Procedura : 2006/2269(INI)
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Ciclo del documento : A6-0011/2007

Testi presentati :

A6-0011/2007

Discussioni :

PV 15/02/2007 - 3
CRE 15/02/2007 - 3

Votazioni :

PV 15/02/2007 - 6.12

Testi approvati :

P6_TA(2007)0053

RELAZIONE     
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26 gennaio 2007
PE 380.887v02-00 A6-0011/2007

sulla relazione annuale 2005 della BEI

(2006/2269(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Cristobal Montoro Romero

PR_INI_art112-2

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PROCEDURA

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale 2005 della BEI

(2006/2269(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visti gli articoli 266 e 267 del Trattato CE, che istituiscono la Banca europea per gli investimenti (BEI), e il protocollo sullo statuto della Banca europea per gli investimenti allegato al trattato,

–   visti la relazione di attività per il 2005 del Gruppo BEI e il suo piano di attività per il periodo 2006-2008, la relazione annuale 2005 del Fondo europeo per gli investimenti, le relazioni annuali del Comitato di verifica per l'esercizio 2005 e le risposte del Comitato direttivo, la relazione generale 2005 relativa alla valutazione delle operazioni, nonché l'audizione del Presidente della BEI dinanzi alla commissione competente del Parlamento del 20 giugno 2005,

–   vista l'Iniziativa europea per la crescita adottata dal Consiglio europeo di Bruxelles del 12 e 13 dicembre 2003,

–   viste la sua risoluzione dell'8 marzo 2005 sulla relazione di attività per il 2003 della Banca europea per gli investimenti(1) nonché la sua risoluzione del 4 aprile 2006 sulla situazione dell'economia europea: relazione preparatoria sugli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2006(2),

–   vista la relazione sull'ambiente 2004 della BEI,

–   vista la pubblicazione della BEI intitolata "The Social Assessment of Projects outside the European Union: the approach of the European Investment Bank"("La valutazione sociale dei progetti realizzati al di fuori dell'Unione europea: l'impostazione della Banca europea degli investimenti"), del 2 ottobre 2006,

–   vista la Convenzione sull'accesso all'informazione, sulla partecipazione del pubblico al processo decisionale e sull'accesso alla giustizia in materia ambientale (Convenzione di Aarhus), in base alla quale la Comunità si è impegnata a garantire "i diritti d'accesso all'informazione sull'ambiente, di partecipazione del pubblico al processo decisionale e d'accesso alla giustizia in materia ambientale",

–   visti l'articolo 112, paragrafo 2, e l'articolo 45 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A6-0011/2007),

A. considerando che la BEI è una banca pubblica ad orientamento politico, creata in virtù del trattato CE quale principale istituzione finanziaria per il conseguimento degli obiettivi dell'UE,

B.  considerando che la crescita potenziale dell'economia europea continua ad essere troppo bassa, collocandosi intorno al 2%, ovvero molto al di sotto del tasso ottenuto da altre regioni del mondo, e che risulta insufficiente per offrire occupazione agli oltre 12 milioni di europei disoccupati e per consentire lo sviluppo di un'Europa allargata,

C. considerando che nel 2005 la BEI ha concesso prestiti per un valore di 47.400 milioni di euro, dei quali 42.300 milioni sono stati destinati agli Stati membri dell'UE, 2.000 milioni ai paesi in via di adesione e 3.100 milioni ai paesi associati, e considerando che circa 9.000 milioni di euro sono stati distribuiti attraverso banche intermediarie,

D. considerando che, dei prestiti concessi dal gruppo BEI, 34.000 milioni di euro sono stati destinati alla coesione economica e sociale, 10.700 milioni all'iniziativa Innovazione 2010, 12.300 milioni alla protezione dell'ambiente, 8.200 milioni allo sviluppo delle reti transeuropee, 4.200 milioni al sostegno alle PMI, 3.600 milioni a contributi alla politica europea di cooperazione esterna e aiuto allo sviluppo, 400 milioni a fondi di capitale di rischio e 1.700 milioni a garanzie a favore delle PMI,

E.  considerando che negli Orientamenti integrati per la crescita e l'occupazione (2005-2008) della Commissione (COM(2005)0141) si segnala la necessità di promuovere una cultura maggiormente imprenditoriale e la creazione di nuove imprese, e che un modo per raggiungere tali obiettivi consiste nel migliorare l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese (PMI),

F.  considerando l'importanza per la coesione economica e sociale dei quasi 23 milioni di PMI esistenti nell'UE, che rappresentano la metà dell'economia complessiva dell'Unione e danno lavoro a due terzi dei lavoratori europei,

G. considerando che è necessaria una nuova politica energetica europea per far fronte ai prezzi elevati dell'energia, per assicurare l'approvvigionamento e per frenare il cambiamento climatico,

1.  si congratula con la BEI per la sua relazione di attività 2005, per l'aumento della trasparenza nei confronti del pubblico e per il miglioramento dei suoi sistemi di controllo, e la esorta a continuare la sua opera ai fini dello sviluppo dell'economia europea;

Strategia e attività

2.  accoglie con soddisfazione il fatto che la BEI faccia propri gli obiettivi della Strategia di Lisbona in materia di crescita e occupazione, nonché i mutamenti da essa effettuati nell'esercizio della sua attività per conseguire tali obiettivi; ritiene al riguardo che occorrerebbe chiedersi se le risorse di cui dispone la BEI siano sufficienti per realizzare detti obiettivi;

3.  constata che, nel quadro della revisione della strategia della BEI effettuata nel 2005, la promozione della coesione economica e sociale nell'Unione europea continua a costituire la missione principale della BEI; chiede pertanto che l'attività della BEI in tale campo si concentri nelle regioni che presentano il maggiore ritardo di sviluppo;

4.  esorta la BEI, in relazione all'iniziativa "Innovazione 2010", a finanziare progetti che siano direttamente legati all'innovazione; in materia di istruzione e di formazione, le chiede di sostenere pienamente l'obiettivo strategico dell'Unione europea di diventare una società basata sulla conoscenza, prestando particolare attenzione ai progetti in materia d'istruzione connessi all'innovazione, sia nell'istruzione superiore che in quella di base, al fine di migliorare il potenziale umano dell'Europa; sostiene la BEI nel suo sforzo volto a far sì che le zone meno sviluppate si integrino nell'economia basata sulla conoscenza;

5.  si compiace con la BEI per aver realizzato il suo proposito di destinare tra il 30 e il 35% dei suoi prestiti individuali all'interno dell'UE a progetti miranti alla protezione o al miglioramento dell'ambiente naturale o urbano; segnala che, dell'importo totale dei prestati effettuati all'interno dell'UE, il 60% è stato concesso all'ambiente urbano (trasporti pubblici e restauro urbano), mentre soltanto il 20% è stato destinato alla ricerca sull'efficienza energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili; esorta pertanto la BEI ad effettuare una distribuzione più coerente dei fondi destinati alla protezione dell'ambiente;

6.  accoglie con favore la volontà della BEI di definire un nuovo piano d'azione a favore dell'energia, che integri i nuovi obiettivi dell'Unione europea in materia; invita la BEI ad adottare obiettivi di finanziamento più ambiziosi tanto per le energie rinnovabili quanto per i programmi volti a migliorare l'efficienza energetica, in particolare nei nuovi Stati membri e nel settore delle PMI, dove le possibilità di miglioramento sono maggiori;

7.  si compiace con la BEI per il suo ruolo di catalizzatore di finanziamenti, soprattutto per quanto riguarda i prestiti destinati a sostenere i partenariati pubblico-privato che promuovono la partecipazione del settore privato al finanziamento delle reti transeuropee; sollecita la messa a punto di uno strumento di garanzia dell'UE concepito specificamente per i progetti della rete transeuropea dei trasporti e destinato a coprire il rischio che durante la fase iniziale di esercizio gli introiti non raggiungano i livelli previsti; sottolinea l'importanza di migliorare la dimensione delle reti energetiche verso gli Stati membri dell'UE e tra di essi, al fine di facilitare la creazione del mercato interno dell'approvvigionamento e della distribuzione di energia;

8.  ritiene che le attività della BEI debbano riflettere le esigenze di una UE allargata; osserva che la BEI non ha una delegazione permanente nella regione del Mar Baltico, che coprirebbe gli Stati baltici, la Danimarca, la Finlandia, la Svezia e i paesi SEE-EFTA;

9.  sollecita una maggiore coerenza nell'ambito del mandato esterno della BEI, per quanto riguarda sia l'adeguatezza dei fondi per tutto il periodo del nuovo mandato sia la loro distribuzione per aree geografiche; rileva l'insufficienza dei prestiti concessi all'America Latina, i quali rappresentano soltanto il 2,5% dell'importo totale destinato a progetti al di fuori dell'Unione europea; si compiace della nuova iniziativa che combina i prestiti della BEI con gli aiuti non rimborsabili dell'UE destinati a progetti infrastrutturali regionali in Africa, nonché di altre iniziative a sostegno di un'agenda per lo sviluppo dell'Africa, che devono svilupparsi sulla base di criteri di sostenibilità in termini ambientali, sociali ed economici; sollecita la BEI a mettere in atto, in connessione con i prestiti globali destinati ai paesi associati mediterranei, un'assistenza tecnica intesa a contribuire allo sviluppo e alla riforma del settore finanziario locale;

10. si congratula con il Consiglio dei governatori della BEI, che nel 2005 ha fatto del sostegno alle PMI uno dei suoi cinque obiettivi prioritari; sostiene la BEI nel suo sforzo volto a sviluppare strumenti finanziari adeguati alle esigenze delle PMI cosicché l'obiettivo sia che i prestiti globali a favore delle medesime rappresentino oltre il 50% del totale dei prestiti globali ogni anno;

Modalità di intervento

11. approva l'intensificazione della cooperazione con la Commissione nel quadro dei nuovi programmi intesi ad aumentare l'efficienza della spesa grazie all'esperienza acquisita dalla BEI, in particolare il programma JASPERS;

12. rileva che un ventaglio di nuovi strumenti finanziari gestiti dalla BEI e dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI) contribuirà a moltiplicare l'effetto degli aiuti non rimborsabili; si compiace pertanto della messa in atto del programma JEREMIE, il quale, mediante l'intervento del FEI, che trasforma le sovvenzioni in una gamma di prodotti finanziari destinati alle PMI, potrebbe produrre un effetto moltiplicatore fino alla decuplicazione del volume del bilancio dei Fondi strutturali;

13. ritiene che le nuove modalità di cooperazione e finanziamento debbano essere valutate attentamente, al fine di correggere gli eventuali ostacoli amministrativi che esse potrebbero comportare;

14. ricorda alla BEI che i suoi prestiti non devono sostituire, a condizioni più vantaggiose per le istituzioni finanziarie intermediarie, prestiti che il settore privato avrebbe in ogni caso concesso;

15. invita la Corte dei conti ad accertarsi che le condizioni che disciplinano i prestiti e le garanzie concessi dalla BEI che interessano risorse del bilancio dell'UE non servano a far sì che determinati beneficiari privilegiati godano indirettamente di sussidi ingiustificati mentre avrebbero potuto ottenere finanziamenti sul mercato;

16. chiede alla BEI di svolgere un'indagine approfondita sul reale contributo degli investimenti della BEI allo sviluppo regionale, una volta analizzati anche gli effetti delle politiche dell'UE, e di stabilire indicatori pertinenti, secondo le raccomandazioni del suo servizio "Valutazione delle operazioni";

17. raccomanda alla BEI di accrescere ulteriormente le possibilità di accesso ai suoi finanziamenti, soprattutto per le PMI, attraverso un incremento del numero di istituti finanziari dotati di competenze e capacità di credito adeguate a sostenere le priorità dell'UE, che agiscono da intermediari in ciascun paese, il che migliorerebbe nel contempo anche le condizioni per i beneficiari finali;

Trasparenza e funzionamento

18. esorta la BEI ad illustrare meglio i propri criteri di valutazione al momento di selezionare i progetti da finanziare e a presentare una valutazione – in termini di crescita economica e di occupazione – delle sue operazioni; raccomanda alla BEI di pubblicare le sue informazioni sui progetti d'investimento in cui è impegnata, per incoraggiare gli investitori privati a partecipare all'eventuale finanziamento di tali progetti;

19. raccomanda alla BEI di definire con maggiore precisione i criteri per l'assegnazione definitiva dei suoi prestiti globali e le chiede di istituire una procedura trasparente per l'accertamento e la valutazione del loro impiego attraverso le banche intermediarie, in particolare affinché sia possibile verificare se la qualità dei prestiti vada realmente a beneficio dei destinatari finali;

20. invita la BEI a garantire che le sue norme operative siano coerenti con le norme internazionali e le migliori prassi e a istituire un meccanismo trasparente di partecipazione al fine di associare le organizzazioni della società civile e altre parti interessate alla formulazione di norme sociali rafforzate della Banca;

21. invita la BEI ad istituire un nuovo quadro ambientale basato su norme minime chiare, vincolanti e coercitive, che offrirebbe alla Banca l'opportunità di indicare chiaramente i suoi valori e le sue norme a tutti i soggetti interessati, comprese le comunità locali;

22. si congratula con la BEI per l'evoluzione del suo sistema di controllo verso l'attribuzione di una maggiore importanza alla valutazione ex-post delle operazioni; accoglie con soddisfazione la pubblicazione di una sintesi delle valutazioni delle operazioni effettuate dal servizio "Valutazione delle operazioni"; ribadisce la richiesta contenuta al punto 14 della sua risoluzione del 22 aprile 2004 sulla relazione di attività per il 2002 della Banca europea per gli investimenti(3), ossia che la BEI pubblichi anche informazioni sugli eventuali progetti non riusciti, in modo da fare tesoro di tali esperienze;

23. constata la volontà della BEI di sottoporsi volontariamente all'istituzione di un indice internazionale di solvibilità (Basilea II); chiede alla BEI di comunicare le metodologie applicate e gli aggregati costitutivi di tale indice; esorta a studiare una forma di sorveglianza dell'applicazione di tale indice;

24. approva l'impostazione della BEI in materia di trasparenza presentata il 28 marzo 2006 nel quadro della sua nuova Politica di divulgazione al pubblico;

25. esorta la BEI a continuare a migliorare la sua politica di comunicazione; chiede che i contenuti principali della pagina web della BEI siano tradotti in tutte le lingue dell'UE;

26. esorta la BEI a continuare a fornire al Parlamento e al pubblico una sintesi annuale delle misure adottate per migliorare il proprio funzionamento, in conformità delle precedenti risoluzioni del Parlamento;

o

o o

27. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Banca europea per gli investimenti.

Traduzione esterna

(1)

GU C 320 E del 15.12.2005, pag. 66.

(2)

Testi Approvati, P6_TA(2006)0124.

(3)

GU C 104 E del 30.04.2004, pag. 1019.


MOTIVAZIONE

Il contenuto della presente relazione si basa su due premesse fondamentali.

La prima è che la BEI è una banca pubblica fondata a norma del trattato CE per conseguire gli obiettivi dell'UE e i cui azionisti sono gli Stati membri.

La seconda è il basso potenziale di crescita dell'economia europea, che la maggior parte delle analisi situano al 2%. Tale cifra è nettamente inferiore ai risultati ottenuti in altre zone del mondo, soprattutto negli Stati Uniti, il cui potenziale di crescita è di circa il 4%, e in vari paesi dell'Asia che mostrano tassi di crescita variabili tra l'8 e il 9%. Questa crescita non è sufficiente per la creazione di nuovi posti di lavoro o per lo sviluppo di cui necessita l'Europa, che inoltre attraversa un momento cruciale con il recente allargamento e con la Bulgaria e la Romania in procinto di aderire. L'UE deve essere in grado di mantenere la promessa di prosperità che ha indotto questi paesi a divenire membri dell'Unione.

Pertanto, l'obiettivo principale della politica economica in Europa deve essere quello di incrementare il proprio potenziale di crescita. E poiché le PMI, che danno lavoro a due terzi degli occupati nella Comunità, costituiscono la spina dorsale dell'economia europea, le proposte contenute nella presente relazione mirano in gran parte a rafforzare e migliorare gli strumenti che la BEI mette a disposizione delle PMI. L'accesso al credito, necessario per i progetti di investimento delle piccole e medie imprese, è indubbiamente uno dei fattori chiave del loro sviluppo.

La presente relazione forma parte integrante di un dialogo fra due istituzioni europee. Tale dialogo, anche se piuttosto recente se paragonato ai quasi 50 anni di attività della Banca europea per gli investimenti, può essere considerato proficuo. Al riguardo, desideriamo sottolineare lo spirito di cooperazione e di intesa che ha caratterizzato i nostri contatti con la BEI.

Su tale base, riconosciamo i progressi compiuti dalla BEI nel 2005 e la esortiamo a continuare a contribuire allo sviluppo dell'economia europea.

Strategia e attività

Abbiamo analizzato la strategia e le attività della Banca senza perdere di vista il suo intendimento di seguire il percorso tracciato a Lisbona. Le attività della Banca si sono concentrate su cinque settori: promozione della coesione economica e sociale nell'UE; iniziativa "Innovazione 2010"; protezione dell'ambiente; sviluppo delle reti transeuropee; contributo alla politica europea di aiuto allo sviluppo e di cooperazione esterna. Dopo la decisione del Consiglio dei governatori del giugno 2005, il sostegno alle piccole e medie imprese è stato aggiunto ai cinque settori summenzionati.

Stanti tali ambiziosi obiettivi, sorge la questione se le risorse a disposizione della BEI siano sufficienti a sviluppare le politiche necessarie per conseguirli. Se vogliamo che la BEI apporti un contributo reale alla crescita dell'economia europea, il raffronto da operare non è, come di solito si fa, con la Banca mondiale, bensì con le attività di alcune fra le maggiori banche commerciali europee.

Alla luce delle finalità suesposte, occorre rimarcare che la promozione della coesione economica e sociale all'interno dell'Unione europea continua a rappresentare il principale compito della BEI, ragion per cui le attività della Banca devono soprattutto rivolgersi alle regioni meno sviluppate. Non appare peraltro coerente con tale esigenza il fatto che negli ultimi quattro anni i prestiti erogati in tale settore abbiano tendenzialmente riguardato soprattutto le regioni dell'obiettivo 2 e non le regioni – meno sviluppate – dell'obiettivo 1.

Pertanto, nel quadro dell'obiettivo dell'innovazione, sosteniamo la BEI nei suoi sforzi volti ad assicurare che tali aree meno sviluppate divengano parte integrante dell'economia basata sulla conoscenza.

Considerata l'importanza dell'iniziativa "Innovazione 2010" per stimolare la crescita in Europa, la BEI dovrebbe concentrare i suoi sforzi su progetti che siano direttamente e chiaramente attinenti alla sfera dell'innovazione, ad esempio l'istruzione superiore in materie connesse all'innovazione, il cui impatto è superiore ad alcune delle attività svolte nel 2005 in ordine all'istruzione primaria o al cofinanziamento di produzioni televisive.

In un quadro globale caratterizzato da alti costi energetici, assume particolare rilievo l'opera attualmente condotta dalla BEI per l'elaborazione di un nuovo piano d'azione nel campo dell'energia che incorpori i nuovi obiettivi energetici dell'UE. Tali attività ci consentiranno di far fronte alle numerose sfide cui siamo confrontati in campo energetico, con riguardo sia all'aumento dei prezzi che al livello costantemente elevato della domanda nonché in termini di sicurezza dell'approvvigionamento e di mutamento climatico.

La funzione della BEI come catalizzatore finanziario non è meno importante, soprattutto grazie ai suoi prestiti a sostegno dei partenariati pubblico-privato che hanno l'effetto di promuovere la partecipazione del settore privato al finanziamento delle reti transeuropee.

Con riferimento al mandato esterno della BEI, desideriamo invitare a una maggiore coerenza, sia in termini di adeguatezza delle disponibilità finanziare per il prossimo mandato che di distribuzione geografica delle stesse. Per quanto riguarda l'adeguatezza dei fondi, occorre evitare situazioni come quella di fine 2005, quando, esaurite le risorse disponibili nel quadro del programma Euromed II, la BEI decise per quell'anno di concedere prestiti a proprio rischio ai paesi associati mediterranei. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, riteniamo che il volume dei prestiti concessi all'America latina – €134 milioni, che rappresentano appena il 2,5% del totale destinato ai progetti al di fuori dell'UE – sia insufficiente. Per lo stesso periodo il volume dei prestiti a favore dell'Africa è di oltre tre volte superiore, mentre i prestiti a favore dell'Asia sono quasi cinque volte maggiori. Inoltre, l'80% del totale destinato all'Asia si è concentrato su un unico progetto in territorio cinese.

Modalità di intervento

Nella sezione riguardante le modalità di intervento della Banca, salutiamo con soddisfazione l'accresciuta cooperazione con la Commissione, grazie a nuovi programmi come JASPERS nonché il lancio di nuovi strumenti finanziari in grado di produrre un effetto moltiplicatore, come JEREMIE.

I prestiti globali concessi agli intermediari finanziari hanno raggiunto nel 2005 la cifra di 9.000 milioni di euro, di cui 4.200 milioni per le PMI. Data l'entità della cifra, la BEI deve continuare ad adoperarsi per garantire che i beneficiari finali delle condizioni vantaggiose dei prestiti siano effettivamente le imprese. Sarebbe infatti opportuno evitare situazioni tali per cui prestiti che sarebbero stati concessi dal settore privato vengono ora concessi a migliori condizioni per le banche intermediarie grazie al rating tripla A della BEI.

Inoltre, stante le difficoltà di accesso all'informazione accusate dalle PMI, raccomandiamo che la BEI favorisca ulteriormente l'accesso ai suoi prodotti, ad esempio incrementando il numero degli istituti finanziari che operano nei vari paesi come intermediari della Banca. Tanto più elevato il numero di intermediari, tanto maggiori opportunità avranno le PMI di essere a conoscenza dei prodotti finanziari che la BEI può mettere a loro disposizione.

Proponiamo pertanto che la comunicazione della Banca venga migliorata rendendo disponibili in tutte le lingue UE i contenuti principali della sua pagina web. In caso diverso non sarà agevole far passare l'informazione presso tutti gli attori economici europei.

Trasparenza e funzionamento

È opportuno sottolineare i miglioramenti registrati nel 2005 in tema di pubblica trasparenza riguardo al funzionamento della Banca. È peraltro opportuno che la Banca espliciti meglio i criteri di valutazione utilizzati per la selezione degli investimenti. Analogamente, se vogliamo davvero essere certi di utilizzare gli strumenti appropriati, sarebbe opportuno che la Banca presentasse una valutazione ex post degli effetti prodotti in termini di crescita e di occupazione.

Abbiamo anche notato notevoli miglioramenti nei sistemi di controllo, con particolare riferimento all'analisi ex post delle operazioni concluse. Tuttavia, come questa commissione aveva rilevato con riferimento alla relazione di attività della BEI per il 2002, desideriamo sottolineare la necessità di pubblicare informazioni anche sui progetti non riusciti. Analizzando i progetti in questione, potremo trarre conclusioni più precise circa i motivi del loro fallimento.

Inoltre, pur sottolineando la volontà della BEI di sottoporsi volontariamente all'istituzione di un indice internazionale di solvibilità (Basilea II), sarebbe opportuno che la Banca fornisse informazioni sulle metodologie e gli indici applicati. Infine, occorrerebbe uno studio che tratti delle modalità con cui viene esercitata la supervisione della sua attività esecutiva e dell'autorità che potrebbe essere preposta a tale compito.


PROCEDURA

Titolo

Relazione annuale 2005 della BEI

Riferimenti

2006/2269(INI)

Commissione competente per il merito
  Annuncio in Aula

ECON
29.11.2006

Commissione(i) competente(i) per parere
  Annuncio in Aula

 

 

 

 

 

Pareri non espressi
  Decisione

 

 

 

 

 

Cooperazione rafforzata
  Annuncio in Aula

 

 

 

 

 

Relatore(i)
  Nomina

Cristobal Montoro Romero
13.6.2006

 

Relatore(i) sostituito(i)

 

 

Esame in commissione

11.9.2006

6.11.2006

28.11.2006

19.12.2006

 

Approvazione

24.1.2007

Esito della votazione finale

+ :

– :

0 :

36

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zsolt László Becsey, Pervenche Berès, Sharon Bowles, Udo Bullmann, Ieke van den Burg, David Casa, Corina Creţu, Philip Dimitrov Dimitrov, Jan Christian Ehler, Elisa Ferreira, José Manuel García-Margallo y Marfil, Robert Goebbels, Gunnar Hökmark, Othmar Karas, Piia-Noora Kauppi, Wolf Klinz, Guntars Krasts, Andrea Losco, Astrid Lulling, Gay Mitchell, Cristobal Montoro Romero, Joseph Muscat, John Purvis, Alexander Radwan, Bernhard Rapkay, Antolín Sánchez Presedo, Manuel António dos Santos, Peter Skinner, Margarita Starkevičiūtė, Ivo Strejček;Sahra Wagenknecht

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Mia De Vits, Ján Hudacký, Thomas Mann, Giovanni Pittella, Poul Nyrup Rasmussen

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

 

Deposito

26.1.2007

 

Osservazioni (disponibili in una sola lingua)

...

 

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2007Avviso legale