Procedura : 2004/2212(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0173/2005

Testi presentati :

A6-0173/2005

Discussioni :

PV 08/09/2005 - 5

Votazioni :

PV 08/09/2005 - 7.5

Testi approvati :

P6_TA(2005)0337

RELAZIONE     
PDF 329kWORD 194k
31 maggio 2005
PE 355.809v02-00 A6-0173/2005

sul turismo e lo sviluppo

(2004/2212(INI))

Commissione per lo sviluppo

Relatore: Thierry Cornillet

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul turismo e lo sviluppo

(2004/2212(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 24 dell'Accordo di Cotonou,

–   vista la "Dichiarazione delle Fiji", approvata il 20 ottobre 2004 in occasione del seminario regionale dei gruppi di interesse economico e sociale ACP/UE, sotto l'egida dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP/UE,

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sugli orientamenti di base per la sostenibilità del turismo europeo (COM(2003)0716),

–   vista la sua risoluzione del 14 maggio 2002 sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni su un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo(1),

–   visto il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile tenutosi a Johannesburg nel settembre 2002,

–   vista la risoluzione sul turismo e lo sviluppo nel contesto della gestione e del controllo del Fondo europeo di sviluppo (FES), approvata dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP/UE nel marzo 2001 a Libreville(2),

–   vista la dichiarazione congiunta della Commissione e del Consiglio del 10 novembre 2000 sulla politica di sviluppo,

–   vista la sua risoluzione del 18 febbraio 2000 sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Rafforzare il potenziale del turismo per l'occupazione"(3),

–   vista la risoluzione sul turismo e lo sviluppo, approvata dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP/UE nell'ottobre 1999 a Nassau(4),

–   visto il codice mondiale d'etica del turismo, approvato dall'Assemblea generale dell'Organizzazione mondiale del turismo (OMT) a Santiago del Cile il 1° ottobre 1999 e sostenuto dalla risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, approvata il 21 dicembre 2001 (A/RES/56/212),

–   vista la risoluzione sulla dimensione culturale della cooperazione allo sviluppo, soprattutto sotto il profilo del patrimonio culturale e del turismo, approvata dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP/UE a Strasburgo nell'aprile 1999(5),

–   vista la risoluzione del Consiglio dei ministri dello sviluppo del 30 novembre 1998 sul turismo sostenibile nei paesi in via di sviluppo,

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per lo sviluppo (A6-0173/2005),

Il turismo, fattore di crescita economica

A. considerando che il turismo costituisce innegabilmente un motore per il progresso dei paesi in via di sviluppo a tutti i livelli; che è quindi necessario misurarne l'impatto regolarmente e che, in considerazione delle sue competenze, la commissione per lo sviluppo del Parlamento europeo è idealmente qualificata per assumere questo compito,

B.  considerando che il turismo è uno degli aspetti fondamentali di qualsiasi politica importante di sviluppo da attuare nei paesi in via di sviluppo,

C. considerando che i progetti di infrastrutture per quanto concerne le vie di comunicazione, l'energia, le nuove tecnologie di comunicazione o in materia di sanità e di salubrità sono necessari allo sviluppo delle attività turistiche nei paesi in via di sviluppo,

D. considerando fondamentale che i benefici di tali progetti vadano a vantaggio sia delle popolazioni locali che dell'industria turistica,

E.  considerando che le forme di turismo volte a garantire una remunerazione equa ai lavoratori e agli imprenditori locali devono ricevere dalle autorità un'attenzione particolare, segnatamente il turismo equo,

F.  considerando che il progetto dell'OMT "Il turismo sostenibile, strumento di eliminazione della povertà" contribuisce all'obiettivo del millennio di ridurre la povertà, tentando di creare posti di lavoro per coloro che vivono con meno di un dollaro al giorno,

G. considerando i negoziati in corso sugli accordi di partenariato economico (APE) che, dal 1° gennaio 2008, sostituiranno il regime commerciale preferenziale unilaterale che disciplina le relazioni commerciali tra i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) e l'Unione europea,

H. considerando che il settore del turismo presenta una trasversalità incontestabile e che, malgrado l'assenza di una politica comune del turismo, l'attuale dimensione del servizio "Turismo" della Direzione generale "Imprese e industria" della Commissione si rivela insufficiente,

Il turismo, fattore di protezione dell'ambiente e di conservazione del patrimonio

I.   considerando che il turismo può crescere soltanto nel rispetto delle condizioni naturali e culturali nonché delle tradizioni delle comunità locali ove si sviluppa,

J.   considerando che il turismo non dev'essere visto come un nemico dell'ambiente ma, al contrario, come suo alleato, in quanto la salvaguardia dell'ambiente e del patrimonio è conditio sine qua non della sua produttività,

K. considerando che le forme di turismo rispettose dell'ambiente devono ottenere un'attenzione speciale da parte delle autorità, come nel caso dell'ecoturismo, del turismo rurale e del turismo solidale,

L.  considerando che il turismo vive della conservazione e della valorizzazione del patrimonio locale, naturale e culturale, materiale e immateriale e degli edifici storici,

M. considerando che la sicurezza dei turisti nonché delle installazioni e dei siti turistici dev'essere oggetto di un'attenzione particolare da parte delle autorità,

N. considerando legittimo il fatto che i governi, previa consultazione delle organizzazioni rappresentative del settore turistico, stabiliscano norme rigorose per la visita dei siti molto frequentati,

O. considerando la necessità di conciliare le prassi energetiche con le politiche dei trasporti nel rispetto della protezione dell'ambiente e degli obiettivi del Protocollo di Kyoto intesi a uno sviluppo sostenibile,

P.  considerando che l'idea di limitare i flussi turistici nei piccoli paesi insulari, nelle zone di montagna o nelle zone costiere caratterizzate da uno sviluppo turistico eccessivo dovrebbe essere integrata e accettata dalle autorità nazionali competenti,

Il turismo, fattore di democrazia e di equilibrio politico

Q. considerando che il turismo è nemico del totalitarismo, dei dittatori e della concentrazione dei poteri,

R.  considerando che in alcuni paesi il turismo è associato a violazioni dei diritti umani, quali lavoro minorile, prostituzione e sfruttamento sessuale dei bambini,

S.  considerando che il terrorismo mondiale volto contro la democrazia e i suoi difensori, provocando indiscriminatamente numerosissime vittime civili con vili attacchi omicidi, ha preso particolarmente di mira il turismo e i turisti,

T.  considerando che il turista è "l'occhio" e che il turismo può costituire la migliore forma di pressione per instaurare la democrazia e il rispetto dei diritti umani nei paesi a regimi totalitari,

U. considerando che il turismo può essere un'attività democratica che consente la creazione a livello locale, regionale o nazionale di strutture economiche e sociali rappresentative della società civile,

V. considerando il ruolo federatore del turismo e il suo contributo alla coesione territoriale, sociale ed economica,

W. considerando che attualmente i turisti possono sfruttare la loro libertà di circolazione visitando più destinazioni in un singolo viaggio, contribuendo così a potenziare la cooperazione regionale e a rafforzare le relazioni fra i paesi,

X. considerando che i governi e in particolare gli operatori turistici degli Stati membri influiscono in maniera considerevole sulle scelte delle destinazioni turistiche e che una pubblicità negativa fatta ai paesi che non rispettano i principi democratici e i diritti umani costituisce una forma di deterrente,

Y. considerando che il progetto "Commercio internazionale equo nelle reti turistiche" è stato introdotto nel 1999 quale progetto triennale, con finanziamenti della Commissione europea e del Ministero britannico per lo sviluppo internazionale, per promuovere pratiche commerciali etiche,

Il turismo, fattore di sanità pubblica e di istruzione

Z.  considerando che la sanità pubblica di un paese è un elemento di attrazione,

AA.     considerando che il turismo costituisce un vettore della sanità pubblica, essendo indispensabile adottare norme di igiene e misure sanitarie, organizzare campagne di vaccinazione e diffondere le conoscenze in materia di profilassi,

AB.     considerando che l'HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria rappresentano una piaga a livello mondiale,

AC.     considerando il rischio che comporta, per turisti e locali, la trasmissione di malattie altamente contagiose quali infezioni diarroiche, infezioni respiratorie, febbri di cui sono ignote le cause ed epatiti,

AD.  considerando che il turismo è un vettore di istruzione, che consente l'accesso delle popolazioni locali all'apprendimento delle lingue e delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, la qual cosa consente loro di promuovere il proprio patrimonio culturale nel rispetto dei costumi e delle tradizioni, esigendo dalle stesse popolazioni una presa di coscienza, ovvero un adeguamento all'evoluzione della società e alle pratiche moderne,

AE.   considerando che spetta comunque alle autorità pubbliche vigilare sulla salvaguardia delle tradizioni locali che rispettano i diritti umani, specialmente quelli delle donne e dei bambini,

Il turismo, fattore di deregolamentazione e di diversi abusi

AF.   considerando che la creazione di ogni posto di lavoro deve avvenire nel rispetto delle norme dell'Organizzazione internazionale del lavoro,

AG.  considerando che il turismo sessuale dev'essere oggetto di una lotta permanente e comune da parte delle autorità europee e locali, di concerto con le organizzazioni non governative,

AH.  considerando che solamente misure coordinate, la trasmissione di informazioni e l'applicazione di sanzioni nel rispetto delle norme del diritto internazionale sono di efficacia reale,

AI.    considerando che dare vasta pubblicità alle sanzioni comminate ai turisti sessuali costituisce un deterrente, e che i reati connessi al turismo sessuale devono poter essere perseguiti tanto nel paese di origine quanto nel paese in cui sono stati commessi,

AJ.   considerando gli effetti positivi delle politiche e delle misure attuate dagli operatori turistici, dagli agenti di viaggio e dalle compagnie aeree, come la distribuzione di opuscoli o la diffusione di video in occasione di viaggi verso destinazioni sensibili,

AK.  considerando gli aspetti perversi della speculazione immobiliare sulle popolazioni locali,

AL.   considerando il rischio che gli investitori stranieri e i governi dei paesi in via di sviluppo possano trovare un interesse reciproco nella pratica della corruzione,

AM. considerando il diritto dei minori ad essere protetti dallo sfruttamento e il diritto alla rieducazione sancito dagli articoli 32, 34, 35 e 39 della Convenzione sui diritti del fanciullo,

Il turismo, fattore di crescita economica

1.  chiede che l'impatto del turismo e il principio del turismo sostenibile e del buon governo siano sistematicamente e coerentemente integrati nell'elaborazione della politica di sviluppo dell'UE;

2.  ritiene che, per essere sostenibile, il turismo debba migliorare la vita delle popolazioni locali, proteggerne l'ambiente e sostenere l'economia locale attraverso l'acquisto di generi alimentari ed altre risorse sul posto;

3.  chiede alla Commissione di valutare l'opportunità di rafforzare la struttura tecnica della DG Imprese competente per il turismo, viste l'importanza trasversale del turismo e la serie progressivamente più vasta di iniziative che incidono su di esso ed hanno origine in altri settori della politica comunitaria;

4.  auspica che sia attribuita maggiore importanza al servizio "turismo" della Direzione generale Imprese della Commissione europea, attraverso un incremento delle risorse finanziarie disponibili, in modo da contribuire alla creazione di una politica europea del turismo e ad un aumento generale delle proposte politiche per questo settore;

5.  auspica una discussione sulla creazione di una Direzione generale "Turismo" autonoma e la nomina di esperti alla DG Sviluppo e alla DG Commercio;

6.  sollecita la promozione di iniziative turistiche controllate dall'Unione volte ad alleviare la povertà, a preservare la biodiversità e a promuovere i diritti umani;

7.  raccomanda che la Commissione metta in evidenza le politiche turistiche nel quadro delle sue politiche di cooperazione e sviluppo e nel contesto delle sue linee di sviluppo e dei suoi sforzi di consolidamento della struttura imprenditoriale, segnatamente nelle sue relazioni con i paesi ACP;

8.  chiede con insistenza che i governi dei paesi in via di sviluppo considerino il turismo come priorità nei loro programmi strategici e si impegnino ad elaborare annualmente una relazione sul valore del settore turistico in funzione, per ogni paese, della sua economia globale, compresi i conti satellite; in tale relazione andranno altresì menzionati i contributi e l'impatto dell'economia turistica sullo sviluppo nazionale e regionale;

9.  chiede ai governi dei paesi ACP di prendere in considerazione politiche volte a garantire alle collettività locali sul cui territorio progetti turistici vengono realizzati i benefici derivanti dal rilascio di permessi e licenze per progetti fondiari;

10. chiede che i paesi in via di sviluppo facilitino la libera circolazione dei turisti attraverso una politica dei visti non restrittiva;

11. insiste sulla necessità di reinvestire nello sviluppo locale i profitti economici generati dal turismo; chiede agli operatori turistici di rivedere i loro pacchetti "tutto compreso" che impediscono alle collettività locali di beneficiare delle spese dei turisti e incoraggia tali operatori, per quanto possibile, ad avvalersi di materiali e personale locali, personale dirigenziale compreso;

12. incoraggia i governi a promuovere la creazione e/o lo sviluppo di partenariati pubblici e privati nonché a facilitare la creazione di imprese nel settore turistico attraverso misure quali una politica fiscale attraente o l'attuazione di programmi di assegnazione di microcrediti;

13. auspica un aumento, ove appropriato, della quota dei progetti a vocazione turistica sostenibili nel quadro del FES;

14. propone che la questione del turismo, del turismo sostenibile e del loro impatto economico sia parte integrante dei negoziati in corso sugli APE e che gli interessi dei paesi in via di sviluppo in relazione al mercato europeo siano presi positivamente in considerazione quando essi sollevino questioni inerenti al turismo in sede di GATS;

15. rileva che in numerosi paesi in via di sviluppo il settore del turismo è fondamentalmente un'attività dei privati e, come tale, richiede che la Comunità individui il modo per garantire che essi e le altre parti sociali siano pienamente coinvolti in tutte le discussioni riguardanti politiche di sviluppo aventi un'incidenza sul settore turistico;

16. sottolinea l'urgenza di un sostegno comunitario ai paesi colpiti da catastrofi naturali che penalizzano la loro industria turistica;

Il turismo, fattore di protezione dell'ambiente e di conservazione del patrimonio

17. chiede l'adozione di un programma congiunto della Direzione generale "Ambiente" e della Direzione generale "Sviluppo" al fine di esportare le tecniche europee di gestione e di trattamento dei rifiuti sotto forma, in un primo tempo, di valutazioni di impatto e successivamente attraverso l'attuazione di progetti pilota;

18. chiede che siano introdotte politiche e regolamentazioni in materia di turismo sostenibile, per proteggere e preservare le risorse naturali, i patrimoni culturali e l'uso tradizionale del sistema di proprietà fondiaria;

19. incoraggia l'ottimizzazione degli strumenti tecnici e scientifici esistenti per prevenire il danneggiamento e/o la distruzione del patrimonio architettonico e il degrado ambientale;

20. esige che ogni investimento europeo a carattere turistico in un paese in via di sviluppo sia soggetto alle stesse regole che si applicano alla concessione di un finanziamento comunitario ad un investimento operato all'interno dell'Unione; pertanto, nessun investimento che comporti un degrado dell'ambiente, leda manifestamente i diritti dell'uomo, violi le condizioni minime di lavoro previste dall'Organizzazione mondiale del lavoro (OIL) e pregiudichi il modo di vita della popolazioni indigene e autoctone, il patrimonio storico e culturale del paese beneficiario deve ottenere aiuti comunitari;

21. chiede un aiuto tecnico comunitario per i paesi che, a fronte di un'attività turistica di massa, si vedano costretti ad adottare misure di salvaguardia dei propri siti turistici; raccomanda altresì uno scambio delle migliori prassi in questo settore;

22. incoraggia le autorità locali confrontate ad uno sviluppo turistico troppo rapido ad adottare misure per limitare tali flussi in caso di necessità;

Il turismo, fattore di democrazia e di equilibrio politico

23. raccomanda di lottare contro le azioni criminali in tutta trasparenza, in modo da scoraggiare attività quali il riciclaggio del denaro sporco, il turismo sessuale ecc.;

24. raccomanda di lottare contro le azioni criminali in modo da non pregiudicare l'immagine turistica dei paesi;

25. chiede che, allo scopo di facilitare, proteggere e dare sicurezza al turismo, siano adottate iniziative per affrontare i reati contro il turismo, come la formazione specializzata di servizi di polizia

26. chiede ai governi dei paesi in via di sviluppo di coinvolgere pienamente le popolazioni locali nelle attività turistiche e di vigilare su una ripartizione equilibrata dei benefici economici, sociali e culturali generati;

27. deplora le recenti misure segregazioniste adottate dalle autorità cubane per prevenire i contatti personali fra i turisti e i cittadini cubani operanti nell'industria del turismo;

28. auspica che nel quadro delle sue attività di aiuto allo sviluppo sostenibile, la Commissione riconosca il diritto di un paese o di una regione di definire democraticamente le proprie priorità, quando finanzia progetti di cooperazione regionale;

29. chiede ai governi degli Stati membri e alla Commissione di promuovere, con il sostegno degli operatori turistici e di organizzazioni competenti, standard etici nel turismo introducendo un'etichetta certificata europea del tenore "Turismo equo";

Il turismo, fattore di sanità pubblica e di istruzione

30. giudica positivamente la nuova base giuridica per il turismo sancita dalla Costituzione europea ed auspica che l'Unione e i suoi Stati membri mettano a disposizione dei paesi in via di sviluppo a potenziale turistico la loro esperienza e il loro know-how al fine di garantire la formazione del personale in loco; invita la Commissione a sostenere i progetti dei paesi in via di sviluppo che richiedono tale know-how;

31. richiama ancora una volta l'attenzione della Commissione sulla necessità di concedere un sostegno finanziario alla vaccinazione dell'infanzia, in particolare sull'urgenza di procurare vaccini che combinino gli antigeni contro le seguenti patologie: difterite, tetano, pertosse, epatite B e meningite provocata dall'Haemophilus Influezae di tipo B;

32. insiste sulla necessità di ampliare gli sforzi europei di ricerca in materia di lotta contro la malaria, la tubercolosi e l'HIV/AIDS;

33. ritiene che i profitti generati dal turismo possano contribuire a migliorare il tenore di vita delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, la loro salute e le infrastrutture di comunicazione, energetiche e tecnologiche;

34. sostiene la necessità di un sostegno finanziario europeo all'iniziativa ST-EP ("Turismo sostenibile: strumento di eliminazione della povertà") dell'OMT e ad altre iniziative volte ad alleviare la povertà nei paesi in via di sviluppo;

Il turismo, fattore di deregulation e di diversi abusi

35. chiede che il codice mondiale di etica del turismo, approvato dall'OMT e dai suoi Stati membri a Santiago del Cile nel 1999, sia integrato nel diritto interno di ciascun paese;

36. raccomanda che i governi dei paesi interessati si scambino ogni anno un elenco dei casi di rifiuto di visto giustificati unicamente da reati di turismo sessuale, crimini contro l'umanità o terrorismo;

37. esige che la Commissione adotti programmi effettivi su scala europea per la lotta contro il turismo sessuale;

38. chiede, al fine di lottare contro il turismo sessuale pedofilo:

-   alla Commissione e al Consiglio di attribuire una maggiore priorità alla lotta contro il turismo sessuale che coinvolge i bambini, ripristinando fra l'altro la linea di bilancio "Lotta contro il turismo sessuale che coinvolge i bambini nei paesi terzi" allo scopo di garantire che risorse siano destinate a questo scopo;

-   alla Commissione di riconoscere il collegamento fra pornografia infantile e turismo sessuale, e di fare in modo che la questione sia sollevata in sede di dialogo politico con i paesi terzi;

-   alla Commissione e agli Stati membri di fare in modo che ai diritti e alle necessità dei bambini sia attribuita la priorità nel contesto dell'aiuto allo sviluppo, con particolare riferimento alle esigenze di rieducazione e di reintegrazione dei bambini vittime del turismo sessuale;

39. invita gli operatori turistici, gli agenti di viaggio, le compagnie aeree che già si sono mobilitate contro il turismo sessuale sensibilizzando i propri clienti ed informandoli sui rischi giudiziari cui vanno incontro, a proseguire le proprie azioni e chiede a chi non abbia intrapreso queste iniziative di cominciare a farlo; chiede agli stessi operatori di cooperare con le autorità per individuare potenziali attività criminali;

40. esige che la Commissione attui azioni concrete di lotta contro il dumping immobiliare legato al turismo successivamente all'audizione degli organismi rappresentativi del settore;

41. chiede ai governi europei di vigilare affinché le norme applicabili alle società europee siano pienamente attuate all'atto della delocalizzazione o dell'esecuzione di contratti nei paesi in via di sviluppo, tenendo conto in particolare dei diritti dei lavoratori interessati;

42. esige che i governi dei paesi interessati e gli operatori turistici dell'UE facciano rispettare le regole che proteggono i diritti dell'uomo, i diritti dei lavoratori conformemente alle condizioni minime previste dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), la protezione del consumatore/turista europeo e le raccomandazioni sugli operatori turistici;

43. invita i governi dei paesi in via di sviluppo a instaurare procedure d'accesso ai mercati nazionali trasparenti e regolamentate conformemente alle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale del turismo (OMT), condizione necessaria ad ogni investimento straniero;

44. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

Traduzione esterna

MOTIVAZIONE

Il turismo è considerato oggi uno dei settori economici più dinamici, la cui importanza non fa che crescere nell'Unione europea, così come nel resto del mondo.

Questo settore rappresenta un notevole fattore di sviluppo, poiché genera numerose attività industriali ed è fra i principali fruitori delle attività di ricerca e d'innovazione tecnologica.

Inoltre, contribuisce alla formazione e alla mobilità del personale e dà impulso alla protezione dell'ambiente e alla conservazione del patrimonio naturale e culturale.

Il settore ricettivo e della ristorazione svolge ovviamente un ruolo cruciale per l'industria turistica, alla quale contribuiscono, tuttavia, anche tutti gli altri comparti – trasporti, agricoltura, industria alimentare, energia, ambiente, cultura ecc. – situati a monte o a valle del processo.

Il fenomeno turistico costituisce pertanto un sistema complesso, che coinvolge molteplici attori e implica interessi e obiettivi diversi.

Questo settore necessita di risorse finanziarie, ma anche di un coordinamento delle politiche turistiche e di programmi di promozione e di sviluppo ben precisi. Oltre al contributo economico, è fondamentale considerare l'apporto sociale del turismo alla collettività.

La politica dell'Unione europea in materia di turismo è, per natura, di competenza dei singoli Stati membri. Tuttavia, anche le autorità locali hanno un ruolo tutt'altro che marginale da svolgere, poiché contribuiscono direttamente al miglioramento dell'attrattiva di una località o di una regione e, di conseguenza, alla crescita economica e alla creazione d'impresa, nella fattispecie di piccole e medie imprese/industrie e di aziende artigianali.

Tale situazione, presente sia a livello intracomunitario che mondiale, riguarda per lo più i paesi industrializzati, ma non solo, poiché malgrado il ritardo dei paesi in via di sviluppo in questo settore, come in altri, il turismo è percepito oggi come una componente fondamentale del progresso e della prosperità e, di conseguenza, uno strumento chiave degli aiuti comunitari allo sviluppo.

A livello di gestione istituzionale del turismo, sorprende che, malgrado la trasversalità del settore, esista un solo servizio competente in seno alla Direzione generale per le Imprese e l'industria della Commissione europea. Tale servizio è inadeguato poiché, da un lato, soffre di una carenza d'organico e, dall'altro, non è sufficientemente informato e consultato sulle questioni di sua competenza.

Occorre osservare, inoltre, che la Direzione generale dello Sviluppo non dispone di alcun servizio per il turismo e neppure di personale preposto a tali questioni.

1. Il turismo, fattore di crescita economica

Il turismo è un settore estremamente trasversale, poiché interessa numerosi ambiti e politiche e, come tale, nei paesi in via di sviluppo viene considerato un fattore di crescita economica.

A titolo non esaustivo, si illustrano qui di seguito alcuni degli impatti positivi che il turismo esercita in questi paesi.

In termini di pianificazione del territorio, lo sviluppo delle attività turistiche necessita di infrastrutture e installazioni adeguate. Per infrastrutture si intendono innanzitutto strade, ferrovie, aeroporti moderni e, all'occorrenza, sistemi di navigazione.

Per quanto concerne i trasporti, le suddette infrastrutture richiedono mezzi di trasporto e impianti moderni e non consentono certo l'impiego di veicoli vetusti e inadeguati alle norme di sicurezza.

Tale pianificazione, oltre a promuovere lo sviluppo delle attività turistiche, consente agli abitanti di uscire dall'isolamento, permettendo loro di accedere alle città medio-grandi, di approvvigionarsi in modo diverso e di aprirsi alla modernità e alle nuove tecnologie.

Dal punto di vista imprenditoriale, le attività turistiche introducono una dinamica moderna e innovativa mediante la creazione di nuovi bisogni. Accanto al settore ricettivo e della ristorazione, che genera un'elevata quantità di posti di lavoro, occupano ampio spazio le iniziative private che sfociano nella creazione di piccole e medie imprese/industrie e microimprese nei settori più disparati: dall'alimentazione all'artigianato di qualsiasi tipo, fino ai servizi di trasporto privato e alle attività d'orientamento ed esplorazione.

La crescita dell'industria turistica nei paesi in via di sviluppo non è affatto sporadica e legata ad un evento particolare, come accade talvolta nei paesi industrializzati. Al contrario, è costante (cfr. statistiche) e genera una perpetuazione dell'occupazione, con profitti e ricadute positive a breve, medio e lungo termine.

In termini strettamente finanziari, occorre precisare che, oltre a favorire lo sviluppo economico, il turismo permette un'equa ripartizione dei profitti con le popolazioni locali. Ogni euro speso nel settore turistico viene direttamente investito.

Il settore del turismo, caratterizzato dal proliferare degli operatori e dalla libera concorrenza, è favorevole all'abbattimento dei monopoli di Stato e si oppone all'imperialismo dei ricchi proprietari.

Pertanto, se da un lato possiamo tranquillamente definire l'attività turistica un perenne generatore di profitti, dall'altro non dobbiamo dimenticare che i paesi in via di sviluppo non dispongono di "armi" sufficienti per far fronte ai fenomeni o agli avvenimenti che puntualmente rischiano di sconvolgere il settore.

La stabilità dei flussi diventa aleatoria quando intervengono fattori umani, sanitari e naturali dall'impatto potenzialmente catastrofico.

Esempi di fattori umani sono i conflitti, le guerriglie, i colpi di Stato militari o qualsiasi altra forma di rivolta; fattori sanitari sono le epidemie (p.es. la SARS – cfr. statistiche) che rischiano di colpire la popolazione (p.es. l'influenza aviaria); infine, sono fattori naturali i cambiamenti climatici e l'esposizione a fenomeni quali tsunami e cicloni.

Un'attenzione particolare meritano i piccoli Stati insulari le cui popolazioni sono più esposte alle catastrofi naturali, che costituiscono la principale fonte di rischio sanitario e finanziario per i paesi in via di sviluppo.

La vulnerabilità degli Stati insulari è dovuta al loro isolamento geografico, all'esilità e alla fragilità delle loro economie basate essenzialmente sul turismo e su un limitato numero di prodotti destinati all'esportazione, alla loro forte dipendenza dall'importazione di combustibili fossili e alla limitatezza di risorse naturali come l'acqua e la terra.

Quale contributo economico forniscono l'Unione europea e i suoi cittadini allo sviluppo delle attività turistiche nei paesi in via di sviluppo?

Nuove destinazioni turistiche

Il turismo intracomunitario ha conosciuto un forte sviluppo fin dagli anni '70. Il moltiplicarsi delle infrastrutture, l'inflazione e la saturazione delle mete turistiche hanno indotto i turisti europei ad interessarsi ad altre destinazioni.

Le compagnie aeree, i tour operator e gli altri operatori del settore turistico hanno contribuito a questo fenomeno aumentando e diversificando l'offerta delle prestazioni, proponendo prezzi allettanti ed elaborando formule "à la carte" e altre misure d'incentivazione.

I Fondi europei di sviluppo, lo strumento finanziario dell'Unione europea

L'Unione europea ha rapporti privilegiati in materia di commercio e di cooperazione a favore dello sviluppo con il gruppo di paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico), in virtù dell'accordo di partenariato ACP-UE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 per un periodo di 20 anni a decorrere dal 1° marzo 2000.

Il capitolo relativo alla cooperazione a favore del finanziamento dello sviluppo, previsto dall'accordo di Cotonou, è finanziato mediante i Fondi europei di sviluppo (FES) sulla base di un protocollo finanziario quinquennale.

Come dimostrano i dati contenuti nella seguente tabella, l'Unione europea è il principale contribuente, con importi di notevole entità, al finanziamento di progetti a vocazione turistica nei paesi che beneficiano dei Fondi europei di sviluppo.

 

Finanziamenti del FES "turismo" (€)

Totale finanziamenti del FES

(€)

Anno

Impegni

Pagamenti

Impegni (lordi)

Pagati (lordi)

2004

-

11.106.379,06

2.647.830.344,45

2.464.247.127,19

2003

6.549.000,00

12.917.811,61

3.488.852.306,22

2.156.903.263,58

2002

19.928.200,00

10.089.539,61

2.009.886.271,21

1.855.321.334,99

2001

16.068.553,26

10.934.773.90

1.716.428.340,68

2.068.769.940,94

2000

15.759.180,09

5.926.999,17

4.005.710.773,92

1.567.480.634,21

1999

8.358.000,00

7.756.953,86

2.903.599.897,90

1.282.930.511,45

2. Il turismo, fattore di protezione dell'ambiente e di conservazione del patrimonio

Nei paesi industrializzati che hanno conosciuto un rapido sviluppo del turismo di massa, si è puntato soprattutto sui risultati economici, a scapito della protezione dell'ambiente naturale e socioculturale.

Oggi i comportamenti sono cambiati e le grandi trasformazioni che influiscono sui nostri modi di vivere a livello mondiale impongono una riflessione ambientale.

Si va quindi verso un turismo che unisce conservazione dell'ambiente e garanzia dei flussi turistici.

Nei paesi in via di sviluppo, invece, i danni ambientali non sono stati generalmente causati dall'attività turistica, bensì dagli stessi abitanti.

Impoverimento, per non dire esaurimento delle risorse naturali, deforestazione, siccità, utilizzo massiccio di idrocarburi, assenza di una politica per la gestione, il trattamento e lo stoccaggio dei rifiuti sono alcuni dei fattori che hanno contribuito alla situazione attuale. Esempi concreti di tali problematiche sono i rifiuti scaricati nel mare dei Caraibi, la crescente montagna d'immondizia domestica e rifiuti di altro tipo nelle isole degli oceani Atlantico e Indiano, la pesca eccessiva nel Pacifico e così via.

Gli obiettivi in materia di progresso ecologico per i paesi in via di sviluppo, abbinati all'attuale sensibilizzazione dei turisti internazionali in merito ai problemi ambientali, permette quindi di preservare l'ecosistema e contribuire alla sua sostenibilità, in linea con la strategia di Göteborg del 2001.

Il turista si trasforma pertanto in un vero e proprio paladino della località turistica visitata o perfino dell'intera regione.

Formule come l'ecoturismo o il turismo solidale – che consiste nel trascorrere un periodo di vacanza fra gli autoctoni, adottando i loro ritmi di vita – sono evidentemente ideali per raggiungere tali obiettivi.

L'ecotourismo, che si è sviluppato sulla base di principi autonomi e ha esteso il proprio campo d'azione ben al di là della protezione dell'ambiente fisico, diventa per le regioni visitate un fattore di sostenibilità, grazie alla nuova consapevolezza acquisita dal turista sulla necessità di rispettare l'ambiente e agli impegni socioculturali ed economici assunti dalle comunità ospitanti per lo sviluppo di tale attività.

Per ciò che concerne la conservazione del patrimonio culturale e architettonico, i vantaggi offerti dal turismo sono evidenti, a condizione che si utilizzino delle tecniche di ristrutturazione e/o manutenzione in grado di garantire la durevolezza e l'affidabilità dei lavori effettuati.

Particolare attenzione merita il patrimonio sottomarino, che in alcune regioni ha già subito dei danni notevoli, a causa dell'attività d'immersione subacquea da parte dei turisti o della pesca eccessiva o abusiva dei residenti.

Il progresso tecnologico è oggi al servizio dello sviluppo. Purtroppo, spesso le tecnologie adeguate ed efficaci non vengono impiegate perché mancano le necessarie risorse finanziarie, non vi è una formazione sufficiente o, semplicemente, si ignora l'esistenza delle tecniche esistenti.

Prendiamo ad esempio il recente tsunami del dicembre 2004 che, oltre a mietere migliaia di vittime, ha provocato danni all'ambiente e al patrimonio catastrofici e irrimediabili. L'esistenza di un sistema di allarme preventivo avrebbe permesso di ridurre le conseguenze di questo fenomeno.

3. Il turismo, fattore di democrazia e di equilibrio politico

Gli amministratori riconoscono sempre più che la capacità di sviluppo dipende dalla democrazia e dal buon governo.

La democratizzazione, lo sviluppo economico e la corruzione, pertanto, sono strettamente connessi. In alcuni paesi ricchi, il benessere, la democrazia e i livelli di corruzione deboli o moderati si rafforzano reciprocamente; altrove, povertà, istituzioni politiche non democratiche e livelli elevati di corruzione formano un complesso mosaico di situazioni.

Nei paesi in via di sviluppo, le riforme globali sembrano avere un'efficacia limitata. Al contrario, le riforme settoriali, a condizione che osservino determinate regole, permettono di incidere sui problemi della corruzione e possono quindi contribuire a ridurli stabilmente.

È qui che entra in gioco il turismo. Lo sviluppo delle attività turistiche è un fattore di promozione delle riforme. Per accogliere i turisti sono necessarie delle infrastrutture, ma non solo: il viaggiatore vuole garanzie di pace e sicurezza.

Ma anche garanzie di rispetto dei principi democratici e dei diritti dell'uomo. Il turista osserva e riporta ciò che ha visto e sentito.

I regimi totalitari, la concentrazione dei poteri, le guerriglie e i movimenti separatisti o, in casi estremi, i massacri e le torture sono incompatibili con lo sviluppo del turismo.

Il solo fatto di sapere che una zona o una regione è in guerra frena l'arrivo del turista, anche se il luogo o la zona di villeggiatura si trovano a diverse centinaia di chilometri e la protezione militare è garantita.

I governi sono consapevoli dei vantaggi economici e democratici offerti dal turismo.

Quest'industria necessita quindi di riforme. Riforme attinenti alla sfera democratica e di governo.

Istituzioni dignitose, contenimento della corruzione, trasparenza amministrativa, diritto d'informazione e d'espressione, diritto alla protezione dei lavoratori e dei loro guadagni sono tutti elementi connessi con lo sviluppo del turismo.

Inoltre, questo settore favorisce l'avvicinamento delle varie fazioni su scala regionale ed è foriere di iniziative a tale livello.

Il turista chiede diversità; vuole ottimizzare il tempo che ha a disposizione e ammortizzare il costo di viaggio intensificando le attività e le visite: escursioni giornaliere, spostamenti all'interno di una stessa regione o fra regioni diverse, immersione totale nell'ambiente naturale ecc.

Pertanto, l'applicazione del principio di libera circolazione dei viaggiatori, così come lo conosciamo in Europa, è uno strumento indispensabile allo sviluppo del turismo.

Tale principio favorisce, o meglio, impone la comunicazione fra governi, popoli o etnie, in particolare attraverso l'esecuzione di progetti finanziati nel quadro del Fondo europeo di sviluppo e programmi a carattere culturale, ma anche mediante l'elaborazione di progetti turistici fra due paesi o fra più nazioni.

In termini di promozione turistica, in mancanza di una politica europea in materia di turismo, i governi degli Stati membri, con il contributo di tour operator, compagnie aeree, operatori turistici e altri fornitori di servizi a vocazione turistica, possiedono i mezzi per orientare la scelta dei cittadini europei.

A tal fine, sarebbe più che opportuno divulgare una pubblicità negativa nei confronti dei paesi che sono governati da regimi dittatoriali e/o violano i principi democratici e i diritti dell'uomo.

4. Il turismo, fattore di salute pubblica e d'istruzione

Le malattie trasmissibili, nella fattispecie l'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi, continuano a frenare lo sviluppo dei paesi colpiti.

Il turismo favorisce la definizione di politiche sanitarie, poiché richiede investimenti nel settore della salute, i quali forniscono un notevole contributo alla riduzione della povertà e alla crescita economica.

Uno degli obiettivi principali è rappresentato dai vaccini, che occorre moltiplicare; organismi quali l'Alleanza globale per i vaccini e l'immunizzazione (GAVI) e il Vaccine Fund, le cui campagne di vaccinazione per l'infanzia svolgono un ruolo determinante ai fini del miglioramento della salute pubblica, devono beneficiare di un sostegno finanziario comunitario permanente.

Per quanto concerne la malaria, nell'attesa della massa a punto di un vaccino – che tuttavia non riuscirà, da solo, a sconfiggere la malattia – la lotta contro questo flagello impone il ricorso ad ogni arma disponibile, fra cui la lotta antizanzare, la rapidità d'intervento sui malati – determinante per la sopravvivenza dei soggetti a rischio di gravi complicanze – e la ricerca scientifica.

Le misure sanitarie, la salubrità dei luoghi pubblici, la conservazione degli alimenti e il loro confezionamento sono solo alcune delle misure prioritarie per l'accoglienza dei turisti. Gli strumenti sviluppati da istituti specializzati a favore dei viaggiatori, come le compresse per disinfettare l'acqua o i metodi di sterilizzazione, contribuiscono ad una sensibilizzazione generale circa i progressi che occorre compiere in tali ambiti.

La crescita del turismo contribuisce anche all'istruzione della popolazione.

Lo sviluppo delle infrastrutture e delle vie d'accesso permette la rottura dell'isolamento geografico, ma richiede ugualmente un'apertura mentale, una disponibilità all'apprendimento delle lingue.

L'adattamento delle imprese alle nuove tecnologie è uno dei tratti salienti dell'industria del turismo agli inizi di questo XXI secolo.

I paesi in via di sviluppo non fanno eccezione, con la differenza che per loro questa nuova era delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione offre un'opportunità per l'istruzione degli abitanti. Internet diventa quindi un formidabile strumento d'aiuto allo sviluppo. Purtroppo, si osservano ancora numerose debolezze nel suo utilizzo e un accesso troppo limitato da parte della popolazione.

Infine, la partecipazione degli abitanti allo sviluppo del turismo attraverso le misure sopraccitate permette l'elevazione del tenore di vita globale e la creazione progressiva di un ceto medio, indispensabile allo sviluppo economico e sociale dei paesi coinvolti.

5. Il turismo, oggetto di numerosi illeciti e abusi

Sebbene eserciti un impatto molto positivo nei paesi in via di sviluppo, il turismo può essere anche oggetto delle più svariate forme di illegalità.

A tal proposito, si ritiene opportuno porre l'accento sui due comportamenti illeciti più diffusi nell'industria turistica: il turismo sessuale e la speculazione edilizia (dumping).

· Il turismo sessuale

Questa pratica è considerata oggi la terza forma di commercio illegale al mondo, dopo la droga e le armi. Vero e proprio flagello, il turismo sessuale si sviluppa ad un ritmo inquietante, soprattutto nei paesi poveri, dove trascina nella prostituzione centinaia di migliaia di esseri umani, molti dei quali bambini.

Lo sfruttamento sessuale dei minori nell'ambito del turismo viene praticato da persone che, pur non avendo un'abituale tendenza alla pedofilia, approfittano del soggiorno in questi paesi per ignorare i divieti che normalmente rispettano.

Questo commercio, molto lucrativo, genera elevati profitti in modo diretto e indiretto, e se è vero che i protettori sono pronti a tutto per non perdere i loro profitti, è altrettanto vero che i paesi coinvolti sono restii a punire severamente quest'attività.

Le vittime della prostituzione fanno spesso uso di droga per sopportare le sevizie alle quali sono soggette. I fanciulli offrono le loro prestazioni a pagamento e poiché sono loro ad adescare la clientela, assumono il ruolo di "richiedenti". È proprio dietro a quest'argomentazione che si nasconde il cliente: egli, infatti, non fa che accettare un servizio, per il quale paga un corrispettivo. La legge, oggi, serve a ricordarci che un bambino resta un bambino qualunque siano le sue origini e che, come tale, va tutelato.

Il turismo sessuale è in piena espansione. Le associazioni di difesa dei diritti dell'infanzia constatano ogni giorno l'ampiezza di questa forma di pedofilia. Il turismo sessuale è favorito da determinati fattori: povertà, mancanza d'istruzione, diffusione di Internet – e quindi delle reti di pedofili – e diminuzione delle tariffe aeree.

· La speculazione edilizia

Gli abitanti di molte zone turistiche tirano oggi le somme di uno sviluppo che non ha messo i loro interessi e diritti su un piano di parità con quelli dei turisti.

Gli abitanti dei luoghi su cui si è abbattuta l'ondata del turismo si chiedono ancora perché non siano stati consultati e neppure informati in merito a questi sviluppi che hanno sconvolto la loro esistenza.

Troppo spesso la corsa alla speculazione edilizia e le transazioni fra immobiliaristi e autorità locali sono avvenute ignorando le realtà locali e mostrando un totale disinteresse per la condizione degli autoctoni.

Gli stessi abitanti del luogo si chiedono, a cose fatte, perché una volta costruite le infrastrutture e definita la nuova realtà, essi non possano accedere né materialmente, né finanziariamente almeno ad una giusta parte di tali attività, la cui espansione è, apparentemente, inarrestabile.

Per giunta, non è raro che gli stessi speculatori edilizi, così come altri fornitori di servizi turistici o operatori del settore, corrompano deliberatamente le autorità locali al fine di ottenere privilegi sugli investimenti.

È altrettanto frequente che le autorità locali utilizzino l'arma dei ritardi amministrativi e della burocrazia per non intralciare la speculazione edilizia.

Per tali ragioni, spetta alle autorità degli Stati d'origine degli investitori garantire che le regole deontologiche ed economiche ad essi applicabili siano rispettate anche nei casi sopraccitati.

Analogamente, occorre assicurare procedure locali trasparenti e regolamentate come garanzia per gli investitori stranieri.

Valorizzazione dei siti, costruzione di infrastrutture d'accoglienza, ristrutturazione del patrimonio storico, formazione del personale, trasmissione del know-how sono altrettante misure che devono essere mantenute e sviluppate in un'ottica di "investimenti sostenibili" con benefici equamente ripartiti.

L'eventuale abbandono da parte di un investitore straniero non deve essere sinonimo di cessazione d'attività o di sfruttamento e perdita di posti di lavoro.

ALLEGATO: STATISTICHE

INTERNATIONAL TOURIST - ARRIVAL BY (Sub) REGION

 

International Tourist Arrival

(million)

Share (%)

Change (%)

 

1990

1995

2000

2001

2002

2003*

2003*

2002/01

2003*/02

World

451

545

686

684

703

691

100

2.8

-1.7

Europe

277.2

316.3

389.6

387.8

397.3

398.8

57.7

2.4

0.4

Northern Europe

32.4

41.5

46.9

44.9

46.4

47.4

6.9

3.5

2.1

Western Europe

113.8

112.2

139.7

135.8

138.0

136.1

19.7

1.6

-1.4

Central/Eastern Europe

37.1

60.0

62.3

63.5

65.3

67.8

9.8

3.0

3.7

Southern/Mediterranean Europe

93.9

102.6

140.8

143.7

147.6

147.6

21.4

2.7

0.0

Asia and the Pacific

57.7

85.6

114.9

120.5

131.1

119.3

17.3

8.8

-9.0

North-East Asia

28.0

44.1

62.5

65.9

74.1

67.6

9.8

12.6

-8.8

South-East Asia

21.5

29.2

37.0

39.8

42.0

36.3

5.3

5.6

-13.7

Oceania

5.2

8.1

9.2

9.1

9.1

9.0

1.3

0.8

-1.0

South Asia

3.2

4.2

6.1

5.8

5.8

6.4

0.9

0.4

9.4

Americas

91.7

109.0

128.2

122.2

116.6

113.0

16.4

-4.5

-3.1

North America

71.7

80.7

91.5

86.4

83.2

77.4

11.2

-3.6

-7.0

Caribbean

11.4

14.0

17.2

16.9

16.91

17.1

2.5

-4.8

6.1

Central America

1.9

2.6

4.3

4.4

4.7

4.9

0.7

6.5

4.2

South America

6.6

11.7

15.2

14.5

12.6

13.6

2.0

-12.8

7.9

Africa

15.0

20.7

28.6

29.2

29.9

30.8

4.5

2.2

3.1

North Africa

8.4

7.3

10.2

10.7

10.4

10.9

1.6

-2.6

4.6

Subsaharan Africa

6.6

13.4

18.4

18.6

19.5

20.0

2.9

5.0

2.3

Middle East

9.8

13.8

24.3

24.0

27.9

28.8

4.2

16.1

3.4

Source: WTO, 2004

INTERNATIONAL TOURIST RECEIPTS BY (Sub)REGION

Change1

(%)

Share

(%)

US$

Euro

(billion)

Receipts

per Arrival

(billion)

Receipts

per Arrival

2002/01

2003*/02

2003*

2002

2003*

2003*

2002

2003*

2003*

World

0.3

-1.7

100

480

523

757

508

463

670

Africa

4.5

-0.3

2.8

11.8

14.4

467

12.5

12.7

412

Americas

-5.9

-1.1

21.9

113.8

114.4

1.013

120.3

101.2

895

Asia and the Pacific

6.7

-8.9

18.2

98.7

95.4

800

104.4

84.4

707

Europe

-1.8

-2.7

54.5

243.2

285.0

715

257.2

252.0

632

Middle East

4.7

16.0

2.7

12.9

13.9

482

13.6

12.3

426

Source: WTO, 2004

1 Local currencies, constant prices

REGIONAL RESULTS

REGIONAL RESULTS

Major destinations

International Tourist Arrivals

(1000)

International Tourist Arrival

(US$ million)

2002

2003*

2002

2003*

Asia and the Pacific

131,131

119,292

98,691

95,438

Australia

4,420

4,354

8,577

10,313

China

36,803

32,970

20,385

17,406

Guam

1,059

910

-

-

Hong Kong (China)

16,566

15,537

7,503

7,657

India

2,384

2,750

3,013

3,522

Indonesia

5,033

4,467

5,285

4,037

Iran

1,585

1,500

1,77

1,777

Japan

5,239

5,212

3,497

8,848

Korea, Republic of

5,347

4,753

5,936

5,256

Macao (China)

6,565

6,309

4,440

5,303

Malaysia

13,292

10,577

7,118

5,901

New Zealand

2,045

2,104

3,006

3,974

Philippines

1,933

1,907

1,740

1,464

Singapore

6,997

5,705

4,463

3,998

Taiwan (pr. of China)

2,978

2,248

4,584

2,976

Thailand

10,873

10,082

7,901

7,822

Africa

29,903

30,844

11,803

14,392

Algeria

988

1,166

133

.61

Botswana

1,037

975

309

356

Ghana

483

483

358

414

Kenya

838

927

276

339

Mauritius

682

702

612

697

Morocco

4,303

4,552

2,646

3,221

Namibia

757

695

218

333

Nigeria

887

-

263

-

Reunion

426

432

302

311

Seychelles

132

122

164

171

Botswana

1,037

975

309

356

South Africa

6,550

6,640

2,923

4,270

Tanzania

550

552

439

450

Tunisia

5,064

5,114

1,523

1,583

Zambia

565

578

134

149

Zimbabwe

2,041

2,256

76

44

America

116,637

112,975

113,773

114,433

Argentina

2,820

2,995

1,535

2,097

Bahamas

1,513

1,510

1,762

1,782

Brazil

3,783

4,091

1,998

2,479

Canada

20,057

17,534

10,691

10,579

Chile

1,412

1,614

898

860

Costa Rica

1,113

1,239

1,161

1,293

Cuba

1,656

1,847

1,633

-

Dominican Rp

2,811

3,282

2,730

3,110

Jamaica

1,266

1,350

1,209

1,355

Mexico

19,667

18,665

8,858

9,457

Peru

862

931

801

932

Puerto Rico

3,087

3,238

2,486

2,677

United States

43,525

41,212

66,728

64,509

Uruguay

1,420

1,420

351

345

T&T DEMAND and SUPPLY

 

2005 T&T Demand (US$ mn)

2005 T&T Demand (% Real Growth)

WORLD

6,201, 490

5.4

Caribbean

45,535

3.3

Anguilla

111

7.8

Antigua and Barbuda

837

9.0

Aruba

2,072

5.8

Bahamas

3,883

11.0

Barbados

1,686

10.7

Bermuda

991

6.8

British Virgin Islands

459

10.7

Cayman Islands

671

-1.6

Cuba

4,921

4.9

Curacao

843

7.3

Dominica

99

9.8

Dominican Republic

7,026

-14.4

Grenada

154

8.6

Guadeloupe

1,046

3.1

Haiti

375

1.2

Jamaica

3,914

10.0

Martinique

1,407

1.4

Puerto Rico

9,802

4.8

Saint Kitts and Nevis

172

9.3

Saint Lucia

493

9.2

St Vincent and the Grenadine:

194

6.5

Trinidad and Tobago

2,042

5.9

Virgin Islands

2,338

7.9

Latin America

133,420

5.8

Argentina

17,729

8.5

Belize

316

9.4

Bolivia

1,100

9.3

Brazil

55,104

5.1

Chile

9,213

6.2

Colombia

9,756

2.4

Costa Rica

3,618

9.7

Ecuador

3,717

6.5

El Salvador

2,032

6.7

Guatemala

2,778

8.3

Guyana

160

4.5

Honduras

1,428

7.3

Nicaragua

640

8.8

Panama

2,716

7.4

Paraguay

851

5.6

Peru

7,740

6.2

Suriname

187

8.7

Uruguay

2,060

5.7

Venezuela

12,276

0.2

Oceania

128,632

8.1

Australia

99,629

9.1

Fiji

966

14.7

Kiribati

28

12.6

New Zealand

21,001

3.3

Other Oceania

6,762

4.7

Solomon Islands

45

10.5

Tonga

34

9.5

Vanuatu

166

14.7

South Asia

59,328

10.0

Bangladesh

3,194

7.3

India

44,713

10.9

Maldives

574

-14.2

Nepal

919

8.4

Pakistan

7,022

10.0

Sri Lanka

2,906

2.9

Southeast Asia

165,450

6.3

Brunei Darussalam

989

1.0

Burma

22,532

0.8

Cambodia

1,033

7.6

Indonesia

34,452

8.6

Laos

376

14.6

Malysia

28,711

14.9

Papua New Guinea

1,021

13.4

Philippines

10,035

7.5

Singapore

26,850

7.0

Thailand

31,997

-2.4

Vietnam

7,451

8.9

Sub-Saharan Africa

73,618

7.9

Angola

2,391

13.5

Benin

340

4.1

Botswana

1,421

12.8

Burkina Faso

398

6.8

Burundi

71

8.3

Cameroon

1,425

7.6

Cape Verde

373

5.8

Central African Republic

76

6.7

Chad

615

10.3

Comoros

75

8.0

Congo, Democratic Republic

504

4.2

Côte d'lvoire

1,745

5.1

Dem. Rep. of the Congo

528

6.8

Ethiopia

1,112

4.8

Gabon

1,457

5.2

Gambia

132

9.3

Ghana

1,641

10.9

Guinea

298

7.8

Kenya

2,443

9.7

Lesotho

223

3.2

Madagascar

534

11.2

Malawi

232

9.4

Mali

626

7.3

Mauritius

2,506

12.7

Namibia

1,004

8.2

Niger

250

4.6

Nigeria

8,469

8.7

Reunion

3,962

1.8

Rwanda

191

12.5

Sao Tome and Principe

24

-6.2

Senegal

1,023

5.6

Seychelles

510

14.0

Sierra Leone

83

6.4

South Africa

30,332

7.1

Sudan

2,396

7.9

Swaziland

340

3.9

Tanzania

1,858

11.5

Togo

208

6.8

Uganda

840

9.1

Zambia

620

1.3

Zimbabwe

342

-3.2

Source: World Tourism and Travel Council, 2005 (Data 2004)

2005 T&T INDUSTRY GDP and ECONOMY GDP

 

2005 T&T Industry GDP (% of Total GDP)

2005 T&T Economy* (% of Total GDP)

WORLD

3.8

10.6

Caribbean

4.7

15.4

Anguilla

24.6

71.4

Antigua and Barbuda

25.0

86.0

Aruba

21.3

70.9

Bahamas

18.4

54.7

Barbados

16.1

48.0

Bermuda

6.0

20.4

British Virgin Islands

38.0

95.2

Cayman Islands

9.4

29.9

Cuba

4.1

13.2

Curacao

2.1

6.5

Dominica

9.6

26.0

Dominican Republic

7.5

22.9

Grenada

5.0

24.3

Guadeloupe

8.4

27.3

Haiti

2.2

6.0

Jamaica

10.8

36.2

Martinique

2.0

8.9

Puerto Rico

1.6

5.8

Saint Kitts and Nevis

7.8

28.6

Saint Lucia

15.0

42.8

St Vincent and the Grenadine

10.3

31.8

Trinidad and Tobago

2.4

10.7

Virgin Islands

9.8

33.7

Latin America

2.9

7.6

Argentina

2.6

7.8

Belize

7.8

20.0

Bolivia

3.5

9.2

Brazil

3.1

7.2

Chile

2.4

6.5

Colombia

2.3

6.6

Costa Rica

5.5

13.7

Ecuador

2.3

8.6

El Salvador

3.2

7.8

Guatemala

2.9

6.9

Guyana

2.7

9.3

Honduras

4.4

10.4

Nicaragua

2.7

6.9

Panama

5.2

13.5

Paraguay

2.1

7.3

Peru

3.4

8.2

Suriname

2.0

5.4

Uruguay

4.1

9.8

Venezuela

2.0

8.8

Oceania

6.0

13.3

Australia

5.6

12.4

Fiji

12.0

29.7

Kiribati

9.7

26.0

New Zealand

7.1

14.9

Other Oceania

12.0

32.4

Solomon Islands

3.1

9.7

Tonga

4.9

14.0

Vanuatu

17.2

42.5

South Asia

2.2

5.5

Bangladesh

1.6

3.8

India

2.1

5.3

Maldives

32.3

62.6

Nepal

4.4

9.1

Pakistan

2.6

5.9

Sri Lanka

3.8

9.5

Southeast Asia

2.8

7.5

Brunei Darussalam

3.3

13.4

Burma

1.6

3.4

Cambodia

7.3

17.2

Indonesia

3.1

8.9

Laos

5.5

11.4

Malysia

5.3

15.6

Papua New Guinea

5.8

14.5

Philippines

2.7

7.3

Singapore

2.6

10.6

Thailand

5.2

11.7

Vietnam

2.2

8.7

Sub-Saharan Africa

3.3

8.8

Angola

3.3

27.7

Benin

2.3

5.1

Botswana

4.8

10.3

Burkina Faso

2.1

4.7

Burundi

2.7

4.9

Cameroon

1.8

5.0

Cape Verde

11.1

19.2

Central African Republic

1.6

3.0

Chad

1.5

9.1

Comoros

4.1

10.6

Congo, Democratic Republic

1.2

7.9

Côte d'lvoire

1.8

4.5

Dem. Rep. of the Congo

1.2

3.0

Ethiopia

4.7

9.5

Gabon

3.3

12.7

Gambia

12.3

23.2

Ghana

5.4

10.8

Guinea

3.2

5.8

Kenya

5.3

12.2

Lesotho

2.6

7.5

Madagascar

3.0

7.5

Malawi

3.7

7.3

Mali

3.5

7.2

Mauritius

14.5

31.6

Namibia

5.6

11.2

Niger

1.7

4.3

Nigeria

1.5

7.7

Reunion

1.8

5.8

Rwanda

3.3

6.5

SaoTome and Principe

14.4

25.4

Senegal

3.5

8.0

Seychelles

33.0

60.2

Sierra Leone

2.9

5.7

South Africa

3.9

9.0

Sudan

1.1

8.7

Swaziland

2.4

6.6

Tanzania

4.3

9.7

Togo

1.8

4.7

Uganda

4.6

9.2

Zambia

1.9

4.5

Zimbabwe

1.4

3.3

Source: World Tourism and Travel Council, 2005 (Data 2004)

*Note:  The last column reflects the satelite account concept of tourism statistics, therefore including economic sub-sectors directly linked with the tourism activity, for instance transportation, food and beverages, recreations and entertainment, travel agencies, etc.

PROCEDURA

Titolo

Il turismo e lo sviluppo

Numero di procedura

2004/2212(INI)

Base regolamentare

art. 45

Commissione competente per il merito
  Annuncio in Aula dell'autorizzazione

DEVE
18.11.2004

Commissione(i) competente(i) per parere
  Annuncio in Aula

 

 

 

 

 

Pareri non espressi
  Decisione

 

 

 

 

 

Cooperazione rafforzata
  Annuncio in Aula

 

 

 

 

 

Proposta(e) di risoluzione inclusa(e) nella relazione

 

 

 

Relatore(i)
  Nomina

Thierry Cornillet
6.10.2004

 

Relatore(i) sostituito(i)

 

 

Esame in commissione

21.2.2005

12.5.2005

 

 

 

Approvazione

24.5.2005

Esito della votazione finale

favorevoli:

contrari:

astensioni:

24

5

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Alessandro Battilocchio, Margrietus van den Berg, Nirj Deva, Michael Gahler, Hélène Goudin, Jana Hybášková, Filip Andrzej Kaczmarek, Glenys Kinnock, Ģirts Valdis Kristovskis, Maria Martens, Miguel Angel Martínez Martínez, Luisa Morgantini, Józef Pinior, Toomas Savi, Jürgen Schröder, Feleknas Uca, Anna Záborská, Jan Zahradil, Mauro Zani.

Supplenti presenti al momento della votazione finale

John Bowis, Fiona Hall, Linda McAvan, Manolis Mavrommatis, Karin Scheele, Britta Thomsen, Zbigniew Zaleski, Gabriele Zimmer.

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Agustín Díaz de Mera García Consuegra

Deposito – A[6]

31.5.2005

A6-0173/2005

(1)

GU C 180 E del 31.7.2003, pag. 138.

(2)

GU C 265 del 20.9.2001, pag. 39.

(3)

GU C 339 del 29.11.2000, pag. 292.

(4)

GU C 59 dell'1.3.2000, pag. 41.

(5)

GU C 271 del 24.9.1999, pag. 73.

Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2006Avviso legale