Procedura : 2008/2248(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0082/2009

Testi presentati :

A6-0082/2009

Discussioni :

Votazioni :

PV 26/03/2009 - 4.6
CRE 26/03/2009 - 4.6
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2009)0192

RELAZIONE     
PDF 372kWORD 327k
20 febbraio 2009
PE 416.354v02-00 A6-0082/2009

sull’impatto dell’urbanizzazione estensiva in Spagna sui diritti individuali dei cittadini europei, sull’ambiente e sull’applicazione del diritto comunitario, in base alle petizioni ricevute

(2008/2248(INI))

Commissione per le petizioni

Relatrice: Margrete Auken

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull’impatto dell’urbanizzazione estensiva in Spagna sui diritti individuali dei cittadini europei, sull’ambiente e sull’applicazione del diritto comunitario, in base alle petizioni ricevute (petizioni 00/00 e 001/00)

(2008/2248(INI))

Il Parlamento europeo,

–   viste le petizioni incluse nell'allegato, segnatamente la petizione 0609/03,

–   visto il diritto di presentare una petizione sancito dall’articolo 194 del trattato CE,

–   visto il disposto dell’articolo 192, paragrafo 1, del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per le petizioni e il parere della commissione giuridica (A6-0082/2009),

A.  considerando che la procedura delle petizioni fornisce ai cittadini e ai residenti europei uno strumento per ottenere un rimedio anche di natura non giudiziale ai loro reclami quando essi riguardano questioni attinenti ai settori di attività dell’Unione europea,

B.   considerando che l’articolo 6, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea recita “l’Unione si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, e dello Stato di diritto, principi che sono comuni agli Stati membri”,

C.  considerando che nell’articolo 6, paragrafo 2, del trattato UE l’Unione si impegna a rispettare i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU),

D. considerando che ogni cittadino o residente di un paese firmatario della CEDU che ritenga di essere vittima di una violazione dei propri diritti umani può rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, tenendo presente che prima di investire questa Corte di qualunque procedimento dovrà aver esaurito le vie di ricorso interne, così come stabilito all'articolo 35 della CEDU,

E.   considerando che l’articolo 7 del trattato UE stabilisce le procedure mediante le quali l’Unione può rispondere alle violazioni dei principi menzionati all’articolo 6, paragrafo 1, e ricercare delle soluzioni,

F.   considerando che l’articolo 7 riconosce inoltre al Parlamento europeo il diritto di presentare una proposta motivata al Consiglio intesa a constatare che esiste un evidente rischio di violazione grave da parte di uno Stato membro di uno o più principi su cui si fonda l’Unione,

G.  considerando che l’articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea garantisce il rispetto della vita privata e della vita familiare, incluso il domicilio privato dei cittadini, e considerando che l’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali conferisce i medesimi diritti e chiarisce che “non può esservi ingerenza di un'autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, per la pubblica sicurezza, per il benessere economico del paese, per la difesa dell’ordine e per la prevenzione dei reati, per la protezione della salute o della morale, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui”; considerando che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione si sono impegnati a rispettare la Carta succitata in tutte le loro attività,

H.  considerando che il diritto alla proprietà privata è riconosciuto come un diritto fondamentale dei cittadini europei dall’articolo 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea in virtù del quale “ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquistato legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità”, “nessuno può essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità per la perdita della stessa”, e infine “l’uso dei beni può essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall’interesse generale”,

I.    considerando che l’articolo 18 del trattato CE stipula che “ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dal presente trattato e dalle disposizioni adottate in applicazione dello stesso”,

J.    considerando che, in virtù del disposto dell’articolo 295, il trattato CE “lascia del tutto impregiudicato il regime di proprietà esistente negli Stati membri”; che, stando alla giurisprudenza della Corte di giustizia, tale disposizione si limita a riconoscere agli Stati membri il potere di definire la disciplina del diritto di proprietà e che la giurisprudenza della Corte di giustizia ha confermato che la competenza degli Stati membri a questo riguardo deve sempre essere applicata in relazione ai principi fondamentali del diritto comunitario, come la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali (si veda la sentenza del 22 giugno 1976 nella causa C-119/75 Terrapin contro Terranova [1976] Racc. pag. 1039),

K. considerando tuttavia che, secondo la giurisprudenza costante della Corte di giustizia, il diritto alla proprietà, pur formando parte integrante dei principi generali della legislazione comunitaria, non rappresenta un diritto assoluto e deve essere visto in relazione alla sua funzione sociale; considerando, pertanto, che possono essere apportate restrizioni all'esercizio del diritto di proprietà, purché tali restrizioni rispondano effettivamente ad obiettivi di interesse generale perseguiti dalla Comunità e non costituiscano, rispetto allo scopo perseguito, un intervento sproporzionato e inaccettabile che leda la sostanza stessa dei diritti così garantiti (cfr. sentenza del 10 dicembre 2002, causa C-491/01, British American Tobacco (Investments) contro Imperial Tobacco, Racc. 2002, pag. I-11453),

L.  considerando che, ferma restando tale decisione, secondo la giurisprudenza costante della Corte di giustizia laddove le disposizioni nazionali esulano dalla legislazione comunitaria, la valutazione della loro conciliabilità con i diritti fondamentali garantiti dalla Corte non rientra più nell'ambito della giurisdizione comunitaria (cfr. ad esempio la sentenza del 6 ottobre 2005 nella causa C-328/04 Vajnai, Racc. 2005, pag. I-8577, paragrafi 12 e 13),

M. considerando che il primo paragrafo dell'articolo 1 del Primo protocollo addizionale alla CEDU sancisce che “ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni” e che “nessuno può essere privato della sua proprietà se non per causa di pubblica utilità e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale”; considerando che il secondo paragrafo del medesimo articolo specifica che "le disposizioni precedenti non portano pregiudizio al diritto degli Stati di porre in vigore le leggi da essi ritenute necessarie per disciplinare l'uso dei beni in modo conforme all'interesse generale o per assicurare il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle ammende"; e che, al tempo della ratifica del suddetto protocollo, la Spagna ha espresso una riserva riguardo all'articolo 1, alla luce dell'articolo 33 della sua Costituzione, che stabilisce quanto segue: "Si riconosce il diritto alla proprietà privata e alla successione ereditaria. 2. La funzione sociale di questi diritti delimiterà il loro contenuto in conformità della legge. 3. Nessuno potrà essere privato dei propri beni e diritti se non per causa giustificata di pubblica utilità o nell'interesse sociale, mediante corrispondente indennizzo, e conformemente a quanto disposto dalle leggi",

N.  considerando che il Parlamento europeo ritiene che l’obbligo di cedere una proprietà privata legittimamente acquisita senza un giusto processo e un indennizzo equo, unito all’obbligo di pagare i costi arbitrari relativi allo sviluppo di infrastrutture non richieste e spesso inutili, costituisce una violazione dei diritti fondamentali dell’individuo quali definiti dalla Convenzione europea dei diritti umani e in virtù della giurisprudenza della Corte europea per i diritti umani in materia (si veda, ad esempio, la causa Aka contro Turchia(1)),

O. considerando che nel 2008 le autorità spagnole hanno impartito istruzioni in merito all'attuazione della legge costiera del 1989, ignorata per diversi anni durante i quali si sono compiuti danni ambientali considerevoli alle zone costiere della Spagna e considerando che neanche le attuali istruzioni chiariscono quali siano le misure d'attuazione che le autorità locali e regionali interessate devono adottare, e che molte nuove petizioni ricevute recano testimonianze in merito alla retroattività dei contenuti di tali istruzioni, alla demolizione e distruzione arbitraria di proprietà individuali legittimamente acquisite, alla violazione dei diritti su tali proprietà e all'impossibilità di trasferirli per via ereditaria,

P.  considerando che, visto l'effettivo tracciato della linea di demarcazione, gli interessati sono persuasi che questa sia stata definita in maniera arbitraria a spese dei proprietari stranieri, come ad esempio è avvenuto nell'isola di Formentera,

Q. considerando che la legge costiera ha un impatto sproporzionato nei confronti dei singoli proprietari, i quali dovrebbero vedere i loro diritti pienamente rispettati, e al contempo insufficiente nei confronti dei veri perpetratori della distruzione delle coste, che in molti casi si sono resi responsabili dello sviluppo urbano incontrollato lungo le coste, ivi compresa la costruzione di complessi turistici, e che dovevano ben essere a conoscenza del fatto che il loro operato violava sistematicamente la normativa in questione,

R.   considerando che, nel corso dell’attuale legislatura, la commissione per le petizioni, agendo in risposta al numero molto elevato di petizioni ricevute, ha svolto indagini approfondite, riferendo tre volte in merito all’entità della violazione dei diritti legittimi dei cittadini dell'UE nei confronti di proprietà acquisite legalmente in Spagna, ed ha inoltre illustrato le sue preoccupazioni dettagliate riguardo ai pregiudizi arrecati allo sviluppo sostenibile, alla tutela ambientale, all’approvvigionamento idrico e alla qualità dell’acqua, nonché alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici nel settore urbanistico e al controllo insufficiente delle procedure urbanistiche da parte di molte autorità locali e regionali in Spagna(2), questioni attualmente soggette a procedimenti legali sia in Spagna che dinanzi alla Corte di giustizia,

S.  considerando i molti esempi di casi in cui tutte le amministrazioni, centrali, autonome e locali, sono responsabili di aver dato vita a un modello di urbanizzazione non sostenibile che ha avuto gravissime conseguenze ambientali, oltre a ripercussioni sul piano economico e sociale,

T.  considerando che questo Parlamento ha ricevuto numerose petizioni da parte di singoli cittadini e da diverse organizzazioni rappresentative di cittadini dell'UE che si lamentano di differenti aspetti dell'urbanizzazione, e considerando che ha rilevato che molte delle questioni sollevate nelle petizioni presentate in merito all'espansione urbanistica non costituiscono violazione della legislazione comunitaria, come evidenziato dalle comunicazioni agli Stati membri, e vanno risolti percorrendo ogni possibile via legale di ricorso interna agli Stati membri interessati,

U.  considerando che appare sempre più chiaro che le autorità giudiziarie spagnole hanno iniziato a rispondere alle sfide derivanti dall’urbanizzazione massiccia in molte zone costiere, in particolare indagando e presentando denunce nei confronti di taluni funzionari locali corrotti che, mediante le loro azioni, hanno promosso uno sviluppo urbano senza precedenti e non regolamentato che viola i diritti dei cittadini dell'UE, causando altresì danni irreversibili alla biodiversità e all’integrità ambientale di molte regioni della Spagna; considerando che il Parlamento europeo ha tuttavia constatato, in risposta a tali denunce, che le procedure continuano ad essere eccessivamente lente e che le sentenze emesse in molti di questi procedimenti non possono essere attuate in maniera che permetta alle vittime di tali violazioni di ottenere adeguata riparazione e che ciò ha radicato, in numerosi cittadini dell'UE non spagnoli coinvolti, l'idea dell'inerzia e/o della parzialità della giustizia spagnola; considerando tuttavia degno di nota il fatto che, una volta esaurite le vie di ricorso interne, vi siano anche possibilità di ricorso alla Corte dei diritti dell'uomo,

V.  considerando che questa attività diffusa, sostenuta da autorità locali e regionali irresponsabili attraverso una legislazione inadeguata e talvolta ingiustificata che in molti casi contrasta con gli obiettivi definiti in vari atti legislativi europei, ha fortemente danneggiato l’immagine della Spagna ed i suoi vasti interessi economici e politici in Europa, come anche la cattiva applicazione da parte delle comunità autonome della Spagna della vigente legislazione in materia di pianificazione urbana e di ambiente ad alcune operazioni di sviluppo urbano, nonché l'emergere di gravi episodi di corruzione in relazione a questi abusi,

W. considerando che i difensori civici regionali spagnoli sono intervenuti spesso, in circostanze molto difficili, per difendere gli interessi dei cittadini dell'UE in casi di abuso edilizio, anche se in alcune comunità autonome i governi regionali hanno talora potuto ignorare i loro sforzi,

X.  considerando che l’articolo 33 della costituzione spagnola fa riferimento ai diritti di proprietà dei singoli e che tale articolo è stato oggetto di diverse interpretazioni, in particolare per ciò che riguarda l’utilità sociale dei beni immobiliari rispetto ai diritti dei singoli nei confronti di case e proprietà legalmente acquisiti; considerando che nella Comunità valenciana non sono state emanate norme sull'applicazione delle leggi agrarie,

Y. considerando che l'articolo 47 della costituzione spagnola stabilisce che tutti gli spagnoli hanno il diritto di godere di un'abitazione dignitosa ed adeguata, ed assegna alle autorità pubbliche il compito di promuovere le condizioni necessarie e di stabilire norme idonee per rendere effettivo questo diritto, nonché regolando l'utilizzazione del suolo conformemente all'interesse generale per impedire la speculazione,

Z.   considerando che spetta al governo nazionale spagnolo l’obbligo di applicare il trattato CE e di difendere e garantire la piena applicazione del diritto comunitario sul proprio territorio, indipendentemente dall’organizzazione interna delle autorità politiche quale stabilita dalla costituzione del Regno di Spagna,

AA. considerando che la Commissione, coerentemente con i poteri assegnategli dall’articolo 226 del trattato CE, ha presentato ricorso nei confronti della Spagna dinanzi alla Corte di giustizia per l’urbanizzazione estensiva ravvisata in Spagna poiché essa riguarda direttamente l’applicazione della direttiva sugli appalti pubblici da parte delle autorità valenciane(3),

AB. considerando che la Commissione, su richiesta della commissione per le petizioni, ha avviato un’indagine su più di 250 progetti di urbanizzazione che hanno ricevuto parere negativo dalle autorità delle acque e dalle autorità dei bacini idrografici preposte e che, a seguito di tale indagine, i progetti possono contravvenire alla direttiva(4) nelle regioni spagnole di Andalusia, Castiglia-La Mancha, Murcia e Valencia,

AC. considerando che molti di questi progetti di urbanizzazione sono isolati dalle aree urbane consolidate e richiedono notevoli risorse economiche per servizi di base quali l'elettricità, l'approvvigionamento idrico e la viabilità; considerando che gli investimenti nei progetti in parola comprendono spesso un elemento di finanziamento UE,

AD. considerando che in molti casi documentati di urbanizzazione eccessiva in Spagna la Commissione non è stata in grado di intervenire in maniera efficace non solo rispetto all’applicazione del principio di precauzione riconosciuto dalla legislazione sull’ambiente ma anche per via della sua interpretazione lassista degli atti varati dalle autorità locali o regionali competenti aventi effetto giuridicamente vincolante, quale l’“approvazione provvisoria” di un piano di sviluppo urbano integrato da parte dell’autorità locale,

AE. considerando che l’obiettivo della direttiva(5) sulla valutazione strategica dell’impatto ambientale, che all’articolo 3 fa esplicito riferimento al turismo e all’urbanizzazione, è quello di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile; e considerando che la direttiva quadro sulle acque richiede che gli Stati membri attuino le misure necessarie per prevenire il deterioramento delle acque e per promuovere l’impiego sostenibile delle risorse di acque dolci,

AF. considerando che le visite consecutive condotte a nome della commissione per le petizioni per l’accertamento dei fatti hanno dimostrato che tali obiettivi sembrano essere spesso interpretati erroneamente da alcune autorità locali e regionali (non solo nelle regioni costiere) al momento di proporre o di decidere programmi di urbanizzazione estensiva; considerando che la maggior parte dei piani di urbanizzazione contestati dalle petizioni comportano la riclassificazione della proprietà fondiaria in terreno urbanizzabile – con un considerevole vantaggio economico per l’agente preposto all’urbanizzazione e per il promotore immobiliare; e considerando che esistono anche in molti casi terreni protetti o che dovrebbero esserlo a motivo della loro delicata biodiversità che vengono dequalificati e riclassificati o non vengono per nulla qualificati, proprio per permettere l’urbanizzazione della zona in causa,

AG. considerando che tali considerazioni aggravano la violazione dei diritti di proprietà subita da migliaia di cittadini europei che, a causa dei piani degli agenti preposti all’urbanizzazione, non solo hanno perso la loro proprietà legittimamente acquisita ma sono stati obbligati a pagare i costi arbitrari relativi a progetti di infrastrutture non richieste, spesso inutili e non autorizzate che interessano direttamente i loro diritti di proprietà, con il risultato di avere un impatto materiale e morale disastroso su molte famiglie,

AH. considerando che molte migliaia di cittadini europei hanno acquistato in buona fede beni immobili in Spagna in diverse circostanze, agendo mediante avvocati locali, urbanisti ed architetti, per scoprire solo successivamente di essere rimasti vittime di abusi edilizi ad opera di autorità locali senza scrupoli e che, di conseguenza, la loro proprietà risulterà nella distruzione, essendo stato riscontrato che le loro case sono state costruite illegalmente e risultano quindi prive di valore e invendibili,

AI. considerando che gli agenti immobiliari di Stati membri come il Regno Unito, ed altri fornitori di servizi legati al mercato dei beni immobili in Spagna, continuano a vendere proprietà in nuove urbanizzazioni pur essendo necessariamente consapevoli della concreta possibilità che il progetto in questione non sarà né finalizzato né realizzato,

AJ. considerando che le zone naturali mediterranee della Spagna, costiere e insulari, hanno subito una distruzione massiccia nell’ultimo decennio in quanto cemento e calcestruzzo hanno saturato queste regioni determinando un impatto non solo sul fragile ambiente costiero, teoricamente protetto in gran parte dalle direttive Habitat(6)/Natura 2000 e Uccelli(7) , come nel caso delle urbanizzazioni a Cabo de Gata (Almería) e in Murcia, ma anche sull’attività sociale e culturale di molte zone, con la conseguente perdita tragica e irreversibile della loro identità e del loro retaggio culturale oltre che della loro integrità ambientale, e questo principalmente a causa della mancanza di una pianificazione sovraccomunale o di linee guida di pianificazione regionale, che ponessero limiti ragionevoli alla crescita e allo sviluppo urbano, fondati su precisi criteri di sostenibilità ambientale e a causa dell’avidità e del comportamento speculativo di alcune autorità locali e di alcuni operatori del settore edilizio che sono riusciti a ricavare profitti considerevoli dalle attività svolte in questo ambito, per la maggior parte portati all’estero(8),

AK. considerando che questo modello di crescita ha anche conseguenze negative per il settore del turismo, poiché ha un impatto disastroso sul turismo di qualità, dal momento che distrugge i valori locali incoraggiando un eccessivo sviluppo urbano,

AL. considerando che questo è un modello che saccheggia i beni culturali, compromette i valori e i tratti distintivi che sono fondamentali per la diversità culturale della Spagna, e distrugge siti archeologici, edifici e luoghi di interesse culturale assieme all'ambiente naturale e al paesaggio circostante,

AM. considerando che il settore edilizio, dopo aver realizzato profitti ingenti durante gli anni della rapida crescita economica, è risultato la principale vittima dell’attuale crollo dei mercati finanziari, provocato a sua volta anche dalle attività speculative nel settore dell’edilizia abitativa, e considerando che questo crollo coinvolge non solo le imprese edili, che ora devono affrontare la bancarotta, ma anche le decine di migliaia di lavoratori del settore che si ritrovano adesso senza un lavoro a causa delle politiche di urbanizzazione insostenibili che sono state attuate e delle quali sono diventati loro stessi vittime,

1.   invita il governo spagnolo e le regioni in causa a svolgere un esame approfondito e a rivedere tutta la legislazione che interessa i diritti di proprietà dei singoli, per porre fine alla violazione dei diritti e degli obblighi sanciti dal trattato CE, dalla Carta dei diritti fondamentali, dalla CEDU e dalle direttive comunitarie pertinenti e confermati da altre convenzioni che l’UE ha sottoscritto;

2.  invita le autorità spagnole ad abolire ogni figura suscettibile di favorire la speculazione, come quella dell'urbanista (urbanizador);

3.   ritiene che le autorità regionali competenti dovrebbero interrompere l'esecuzione e riesaminare tutti i nuovi piani di urbanizzazione che disattendono i rigidi criteri di sostenibilità ambientale e di responsabilità sociale e che non garantiscono il rispetto dei diritti legittimi nei confronti di proprietà acquisite legalmente, e a bloccare ed annullare tutti i progetti di sviluppo urbano in corso che non osservino o non applichino i criteri stabiliti dalla legislazione comunitaria, in particolare per ciò che riguarda l’aggiudicazione di appalti nel settore urbanistico e l’ottemperanza alle disposizioni in materia di acque e ambiente;

4.  chiede alle autorità spagnole di assicurare che nessun atto amministrativo che obblighi un cittadino a cedere una proprietà privata legittimamente acquisita, trovi fondamento giuridico in una legge adottata in un tempo successivo alla data di costruzione della proprietà in questione, dal momento che ciò sarebbe in contrasto con il principio di non retroattività degli atti amministrativi, che è uno dei principi generali della legislazione comunitaria (cfr. sentenza della Corte di giustizia del 29 gennaio 1985, causa 234/83, Gesamthochschule Duisburg, pag. 333 [1985] Racc. pag. 327) e che insidia le garanzie che offrono ai cittadini la certezza giuridica, la fiducia e la legittima aspettativa di essere tutelati dalla legislazione UE;

5.  invita le autorità spagnole a sviluppare una cultura della trasparenza volta ad informare i cittadini in merito alla gestione del suolo e a favorire efficaci strumenti di informazione e partecipazione pubblica;

6.  sollecita il governo spagnolo a organizzare un dibattito, con la partecipazione di tutti gli organi amministrativi, che implichi un'analisi rigorosa da condurre previa istituzione di una commissione di lavoro sullo sviluppo urbano in Spagna, e che consenta di varare misure legislative nei confronti della speculazione e dello sviluppo non sostenibile;

7.  sollecita le autorità nazionali e regionali competenti a stabilire procedure giudiziarie e amministrative efficaci, che coinvolgano i difensori civici regionali, con il potere di predisporre mezzi che permettano di stringere i tempi per la riparazione e il risarcimento dei danni subiti dalle vittime di abusi edilizi a seguito della cattiva applicazione delle disposizioni della legislazione in vigore;

8.   chiede agli istituti finanziari e commerciali competenti che operano nel settore edilizio e in quello urbanistico di collaborare con i responsabili politici per cercare soluzioni ai problemi dovuti allo sviluppo edilizio su ampia scala e che hanno interessato numerosi cittadini dell'UE, i quali hanno scelto di avvalersi delle disposizioni del trattato UE, in particolare esercitando il diritto di stabilirsi in uno Stato membro dell’UE diverso dal loro paese di origine quale riconosciuto dall’articolo 44 dello stesso;

9.  sollecita le autorità nazionali, regionali e locali a garantire un'equa transazione per i numerosi procedimenti in corso riguardanti cittadini dell'UE danneggiati a causa del mancato completamento delle loro case causato dalla cattiva pianificazione e coordinamento tra le istituzioni e le imprese di costruzione;

10. fa rilevare che, se le parti lese non dovessero ottenere riparazione dinanzi ai tribunali spagnoli, dovranno appellarsi alla Corte europea per i diritti dell'uomo, visto che le presunte violazioni del diritto fondamentale alla proprietà non rientra nella giurisdizione della Corte di giustizia;

11. invita le istituzioni europee ad offrire consulenza e sostegno, qualora le autorità spagnole ne facciano richiesta, al fine di dotarle degli strumenti per rimediare efficacemente all’impatto disastroso dell’urbanizzazione massiccia sulle vite dei cittadini in tempi brevi ma ragionevoli;

12. invita altresì la Commissione a garantire l’applicazione rigida del diritto comunitario e degli obiettivi definiti nelle direttive interessate dalla presente risoluzione, onde poterne assicurare l'osservanza;

13. esprime grande preoccupazione per il fatto che le autorità giuridiche e giudiziarie spagnole abbiano incontrato difficoltà nell'affrontare l’impatto dell’urbanizzazione massiccia sulle vite dei cittadini, come testimoniano le migliaia di petizioni ricevute dal Parlamento europeo e dalla sua commissione responsabile in merito a questo problema;

14. ritiene allarmante che tra gli autori delle petizioni vi sia apparentemente una diffusa mancanza di fiducia nei confronti del sistema giudiziario spagnolo come mezzo efficace per ottenere giustizia ed essere risarciti;

15. esprime preoccupazione in merito alla inadeguata attuazione delle direttive sul riciclaggio di denaro(9), oggetto adesso di procedura d'infrazione del trattato, che ha ridotto la trasparenza e reso arduo perseguire penalmente la circolazione illecita di capitali, compresi quelli investiti in taluni progetti di urbanizzazione su ampia scala;

16. è del parere che coloro che hanno acquistato in buona fede proprietà in Spagna, successivamente dichiarate illegali, debbano vedersi riconosciuto dai tribunali spagnoli il diritto ad un congruo indennizzo;

17. ritiene che, se i singoli cittadini che hanno acquistato proprietà in Spagna, pur essendo edotti della possibile situazione illegale riguardante l'operazione stessa, possono essere obbligati a sostenere i costi derivanti dal rischio che si sono assunti, ciò andrebbe applicato a maggior ragione ai professionisti del settore; ritiene pertanto che i promotori immobiliari che hanno stipulato contratti della cui illegalità sarebbero dovuti essere a conoscenza, non dovrebbero aver diritto ad alcuna compensazione per i progetti abbandonati a causa della non conformità con la legislazione nazionale ed europea, né tantomeno il diritto automatico al rimborso dei versamenti già effettuati ai comuni, se effettuati con la consapevolezza della possibile illegalità dei contratti conclusi;

18. ritiene, tuttavia, che l’assenza di chiarezza, precisione e certezza riguardo ai diritti di proprietà dei cittadini ravvisata nella legislazione in vigore e la mancanza di un’applicazione corretta e coerente della legislazione sull’ambiente costituiscono la causa fondamentale dei numerosi problemi legati all’urbanizzazione e che questo, insieme ad un certo lassismo nella procedura giudiziaria, non solo ha aggravato il problema ma ha anche generato una forma endemica di corruzione della quale i cittadini dell'UE sono ancora una volta le principali vittime e che ha causato inoltre una perdita significativa allo Stato spagnolo;

19. Appoggia le conclusioni raggiunte dal difensore civico della Comunità valenciana (Síndica de Greuges), un'istituzione di riconosciuto prestigio per la difesa dei diritti fondamentali dei cittadini, che ventila la possibilità che i diritti dei proprietari siano stati violati, sia a causa di un comportamento negligente da parte dell'urbanizador sia a causa delle tasse urbanistiche talora eccessive imposte ai proprietari unilateralmente da quest'ultimo.

20. Ritiene necessario che l'accesso all'informazione e la partecipazione dei cittadini al processo urbanistico sia garantito sin dall'inizio dello stesso e che 'informazione ambientale debba essere disponibile in forma chiara, semplice e comprensibile.

21. Ritiene che né dalla normativa urbanistica in vigore né dalle autorità competenti sia stata data una chiara definizione di "interesse generale", e che questo viene invocato per approvare progetti non sostenibili dal punto di vista ambientale e in alcuni casi per aggirare valutazioni negative di impatto ambientale e le relazioni delle rispettive Confederaciónes Hidrográficas;

22. riconosce e sostiene gli sforzi delle autorità spagnole per la protezione dell'ambiente costiero e per il suo ripristino, laddove possibile, con criteri che consentono la biodiversità e il ristabilimento di specie floristiche e faunistiche autoctone; in questo contesto chiede loro di riesaminare ed eventualmente modificare, la legge costiera, onde salvaguardare i diritti dei legittimi proprietari di immobili e di piccoli appezzamenti di terreno che non hanno impatto negativo sull'ambiente costiero; sottolinea che questa protezione non deve essere ammessa per quelle urbanizzazioni concepite a scopo speculativo e che non favoriscono il rispetto delle direttive comunitarie ambientali applicabili; si impegna a riesaminare le petizioni pervenute a tale proposito alla luce delle risposte delle competenti autorità spagnole;

23. esprime preoccupazione in merito alla situazione della pianificazione urbana della municipalità di Marbella in Andalusia, dove decine di migliaia di case costruite illegalmente, che con ogni probabilità sono in contrasto con la legislazione UE in tema di protezione dell'ambiente e di partecipazione pubblica, di politica idrica e di appalti pubblici, sono in procinto di beneficiare di una sanatoria grazie a un nuovo piano regolatore generale per la città, in assenza di certezza giuridica e di tutela per gli acquirenti, per i proprietari e per i cittadini in generale;

24. plaude alle attività condotte dai difensori civici regionali (“síndics de greuges”) e dai loro servizi, sostenendole pienamente, e alla diligenza dei pubblici ministeri (“fiscales”) che hanno lavorato con grande impegno per ripristinare l'applicazione, da parte delle istituzioni interessate, delle procedure appropriate relative a tali questioni;

25. si congratula inoltre per l’attività svolta dai firmatari delle petizioni, dalle loro associazioni e dalle associazioni della comunità locale, coinvolgendo decine di migliaia di cittadini spagnoli e di paesi diversi dalla Spagna, che hanno portato questo problema all’attenzione del Parlamento europeo e che hanno svolto un ruolo determinante per la salvaguardia dei diritti fondamentali dei loro vicini e di tutti coloro interessati da questo problema complesso;

26. ricorda che la direttiva(10) concernente la valutazione dell’impatto ambientale e la direttiva(11) sulla valutazione strategica dell’impatto ambientale stabiliscono l’obbligo di consultare la popolazione interessata nella fase di definizione e elaborazione dei piani e non – come è spesso accaduto nei casi portati all’attenzione della commissione per le petizioni – dopo che tali piani sono stati de facto decisi dall’autorità locale; ricorda, nello stesso contesto, che qualsiasi modifica sostanziale dei piani in corso deve rispettare la medesima procedura e che i piani devono essere attuali e non statisticamente imprecisi o obsoleti;

27. rammenta inoltre che, ai sensi dell’articolo 91 del regolamento (CE) n. 1083/2006(12), la Commissione può decidere di sospendere il finanziamento a finalità strutturali e che in virtù dell’articolo 92 del medesimo regolamento può sospendere il pagamento a uno Stato membro o a una regione interessati e adottare misure correttive per i progetti beneficiari del finanziamento ma che sono successivamente considerati come non aver ottemperato pienamente alle regole che disciplinano l’applicazione degli atti legislativi comunitari pertinenti;

28. ricorda altresì che il Parlamento europeo, quale autorità di bilancio, può anche decidere di assegnare il finanziamento destinato alle politiche di coesione alla riserva, se lo ritiene necessario, per convincere uno Stato membro a porre fine a gravi violazioni delle regole e dei principi che ha l’obbligo di rispettare in virtù del trattato CE o a seguito dell’applicazione del diritto comunitario, fintanto che il problema non viene risolto;

29. ribadisce le conclusioni contenute nelle sue precedenti risoluzioni chiamando in causa i metodi di designazione degli agenti preposti all’urbanizzazione e i poteri, spesso eccessivi, attribuiti agli urbanisti e ai promotori immobiliari da talune autorità locali a spese delle comunità e dei cittadini che possiedono case nella zona interessata;

30. invita nuovamente gli enti locali a consultare i cittadini e a coinvolgerli nei progetti di sviluppo urbano per incoraggiare uno sviluppo urbano equo, trasparente e sostenibile, laddove ciò sia necessario, nell’interesse delle comunità locali e non nel solo interesse dei promotori immobiliari, degli agenti immobiliari o per altri interessi personali;

31. invita le autorità responsabili per l'urbanizzazione ad estendere i processi di consultazione urbanistica ai proprietari, (inviando le relative comunicazioni con avviso di ricevimento) ogni volta che vi siano cambiamenti di destinazione delle loro proprietà, ed a proporre alle autorità locali di emettere convocazioni dirette e personali durante le procedure di appello relative ai piani di zonizzazione o riclassificazione;

32. condanna con fermezza la pratica illecita con la quale taluni promotori immobiliari arrecano pregiudizio, mediante sotterfugi, al diritto legittimo di proprietà dei cittadini dell'UE interferendo con la registrazione dei terreni e le notifiche catastali e invita le autorità locali rilevanti a porre in essere salvaguardie giuridiche idonee per scongiurare tale pratica;

33. ribadisce che, qualora sia previsto un indennizzo per una perdita di proprietà, questo andrebbe fissato a livelli adeguati in conformità alla legge e alla giurisprudenza della Corte di giustizia e della Corte europea dei diritti umani;

34. rammenta che la direttiva(13) relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese verso i consumatori nel mercato interno, obbliga tutti gli Stati membri a fornire mezzi appropriati per ottenere riparazione legale e mezzi di ricorso per i consumatori che sono stati vittime di tali pratiche, e a garantire che siano previste sanzioni adeguate per contrastarle;

35. invita nuovamente la Commissione a lanciare una campagna d’informazione rivolta ai cittadini dell'UE che acquistano beni immobili in uno Stato membro diverso dal proprio;

36. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio, al governo e al parlamento del Regno di Spagna, ai governi e alle assemblee parlamentari delle regioni autonome, ai difensori civici spagnoli nazionali e regionali nonché ai firmatari delle petizioni.

(1)

Sentenza del 23 settembre 1998; si veda anche la risoluzione del Parlamento europeo del 21 giugno 2007 sui risultati della missione di accertamento dei fatti condotta nelle regioni spagnole di Andalusia, Valencia e Madrid a nome della commissione per le petizioni (GU C 146 E del 12.6.2008, pag. 340).

(2)

Si veda la risoluzione del 21 giugno 2007 sopraccitata e la risoluzione del 13 dicembre 2005 sulle denunce di utilizzazione abusiva della legge sulla proprietà fondiaria di Valencia o legge sulla regolamentazione delle attività urbanistiche (Ley reguladora de la actividad urbanística - LRAU) e i suoi effetti sui cittadini europei (Petizioni 609/2003, 732/2003, 985/2002, 1112/2002, 107/2004 e altre) (GU C 286 E del 23.11.2006, pag.225)..

(3)

Direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi (GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114).

(4)

Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1).

(5)

Direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente (GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30).

(6)

Direttiva del Consiglio 92/43/CEE del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).

(7)

Direttiva del Consiglio 79/409/CEE del 2 aprile 1979 concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1).

(8)

Si suggerisce di prendere visione delle recenti relazioni pubblicate dalla Banca di Spagna, da Greenpeace e da Transparency International.

(9)

Direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose compreso il finanziamento del terrorismo (GU L 309 del 25.11.2005, pag. 15). Direttiva 2006/70/CE della Commissione, del 1° agosto 2006, recante misure di esecuzione della direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la definizione di "persone politicamente esposte" e i criteri tecnici per le procedure semplificate di adeguata verifica della clientela e per l’esenzione nel caso di un’attività finanziaria esercitata in modo occasionale o su scala molto limitata (GU L 214 del 4.8.2006, p. 29).

(10)

Direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (GU L 175 del 5.7.1985, pag. 40).

(11)

Direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente (GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30).

(12)

Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell’11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione (GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25).

(13)

Direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno (GU L 149 dell'11.6.2005, pag. 22).


MOTIVAZIONE

Il progetto di risoluzione presentato all'esame del Parlamento europeo è volto a garantire il rispetto dei diritti di migliaia di cittadini europei sanciti dal trattato.

La commissione per le petizioni ha avuto il non facile compito di effettuare tre missioni conoscitive in Spagna nel corso della presente legislatura. Il Parlamento stesso ha approvato due risoluzioni in merito a questo argomento, avallando le conclusioni della commissione, la prima nel 2005 e la seconda nel giugno 2007.(1) La posizione del Parlamento approvata nell'occasione viene illustrata nel considerando N del presente progetto di risoluzione. Se le autorità responsabili a livello nazionale o locale avessero intrapreso azioni concrete per rispondere ai timori precedentemente espressi dall'Aula, non sarebbe stato probabilmente necessario elaborare la presente risoluzione. Poiché ciò non è avvenuto, la risoluzione si rende necessaria.

Nondimeno, attualmente, migliaia di cittadini europei continuano ad essere vittima di un sistema di urbanizzazione estensiva che, a parere della commissione per le petizioni, ha in molti casi calpestato i loro diritti legittimi di proprietari di beni immobiliari e che ha al contempo distrutto i fragili ecosistemi e l'ambiente costiero mediterraneo in molte zone del litorale e dell'entroterra spagnoli. I firmatari hanno più volte sottoposto i casi che li riguardavano all'esame della commissione per le petizioni in occasione di riunioni che hanno visto una massiccia partecipazione e le autorità competenti, in particolare le autorità della regione autonoma di Valencia e in misura minore quelle dell'Andalusia, hanno colto l'opportunità offerta loro di difendere il proprio operato. Nel frattempo la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti della Spagna, direttamente collegata all'urbanizzazione a Valencia e all'applicazione delle direttive sugli appalti pubblici e sta svolgendo indagini su altre denunce relative alla mancata applicazione del diritto comunitario in materia di ambiente e di acque. Un punto chiave è se l'effetto cumulativo di un numero così elevato di piani di urbanizzazione su larga scala, privi di una relazione positiva sulle acque da parte delle autorità responsabili, non impedisca l'applicazione della direttiva quadro sulle acque, negando l'accesso all'acqua per il consumo umano e l'agricoltura.

Molti cittadini europei hanno scelto di vivere in Spagna in virtù di tutti i vantaggi che il paese e i suoi abitanti hanno da offrire e così facendo hanno goduto dei diritti garantiti a tutti i cittadini europei ai sensi dei trattati. Tuttavia, i problemi illustrati nella presente relazione riguardano gli stessi cittadini spagnoli, che hanno presentato un numero altrettanto elevato di petizioni su questo argomento.

È pertanto inaccettabile che talune autorità politiche e taluni capi di partito affermino che i problemi vengono sollevati unicamente da cittadini stranieri che possono naturalmente non comprendere la legislazione spagnola o dichiarino che le vittime devono soltanto rivolgersi al tribunale più vicino per chiarire e risolvere la situazione. Molti firmatari hanno in effetti cercato di seguire questa via, senza sortire alcun risultato. Altri non dispongono delle risorse finanziarie necessarie per farlo. La maggior parte degli interessati sono sconcertati dalle indicazioni contrastanti fornite dalle autorità locali e dagli avvocati ai quali si sono rivolti per consulenza, ma che poco hanno fatto per aiutarli (per non parlare dei tanti casi in cui le autorità municipali e gli avvocati stessi hanno rappresentato una parte intrinseca del problema). La maggior parte dei firmatari e molti operatori del settore giudiziario sono disorientati dalla mancanza di certezza giuridica e dalla confusione derivante dalla legislazione imprecisa o eccessivamente complessa in materia di sviluppo urbano e relative implicazioni, nonché dalle disposizioni di attuazione ancora più fuorvianti. La legislazione relativa alle zone costiere del 1988 di recente riesumata è un altro esempio in questo senso.

La commissione per le petizioni riconosce che la pianificazione urbana in Spagna rientra nell'ambito di competenza delle regioni autonome e dei comuni; riconosce altresì che le autorità nazionali sono competenti in materie quali la definizione del quadro generale del piano regolatore e le questioni ambientali come l'approvvigionamento idrico e la salvaguardia delle specie classificate come protette. La commissione ha un'idea chiara dell'ambito di applicazione e dell'applicabilità della legislazione nazionale e non fornisce informazioni fuorvianti ai firmatari su questi punti. La commissione ha di fatto consultato il difensore civico regionale, il Sindic de Greuges, in diverse occasioni.

Tuttavia, le disposizioni legislative applicate in questi ambiti devono essere conformi alle disposizioni generali dei trattati dell'Unione europea e agli atti legislativi europei e tocca ai governi nazionali assicurare che ciò avvenga. È sulla base di tale fondamento giuridico che la commissione per le petizioni ha agito, in virtù delle petizioni ricevute a norma dell'articolo 194 del trattato CE.(2)

Essa agisce perché i cittadini europei godono dei diritti sanciti dai trattati e rispetta il principio di sussidiarietà.

Essa agisce perché i cittadini europei si sono rivolti alla commissione per le petizioni per ottenere aiuto nel risolvere i loro drammi personali e collettivi e i deputati al Parlamento europeo eletti direttamente hanno risposto per difendere i diritti dei loro elettori.

Essa ha agito perché ritiene che tutti gli Stati membri abbiano l'obbligo politico, giuridico e morale di operare secondo i principi fondamentali sanciti dai trattati, compresa la Carta dei diritti fondamentali, firmata dai presidenti delle tre principali istituzioni dell'Unione europea. I cittadini europei si aspettano che i politici che li rappresentano rispettino gli atti che hanno sottoscritto e non cerchino di sfuggire alle proprie responsabilità.

Chiaramente, la crisi finanziaria globale e le sue implicazioni hanno avuto gravi ripercussioni sull'edilizia in Spagna e si tratta di un'autentica tragedia per i lavoratori del settore, ma anche prima degli eventi dell'autunno 2008 il settore edilizio stava raggiungendo un punto critico. Gli anni di massiccia urbanizzazione e di distruzione delle zone costiere, che hanno garantito introiti notevoli al settore edilizio e hanno condotto ad un'eccessiva cementificazione ( vi è attualmente un milione e mezzo di nuove abitazioni in attesa di essere acquistate e un numero imprecisato di nuovi campi da golf) sulla base di supposizioni irrazionali e avide degli imprenditori edili e degli urbanisti, hanno portato la Spagna ad una situazione di recessione disastrosa.

Le autorità spagnole e in particolare quelle regionali continuano a negare l'evidenza, mentre le vittime si contano a migliaia. Nel migliore dei casi, in molte circostanze l'atteggiamento assunto è stato di compiacenza per quanto riguarda i diritti di proprietà individuali; nel peggiore è stato di assoluta noncuranza.

I danni arrecati al paesaggio sono un dato di fatto, come attestano diverse relazioni autorevoli(3), mentre i restanti progetti di urbanizzazione pendono come tante spade di Damocle in calcestruzzo sopra numerose comunità rurali e costiere. Per questo motivo la risoluzione invita le autorità locali a sospendere e riesaminare tutti i progetti esistenti e di procedere esclusivamente quando la sostenibilità sia stata provata, coinvolgendo le comunità locali nel processo decisionale, e la salvaguardia ambientale sia garantita. I diritti legittimi di proprietà devono essere sostenuti.

La relazione sulla prima missione conoscitiva condotta in Spagna nel 2004 aveva già descritto in dettaglio cosa stava succedendo e le relative implicazioni. Durante la seconda visita, taluni politici e imprenditori, seduti gli uni accanto agli altri nella stessa sala riunioni quasi a sottolineare il loro sostegno simbiotico, si sono persino spinti ad affermare che la colpa della situazione era della commissione per le petizioni, responsabile della perdita di investimenti nella regione di Valencia, e lo hanno detto direttamente ai membri della delegazione della commissione. In occasione della terza visita a Valencia nel 2007, l'arroganza ha raggiunto il culmine e ai membri della delegazione è stato detto che le petizioni ricevute erano frutto della fantasia collettiva della commissione. In gennaio, la relatrice ha avuto modo di discutere in maniera franca con il ministro valenziano competente, sebbene questo si sia rivelato impossibile a livello nazionale.

Non è forse un caso che parallelamente alle indagini in corso della commissione, le autorità giudiziarie e le autorità preposte all'applicazione della legge spagnole abbiano condotto loro stesse delle indagini. Il risultato è stato, come noto, un elenco pressoché infinito di politici e funzionari locali in Spagna e nelle isole arrestati con l'accusa di corruzione, in relazione alla campagna di estensiva urbanizzazione condotta nel recente periodo. Il fatto che negli ultimi dieci anni siano stati usati più calcestruzzo e cemento per costruire abitazioni in Spagna di quanto ne siano stati complessivamente utilizzati in Francia, Germania e Regno Unito è ormai risaputo.

Questa tragedia ha naturalmente fatto passare in secondo piano un aspetto importante, sottolineato da molte persone che nutrono riserve circa le indagini della commissione, ossia il fatto che, ovviamente, non tutte le autorità locali sono corrotte e non tutte si sono fatte attrarre dalla trappola dei facili guadagni. Molti hanno agito responsabilmente, la maggior parte dei sindaci locali hanno a cuore soltanto gli interessi delle loro comunità, ma resta il triste fatto che sono rimasti anch'essi vittima dell'urbanizzazione estensiva.

Molti rappresentanti del settore edilizio, che la relatrice ha incontrato, sono vittima della corsa alla ricchezza e al potere politico di attori più importanti. Saranno senza dubbio le piccole imprese edili che operano in modo sostenibile, in conformità alle disposizioni locali e perseguendo obiettivi meno ambiziosi ma validi dal punto di vista ambientale, ad emergere infine per ridare vita al settore, una volta che l'ordine sarà ripristinato e verranno definiti e rispettati dei meccanismi di regolamentazione.

La commissione per le petizioni è in possesso di centinaia di studi di casi individuali contenuti nei documenti presentati dai firmatari. Essi riguardano una grande varietà di situazioni specifiche, come si può vedere dalla tabella allegata alla presente relazione. La maggior parte delle petizioni sono state presentate da individui per conto dei residenti di una comunità specifica; altre godono di un sostegno più ampio, altre ancora sono state presentate da cittadini anziani particolarmente vulnerabili che temono che i risparmi di una vita, investiti per l'acquisto di una casa di cui godere dopo la pensione, vengano fagocitati da affaristi locali irresponsabili e senza scrupoli.

La commissione per le petizioni ha cercato di classificare le petizioni per categorie, in modo da rendere più facilmente identificabili i problemi incontrati dai cittadini europei da parte di coloro che hanno il potere di fornire una soluzione, giudiziaria o politica che sia. Nella risoluzione sono state indicate alcune vie che potrebbero essere esplorate per garantire che i cittadini europei vengano risarciti adeguatamente per le perdite subite a causa della caccia alla terra. È stata invocata l'adozione di misure preventive e ribadito che la valutazione dell'impatto ambientale di tutti i progetti deve fondarsi sul principio di precauzione.

In particolare, nella risoluzione si chiede una maggiore certezza giuridica e rispetto per i proprietari legittimi dei beni immobiliari e i loro diritti. È necessario ricreare un clima di fiducia nei confronti del sistema giudiziario spagnolo, in particolare alla luce delle dichiarazioni rilasciate da rappresentanti di spicco degli avvocati di Valencia che hanno affermato apertamente che non vi sono strumenti di riparazione per le vittime dell'urbanizzazione estensiva. Si tratta di un aspetto di interesse sia per cittadini che per le autorità municipali.

Nella risoluzione si chiede che vengano fornite informazioni più precise e trasparenti su tutti i progetti di sviluppo e che vengano indicate chiaramente le implicazioni per i proprietari di immobili. Qualora debbano essere sostenute spese, queste devono essere giustificate e ragionevoli, non arbitrarie come accade fin troppo spesso adesso. Nessuno può essere privato della proprietà di terreni o abitazioni senza un giusto processo e un risarcimento adeguato, in conformità alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettare ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea.

La commissione invita le autorità spagnole competenti a rivedere ed eventualmente modificare la legislazione, laddove necessario, onde garantire il rispetto dei diritti dei proprietari di immobili sanciti dal trattato e cancellare tutti i progetti di sviluppo che non applicano o rispettano la normativa comunitaria.(4) I nuovi piani di urbanizzazione che disattendono i criteri di sostenibilità ambientale e di responsabilità sociale e che non garantiscono il rispetto dei diritti legittimi di proprietà devono essere sospesi e rivisti. Il ruolo degli agenti preposti all'urbanizzazione e le condizioni alle quali sono stati loro concessi gli appalti da parte delle autorità locali sono stati oggetto di diverse petizioni e sono attualmente oggetto di procedure di infrazione dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee. Per questo motivo, la relatrice non intende commentare ulteriormente la questione, se non per ribadire che la commissione per le petizioni ha sostenuto appieno l'azione intrapresa dalla Commissione europea, così come hanno fatti diversi firmatari.

La commissione per le petizioni comprende e sostiene le autorità spagnole nel tentativo di conservare e, laddove possibile, ripristinare l'ambiente costiero. La relatrice non comprende per quale motivo la legge del 1988 relativa alle zone costiere sia stata riesumata in questa fase e in questo preciso momento, quando è stata in pratica sospesa per trent'anni, lasciando che venissero compiute simili devastazioni. Si chiede altresì la ragione per cui la sua applicazione è tanto confusa e arbitraria, mentre viene demolita l'edilizia costiera tradizionale e tollerata la costruzione di nuovi appartamenti moderni. Infine, si domanda come mai è stato permesso ai cittadini di acquistare queste proprietà negli ultimi trent'anni, nel rispetto di tutte le disposizioni giuridiche, per poi ritrovarsi oggi a subire gli effetti retroattivi di una legge che nega loro i diritti associati alla proprietà legittima. Che si penalizzino gli speculatori e gli imprenditori edili che avevano le risorse giuridiche adeguate per agire con maggiore buonsenso è ragionevole; non è altrettanto ragionevole che le persone che hanno acquistato le loro proprietà in buona fede, rispettando tutte le richieste, perdano i loro diritti e quello delle loro famiglie e discendenti sulle proprie case.

La Commissione europea può ricorrere alla procedura di infrazione per garantire che uno Stato membro rispetti gli obblighi previsti dai trattati o dalle direttive comunitarie. Il Parlamento europeo, che non dispone di un siffatto potere, può, in casi debitamente giustificati, usare la propria autorità in materia di bilancio per raggiungere obiettivi analoghi, qualora decida di farlo. È sufficiente dire in questa fase che in molti casi l'urbanizzazione estensiva ha incorporato parte dei finanziamenti comunitari per nuove infrastrutture nel programma generale per consentire al Parlamento e alla commissione per il controllo dei bilanci di esaminare i casi con maggiore attenzione, qualora non vengano compiuti progressi nel risolvere le questioni presentate dai firmatari al Parlamento europeo. La relatrice auspica fortemente che tale passo non si riveli necessario.

PetitionNumber

Title

Petitioner

Organisation

0001-97

*Fait des reclamations contre les agissements discriminatoires de la Municipalite de l'urbanisation de "Rosa Flor Park" en Alicante - Espagne

GAILDRAUD ARLETTE null

 

0964-01

Negative impact of urban development on the environment in Spain.

SALA JORRO ANA null

Associacio Cultural Ecologista de Calp

1112-02

Urbanisation laws and their abuse in Javea, Alicante, Spain.

RANGER ROGER null

Grupo Accion de Pinomar

0609-03

LRAU Abusive urbanisation projects in Valencia and impact on fundamental rights, environment, public procurement law, water.

SVOBODA CHARLES null

Asociacion Valenciana en Defensa de los Derechos Humanos, Me dioambientales y en contra de los Abusos Urbanisticos

1129-03

*sur les pratiques abusives des lois d'urbanisme (LRAU) de la communaute de Valence en Espagne

PERRET LUNDBERG ULLA BRITT null

Agrupacion de Interes Urbanistico "Los Almendros"

0107-04

*sur la loi regissant la construction et l'urbanisme dans la province autonome de Valence (Espagne)

SCHUCKALL KLAUS null

Grupo Aleman

0310-04

Property confiscation in Andalucia - Marbella, Spain.

CORSGREEN PATRICIA ANN null

 

0566-04

*sur le pretendu lotissement illegal d'une zone du quartier de Boria, a San Vicente de la Barquera, en Espagne

PENIL GONZALES EMETERIO null

 

0822-04

*projets de construction d'appartements sur des parcelles destinees a des villas de style local dans la region

OESS ATTILA null

Los residentes de La Lagunas

0926-04

*fonds europeens en Espagne dans le cadre de la loi sur le developpement urbain promulguee par le gouver. Valence LRAU

STODDART VALERIE null

 

0250-05

*Petition concernant le parc naturel de "Las Lagunas de la Mata y Torrevieja"

SANMARTIN GARCIA JOSE null

 

0470-05

*Abus urbanistique a Benicassim (Castellon - Comunidad Valenciana)

JUAN JOSE SALVADOR TENA null

Asociacion Ciudadanos de Benicàssim

0535-05

*Investigation of a large property development project in a village in Alicante

Oltra Ann

Informal Association of Affected Local People

0875-05

*Contre le projet d'urbanisation "EL MANISERO" à Betera (Valencia)

Sánchez Quilis Nieves

 

0877-05

*Respect de la législation en vigueur concernant un projet d'urbanisation presenté dans la région de Valence

Garcia i Sevilla Bernat

Plataforma Salvem Porxinos

0169-06

*Projet d'urbanisation illégale à l'intérieur du Parque Natural de Cabo de Gara-Nìjar, Almeria, Espagne

CALLEJON DE LA SAL Maria Eugenia

 

0254-06

*Un projet d'urbanisation dans la vallée d'Aguas Vivas

Gonzalez Perez Angel

 

0256-06

*Plainte contre la transation et utilisaiton future de terrains municipaux

Marín Segovia Antonio

"Cercle obert" de Benicalap iniciativas sociales y culturales de futuro

0258-06

*Plainte contre le plan general d'amenagement urbain de Galapagar

- -

Plataforma de Vecinos contra el Nuevo PGOU de Galapagar

0259-06

*La procedure d'infraction de la Commission europeenne au sujet de legislation sur l'urbanisation de la "Generalitat Valenciana"

Campos Guinot Victor

Generalitat Valenciana

0260-06

*Non respect des directives européennes en ce qui concerne l'industrie de la construction - Parcent

Cotterill Jacqueline Claire

 

0262-06

*Abus dans le secteur de l'urbanisme a Torreblanca

O'Carroll Brian

 

0300-06

*Construction d'un bloc de residences sur la plage de "Playa del Esparto"

Martinez Gonzalez Maria Jose

 

0368-06

*L'expropriation d'un terrain en Espagne

Cutillas Gimeno Salvador

 

0443-06

*Albanature Project, Albatera, Alicanate, Spain - Land Grab under LRAU Law

Marsh Michael

 

0611-06

*Dénonciation de projets urbanistiques dans la ville de Monserrat (Espagne)

Badia Molina Antonio

 

0651-06

*Expropriation de terrains privés et construction d'un centre commercial et d'un stade de football dans un quartier périférique de Valencia

MARIN SEGOVIA Antonio

Associacion de Veins i Cultural "Cercle Obert" de Benicalap

0656-06

*Demande d'investigation du "Plan territorial parcial de ordenacion caboblanco Buzanada" à Teneriffe

REVERON GONZALEZ José Antonio

Grupo Socialista (PSOE) - Ayuntamiento de Arona - Tenerife

0728-06

*Violation of Environmental Assessment European Law

Moya Garcia Nicolás Antonio

 

0732-06

*Their problems in Spain concerning granting of illegal building licences by the Zurgena Council

Tinmurth Steve

 

0734-06

*The appropriation of land by the regional government of Andalusia

Wheatley Antony

 

0773-06

*Manquement aux directives 79/409/CE et 85/337/CE concernant un projet urbanistique des municipalités de Torrelodones, Rascafria, Moralzarzal, Las Rozas de Madrid y Galapagar situées au nord et nordest de la Commune de Madrid

SIMANCAS SIMANCAS Rafael

Grupo Parlamentario Socialista

0906-06

*Protection de l'environnement dans la Commune de Valencia

Schmit Leonardo

 

0907-06

*Irrégularités concernant le projet d'urbanisation de la zone du "Coto de Catalá"

Edo Vázquez José Vicente

Agrupación de Interés Urbanístico "Paraje Tos Pelat"

0926-06

*La conversion d'un terrain en terrain a Batir

Arribas Ugarte Carlos

Ecologistas en Acción del País Valenciano

0964-06

*Contre "El Proyecto de Actuación Integrada (PAI) Nou Mil lenni " à Catarroja (Espagne)

Royo Alfonso Juan Carlos

Plataforma "Salvem Catarroja"

0993-06

*Abus urbanistiques et environnementaux de la part de certaines institutions locales sur le littoral de Benidorm

GONZALEZ GONZALEZ Enrique

 

0995-06

*Demande d'arrêt du projet de construction Pai Abadia dans la localité de Canet de Berenguer (Valencia) et possibilité de mettre sur pied un referendum sur ce projet considéré comme une abérration urbanistique

SALVA SOLER Francisco

Vecinos de Canet

0997-06

*Dénonciation d'un projet d'urbanisation touristique à l'intérieur d'un espace naturel protégé situé à El Gordo y Berrocalejo (Caceres, Estremadura)

VALIENTE Jesus

ADENEX

1017-06

*Projet urbanistique dans la région autonome d'Aragon et ses impactes néfastes sur l'environnement

BARRENA SALCES ADOLFO

Izquierda Unida de Aragon

0001-07

by W.S. (Spanish), on behalf of the Asociación Vecinos de Monchells, on infringement of the EC environmental legislation by a construction project launched in Las Atalayas (Peníscola, Castellón, Spain)

SPIESS Wolfgang

 

0002-07

by Ingrid Schramm-Knoch (German), on her problems associated with purchase of property in Spain

SCHRAMM KNOCH Ingrid

 

0013-07

by Mr D. Wheeler (British), on problems related to buying a property in Catral (Alicante, Spain)

WHEELER D.

 

0016-07

by Ms Sophia Vilchez Lopez (Spanish), on behalf of Asociacion de Vecinos Coproprietarios, on unreasonable urban development planning in Tibi (Alicante)

VILCHEZ LOPEZ Sofia

Asociacion de vecinos copropietarios

0017-07

by Mr Manuel Gómez Costa (Spanish), on behalf of Asociacion de vecinos 'San Miguel Arcangel', on the detrimental impact of the implementation of the urban development plan for San Miguel de Salinas

Gomez Costa Manuel

Asociación de Vecinos "San Miguel Arcángel"

0018-07

by Ms Isabel Fernandez Sanchez (Spanish), on behalf of Amigos de la Canadas, on the negative impact of a project concerning the regeneration of the northern beach in Peníscola (Castelón, Valencia) on Marjal o Prat, a Natura 2000 protected area

FERNANDEZ SANCHEZ Isabel

Amigos de las Canadas (Proyecto 2000)

0056-07

by Jesús Pons Vidal (Spanish), on behalf of Associació per a la protecció mediambiental de l’Atzúbia GELIBRE, on unreasonable urbanization in Adsubia (Alicante) and potential detrimental impact on the protected area Marjal Pego -Oliva

Pons Vidal Jesús

Associació per a la protecció mediambiental de l'Atzubia - GELIBRE

0059-07

by Olegario Álvarez Suarez (Spanish), on behalf of the ‘San Felix’ Residents’ Association, on alleged infringement of directives on the assessment of the effects of certain public and private projects on the environment resulting from the modification of an urban development master plan

Álvarez Suárez Olegario

Asociación de Vecinos "San Felix"

0070-07

by Asociacion de Vecinos de Hondón de las Nieves (Spanish), on excessive urbanisation and potential detrimental impact on the environment in Hondón de las Nieves (Alicante)

03688- -

Asociacion de vecinos de Hondon de la Nieves

0113-07

, by Mr Stephen Kimsey (British), on excessive charges asked for new infrastructure developments by the owner of Estepona Golf course (Malaga, Spain)

Kimsey Stephen

Benamara Golf Urbanisation

0120-07

, by D. M. (British), on violation of property rights and abusive development in Ronda (Andalucía)

Milnes David

 

0124-07

, by Stewart Muir and Joyce Robson (British), on excessive urbanisation in Monóvar (Alicante) and alleged infringements of EC legislation on public access to information and public procurement

Muir Stewart

 

0163-07

by Gertrud Vera Wöbse (German), on the new urban development law in Valencia (LUV)

WÖBSE Gertrud Vera

 

0164-07

by Enrique Clement (Spanish) and Hubert Vockensperger (German), on behalf of "Abusos Urbanisticos No”, on violation of EU legislation in connection with urban development programmes in Spain

CLIMENT Enrique

Valencianischer Verein für die Wahrung der Menschenrechte, Umweltschutz und gegen städtebaulichen Missbrauch - "Abusos Urbanis

0174-07

by Ms Sonia Ortiga (Spanish), on behalf of Los Verde Europa, on excessive urbanization causing damage to the bed of Rio Adra (Almeria) - a community protected area

ORTIGA Sonia

Los Verdes Europa

0212-07

by Unai Fuente Gómez (Spanish), on excessive urbanization and alleged breaches of the EIA Directive in connection with the approval of the urban development plan for Navalcarnero (Madrid)

FUENTE GOMEZ Unai

 

0216-07

by Mr. Federico Arrizabalaga Moreno (Spanish), on behalf of Residentes Montañeta S.Jose - Oropesa, on alleged abuses by local authorities in connection with the urban development plans in Montañeta S.Jose - Oropesa

ARRIZABALAGA MORENO Federico

As. Residentes Mont. S. Jose-Oropesa

0217-07

by Mr. Javier Sanchis Marco (Spanish), on lack of measures for the protection of the environment in Masalaves (Valencia) in connection with the activity of a local brick factory

SANCHIS MARCO Javier

 

0237-07

by Marcos Bollesteros Galera (Spanish), on alleged breaches of EC Birds Directive (79/409/EEC) and Habitats Directive (92/43/EEC) by local authorities in Andalucia

Ballesteros Galera Marcos

 

0254-07

by Ms Jean Dudley and Mr Tony Dudley (British), on problems related to the acquisition of property in Catral (Spain)

Dudley Tony

 

0255-07

by Mr Keith Partridge (British) on problems related to the acquisition of property in Catral (Spain)

Partridge Keith

 

0259-07

by Mr Keith Baker (British), on unreasonable charges due for house-owners in Estepena-Malaga Province (Spain) for new unwanted infrastructure-related costs

Baker Keith

 

0285-07

by Mr. José Morales Roselló (Spanish), on his personal experience with one of the well-known developers in Valencia (Spain)

Morales Roselló José

 

0293-07

by Mr. Diego de Ramón Hernández (Spanish), on behalf of Unión Democrática Región de Murcia, on the need to control excessive urbanization plans in Murcia

De Ramon Hernández Diego

Unión Democrática Región de Murcia

0308-07

by Mr Enrique Lluch Broseta (Spanish), on Valencian authorities' disregard of the recommendations of the Fourtou Report

LLUCH BROSETA Enrique

 

0309-07

by Mr José Enrique Sanz Salvador (Spanish), on behalf of Arca Ibérica, on concerns in respect to the provisions of the draft Land Law prepared by the Spanish government

SANZ SALVADOR José Enrique

Arca Iberica

0310-07

by Mr Miguel Costa Gomez (Spanish), on behalf of Asocoacion de Vecinos de San Miguel de Arcangel, on the allegedly illegal construction of a golf camp in the protected area of Sierra de Escalona y Dehesa de Campoamor (San Miguel de Salinas - Alicante, Spain)

Gomez Costa Manuel

Asociación de Vecinos "San Miguel Arcángel"

0388-07

by Mr Brent Gardner (British), on problems with his property in Catral (Alicante, Spain)

Gardner Brent

 

0389-07

by Mr P.J. Hall (British) on problems with his property in Catral (Alicante, Spain)

Hall GJW

 

0391-07

by Ms Elaine Comet (British) on a dispute with the Valencian Planning Authorities in connection with a possible seizure of a part of her property

Comet Elaine

 

0392-07

by Ms Brenda Marshall (Spanish) on excessive charges to cover infrastructure costs related to growing urbanisation in Cadiz (Spain)

Marshall Brenda

Urbanisation Invespania, San Roque

0397-07

by Ms Cristina Gil Collada (Spanish), on alleged abuses against the interests of the residents of Puig-i-lis (Lliria, Valencia) in connection with the urbanisation plans of the local authorities

Gil Collado Cristina

 

0451-07

by Mr. Allan Gulliver (British), on behalf of Valle Romano, on unjust charges for new infrastructure in Estepona (Spain)

Gulliver Alan

Valle Romano

0460-07

by Mr Pedro Torres Tortosa (Spanish), on alleged abuses of the legislation on expropriation on grounds of public interest

Torres Tortosa Pedro

 

0475-07

by Ronald Brichall (British), on excessive infrastructure charges

Birchall Ronald

 

0476-07

by Michael Izatt (British), on excessive charges for new infrastructure

Izatt Michael

 

0478-07

by David Clarke (British), on excessive costs for new infrastructure

Clarke David

 

0513-07

Petition 0513/2007 by Mr. José-Domingo López Manchón (Spanish), on behalf of Grup Ecologista Maigmó (GREMA), on the incorporation of a public property road in the urbanization project "Valle de Sabinar" (Alicante, Spain)

LOPES MANCHON José Domingo

Grup Ecologista Maigmo (GREMA) - Ecologistes en Accio

0515-07

Petition 0515/2007 by Ms. Odorinda Tena Llorens (Spanish), bearing 4 signatures, on problems related to the approval of the Marina d'Or-Golf project (Castellon, Spain)

TENA LLORENS Odorinda

 

0516-07

Petition 0516/2007 by Ms. Liliane Rocher (Spanish), on behalf of Asociación de Vecinos Partida Pitchell, on detrimental environmental effects of the Revised Urban Development Plan of Peniscola (Castellón) on the Serra d'Irta protected area

ROCHER Liliane

Asociacion de Vecinos Partida Pitchell (Sector 14)

0538-07

*Protest against infrastructure costs to provide new housing development

Wilson Gillian

 

0541-07

*Projet d'urbanisme à Parcent, Espagne

Ripoll Vidal Fernando

Arenal Parcent S.L.

0542-07

*Construction d'un stade de footbal`l

Sanmartin y Gonzalez Agustin

 

0543-07

*Projets d'urbanisme dans le region de Valence

Amoros Samper Francisco

Asociación Nueva Cultura del Territorio

0544-07

*Projets d'urbanisme a Oropesa del Mar et Cabanes

Votron Brigitte

Asociación de Vecinos Defensores del Poblado El Borseral

0545-07

*Projet d'urbanisme a Villalonga

Pavia Ferrando Josefa

 

0546-07

*Projet de construction de logements dans la zone "Mestrets Borriolenc"

Bentran Serulla Vicent

Asociación de Vecinos y Afectados Mestrets-Borriolenc"

0547-07

*Le developpement des quartiers de la ville Madrid

Cuellar Martin Eloy Gregorio

Foro por Orcasitas

0557-07

*Streit mit den Behörden über ein Grundstück in Valencia

Eichenberger Ulrich

 

0558-07

*Urban development in Tormos

Bob Johnson

 

0559-07

*Construction de logement dans une zone de protection ecologique a Javea

Ruiz Cruanes Salvador

 

0573-07

*Dysfonctionnements dans les travaux d'aménagement de la Communauté valencienne

FERNANDEZ LLAMAS Honorio

AECU-Asociacion Europa de Consumidores y Usuarios en general y especialmente de Urbanismo

0575-07

*Plusieurs projets d'urbanisme dans la région d'Almeria et Murcia

DEL VAL Jaime

Asociacion Salvemos Mojacar y el Levante Almeriense

0580-07

*Malversations immobilières en Espagne dont est victime une famille française

BARDY Jean-Paul

 

0600-07

*Unregelmässigkeiten von Seiten des Baupromoters beim Kauf eines Hauses mit Grundstück in San Miguel de Salinas

VON DER BRUGGEN Annelie

 

0608-07

*Tender launched by the Orba (Spain) townhall causing the owners to pay a total infrastructure contribution of about 70.000 Euros

SANDERSON Eric

 

0609-07

*Latest urbanization project in Fleix (Vall de Laguart, Alicante) causing the owner of a property to loose 284 m2 of land and a compensation charge of 48.000 Euro

SPARKS David & Rosita

 

0610-07

*Building projects in Benissa's neighbourhood Pedramala 2 ignoring fundamental environmental laws and concerns of those living nearby

ROPOHL Eckhard

Pedramala 2, S.L.

0611-07

*Property owners affected by fraudulent dealings, involving the Lliber council (Spain), a promoter and a property developer

ARTHURS D.R.

La Cuta Owners' Association

0612-07

*Total ignorance of building regulations in the area Colonia Escandinavia situated in Alfaz

LOMM Bengt

 

0615-07

*Permis de construction irréguliers octroyés par les autorités municipales de la ville de El Campello (Espagne)

De Jeronimo Gonzalez Jaime

 

0616-07

*Protection du parc naturel "de la Albufera de Valencia"

BLANCO PEREZ Manuel

Defensores del parque natural de la Albufera de Valencia

0617-07

*Irrégularités constatées dans le plan de construction du projet "Dels Tarongers Golf Resort"

SANFELIU BUENO José Miguel

Asociacion afectados del PAI "Dels Tarongers Golf Resort" Albalat dels Tarongers

0619-07

*Projet d'urbanisme à Castellon de la Plana, Valencia (Espagne)

ROGER DOLS José

Asociacion de vecinos Sant Joan del Riu Sec

0620-07

*Projet de construction "Benicassim Golf" à Benicassim, Espagne

JUAN JOSE SALVADOR TENA null

Asociacion Ciudadanos de Benicàssim

0621-07

*Application dans la région valencienne de la loi espagnole "Plan general de ordenacion urbana"

LLORET VALENZUELA Gaspar

Grupo Municipal Socialista en el Ayuntamiento de Villa joyosa

0622-07

*Modalités d'application par les autorités municipales de Tormos (Espagne) de la législation espagnole "Plan general de ordenacion urbana"

FERRANDIZ GONZALEZ Antonio

 

0625-07

*Les nouveaux projets d'urbanisme à Cullera, Espagne

MORALES Manuel

Agrupaciones Afectados por los PAIs de Cullera (Marenyet y Brosquill)

0627-07

*Projet d'urbanisme dans la municipalité de Alboraya (Valencia)

SANZ GARCIA Julio

 

0628-07

*Demande d'investigation sur les irrégularités urbanistiques commises dans la Communauté valencienne

BALLESTER José Carlos

Asociacion de vecinos C/ Eugenia Vines

0629-07

*Plainte des habitants de la zone d'urbanisme Los Lagos (Valencia)

MORENO GORRIZ José Enrique

 

0684-07

Petition 0684/2007 by David Wilkins (British), on problems with his property in Alicante (Spain)

Wilkins David

 

0695-07

by J.M (British), on excessive urbanisation and deforestation in Costa del Sol (Malaga)

McCann Juliet

 

0750-07

by Francisco Pellicer Alcayna (Spanish), on behalf of La Coordinadora Ciudadana para la defensa de los Bosques Metropolitanos de la Ribera del río Turia, and Vincente Perez Gil (Spanish), on behalf of Asociacion de Veins Amics d'Entrepins, on the detrimental environmental impact of an urban development project to be implemented in Eliana (Valencia)

PELLICER ALCAYNA Francisco

Coordinadora Ciudadana para la defensa de los Bosques Metropolitanos de la Ribera del Rio Turia

0752-07

by Amparo Palazón Martínez (Spanish), on behalf of Plataforma Cívica Monovera ‘Por Monóvar No a este PGOU’, on alleged infringements of EC legislation in connection with the approval of the General Urbanisation Plan (PGOU) for Monóvar (Alicante)

PALAZÓN MARTÍNEZ Amparo

Plataforma Cívica Monovera "Por Monóvar no a Este Pgou"

0799-07

by José Antonio Moreno de Frutos (Spanish) on assessment of the potential increase of urbanization pressure in connection with a project to build a water desalination plant in Cabanes (Castellón)

Moreno de Frutos José Antonio

 

0805-07

by Robert Alan Barlow and Margaretha Elizabeth Martinette Easton (British), on behalf of Lamayuru S.L., on alleged violations of EC legislation on protected areas in connection with the provisional approval of an urban development plan in Bédar (Almeria)

Barlow Robert Alan

Lamayuru SL

0821-07

by Honorio Fernandez Llamas (Spanish), on behalf of Asociacion Europea de Consumidores, Usuarios y Urbanismo (AECU), on illegal urbanisation projects in San Miguel de Salinas (Alicante) and improper implementation of the legislation in force

FERNANDEZ LLAMAS Honorio

AECU-Asociacion Europa de Consumidores y Usuarios en general y especialmente de Urbanismo

0824-07

by Ms Margarita Gonzáles Gómez (Spanish), on alleged breaches of EC legislation in connection with the urban projects in Moralzarzal, Torrelodones, Rascafria, Las Rozas and Galapagar (Madrid)

GONZALEZ GOMEZ Margarita

 

0878-07

by Mr. Pedro Garcia Moreno (Spanish), on behalf of Asociación de Naturalistas del Sureste (ANSE), on alleged breaches of EC environmental legislation by regional and local authorities in the Autonomous Community of Murcia (Spain)

GARCIA MORENO Pedro

ANSE

0898-07

by Mr. Jose Rodriguez Hernandez and Ms. María Belmonte Núnez (Spanish) on expropriation and illegal demolition of their house as result of the approval of an urban development plan in Calpe (Alicante)

Rodriguez Hernández José

 

1051-07

by Mr. David Chervin (French), on urban abuses resulting in the expropriation of his land in Polop de la Marina (Alicante, Spain)

CHERVIN David

 

1058-07

by Ms. Francisca Talens Sapina (Spanish), on breaches of her property rights and of EC public procurement legislation in connection with the implementation of the urban development plan of Cullera (Valencia) adopted on the basis of the LRAU (Ley Reguladora de Actividades Urbanisticas)

TALENS SAPINA Francisca

 

1183-07

by Ms Mary Wall (Irish), on breach of her property rights in Spain

Wall Mary

 

1230-07

by C.G.C. (French), on possible breaches of her property rights in connection with the application of article 193 of the Valencian Urban Law (Ley Urbanística Valenciana)

Gil Collado Cristina

 

1386-07

by Mr Román Alonso Santos (Spanish), on behalf of Izquierda Unida de Vigo, on the environmental impact of the Vigo General Urban Development Plan (PGOU)

Santos Roman Alfonso

Esquerda Unida - Izquierda Unida

0008-08

by Ms. Jennifer Harvey (British), on problems with her property in Spain

Harvey Jennifer

 

0085-08

by Mrs. Esther Morales Valero (French), on alleged urban abuse resulting from the implementation of the General Urban Development Plan (PGOU) 2005 of Santa Pola

Morales Valero Esther

 

0113-08

by José Mouriz Cruz (Spanish), on behalf of the Asociación de Vecinos 'San Vicenzo', bearing one other signature, on a protest against the adoption of the general development plan for the municipality of Rábade in Galicia

Mouriz Cruz José

Asociación de vecinos "San Vicenzo"

0174-08

by Mr. Jose Ortega (Spanish), on the alleged abusive application of the Spanish law of the coasts in relation to property rights

Ortega Ortega José

 

0179-08

by Mr. Alberto Mayor Barajona (Spanish), on behalf of Ecologistas en Acción (Guadalajara), on alleged breaches of EC environmental legislation in connection with the approval of an urban development project concerning Vega del Henares area (Castilla-La Mancha)

Mayor Barahona Alberto

Ecologistas en acción

0242-08

by Geert Jongsma (Dutch), on infringement of his property rights in Spain

Jongsma Geert

 

0278-08

by N.N.S. (Spanish), concerning alleged irregularities regarding development plans for La Marina (Elche - Alicante)

Navarro Soler Noelia

 

0482-08

by Maria-Pilar Malon Azpilicueta (Spanish), on behalf of the Asociacion Abusos Urbanisticos in Navarra, concerning the harmful impact of an urban development project on Estella-Lizarra (Navarra)

Malón Azpilicueta María-Pilar

Asociación "Abusos Urbanísticos en Navarra: No"

0496-08

by Maria Teresa Salvador Alarcón (Spanish), on opposition to the urban renewal project for El Cabanal district (Valencia)

Salvador Alarcón María Teresa

 

0521-08

by Peter Jozef Mathilda Van Kerckhoven and Marie Françoise Georgette Schorreels (Belgian), on alleged irregularities in connection with the adoption of the integrated action program for the urbanisation of 'La Serreta' sector in Nucía (Valencia)

Van Kerckhoven Peter Jozef Mathilda

 

0631-08

by Konrad Ringler (German), on mass expropriations in Catalonia, Spain

Ringler Konrad

 

0645-08

by Ms. E. W.(British), on problems with the house she purchased in Murcia (Spain)

Wheatley Elizabeth

 

0716-08

by Luis Cerillo Escudero (Spanish) on behalf of Ecologistas en Accion de Valencia, on alleged breaches of EC Directive 85/337 on environmental impact assessment in connection with a Formula One-track project in Valencia.

Cerrillo Escudero Luis

Ecologistas en acción de Valencia

0774-08

by María Jesus Peréx Agorreta (Spanish), on behalf of the 'Departamento de Historia Antigua-UNED' (Department of Ancient History at the UNED), on protection of the natural and cultural environment in Soria and Numancia in Castilla y León in northern Spain

Peréx Agorreta Maria Jesús

Departamento de Historia Antigua - UNED - Madrid

0867-08

by Ms. Karin Koberling (German), on alleged abusive application of the law of the coast by the Spanish authorities

Koberling Karin

Asociación de Vecinos de Puerto de la Cruz

0983-08

by Clara Gonzalez Jiménez (Spanish), on the alleged detrimental environmental impact of an urban development project in Candeleda (Castilla y Leon)

González Jiménez Clara

 

1038-08

*Illegal activities in the Santa Maria Green Hills Development in Elivira, Marbella, Spain

Pabla Jasbir

 

1057-08

*Illegal builds in Spain

Burns Michael

 

1146-08

*La contribution financiere au projet urbanistique d'une construction des centaines de bungalows demandee aux habitants d'un immeuble, situe a une proximite directe, par l'administration locale

Fernandez Arias Leal Carmen

 

1265-08

*Illegal permission/licence of house building

Dorrell David

 

1485-08

*The Spanish Rules of Coast concerning a property in the Marina of Empuriabrava

Hazelhurst Alan

 

1552-08

*Urbanization in Spain and illegal building

Perez Garreta Maria Dolores

EUC Zona Ranchos-Pueblo Azahar

(1)

Relazione sulla prima missione di accertamento dei fatti condotta in Spagna, luglio 2004 PE 346.773.

Relazione dell'on. Janelly Fourtou al Parlamento europeo, contenente i dettagli della seconda missione di accertamento dei fatti, giugno 2005, A6-0382/2005.

Relazione sulla terza missione di accertamento dei fatti condotta in Spagna, aprile 2007, PE 386.549.

Risoluzione approvata dal Parlamento europeo, 21 giugno 2008, B6-0251/2007.

(2)

Cfr. in particolare: La Gestión Urbanística en el Derecho de la Unión Europea, del Estado Espanol y de la Communidad Valenciana (La gestione urbanistica nel diritto dell'Unione europea, dello Stato spagnolo e della Comunità di Valencia), di Pr. José Antonio Tardio Pato. Thomson - Editorial Aranzadi, 2007.

(3)

Greenpeace - Spagna: Destrucción a Toda Costa (distruzione a tutta costa).

Ministero spagnolo dell'Ambiente e Osservatorio per la sostenibilità in Spagna (Observatorio de la Sostenibilidad en Espana): Cambios de ocupación del suelo en Espana; Implicaciones para la sostenibilidad (Cambiamenti nell'occupazione del suolo in Spagna – Implicazioni per la sostenibilità), 2006.

(4)

Nella risoluzione viene citato l'articolo 33 della Costituzione spagnola; tuttavia l'applicazione delle disposizioni non è stata definita chiaramente dalla Corte costituzionale, poiché si riferiscono a progetti di urbanizzazione estensiva.


PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA

On. Marcin LIBICKI

Presidente

Commissione per le petizioni

ASP 04F158

BRUXELLES

Oggetto:    Parere sotto forma di lettera sul progetto di relazione sull'impatto dell'urbanizzazione estensiva in Spagna sui diritti individuali dei cittadini europei, sull'ambiente e sull'applicazione del diritto comunitario, in base alle petizioni ricevute (petizioni 00/00 e 00/00) (2008/2248(INI))

Signore Presidente Libicki,

La commissione giuridica formula le seguenti osservazioni relativamente a taluni aspetti prettamente giuridici del succitato progetto di relazione.

Il progetto di relazione elaborato dalla relatrice della commissione per le petizioni contiene talune idee sbagliate relativamente al campo di applicazione e all'applicabilità del diritto nazionale, passibili di ingannare i lettori e far sì che sopravvalutino quanto l'Unione europea può fare in casi in cui uno Stato membro o le autorità nazionali vengano accusati di aver violato i diritti fondamentali, quali figurano nella Convenzione europea per la tutela dei diritti dell'uomo (CEDU) e delle libertà fondamentali e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Affinché le istituzioni comunitarie (la Commissione, la Corte di giustizia) siano in grado di agire contro lo Stato membro in tali circostanze, la violazione di un diritto fondamentale deve poter essere riferibile all'esercizio delle competenze comunitarie. Il semplice fatto che alcune delle persone che hanno presumibilmente subito un'ingiustizia a seguito di supposta violazione di un diritto fondamentale sancito dalla CEDU e dalla Carta abbiano esercitato i diritti comunitari di libertà, di movimento o di libertà di stabilimento, non è sufficiente per far sì che la questione rientri nella giurisdizione della Comunità.

Per quanto riguarda la presunta violazione del diritto di proprietà (Articolo 1 del primo Protocollo Addizionale della CEDU, il progetto di relazione non dimostra alcun collegamento con il diritto comunitario.

Inoltre, la dichiarazione al considerando I del progetto di relazione, stando alla quale una causa sulla competenza comunitaria relativamente ai diritti di proprietà intellettuale e attinente all'articolo 295 del trattato (causa 119/75 Terrapin v. Terranova [1976] ECR 1039) dimostra che la competenza degli Stati membri nei confronti del regime di proprietà "deve essere sempre applicata in relazione con i principi fondamentali della normativa comunitaria, quali la libertà di movimento di merci, persone, servizi e capitali", rivela un sostanziale malinteso della giurisprudenza sull'articolo 295. Tale giurisprudenza fa riferimento a casi in cui la Comunità, nell'esercizio delle proprie competenze (sulla libera circolazione delle merci, ecc.), pretende, in qualche modo, di influenzare, limitare o controllare l'esercizio dei diritti di proprietà, come consentito dall'articolo 1 del Primo Protocollo Addizionale della CEDU. In realtà, è giurisprudenza costante che "il diritto di proprietà fa parte dei principi generali del diritto comunitario. Esso tuttavia non costituisce una prerogativa assoluta, ma va considerato alla luce della sua funzione sociale. Ne consegue che possono essere apportate restrizioni all'esercizio del diritto di proprietà, purché tali restrizioni rispondano effettivamente agli obiettivi di interesse generale perseguiti dalla Comunità e non costituiscano, rispetto allo scopo perseguito un intervento sproporzionato ed accettabile che leda la sostanza stessa dei diritti così garantiti" (Causa C-491/01 British American Tobacco (Investments) e Imperial Tobacco [2002] ECR I-11453).

La Corte ha reso chiara la propria posizione, ad esempio nell'ordinanza del 6 ottobre 2005, nella causa C-328/04 Vajnai [2005] I-8577 e nella precedente sentenza relativa all'espropriazione di beni immobili nella causa C-309/96 Annibaldi v. Sindaco del Comune di Guidonia e Presidente Regione Lazio [1997] ECR I-7493, ai paragrafi 22-25: laddove le disposizioni nazionali esulano dalla legislazione comunitaria, la valutazione della loro conciliabilità con i diritti fondamentali garantiti dalla Corte non rientra più nell'ambito della giurisdizione comunitaria.

In ogni caso, l'acquisto di un bene immobiliare in Spagna avviene conformemente al diritto nazionale e qualsiasi presunta trasgressione di tale diritto deve essere risolta dinanzi alle competenti autorità giudiziarie spagnole (cfr. Causa C-182/83 Fearon v. Irish Land Commission [1984] ECR 3677). Solo come ultima soluzione, quando tutti gli altri rimedi nazionali sono terminati, è possibile investire della questione la Corte europea per i diritti dell'uomo.

È essenziale tener presente che, nell'espletamento delle pratiche di esproprio del bene immobile, le autorità spagnole agiscono in conformità della Costituzione spagnola e delle leggi emanate conformemente alle disposizioni della Costituzione stessa. Il fatto che alcune delle persone interessate dalle misure in questione fossero cittadini dell'Unione che avevano esercito una delle libertà garantite dal trattato non incide sulla questione. Il mezzo adeguato per ottenere riparazione è quello di ricorrere ai tribunali spagnoli e, solo quando sono stati esauriti tutti i rimedi nazionali, alla Corte dei diritti dell'uomo, a Strasburgo.

Infine, il progetto di relazione fa riferimento a procedure avviate dalla Commissione contro la Spagna per presunta violazione della direttiva sugli appalti pubblici. Non è tuttavia certo che vi sia un sufficiente nesso di casualità tra la presunta irregolare attuazione di questa direttiva e il danno presumibilmente subito dagli autori delle petizioni.

In conclusione, dopo avere esaminato la questione nella riunione del 12 febbraio 2009, la commissione giuridica, con 13 voti favorevoli e nessuna astensione, raccomanda che la Sua commissione, competente per il merito, proceda all'esame della proposta di cui sopra, conformemente ai suoi suggerimenti(1) .

Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia profonda stima,

Giuseppe GARGANI

(1)

Erano presenti i seguenti membri: Alin Lucian Antochi (presidente f.f), Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (vicepresidente), Francesco Enrico Speroni (vicepresidente), Monica Frassoni (relatrice), Sharon Bowles, Brian Crowley, Jean-Paul Gauzès, Klaus-Heiner Lehne, Alain Lipietz, Manuel Medina Ortega, Georgios Papastamkos, Aloyzas Sakalas, Jaroslav Zvěřina.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

11.2.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

11

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Sir Robert Atkins, Margrete Auken, Alessandro Battilocchio, Victor Boştinaru, Simon Busuttil, Michael Cashman, Alexandra Dobolyi, Glyn Ford, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Cristina Gutiérrez-Cortines, David Hammerstein, Carlos José Iturgaiz Angulo, Marcin Libicki, David Martin, Miguel Angel Martínez Martínez, Manolis Mavrommatis, Mairead McGuinness, Willy Meyer Pleite, Gay Mitchell, José Javier Pomés Ruiz, Nicolae Vlad Popa, Andreas Schwab, Richard Seeber, Kathy Sinnott, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Thijs Berman, Roger Helmer, Mieczysław Edmund Janowski, Henrik Lax, Juan Andrés Naranjo Escobar, María Sornosa Martínez

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Vicente Miguel Garcés Ramón, Jules Maaten, Teresa Riera Madurell, Frédérique Ries

Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2009Avviso legale