– vista la Convenzione UNESCO sulla protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali del 2005,
– vista la direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2007 che modifica la direttiva del Consiglio 89/552/CEE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive, e in particolare il considerando 37 e l'articolo 26 della direttiva 89/552/CEE concernente l'esercizio delle attività televisive(1),
– vista la decisione n. 854/2005/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 maggio 2005 che istituisce un programma comunitario pluriennale inteso a promuovere un uso più sicuro di Internet e delle nuove tecnologie online(2),
– vista la decisione n. 1718/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 novembre 2006 relativa all’attuazione di un programma di sostegno al settore audiovisivo europeo (MEDIA 2007)(3),
– vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 dicembre 2006 relativa alla tutela dei minori e della dignità umana e al diritto di rettifica relativamente alla competitività dell’industria europea dei servizi audiovisivi e d’informazione in linea (2006/952/CE)(4),
– vista la raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente(5)
– vista la comunicazione della Commissione del 20 dicembre 2007 "Un approccio europeo all’alfabetizzazione mediatica nell’ambiente digitale" (COM(2007)0833),
– visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione sul pluralismo dei media negli Stati membri dell’Unione europea (SEC(2007)0032),
– vista la comunicazione del 1° giugno 2005 "i2010 – Una società europea dell’informazione per la crescita e l’occupazione" (COM(2005)0229),
– vista la sua risoluzione del 20 novembre 2002 sulla concentrazione dei media(6),
– vista la sua risoluzione del 6 settembre 2005 su "Televisione senza frontiere"(7),
– vista la sua risoluzione del 27 aprile 2006 sulla transizione dalla radiodiffusione analogica alla radiodiffusione digitale: un’opportunità per la politica europea dell’audiovisivo e la diversità culturale(8),
– viste le conclusioni del Consiglio del 22 maggio 2008 sulle competenze interculturali(9), e in particolare su un approccio europeo all’alfabetizzazione mediatica nell’ambiente digitale,
– vista la dichiarazione di Grünwald dell’UNESCO sull’educazione ai media del 1982,
– vista l’agenda di Parigi dell’UNESCO del 2007: dodici raccomandazioni sull’educazione ai media,
– vista la raccomandazione (Rec(2006)12) del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa agli Stati membri relativa alla responsabilizzazione dei bambini nel nuovo contesto dell’informazione e della comunicazione,
– visto l’articolo 45 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per la cultura e l’istruzione (A6-0461/2008),
A. considerando che i media si fanno sentire in politica e nella vita quotidiana e della società; che la forte concentrazione dei media può mettere in pericolo il pluralismo dei mezzi d'informazione; che l’alfabetizzazione mediatica rappresenta quindi una componente importante della cultura politica e della partecipazione attiva dei cittadini dell'Unione,
B. considerando che sono coinvolti tutti i tipi di media audiovisivi o stampati, classici e digitali e che si sta verificando una convergenza tra le diverse forme di media dal punto di vista tecnico e contenutistico; che grazie alle tecnologie innovative i nuovi mass media penetreranno sempre più a fondo in tutti i settori della vita, richiedendo un ruolo più attivo agli utenti, e che anche le social communities, i blog e i videogiochi sono forme mediatiche,
C. considerando che per i giovani utenti dei media la fonte primaria di informazioni è soprattutto Internet; che nell’utilizzo di questo strumento essi dispongono di una conoscenza orientata in base alle proprie esigenze ma priva di sistematicità; che invece gli adulti si informano prevalentemente tramite la radio, la televisione, i giornali e le riviste; che pertanto l'alfabetizzazione mediatica, nell'attuale panorama dei mezzi di informazione, deve rispondere sia alle sfide dei nuovi media –in particolare alle possibilità di interazione e partecipazione creativa ad essi connesse – che alle conoscenze richieste dai mezzi di informazione tradizionali che continuano a rappresentare la fonte principale di informazione dei cittadini,
D. considerando che le nuove tecnologie dell'informazione possono sommergere gli utenti inesperti con una moltitudine di informazioni indifferenziate, cioè non ordinate per importanza, e che tale eccesso di informazione può rappresentare un problema altrettanto importante della mancanza di informazione,
E. considerando che una buona formazione in materia di utilizzo della tecnologia dell’informazione e dei media, rispettosa dei diritti e delle libertà altrui,migliora notevolmente la qualificazione professionale del singolo e, dal punto di vista macroeconomico, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona,
F. considerando che l'accesso generalizzato alle tecnologie della comunicazione offre a tutti la possibilità di trasmettere informazioni e diffonderle a livello mondiale, trasformando ogni utente di Internet in un potenziale giornalista, e che un'adeguata alfabetizzazione mediatica è necessaria non solo per comprendere le informazioni ma anche per la capacità di produrre e diffondere contenuti mediatici; considerando che le conoscenze di informatica da sole non comportano pertanto automaticamente una maggiore alfabetizzazione mediatica,
G. considerando che per quanto riguarda lo sviluppo delle reti di telecomunicazione e l'avanzata delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), vanno constatate grandi differenze non solo tra gli Stati membri, ma anche tra le regioni, in particolare tra le aree periferiche e rurali, il che comporta il pericolo di un continuo allargamento del divario digitale nell'Unione europea,
H. considerando che le scuole rivestono un ruolo fondamentale nella formazione di persone capaci di comunicare e giudicare con cognizione di causa e che tra gli Stati membri e le regioni esistono grandi differenze in materia di educazione ai media e nel livello di partecipazione e utilizzo delle TIC nell'insegnamento; considerando che l'educazione ai media deve essere impartita in primo luogo da insegnanti con una competenza mediatica e che hanno ricevuto un'apposita formazione in materia,
I. considerando che l'educazione ai media assolve a un ruolo determinante ai fini del conseguimento di un elevato livello di alfabetizzazione mediatica, componente importante dell'educazione politica che aiuta le persone a rafforzare il loro comportamento di cittadini attivi e la loro consapevolezza in materia di diritti e doveri; che, inoltre, cittadini bene informati e politicamente maturi rappresentano la base di una società pluralistica; che la produzione di contenuti e prodotti mediatici propri permette di acquisire competenze che consentono una più profonda comprensione dei principi e dei valori dei contenuti mediatici prodotti dai professionisti,
J. considerando che le attività di pedagogia dei media dedicate agli anziani sono meno consolidate rispetto a quelle per i giovani e che nelle persone più anziane si notano spesso paure e barriere nei confronti dei nuovi media,
K. considerando che i pericoli che minacciano la sicurezza dei dati personali diventano sempre più subdoli e numerosi e che ciò costituisce un rischio elevato per gli utenti inesperti,
L. considerando che l'alfabetizzazione mediatica rappresenta un'imprescindibile competenza chiave nella società dell'informazione e della comunicazione,
M. considerando che i mezzi di informazione schiudono opportunità di comunicazione ed apertura su scala mondiale, sono pilastri fondamentali delle società democratiche e veicoli del sapere e dell'informazione; che i nuovi media digitali offrono possibilità positive e creative in termini di partecipazione e comportano pertanto un miglioramento della partecipazione dei cittadini ai processi politici,
N. considerando che i dati attualmente disponibili non permettono di valutare con precisione lo stato dell'alfabetizzazione mediatica nell'Unione europea,
O. considerando che l'importanza decisiva dell'alfabetizzazione mediatica è stata evidenziata anche dall'UNESCO, ad esempio nella Dichiarazione di Grünwald sull'educazione ai media (1982) e nell'Agenda di Parigi - dodici raccomandazioni per l'educazione ai media (2007),
Considerazioni generali
1. accoglie favorevolmente la comunicazione della Commissione, ma ritiene che siano necessari altri miglioramenti nella formulazione di un approccio europeo per la promozione dell’alfabetizzazione mediatica, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento dei media classici e il riconoscimento dell’importanza dell’educazione ai media;
2. accoglie con favore le conclusioni in merito del Consiglio "Istruzione, gioventù e cultura" del 21 e 22 maggio 2008; si aspetta che gli Stati membri si impegnino espressamente per la promozione dell’alfabetizzazione mediatica e propone di rafforzare con esperti in materia di formazione il comitato di contatto degli Stati membri, previsto dalla direttiva sui servizi di media audiovisivi;
3. invita la Commissione ad approvare una raccomandazione e a elaborare un piano d'azione sull'alfabetizzazione mediatica; invita la Commissione ad organizzare nel 2009 una riunione del comitato di contatto sui servizi dei media audiovisivi, al fine di permettere uno scambio di informazioni e di instaurare una collaborazione efficace e regolare;
4.chiede alle autorità competenti per la regolamentazione delle comunicazioni audiovisive ed elettroniche di collaborare ai vari livelli per un miglioramento dell'alfabetizzazione mediatica; riconosce la particolare necessità di sviluppare a livello nazionale codici di condotta ed iniziative regolamentari comuni; ribadisce la necessità che tutte le parti siano coinvolte nella promozione di uno studio sistematico e di un'analisi regolare dei vari aspetti e delle diverse dimensioni dell'alfabetizzazione mediatica;
5. suggerisce alla Commissione di avvalersi del gruppo di esperti sull’educazione ai media anche per discutere gli aspetti relativi all'educazione mediatica, e che il gruppo si riunisca e si consulti regolarmente con i rappresentanti di tutti gli Stati membri;
6. ribadisce che oltre ai politici e ai giornalisti, alle emittenti radiotelevisive e alle imprese mediatiche, sono soprattutto le entità locali come biblioteche, centri d'istruzione per adulti, centri civici culturali e mediatici, scuole di qualificazione e di perfezionamento professionale, mezzi d'informazione dei cittadini (come i canali aperti), che possono contribuire attivamente alla promozione dell'alfabetizzazione mediatica;
7. esorta la Commissione, facendo riferimento all’articolo 26 della direttiva sui servizi di media audiovisivi, a elaborare indicatori per misurare l’alfabetizzazione mediatica al fine di incentivarla a lungo termine nell’Unione europea;
8. nota che per alfabetizzazione mediatica si intende la capacità di utilizzare autonomamente i vari media, di comprendere e valutare con cognizione di causa i diversi aspetti dei mezzi di comunicazione e dei contenuti mediatici nonché di comunicare in contesti eterogenei e di produrre e diffondere contenuti mediatici; constata inoltre che la molteplicità di fonti disponibili presuppone soprattutto la capacità di filtrare e classificare le informazioni ricercate nella marea di dati e immagini offerte dai nuovi media;
9. sottolinea che l'educazione ai media rappresenta un elemento fondamentale della politica di informazione dei consumatori, dell'approccio consapevole e competente alle questioni del diritto d'autore, della partecipazione democratica attiva dei cittadini e della promozione del dialogo interculturale;
10. incoraggia la Commissione a sviluppare ulteriormente la propria politica di promozione della competenza mediatica in cooperazione con tutti gli organismi dell’Unione e gli enti territoriali locali e regionali, nonché a rafforzare la cooperazione con l’UNESCO e il Consiglio d’Europa;
Gruppi target e obiettivi
11. sottolinea che le attività di educazione ai media devono coinvolgere tutti i cittadini: bambini, giovani, adulti, anziani e persone disabili;
12. fa presente che l'alfabetizzazione mediatica inizia a casa imparando come scegliere i servizi offerti dai media - da cui l'importanza dell'educazione ai media per i genitori che svolgono un ruolo determinante nel formare le abitudini dei figli nell'uso dei media - e prosegue a scuola e durante l'apprendimento permanente ed è corroborata dall'attività delle autorità nazionali, statali e regolamentari nonché dal lavoro dei professionisti e degli organismi del settore dei media;
13. rileva che gli obiettivi in materia di educazione ai media sono l’utilizzo competente e creativo dei mezzi di comunicazione e dei rispettivi contenuti, l’analisi critica dei prodotti mediatici, la comprensione del funzionamento dell’industria dei media e la produzione autonoma di contenuti mediatici;
14. raccomanda che l’educazione ai media fornisca informazioni sugli aspetti legati ai diritti d’autore e sull'importanza del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare per quanto concerne Internet nonché sulla sicurezza dei dati, il rispetto della vita privata e il diritto all'autodeterminazione informativa; sottolinea la necessità di rendere consapevoli gli utenti dei nuovi media circa i potenziali pericoli concernenti la sicurezza dell'informazione e dei dati personali nonché i rischi connessi alla violenza su Internet;
15. ricorda che la pubblicità occupa una parte importante dei servizi forniti dai media attualmente; sottolinea che l'alfabetizzazione mediatica dovrebbe fornire anche criteri di valutazione degli strumenti e delle pratiche utilizzate dalla pubblicità;
Garanzia di accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
16. chiede che la politica europea riduca il divario digitale tra gli Stati membri nonché tra aree urbane e quelle rurali sviluppando ulteriormente l’infrastruttura dell’informazione e della comunicazione e soprattutto mettendo a disposizione l’accesso a banda larga nelle regioni meno avanzate;
17. ribadisce che la messa a disposizione dell'accesso all'Internet a banda larga deve essere considerato a sua volta come un servizio pubblico di base e dovrebbe essere contraddistinta da un'offerta ampia e di elevata qualità nonché da prezzi accessibili; chiede che ogni cittadino possa usufruire di un accesso a banda larga dai costi contenuti;
Educazione ai media nelle scuole e come parte integrante della formazione degliinsegnanti
18. sottolinea che l’educazione ai media dovrebbe far parte dell'istruzione formale a cui hanno accesso tutti i bambini ed essere parte integrante del programma didattico nelle scuole di ogni ordine e grado;
19. chiede che l'alfabetizzazione mediatica sia inserita quale nona competenza chiave nel quadro di riferimento europeo per l'apprendimento permanente, conformemente alla raccomandazione 2006/962/CE;
20. raccomanda che l’educazione ai media sia il più possibile orientata alla prassi e che venga associata alle materie economiche, politiche, letterarie, sociali, artistiche e informatiche e propone che la soluzione risieda nella creazione di una disciplina "educazione ai media" e in un approccio interdisciplinare abbinato a progetti extrascolastici;
21. raccomanda agli istituti d'istruzione di promuovere come mezzo di formazione pratica all'alfabetizzazione mediatica la realizzazione di prodotti mediatici (nel settore dei media stampati, audiovisivi e dei nuovi media) con la partecipazione di alunni e insegnanti;
22. esorta la Commissione a considerare, ai fini dell’annunciata fissazione degli indicatori per misurare la competenza mediatica, sia la qualità dell’insegnamento scolastico sia la formazione del personale docente in questo ambito;
23. constata che, oltre agli aspetti pedagogici e didattici, svolgono un ruolo fondamentale anche l'attrezzatura tecnica e l'accesso alle nuove tecnologie e sottolinea la necessità di migliorare sensibilmente l'infrastruttura scolastica in modo da consentire a tutti gli studenti di accedere al computer, a Internet e a un insegnamento corrispondente;
24. evidenzia che l’educazione ai media nelle scuole differenziali acquista un significato particolare, poiché per numerosi casi di disabilità i media svolgono una funzione importante per superare le barriere comunicative;
25. suggerisce che nel percorso formativo degli insegnanti di scuole di ogni ordine e grado vengano integrati moduli obbligatori di pedagogia dei media al fine di conseguire una formazione intensiva; invita le autorità nazionali competenti ad offrire agli insegnanti di tutte le materie e di tutti i tipi di scuola l'impiego di strumenti didattici audiovisivi per risolvere i problemi dell'educazione ai media;
26. sottolinea la necessità di uno scambio regolare di informazioni, migliori pratiche e, nel settore della formazione, di metodi pedagogici tra Stati membri;
27. invita la Commissione a recepire nel programma che succederà al programma MEDIA un'apposita sezione per la promozione dell'alfabetizzazione mediatica, in quanto la versione attuale di tale programma contribuisce poco alla promozione dell'alfabetizzazione mediatica; sostiene inoltre gli sforzi compiuti dalla Commissione per introdurre il nuovo programma Media Mundus per sostenere la cooperazione internazionale nel settore dell'audiovisivo; chiede che la competenza mediatica acquisisca maggiore rilievo in altri programmi di sostegno dell'Unione europea, segnatamente "Apprendimento permanente", "eTwinning", "Internet più sicuro" e nel Fondo sociale europeo;
L’educazione ai media destinata agli anziani
28. sottolinea che le attività in ambito mediatico a beneficio delle persone anziane devono svolgersi nei luoghi dove questi ultimi si intrattengono, come associazioni, case di riposo e di cura, strutture di residenza assistita, gruppi ricreativi, iniziative o circoli della terza età;
29. ricorda che le reti digitali offrono soprattutto alle persone più anziane la possibilità di partecipare in modo comunicativo alla vita quotidiana e di preservare il più a lungo possibile la loro indipendenza;
30. ricorda che l'educazione ai media in età avanzata deve tener conto delle esperienze degli anziani e del loro approccio ai media;
o
o o
31. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.
Da un lato i media offrono l’opportunità di comunicare su scala mondiale, di aprirsi al mondo, di trasmettere il sapere e di perfezionare la democrazia, ma dall’altro celano anche il rischio di una maggiore manipolazione. Pertanto possono rappresentare una sfida e un’opportunità allo stesso tempo.
Sulla scia dell’era della globalizzazione e dell’impetuoso sviluppo del settore dell’informazione e della comunicazione (TIC), le tecnologie e i mezzi di comunicazione di massa innovativi penetrano in tutti gli ambiti della vita. La società è chiamata più che mai a restare al passo con questo rapido mutamento tecnologico e ad imparare a gestire una sovrabbondanza di informazioni. Allo stesso tempo i media si presentano come guardiani deputati a selezionare i temi rilevanti e in questo modo influenzano l’agenda della politica e della vita quotidiana. Questa selezione, tuttavia, avviene in base a considerazioni individuali e dunque non può risultare mai del tutto oggettiva. L’alfabetizzazione mediatica dovrebbe sostenere le persone rispetto a tali sfide e trasformarle in utenti consapevoli dei mezzi di comunicazione.
Alfabetizzazione mediatica significa possedere la capacità di utilizzare i media, comprendere e valutare con cognizione di causa i diversi aspetti dei mezzi di comunicazione e dei contenuti mediatici nonché comunicare in contesti eterogenei. Accanto agli aspetti pedagogici, giocano un ruolo decisivo anche l’equipaggiamento tecnico e l’accesso alle nuove tecnologie. Per questo motivo l’alfabetizzazione mediatica può essere intesa in senso lato come l’accesso a nuove tecnologie di informazione e la gestione competente e critica dei relativi contenuti.
La presente relazione integra la comunicazione della Commissione, che presenta un nesso diretto con la nuova direttiva sui servizi di media audiovisivi(1). La suddetta direttiva esorta la Commissione a produrre relazioni sul livello della competenza mediatica negli Stati membri.
Internet viene utilizzato in prima linea per cercare e trovare informazioni e notizie e per inviare e ricevere e-mail. Inoltre sta diventando sempre più la fonte primaria di informazione nell’ambito della ricerca di informazioni su un determinato tema. Nel complesso, però, queste informazioni vengono considerate meno affidabili rispetto a quelle fornite dai mezzi di comunicazione tradizionali. La maggior parte degli utenti è consapevole del fatto che, per una maggiore sicurezza, le informazioni tratte da Internet dovrebbero essere confrontate con altre fonti.
Le nozioni relative all’utilizzo di Internet vengono scambiate soprattutto tra amici e in misura inferiore trasmesse dai genitori, ma quasi mai dalla scuola. Ne consegue una conoscenza in materia di utilizzo di Internet orientata in base alle proprie esigenze ma priva di sistematicità. Gli adulti, al contrario, oggi traggono la maggior parte delle informazioni dalla televisione, seguita dalla radio. Rappresenta quindi una sfida vitale impostare il percorso inteso a incrementare l’alfabetizzazione mediatica in modo tale che le diverse tipologie di media beneficino di adeguata considerazione. Di conseguenza gli obiettivi della presente relazione riguardano una serie di moderni mezzi e forme di comunicazione quali ad esempio: televisione, cinema, video, radio, immagini, giornali, riviste, musica, videogiochi, Internet e pubblicità. A tal fine non si dovrebbe trascurare il fatto che si sta verificando una contaminazione tra i media classici e quelli digitali e che sta avendo luogo una convergenza tra le diverse forme di media dal punto di vista tecnico e contenutistico. Deve tenere conto di questa situazione anche lo studio commissionato dalla Commissione sull’elaborazione dei criteri adeguati per valutare l’alfabetizzazione mediatica, che sarà ultimato entro gli inizi del 2009. Si pone però l’accento sul fatto che la misurazione dell’alfabetizzazione mediatica può dare luogo a difficoltà, poiché è difficile trasformare competenze creative e critiche nonché la classificazione del contenuto in criteri misurabili quantitativamente. La valutazione delle competenze tecniche, per contro, è più facilmente analizzabile.
2)GRUPPI TARGET
I giovani sono già consumatori attivi dei mezzi di comunicazione, ma questa relazione comprende tutti gli utenti dei media: bambini, giovani, adulti, anziani e disabili.
3)obiettivi
L’obiettivo consiste nel permettere alle persone di analizzare con occhio critico i prodotti mediatici, comprendere le funzioni economiche dell’industria dei media e saper produrre autonomamente contenuti mediatici.
In questo contesto, vengono definiti tre obiettivi:
§garanzia di accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione,
§analisi e gestione critica dei contenuti dei media e della cultura mediatica, unite ad una riflessione autonoma,
§produzione autonoma di testi mediali e gestione sicura delle nuove tecnologie.
Ai fini del raggiungimento di tali obiettivi, giocano un ruolo fondamentale la formazione e l’apprendimento permanente. L’alfabetizzazione mediatica è il processo che ci consente di insegnare e imparare dai e sui mezzi di comunicazione. L’obiettivo di questo processo di apprendimento è una gestione competente dei media.
a)Garanzia di accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
Nell’Unione europea la diffusione di computer e Internet è eterogenea. Su scala europea il 54% delle famiglie possiede un PC, mentre il 43% dispone di un collegamento Internet (il 15% dispone di un collegamento a banda larga). Le oscillazioni regionali in questo ambito sono notevoli: a seconda dello Stato membro fra l'85% e il 21% delle famiglie dispongono di un computer.
La politica europea deve impegnarsi al fine di ridurre il divario digitale tra gli Stati membri e anche quello esistente tra città e campagna. Tutte le fasce della popolazione devono poter beneficiare dei vantaggi della società dell’informazione. Occorre evitare che la popolazione delle aree rurali segni il passo rispetto agli abitanti delle regioni urbane dotate di accesso alla banda larga. Soprattutto nelle aree rurali, infatti, le distanze rappresentano spesso un ostacolo per la mobilità professionale e la vita quotidiana.
È nell’interesse comune dell’Europa che ogni singolo cittadino disponga di un accesso a banda larga. Gli enti territoriali locali e regionali giocano un ruolo chiave in questo ambito, così come gli enti pubblici e le imprese private, che devono garantire l’accesso alle TIC a tutte le fasce della popolazione.
b)Analisi e gestione critica dei contenuti dei media e della cultura mediatica
Si punta ad instaurare un confronto sostenibile dal punto di vista dei contenuti con le offerte informative e mediatiche disponibili. Questo approccio comprende la capacità di orientarsi e di scegliere in modo consapevole, di leggere tra le righe, le immagini e i toni, di conoscere l’impatto delle immagini e delle dichiarazioni nonché la capacità di valutare i contenuti. Inoltre bisogna instaurare un confronto critico con la cultura dei media. L’attuale paesaggio mediatico è caratterizzato da una vasta gamma di mezzi di comunicazione e allo stesso tempo da un’elevata concentrazione di media, per cui i contenuti e l’informazione mediatica sono nella mani di pochi oligopoli multinazionali. Di conseguenza l’indipendenza e molteplicità delle informazioni è sempre più a rischio. L’alfabetizzazione mediatica ha lo scopo di consentire a tutti i cittadini di valutare in modo critico se e in quale misura gli interessi dei produttori di media influenzino il contenuto e l’impostazione dei materiali offerti.
L’obiettivo è far sì che i destinatari possano prendere le proprie decisioni senza lasciarsi influenzare ingenuamente da fattori esterni.
c)Produzione autonoma di testi mediali e gestione sicura delle nuove tecnologie
Un’ulteriore priorità consiste nella creazione autonoma di prodotti mediatici. Tramite la realizzazione di contenuti e prodotti mediatici propri, si sviluppano capacità che consentono di comprendere meglio i principi e i valori dei contenuti dei media professionali. La produzione di media deve essere abbinata a una riflessione critica sul processo di produzione, per evitare che si trasformi in un’operazione meramente tecnica.
Oggi lo strumento Internet offre all’utente innumerevoli opportunità di produrre contenuti propri e renderli accessibili a tutti. Soprattutto per le persone più giovani, il computer e Internet rappresentano gli strumenti principali per l’accesso ai media e la relativa fruizione. Alla luce di queste agevoli possibilità di comunicazione e di reperimento di informazioni, le attività pratiche di educazione ai media devono informare anche sugli aspetti dell’utilizzo di tali strumenti connessi ai diritti d’autore e alla sicurezza dei dati.
4)RICHIESTE MIRATE
a)L’educazione ai media quale componente della formazione degli insegnanti
L’educazione ai media nelle scuole può avvenire soltanto ad opera di insegnanti che siano a loro volta competenti in fatto di mezzi di comunicazione e dispongano della relativa formazione in materia. Pertanto si propone che le autorità nazionali competenti si impegnino affinché gli insegnanti di tutte le materie e tutti i tipi di scuola, nell’ambito del perfezionamento formativo, apprendano come impiegare gli strumenti didattici audiovisivi e quali sono i problemi connessi all’educazione ai media. Si raccomanda altresì di inserire alcuni moduli obbligatori di pedagogia mediatica nella formazione degli insegnanti di scuole di ogni ordine e grado al fine di conseguire una formazione intensiva.
b)L’educazione ai media nelle scuole
Nell’ambito dell’educazione ai media, i programmi didattici in vigore nell’Europa occidentale e orientale presentano forti differenze. Mentre nell’Unione europea a 15 Stati membri si constata una presenza più o meno marcata di tali materie, negli Stati dell’Europa centrale ed orientale, ad eccezione di Slovenia e Ungheria, l’educazione ai media risulta del tutto assente. Eppure sono proprio le scuole a svolgere un ruolo fondamentale nella formazione di persone dotate di competenze in materia di comunicazione e capacità di giudizio. L’educazione ai media non deve essere limitata a singoli argomenti didattici o a determinati livelli scolastici, bensì diventare parte integrante dei programmi didattici nelle scuole di ogni ordine e grado. A tal fine occorre tenere conto di volta in volta del livello di sviluppo degli scolari. La possibilità di partecipare a questi corsi deve essere offerta anche alle persone affette da invalidità e agli scolari che frequentano scuole differenziali.
L’educazione ai media può essere abbinata soprattutto a materie economiche, politiche, letterarie, sociali e artistiche. Ciò implica un approccio trasversale tra le diverse materie, che può essere associato a progetti extrascolastici.
c)L’educazione ai media nelle università e al di fuori delle scuole
L’educazione ai media non può essere circoscritta al solo sistema scolastico, bensì deve continuare anche nell’ambito dell’apprendimento permanente. Nelle università si presenta l’opportunità di inserire l’educazione ai media nei nuovi corsi di laurea di primo e secondo livello, p.es. sotto forma di lezioni sull’uso critico dei motori di ricerca. Per incentivare questi concetti, è indispensabile l’istituzione di partenariati. È importante che tutti i soggetti all’interno e all’esterno del sistema scolastico collaborino per promuovere l’educazione ai media anche nell’ambito della formazione e del perfezionamento professionale e per scambiare i modelli di migliori prassi tra i paesi.
d)L’educazione ai media destinata agli anziani
Le attività di pedagogia dei media a beneficio delle persone anziane sono meno diffuse di quelle che riguardano i giovani. Si nota soprattutto che spesso i genitori sono meno capaci dei loro figli per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
È importante che le attività mediatiche destinate agli anziani si svolgano nei luoghi dove questi ultimi si intrattengono come p.es. associazioni, case di riposo e di cura, strutture di residenza assistita, gruppi ricreativi, iniziative o circoli di anziani, e che si tenga debito conto del contesto di vita e del bagaglio di esperienze eterogenei dei partecipanti.
Un ulteriore obiettivo consiste nell’eliminazione dei timori e delle barriere di questo gruppo target nei confronti dei nuovi media. Proprio alle persone più anziane con una ridotta mobilità le reti digitali offrono la possibilità di partecipare maggiormente alla vita sociale, migliorando la loro qualità di vita.
Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2007 che modifica la direttiva del Consiglio 89/552/CEE sul coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive.
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
Approvazione
6.11.2008
Esito della votazione finale
+:
–:
0:
22
3
0
Membri titolari presenti al momento della votazione finale
Maria Badia i Cutchet, Ivo Belet, Guy Bono, Nicodim Bulzesc, Marie-Hélène Descamps, Jolanta Dičkutė, Věra Flasarová, Milan Gaľa, Vasco Graça Moura, Luis Herrero-Tejedor, Ruth Hieronymi, Ramona Nicole Mănescu, Manolis Mavrommatis, Ljudmila Novak, Dumitru Oprea, Zdzisław Zbigniew Podkański, Christa Prets, Pál Schmitt, Helga Trüpel, Thomas Wise, Tomáš Zatloukal
Supplenti presenti al momento della votazione finale
Erna Hennicot-Schoepges, Ewa Tomaszewska, Cornelis Visser, Jaroslav Zvěřina