– vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo "Mantenere l'Europa in movimento - una mobilità sostenibile per il nostro continente - Riesame intermedio del Libro bianco sui trasporti pubblicato nel 2001 dalla Commissione europea" (COM(2006)0314),
– vista la sintesi della Presidenza finlandese sull'esame intermedio del Libro bianco sui trasporti pubblicato nel 2001 dalla Commissione europea, che riflette la discussione in seno al Consiglio "Trasporti" del 12 ottobre 2006 (riferimento del Consiglio 13847/06 TRANS 257),
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e il parere della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A6-0190/2007),
A. considerando con favore il fatto che la comunicazione pubblicata dalla Commissione con il titolo "Mantenere l'Europa in movimento - una mobilità sostenibile per il nostro continente - Riesame intermedio del Libro bianco sui trasporti pubblicato nel 2001 dalla Commissione europea", che è il risultato di approfondite consultazioni che hanno visto coinvolte le parti interessate, si basa su un approccio aggiornato ed è conforme agli obiettivi di Lisbona, che si iscrivono nel quadro dello sviluppo sostenibile dell'Europa,
B. riconoscendo i risultati raggiunti in taluni ambiti della politica europea dei trasporti e sottolineando l'importanza di continuare a impegnarsi per quanto riguarda fra l'altro gli ambiti seguenti:
- realizzare il mercato interno dei servizi di trasporto attraverso l'interconnessione delle reti infrastrutturali, perseguendo politiche volte a promuovere l'interoperabilità, garantendo l'accessibilità di questo mercato per assicurare la necessaria permeabilità transfrontaliera e applicando misure specifiche per ovviare agli svantaggi delle regioni ultraperiferiche e dei paesi situati lungo le frontiere esterne dell'Unione;
- garantire maggiore coesione tra i cittadini mediante la politica dei trasporti e altri strumenti;
- applicare misure intese a ridurre gli effetti negativi sull'ambiente del settore dei trasporti;
- sottoporre a costante revisione e sviluppare ulteriormente la sicurezza di tutti i modi di trasporto (aviazione, navigazione marittima e interna, trasporti per ferrovia e su strada), tenendo conto dell'importanza economica di tale aspetto;
- migliorare la qualità del servizio e tutelare gli utenti di tutti i modi di trasporto per rispettare l'obiettivo della creazione del mercato interno,
- assicurare i diritti fondamentali dei passeggeri, non da ultimo garantendo un servizio universale in cooperazione con gli Stati membri;
- applicare effettivamente le norme sulle condizioni di lavoro;
C. sottolineando che la politica europea dei trasporti deve affrontare le seguenti nuove sfide:
- la domanda di trasporto cresce a un ritmo più rapido del previsto ed è aumentata più del PIL;
- per essere competitiva, l'economia europea ha più che mai bisogno di un sistema di trasporti efficiente, funzionante e sostenibile, dove il trasporto deve essere visto come parte della crescita e della competitività europea;
- l'ultimo allargamento ha determinato nuove sfide per quanto riguarda l'integrazione del sistema europeo dei trasporti;
- l'impatto negativo dei gas serra sul cambiamento climatico è aumentato, non da ultimo a causa del contributo del settore dei trasporti;
- i prezzi dell'energia, in particolare quelli dei combustibili fossili utilizzati per i trasporti, continuano a salire;
- il potenziale di innovazione e delle nuove tecnologie è cresciuto significativamente;
- sono emersi nuovi ambiti d'intervento anche a causa della globalizzazione;
- la sicurezza e la protezione delle infrastrutture di trasporto dal terrorismo diviene sempre più importante;
- nel settore dei trasporti sono aumentati i problemi legati alla criminalità e al furto organizzato di veicoli commerciali e del relativo carico;
- le città metropolitane incontrano difficoltà sempre maggiori in termini di fluidificazione del traffico di merci e persone;
D. considerando che l'industria dei trasporti incide per circa il 7% sul PIL europeo e che gli introiti del settore crescono di continuo; sottolineando che trasporti efficienti non contribuiscono solo alla crescita economica, ma sono anche di vitale importanza per investire nelle tecnologie disponibili che sono commercialmente possibili ed economicamente sostenibili; considerando che la congestione dei trasporti è aumentata e costa all'Unione europea circa l'1% del PIL; considerando altresì che l'industria dei trasporti assorbe circa il 5% degli occupati, il che significa che oltre 10 milioni di persone lavorano in settori collegati ai trasporti; considerando che, alla luce di tutto ciò, la revisione a medio termine offre al Parlamento europeo l'occasione per esprimere gli obiettivi della politica europea dei trasporti in modo più esplicito, più mirato e meno ambiguo, onde pervenire a una mobilità sostenibile,
1. sottolinea la necessità di un'interconnessione pragmatica e basata sulla cooperazione, nel settore dei trasporti così come in altri ambiti della politica nazionale e comunitaria, quali l'energia, l'ambiente e l'innovazione; sottolinea che tali politiche devono tener conto anche delle esigenze della protezione dell'ambiente; ritiene che solo un approccio integrato potrebbe dare risultati positivi, riducendo il numero delle vittime e le emissioni e migliorando la sicurezza e l'ambiente, come previsto ad esempio dal gruppo CARS 21; richiama l'attenzione, a tale proposito, sull'importanza di fornire informazioni mirate i cittadini in quanto utenti dei trasporto, incoraggiandoli ad assumere un comportamento più responsabile; propone di integrare pienamente la politica dei trasporti nella Strategia di Lisbona e di tenerne conto in sede di valutazione così come nelle raccomandazioni che ogni anno gli Stati membri presentano nei loro piani nazionali, per misurare e raffrontare i progressi fatti;
2. concorda pienamente sul fatto che la legislazione comunitaria – in linea con il principio "Legiferare meglio" e il principio di sussidiarietà – dovrebbe concentrarsi su nuovi ambiti, come il trasporto urbano, in cui essa è necessaria, e che dovrebbero essere prese misure strategiche a livello dell'Unione soltanto quando apportano un chiaro valore aggiunto nel sostituirsi al ginepraio burocratico rappresentato da 27 legislazioni nazionali sullo stesso argomento; invita nel contempo la Commissione e gli Stati membri a garantire l'attuazione e il rispetto della normativa europea vigente nel settore dei trasporti; chiede inoltre alla Commissione di effettuare un regolare monitoraggio per verificare l'efficacia delle misure volte al conseguimento degli obiettivi fissati e per poter introdurre eventuali correttivi;
3. deplora le condizioni in cui il Consiglio attua la politica dei trasporti dell'Unione e sollecita una maggiore rapidità di decisione al suo interno, nel quadro della procedura legislativa, nonché un recepimento più rapido e meglio coordinato nel diritto nazionale; chiede alla Commissione di fare tutto il possibile affinché ciò avvenga;
4. osserva che i fondi comunitari destinati a finanziare i progetti transeuropei di trasporto restano limitati, mentre il vero valore aggiunto del programma TEN-T non potrà che conseguirsi con la costruzione dell'intera rete; pone l'accento sul finanziamento delle infrastrutture (in particolare là dove esistono significativi problemi di congestione), delle sezioni transfrontaliere e degli snodi nevralgici; ritiene che la progressione degli investimenti prioritari sia inferiore al previsto; sottolinea che i grandi progetti TEN-T - supervisionati dai rispettivi coordinatori - vanno selezionati sulla base della loro fattibilità finanziaria e, in particolare, della volontà finanziaria degli Stati membri interessati e delle rispettive regioni, nonché in funzione del loro livello di fattibilità operativa e dell'avanzamento tecnico-progettuale degli stessi, onde far sì che le intenzioni dichiarate trovino applicazione pratica nella pianificazione degli investimenti da inserire nelle leggi finanziarie dei vari Stati membri; ritiene che tali progetti dovrebbero presentare un accertato "valore aggiunto paneuropeo" in termini di realizzazione di una rete vera transeuropea dei trasporti, interconnessa e interoperativa, al fine di evitare di creare un mosaico di reti nazionali;
5. sottolinea che la continua inazione finanziaria in materia di infrastrutture comporta un rischio significativo per la crescita economica dell'Europa; invita la Commissione a formulare proposte, in occasione della revisione nel 2008 del quadro finanziario europeo settennale, sulla possibile estensione di nuovi metodi alternativi e innovativi di finanziamento - anche tenendo conto della relazione sul futuro delle risorse proprie dell'Unione europea - comprese risorse addizionali per i trasporti e le attività di ricerca collegate; sottolinea che tali proposte dovrebbero includere anche il reperimento di fonti per gli investimenti a favore dei trasporti e non da ultimo un'equa imputazione dei costi - basata sul principio "chi inquina paga" e sulla capacità di applicare tale principio -, a condizione che le entrate ottenute sia reinvestite nel settore dei trasporti; ritiene che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero studiare insieme i problemi finanziari sul lungo periodo della costruzione e dell'operabilità dell'intera rete TEN-T, prendendo in considerazione il fatto che la costruzione si estenderà almeno su due periodi finanziari di 7 anni e che il ciclo di vita delle nuove infrastrutture sarà almeno di alcuni decenni;
6. accoglie con favore la creazione di un fondo di garanzia, ma auspica un maggior numero di iniziative di questo tipo, specialmente quando - in un quadro giuridico appropriato - i partenariati pubblico/privato (PPP) saranno in grado di svolgere un ruolo nel finanziamento, a condizione che la fattibilità economica e finanziaria sia chiara; sottolinea il ruolo della BEI, che deve però essere reso compatibile con il più ampio coinvolgimento del sistema bancario e finanziario europeo sui progetti infrastrutturali e di trasporto;
7. nota che l'estensione geografica dell'Unione europea ha provocato un notevole incremento delle diversità, per cui, prima di legiferare, l'Unione europea dovrebbe essere consapevole, grazie ad approfondite analisi d'impatto, dei possibili effetti in ciascuno Stato membro, specialmente in quelli di recente adesione; invita le istituzioni e gli Stati membri a fare il possibile per sfruttare appieno le risorse relative allo sviluppo dei trasporti; stima che ove mancano capacità e infrastruttura si potrebbero conseguire progressi qualitativi con l'ausilio della co-modalità e di trasporti intelligenti;
8. è d'accordo a seguire un metodo più realistico che in passato e a fare un uso ottimale delle limitate capacità e sottolinea l'importanza di un uso efficiente e innovativo dei diversi modi di trasporto, operanti singolarmente o in integrazione multimodale; sottolinea che lo sviluppo della co-modalità dovrebbe essere in linea con la riduzione dell'impatto dei trasporti sull'ambiente; osserva che ogni modo di trasporto dovrebbe svilupparsi in base alle proprie capacità e nel rispetto delle pertinenti norme ambientali, facendosi carico dei relativi costi, accrescendo in tal modo la mobilità grazie alla maggiore efficienza di tutti i modi di trasporto; sottolinea che la co-modalità consente di pervenire a un uso ottimale e sostenibile delle risorse attraverso la gestione della mobilità, a livello della logistica dei trasporti, e il collegamento intermodale tra i diversi modi di trasporto, che permetterebbe di ridurre il traffico generando nel contempo capacità supplementari a vantaggio dell'intero sistema;
9. ritiene che la sollecita realizzazione della rete TEN-T sia lo strumento più importante per creare le condizioni per una migliore co-modalità; osserva che in diversi mercati il trasferimento modale è fondamentale per ridurre l'impatto ambientale dei trasporti e che un modesto trasferimento modale può ridurre la congestione stradale; sottolinea che occorre passare a modi di trasporto più rispettosi dell'ambiente, quali la ferrovia, gli autobus di linea e i pullman, i trasporti marittimi e la navigazione interna, e che è necessario mettere l'accento sui mezzi di trasporto il cui utilizzo è ancora limitato e che presentano dunque grandi potenzialità;
10. richiama l'attenzione sul fatto che, fermo restando il completamento dei progetti TEN-T, le misure convenzionali stanno raggiungendo i propri limiti; sottolinea pertanto il potenziale dei sistemi di trasporto intelligenti, delle innovazioni tecnologiche e degli investimenti nella telematica per migliorare l'efficienza dei trasporti, ridurre la congestione e aumentare la sicurezza e l'efficienza ambientale; sottolinea che occorre sfruttare i vantaggi dei sistemi intelligenti e delle innovazioni tecnologiche (SESAR, ERTMS, SRI, Galileo, ecc.); insiste sul fatto che il compito principale della Comunità e dell'industria è quello di sostenere il mercato delle nuove soluzioni innovative e di creare un ambiente giuridicamente e tecnicamente favorevole, anche favorendo l'applicazione delle nuove tecnologie attraverso gli appalti pubblici;
11. rileva che sono emerse nuove sfide a seguito della globalizzazione della logistica, che è un elemento fondamentale per la competitività dell'economia europea; fa notare che la politica europea dei trasporti dovrebbe combinare la logistica con lo sviluppo e l'integrazione dei porti e lo sviluppo di piattaforme logistiche; sostiene la definizione di un quadro strategico per il trasporto delle merci; incoraggia soluzioni logistiche multimodali, il sistema modulare europeo, le connessioni tra infrastrutture e soluzioni informatiche avanzate; sostiene lo sviluppo di una strategia quadro per la logistica delle merci in Europa; è del parere che tale strategia debba basarsi sull'idea che il trasporto merci è in sostanza un'attività puramente commerciale e che la regolamentazione deve pertanto limitarsi a creare idonee condizioni quadro atte a favorire l'efficienza del trasporto merci;
12. sottolinea la necessità della cooperazione e di accordi tra l'Unione europea e i paesi terzi, a titolo individuale e nel quadro delle organizzazioni internazionali, nel settore dei trasporti, dell'energia, dell'ambiente e della sicurezza e auspica di essere implicato nel merito in tali negoziati ed accordi;
13. accoglie con favore quanto previsto nel piano di lavoro per gli anni a venire:
- sottolinea l'importanza di una politica marittima europea, in particolare di una strategia integrata per i trasporti marittimi e di una politica portuale, che dovrebbe rientrare nell'ambito di applicazione del trattato;
- sottolinea l'importanza dei progetti relativi alle "autostrade del mare";
- pone l'accento sui progressi compiuti nel settore dell'aviazione, incluso lo scambio di diritti di emissione, e appoggia il proseguimento del programma SESAR;
- richiama l'attenzione sul fatto che è necessario un approccio europeo comune per lo sviluppo degli aeroporti, onde evitare errori nell'assegnazione dei fondi;
- appoggia la continuazione del programma Marco Polo;
- sottolinea che occorre imprimere un'accelerazione ai programmi Galileo e ERTMS;
- appoggia l'avanzamento dei progetti eSafety e RFID;
- appoggia l'avanzamento del progetto NAIADES ed esorta la Commissione e gli Stati membri a presentare proposte per l'attuazione delle azioni annunciate nel piano d'azione; appoggia inoltre l'avanzamento dell'applicazione RIS;
- attende che la Commissione presenti nel 2008 un modello generalmente applicabile, trasparente e comprensibile per la valutazione di tutti i costi esterni, che funga da base per calcolare in futuro la tassazione delle infrastrutture, modello che dovrà essere accompagnato da una valutazione d'impatto dell'internalizzazione dei costi esterni di tutti i modi di trasporto e da una strategia per l'applicazione del modello stesso a tutti i modi di trasporto;
- invita la Commissione a intensificare gli sforzi per dare piena applicazione alla direttiva 2004/52/CE, concernente l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale nella Comunità, e a presentare una relazione sull'attuazione di tale direttiva entro la fine del 2007;
- chiede la realizzazione di uno studio di fattibilità - in linea con la relazione sul futuro delle risorse proprie dell'Unione - onde assicurare un finanziamento sicuro e stabile;
- sottolinea che, in sede di attuazione del settimo Programma quadro, è opportuno dare la priorità ai progetti e programmi concernenti sistemi di trasporto e logistica intelligenti, che riguardino anche la sicurezza stradale, i trasporti urbani e le tecnologie dei motori puliti;
- chiede norme di qualità e interoperabilità europee per i biocarburanti;
- sottolinea la necessità del piano d'azione per l'efficienza energetica;
- sottolinea l'importanza del Libro verde sui trasporti urbani ed auspica la predisposizione di strumenti ad hoc in grado di spingere il trasporto pubblico urbano verso l'integrazione delle modalità di trasporto, sviluppando i sistemi di gestione del traffico e creando le condizioni per premiare la scelta degli utenti di utilizzare alternative;
- sottolinea l'importanza di adottare ulteriori misure a favore dei trasporti sostenibili nelle zone montane densamente popolate, dal momento che l'11 dicembre 2006 il Consiglio "Trasporti" ha firmato il Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi;
- propone la presentazione di un Libro verde sul turismo europeo e la realizzazione di una valutazione d'impatto specifica della legislazione che ha un chiaro influsso sul turismo europeo;
14. sottolinea che, mentre la politica dei trasporti dell'Europa riunificata ha affrontato e continua ad affrontare nuove sfide, la revisione intermedia del Libro bianco sui trasporti del 2001 non ha fissato gli obiettivi a lungo termine, né fornito risposte in merito a un approccio integrato alla futura politica europea dei trasporti; invita pertanto la Commissione ad iniziare immediatamente a elaborare politica dei trasporti ben studiata per gli anni successivi al 2010, che possa far fronte alle nuove sfide in modo sostenibile;
15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.
Traduzione esterna
MOTIVAZIONE
Contesto
A cinque anni dal Libro bianco del 2001 "La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte", l'attuale riesame intermedio offre un'interessante opportunità per riassumere la situazione e proporre nuove soluzioni e nuove basi.
Pur riconoscendo i risultati acquisiti dalle normative europee in materia di trasporti, la relatrice ritiene che per raggiungere i principali obiettivi del Libro bianco occorra una legislazione più dinamica. Per tale motivo, la relatrice accoglie con favore il piano di lavoro per i prossimi anni, in cui figurano obiettivi nuovi e riconoscibili.
La relatrice è del parere che il punto debole della politica dei trasporti è dato dalla sua applicazione e realizzazione, che in alcuni casi è in forte ritardo. Il riesame intermedio del Libro bianco non affronta il problema in modo abbastanza incisivo e pertanto non introduce esplicitamente alcuna proposta o soluzione a riguardo. Si tratta di una grave mancanza del riesame di medio termine.
I principali obiettivi fissati nel 2001 rimangono ancora validi, sebbene un gran numero di questi sia stato leggermente modificato, a causa dei cambiamenti esterni oppure per il fatto di aver raggiunto risultati soddisfacenti.
Il riesame intermedio sottolinea giustamente che i trasporti, in qualità di servizio, svolgono un ruolo chiave nell'ambito dell'economia e della società, risultando inseparabili da questi. Gli obiettivi fissati collocano la politica dell'Unione in materia di trasporti al centro della strategia di Lisbona e impongono una strategia ampia – miglioramento normativo, sviluppo sostenibile, approccio flessibile e pragmatico – onde rispettare le esigenze del settore.
Occorre tenere conto dei cambiamenti delle condizioni esterne verificatisi dal 2001 a oggi. Fra questi, il contesto internazionale, la globalizzazione, i recenti e i futuri allargamenti, lo sviluppo globale del mercato interno e la competitività dell'economia europea rendono necessario un approccio più ampio e più flessibile.
La relatrice è del parere che se non si procede a rinnovare e riordinare la politica europea dei trasporti per renderla compatibile con queste nuove sfide, la crescente congestione, la pressione ambientale e i problemi di sostenibilità sociale rappresenteranno dei gravi ostacoli alla crescita e alla prosperità dell'Europa.
Nella presente proposta d'iniziativa, la relatrice intende porre in evidenza le principali questioni dei vari settori strategici a cui la Comunità deve rivolgere maggiore attenzione. Chiediamo al Consiglio e alla Commissione di proporre soluzioni più esplicite a tali questioni, considerandole come la base delle nuove sfide della politica europea dei trasporti.
I principali punti della relazione
1. L'inadeguata applicazione e l'incompleta esecuzione della legislazione in materia di trasporti rappresentano uno dei principali ostacoli a un'efficace politica europea dei trasporti. La situazione deve cambiare e il problema si potrebbe risolvere solo rafforzando la cooperazione fra i vari livelli.
Inoltre, occorre stabilire un'interconnessione pratica e di cooperazione fra il settore dei trasporti e altri settori strategici, quali energia, ambiente e innovazione, come componente normativa. Detta interconnessione andrebbe avviata all'interno della Commissione.
2. La relatrice condivide appieno l'obiettivo di migliorare la regolamentazione, per cui la legislazione europea dovrebbero concentrarsi sui settori che la richiedono mentre i provvedimenti strategici andrebbero adottati a livello comunitario solo laddove ciò determina un evidente valore aggiunto. Sollecitiamo la Commissione ad agire con maggior vigore per favorire l'attuazione e il rispetto dell'attuale politica comune europea in materia di trasporti.
3-4. Per quanto concerne i finanziamenti, l'Europa ha bisogno di soluzioni più creative e coraggiose, che offrano soluzioni differenziate a seconda dei vari modi di trasporto. Nella fase di attuazione dei principali progetti europei si assiste a una generale mancanza di finanziamenti alle infrastrutture e di sostegno politico. La domanda di trasporto sta crescendo più rapidamente di quanto previsto. L'economia europea corre un rischio concreto derivante dalla continua inerzia. L'Europa ha bisogno di corridoi di trasporto, caratterizzati da determinazione dei prezzi, interoperabilità e norme operative coordinate, per i quali non è possibile rinviare i finanziamenti.
Pertanto la relatrice ritiene indispensabile che le istituzioni europee trovino una soluzione, al più tardi nel corso della revisione della FINP del 2008. La fase preparatoria a tale compito deve essere avviata quanto prima, in primo luogo elaborando nuove alternative e modalità di finanziamento innovative.
Occorre prendere atto dei risultati conseguiti dalla direttiva Eurovignette, suggerendo che i proventi derivanti dall'imposizione delle tariffe siano destinati ai trasporti. Il Parlamento europeo attende i risultati dell'analisi della Commissione sull'internalizzazione dei costi esterni.
5. La relatrice è dell'avviso che sia opportuno tenere conto delle opportunità e dei compiti della politica dei trasporti derivanti dalla riunificazione dell'Europa del 2004 e del 2007.
L'ultimo allargamento dell'Unione ha determinato un aumento significativo delle differenze. La legislazione comunitaria e i provvedimenti strategici individuali sono tenuti a rispettare le diverse esigenze degli Stati membri e devono basarsi su analisi approfondite che illustrino i possibili effetti su ciascuno Stato membro e, inoltre a parte, se necessario, sui nuovi Stati membri. La co-modalità e i sistemi di trasporto intelligenti potrebbero determinare progressi qualitativi, e laddove possibile, dei veri balzi in avanti. La co-modalità può condurre a un uso ottimale e a uno sviluppo armonizzato di tutti i modi di trasporto. In tali casi, il cofinanziamento comunitario è imprescindibile.
È estremamente importante che le istituzioni e gli Stati membri facciano quanto possibile per assorbire totalmente la dotazione assegnata ai trasporti nell'ambito del Fondo di coesione, oltre che per sostenere gli investimenti ambientali connessi ai trasporti derivanti dalla dotazione del Fondo di coesione in materia d'ambiente.
Per le aziende pubbliche dei nuovi Stati membri sarebbe anche importante analizzare i contribuiti finanziari che non sono considerati quali aiuti di Stato.
6. La futura politica dei trasporti dovrà ottimizzare il potenziale specifico di ogni singolo modo di trasporto per raggiungere gli obiettivi dei sistemi di trasporto puliti ed efficienti.
La relatrice intende porre l'accento sui risultati acquisiti dal trasferimento modale, grazie al programma Marco Polo e altre precedenti normative. Tuttavia, il trasferimento modale non è l'unica soluzione possibile e non dobbiamo avere aspettative troppo elevate sulle sue prestazioni. La relatrice è favorevole a soluzioni più flessibili e competitive, in cui ogni modo di trasporto svolga al meglio la sua funzione nel complesso nella rete dei trasporti e possa essere utilizzato in combinazione con gli altri, a vantaggio dell'intero sistema.
7. La relatrice sottolinea e conferma l'importanza dei sistemi di trasporto intelligenti. Per rendere i trasporti più sicuri e più rispettosi dell'ambiente bisogna aumentare il potenziale tecnologico. Senza suscitare aspettative troppo elevate, è importante integrare i sistemi di trasporto intelligenti nell'ambito della politica europea dei trasporti.
La questione più rilevante in tale contesto riguarda in che modo creare un mercato adatto a queste soluzioni nuove e innovative. Per trovare una soluzione, la Comunità deve collaborare strettamente con l'industria. La relatrice accoglie con favore il Libro verde sulle applicazioni di Galileo, ma occorrono ulteriori sforzi affinché i sistemi di trasporto intelligenti divengano parte della nostra quotidianità in termine di gestione dei trasporti, con particolare riferimento alla gestione logistica e di sicurezza (SESAR, ERTMS, RIS, eCall).
8-9. La relatrice concorda sul fatto che l'Europa debba integrare il pensiero logistico in ogni politica dei trasporti. Sebbene la logistica in sé sia fondamentalmente un'attività collegata alle imprese, la comunità deve creare condizioni quadro adeguate.
La dimensione globale del settore dei trasporti deve essere maggiormente integrata nell'ambito della strategia comunitaria globale in materia di trasporti e occorre altresì sviluppare più ampie relazioni con paesi terzi e organizzazioni. Galileo ha attualmente una portata globale e sia il trasporto aereo che quello marittimo vantano esempi di successo, imprescindibili dalle condizioni globali (accordi OMI e OIL, norme di applicazione relative alle emissioni, accordo UE/USA sul trasporto aereo).
10. Il piano di lavoro relativo alle azioni principali per i prossimi anni è accolto con favore. Sarebbe auspicabile mantenere le scadenze fissate, ma la relazione pone l'accento su alcune questioni. Inoltre, considerando la sussidiarietà, cresce la richiesta di fornire modelli delle migliori pratiche nell'ambito dei trasporti urbani, richiesta che sosteniamo. La relatrice intende richiamare l'attenzione sul fatto che il riesame intermedio non tiene conto di alcuni mezzi di trasporto, come autobus, motocicli e biciclette, che andrebbero integrati.
PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (28.2.2007)
destinato alla commissione per i trasporti e il turismo
su "Mantenere l'Europa in movimento – una mobilità sostenibile per il nostro continente"
La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
1. accoglie con favore la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo dal titolo "Mantenere l'Europa in movimento – una mobilità sostenibile per il nostro continente", che costituisce un riesame del Libro bianco sui trasporti pubblicato dalla Commissione europea nel 2001, e l'obiettivo di rendere la politica dei trasporti più sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale;
2. ricorda l'importanza della politica europea dei trasporti tanto per quanto riguarda la strategia di Lisbona rinnovata quanto per la strategia di sviluppo sostenibile rivista e accoglie con soddisfazione la recente proposta del Consiglio dei ministri dei Trasporti, su iniziativa della Presidenza tedesca, di rafforzare il ruolo della politica dei trasporti al momento di adottare le conclusioni del prossimo Consiglio europeo di primavera;
3. ribadisce la necessità di ridurre sostanzialmente le emissioni di CO2 sia per singolo veicolo che per tutto il settore dei trasporti;
4. raccomanda l'estensione della "strategia di prevenzione" adottata nel settore del trasporto merci al trasporto passeggeri;
5. esorta la Commissione a definire chiaramente il termine "co-modalità" e a intensificare gli sforzi per realizzare un trasferimento modale verso modi di trasporto più sicuri, più economici ed eco-compatibili, come i trasporti su rotaia e per vie navigabili;
6. invita la Commissione a presentare proposte per un'efficiente legislazione sul cabotaggio, volta ad aprire i mercati dei trasporti in modo da migliorare l'efficienza dei trasporti cosa che, a sua volta, contribuirà a ridurre le emissioni e la congestione del traffico;
7. invita la Commissione a privilegiare un numero ridotto di progetti TEN-T, orientati alla sostenibilità a lungo termine, all'allargamento dell'Unione europea e all'interoperabilità transfrontaliera;
8. invita la Commissione a dare la priorità, al momento di attuare il Settimo programma quadro, ai progetti e ai programmi concernenti i sistemi intelligenti di trasporto e di logistica, la sicurezza stradale, il trasporto urbano e i carburanti alternativi, invitando al contempo gli Stati membri e le altre parti interessate ad agire in tal senso;
9. sottolinea che sia gli investimenti nel settore delle infrastrutture, sia quelli destinati all'utilizzo ottimale delle esistenti risorse del settore dei trasporti negli Stati membri dovrebbero essere riconosciuti come prioritari per la politica dei trasporti dell'Unione europea;
10. sottolinea la necessità di internalizzare gradualmente tutti i costi esterni nelle tariffe dei trasporti, di introdurre il principio "chi inquina paga" e di promuovere la concorrenza equa, in particolare nel settore dei trasporti stradali e aerei; a tale riguardo, invita la Commissione a mettere a punto, entro la fine del 2007, un metodo di internalizzazione dei costi esterni e a presentare successivamente una nuova direttiva "Eurovignette 3" che fissi tariffe minime per l'utilizzo dell'intera rete stradale dell'Unione europea;
11. invita la Commissione e gli Stati membri a prendere attentamente in considerazione la possibilità di adottare misure concernenti la tassazione del traffico stradale sulla base delle emissioni di CO2; sottolinea che il gettito di tali tasse dovrebbe essere reinvestito per ammodernare le infrastrutture e che tutte le implicazioni economiche dell'internalizzazione dei costi esterni nei prezzi dei trasporti dovrebbero essere valutate in modo approfondito;
12. invita la Commissione ad adottare ulteriori misure a favore dei trasporti sostenibili nelle zone montane e densamente popolate, a seguito della firma del Protocollo trasporti della Convenzione alpina da parte del Consiglio "Trasporti" l'11 dicembre 2006;
13. constata che le emissioni di CO2 stanno aumentando più rapidamente nel settore dei trasporti rispetto a qualsiasi altro settore, neutralizzando in tal modo le riduzioni delle emissioni operate in altri settori; considera pertanto essenziale fissare limiti di emissione di CO2 vincolanti per i nuovi veicoli e obiettivi rigorosi per le emissioni di CO2 per l'intero parco veicoli, eventualmente sotto forma di un sistema di scambio delle quote individuali di emissione di CO2 (PETS) distinto per i trasporti stradali;
14. prende atto del ruolo che possono svolgere i biocarburanti nella riduzione delle emissioni di CO2 nel settore dei trasporti; invita la Commissione ad adottare standard di qualità e di interoperabilità per i biocarburanti a livello di Unione europea;
15. chiede l'introduzione per tutti i modi di trasporto di "etichette di trasporto" che indichino le emissioni di CO2 per chilometro;
16. sottolinea che il Sistema modulare europeo non soltanto riduce le emissioni ma migliora anche l'efficienza delle operazioni logistiche, grazie a una minore congestione del traffico, e la sicurezza stradale, grazie a una riduzione del numero di veicoli in circolazione;
17. invita gli Stati membri a promuovere alternative sostenibili per rispondere ai fabbisogni di trasporto su breve distanza e di trasporto urbano, quali ad esempio gli spostamenti a piedi e in bicicletta, l'uso dei trasporti pubblici e l'utilizzo di auto collettive, e ad adottare misure per fissare un prezzo per le emissioni di CO2;
18. esorta la Commissione a portare avanti gli sforzi intesi a ridurre l'impatto climatico dei trasporti aerei, inclusa l'introduzione di una tassa sul cherosene e dell'IVA sui biglietti aerei nell'Unione europea; ribadisce che qualsiasi sistema di scambio delle quote di emissione relativo ai trasporti aerei deve tener conto di tutte le loro ripercussioni sul clima e impedire potenziali profitti speculativi realizzati attraverso aste;
19. invita la Commissione a integrare il risparmio energetico (mediante la gestione veloce) e la protezione del clima (mediante un'intensa cooperazione con i servizi meteorologici) nella gestione del traffico aereo e in particolare nel progetto SESAR;
20. invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure addizionali e a migliorare il contesto giuridico, allo scopo di promuovere l'efficienza e l'uso dei trasporti ferroviari (transfrontalieri) di merci e di passeggeri e dei servizi di trasporto marittimo e sulle vie navigabili interne onde facilitare la co-modalità.
PROCEDURA
Titolo
Mantenere l'Europa in movimento – una mobilità sostenibile per il nostro continente
Membri titolari presenti al momento della votazione finale
Jan Březina, Pilar del Castillo Vera, Jorgo Chatzimarkakis, Den Dover, Lena Ek, Adam Gierek, Norbert Glante, András Gyürk, Fiona Hall, David Hammerstein Mintz, Erna Hennicot-Schoepges, Ján Hudacký, Werner Langen, Eugenijus Maldeikis, Eluned Morgan, Reino Paasilinna, Atanas Paparizov, Vladimír Remek, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Paul Rübig, Andres Tarand, Britta Thomsen, Patrizia Toia, Claude Turmes, Nikolaos Vakalis, Alejo Vidal-Quadras
Supplenti presenti al momento della votazione finale
Alexander Alvaro, Etelka Barsi-Pataky, Danutė Budreikaitė, Philip Dimitrov Dimitrov, Robert Goebbels, Satu Hassi, Gunnar Hökmark, Lambert van Nistelrooij, Esko Seppänen
Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale
Osservazioni (disponibili in una sola lingua)
PROCEDURA
Titolo
Mantenere l'Europa in movimento – una mobilità sostenibile per il nostro continente