– vista la risoluzione adottata dal Consiglio e dai ministri dell'Istruzione riuniti in sede di Consiglio il 24 maggio 1988, volta a promuovere la dimensione europea nel settore dell'istruzione,
– visto il Libro verde sulla dimensione europea dell'istruzione (COM(1993)0457),
– vista la comunicazione della Commissione "Un nuovo quadro strategico per il multilinguismo" (COM(2005)0596),
– vista la relazione intermedia comune del Consiglio e della Commissione sull'attuazione del programma di lavoro dettagliato concernente il seguito dato agli obiettivi dei sistemi d'istruzione e di formazione in Europa "Istruzione e formazione 2010" L'urgenza delle riforme per la riuscita della strategia di Lisbona (EDUC 43, doc. 6905/04),
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione (A6-0267/2006),
A. considerando che negli ultimi decenni la dimensione europea ha assunto un'importanza sempre più evidente nell'ambito dell'istruzione, segnatamente per quanto attiene ai programmi scolastici nazionali,
B. considerando che il Parlamento europeo è già stato coinvolto in tale ambito, in particolare con l'audizione sulla "Dimensione europea nell'insegnamento della storia" del 7 aprile 2004,
C. considerando che le autorità nazionali di Stati membri quali l'Austria, la Germania, il Portogallo, i Paesi Bassi, il Regno Unito, la Slovenia e la Spagna hanno già adottato iniziative in merito al ruolo dell'Europa in materia di istruzione e che in questo settore numerose iniziative sono state adottate anche da organizzazioni non governative,
D. considerando che l'aspetto linguistico appare essenziale per il rafforzamento della dimensione europea, poiché la conoscenza delle lingue straniere è parte integrante dell'insieme delle competenze di base di un cittadino europeo tipo, che vive, studia, lavora e si sposta nell'Unione europea,
E. considerando che esistono disparità non solo tra i vari Stati membri, ma anche al loro interno per quanto riguarda la dimensione europea dell'istruzione,
F. considerando che a tale riguardo occorre tener presente l'importanza dei programmi COMENIUS e LINGUA,
G. considerando che le informazioni sull'Europa fornite agli alunni, agli insegnanti e agli studenti variano notevolmente da paese a paese e che occorre fare il possibile per accordarsi su una visione comune della storia e su una comune definizione dei valori europei,
H. considerando che tra i principali ostacoli vi sono le dimensioni ancora limitate delle iniziative e dei programmi transfrontalieri, la mancanza di coordinamento tra le iniziative, la mancanza di visibilità e di accessibilità e la presenza di strumenti inadeguati o inadatti per svolgere tali compiti,
I. considerando che gli insegnanti affrontano numerosi ostacoli e difficoltà quando si tratta di attuare la dimensione europea nelle loro lezioni, come la non disponibilità in tutte le lingue dell'UE di materiale didattico e informativo aggiornato e di alta qualità sull'Unione europea, e che l'Unione europea dovrebbe assisterli in tale loro opera,
1. ritiene che tutti i sistemi di istruzione debbano garantire che al termine del ciclo di studi secondari gli allievi possiedano le conoscenze e le competenze, definite dalla rispettive autorità scolastiche, necessarie ad assumere il ruolo di futuri cittadini e membri dell'Unione europea;
2. sottolinea l'importanza che i vari Stati membri elaborino una definizione più chiara e uniforme del significato, dell'essenza e dell'ambito della "dimensione europea";
3. sollecita il Consiglio europeo e i ministri dell'Istruzione ad aggiornare la succitata risoluzione votata il 24 maggio 1988, volta a promuovere la dimensione europea nell'istruzione, tenendo in considerazione, in particolare, gli allargamenti dell'UE verificatisi successivamente a tale data;
4. sollecita il Consiglio a riconoscere i due diversi aspetti della dimensione europea; in primo luogo l'accesso alle informazioni che riguardano l'UE: istituzioni, metodi, prassi e iniziative; in secondo luogo la conoscenza della storia comune e del patrimonio culturale dell'Europa, lo sviluppo delle competenze linguistiche e la comprensione degli eventi di attualità a livello europeo, tutti aspetti che possono integrare i programmi scolastici nazionali;
5. Sottolinea l'importanza del ricorso a risorse didattiche multimediali e su internet in quanto metodi moderni di insegnamento atti a introdurre la dimensione europea nei programmi scolastici; a tale riguardo raccomanda ad esempio l'istituzione di un servizio multilingue su internet che presenti le migliori prassi, fornisca assistenza didattica e serva da piattaforma per scambi di esperienze;
6. insiste sulla necessità di un miglioramento continuo nell'insegnamento linguistico impartito ad esempio nell'ambito della sezione del programma COMENIUS relativo all'apprendimento permanente; rileva inoltre la difficoltà in alcuni Stati membri, in particolare delle persone di madrelingua inglese a mantenere un interesse e una motivazione sufficienti per apprendere altre lingue europee e rafforzare in tal modo la comprensione reciproca e l'empatia in tutta Europea; ritiene a tale riguardo che l'apprendimento delle lingue dei popoli vicini rivesta particolare importanza;
7. Sollecita gli Stati membri a promuovere la diffusione del multilinguismo mediante una politica che preveda l'insegnamento di un maggior numero di lingue rispetto a quanto prevedono i programmi attuali e a prevedere l'insegnamento in età precoce di almeno due lingue straniere nei loro programmi scolastici;
8. suggerisce un'analisi delle aree in cui, fino a questo momento, la strategia di Lisbona non è riuscita a conseguire i risultati desiderati in tale ambito, nonché l'elaborazione di un elenco di misure che i governi degli Stati membri dovranno necessariamente attuare per ottenere i miglioramenti decisi sul piano economico;
9. raccomanda uno scambio delle migliori prassi tra tutti gli Stati membri in materia di insegnamento delle lingue e l'inclusione di contenuti europei nei programmi scolastici per garantire che le iniziative in corso, comprese quelle poste in essere prima del 2004, vengano diffuse in tutti gli Stati membri dell'UE;
10. propone di predisporre scambi adeguati di informazioni, progetti, studenti e insegnanti tra i dieci nuovi e i quindici vecchi Stati membri, ritenendolo un aspetto importante per assicurare il successo dell'ultimo allargamento dell'UE;
11. invita il Consiglio a valutare se risorse utili e pertinenti come la "rete delle scuole europee", la cooperazione e l'innovazione nell'ambito dell'apprendimento e strumenti quali "L'Europa a scuola" abbiano bisogno del sostegno di risorse aggiuntive e se gli insegnanti abbiano ricevuto idonee direttive su come accedere alle informazioni pertinenti al fine di ampliare la dimensione europea nel contesto dell'insegnamento;
12. suggerisce la promozione di corsi di formazione per insegnanti atti ad assicurare ai tirocinanti la necessaria comprensione delle questioni europee e a porli in grado di integrare la dimensione europea nell'attività didattica volta a impartire la conoscenza della realtà nazionale e locale;
13. sottolinea che la dimensione europea è un complemento del contenuto nazionale ma non lo sostituisce né lo surroga;
14. sottolinea l'esigenza di aggiornare i documenti esistenti, in particolare la bibliografia tematica Eurydice del 1996, non esaustiva;
15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.
MOTIVAZIONE
La dimensione europea nell'istruzione, il cui scopo principale èrafforzare nei giovani la conoscenza dell'Europa e chiarire loro il valore della civiltà europea, è di fatto utilizzata con sempre maggiore frequenza dall'Unione europea e dal Consiglio d'Europa per denotare alcune delle politiche e iniziative adottate in materia di istruzione.
Esiste oggi un ampio sostegno a favore di una dimensione europea nell'istruzione e quindi una gran varietà e quantità di risorse disponibili. Tale aspetto è ancora più evidente in materie come la storia, la geografia, la letteratura, l'economia e le lingue straniere.
In tutta Europa sono state adottate, o sono in fase di approvazione, varie risoluzioni, inserite nell'ambito di iniziative locali, nazionali e internazionali, volte a promuovere il concetto della dimensione europea nell'istruzione.
Un fatto ancora più importante è che l'aspetto linguistico assume una valenza fondamentale nel rafforzamento di tale nozione, come illustra la comunicazione della Commissione "Un nuovo quadro strategico per il multilinguismo" (COM(2005)0596). La conoscenza delle lingue straniere dovrebbe essere, in tale ottica, l'esempio più evidente e sviluppato della dimensione europea nell'istruzione.
La sfida è pertanto quella di creare iniziative in grado di sfruttare e organizzare tali informazioni, in modo tale da metterle a disposizione di ogni bambino, in ogni scuola d'Europa.
Quadro normativo
L'articolo 149 del trattato CE stabilisce la base per le iniziative adottate a sostegno e a integrazione dell'attività degli Stati membri nel settore dell'istruzione. Tale articolo sancisce espressamente che con le varie iniziative adottate, la Comunità europea dovrà, nel pieno rispetto della responsabilità degli Stati membri, contribuire a sviluppare "la dimensione europea dell'istruzione, segnatamente con l'apprendimento e la diffusione delle lingue degli Stati membri".
Da Maastricht in poi, altre azioni hanno rafforzato il ruolo della dimensione europea, quali ad esempio il progetto COMENIUS, finalizzato a migliorare la qualità dell'insegnamento e a rafforzare la dimensione europea nell'istruzione, segnatamente attraverso la promozione della cooperazione transnazionale tra le scuole, oppure il progetto LINGUA.
La dimensione europea nell'istruzione odierna
Iniziative degli Stati membri
Le informazioni disponibili in ciascuno Stato membro variano in termini di contenuti e qualità. Mentre alcuni paesi hanno fornito numerose delucidazioni e spiegazioni, altri Stati hanno a malapena sfiorato l'argomento della dimensione europea nel loro sistema d'istruzione. La bibliografia tematica non esaustiva pubblicata nel 1996 da un team della rete Eurydice fornisce un quadro introduttivo delle iniziative pedagogiche lanciate in tutta Europa per promuovere un approccio maggiormente europeo nelle scuole.
Da vari decenni, in particolare dalla nascita della Comunità europea, l'Europa è un argomento sempre più importante nei programmi scolastici nazionali. In alcuni paesi come l'Austria, la Spagna, il Portogallo o la Slovenia, la dimensione europea occupa un ruolo ben consolidato nel sistema dell'istruzione nazionale e può assumere la forma di un obbligo, o di un requisito essenziale.
In Belgio e nei Paesi Bassi, i servizi incaricati dell'istruzione elaborano addirittura documenti specificamente rivolti agli insegnanti, agli studenti, o al pubblico in generale, per sensibilizzarli in merito alla crescente internazionalizzazione dell'insegnamento e ai diversi vantaggi dello studio delle lingue straniere e degli scambi tra istituti scolastici Tali pubblicazioni offrono inoltre ai cittadini informazioni relative a talune decisioni adottate a livello europeo e alle loro implicazioni per le materie insegnate nelle scuole.
In Portogallo, in un contesto ancora più formativo, le azioni volte a promuovere la dimensione europea nell'istruzione sono state raggruppate in un'iniziativa generale, il "Programma per la dimensione europea dell'istruzione", lanciato nel 1989 dalle unità di supporto nazionali.
Principali iniziative europee
Alcune iniziative su vasta scala, intraprese a livello europeo, hanno inoltre contribuito a valorizzare l'importanza dell'integrazione della dimensione europea nell'istruzione in tutti gli Stati membri. Le principali iniziative al riguardo sono European Schoolnet, che comprende un portale didattico europeo in varie lingue per l'insegnamento, l'apprendimento, la cooperazione e l'innovazione, nonché strumenti quali eSchoolnet o European Treasury Browser e "L'Europa a scuola", un'iniziativa transnazionale e interculturale per sensibilizzare il personale docente, gli allievi e gli studenti sulle tematiche europee.
La dimensione europea nei programmi scolastici nazionali
Evidentemente l'integrazione della dimensione europea nei programmi scolastici nazionali in Europa dipende dalle singole strutture. Emerge tuttavia che sono tre le materie principali che valorizzano in modo particolare la dimensione europea nell'istruzione: la geografia, la storia e le lingue straniere. Tale dimensione emerge anche in altre materie, quali educazione civica e cittadinanza, musica o educazione artistica.
Materiale didattico
I contenuti dell'istruzione impartita e i metodi didattici variano notevolmente tra i vari Stati membri. Alcuni insegnanti usano i materiali ricevuti, mentre altri scelgono risorse proprie. La maggior parte del materiale utilizzato proviene da giornali e riviste in abbonamento o distribuite dalle autorità. Anche i siti web di agevole consultazione e accessibilità da parte degli utenti svolgono un ruolo analogo, sempre più importante. In alcuni Stati membri, come il Belgio, i governi nazionali favoriscono per quanto possibile l'informazione e la fornitura di materiali ai loro insegnanti, con il loro "Vademecum", quando vengono diffuse pubblicazioni europee o quando sono pubblicati giornali che trattano aspetti che possono contribuire a migliorare le modalità di integrazione della dimensione europea nelle lezioni o nei programmi scolastici.
Le autorità, inoltre, producono pacchetti speciali che contengono libri di testo, opuscoli, video o CD-ROM, poi distribuiti agli insegnanti e ai loro studenti. A Malta, per esempio, uno di questi pacchetti, dal titolo "Alla ricerca dell'Europa" viene utilizzato per gli studi europei.
Tali iniziative effettivamente esistono, ma i loro effetti e la loro efficacia dipendono dalle scuole, dal budget a disposizione e dalle nuove tecnologie dell'informazione utilizzabili.
Il ruolo dell'UE in tale ambito è quindi significativo.
Limiti e ostacoli
Il concetto di dimensione europea nell'istruzione è ancora piuttosto vago e deve essere identificato in termini più chiari, per poter essere integrato in modo concreto ed efficiente nei materiali didattici degli Stati membri dell'UE. Anche se molte lezioni sono finalizzate ad evocare la dimensione europea, non sempre ottengono il risultato desiderato.
La dimensione europea pone interrogativi fondamentali per quanto attiene ai corsi di studio europei: in che modo i programmi scolastici nazionali possono promuovere la conoscenza sia della realtà nazionale che di quella europea? In che modo l'UE può integrare i programmi scolastici nazionali, rispettando nel contempo la competenza degli Stati membri in materia di istruzione, segnatamente per quanto attiene al miglioramento dei materiali didattici messi a disposizione degli insegnanti, per rafforzare il concetto di dimensione europea? Alcuni degli ostacoli e delle difficoltà che gli insegnanti si trovano attualmente ad affrontare sono specifiche di un dato paese, mentre altre dipendono dalla necessità di coordinamento. In molti paesi, gli insegnanti non sempre possiedono tutte le competenze necessarie e le loro risorse finanziarie sono spesso scarse.
Tra gli ostacoli principali è possibile citare la mancanza di coordinamento tra iniziative, la scarsa visibilità e accessibilità, nonché strumenti inadeguati o inadatti all'esecuzione di tali compiti.
Suggerimenti e misure raccomandate
- Agevolare l'approccio alla dimensione europea nell'istruzione,aiutando gli insegnanti a integrare efficacemente la dimensione europea nelle proprie lezioni.
- Ottimizzare gli effetti delle iniziative europeepromuovendo la visibilità, la complementarietà e il coordinamento delle iniziative, al fine di mettere in evidenza eventuali lacune e colmarle di conseguenza, oltre a migliorare le risorse didattiche tradizionali che hanno già contribuito a rafforzare la dimensione europea nei programmi scolastici nazionali.
- Fornire un accesso universale alle informazioni sulla dimensione europea garantendo a tutti, e in particolare agli insegnanti, un accesso ottimale alle informazioni utili e incoraggiando lo scambio delle migliori prassi tra tutti gli Stati membri. È particolarmente importante includere nei programmi scolastici nazionali dei vecchi Stati membri quegli elementi in grado di favorire la comprensione delle problematiche dell'Europa centrale e orientale, per colmare la carenza di informazioni che ha caratterizzato i decenni della divisione post-bellica dell'Europa.
PROCEDURA
Titolo
Iniziative destinate ad integrare i programmi scolastici nazionali con misure di sostegno idonee ad includere la dimensione europea
Commissione competente per il merito Annuncio in Aula dell'autorizzazione
CULT 16.2.2006
Commissione(i) competente(i) per parere Annuncio in Aula
Pareri non espressi Decisione
Cooperazione rafforzata Annuncio in Aula
Relatore(i) Nomina
Christopher Beazley 3.10.2005
Relatore(i) sostituito(i)
Esame in commissione
20.6.2006
12.7.2006
Approvazione
28.8.2006
Esito della votazione finale
+
-
0
24
1
0
Membri titolari presenti al momento della votazione finale
Maria Badia I Cutchet, Christopher Beazley, Ivo Belet, Guy Bono, Marie-Hélène Descamps, Věra Flasarová, Hanna Foltyn-Kubicka, Milan Gaľa, Claire Gibault, Lissy Gröner, Luis Herrero-Tejedor, Ruth Hieronymi, Manolis Mavrommatis, Ljudmila Novak, Nikolaos Sifunakis, Helga Trüpel, Henri Weber, Thomas Wise
Supplenti presenti al momento della votazione finale