarie per dare attuazione al registro per la trasparenza, in conformità delle disposizioni dell'accordo sull'istituzione di detto registro.

 

__________________

 

1 bis GU L 277 del 19.9.2014, pag. 11.

Motivazione

Aggiunta di un nuovo articolo contenente un riferimento al registro per la trasparenza.

Emendamento    139

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 117

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 117

Articolo 117

Elezione del Presidente della Commissione

Elezione del Presidente della Commissione

1  Dopo che il Consiglio europeo ha proposto un candidato a Presidente della Commissione, il Presidente invita il candidato a fare una dichiarazione e a presentare i suoi orientamenti politici al Parlamento. La dichiarazione è seguita da una discussione.

1.  Dopo che il Consiglio europeo ha proposto un candidato a Presidente della Commissione, il Presidente invita il candidato a fare una dichiarazione e a presentare i suoi orientamenti politici al Parlamento. La dichiarazione è seguita da una discussione.

Il Consiglio europeo è invitato a partecipare al dibattito.

Il Consiglio europeo è invitato a partecipare al dibattito.

2.  Il Parlamento elegge il Presidente della Commissione a maggioranza dei membri che lo compongono.

2.  In conformità dell'articolo 17, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea, il Parlamento elegge il Presidente della Commissione a maggioranza dei membri che lo compongono.

La votazione si svolge a scrutinio segreto.

La votazione si svolge per appello nominale.

3.   Qualora il candidato sia eletto, il Presidente ne informa il Consiglio, invitando quest'ultimo e il neoeletto Presidente della Commissione a proporre di comune accordo i candidati ai vari posti di commissario.

3.   Qualora il candidato sia eletto, il Presidente ne informa il Consiglio, invitando quest'ultimo e il neoeletto Presidente della Commissione a proporre di comune accordo i candidati ai vari posti di commissario.

4.   Se il candidato non ottiene la maggioranza richiesta, il Presidente invita il Consiglio europeo a proporre, entro un mese, un nuovo candidato all'elezione, secondo la stessa procedura.

4.   Se il candidato non ottiene la maggioranza richiesta, il Presidente invita il Consiglio europeo a proporre, entro un mese, un nuovo candidato all'elezione, secondo la stessa procedura.

Motivazione

Emendamento    140

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 118

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 118

Articolo 118

Elezione della Commissione

Elezione della Commissione

 

- 1.   Il Presidente invita il Presidente eletto della Commissione a informare il Parlamento circa la distribuzione dei portafogli in seno al proposto collegio dei commissari, in linea con gli orientamenti politici del Presidente eletto.

1.  Il Presidente, consultato il Presidente eletto della Commissione, invita i candidati proposti dal Presidente eletto della Commissione e dal Consiglio per i vari posti di commissario a comparire dinanzi alle varie commissioni parlamentari secondo le loro prevedibili competenze. Tali audizioni sono pubbliche.

1.  Il Presidente, consultato il Presidente eletto della Commissione, invita i candidati proposti dal Presidente eletto della Commissione e dal Consiglio per i vari posti di commissario a comparire dinanzi alle varie commissioni o ai vari organi parlamentari secondo le loro prevedibili competenze.

 

1 bis.  Le audizioni sono effettuate dalle commissioni.

 

Un'audizione può eccezionalmente assumere una forma diversa quando un commissario designato ha responsabilità di carattere principalmente orizzontale, a condizione che l'audizione includa le commissioni competenti. Le audizioni sono pubbliche.

2.   Il Presidente può invitare il Presidente eletto della Commissione a informare il Parlamento circa la distribuzione dei portafogli in seno al proposto collegio dei commissari, in linea con i suoi orientamenti politici.

 

3.  La commissione o le commissioni competenti invitano il commissario designato a formulare una dichiarazione e a rispondere a domande. Le audizioni sono organizzate in modo da consentire ai commissari designati di fornire al Parlamento tutte le informazioni utili. Le disposizioni concernenti l'organizzazione delle audizioni sono stabilite in un allegato del regolamento16.

3.  La commissione o le commissioni competenti invitano il commissario designato a formulare una dichiarazione e a rispondere a domande. Le audizioni sono organizzate in modo da consentire ai commissari designati di fornire al Parlamento tutte le informazioni utili. Le disposizioni concernenti l'organizzazione delle audizioni sono stabilite in un allegato del regolamento16.

4.  Il Presidente eletto presenta il collegio dei commissari e il suo programma in occasione di una seduta del Parlamento cui sono invitati il Presidente del Consiglio europeo e il Presidente del Consiglio. La dichiarazione è seguita da una discussione.

4.  Il Presidente eletto è invitato a presentare il collegio dei commissari e il suo programma in occasione di una seduta del Parlamento cui sono invitati il Presidente del Consiglio europeo e il Presidente del Consiglio. La dichiarazione è seguita da una discussione.

5.  A conclusione della discussione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione. Si applica l'articolo 123, paragrafi 3, 4 e 5.

5.  A conclusione della discussione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione. Si applica l'articolo 123, paragrafi da 3 a 5 ter.

Dopo aver votato sulla proposta di risoluzione, il Parlamento elegge o respinge la Commissione a maggioranza dei voti espressi.

 

La votazione si svolge per appello nominale.

 

Il Parlamento può aggiornare la votazione alla seduta successiva.

 

 

5 bis.  Dopo aver votato sulla proposta di risoluzione, il Parlamento elegge o respinge la Commissione a maggioranza dei voti espressi, per appello nominale. Il Parlamento può aggiornare la votazione alla seduta successiva.

6.  Il Presidente informa il Consiglio dell'elezione o della reiezione della Commissione.

6.   Il Presidente informa il Consiglio dell'elezione o della reiezione della Commissione.

7.   In caso di sostanziale cambiamento di portafoglio in seno alla Commissione, durante il mandato, nel caso in cui occorre assegnare un posto vacante o nominare un nuovo commissario in seguito all'adesione di un nuovo Stato membro, il commissario o i commissari interessati sono invitati a comparire dinanzi alla commissione responsabile del rispettivo settore di competenza a norma del paragrafo 3.

7.  In caso di sostanziale cambiamento di portafoglio in seno alla Commissione o di un cambiamento della sua composizione, durante il mandato, il commissario o i commissari interessati o qualsiasi altro commissario designato sono invitati a partecipare a un'audizione organizzata in conformità dei paragrafi 1 bis e 3.

 

7 bis.  Qualora il portafoglio o gli interessi finanziari di un commissario subiscano un cambiamento durante il suo mandato, la situazione è sottoposta al controllo del Parlamento in conformità dell'allegato XVI.

 

Laddove sia individuato un conflitto di interessi durante il mandato di un commissario e qualora il Presidente della Commissione non attui le raccomandazioni del Parlamento volte a risolvere il conflitto d'interessi, il Parlamento può chiedere al Presidente della Commissione di ritirare la fiducia a tale commissario, a norma del punto 5 dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, nonché di adottare provvedimenti, se del caso, per privare il commissario in questione del diritto a pensione o altri vantaggi sostitutivi in conformità dell'articolo 245, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

_______________

 

16 Cfr. allegato XVI.

 

Motivazione

The changes to this Rule transpose the principle set out in paragraph 5 of the EP resolution of 8 September 2015 on procedures and practices regarding Commissioner hearings.

Paragraph 2 of Rule 118 becomes paragraph 1 and "may" is replaced by "shall", since it corresponds to standard practice the last three subparagraphs of paragraph 5 are re-grouped into a new paragraph (5a)in order to facilitate the reading and the interpretation.

In paragraph 7, the reference to a new MS is deleted as it is not accurate given that the same procedure applies to any new Commissioner (resignation, new accession or other circumstances.)

Emendamento    141

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 118 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 118 bis

 

Programmazione pluriennale

 

Alla nomina di una nuova Commissione, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, in conformità del paragrafo 5 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", procedono a uno scambio di opinioni e raggiungono un accordo su conclusioni comuni in materia di programmazione pluriennale.

 

A tal fine, prima di negoziare con il Consiglio e la Commissione in merito alle conclusioni comuni in materia di programmazione pluriennale, il Presidente tiene uno scambio di opinioni con la Conferenza dei presidenti sugli obiettivi e le priorità strategiche principali della nuova legislatura. Tale scambio di opinioni tiene conto, tra l'altro, delle priorità presentate dal Presidente eletto della Commissione nonché delle risposte fornite dai commissari designati durante le audizioni previste dall'articolo 118.

 

Prima di procedere alla firma delle conclusioni comuni, il Presidente chiede l'approvazione della Conferenza dei presidenti.

Emendamento    142

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 119

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 119

Articolo 119

Mozione di censura nei confronti della Commissione

Mozione di censura nei confronti della Commissione

1.  Un decimo dei deputati che compongono il Parlamento può presentare al Presidente una mozione di censura nei confronti della Commissione.

1.  Un decimo dei deputati che compongono il Parlamento può presentare al Presidente una mozione di censura nei confronti della Commissione. Nel caso in cui una mozione di censura sia stata votata nei due mesi precedenti, una nuova mozione può essere presentata unicamente da un quinto dei deputati che compongono il Parlamento.

2.  La mozione deve recare la menzione "Mozione di censura" ed essere motivata. Essa è trasmessa alla Commissione.

2.  La mozione deve recare la menzione "Mozione di censura" ed essere motivata. Essa è trasmessa alla Commissione.

3.  Il Presidente comunica immediatamente ai deputati la presentazione della mozione.

3.  Il Presidente comunica immediatamente ai deputati la presentazione della mozione.

4.  La discussione sulla censura ha luogo solo quando siano trascorse almeno ventiquattr'ore dalla comunicazione della mozione di censura ai deputati.

4.  La discussione sulla censura ha luogo solo quando siano trascorse almeno ventiquattr'ore dalla comunicazione della mozione di censura ai deputati.

5.  La votazione sulla mozione ha luogo per appello nominale, quando siano trascorse almeno quarantott'ore dall'inizio della discussione.

5.  La votazione sulla mozione ha luogo per appello nominale, quando siano trascorse almeno quarantott'ore dall'inizio della discussione.

6.  La discussione e la votazione hanno luogo al più tardi nel corso della tornata successiva alla presentazione della mozione.

6.  Fatti salvi i paragrafi 4 e 5, la discussione e la votazione hanno luogo al più tardi nel corso della tornata successiva alla presentazione della mozione.

7.  La mozione è approvata a maggioranza dei due terzi dei voti espressi e a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento. L'esito della votazione è notificato ai Presidenti del Consiglio e della Commissione.

7.  In conformità dell'articolo 234 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la mozione è approvata a maggioranza dei due terzi dei voti espressi e a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento. L'esito della votazione è notificato ai Presidenti del Consiglio e della Commissione.

Motivazione

La modifica al paragrafo 6 è un chiarimento tecnico riguardante le mini-tornate di Bruxelles.

Emendamento    143

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 120

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 120

Articolo 120

Nomina di giudici e avvocati generali alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Nomina di giudici e avvocati generali alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Su proposta della sua commissione competente, il Parlamento nomina un candidato al comitato di sette persone incaricato di esaminare l'idoneità dei candidati a ricoprire la funzione di giudice o avvocato generale alla Corte di giustizia e al Tribunale.

Su proposta della sua commissione competente, il Parlamento nomina un candidato al comitato di sette persone incaricato di esaminare l'idoneità dei candidati a ricoprire la funzione di giudice o avvocato generale alla Corte di giustizia e al Tribunale. La commissione competente sceglie il candidato che intende proporre mediante una votazione a maggioranza semplice. A tal fine, i coordinatori di tale commissione definiscono una rosa di candidati.

Motivazione

Modifica volta ad allineare l'articolo 120 del regolamento alla pratica in vigore.

Emendamento    144

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 121

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 121

Articolo 121

Nomina dei membri della Corte dei conti

Nomina dei membri della Corte dei conti

1.  Le personalità designate come membri della Corte dei conti sono invitate a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati. La commissione vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.

1.  Le personalità designate come membri della Corte dei conti sono invitate a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati. La commissione vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.

2.  La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione relativa alla nomina dei candidati proposti, sotto forma di relazione contenente una proposta di decisione separata per ciascuna candidatura.

2.  La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione quanto all'approvazione o alla reiezione della candidatura proposta.

3.  La votazione in Aula ha luogo entro due mesi dalla ricezione delle candidature a meno che il Parlamento, su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, non decida altrimenti. Il Parlamento vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura e decide a maggioranza dei voti espressi.

3.  La votazione in Aula ha luogo entro due mesi dalla ricezione delle candidature a meno che il Parlamento, su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, non decida altrimenti. Il Parlamento vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.

4.  Qualora il Parlamento abbia espresso parere negativo su una singola candidatura, il Presidente invita il Consiglio a ritirare la proposta e a presentare al Parlamento una nuova proposta.

4.  Qualora il Parlamento abbia espresso parere negativo su una singola candidatura, il Presidente invita il Consiglio a ritirare la proposta e a presentare al Parlamento una nuova proposta.

Emendamento    145

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 122

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 122

Articolo 122

Nomina dei membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea

Nomina dei membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea

1.   Il candidato proposto alla presidenza della Banca centrale europea è invitato a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione parlamentare competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati.

1.  Il candidato proposto alla presidenza, alla vicepresidenza o alla carica di membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea è invitato a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione parlamentare competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati.

2.   La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione quanto all'approvazione o alla reiezione della candidatura proposta.

2.   La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione quanto all'approvazione o alla reiezione della candidatura proposta.

3.   La votazione ha luogo entro due mesi dalla ricezione della proposta, a meno che il Parlamento non decida altrimenti su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati.

3.  La votazione ha luogo entro due mesi dalla ricezione della proposta, a meno che il Parlamento non decida altrimenti su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati. Il Parlamento vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.

4.   Se il Parlamento esprime parere negativo, il Presidente invita il Consiglio a ritirare la proposta e a presentare al Parlamento una nuova proposta.

4.  Se il Parlamento esprime parere negativo su una candidatura, il Presidente chiede il ritiro della proposta e la presentazione al Parlamento di una nuova proposta.

5.   La stessa procedura si applica ai candidati designati alla vicepresidenza e alla carica di membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea.

 

Motivazione

The change in paragraph 1 aims to clarify that the procedure should be followed (and is actually followed) with regard to all members of the ECB Executive Board (cf. current § 5).

In paragraph 4, the words "the President shall ask the Council to withdraw its nomination and to submit a new nomination to Parliament" imply that Parliament is consulted by the Council. However, the wording of Article 283(2) TFEU is not clear in this respect.Where the EN wording of this Treaty provision might leave some doubt, the FR version clearly provides for a consultation by the European Council: "sont nommés par le Conseil européen ..., sur recommandation du Conseil et après consultation du Parlement européen".However, according to the DE version, Parliament is indeed consulted by the Council.Therefore Rule122 §4 has been reformulated so as to correspond with both versions.

§ 5.See suggested changes to §1

Emendamento    146

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 122 bis (nuovo)

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 122 bis

 

Nomine relative agli organismi di governance economica

 

1.  Il presente articolo si applica alle nomine per le seguenti cariche:

 

  presidente e vicepresidente del consiglio di vigilanza del meccanismo di vigilanza unico;

 

  presidente, vicepresidente e membri a tempo pieno del comitato di risoluzione unico del meccanismo di risoluzione unico;

 

  presidenti e direttori esecutivi dell'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea, Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali); nonché

 

  direttore generale e vice direttore generale del Fondo europeo per gli investimenti strategici.

 

2.  Ciascun candidato è invitato a rendere una dichiarazione dinanzi alla commissione competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati.

 

3.  La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione relativa a ciascuna proposta di nomina.

 

4.  La votazione ha luogo entro due mesi dalla ricezione della proposta di nomina, a meno che il Parlamento non decida altrimenti su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati. Il Parlamento vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.

 

5.  Qualora il Parlamento abbia adottato una decisione sfavorevole su una proposta di nomina, il Presidente chiede che la proposta sia ritirata e che al Parlamento ne venga presentata una nuova.

Emendamento    147

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 123

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 123

Articolo 123

Dichiarazioni della Commissione, del Consiglio e del Consiglio europeo

Dichiarazioni della Commissione, del Consiglio e del Consiglio europeo

1.   I membri della Commissione, del Consiglio e del Consiglio europeo possono in qualsiasi momento chiedere la parola al Presidente del Parlamento per rilasciare una dichiarazione. Il Presidente del Consiglio europeo rende una dichiarazione al termine di ogni riunione dello stesso. Il Presidente del Parlamento decide quando tale dichiarazione possa essere fatta e se possa essere seguita da una discussione approfondita o da trenta minuti in cui i deputati possono porre domande brevi e precise.

1.   I membri della Commissione, del Consiglio e del Consiglio europeo possono in qualsiasi momento chiedere la parola al Presidente del Parlamento per rilasciare una dichiarazione. Il Presidente del Consiglio europeo rende una dichiarazione al termine di ogni riunione dello stesso. Il Presidente del Parlamento decide quando tale dichiarazione possa essere fatta e se possa essere seguita da una discussione approfondita o da trenta minuti in cui i deputati possono porre domande brevi e precise.

2.   Quando è iscritta all'ordine del giorno una dichiarazione seguita da discussione, il Parlamento decide se concludere o meno la discussione con una risoluzione. Non può procedere in tal senso se una relazione sullo stesso argomento è prevista nel corso della stessa tornata o di quella successiva, a meno che il Presidente non disponga diversamente per motivi eccezionali. Se il Parlamento decide di concludere la discussione con una risoluzione, una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione.

2.   Quando è iscritta all'ordine del giorno una dichiarazione seguita da discussione, il Parlamento decide se concludere o meno la discussione con una risoluzione. Non può procedere in tal senso se una relazione sullo stesso argomento è prevista nel corso della stessa tornata o di quella successiva, a meno che il Presidente non disponga diversamente per motivi eccezionali. Se il Parlamento decide di concludere la discussione con una risoluzione, una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione.

3.   Le proposte di risoluzione sono poste in votazione nello stesso giorno. Il Presidente decide in merito alle deroghe. Sono ammesse dichiarazioni di voto.

3.  Le proposte di risoluzione sono poste in votazione nel primo turno di votazioni possibile. Il Presidente decide in merito alle deroghe. Sono ammesse dichiarazioni di voto.

4.   Una proposta di risoluzione comune sostituisce le proposte precedenti sottoscritte dai suoi firmatari, ma non quelle presentate da altre commissioni, gruppi politici o deputati.

4.   Una proposta di risoluzione comune sostituisce le proposte precedenti sottoscritte dai suoi firmatari, ma non quelle presentate da altre commissioni, gruppi politici o deputati.

 

4 bis.  Se una proposta di risoluzione comune è presentata da gruppi politici che rappresentano una chiara maggioranza, il Presidente può porla in votazione per prima.

5.  Dopo l'approvazione di una proposta di risoluzione non è posta in votazione nessun'altra proposta di risoluzione, a meno che, a titolo eccezionale, il Presidente non decida diversamente.

5.  Dopo l'approvazione di una proposta di risoluzione non è posta in votazione nessun'altra proposta di risoluzione, a meno che, a titolo eccezionale, il Presidente non decida diversamente.

 

5 bis.  L'autore o gli autori di una proposta di risoluzione presentata a norma del paragrafo 2 o dell'articolo 135, paragrafo 2, hanno il diritto di ritirarla prima della relativa votazione finale.

 

5 ter.  Una proposta di risoluzione ritirata può essere immediatamente fatta propria e ripresentata da un gruppo politico, da una commissione parlamentare o da un numero di deputati pari a quello necessario per presentarla. Il paragrafo 5 bis e il presente paragrafo si applicano altresì alle proposte di risoluzione presentate a norma degli articoli 105 e 106.

Motivazione

Il testo dell'attuale articolo 133, paragrafo 6, viene semplificato e inserito al paragrafo 5 bis.

Al paragrafo 5 ter figura il testo dell'attuale articolo 133, paragrafo 8, corredato di un'aggiunta relativa alle proposte di risoluzione sugli atti delegati e di esecuzione.

Emendamento    148

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 124

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 124

Articolo 124

Dichiarazioni che illustrano le decisioni della Commissione

Dichiarazioni che illustrano le decisioni della Commissione

Previa consultazione della Conferenza dei presidenti, il Presidente del Parlamento può invitare il Presidente della Commissione, il commissario responsabile per le relazioni con il Parlamento o, previo accordo, un altro commissario a fare una dichiarazione dinanzi al Parlamento dopo ognuna delle riunioni della Commissione, illustrandone le decisioni principali. La dichiarazione è seguita da una discussione della durata minima di 30 minuti nel corso del quale i deputati possono porre domande brevi e precise.

Il Presidente del Parlamento invita il Presidente della Commissione, il commissario responsabile per le relazioni con il Parlamento o, previo accordo, un altro commissario a fare una dichiarazione dinanzi al Parlamento dopo ognuna delle riunioni della Commissione, illustrandone le decisioni principali, salvo che, per ragioni di orario o per la relativa rilevanza politica della materia, la Conferenza dei presidenti decida che non è necessario. La dichiarazione è seguita da una discussione della durata minima di 30 minuti nel corso della quale i deputati possono porre domande brevi e precise.

Emendamento    149

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 125

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 125

Articolo 125

Dichiarazioni della Corte dei conti

Dichiarazioni della Corte dei conti

1.   Il Presidente della Corte dei conti, nell'ambito della procedura di discarico o delle attività del Parlamento concernenti il settore del controllo di bilancio, può essere invitato a prendere la parola per presentare le osservazioni contenute nella relazione annuale o nelle relazioni speciali o nei pareri della Corte, nonché per illustrare il programma di lavoro della Corte.

1.  Il Presidente della Corte dei conti, nell'ambito della procedura di discarico o delle attività del Parlamento concernenti il settore del controllo di bilancio, può essere invitato a rilasciare una dichiarazione per presentare le osservazioni contenute nella relazione annuale o nelle relazioni speciali o nei pareri della Corte, nonché per illustrare il programma di lavoro della Corte.

2.   Il Parlamento può decidere di discutere separatamente, con la partecipazione della Commissione e del Consiglio, eventuali questioni sollevate in tali dichiarazioni, in particolare allorché sono segnalate irregolarità nella gestione finanziaria.

2.   Il Parlamento può decidere di discutere separatamente, con la partecipazione della Commissione e del Consiglio, eventuali questioni sollevate in tali dichiarazioni, in particolare allorché sono segnalate irregolarità nella gestione finanziaria.

Motivazione

L'espressione "prendere la parola" è sostituita da "rilasciare una dichiarazione" per coerenza con le formulazioni utilizzate all'articolo 123, paragrafo 1, e all'articolo 124, nonché con il termine "dichiarazioni" figurante al paragrafo 2 in appresso.

Emendamento    150

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 126

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 126

Articolo 126

Dichiarazioni della Banca centrale europea

Dichiarazioni della Banca centrale europea

1.   Il Presidente della Banca centrale europea presenta al Parlamento la relazione annuale della Banca centrale europea sull'attività del Sistema europeo di banche centrali e sulla politica monetaria dell'anno precedente e dell'anno in corso.

1.  Il Presidente della Banca centrale europea è invitato a presentare al Parlamento la relazione annuale della Banca centrale europea sull'attività del Sistema europeo di banche centrali e sulla politica monetaria dell'anno precedente e dell'anno in corso.

2.   Il Parlamento tiene un dibattito generale sulla relazione presentatagli.

2.   Il Parlamento tiene un dibattito generale sulla relazione presentatagli.

3.   Il Presidente della Banca centrale europea è invitato a partecipare a riunioni della commissione competente almeno quattro volte l'anno per fare una dichiarazione e rispondere a domande.

3.   Il Presidente della Banca centrale europea è invitato a partecipare a riunioni della commissione competente almeno quattro volte l'anno per fare una dichiarazione e rispondere a domande.

4.   Su loro richiesta o su richiesta del Parlamento, il presidente, il vicepresidente o altri membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea sono invitati a partecipare ad altre riunioni.

4.   Su loro richiesta o su richiesta del Parlamento, il presidente, il vicepresidente o altri membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea sono invitati a partecipare ad altre riunioni.

5.   Un resoconto integrale delle riunioni di cui ai paragrafi 3 e 4 è redatto nelle lingue ufficiali.

5.  È redatto un resoconto integrale delle riunioni di cui ai paragrafi 3 e 4.

Motivazione

Dall'ultima modifica apportata all'articolo 194, i resoconti integrali della plenaria non sono più redatti in tutte le lingue. A livello di commissione, la prassi consolidata relativa al dialogo monetario è quella di avere una trascrizione delle riunioni che viene poi tradotta in tre lingue.

Emendamento    151

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 127

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 127

soppresso

Raccomandazione relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche

 

1.   La raccomandazione della Commissione relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione è sottoposta alla commissione competente che presenta una relazione al Parlamento.

 

2.   Il Consiglio è invitato a informare il Parlamento in merito al contenuto della sua raccomandazione e alla posizione adottata dal Consiglio europeo.

 

Motivazione

L'articolo viene soppresso in quanto non applicato nella pratica. Le relazioni INI elaborate dalle commissioni ECON ed EMPL in questo ambito si basano sulla decisione della Conferenza dei presidenti del 5 luglio 2012, con la quale quest'ultima autorizza (annualmente, automaticamente e fuori quota) le seguenti relazioni INI: – dopo la pubblicazione dell'analisi annuale della crescita e in vista del vertice di primavera: INI della commissione ECON (+ BUDG a norma dell'articolo 54), nonché INI della commissione EMPL (+ BUDG a norma dell'articolo 54) – inizio dell'autunno: INI della commissione ECON recante valutazione del semestre in corso e un contributo per l'analisi annuale della crescita dell'anno a venire.

Emendamento    152

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 128

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 128

Articolo 128

Interrogazioni con richiesta di risposta orale seguita da discussione

Interrogazioni con richiesta di risposta orale seguita da discussione

1.  Una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono rivolgere interrogazioni al Consiglio o alla Commissione e chiederne l'iscrizione all'ordine del giorno del Parlamento.

1  Una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono rivolgere interrogazioni al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e chiederne l'iscrizione all'ordine del giorno del Parlamento.

Le interrogazioni sono presentate per iscritto al Presidente che le sottopone senza indugio alla Conferenza dei presidenti.

Le interrogazioni sono presentate per iscritto al Presidente che le sottopone senza indugio alla Conferenza dei presidenti.

La Conferenza dei presidenti decide se e in quale ordine devono essere iscritte le interrogazioni all'ordine del giorno. Le interrogazioni non iscritte all'ordine del giorno del Parlamento entro tre mesi dalla presentazione decadono.

La Conferenza dei presidenti decide se le interrogazioni devono essere iscritte nel progetto di ordine del giorno a norma della procedura di cui all'articolo 149. Le interrogazioni non iscritte nel progetto di ordine del giorno del Parlamento entro tre mesi dalla presentazione decadono.

2.   Un'interrogazione deve essere trasmessa all'istituzione interessata almeno una settimana prima della seduta all'ordine del giorno della quale sarà iscritta, se si tratta di un'interrogazione alla Commissione, e almeno tre settimane prima di questa data, se si tratta di un'interrogazione al Consiglio.

2.  Un'interrogazione deve essere trasmessa al destinatario almeno una settimana prima della seduta all'ordine del giorno della quale sarà iscritta, se si tratta di un'interrogazione alla Commissione e al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e almeno tre settimane prima di questa data, se si tratta di un'interrogazione al Consiglio.

3.   Per le interrogazioni riguardanti i settori menzionati all'articolo 42 del trattato sull'Unione europea, il termine di cui al paragrafo 2 del presente articolo non si applica. Il Consiglio è tenuto a fornire una risposta entro un termine ragionevole affinché il Parlamento sia debitamente informato.

3.  Per le interrogazioni riguardanti la politica di sicurezza e di difesa comune, i termini di cui al paragrafo 2 non si applicano e la risposta deve essere fornita entro un termine ragionevole affinché il Parlamento sia debitamente informato.

4.  Uno degli autori dell'interrogazione dispone di cinque minuti per svolgere l'interrogazione. Un membro dell'istituzione interessata risponde.

4.  Uno degli autori dell'interrogazione può svolgere l'interrogazione. Il destinatario risponde.

L'interrogante ha il diritto di utilizzare l'intera durata del tempo di parola indicato.

 

5.   L'articolo 123, paragrafi da 2 a 5, si applica mutatis mutandis.

5.  L'articolo 123, paragrafi da 2 a 5 ter, concernente la presentazione e la votazione di proposte di risoluzione, si applica mutatis mutandis.

Motivazione

Paragraph 1 is brought up to date, as following the entry into force of the Lisbon Treaty its text should include the possibility to submit Oral Questions to the Vice-President / High Representative Furthermore, the change made refloect the fact that the CoP does not decide on each and every Oral Question tabled, but simply adopts the Draft Agenda and Final Draft Agenda, including the possible Oral Questions. The reference to Rule 149 is introduced as the recommendation by the CCC referred to in Rule 149(1) includes a list of Oral Questions.

In paragraph 2 the words "that institution" cannot be used anymore if the VP/HR is added, therefore it is suggested to use "addressee" like in Annex III to the Rules.

Changes to paragraph 3 aim to increase the readability as this paragraph provides for two time limits.

Paragraph 4 is modified as having speaking time for the authors of the Oral Question does not seem useful especially as the Rules of Procedure do not establish the speaking time for other speakers in Plenary (rapporteurs, rapporteurs for opinion, authors of the motions for resolutions of Rule 135, other institutions, etc.). Speaking time is agreed with political groups and indicated in the Agenda of the Plenary. In addition, as regards authors of oral questions, when there is more than one author (e.g. several OQs on the same subject or one OQ tabled by several political groups or committees, but not in the case of an OQ tabled by 40+ MEPs), speaking time for each author or co-author is 2 minutes, not 5. This is why the reference to 5 minutes is deleted.

The second subparagraph of paragraph 2 is deleted as it is valid in the case of a question tabled jointly by several committees or political groups, as ad hoc arrangements are frequent, e.g. for questions tabled jointly by several committees.

Emendamento    153

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 129

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 129

Articolo 129

Tempo delle interrogazioni

Tempo delle interrogazioni

1.   Il tempo riservato alle interrogazioni alla Commissione si svolge in ciascuna tornata per una durata di novanta minuti su una o più specifiche tematiche orizzontali decise dalla Conferenza dei presidenti un mese prima della tornata.

1.  Il tempo riservato alle interrogazioni alla Commissione può svolgersi in ciascuna tornata per una durata massima di novanta minuti su una o più specifiche tematiche orizzontali decise dalla Conferenza dei presidenti un mese prima della tornata.

2.   I Commissari invitati a partecipare dalla Conferenza dei presidenti sono responsabili di un portafoglio attinente alla specifica o alle specifiche tematiche orizzontali su cui vertono le interrogazioni loro rivolte. Il numero di Commissari è limitato a due per tornata, con la possibilità di aggiungerne un terzo a seconda della specifica o delle specifiche tematiche orizzontali prescelte per il tempo delle interrogazioni.

2.   I Commissari invitati a partecipare dalla Conferenza dei presidenti sono responsabili di un portafoglio attinente alla specifica o alle specifiche tematiche orizzontali su cui vertono le interrogazioni loro rivolte. Il numero di Commissari è limitato a due per tornata, con la possibilità di aggiungerne un terzo a seconda della specifica o delle specifiche tematiche orizzontali prescelte per il tempo delle interrogazioni.

3.   Il tempo riservato alle interrogazioni si svolge in base ad un sorteggio i cui dettagli sono stabiliti in un allegato del regolamento17.

 

4.   Conformemente alle direttive definite dalla Conferenza dei presidenti possono essere previsti tempi specifici riservati alle interrogazioni destinate al Consiglio, al Presidente della Commissione, al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e al Presidente dell'Eurogruppo.

4.   Conformemente alle direttive definite dalla Conferenza dei presidenti possono essere previsti tempi specifici riservati alle interrogazioni destinate al Consiglio, al Presidente della Commissione, al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e al Presidente dell'Eurogruppo.

 

4 bis.  Il tempo riservato alle interrogazioni non è preventivamente ripartito in modo specifico. Il Presidente assicura, per quanto possibile, che ai deputati di tendenze politiche diverse e di Stati membri diversi sia data l'opportunità di rivolgere interrogazioni a turno.

 

4 ter.  Il deputato dispone di un minuto per formulare l'interrogazione e il Commissario di due minuti per rispondere. Il deputato può rivolgere un'interrogazione supplementare della durata di 30 secondi che abbia attinenza diretta con l'interrogazione principale. Il Commissario dispone di due minuti per la risposta supplementare.

 

Le interrogazioni e le interrogazioni supplementari devono avere attinenza diretta con la specifica tematica orizzontale decisa a norma del paragrafo 1. Il Presidente può decidere in merito alla loro ricevibilità.

__________________

 

17 Si veda l'allegato II.

 

Motivazione

La modifica prevista al paragrafo 4 bis suggerisce il ricorso alla procedura "catch the eye". Il contenuto del paragrafo 4 ter è ripreso dai punti 2 e 3 dell'allegato II, che verrà quindi soppresso a seguito di tali modifiche.

Emendamento    154

Regolamento del Parlamento europeo

Articolo 130

Testo in vigore

Emendamento

Articolo 130

Articolo 130

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

Inter