sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo di facilitazione del rilascio dei visti per soggiorni di breve durata tra la Comunità europea e la Bosnia-Erzegovina
(COM(2007)0423 – C6-0296/2007 – 2007/0140(CNS))
Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo di facilitazione del rilascio dei visti per soggiorni di breve durata tra la Comunità europea e la Bosnia-Erzegovina
– vista la proposta di decisione del Consiglio (COM(2007)0423)(1),
– visto l'articolo 62, paragrafo 2, lettera b), i) e ii), e l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase, del trattato CE,
– visto l'articolo 300, paragrafo 3, primo comma, del trattato CE, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C6-0296/2007),
– visti l'articolo 51 e l'articolo 83, paragrafo 7, del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e il parere della commissione per gli affari esteri (A6-0384/2007),
1. approva la conclusione dell'accordo;
2. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Repubblica di Bosnia-Erzegovina.
La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) approva la conclusione con la Bosnia-Erzegovina di due accordi paralleli e subordinati l’uno all’altro relativi alla riammissione e alla facilitazione del rilascio dei visti per soggiorni di breve durata. La commissione saluta con favore entrambi gli accordi, che insieme all’imminente codice dei visti, all’attuazione del sistema d’informazione sui visti (VIS) e ad altre forme di cooperazione nel campo della giustizia e degli affari interni estenderanno un’area di libertà e sicurezza oltre i confini dell’UE.
La commissione ritiene che, nello spirito dell’impegno e della proprietà condivisi, l’UE e la Bosnia-Erzegovina possano efficacemente combattere l’immigrazione irregolare e contribuire allo sviluppo della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani e della società civile incoraggiando una semplificazione dei contatti e degli spostamenti di persone fra le due parti contraenti. In questo contesto la commissione plaude alla precedente decisione delle autorità della Bosnia-Erzegovina di abolire l’obbligo di visto per i cittadini dell’Unione europea, che a suo avviso sta ancora ricercando una risposta adeguata a tale decisione.
Esiste ancora un margine di miglioramento da parte della Commissione europea, che dovrebbe lanciare una campagna di informazione e trovare i mezzi e le modalità indispensabili per rendere tutte le informazioni necessarie facilmente accessibili a tutti i viaggiatori alla luce di questi e di altri accordi conclusi. Sinora, neppure il sito web della Commissione contiene informazioni sistematiche e trasparenti in materia.
Si raccomanda vivamente alla commissione competente per il monitoraggio dell’attuazione degli accordi suddetti, nonché alla stessa Commissione europea, di individuare eventuali barriere asimmetriche che, impedendo la reciprocità delle procedure, possano divenire un ostacolo per i viaggiatori sia a livello di consolato sia alle frontiere. In particolare, occorre condurre uno studio per verificare se una parziale esternalizzazione dei servizi consolari di rilascio dei visti possa influire sull’accessibilità di questi ultimi determinando un aumento indesiderato delle relative tariffe o dare luogo a fenomeni di shopping dei visti.
Infine, la commissione LIBE si attende che la Commissione europea fornisca al Parlamento informazioni sull’esito dell’attuazione degli accordi.
PARERE della commissione per gli affari esteri (4.10.2007)
destinato alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo di facilitazione del rilascio dei visti per soggiorni di breve durata tra la Comunità europea e la Bosnia-Erzegovina
Il Parlamento europeo sostiene da tempo l'attenuazione del draconiano regime dei visti imposto ai paesi dell'ex Iugoslavia. Tale regime, che contrasta fortemente con le condizioni pre-belliche che si applicavano ai cittadini iugoslavi, è stato particolarmente dannoso per lo sviluppo sociale ed economico dei paesi dell'Europa sud-orientale.
Piuttosto che contribuire a realizzare il suo obiettivo originale, segnatamente impedire che le reti criminali locali estendessero le loro attività al di fuori della regione, esso ha impedito agli studenti, agli studiosi, ai ricercatori e agli uomini d'affari di sviluppare stretti contatti con i loro partner nei paesi dell'UE. Un senso di isolamento, di immeritata discriminazione, di ghettizzazione ha prevalso, segnatamente tra i più giovani ed ha minato l'identità europea. L'Europa è una società prosperosa cui vorrebbero appartenere ma da cui si sentono respinti.
Nel frattempo, i criminali, nonostante le attuali restrizioni in materia di rilascio dei visti, sono riusciti a sviluppare le loro reti, a concludere alleanze con organizzazioni simili negli Stati membri dell'Unione europea e ad allargare le loro attività ai nostri territori.
E' perciò legittimo interrogarsi sui fondamenti stessi della politica in materia di visti che è stata sinora praticata dall'Unione europea nei confronti dei paesi dell'Europa sud-orientale. Si dovrebbe porre maggiore accento sulla cooperazione regionale nella lotta contro la criminalità organizzata e il traffico di essere umani, destinando maggiori risorse finanziarie e programmi al miglioramento delle strutture esistenti, alla formazione e ad una migliore remunerazione del personale, nonché alla promozione di tecnologie più sofisticate. Tutto questo ha un prezzo ed è a questo livello che l'Unione dovrebbe dar prova di solidarietà. È nell'interesse non solo dei paesi coinvolti ma anche dell'Unione sviluppare forze di controllo delle frontiere, forze di polizia ed una pubblica amministrazione efficienti, affidabili e scevre da corruzione. L'assistenza prevista dallo strumento di preadesione dovrebbe pertanto essere potenziata, dotandola di stanziamenti aggiuntivi a tal fine.
Attraverso l'erogazione di tale assistenza (finanziaria e tecnica), l'UE consentirà a questi paesi di soddisfare i requisiti per la prossima tappa: la liberalizzazione dei visti. Il Parlamento europeo, e in particolare la sua commissione per gli affari esteri, sostengono con forza la soppressione dell'obbligo del visto per i cittadini della regione non appena ciò sarà tecnicamente possibile. A nostro avviso, questo sarà un segno tangibile dell'appartenenza di tali paesi all'Europa e li incoraggerà ad impegnarsi più risolutamente sulla via dell'adozione delle riforme che gli consentiranno infine una piena adesione all'Unione europea.
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La commissione per gli affari esteri chiede alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, in quanto commissione competente, di proporre l'approvazione della proposta della Commissione europea.
PROCEDURA
Titolo
Visti per soggiorni di breve durata tra la CE e la Bosnia-Erzegovina
Membri titolari presenti al momento della votazione finale
Vittorio Agnoletto, Christopher Beazley, Monika Beňová, Michael Gahler, Jas Gawronski, Alfred Gomolka, Richard Howitt, Anna Ibrisagic, Vytautas Landsbergis, Willy Meyer Pleite, Samuli Pohjamo, Libor Rouček, Katrin Saks, Jacek Saryusz-Wolski, Gitte Seeberg, Ari Vatanen, Josef Zieleniec
Supplenti presenti al momento della votazione finale
Árpád Duka-Zólyomi, Gisela Kallenbach, Erik Meijer, Rihards Pīks, Csaba Sándor Tabajdi, Marcello Vernola
PROCEDURA
Titolo
Visti per soggiorni di breve durata tra la CE e la Bosnia-Erzegovina
Membri titolari presenti al momento della votazione finale
Alexander Alvaro, Philip Bradbourn, Mihael Brejc, Kathalijne Maria Buitenweg, Michael Cashman, Giuseppe Castiglione, Giusto Catania, Jean-Marie Cavada, Elly de Groen-Kouwenhoven, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Kinga Gál, Patrick Gaubert, Roland Gewalt, Lívia Járóka, Ewa Klamt, Barbara Kudrycka, Claude Moraes, Inger Segelström, Károly Ferenc Szabó, Adina-Ioana Vălean, Manfred Weber, Tatjana Ždanoka
Supplenti presenti al momento della votazione finale
Simon Busuttil, Charlotte Cederschiöld, Evelyne Gebhardt, Ona Juknevičienė, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Eva-Britt Svensson