Procedura : 2007/2146(INI)
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A6-0518/2007

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PV 15/01/2008 - 5
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PV 15/01/2008 - 10.2
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P6_TA(2008)0009

RELAZIONE     
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20 dicembre 2007
PE 393.990v02-00 A6-0518/2007

sulla strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro

(2007/2146(INI))

Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

Relatrice: Glenis Willmott

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro

(2007/2146(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visti la comunicazione della Commissione (COM(2007)0062) dal titolo "Migliorare la qualità e la produttività sul luogo di lavoro: Strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro" e i relativi documenti di lavoro dei servizi della Commissione (SEC(2007)0214), (SEC(2007)0215), (SEC(2007)0216),

–   visto il trattato CE, e in particolare gli articoli 2, 136, 137, 138, 139, 140, 143 e 152,

–   vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (1), e in particolare i suoi articoli 27, 31 e 32,

–   viste le convenzioni e raccomandazioni dell'OIL in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro,

–   viste la direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (direttiva quadro)(2) e le relative direttive particolari,

–   vista la direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro(3),

–   vista la direttiva 2007/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2007, che modifica la direttiva 89/391/CEE del Consiglio, le sue direttive particolari e le direttive del Consiglio 83/477/CEE, 91/383/CEE, 92/29/CEE e 94/33/CE ai fini della semplificazione e della razionalizzazione delle relazioni sull'attuazione pratica, (4)

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo dell'8-9 marzo 2007,

–   vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2002 sulla strategia comunitaria per la salute e la sicurezza sul lavoro 2002-2006(5),

–   vista la sua risoluzione del 24 febbraio 2005 sulla promozione della salute e della sicurezza sul lavoro(6),

–   vista la sua risoluzione del 6 luglio 2006 sulla protezione dei lavoratori sanitari europei da infezioni trasmissibili per via ematica a seguito di ferite provocate da aghi(7),

–   vista la sua risoluzione del 23 maggio 2007 sulla promozione di un lavoro dignitoso per tutti(8),

–   vista la sua risoluzione del 13 novembre 2007 sulle statistiche comunitarie in materia di sanità pubblica e salute e sicurezza sul lavoro(9),

–   vista la sua dichiarazione del 29 marzo 2007 sull'epatite C(10),

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0518/2007),

A. considerando che esiste una correlazione positiva tra la qualità delle norme relative alla salute e alla sicurezza sul luogo di lavoro e il risultato finanziario in termini di prestazioni generali, assenteismo, tassi di ricambio del personale, motivazione dei lavoratori, migliorata immagine aziendale e produttività,

B.  rilevando che le economie più competitive ottengono i risultati migliori per quanto concerne la salute e la sicurezza sul lavoro e che elevati livelli di protezione in materia di salute e sicurezza hanno un effetto positivo sulle finanze pubbliche in termini di risparmi nella sicurezza sociale e aumento della produttività; che la tutela del lavoro e della salute non solo contribuisce alla produttività, al rendimento e al benessere dei lavoratori, ma comporta anche risparmi per l'economia e l'intera società,

C. considerando che è necessario approfondire le ricerche sugli effetti a lungo termine che alcune attività lavorative producono sulla salute, in modo da tutelare meglio i lavoratori, dal momento che alcune malattie insorgono solo dopo diversi anni dall'espletamento delle attività in questione,

D. preoccupato per il fatto che la riduzione del numero di casi di infortuni e malattie professionali non è equamente ripartita, in quanto alcune categorie di lavoratori (ad esempio i migranti, i precari, le donne, i giovani e gli anziani), alcune imprese (soprattutto le PMI e le microimprese), alcuni settori di attività (in particolare l'edilizia, la pesca, l'agricoltura e i trasporti) e taluni Stati membri presentano tassi di infortuni e malattie professionali molto più elevati rispetto alla media UE,

E.  considerando che le misure per la tutela del lavoro e della salute devono essere una componente costante della cultura d'impresa e che questa cultura deve andare di pari passo con l'istruzione e il perfezionamento permanenti di lavoratori e dirigenti,

F.  considerando che una cultura di tutela della salute e della sicurezza applicata in modo coerente a livello di impresa può contribuire a un'attuazione non burocratica delle procedure di tutela del lavoro e della salute e può comportare quindi un'efficiente tutela della salute,

G. considerando che i periodi di riposo sono di fondamentale importanza per garantire un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori,

H. considerando che, secondo le stime dell'OIL, nel 2006, nell'Unione europea, circa 167.000 persone sono morte a seguito di un infortunio sul lavoro o di malattie connesse all'attività lavorativa e che la comunicazione della Commissione stima che ogni anno 300.000 lavoratori subiscono un'invalidità permanente di gradi diversi,

I.   considerando che un'autentica strategia in materia di salute e sicurezza sul lavoro dovrebbe basarsi su una giusta miscela dei seguenti strumenti: sufficiente consapevolezza generale, istruzione e formazione mirate, adeguati servizi e campagne di prevenzione, dialogo sociale e partecipazione dei lavoratori, normativa e applicazione adeguate, attenzione adattata a gruppi, settori di attività e tipi di impresa specifici, efficienti ispezioni e sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive,

J.   considerando che i lavoratori anziani dovrebbero mantenere la loro salute, capacità di lavoro e occupabilità quanto più a lungo possibile e che occorre adottare misure corrispondenti,

K. considerando che le ispezioni svolgono un ruolo importante nell'applicazione dell'attuale normativa e pertanto nella prevenzione dello sfruttamento sul luogo di lavoro, contribuendo quindi a promuovere il concetto di lavoro dignitoso; che gli ispettori devono essere sostenuti attraverso una più stretta cooperazione e scambi di informazioni tra gli ispettori degli Stati membri,

L.  considerando che la valutazione dei rischi a livello di impresa non può essere considerata un'attività sporadica, ma deve essere effettuata periodicamente e adattata alle nuove circostanze e/o rischi; che la sua inesistenza o una sua inadeguata esecuzione vanno contro la legge e sono tra le principali cause degli infortuni e delle malattie professionali,

M. considerando che non esistono statistiche disponibili per quanto riguarda gli effetti negativi degli incendi sulla salute e la sicurezza sul lavoro,

N. considerando che gli operatori sanitari sono a rischio di contrarre più di 20 virus letali, fra cui l'epatite B, l'epatite C e l'HIV/AIDS,

O. considerando che la strategia di Lisbona mira a conseguire entro il 2010 un tasso di occupazione globale del 70% nonché un tasso di occupazione del 60% per quanto riguarda le donne e del 50% per i lavoratori anziani e che i lavoratori con malattie croniche o malattie di lunga durata spesso non rientrano al lavoro anche se sono considerati abili e coloro i quali non rientrano al lavoro spesso subiscono molteplici discriminazioni fra le quali, ad esempio, riduzioni di reddito; che questo è vero soprattutto per chi soffre di cancro, visto che gli studi più recenti evidenziano che un quinto delle ex pazienti di cancro al seno non rientrano al lavoro anche se sarebbero in grado di farlo,

P.  considerando che più donne che uomini sono occupate nel settore del lavoro "sommerso", senza essere assicurate, un fatto che inevitabilmente incide in misura considerevole sulle condizioni, in termini di salute e sicurezza, nelle quali lavorano,

Q. considerando che le donne e gli uomini non rappresentano un gruppo omogeneo e che pertanto le strategie e le misure volte a migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro devono essere adeguate in modo specifico a specifici luoghi di lavoro, tenendo conto del fatto che taluni fattori possono avere sulle donne un impatto diverso che sugli uomini,

1.  si compiace dell'ambizioso obiettivo della Commissione di ridurre in media del 25% il numero degli infortuni sul lavoro nell'UE; riconosce che la cifra potrebbe variare da paese a paese viste le diverse condizioni di partenza, ma ritiene che sia tuttora importante disporre di misure mirate e corredate di un calendario e di impegni finanziari che possano quindi essere misurati e valutati; in assenza di tali misure, chiede alla Commissione di impegnarsi a riferire al Parlamento europeo sui progressi realizzati in una fase intermedia del periodo della strategia;

2.  invita la Commissione e gli Stati membri a tenere debitamente in considerazione non solo le diseguaglianze tra i differenti Stati membri, ma anche quelle all'interno degli stessi, e a impegnarsi per la loro riduzione;

3.  prende atto delle proposte della Commissione di utilizzare, qualora le norme vincolanti non siano attuabili o appropriate, strumenti non vincolanti che diano agli Stati membri la flessibilità necessaria per reperire soluzioni che conseguano i migliori risultati in materia di salute e sicurezza nelle loro particolari circostanze;

4.  si compiace del maggiore accento posto dalla Commissione sulla semplificazione regolamentare e la riduzione degli oneri amministrativi e sottolinea che la semplificazione fornisce sì maggiori benefici ai cittadini ma aiuta anche datori di lavoro e lavoratori a concentrarsi sulla gestione pratica della salute e della sicurezza, in modo da garantire migliori risultati in materia di salute e sicurezza; ritiene di fondamentale importanza che tale semplificazione non pregiudichi in alcun modo il livello di protezione offerto ai lavoratori;

5.  esorta la Commissione a prestare particolare attenzione, nell'ambito della sua strategia, alle attività o ai settori particolarmente inclini al rischio (ad esempio, metallurgia, edilizia, elettricità, attività forestale, ecc.);

6.  esorta la Commissione a coinvolgere maggiormente nel processo l'Agenzia europea di Bilbao per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, a invitarla in particolare a presentare una valutazione sui settori nei quali è maggiore il rischio di infortuni sul lavoro e malattie connesse all'attività lavorativa e del modo in cui vi si può far fronte in modo efficace;

7.  ritiene che il forte accento posto dalla Commissione sull'assistenza alle PMI affinché soddisfino i loro obblighi in materia di salute e sicurezza sia estremamente positivo e sostiene pienamente tale approccio;

8.  deplora il fatto che nella comunicazione non si faccia riferimento ad obiettivi per la riduzione delle malattie professionali, ma è consapevole della difficoltà di misurare questo fenomeno; invita pertanto la Commissione a sottoporre a riesame l'uso e l'attuazione delle attuali procedure statistiche, in modo da individuare e misurare correttamente le malattie professionali, in particolare i tumori, al fine di stabilire obiettivi per la loro riduzione; propone che la Commissione studi la possibilità di trasformare la raccomandazione dell'UE sulle malattie professionali (2003/670) in una direttiva minima;

9.  invita la Commissione ad ampliare il campo d'azione della strategia comunitaria, non limitandosi solo agli infortuni o alle malattie professionali, ma tenendo conto dei determinanti sociali; la salute dei cittadini è determinata, infatti, da più aspetti legati all'ambiente di lavoro: tipo di contratto, condizioni di lavoro e possibilità stessa di lavorare; sottolinea che i mutamenti delle relazioni di lavoro e l'aumento del precariato pongono anche problemi di carattere ambientale, psicologico e sociale, sui quali bisogna intervenire;

10. sottolinea la necessità di considerare la dimensione di genere nel trattare le questioni riguardanti la salute e la sicurezza sul lavoro e si compiace dell'iniziativa della Commissione che chiede che vengano definiti metodi di valutazione di impatto sulla sicurezza e la salute sul lavoro che siano unici secondo la specificità di genere; critica tuttavia il fatto che la comunicazione della Commissione non tenga adeguatamente conto dell'integrazione di genere negli "Obiettivi della strategia comunitaria 2007-2012" e nelle "Valutazioni d'impatto"(11);

11. invita la Commissione a valutare la disponibilità di statistiche disaggregate in base al genere, a livello comunitario, sulle malattie professionali, mortali e no;

12. esorta gli Stati membri ad attuare le direttive esistenti sulla sicurezza e la salute sul lavoro in modo da tenere maggiormente conto del genere e ad effettuare la valutazione dell'impatto di genere di queste direttive;

13. sottolinea che la riabilitazione e la reintegrazione dei lavoratori dopo una malattia o un infortunio sul lavoro sono essenziali e si compiace del fatto che le strategie nazionali pongano un accento particolare su tali aspetti; ritiene importante che i governi garantiscano, nelle loro strategie in materia di salute e sicurezza, l'obbligo di mantenere il posto di lavoro (attraverso la formazione, la riassegnazione dei compiti, ecc.) per chi abbia sofferto una malattia fisica o psichica durante la propria carriera lavorativa;

14. invita la Commissione a raccogliere più cifre e dati in merito ai lavoratori con malattie croniche, ad analizzarne le condizioni di lavoro e ad elaborare una Carta per la protezione dei diritti dei pazienti di cancro e delle persone affette da altre malattie croniche sul luogo di lavoro, onde costringere le imprese a consentire ai pazienti di continuare a lavorare durante le cure e di far ritorno al mercato dell'occupazione una volta terminate tali cure;

15. esprime grave preoccupazione per l'incidenza troppo elevata di infortuni fra i lavoratori temporanei, a breve termine e scarsamente qualificati, che in alcuni Stati membri è almeno doppia rispetto a quella dei lavoratori a tempo indeterminato, riconoscendo però la correlazione tra queste categorie di lavoratori e il loro impiego in settori ad alto rischio come l'edilizia; fa presente che la direttiva 91/383/CEE del Consiglio, del 25 giugno 1991, che completa le misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute durante il lavoro dei lavoratori aventi un rapporto di lavoro a durata determinata o un rapporto di lavoro interinale, stabilisce come regola generale che i lavoratori interinali hanno gli stessi diritti degli altri lavoratori per quanto concerne la salute sul lavoro, ma non prevede meccanismi specifici per l'applicazione pratica di questo principio; chiede alla Commissione di colmare urgentemente questa lacuna;

16. rileva altresì il numero crescente di contratti di lavoro atipici e ribadisce che le condizioni in essi contenute non devono comportare dei rischi per la salute e la sicurezza dei dipendenti e dei lavoratori contrattuali;

17. chiede l'adozione di misure per verificare il rispetto dei diritti in materia di salute e sicurezza delle donne in posti di lavoro atipici, come ad esempio nel caso delle badanti che assistono i malati a domicilio;

18. invita la Commissione e gli Stati membri a tenere pienamente conto delle conseguenze del mutamento demografico sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro; li invita in particolare a rafforzare le misure preventive e ad adottare misure volte a compensare il declino fisico, in particolare attraverso l'ergonomica e la concezione del luogo di lavoro nonché attraverso incentivi volti a mantenere la motivazione, le capacità e la salute dei lavoratori anziani;

19. fa presente il nesso scientificamente dimostrato tra crescente stress sul luogo di lavoro e malattie che ne risultano, in particolare per quanto riguarda le malattie croniche, le malattie cardiache e circolatorie e le malattie dell'apparato motorio;

20. ritiene che sia della massima importanza garantire una migliore applicazione degli attuali strumenti legislativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro e chiede pertanto alla Commissione e agli Stati membri di utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per raggiungere tale obiettivo; le misure da prendere in considerazione dovrebbero comprendere:

a)      requisiti minimi per la qualità dei servizi di prevenzione e di ispezione sul lavoro,

b)     sanzioni più severe,

c)      una migliore valutazione dell'attuazione della normativa,

d)     lo scambio delle migliori prassi,

e)      il rafforzamento della cultura della prevenzione e dei sistemi di allarme preventivo, compreso un maggior accesso della società all'informazione in materia di condizioni di lavoro e di sicurezza sul luogo di lavoro,

f)       un maggiore coinvolgimento dei lavoratori sul luogo di lavoro,

g)       uno stimolo affinché i datori di lavoro soddisfino i loro impegni nel settore della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro,

h)       il rafforzamento del ricorso ad accordi di dialogo sociale;

21. ritiene che la Commissione registri una grave carenza di risorse per controllare adeguatamente l'efficace recepimento e applicazione delle direttive adottate in materia di sicurezza sul luogo di lavoro; ritiene che essa dovrebbe sfruttare tutti gli strumenti a sua disposizione, compreso un ricorso più diffuso alle procedure di violazione;

22. fa presente che la tutela del lavoro e della salute deve applicarsi in ugual misura a tutti i lavoratori dell'Unione europea; che la tutela del lavoro e della salute, in ultima analisi, poggia sul diritto fondamentale all'incolumità fisica e che le deroghe alla normativa in materia di tutela del lavoro e della salute possono pregiudicare la salute dei lavoratori e le pari opportunità e comportare una corsa al ribasso;

23. invita la Commissione ad assumere un uguale impegno per le valutazioni dell'impatto sulla salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, di pari passo con le valutazioni di impatto ambientale;

24. è dell'avviso che le ispezioni sul lavoro costituiscano un fattore essenziale per l'attuazione della normativa sulla salute e la sicurezza; chiede pertanto alla Commissione di:

a)      fornire al SLIC le risorse necessarie per consentirgli di operare in modo efficace, dopo avere esaminato i modi in cui può essere più efficace e fornire un valore ottimale,

b)     sviluppare ulteriormente i sistemi per la condivisione delle conoscenze, in modo da garantire risposte efficaci alle richieste di informazione e cooperazione,

c)      avviare una ricerca per la valutazione dell'efficienza e dell'impatto delle attività ispettive, come proposto dal SLIC, al fine di stabilire obiettivi quantitativi e qualitativi comuni in materia di ispezioni, incoraggiando in tal modo l'utilizzo degli ispettorati come facilitatori per creare un'efficiente ed efficace cultura della salute e della sicurezza presso tutta la forza lavoro,

d)     stabilire modalità di valutazione dei sistemi d'ispezione nazionali, in particolare mediante quadri di valutazione,

e chiede agli Stati membri di:

e)      fornire ai loro ispettorati nazionali personale e mezzi finanziari adeguati,

f)      aumentare il numero degli ispettori del lavoro, in modo da garantire una densità di almeno 1 ispettore ogni 10.000 lavoratori, in linea con le raccomandazioni dell'OIL,

g)      migliorare la qualità del lavoro svolto dagli ispettori offrendo una formazione più multidisciplinare in settori come la psicologia, l'ergonomia, l'igiene, i pericoli per l'ambiente e la tossicologia,

h)      concentrare le ispezioni su settori prioritari e su comparti e imprese ad alto rischio di incidenti e con elevati livelli di gruppi vulnerabili, come lavoratori migranti, lavoratori interinali, lavoratori con un basso livello di qualifiche e di formazione, lavoratori giovani e anziani e lavoratori disabili;

25. riconosce che la prevenzione riveste un'importanza fondamentale e invita la Commissione ad attuare le seguenti misure nell'ambito della strategia:

a)      garantire che i datori di lavoro riconoscano e si assumano le loro responsabilità prevedendo adeguati servizi di prevenzione in tutti i luoghi di lavoro, riconoscendo nel contempo l'importanza di un atteggiamento responsabile dei lavoratori verso la loro propria salute e sicurezza,

b)     adoperarsi affinché i servizi di prevenzione siano pienamente multidisciplinari e riflettano la gerarchia delle misure stabilite dalla direttiva quadro 89/391/CEE,

c)      sottolineare che la valutazione del rischio dovrebbe essere un processo continuo e non un'obbligo una tantum e dovrebbe coinvolgere pienamente il lavoratore,

d)     assicurare che le attività di prevenzione siano svolte per quanto possibile all'interno dell'impresa,

e)      garantire che il monitoraggio della salute vada di pari passo con la prevenzione;

f)      adattare sistematicamente la legislazione relativa alla salute e alla sicurezza sul posto di lavoro per tenere il passo con il progresso tecnologico;

26. sottolinea quanto sia importante che gli Stati membri garantiscano un accesso gratuito ai documenti tecnici e alle norme concernenti la salute e la sicurezza sul posto di lavoro a livello nazionale;

27. si congratula con la Commissione per le proposte sull'istruzione e la formazione contenute nella sua comunicazione e ritiene che quest'aspetto sia cruciale per lo sviluppo di una cultura della prevenzione e che esso dovrebbe costituire un processo continuo, adeguato alle nuove tecnologie disponibili sul posto di lavoro, il che si applica anche ai lavoratori che riprendono l'attività professionale dopo un congedo di malattia o a una sospensione del lavoro dovuta a esigenze di assistenza familiare;

28. ritiene che ai lavoratori e ai rappresentanti per la salute e la sicurezza si debba offrire una formazione e una riconversione professionale specifica nel campo della salute e della sicurezza sul posto di lavoro, prestando particolare attenzione al subappalto, al lavoro temporaneo, al lavoro parziale, alle donne e ai lavoratori immigrati; ritiene che si debba continuare ad utilizzare in tal senso i fondi nazionali e comunitari;

29. ritiene che i datori di lavoro debbano essere obbligati a prevedere visite mediche per i lavoratori a giornata e a tempo parziale;

30. invita la Commissione ad avvalersi appieno dei fondi comunitari esistenti (segnatamente il Fondo sociale europeo) per le questioni relative alla salute e alla sicurezza (prevenzione e sviluppo di una cultura della prevenzione, sensibilizzazione, formazione professionale, apprendimento lungo tutto l'arco della vita, riadattamento e reinserimento dei lavoratori a seguito di una malattia professionale o di un incidente sul lavoro), accordando un'attenzione particolare alle PMI; ritiene che si dovrebbero destinare altri fondi comunitari (segnatamente quelli del 7° programma quadro di ricerca) e nazionali alla ricerca sulle malattie professionali;

31. ritiene necessario, visti gli elevati pericoli cui sono esposti i lavoratori dell'industria mineraria, dell'industria estrattiva, dell'industria siderurgica e della cantieristica, che gli Stati membri e la Commissione liberino risorse sufficienti per i necessari investimenti atti a garantire la salute e la sicurezza sul lavoro;

32. chiede agli Stati membri e alla Commissione di applicare una approccio sistematico che tenga conto del genere e di sviluppare nel contempo strategie comunitarie e nazionali per quanto riguarda la sicurezza e salute sul lavoro e la raccolta dei dati, svolgendo indagini e effettuando ricerche sulla sicurezza e salute sul lavoro; invita gli Stati membri e la Commissione a sfruttare le possibilità di finanziamento offerte in materia dal programma PROGRESS, in particolare nella sezione relativa all'uguaglianza tra uomini e donne;

33. invita gli Stati membri a prendere in considerazione l'adozione di incentivi finanziari per promuovere la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, in particolare sgravi fiscali o preferenza accordata nell'ambito delle gare d'appalto ad imprese sicure e aziende certificate dal punto di vista della salute e della sicurezza, l'introduzione di un sistema "bonus-malus" nelle polizze di assicurazione e contributi per la sicurezza sociale, nonché incentivi finanziari per la sostituzione di attrezzature obsolete o non sicure;

34. propone inoltre che gli Stati membri prendano in considerazione la possibilità di tener conto di talune norme relative alla salute e la sicurezza all'atto dell'assegnazione degli appalti pubblici;

35. alla luce dei cambiamenti sociali ed economici in atto, che influenzano e modificano anche il mercato del lavoro, chiede alla Commissione di incoraggiare buone politiche in materia d'occupazione e condizioni di lavoro dignitose, di sollecitare i datori di lavoro a promuovere stili di vita sani sul luogo di lavoro tramite campagne di promozione della salute sul lavoro, l'applicazione dei divieti di fumo sul luogo di lavoro e programmi di sostegno ai lavoratori fumatori affinché abbandonino il tabagismo, e di assicurare la coerenza della politica in questo ambito rispetto a quella di altri settori, in particolare la sanità pubblica;

36. chiede alla Commissione di avviare una revisione della direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento;

37. ritiene che i problemi di salute legati all'esposizione all'amianto siano ben noti e che la regolamentazione europea sull'amianto sia accettabile; sottolinea che si prevede che in Europa il numero delle malattie causate dall'amianto sarà molto elevato ancora per molti anni; invita pertanto la Commissione ad organizzare un'audizione sulla maniera di affrontare i gravi problemi di salute e di sicurezza sul posto di lavoro legati all'amianto presente negli edifici e in altre costruzioni quali navi, treni e macchinari; invita altresì gli Stati membri a elaborare piani d'azione nazionali sulla progressiva eliminazione dell'amianto, prevedendo fra l'altro l'obbligo di rintracciare l'amianto negli edifici e procedere a una sua rimozione in condizioni di sicurezza;

38. si rammarica che, nonostante le ripetute richieste specifiche del Parlamento europeo, la Commissione non abbia ancora presentato un emendamento legislativo alla direttiva 2000/54/CE per affrontare i gravi rischi cui vanno incontro gli operatori sanitari a causa dell'utilizzo sul lavoro di aghi e dispositivi medici taglienti; invita la Commissione ad accelerare il completamento della valutazione d'impatto attraverso il bando di gara 2007/S 139-171103 e si attende che un adeguato emendamento alla direttiva sia approvato ben prima della fine della legislatura, a metà del 2009, in linea con la risoluzione del Parlamento europeo T6-305/2006; invita la Commissione ad applicare misure di prevenzione e di controllo appropriate, così da ridurre il rischio di contrarre malattie trasmissibili per via ematica come l'epatite C;

39. invita la Commissione a prendere l'iniziativa ai fini dell'elaborazione e dell'approvazione di un codice di condotta europeo sulla prevenzione delle infezioni associate alle cure sanitarie;

40. invita la Commissione a migliorare le condizioni di salute e di sicurezza in ambito sanitario, incluse le case di cura, lanciando misure destinate ad incoraggiare esami di routine del personale sanitario in modo da individuare e trattare al più presto le infezioni contratte o trasmissibili sul lavoro come la MRSA, così da ridurne l'insorgenza;

41. si compiace del requisito previsto per gli Stati membri di elaborare strategie nazionali; sottolinea che tali strategie dovrebbero coprire lo stesso periodo di tempo ed iniziare lo stesso anno, in modo da agevolare il raffronto tra le diverse strategie nazionali e i loro risultati, e che esse dovrebbero stabilire obiettivi chiari e misurabili e concentrarsi in particolare sulle PMI e su gruppi vulnerabili come i lavoratori migranti, i lavoratori giovani e anziani, le donne, i lavoratori interinali e i lavoratori con disabilità;

42. sottolinea quanto sia importante che il posto di lavoro sia reso accessibile e sicuro per i lavoratori disabili, prevedendo una sistemazione ragionevole, attrezzature speciali adattate ai loro bisogni specifici e fornendo i servizi sanitari necessari ai disabili a causa del loro handicap, fra cui i servizi volti a minimizzare la menomazione e a prevenire ulteriori handicap;

43. chiede alla Commissione e agli Stati membri di applicare e far rispettare la direttiva quadro e le disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza per tutti i lavoratori, integralmente e indipendentemente dal loro status giuridico, e di modificare la legislazione attuale per talune professioni a rischio nel caso in cui si sia rivelata inefficace, comprese categorie spesso ignorate come i lavoratori agricoli, il personale sanitario, gli autisti professionali, il personale domestico, i lavoratori a domicilio e i militari, se del caso, nonché di garantire la piena applicazione e il rispetto della direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro; li invita inoltre a prendere in considerazione tutte le opzioni disponibili per estendere, laddove opportuno, le norme UE in materia di salute e sicurezza ai lavoratori autonomi e a quelli dei servizi di lavoro protetto destinati ai disabili;

44. invita gli Stati membri a prendere seriamente in considerazione i diversi rischi relativi alla sicurezza e alla salute sul lavoro dei dipendenti di entrambi i sessi e a prevedere un'infrastruttura sociale e fisica diversa per contrastare tali rischi;

45. sottolinea che la necessità di valutare i rischi cui sono confrontati da una parte gli uomini e dall'altra le donne e di prendere le misure adeguate, non significa reintrodurre politiche protettive di esclusione né sviluppare professioni diverse per uomini e per donne;

46. ritiene che l'obbligo di un datore di lavoro per quanto concerne la sicurezza non dovrebbe esistere solo nei confronti delle persone alle quali è giuridicamente vincolato da un contratto d'impiego, ma anche nei rapporti di subappalto, e che a tal fine gli Stati membri dovrebbero cercare di limitare il numero dei livelli di subappalto e imporre la responsabilità congiunta al contraente principale per gli obblighi dei subappaltatori nei confronti dei loro lavoratori;

47. attende i risultati della seconda fase di consultazione delle parti sociali sulle patologie muscoloscheletriche e chiede alla Commissione di esaminare la possibilità di presentare proposte per una direttiva, data la crescente incidenza di tali patologie e in considerazione del fatto che l'attuale legislazione risulterebbe inadeguata perché non contempla tutte le situazioni di lavoro e non copre tutti i rischi inerenti alle patologie muscoloscheletriche connesse al lavoro; sottolinea la necessità di tenere pienamente conto dei principi scientifici;

48. attende i risultati della seconda fase di consultazione delle parti sociali sulla revisione della direttiva del 2004 concernente l'esposizione ad agenti cancerogeni e ritiene che l'opzione da privilegiare dovrebbe consistere nel modificare tale direttiva per includervi sostanze tossiche per la riproduzione e nel proporre una revisione dei valori limite vincolanti per l'esposizione professionale agli agenti cancerogeni e mutageni elencati nella direttiva, nonché nello stabilire nuovi valori limite di questo tipo per alcuni agenti cancerogeni e mutageni e alcune sostanze tossiche per la riproduzione non ancora inclusi nella direttiva, accordando priorità alla silice cristallina;

49. ricorda che i pericoli per la salute e la sicurezza sul lavoro non riguardano solo il lavoro manuale; chiede una maggiore attenzione alle cause che incidono sullo sviluppo delle malattie mentali e alla salute mentale, ai rischi psicologici e di dipendenza sul luogo di lavoro, come lo stress, le molestie, il mobbing e la violenza; chiede inoltre che sia posto maggiormente l'accento sulle politiche dei datori di lavoro al fine di promuovere una buona salute fisica e mentale;

50. considera fondamentale un maggiore coordinamento con la nuova Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) di Helsinki e la chiarificazione di un certo numero di problemi posti dalle relazioni tra il regolamento (CE) n.1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH)(12) e le altre direttive che concernono la salute nei luoghi di lavoro;

51. invita la Commissione e gli Stati membri a tenere debitamente conto della concomitanza tra l'applicazione della strategia comunitaria e il regolamento REACH; la strategia deve puntare alla complementarità con REACH sulla protezione contro i rischi chimici e deve cogliere l'opportunità di migliorare la prevenzione dei rischi chimici sui luoghi di lavoro nel quadro della messa in opera di REACH;

52. accoglie con favore la conclusione degli accordi quadro fra le parti sociali sullo stress sul lavoro e sulle molestie e la violenza sul luogo di lavoro; si rammarica, tuttavia, del fatto che l''ultimo accordo non affronti espressamente il problema della violenza imputabile a terzi; chiede pertanto alle parti sociali di concludere un accordo multisettoriale su tale questione e invita la Commissione a presentare proposte qualora un siffatto accordo non fosse raggiungibile; fa presente che vari studi dimostrano che i lavoratori temporanei e interinali sono le principali vittime di molestie e violenza sul luogo di lavoro; chiede pertanto che tali accordi tengano particolarmente conto di questi gruppi;

53. mette in evidenza le difficili condizioni di lavoro di molti conducenti di mezzi pesanti che percorrono l'Europa, a causa della scarsa disponibilità di strutture di riposo adeguate; fa presente che l'articolo 12 del regolamento (CE) n. 561/2006 sui tempi di guida e di riposo riconosce esplicitamente l'importanza di un numero sufficiente di punti di sosta appropriati per i conducenti sulla rete autostradale europea; sollecita pertanto la Commissione a dar seguito al progetto pilota per aree di sosta sicure, lanciato dal Parlamento europeo, tenendo conto delle misure raccomandate nel parere del Comitato economico e sociale europeo TEN/290-CESE su parcheggi sicuri e protetti;

54. invita la Commissione a verificare se sia fattibile e vantaggioso per la salute e la sicurezza sul lavoro e per la società in generale che tutti i nuovi edifici destinati ad essere luoghi di lavoro siano provvisti, se opportuno per motivi di sicurezza, di impianti antincendio a pioggia (sprinkler);

55. sottolinea l'importanza di un dialogo continuo fra tutte le parti interessate che coinvolga le autorità pubbliche, i datori di lavoro, i lavoratori, i loro rappresentanti e la società civile, quale strumento chiave per un effettivo sviluppo di elevati standard di salute e sicurezza; tale dialogo dovrebbe portare ad una migliore conoscenza dei rischi reali esistenti per la salute e la sicurezza dei lavoratori nonché delle esigenze e dei bisogni specifici di taluni gruppi di lavoratori a livello di azienda e di settore, nonché alla diffusione delle migliori prassi;

56. sollecita gli Stati membri a garantire un'adeguata rappresentanza delle donne a livello decisionale per quanto riguarda la sicurezza e la salute sul lavoro a tutti i livelli;

57. ritiene che la responsabilità sociale delle imprese costituisca uno degli strumenti efficaci per migliorare la competitività e per garantire condizioni di lavoro più sicure e un migliore ambiente di lavoro; incoraggia pertanto lo scambio di buone pratiche a livello locale, nazionale ed europeo fra gli Stati membri e, in maniera generale, su scala multinazionale; raccomanda inoltre di continuare ad applicare la responsabilità sociale delle imprese su base volontaria, ma come parte integrante delle strategie commerciali per lo sviluppo;

58. è dell'avviso che la rappresentanza dei lavoratori rivesta una grande importanza per ogni politica in materia di salute e sicurezza sul lavoro; ritiene che la correlazione positiva tra presenza di rappresentanti per la salute e la sicurezza sul lavoro e migliore rendimento non possa essere ignorata e chiede alla Commissione e agli Stati membri di promuovere l'approccio partecipativo e assicurare che possibilmente tutti i lavoratori e le lavoratrici abbiano accesso a tali rappresentanti;

59. sottolinea che un posto di lavoro permanente rappresenta un contributo importante ai fini della salute e della sicurezza sul lavoro;

60. è del parere che orari di lavoro eccessivi e periodi di riposo insufficienti siano un fattore determinante nell'aumento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali ed auspica un corretto equilibrio tra vita lavorativa e familiare;

61. si congratula con l'Agenzia di Bilbao e la Fondazione di Dublino per il lavoro compiuto finora e ritiene che le conoscenze e le competenze di questi organi debbano essere sfruttate appieno; è dell'avviso che dovrebbero continuare a fungere da strumenti per la sensibilizzazione, la raccolta, l'analisi e lo scambio di informazioni, lo scambio di buone prassi e la ricerca volta ad anticipare rischi nuovi ed emergenti, sia causati dai cambiamenti sociali che legati alle innovazioni tecniche;

62. ritiene che sia essenziale individuare per tempo e monitorare i nuovi rischi e quelli emergenti – ad esempio, i rischi connessi alle nanotecnologie e quelli psicosociali; incoraggia pertanto l'Osservatorio per i rischi dell'Agenzia di Bilbao ad ampliare la propria attività in materia di valutazione dei rischi e di prevenzione (per quanto concerne il flusso di informazioni) e si attende che la Commissione dia seguito alle sue conclusioni e presenti le proposte necessarie non appena vengono individuati nuovi rischi;

63. raccomanda agli Stati membri di adottare le necessarie misure affinché i lavori difficili o pericolosi non siano disgiunti dai relativi diritti di protezione sociale di cui possono avvalersi i lavoratori interessati sia durante la vita lavorativa che nel periodo della pensione;

64. raccomanda all'Agenzia di Bilbao di effettuare una ricerca specifica sui particolari problemi e rischi cui devono far fronte i lavoratori temporanei ed interinali e quelli impiegati in imprese in subappalto, al fine di consentire alla Commissione e agli Stati membri di contrastare meglio i rischi in questione ed applicare correttamente l'attuale legislazione concernente tali gruppi; riconosce altresì che il tipo di lavoro svolto da questi gruppi, ad esempio nell'edilizia, in taluni Stati membri comporta per sua natura un maggior rischio di incidenti;

65. è dell'avviso che in un contesto globale sia necessario cooperare con le organizzazioni internazionali (OMC, OMS, OIL) e garantire che le convenzioni e gli accordi internazionali sulle norme in materia di salute e sicurezza siano adottati ed applicati da tutte le parti in causa; ritiene che ciò costituisca un fattore importante per mantenere la competitività dell'Unione europea ed evitare che le sue imprese vengano trasferite al di fuori dell'UE alla ricerca di un contesto giuridico più permissivo in relazione alla salute e alla sicurezza; ritiene inoltre che in questo caso si tratti di un problema di tutela dei diritti dell'uomo, che andrebbe quindi affrontato nell'ambito dei negoziati con i paesi terzi;

66. chiede pertanto agli Stati membri di rispettare le disposizioni internazionali relative alla salute e alla sicurezza, e in particolare di ratificare la Convenzione C 187 dell'OIL e di attuare la raccomandazione R-197;

67. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

Traduzione esterna

(1)

GU C 364 del 18.12.2000, pag. 1.

(2)

GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1.

(3)

GU L 262 del 17.10.2000, pag. 21.

(4)

GU L 165 del 27.6.2007, pag. 21.

(5)

GU C 300 E dell'11.12.2003, pag. 165.

(6)

GU C 304 E dell'1.12.2005, pag. 278.

(7)

GU C 303 E del 13.12.2006, pag. 654.

(8)

Testi approvati, P6_TA(2007)0206.

(9)

Testi approvati, P6_TA-PROV(2007)0501.

(10)

Testi approvati, P6_TA(2007)0102.

(11)

SEC(2007)0214, 0215, 0216.

(12)

GU L 396 del 30.12.2006, pag.1


MOTIVAZIONE

Comunicazione della Commissione sulla strategia comunitaria 2007-2012 sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro

La comunicazione della Commissione va accolta con favore e plauso per la particolare attenzione prestata agli infortuni sul lavoro (con la definizione dell’obiettivo della riduzione del 25% in tutta Europa) e l’impegno a sostenere le PMI nell’attuazione dell’attuale quadro normativo. È inoltre estremamente positivo notare il rilievo dato all’istruzione e alla formazione professionale, all’utilizzo degli incentivi finanziari e alle strategie nazionali proposte. Il relatore ritiene tuttavia che la comunicazione sia purtroppo molto carente dal punto di vista delle malattie professionali e dei tumori, di gran lunga più gravi e comuni degli infortuni, e con maggiori costi per la salute dei lavoratori, l’attività delle aziende, la produttività e l’intera società. Il relatore è inoltre deluso dalla mancanza di dettagli concreti su come si prevede di realizzare gli obiettivi e gli intenti delineati. Sono necessari piani di azione dettagliati, che prevedano impegni finanziari e scadenze, e rispetto ai quali sia possibile valutare e monitorare i progressi fatti. Benché vi sia ampio accordo sulle buone intenzioni espresse nella comunicazione, esse si riveleranno inutili se non porteranno all’adozione di alcun tipo di azione concreta.

Attuazione ed esecuzione

La mancata efficace attuazione ed esecuzione e la necessità di notevoli miglioramenti non saranno mai sottolineate a sufficienza, benché il relatore sia convinto che ciò non debba portare ad escludere nuove iniziative, soprattutto per i rischi nuovi ed emergenti. Ciò che è necessario è la giusta combinazione di migliori e più severe ispezioni sul lavoro, prevenzione efficace, incentivi e sanzioni appropriati, oltre alla condivisione delle migliori prassi e all’aumento della partecipazione dei lavoratori.

Categorie ed imprese ad alto rischio

Secondo preoccupanti statistiche, i casi di infortuni sul lavoro e di malattie professionali non sono equamente distribuiti tra tutti i lavoratori. Categorie come i lavoratori immigrati, i lavoratori temporanei, le donne, i giovani e i lavoratori anziani presentano tutti tassi di infortuni sul lavoro e malattie professionali molto più elevati rispetto alla media dell’UE.

Allo stesso modo, anche aziende come le PMI, le micro-imprese, e i settori come quello dell’edilizia, della pesca, dell’agricoltura e dei trasporti presentano tassi molto più elevati, come anche alcuni Stati membri. Secondo il relatore tali aree problematiche facilmente identificabili dovrebbero essere affrontate in via prioritaria.

Il problema è particolarmente grave nel caso di alcune categorie di lavoratori vulnerabili menzionati nel precedente paragrafo. Tali categorie sono spesso impiegate in forme di occupazione atipiche come il telelavoro, contratti di lavoro a breve termine, o sono soggetti a rischi più elevati a causa della non chiara definizione delle responsabilità insite nelle operazioni di esternalizzazione e subappalto. La maggior parte di tali categorie si trovano in genere al livello più basso della scala reddituale e corrono maggiori rischi a causa della mancanza di formazione e informazione sui loro diritti e i rischi insiti nel loro lavoro.

Nelle loro strategie nazionali gli Stati membri devono tenere pienamente conto delle categorie e dei settori ad alto rischio e concentrare l’attenzione sui problemi relativi ai contratti di lavoro atipici.

Inoltre, dal momento che molte di tali categorie ad alto rischio non rientrano attualmente nella direttiva quadro sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, il relatore ritiene che debba essere coperto il maggior numero di lavoratori possibile e che debba essere opportunamente applicato il principio secondo cui tutti i lavoratori devono godere degli stessi diritti in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

Vi è inoltre un forte obbligo di tutelare le donne in gravidanza ed è ormai necessaria una revisione della direttiva sulle lavoratrici gestanti.

Nuove iniziative

In questo campo sono in corso due consultazioni avviate dalla Commissione con le parti sociali riguardo alle patologie muscoloscheletriche (MSD) e agli agenti cancerogeni. Il relatore ritiene che il quadro normativo sia carente da entrambi i punti di vista e che pertanto sia necessario un intervento, in linea con il percorso di azione preferito dalla Commissione, come espresso nei documenti sulla seconda fase della consultazione per le parti sociali.

Lo scenario internazionale

I benefici della cooperazione internazionale sono certamente di grande importanza e presentano vantaggi in termini di miglioramento da parte degli Stati membri dell’UE del loro livello di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, nonché al fine di far sì che i nostri partner commerciali e i paesi vicini non cerchino di ottenere vantaggi di breve periodo (ma in definitiva controproducenti) ricorrendo a standard inferiori per ridurre i costi ed essere più competitivi rispetto ai paesi con maggiori livelli di salute e sicurezza sul lavoro. Ad ogni modo l’aspetto di principale interesse dovrebbe essere il rispetto e la dignità di tutti i lavoratori in tutti i paesi e l’UE è in una posizione forte per garantirlo attraverso i negoziati sul commercio e gli aiuti, nonché grazie all’allettante incentivo dell’adesione.

Altri aspetti

Il presente progetto di relazione non riporta affatto tutti gli aspetti e i punti ritenuti importanti dal relatore, ma per motivi di spazio non è stato possibile menzionarli tutti. Essi meritano tuttavia attenzione nella risoluzione finale del Parlamento europeo.


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (22.11.2007)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulla strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro

(2007/2146 (INI))

Relatore per parere: Georgs Andrejevs

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  chiede alla Commissione di seguire attentamente l'attuazione della normativa comunitaria in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro adottando le misure necessarie in caso di inosservanza e di individuare i settori in cui esistono lacune e si rendono necessarie misure legislative nuove o riviste per evitare disuguaglianze fra gli Stati membri;

2.  invita tutti gli Stati membri che non l'hanno ancora fatto ad elaborare strategie nazionali e a definire obiettivi quantitativi per la valutazione dei progressi compiuti nel campo della salute e della sicurezza; chiede inoltre agli Stati membri di valutare tali strategie ad intervalli regolari e di riferire alla Commissione in merito alle loro conclusioni;

3.  incoraggia vivamente la Commissione ad utilizzare i Fondi strutturali, in particolare il Fondo sociale, e tutti gli altri strumenti disponibili quali incentivi economici da fornire alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese, affinché vadano oltre la legislazione in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro;

4.  propone inoltre che gli Stati membri prendano in considerazione la possibilità di tener conto di talune norme relative alla salute e la sicurezza all'atto dell'assegnazione degli appalti pubblici;

5.  ricorda che i pericoli per la salute e la sicurezza sul lavoro non riguardano solo il lavoro manuale; chiede una migliore individuazione dei rischi per la salute collegati al lavoro in tutti i settori; chiede una maggiore attenzione alle cause che incidono sullo sviluppo delle malattie mentali e alla salute mentale, ai rischi psicologici e di dipendenza sul luogo di lavoro, come lo stress, le molestie, il mobbing e la violenza; chiede inoltre che sia posto maggiormente l'accento sulle politiche dei datori di lavoro al fine di promuovere una buona salute fisica e mentale;

6.  chiede alla Commissione di prestare particolare attenzione agli sviluppi in campo tecnologico, organizzativo ed economico, ad esempio la rapida introduzione di nuove tecnologie e nuove forme di lavoro, che possono far emergere nuovi rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro;

7.  alla luce dei cambiamenti sociali ed economici in atto, che influenzano e modificano anche il mercato del lavoro, chiede alla Commissione di incoraggiare buone politiche in materia d'occupazione e condizioni di lavoro dignitose, di sollecitare i datori di lavoro a promuovere stili di vita sani sul luogo di lavoro tramite campagne di promozione della salute sul lavoro, l'applicazione dei divieti di fumo sul luogo di lavoro e programmi di sostegno ai lavoratori fumatori affinché abbandonino il tabagismo, e di assicurare la coerenza della politica in questo ambito rispetto a quella di altri settori, in particolare la sanità pubblica.

8.  invita il Consiglio e la Commissione a stabilire un calendario per la revisione della direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro(1), in modo da includere quelli tossici per la riproduzione e da fissare dei valori limite obbligatori per le sostanze cancerogene, mutagene e reprotossiche, il cui divieto è ancora difficile;

9.  considera fondamentale un maggiore coordinamento con la nuova Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) di Helsinki e la chiarificazione di un certo numero di problemi posto dalle relazioni tra il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH)(2) e le altre direttive che concernono la salute nei luoghi di lavoro;

10. invita la Commissione e gli Stati membri a tenere conto della concomitanza tra l'applicazione della Strategia comunitaria e il regolamento REACH; la Strategia deve puntare alla complementarità con REACH sulla protezione contro i rischi chimici e deve cogliere l'opportunità di migliorare la prevenzione dei rischi chimici sui luoghi di lavoro nel quadro della messa in opera di REACH;

11. sollecita la Commissione a riconoscere l'importanza della rappresentanza dei lavoratori per una politica di prevenzione degli incidenti sul lavoro a tenere conto della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro(3), la cui applicazione ha dato risultati rimarchevoli in termini di sicurezza e prevenzione nelle imprese i cui lavoratori sono meglio rappresentati;

12. ritiene fondamentale introdurre un uguale impegno verso la costante valutazione dell'impatto sulla salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, di pari passo con le valutazioni di impatto ambientale;

13. considera necessario un ulteriore impegno da parte della Commissione e degli Stati membri per identificare non solo, come è stato fatto, i settori produttivi più a rischio, ma soprattutto i soggetti sensibili, quali gli immigrati, i più giovani e i lavoratori anziani;

14. invita la Commissione ad ampliare il campo d'azione della Strategia, non limitandosi solo agli infortuni o alle malattie professionali, ma tenendo conto dei determinanti sociali; la salute dei cittadini è determinata, infatti, da più aspetti legati all'ambiente di lavoro: tipo di contratto, condizioni di lavoro e possibilità stessa di lavorare; i mutamenti delle relazioni di lavoro e l'aumento del precariato pongono anche problemi di carattere ambientale, psicologico e sociale, sui quali bisogna intervenire;

15. invita la Commissione e gli Stati membri a tenere in considerazione e a impegnarsi per ridurre non solo le diseguaglianze tra i differenti Stati membri, ma anche quelle all'interno degli stessi.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.11.2007

Esito della votazione finale

+ :

– :

0 :

27
2
0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Georgs Andrejevs, Margrete Auken, Irena Belohorská, Johannes Blokland, Avril Doyle, Mojca Drčar Murko, Edite Estrela, Jill Evans, Cristina Gutiérrez-Cortines, Satu Hassi, Jens Holm, Marie Anne Isler Béguin, Dan Jørgensen, Eija-Riitta Korhola, Linda McAvan, Roberto Musacchio, Riitta Myller, Miroslav Ouzký, Dimitrios Papadimoulis, Dagmar Roth-Behrendt, Karin Scheele, Carl Schlyter, Richard Seeber, Antonios Trakatellis, Thomas Ulmer

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Kathalijne Maria Buitenweg, Philip Bushill-Matthews, Milan Gaľa, Karsten Friedrich Hoppenstedt, Alojz Peterle

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

 

(1)

GU L 158 del 30.4.2004, pag. 50.

(2)

GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1.

(3)

GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (27.11.2007)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulla strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro

(2007/2146(INI))

Relatore per parere: Romano Maria La Russa

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  esprime preoccupazione per il fatto che, sebbene i dati statistici disponibili mostrino che il tasso di infortuni mortali o gravi è in costante diminuzione, nell'UE un'ampia percentuale di lavoratori ritiene che la propria salute o la propria sicurezza siano minacciate dallo svolgimento dell'attività lavorativa;

2.  rileva altresì il numero crescente di contratti di lavoro atipici e ribadisce che le condizioni in essi contenute non devono comportare dei rischi per la salute e la sicurezza dei dipendenti e dei lavoratori contrattuali;

3.  ritiene che i datori di lavoro debbano essere obbligati a prevedere, in primo luogo, visite mediche per i lavoratori a giornata e a tempo parziale nonché, in secondo luogo, istruzioni per la sicurezza e la prevenzione degli infortuni sul lavoro per tutte le categorie di lavoratori;

4.  ritiene necessario, visti gli elevati pericoli cui sono esposti i lavoratori dell'industria mineraria, dell'industria estrattiva, dell'industria siderurgica e della cantieristica, che gli Stati membri e la Commissione liberino risorse sufficienti per i necessari investimenti atti a garantire la salute e la sicurezza sul lavoro;

5.  plaude all'obiettivo proposto dalla Commissione di ridurre il tasso di incidenza degli infortuni sul lavoro del 25% entro il 2012;

6.  invita la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi per una piena copertura, sul piano della salute e della sicurezza, estesa a tutti i lavoratori, inclusi quelli nel settore dell'economia informale, i lavoratori a tempo parziale, i lavoratori contrattuali e i subappaltatori;

7.  ribadisce l'obiettivo di aumentare la percentuale di donne attive sul mercato del lavoro e sottolinea la necessità che esso si traduca in termini di durata, orario e prevedibilità del lavoro al fine di garantire un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata; invita la Commissione e gli Stati membri a considerare prioritari gli investimenti negli asili nido e nelle scuole materne a mezza giornata o a giornata intera, al fine di consentire alle giovani coppie di conciliare la vita familiare con la vita professionale;

8.  sottolinea il ruolo delle PMI quali datori di lavoro, poiché rappresentano oltre il 65% della popolazione attiva dell'UE; nota con preoccupazione che i settori in cui vi è la maggiore offerta di occupazione da parte delle PMI sono ritenuti pericolosi; chiede pertanto che si compiano maggiori sforzi per assistere le PMI in materia di salute e di sicurezza sul lavoro; a tale proposito accoglie con favore le iniziative intese a diffondere informazioni e fornire assistenza tecnica, pur ponendo ulteriormente l'accento sulla necessità di fornire un sostegno finanziario alle PMI; invita tutti gli Stati membri a firmare e ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei lavoratori migranti e dei propri familiari e ad impegnarsi congiuntamente per migliorare l'accesso alla formazione professionale in particolare dei lavoratori a tempo parziale e dei lavoratori contrattuali, al fine di consentire loro di trovare un posto di lavoro più stabile;

9.  invita gli Stati membri a emanare normative affinché le imprese assicuratrici, che offrono una copertura assicurativa in caso di infortuni e malattie professionali, garantiscano un sostegno finanziario alle PMI;

10. invita gli Stati membri a varare normative intese a obbligare le imprese a mettere a disposizione dei propri dipendenti servizi psicologici; raccomanda in questo senso alle PMI di avvalersi del servizio di specialisti e alle imprese che contano oltre 500 dipendenti di prevedere uno specialista (psicologo, terapeuta, religioso) ogni 500 dipendenti;

11. invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare strategie e misure intese a integrare nel mercato del lavoro persone con disabilità che hanno la possibilità e la volontà di lavorare; raccomanda di includere anche misure tese all'aggiornamento professionale delle persone con disabilità;

12. raccomanda agli Stati membri di adottare le necessarie misure affinché i lavori difficili o pericolosi non siano disgiunti dai relativi diritti di protezione sociale di cui possono avvalersi i lavoratori interessati sia durante la vita lavorativa che nel periodo della pensione;

13. sostiene un'attiva promozione della partecipazione ai sindacati europei ed esorta la Commissione a creare un quadro giuridico per incoraggiare le parti sociali a partecipare a negoziazioni transfrontaliere; invita la Commissione e gli Stati membri a finanziare la formazione di rappresentanti dei lavoratori che si impegnino per la tutela e la promozione dei diritti in materia di sicurezza e protezione della salute sul lavoro.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

22.11.2007

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Březina, Jerzy Buzek, Pilar del Castillo Vera, Giles Chichester, Den Dover, Nicole Fontaine, Adam Gierek, Norbert Glante, Umberto Guidoni, András Gyürk, David Hammerstein, Erna Hennicot-Schoepges, Ján Hudacký, Romana Jordan Cizelj, Werner Langen, Anne Laperrouze, Eluned Morgan, Angelika Niebler, Reino Paasilinna, Miloslav Ransdorf, Vladimír Remek, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Paul Rübig, Andres Tarand, Radu Ţîrle, Catherine Trautmann, Claude Turmes, Nikolaos Vakalis, Alejo Vidal-Quadras

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Joan Calabuig Rull, Neena Gill, Lambert van Nistelrooij, Vladimir Urutchev

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Umberto Pirilli


PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (20.11.2007)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

su una strategia comunitaria 2007-2012 sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro

(2007/2146(INI))

Relatrice per parere: Edit Bauer

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che i rischi per la sicurezza e la salute delle donne sul lavoro sono stati sottovalutati e trascurati rispetto a quanto avviene per gli uomini, in termini sia di prevenzione che di ricerca(1),

B.  considerando che più donne che uomini sono occupate nel settore del lavoro "sommerso", senza essere assicurate, un fatto che inevitabilmente incide in misura considerevole sulle condizioni, in termini di salute e sicurezza, nelle quali lavorano,

C. considerando che, secondo studi e calcoli, sono le donne occupate in settori caratterizzati da elevati ritmi di lavoro e dalla mancanza di adeguate norme ergonomiche a dover affrontare i rischi maggiori per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro,

D. considerando che i problemi di salute più gravi manifestati dalle donne e causati dalle loro condizioni di lavoro riguardano patologie muscolo-scheletriche e problemi psicologici,

E.  considerando che il quadro delle direttive per la sicurezza e la salute sul lavoro è neutrale nella sua impostazione di genere e ciò fa sì che i rischi specifici in termini di sicurezza e salute sul lavoro cui sono esposte le lavoratrici non ricevano una attenzione sufficiente,

F.  considerando che nell'UE molti lavoratori, sia uomini che donne, sono esposti a rischi diversi sul posto di lavoro, ad esempio ad agenti chimici, biologici e fisici, a condizioni ergonomiche nocive, ad un complesso mix di pericolo d'infortuni e rischi per la sicurezza oltre a vari fattori di rischio di natura psico-sociale,

G. considerando che le donne e gli uomini non rappresentano un gruppo omogeneo e che pertanto le strategie e le misure volte a migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro devono essere adeguate in modo specifico a specifici luoghi di lavoro, tenendo conto del fatto che taluni fattori possono avere sulle donne un impatto diverso che sugli uomini,

H. considerando che i rischi che le lavoratrici corrono sul posto di lavoro differiscono in modo significativo da quelli che affrontano gli uomini, da un lato perché, in pratica, le donne tendono ad essere impiegate in categorie occupazionali tipicamente "femminili" e, dall'altra, perché la combinazione tra le crescenti responsabilità sul lavoro e altrove sono fonte di ulteriori oneri e rischi per la loro salute mentale e fisica,

I.   considerando la necessità di tener conto della direttiva del Consiglio 92/85/CEE, del 19 ottobre 1992, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento e della direttiva del Consiglio 86/613/CEE, dell'11 dicembre 1986, relativa all'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità,

J.   considerando che gli infortuni denunciati e le statistiche sulle malattie potrebbero fornire l'indicatore più diretto per un raffronto dei rischi ai quali sono esposti uomini e donne,

K. considerando che la gestione dell'impatto delle politiche può essere migliorato solo tenendo conto delle differenze, in termini di salute, tra donne e uomini,

1.  sottolinea la necessità di considerare la dimensione di genere nel trattare le questioni riguardanti la salute e la sicurezza sul lavoro e si compiace dell'iniziativa della Commissione che chiede che vengano definiti metodi di valutazione di impatto sulla sicurezza e la salute sul lavoro che siano unici secondo la specificità di genere; critica tuttavia il fatto che la comunicazione della Commissione non tenga adeguatamente conto dell'integrazione di genere negli "Obiettivi della strategia comunitaria 2007-2012" e nelle "Valutazioni d'impatto"(2);

2.  constata con rammarico che la mancata denuncia di infortuni e malattie è una prassi comune e che i criteri ufficiali per la denuncia spesso non coprono tutte le categorie di lavoratori, ad esempio gli occupati nell'economia informale, la maggior parte dei quali sono donne;

3.  invita la Commissione a valutare la disponibilità di statistiche disaggregate in base al genere, a livello comunitario, sulle malattie professionali;

4.  esorta gli Stati membri ad attuare le direttive esistenti sulla sicurezza e la salute sul lavoro in modo da tenere maggiormente conto del genere, ad applicare la valutazione dell'impatto che queste direttive hanno sul genere e a ratificare la Convenzione OIL del 2006 relativa al contesto promozionale per la sicurezza e la salute sul lavoro;

5.  invita gli Stati membri a prendere seriamente in considerazione i diversi rischi relativi alla sicurezza e alla salute sul lavoro dei dipendenti di entrambi i sessi e a prevedere un'infrastruttura sociale e fisica diversa per contrastare tali rischi;

6.  invita gli Stati membri ad adottare, nel quadro della promozione dell'occupazione dei lavoratori anziani, misure di protezione della salute e della sicurezza sul lavoro, adatte ai bisogni dei lavoratori anziani, tenendo conto delle specificità delle donne e degli uomini;

7.  invita gli Stati membri ad assicurare il funzionamento efficace degli organismi d'ispezione, con l'obiettivo di migliorare l'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, riservando un'attenzione particolare alle donne e alla maternità;

8.  sottolinea che un posto di lavoro permanente rappresenta un contributo importante ai fini della salute e della sicurezza sul lavoro;

9.  sottolinea la necessità di investigare le conseguenze che l'impiego di attrezzature di lavoro e l'ambiente di lavoro hanno sulle gestanti e le donne che allattano;

10. sollecita gli Stati membri a garantire una adeguata rappresentazione delle donne a livello decisionale per quanto riguarda la sicurezza e la salute sul lavoro a tutti i livelli;

11. invita la Commissione a garantire la partecipazione delle donne in seno al Comitato degli alti responsabili dell'ispettorato del lavoro al fine di assicurare una migliore considerazione dei loro diritti e delle loro esigenze distinte e specifiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

12. sollecita gli Stati membri a migliorare la prevenzione dei rischi derivanti dal lavoro quale parte di un approccio olistico alla sicurezza e salute sul lavoro, mettendo in particolare l'accento sull'informazione e la formazione dei lavoratori, e ad includere fra i temi della sicurezza e salute sul lavoro un equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, per tener conto del duplice carico di lavoro che le donne devono sostenere, nonché a promuovere tale equilibrio; ritiene che, in tale contesto, sia inoltre opportuno tener conto del fatto che, sul mercato del lavoro, un numero maggiore di donne sono occupate in posti precari, rispetto agli uomini;

13. ritiene che garantire l'accessibilità incondizionata ai servizi sanitari costituisca la forma più urgente e necessaria di protezione della maternità; invita gli Stati membri a prendere le misure indispensabili per garantire il pieno accesso alle cure sanitarie, a parità di condizioni, anche alle madri che lavorano, senza essere assicurate, nel settore informale dell'economia sommersa, nonché a quelle che lavorano a casa senza percepire alcuna retribuzione;

14. sottolinea che la necessità di valutare i rischi cui sono confrontati da una parte gli uomini e dall'altra le donne e di prendere le misure adeguate, non significa reintrodurre politiche protettive di esclusione né sviluppare professioni diverse per uomini e per donne;

15. chiede agli Stati membri e alla Commissione di applicare una approccio sistematico che tenga conto del genere e di sviluppare nel contempo strategie comunitarie e nazionali per quanto riguarda la sicurezza e salute sul lavoro e la raccolta dei dati, svolgendo indagini e effettuando ricerche sulla sicurezza e salute sul lavoro; invita gli Stati membri e la Commissione a sfruttare le possibilità di finanziamento offerte in materia dal programma PROGRESS, in particolare nella sezione relativa all'uguaglianza tra uomini e donne;

16. invita gli Stati membri e la Commissione ad esaminare più attentamente nuovi fattori di rischio, quali le molestie, la violenza e i maltrattamenti da parte di clienti sul luogo di lavoro e nei settori di servizio pubblico i cui addetti sono soprattutto donne,

17. chiede agli Stati membri di adottare misure specifiche al fine di permettere una buona reintegrazione professionale delle persone che hanno dovuto sospendere temporaneamente la loro attività a causa di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale; constata che le donne, anche se globalmente meno esposte degli uomini, sono maggiormente interessate da determinati problemi di salute, come le patologie muscolo-scheletriche;

18. chiede l'adozione di misure per verificare il rispetto dei diritti in materia di salute e sicurezza delle donne in posti di lavoro atipici, come ad esempio nel caso delle badanti che assistono i malati a domicilio;

19. richiama l'attenzione sul fatto che le condizioni igieniche assicurate ai dipendenti nelle piccole e medie imprese potrebbero essere peggiori di quelle che si registrano nelle imprese di maggiori dimensioni, anche se operanti nello stesso settore o in un settore analogo; invita quindi gli Stati membri ad introdurre misure adeguate al fine di incoraggiare e sostenere la sicurezza e la salute sul lavoro nelle piccole e medie imprese e di assicurare un livello elevato di protezione ai lavoratori nel quadro dei contratti di subappalto, caratterizzati da una forte presenza femminile;

20. sottolinea la necessità di inserire concetti quali il pericolo, il rischio e la prevenzione nei programmi scolastici e nei sistemi d'insegnamento, in generale, quale strumento efficace per costruire una cultura forte e sostenuta della sicurezza e della salute, basata sulla prevenzione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.11.2007

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Edit Bauer, Hiltrud Breyer, Ilda Figueiredo, Věra Flasarová, Lívia Járóka, Piia-Noora Kauppi, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Esther De Lange, Roselyne Lefrançois, Siiri Oviir, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Zita Pleštinská, Anni Podimata, Christa Prets, Teresa Riera Madurell, Eva-Britt Svensson, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jill Evans, Iratxe García Pérez, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Donata Gottardi, Anna Hedh, Filiz Hakaeva Hyusmenova

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

 

(1)

OSHA, Fact sheets 42.

(2)

SEC(2007)0214, 0215, 0216.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.12.2007

Esito della votazione finale

+ :

– :

0 :

40

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Andersson, Edit Bauer, Emine Bozkurt, Iles Braghetto, Philip Bushill-Matthews, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Luigi Cocilovo, Jean Louis Cottigny, Proinsias De Rossa, Richard Falbr, Carlo Fatuzzo, Ilda Figueiredo, Joel Hasse Ferreira, Roger Helmer, Stephen Hughes, Karin Jöns, Jean Lambert, Raymond Langendries, Elizabeth Lynne, Thomas Mann, Jan Tadeusz Masiel, Jiří Maštálka, Ana Mato Adrover, Maria Matsouka, Elisabeth Morin, Csaba Őry, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Rovana Plumb, Bilyana Ilieva Raeva, José Albino Silva Peneda, Kathy Sinnott, Ewa Tomaszewska, Anne Van Lancker, Gabriele Zimmer

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Françoise Castex, Sepp Kusstatscher, Claude Moraes, Ria Oomen-Ruijten, Thomas Ulmer, Glenis Willmott

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

 

Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2008Avviso legale